sabato 3 novembre 2012

La guerra tra i poveri mentre i ricchi stanno a guardare

Ilva, prolungato lo sciopero
presidio di 24 ore davanti ai cancelli


Sciopero fino a martedì 6 novembre e presidio di 24 ore su 24 davanti ai cancelli. È la decisione presa dai lavoratori dell'Ilva di Taranto riuniti in assemblea dopo la morte di Claudio Marsella, l'operaio di 29 anni che ha perso la vita in un incidente il 30 ottobre.
"Mentre le pressioni e le minacce dell'azienda nei confronti dei lavoratori continuano senza però ottenere alcun risultato di fronte alla determinazione di chi ha deciso di dire basta all'arroganza di un'azienda che pensa di poter fare ciò che vuole di chi lavora, dell'intera città e della legalità, gli operai riuniti in assemblea questa mattina hanno deciso di confermare la prosecuzione dello sciopero" scrive in una nota l'Ubs, unione sindacale di base.
Lo sciopero proseguirà fino alle 7 di martedì 6 novembre. L'assemblea,
insieme all'Usb, ha anche deciso di presidiare i cancelli della fabbrica 24 ore al giorno a tempo indeterminato. "Intanto - prosegue la nota - cresce la protesta sia in fabbrica, spinta dalla determinazione e dalla compattezza degli operai del MOF (Movimento Ferroviario), quello dove è morto il giovane Claudio Marsella, sia in città, da dove cittadini e associazioni si stanno stringendo intorno agli scioperanti. Questa volta la musica la stanno suonando i lavoratori e la loro determinazione a richiedere sicurezza, salute, lavoro, legalità e giustizia non arretrerà di fronte all'arroganza dell'azienda e al silenzio della politica".
Gli operai chiedono anche l'istituzione di un tavolo: "Ribadiamo comunque pubblicamente la richiesta di intervento del Prefetto per avviare un serio confronto in mancanza della volontà della dirigenza Ilva di parlare con la rappresentanza sindacale che i lavoratori hanno liberamente scelto. (Repubblica)

Ilva, è guerra sul morto

Il sostituto procuratore del tribunale di Taranto Giovanna Cannarile ha iscritto nel registro degli indagati il direttore dell’Ilva Adolfo Buffo, 56 anni e di altri due impiegati dell’Ilva di Taranto, Antonio Colucci, 55 anni e Cosimo Giovinazzi, 38 anni, entrambi di Martina Franca.
LA MORTE DI MARSELLA - Tale provvedimento è stato preso in relazione all’incidente mortale avvenuto in fabbrica lo scorso 30 ottobre quando nei pressi del quinto sporgente del molo in uso al siderurgico è morto Claudio Marsella, operaio 29enne locomorista del reparto movimento ferroviario di Oria, in provincia di Brindisi. L’avviso di garanzia è un atto dovuto ed è stato notificato insieme all’indicazione dell’autopsia che servirà a chiarire la dinamica dell’incidente. Al momento non si sa se l’operaio sia caduto dal locomotore in manovra ferendosi a morte contro i respingenti o se sia stato schiacciato tra locomotore e vagoni durante l’operazione di aggancio. Quel che è certo è che la vittima avrebbe subito ferite gravi al bacino.
L’INDIGNAZIONE DEI SINDACATI - Intanto Fim, Fiom e Uilm hanno risposto alle accuse dell’Usb e dal comitato “Liberi e Pensanti” i quali avevano accusato la triplice di aver svenduto la sicurezza dei lavoratori con 450 euro lorde, come certificato da un accordo siglato con l’azienda nel 2010. Tale documento stabilisce che i mezzi interni possono essere condotti da una sola persona la quale si troverà a svolgere le mansioni sia del locomotorista sia del manovratore, circostanza non contemplata dalla pratica operativa, il tutto per una concessione di appunto 450 euro lorde una tantum.
MENZOGNE - “Le informazioni diramate in questi giorni dal comitato Liberi e Pensanti e sindacato Usb non corrispondono alla realtà -hanno spiegato i tre sindacati- La documentazione inerente agli accordi distribuita ai lavoratori e agli organi di stampa, infatti, ci risulta incompleta, mancante del crono-programma e della procedura di soccorso in caso di malore o infortunio dei lavoratori con dettaglio delle azioni da intraprendere”. Le tre sigle poi ritengono come tale accordo non abbia messo a repentaglio la sicurezza degli operai. Alle menzogne ancora una volta rispondiamo dicendo che nessuna modifica organizzativa degli assetti di lavoro nel reparto Mof è avvenuta in modo unilaterale, in quanto al fine di perfezionare quanto più possibile le modalità di accordo si sono tenute assemblee retribuite di reparto tra i lavoratori, i quali hanno condiviso l’accordo”.
CAUSE IN FASE DI ACCERTAMENTO - I sindacati dei metalmeccanici hanno infine affermato che “le cause che hanno provocato l’infortunio del giovane operaio Claudio Marsella, nel grave e inaccettabile infortunio accaduto nel reparto Mof dell’Ilva, sono al momento in fase di accertamento da parte degli organi inquirenti che, siamo convinti, faranno piena luce sulle eventuali responsabilita’”. Martedì mattina le tre sigle terranno una conferenza stampa nella sede di Piazza Bettolo a Taranto.
LE OPPOSIZIONI - Nell’incontro sarà fornita la documentazione riguardante l’organizzazione del lavoro del movimento ferroviario dello stabilimento. La triplice dovrà rispondere oltre al Comitato liberi e pensanti ed all’Usb anche al movimento Tarantorespira il quale ha accusato azienda e sindacati la quale ha riferito che il Comitato aveva presentato un esposto in procura proprio in merito all’accordo del 2010 siglato tra sindacati ed azienda.
L’ILVA SI SENTE PULITA - La risposta dell’Ilva su tale accordo non si è fatta certo attendere. ha pure presentato un esposto in Procura proprio in merito ad un accordo sottoscritto a novembre del 2010 dai rappresentanti sindacali con l’azienda. Azienda che ha risposto relativamente alle insinuazioni su questo accordo con un apposito comunicato:
Taranto, 31/10/2012
In relazione al tragico incidente accaduto ieri, Ilva precisa che Claudio Marsella ha risposto via radio fino alle ore 8.40. Alle 8.53 circa, a seguito di una richiesta di verifica, è stato trovato da un collega sul luogo dell’incidente. Alle 8.54 è stato chiamato il servizio sanitario interno di stabilimento. Alle ore 9.00 l’ambulanza era sul posto. Alle ore 9.10 è stato registrato l’arrivo al Pronto Soccorso dell’ospedale S.S. Annunziata di Taranto.
A chiarimento di quanto riportato da vari organi di Stampa, l’Azienda precisa che le modalità operative previste “nell’attività di movimentazione di convoglio bramme”, quelle interessate dal tragico evento, sono già operative da oltre dieci anni e che nulla hanno a che fare con quanto regolamentato dall’accordo sindacale del 10 novembre 2010.
Trattasi pertanto di attività formalizzate e ben consolidate per quanto attiene alle procedure di sicurezza.
Insomma, il giochino dello scaricabarile è più attivo che mai. (Giornalettismo)


ILVA: TRE AVVISI DI GARANZIA PER INCIDENTE MORTALE A OPERAIO

Per l'incidente mortale avvenuto martedi' mattina all'Ilva sono partiti tre avvisi di garanzia.
  Li ha firmati, come primo atto formale dell'indagine, il sostituto procuratore della Repubblica di Taranto Giovanna Cannarile e riguardano Adolfo Buffo, 56 anni, attuale direttore dello stabilimento siderurgico, ed altri due impiegati dell`Ilva di Taranto: Antonio Colucci, 55 anni e Cosimo Giovinazzi, 38 anni, entrambi di Martina Franca. Claudio Marsella, 29 anni, di Oria (Br), era locomotorista addetto reparto Mof, sigla di Movimento ferroviario. E' il reparto che si occupa del trasporto di materiali all'interno dello stabilimento. Non e' ancora chiara la dinamica dell'incidente anche se fra le ipotesi piu' accreditate c'e' quella che l'operaio, nella manovra di aggancio del locomotore alla motrice, abbia perso improvvisamente l'equilibrio e sia caduto battendo violentemente una parte del corpo sullo stesso convoglio. Sul corpo di Marsella non sono stati trovati segni visibili di schiacciamento ma solo un vistoso ematoma all'altezza del torace. Non si esclude anche che Marsella sia stato vittima di un malore. Domani il medico legale Giancarlo Divella, dell'Universita' di Bari, effettuera' l'autopsia sul corpo dell'operaio e da quest'accertamento dovrebbero scaturire elementi utili anche per ricostruire la dinamica dell'incidente. Subito dopo l'incidente in tutta l'Ilva sono scattate 24 ore di sciopero in segno di protesta e altre due sono state fatte a livello nazionale in tutti gli stabilimenti del gruppo Riva il giorno successivo l'infortunio.(AGI)

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