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giovedì 19 novembre 2015

Si balla su 30 centimetri di bluff!

Tour dei quartieri- 30 cm di bluff :anche un laboratorio didattico per bambini sabato 21 novembre

Sabato 21 novembre 2015 a partire dalle 17 saremo al quartiere tamburi di Taranto.,in piazza Gesu' divin lavoratore ,per una giornata di confronto,musica,aggregazione,proposta.Abbiamo  accolto con piacere l'invito dei tanti cittadini che spesso ci contattano e gradirebbero confrontarsi con il "comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti" nel loro quartiere di residenza e con l'occasione abbiamo organizzato questa prima giornata del:
"TOUR DEI QUARTIERI"
1° tappa quartiere Tamburi "30 cm di BLUFF".
tra i tanti appuntamenti della giornata
“Te la metto io la terra!!”- Laboratorio didattico per bambini

Sarà dipinto un cielo azzurro e un sole risplendente su di un rotolo di carta lungo circa 10 mt..
Alla base del cielo, sarà disegnata la sagoma di una fabbrica per tutta la lunghezza del foglio, sagoma che, successivamente, sarà ricoperta di colla. Sulla colla ancora fresca, sarà gettata della terra, insieme a simbolici semi. Scuotendo tutto il foglio, solo sulla sagoma resterà fissato il terreno seminato : una “fabbrica di terra”, la terra che l’ha spenta, la terra al posto della fabbrica, la terra su cui poter seminare per raccogliere nuovi frutti

A SEGUIRE IN SERATA MUSICA LIVE CON

Fido Guido
Frank Buffoluto & i Pali Delle Cozze
Sud Foundation Krù
Terraross

Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti

martedì 22 settembre 2015

Scuole di serie P come polvere

Comunicato dei Cittadini e lavoratori liberi e pensanti

I bambini vanno difesi e tutelati

La “Dichiarazione di Ginevra dei diritti del fanciullo” dichiara, al secondo punto, che “il fanciullo deve beneficiare di una speciale protezione e godere di possibilità e facilitazioni, in base alla legge e ad altri provvedimenti, in modo da essere in grado di crescere in modo sano e normale sul piano fisico intellettuale, morale, spirituale e sociale in condizioni di libertà e di dignità.”
La difesa e la tutela dei bambini può e deve essere un obiettivo comune a tutti: genitori, istituzioni scolastiche e politica. E’ questo lo spirito che ci ha spinto a denunciare la situazione in cui versano le scuole elementari del quartiere Tamburi di Taranto, il rione a ridosso della zona industriale, forse più inquinante d’Italia, quello in cui, qualche tempo fa, un prefetto (ci pare) impedì l’apertura di un istituto superiore a causa dell’inquinamento. Evidentemente il nostro voler veder chiaro ha dato fastidio a qualcuno che si è sentito accusato, senza alcuna ragione, di negligenza.
L’iniziativa di ieri mattina presso la scuola Vico, maturata dopo le dichiarazioni del sindaco Stefàno al Convegno “Oltre l’Ilva”, in cui ringraziava il premier Renzi per l’attenzione riservata alla nostra città, aveva lo scopo di misurare quanto concreto fosse l’impegno del Governo. Abbiamo così scoperto che, contrariamente a quanto sostenuto dal sindaco, il Comune di Taranto, per realizzare questi lavori, che sono partiti in ritardo proprio per la mancanza dei fondi, ha anticipato un milione di euro in attesa che il Governo, che non smette mai di proclamare l’importanza di Taranto per tutta la nazione, restituisca la somma.
Nell’incontro con la dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Deledda, a cui ha partecipato anche il responsabile dei lavori, è emersa, per la sede centrale, la questione della palestra non ancora completata e usata come deposito di materiale fino alla fine dei lavori. Abbiamo chiesto come mai non si sia pensato ad un prefabbricato da adibire a deposito ma ci è stato risposto che “costa troppo”. Tradotto, significa che, garantire ai bambini frequentati la scuola, il diritto di svolgere attività psicomotorie, indispensabile per una corretta crescita, è un costo troppo oneroso.
Abbiamo anche chiesto se chi ha stilato il progetto di questi lavori abbia posto “particolare curaper quanto riguarda la presa dell’aria esterna”, così come previsto dagli art. 5.3.13 e 5.3.14 del Decreto Ministeriale del 18 dicembre 1975 in materia di trattamento dell’aria esterna nelle zone con condizioni particolarmente gravi d’inquinamento atmosferico. Prevedevamo che la risposta sarebbe stata negativa, ma non immaginavamo che i nostri interlocutori non conoscessero per niente questa normativa.
Qualche articolo di giornale in cui si “ridicolizza” l’iniziativa di ieri e si afferma che i bambini non subiscono alcun disagio (come se la polvere di cui è pieno l’edificio, i rumori continui, la mancanza della palestra e del giardino esterno non fossero disagi) non ci fermerà anzi, così come abbiamo sempre fatto, andremo a fondo anche interpellando la Magistratura.

domenica 18 gennaio 2015

In pompa magna

Centro salute ambiente a Taranto, screening su 300 bambini delle scuole

“Il Centro salute ambiente può diventare un modello per tutta Italia. Credo sia molto avanzata un’attività di screening sulle patologie più rilevanti che hanno a che fare anche con l’inquinamento della città di Taranto". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola partecipando a Taranto, insieme all’assessore regionale alla Salute, Donato Pentassuglia e al nuovo direttore generale dell’Asl Taranto 1, Fausto Rossi, alla presentazione dei primi dati della struttura tarantina e alle implicazioni del decreto sulla 'Terra dei fuochi.
Il centro, partito con una dotazione finanziaria di 13 milioni di euro, integrata un mese fa con altri 4,2 milioni e l'estensione delle attività ai territori di Brindisi e Lecce, è stato avviato lo scorso primo settembre per valutare la correlazione tra esposizioni ambientali attraverso tutte le matrici e gli effetti sulla salute umana. La struttura ha avviato attività di monitoraggio e ricerca e le relative dotazioni strutturali e infrastrutturali.
“Il Registro tumori – ha aggiunto Vendola – è uno dei più evoluti, avanzati e meglio accreditati di tutto il nostro paese. Insomma, non è tutto fermo a Taranto, si va avanti con un lavoro durissimo, in profondità, con il coinvolgimento degli operatori sanitari, dei cittadini, delle associazioni, del Tribunale dei diritti del malato. Credo che Taranto abbia energie e risorse straordinarie che vanno finalmente liberate. Non si può dire solamente tutto il male, qualche volta bisogna dire anche tutto il bene di questa città”.
SONO CINQUE LE MACRO AREE - Sono cinque le macro aree d’intervento sulle quali è incentrata la pianificazione del Centro salute e ambiente di Taranto, che vede una integrazione delle strutture di Arpa e Asl per “dare una risposta immediata e condivisa alle tematiche di ambiente e salute”. Lo ha spiegato Lucia Bisceglia della Regione Puglia nel corso di una conferenza alla quale hanno partecipato il governatore, Nichi Vendola, l’assessore regionale alla Salute, Donato Pentassuglia, il nuova manager dell’Asl Taranto 1, Fausto Rossi, il dirigente di Arpa Taranto, Roberto Giua e il responsabile del Dipartimento di prevenzione dell’Asl, Michele Conversano.
La prima macro area è dedicata al monitoraggio ambientale con il potenziamento delle capacità di controllo e conoscenza degli effetti dell’inquinamento atmosferico, la seconda è destinata alla valutazione dell’esposizione agli inquinanti che impattano sulla popolazione Taranto. La terza macro-area è dedicata alla sorveglianza sanitaria con percorsi per migliorare la prevenzione e l’assistenza, la quarta è destinata alla sorveglianza epidemiologica per valutare gli attuali effetti sanitari associati all’inquinamento atmosferico e la quinta riguarda la comunicazione e la formazione del personale.
“L'Asl – ha precisato c – ha già avviato iniziative di condivisione con medici di medicina generale che verranno strutturate in un secondo momento. Sono ben venti le linee di intervento attivate fino ad oggi, a cui si aggiungono quelle per i territori di Brindisi e di Lecce essenzialmente legate al monitoraggio ambientale e alla sorveglianza epidemiologica”.

martedì 23 dicembre 2014

Quando i politici "usano" i bambini, c'è sempre da preoccuparsi

Contro l'Europa, a favore dei bambini. L'ennesima piazzata di Magorenzi. 
Quello che a Taranto ha rifiutato di incontrare pediatri che volevano parlargli dei bambini. 
Quello che dimentica che senza l'AIA imposta dalla Comunità Europea e la connessa procedura di infrazione, Taranto sarebbe ancora l'agnello sacrificale del patto d'acciaio tra stato, amministratori locali e spregiudicati speculatori industriali. 
Propaganda mediatica e schiaffo in faccia alla dignità della città.

Ilva, Renzi sfida Ue: "Non impedisca di salvare i bimbi di Taranto"

"Se l'Europa vuole impedire di salvare i bambini di Taranto ha perso la strada per tornare a casa. Io sono più fedele agli impegni con quei bambini che a qualche regolamento astruso dell'Ue. Faremo il risanamento ambientale". Così Matteo Renzi a Rtl, parlando del decreto su Taranto e il rischio che confligga con le regole Ue.
"Con il decreto di domani sull'IIva a Taranto - ha aggiunto - faremo il risanamento ambientale: alcuni tecnici mi hanno detto che rischiamo l'accusa dell'Europa per aiuti di Stato. Ma se mettiamo a posto la riqualificazione ambientale per salvare i bambini mi parlate di aiuti di Stato? Io sono più fedele ai bambini di Taranto che a qualche astruso regolamento europeo". (RepBA)



Ilva, Renzi vuole salvare i bambini di Taranto. Sì, ma come?

Nel giorno in cui il presidente del consiglio Renzi si appresta rendere noto il settimo decreto sull’Ilva, PeaceLink ha effettuato a Taranto le misurazioni della qualità dell’aria. Dopo 200 campionamenti per verificare la concentrazione degli Ipa cancerogeni, i dati emersi sono i seguenti:
-nel 77,5 % è stata riscontrata aria pericolosa (oltre i 40 ng/m3, concentrazione corrispondente agli Ipa da fumo passivo);
-nel 22,5% è stata registrato il superamento della soglia di 80 ng/m3, concentrazione corrispondente agli Ipa da tubo di scappamento di una vecchia auto a benzina.
Sono valori elevati dovuti al fatto che durante la notte il vento ha soffiato dalla zona Ilva verso Taranto e in mattinata si è creata una situazione di calma di vento, come attestato dai siti meteo.Da tempo è attivo a Taranto un servizio denominato PeaceLink Air Monitoring. E’ un sistema di misurazioni basato sulla stessa tecnologia Arpa (un analizzatore Ecochem Pas 2000). Praticamente ogni mattina fornisce in tempo reale, tramite social network, i dati degli Ipa cancerogeni. E così chi si sveglia a Taranto può conoscere, oltre al meteo, anche i dati della qualità dell’aria.
Ma perché PeaceLink misura proprio gli Ipa? Perché la fonte preponderante degli Ipa a Taranto è l’Ilva, come accertò nel 2010 l’Arpa con una relazione che fece andare su tutte le furie Vendola e Riva in quanto prefigurava un intervento restrittivo sulla fonte emissiva. Nonostante la diminuzione della produzione della cokeria Ilva (la massima fonte emissiva di Ipa a Taranto) la situazione è ancora critica.
Stamattina infatti tutti i bambini di Taranto hanno respirato valori equivalenti o superiori a quelli del fumo passivo di sigaretta. Cosa vietata dalla legge in Italia, ma permessa sostanzialmente a Taranto grazie ai decreti “salva-Ilva”.
Renzi, dopo non aver ascoltato i pediatri di Taranto che gli avevano chiesto un incontro, ora ha deciso di salvarli. Ha detto: “Se l’Europa vuole impedire di salvare i bambini di Taranto ha perso la strada per tornare a casa. E comunque io sono fedele ai bambini di Taranto molto più di quanto non lo sia coi cavilli astrusi dell’Europa“.
E come li vuole salvare i bambini di Taranto il nostro Renzi?
Peggiorando le norme dell’autorizzazione AIA per l’Ilva, che ritiene troppo restrittive. E infatti l’ILVA non le ha applicate, subendo una procedura di infrazione europea.
Renzi vuole un’autorizzazione meno vincolante in quanto sostiene che gli obblighi previsti dall’Aia per l’Ilva non esistono per gli altri siderurgici europei.
Nulla di più falso. E’ dal marzo nel 2012 che sono entrate in vigore le norme più restrittive per l’AIA, attraverso l’inclusione di migliori tecnologie (Conclusioni sulle BAT per il settore siderurgico e per l’industria del vetro emanate l’8 marzo 2012) . Se avesse consultato l’apposita pagina del Ministero dell’Ambiente se ne sarebbe accorto. (Marescotti - FQ)

giovedì 3 luglio 2014

La lotteria dei malanni. Fortuna che l'aria è pulitissima ora!

Taranto, 21% in più di mortalità infantile rispetto a media

Nella Terra dei Fuochi e a Taranto si muore di più che nel resto delle rispettive regioni, ci si ammala e si viene ricoverati più spesso a causa dei tumori. A rendere pubblici i dati è l’Istituto Superiore di Sanità, che ha appena pubblicato sul proprio sito l’aggiornamento dello studio epidemiologico Sentieri. Un dossier che ilfattoquotidiano.it aveva anticipato nei giorni scorsi, rivelando anche le difficoltà di trovare finanziamenti per completare il lavoro.
A Taranto la mortalità infantile registrata per tutte le cause è maggiore del 21% rispetto alla media regionale. Confermati anche gli eccessi di mortalità per gli adulti trovati dalle precedenti edizioni della ricerca. Secondo lo studio nell’area sottoposta a rilevamenti c’è un eccesso di incidenza di tutti i tumori nella fascia 0-14 anni pari al 54%, mentre nel primo anno di vita l’eccesso di mortalità per tutte le cause è del 20%. Per alcune malattie di origine perinatale, iniziate cioè durante la gravidanza, l’aumento della mortalità è invece del 45%. “Lo studio conferma le criticità del profilo sanitario della popolazione di Taranto emerse in precedenti indagini – scrive l’Iss -. Le analisi effettuate utilizzando i tre indicatori sanitari sono coerenti nel segnalare eccessi di rischio per le patologie per le quali è verosimile presupporre un contributo eziologico delle contaminazioni ambientali che caratterizzano l’area in esame, come causa o concausa, quali: tumore del polmone, mesotelioma della pleura, malattie dell’apparato respiratorio nel loro complesso, malattie respiratorie acute, malattie respiratorie croniche”.
Nella Terra dei Fuochi c’è un eccesso di mortalità rispetto al resto della regione del 10% per gli uomini e del 13% per le donne nei comuni in provincia di Napoli, mentre per quelli in provincia di Caserta è rispettivamente del 4 e del 6%. Lo studio, spiega il sito dell’Iss, si basa sui dati di 55 comuni, e ha riscontrato anche un eccesso di ricoveri ospedalieri per diversi tipi di tumore. “In particolare è stato individuato il gruppo di patologie per le quali sussiste un eccesso di rischio in entrambi i generi per tutti i tre indicatori utilizzati (mortalità, ricoveri, incidenza tumorali) – si legge -, è costituito da: “tumori maligni dello stomaco, del fegato, del polmone, della vescica, del pancreas (tranne che nell’incidenza fra le donne), della laringe (tranne che nella mortalità fra le donne), del rene (tranne che nell’incidenza fra gli uomini), linfoma non Hodgkin (tranne che nella mortalità fra gli uomini)”.
Il tumore della mammella è in eccesso in tutti i 3 indicatori. In provincia di Caserta eccessi in entrambi i generi per i due esiti disponibili (mortalità e ricoveri ospedalieri) riguardano i tumori maligni dello stomaco e del fegato; i tumori del polmone, della vescica e della laringe risultano in eccesso tra i soli uomini”. L’analisi non ha invece trovato un eccesso di mortalità tra i bambini, mentre il tasso di ricoveri nel primo anno di età per i tumori è risultato maggiore del 51% nella provincia di Napoli e del 68% in quella di Caserta. “Per quanto riguarda la fascia di età 0-14 anni si osserva un eccesso di ospedalizzazione per leucemie in provincia di Caserta – spiega l’Iss -. Nella provincia di Napoli, servita dal Registro Tumori, si è osservato un eccesso di incidenza per tumori del sistema nervoso centrale nel primo anno di vita e nelle classi d’età 0-14″. (FQ)

Nota stampa dell'Istituto Superiore di Sanità


Aggiornato lo studio SENTIERI per la cosiddetta "Terra dei fuochi"(TdF) e per il SIN (Sito d’Interesse Nazionale) di Taranto
Componenti del Gruppo di lavoro ISS per l’aggiornamento dello Studio:
- Loredana Musmeci, Pietro Comba, Lucia Fazzo, Ivano Iavarone (Dipartimento Ambiente e connessa Prevenzione Primaria)
- Stefania Salmaso, Susanna Conti, Valerio Manno, Giada Minelli (Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute)

Sintesi dei risultati




Lo studio sulla cosiddetta "Terra dei Fuochi”"individuata in 55 comuni nelle province di Napoli e Caserta) e sui comuni del SIN di Taranto (Taranto e Statte), affidato dal Parlamento all’Istituto Superiore di Sanità con la Legge n°6 del 6 febbraio 2014, avviatosi a febbraio e conclusosi a maggio, nei tempi previsti dal legislatore, è stato realizzato con lo scopo di rilevare eventuali eccessi di mortalità, incidenza oncologica e morbosità stimata attraverso i dati di ospedalizzazione, riferibili all’esposizione a contaminanti ambientali.

Studio e metodologia

lunedì 8 aprile 2013

Un in più!

Presenza di piombo nel sangue dei bambini di Taranto (comune di Statte) 

Allo scopo di avere un indizio sulla esposizione al piombo dei bambini che vivono nell’area industriale di Taranto è stata valutata la piombemia di nove bambini tra i 3 e i 6  anni di età residenti a Statte. I bambini avevano valori che andavano tra 22 e i 36 microgrammi/dl di piombo nel sangue.
E la prima volta che viene effettuato un simile controllo sul sangue dei bambini residenti vicino all'area industriale di Taranto.
Pur trattandosi di un campione non significativo della popolazione generale e di numerosità ridotta e pur non potendosi pertanto generalizzare i dati alla intera popolazione infantile stattese e tarantina, non ci si può esimere dal fare le seguenti considerazioni:
- tali valori non possono che destare preoccupazione per la possibile esposizione di questi bambini a fonti di piombo presenti in ambiente che necessitano con la massima premura di essere individuate ed eliminate secondo quanto indicato dal  Centers for Disease Control and Prevention nel 2012   (1);
- poiché la piombemia è un affidabile indicatore di esposizione e potrebbe indicare una  esposizione recente (settimane precedenti) (2) come affermato dalla OMS (3), si sottolinea che i bambini potrebbero essere  esposti attualmente ad una sorgente agente nel territorio; 
- a fronte del fatto che non esistono  valori sicuri di piombemia per l’infanzia e che qualunque livello è associato a possibili  esiti neuropsichici (4) non si può non osservare come tali valori siano di livello tale da destare preoccupazione ed a richiedere interventi urgenti a tutela della salute infantile ed uno screening sulla popolazione generale infantile.

In una prossima conferenza stampa daremo tutti i dettagli di queste analisi.
    Dott.ssa Annamaria Moschetti  
Responsabile per  “Ambiente  e Salute Infantile” 
Associazione Culturale Pediatri Puglia e Basilicata 
    Dott. Piero Minardi 
Pediatra di famiglia Statte (TA) 
Associazione Culturale Pediatri  Puglia e Basilicata 

--- NOTE --
(2)  Lead exposure
Annette Prüss-Üstün, Lorna Fewtrell,Philip J. Landrigan and José Luis Ayuso-Mateos In “EXPOSURE TO LEAD: A MAJOR PUBLIC HEALTH CONCERN WHO 2010”

venerdì 11 gennaio 2013

Sempre troppo tardi...

Lizzano, paese della puzza e dello choc:
sedici bambini colpiti da malattie rare


Nella terra dei veleni e della salute insidiata, ma un po’ più a est rispetto alle ciminiere dell’Ilva, c’è l’ennesima storia da turarsi il naso. Non è una metafora, quella di Lizzano, paese di diecimila abitanti della provincia di Taranto noto per la sua cantina sociale e per aver dato i natali a Mimmo Cavallo, antico cantore delle contraddizioni sudiste («Siamo meridionali» il suo brano di maggior successo). È cronaca di molte notti, quando strade e case vengono inondate «da un odore che non è quello di immondizia» ma nasconde un principio «chimico» e sa di «ammoniaca» (descrizione della Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti in Puglia). Una puzza perseverante, invasiva, che sarebbe appena più tollerabile se non fosse accompagnata da rilievi che l’Arpa Puglia ha definito «critici», però senza appiccicarci sopra il bollino del rischio sanitario (riunione del 15 dicembre scorso in Provincia), e da riscontri medico-scientifici singolari. Per dirne uno, se in Italia la media è di quattro casi ogni mille soggetti al di sotto dei 14 anni, a Lizzano nel solo studio della pediatra Antonietta D’Oria vengono seguiti e curati 16 bambini affetti da malattie rare.
«Io ne tengo sotto osservazione 860, su un totale di circa 1.500 tra neonati, infanti e ragazzini fino a 14 anni censiti nella nostra comunità. E, vi assicuro, la componente genetica non può essere l’unica causa della reiterazione di patologie straordinarie», sostiene la stessa dottoressa, gentile nei toni eppure decisa nei modi, portavoce del movimento di decine di mamme lizzanesi salite sulle barricate in difesa dei figli e scese in strada per puntare l’indice contro la discarica Vergine, adibita allo smaltimento di rifiuti speciali, epicentrica rispetto a cinque Comuni dell’area (Faggiano, Roccaforzata, Fragagnano, Monteparano e ovviamente Lizzano) ma formalmente isola amministrativa di Taranto. Secondo le loro denunce - e non solo le loro: sul tavolo della Procura della repubblica sono piovuti da parte dei cittadini 800 esposti - l’emergenza germina là dove «è stata segnalata la presenza di ripetuti picchi di acido solfidrico o idrogeno solforato in misura notevolmente superiore alla soglia olfattiva» (relazione tecnica dell’Arpa inoltrata dai volontari di AttivaLizzano al prefetto Claudio Sammartino). «Nel giorno della presentazione del report della Commissione parlamentare, abbiamo avuto occasione di scambiare due battute con il procuratore Franco Sebastio - rivela la pediatra D'Oria - e ci ha garantito che, compatibilmente con le incombenti questioni legate all’Ilva, si occuperà di noi. Già esistono, per aggiunta, inchieste di varie Procure. Di sicuro - continua - qui ci sono migliaia di persone che non ce la fanno più e pensano al peggio. Per esempio che nella discarica vengano riversati rifiuti non trattati o che si disperdano combinazioni gassose assai nocive per la salute. Di sicuro - è l’amara chiosa - a Lizzano ci si ammala con una facilità inquietante. Occorre che sia presto effettuato dall’Asl uno studio epidemiologico. Molteplici ricerche ricordano che l’inquinamento dell’aria può costituire un fattore scatenante di tante patologie gravi».
Per gli ambientalisti di AttivaLizzano, i raccoglitori privilegiati di malumori e rimostranze, «la gente è disperata: accusa bruciore agli occhi e al naso, tosse, mal di testa, difetti neuropsicologici». Tuttavia, se ad essere colpiti pesantemente sono i bambini, l’interrogativo si amplifica. Morbo di Crohn, celiachia, ipotiroidismo, iperattività del sistema immunitario, tumori assortiti, crescita bloccata, bebè sballottati come trottole tra gli ospedali di Matera, Bari e Roma senza che si comprenda con esattezza la natura del loro problema: ecco il dramma dei bambini di Lizzano. Una calamità invisibile che ha avuto il suo acme nel wheezing, l’asma sotto i cinque anni. In una delle indagini condotte da Antonietta D’Oria insieme a quattro colleghi (Annamaria Moschetti, Piero Minardi, Giusi Graziano e Grazia Benedetti) per conto dell’istituto Mario Negri, Lizzano ha registrato un numero di casi analogo a quello di Taranto e di gran lunga inferiore a Messina, Verona o Napoli. Solo che a differenza di Taranto, o ugualmente a Palagianello che è equidistante dal capoluogo ionico ma presenta estremi dimezzati, a Lizzano le ciminiere dell’Ilva non ci sono.

giovedì 25 ottobre 2012

Dubbi sensati

Appello operaio Ilva. «Analisi per mio figlio»

«Io non sacrificherò mio figlio». Il giovane operaio dell’acciaieria 2 guarda in faccia il direttore dell’Arpa Giorgio Assennato. Alla scuola elementare «Deledda», quartiere Tamburi, si fa silenzio. Il lavoratore dell’Ilva ai Tamburi vive; al mattino, accompagna il figlio a scuola.
Rifiuta il destino di moderno Abramo, il richiamo a sacrificare il figlio Isacco sull’altare del profitto avvelenato. Sa che non c’è Dio a impedire il sacrificio se non quello dell’amore. La «Deledda» è a 300 metri dal parco minerali, a poco più di un chilometro dalle cokerie. Eppure il quartiere-fabbrica ha una disperata vitalità, la senti nelle voci dei genitori che si levano a chiedere: perché?
«Mi guardo allo specchio e dico: veramente ho potuto uccidere tante persone col mio lavoro?». Per questo vuole: «Analisi, subito, per mio figlio e per tutti i bambini della “Deledda”. Controlli che ci facciano capire come stanno in salute».
Sono 400 circa, i bambini delle elementari. «Ci attiveremo subito con il Dipartimento di prevenzione dell’Asl» assicura l’assessore all’Ambiente, Vincenzo Baio, ieri all’assemblea della «Deledda» in rappresentanza del sindaco Stefàno. «L’idea - spiega Giorgio Assennato - è quella di creare una struttura per la salute materna e infantile, coinvolgendo i pediatri di base. La struttura rientrerebbe nel centro “Ambiente e Salute” che l’Arpa aprirà all’ospedale Testa con gli otto milioni di euro messi a disposizione dalla Regione».
Si tornava alla scuola «Deledda» ieri. E c’erano genitori delle scuole vicine: «De Carolis» e «Vico». Si tornava dopo altre assemblee, dopo le richieste di intervento per eliminare i rischi derivanti dall’inquinamento: passati, presenti e futuri.
Nel tumultuoso incontro, non privo di contestazioni rivolte al direttore dell’Arpa per i dati sulla mortalità e le malattie resi noti dal ministro della Salute Balduzzi, la dirigente tarantina dell’Arpa, Maria Spartera, comunica un’iniziativa che l’Agenzia per l’ambiente avvierà la prossima settimana: oltre al monitoraggio esterno alla scuola «Deledda» partirà quello interno, installando nel cortile il laboratorio mobile dell’Arpa. L’Istituto superiore di Sanità, rispondendo all’Arpa, esclude un «apprezzabile rischio sanitario» derivante dalle polveri raccolte sul tetto della scuola dai deposimetri dell’Agenzia regionale.
L’assessore Baio, planimetria alla mano, esclude qualsiasi vicinanza delle tubature Ilva sotterranee per il passaggio delle acque di raffreddamento degli impianti e quindi qualsiasi rischio di crollo per la scuola. «Ho disposto la rimozione - aggiunge - di un serbatoio di eternit dal terrazzo e il progetto per la scala antincendio». La scuola «Deledda» simbolo di un cambiamento. La strada è lunga, lo sanno anzitutto i genitori, cittadini del quartiere-fabbrica. Ma indietro non si torna.
L’inquinamento, purtroppo, non ferma la mattanza. Altre duecento pecore e capre abbattute ieri. Ancora una volta erano risultate avvelenate da diossine e pcb, «segnate», come castigo biblico, nel loro latte e nelle loro carni.

domenica 21 ottobre 2012

Papà uccidi quel brutto mostro


"...ho insegnato a mio figlio in questi anni ad avere fiducia sempre negli altri, negli adulti, nella Vita. lui come tu sai da oltre un anno si pr
epara il suo trolley da solo ogni 20-30 giorni per andare a fare la cura a Parma ed è stato sempre lui a trasmetterci l'ottimismo per l'esito delle analisi. L'ultima volta non è tornato con me, è ricoverato perchè i valori non si sono normalizzati. mercoledì prima di ritornare a taranto per il lavoro, sono andato a salutarlo dormiva ancora e sul comodino c'era un disegno con l'ilva (raffigurata con i fumi a forma di mani e facce da mostro) e sotto scritto "papà uccidi il mostro"! (faccio la foto e te la invio).
E ora, mentre lui è lontano da me, lo tengo tra le mani e sento di averlo tradito, il mostro è là e più forte che mai. cosa gli dirò domani quando lo riabbraccerò? che il mostro è ancora lì e che io (il suo eroe) non sono riuscito a sconfiggerlo?...
"
 

Il bambino ha contratto una patologia legata all'inquinamento di origine industriale ed è costretto a curarsi anche lontano dalla propria città. Suo padre ha inviato il disegno al Comitato «Donne per Taranto», insieme a una lettera in cui racconta il calvario del figlio.

Comunicato stampa:
"Il Comitato Donne per Taranto non accetta l’invito del Ministro della Salute Balduzzi in riferimento alla convocazione per l’incontro fissato in Prefettura, con alcune associazioni del territorio, per lunedì p.v.
Riteniamo che il Ministro è decisamente in ritardo e i “ritardi” a Taranto si pagano in termini di malattia e di morte.
Il Comitato Donne per Taranto non intende incontrare un Ministro della Salute che ha sottaciuto i Dati dello Studio Sentieri e nulla ha fatto per far prendere in esame, nel procedimento AIA, la situazione di Emergenza Sanitaria in atto.
Invitiamo piuttosto il Ministro Balduzzi a recarsi all’Ospedale oncologico , di ematologia e nel reparto pediatrico per incontrare i genitori dei tanti bambini traditi dal Suo silenzio e da quello del Governo e degli organi locali.
Ricordiamo che questo Comitato da settembre ha inviato al Ministro diverse comunicazioni (tramite raccomandate, email e PEC) per dare voce alle oltre 5000 persone che hanno sottoscritto, in soli 3 giorni, la Petizione nella quale si chiedeva l’ufficialità dei dati Sentieri.
Ogni tentativo di comunicazione è rimasta inascoltata.
L’incontro di lunedì è pertanto fuori tempo massimo!
Riteniamo che, attualmente, solo una cosa dovrebbe fare il Ministro della Salute perché la Sua venuta non risulti un ulteriore schiaffo a questa Città: rendere immediatamente Ufficiali i dati dello Studio Sentieri, affrontare con coraggio e serietà la situazione di Emergenza Sanitaria e chiedere "scusa" ad una Città intera per il silenzio di queste settimane e per alcune affermazioni che pesano come macigni.
Per noi resta vero che il tempo delle “parole” è terminato! Intraprenderemo, pertanto, così come preannunciato, azioni legali non solo nei confronti di chi ha inquinato ma anche nei confronti di tutti coloro che erano e sono a conoscenza della Situazione di Emergenza Ambientale e Sanitaria nel SIN di Taranto e nulla hanno fatto per fermare tale crimine.
Lunedì 22 alle 9 il Comitato Donne per Taranto convoca una conferenza Stampa in Corso due Mari (Monumento Marinai) per spiegare alla Stampa Locale e Nazionale i motivi del rifiuto a tale incontro con il Ministro e per dare voce a chi, vittima di scelte “economicamente” giuste per l’intero Paese, resta totalmente inascoltato: i malati.

sabato 4 agosto 2012

Piombo, bambini e medici

L’Ordine dei Medici di Taranto, pur con la doverosa cautela che la situazione attuale impone, ritiene irrinunciabile esercitare, nel campo del confronto scientifico, il proprio ruolo istituzionale a tutela della salute pubblica, nel pieno rispetto delle competenze e delle attribuzioni di ogni altra autorità. Nella fattispecie, ricordando che già nel gennaio 2011, nel corso del proprio convegno  su “Inquinamento  e  salute”,  aveva denunciato il rischio della contaminazione ambientale da piombo e i possibili danni sullo sviluppo neurologico dei bambini in riferimento alla contaminazione del suolo del quartiere Tamburi, prende atto  con particolare preoccupazione dei risultati dello studio recentemente pubblicato e  prodotto da fonti autorevoli (ARPA Puglia, Università di Bari, ASL Taranto Dipartimento di Igiene) che dimostra un eccesso di eliminazione di piombo urinario nei cittadini di Taranto .
Si ricorda che l’eliminazione di piombo è un indicatore di “esposizione corrente”  a una fonte ambientale di piombo e che, a causa della maggiore sensibilità infantile, i livelli di piombo ematico che possono non destare preoccupazione per la salute degli adulti possono provocare, tra gli altri, esiti tanto irreversibili quanto inapparenti sul quoziente intellettivo dei bambini, per i quali non esiste un livello ematico di piombo che possa ritenersi sicuro.
Pertanto chiediamo che, rifuggendo da sterili minimizzazioni quanto da eccessivi allarmismi, le autorità politiche e sanitarie, allo scopo di tutelare la salute infantile, individuino le risorse economiche per avviare un  monitoraggio del piombo sul sangue dei bambini allo scopo di mettere in atto eventuali ed urgenti  interventi preventivi.
Si ricorda inoltre che la delibera sindacale 45/2010, che mirava a proteggere la salute infantile impedendo l’accesso alle aree verdi dei quartiere Tamburi che risultavano contaminate anche da piombo  e sulle quali è ancora in corso una indagine conoscitiva della quale lamentiamo l’estrema lentezza,  per inspiegabili motivi non è mai stata attuata. Alla luce dei recenti riscontri scientifici si chiede a chi ne ha la responsabilità di effettuare questo ineludibile  adempimento di legge  a tutela della salute dei bambini.

Ordine dei Medici di Taranto
Commissione Ambiente

giovedì 4 agosto 2011

Le donne, i bambini, il sindaco!


COMUNICATO STAMPA



Il comitato “Donne per Taranto” il 21 giugno scorso indirizzava al Sindaco una lettera, pubblicata anche sui quotidiani. Era trascorso un anno dall’Ordinanza Contingibile ed Urgente n. 45 del 23/06/2010 (mai applicata, mai revocata), con la quale il Sindaco sanciva espressamente il divieto di accedere nelle aree a verde del quartiere Tamburi perché gravemente contaminate da sostanze pericolose, sostanze cancerogene (“….rischio sanitario non accettabile,…per ingestione o contatto dermico”, recita l’ordinanza). In quella lettera chiedevamo chiarimenti circa lo stato dell’ordinanza, stanti le ragioni che avevano costretto il Sindaco ad emanarla.
Ancora una volta ci scontriamo con il silenzio delle nostre Istituzioni, immancabilmente assenti dinanzi ai problemi reali che attanagliano il nostro territorio e probabilmente già impegnate per la prossima campagna elettorale. Ma il problema persiste, un problema che mette in serio pericolo la salute di tutti i bambini che continuano a giocare nella terra. Quanti bambini, tra questi, domani saranno bambini malati? E quanto questo può lasciare la coscienza dei nostri “amministratori” libera di ogni responsabilità?
Vogliamo ricordare, qualora le Istituzioni l’avessero dimenticato, che dalla relazione tecnica descrittiva dei suoli redatta a giugno 2010, si evidenziava che il suolo profondo è contaminato non solo da Berillio, ma anche da Antimonio, Idrocarburi, Arsenico, Cromo, Nichel, Cobalto e il suolo superficiale (per intenderci quello che i bambini toccano, ingeriscono, respirano..) da Berillio, Piombo, Antimonio, Zinco, PCB, Idrocarburi, tutti con valori che vanno ben oltre quelli tabellari previsti dal D.lgs 152/06, tanto da configurarsi come rischio sanitario non accettabile.
Dai dati Arpa e dal Registro Ines risulta inoltre che Taranto con il suo Polo Industriale (e in modo particolare le Acciaierie Ilva) contribuisce in modo sostanziale alle emissioni sia regionali che nazionali di metalli quali il CADMIO, CROMO, MERCURIO, NICHEL e in primis il PIOMBO e composti organoalogenati quali PCDD e PCDF (Diossine e Furani) e PCB (policlorobifenili). Dagli stessi dati risulta che gli scarichi in mare da parte dell’Ilva presentano i livelli più elevati di As a livello Nazionale: 1116 Kg/anno. Ci chiediamo se sia necessario ricorrere al “sillogismo aristotelico” per riconoscere la “fonte inquinante” e procedere alle soluzioni previste per legge oltre che dal buon senso! Per questo ci rivolgeremo alla Magistratura. Intanto sollecitiamo, per l’ultima volta, il nostro Sindaco a dare risposte celeri e concrete per garantire la salute dei bambini, a tutt’oggi a rischio.
Sabato 6 agosto si conclude il Progetto “Mani nel colore, mani nella terra”, che ha visto i bambini del Quartiere impegnati per 4 settimane alla realizzazione di “pannelli artistici”, attraverso i quali hanno espresso tutta la loro voglia di VIVERE in un mondo PULITO e COLORATO.
E’ stata per noi l’occasione di conoscere gli abitanti del Quartiere, parlare con loro, informarli e ascoltarli.
Alle 19,30 di sabato ci ritroveremo in Piazza Caduti sul Lavoro (piazza Masaccio) per una esposizione dei lavori realizzati. Sarà l’ultimo giorno utile per i nostri amministratori per dare a noi e soprattutto agli abitanti del Quartiere Tamburi risposte alla domanda da noi espresse in data 21/06/2011:
1. “Vista la natura “contingibile ed urgente” dell’ordinanza in esame, se la stessa sia mai stata applicata e quali misure siano state adottate da questo Comune per far si’ che fosse resa esecutiva.

2. Se l’ordinanza sia tutt’ora vigente, non essendo stata ufficialmente revocata;

3. Quali azioni precauzionali siano state adottate fino ad oggi dal Sindaco di Taranto autorità sanitaria locale, al fine di tutelare la Salute e la Vita dei bambini del Quartiere Tamburi, maggiormente esposti a fattori cancerogeni presenti sul terreno e che a tutt’oggi , continuando inconsapevolemente a giocare in esso, entrano inesorabilmente in contatto (come da foto allegate scattate nei giorni 18-19 c.m.)

4. Quale tipo d’impegno il Comune intenda assumere per la Bonifica dei terreni contaminati, come da relazione tecnica del comune stesso “Progetto esecutivo di Bonifica dei suoli e piano d’indagini integrative sulla falda sotteranea” (ai sensi del D.Lgs. n. 152/2006) e da successiva comunicazione ad Arpa Puglia del 5.10.2010 nella quale si evidenziava la correttezza tecnico-scientifica e legale della relazione precedente e se ne confermavano i risultati.

Dopo tale data inizieremo al nostra battaglia oltre i confini di Taranto, così come preannunciato già da tempo: l’ora dell’ATTESA è terminata!

domenica 10 luglio 2011

Fuma bambino, fuma!

Ilva Taranto. La mamma al figlio: "Tutto questo fumo un giorno sarà tuo”

“Dopo la raccolta firme, non si è mosso un granchè” sono parole della dottoressa Daniela Spera, laureata in chimica e tecnologie farmaceutiche, e referente per “Legamjonici”, una associazione ambientalista molto attiva a Taranto. Perché sia chiaro: qui si combatte per l’area jonica, per Taranto e la provincia, il Salento è lontano. E intanto i bambini, definiti “gli Ori di Taranto” dal “Fondo Antidiossina Taranto Onlus”, aspettano, in mezzo a veleni che, come dimostra la vicenda delle pecore alla diossina, sono entrati nella catena alimentare.


Annamaria Moschetti, pediatra. Ha deciso di studiare l'incidenza di patologie asmatiche nei bambini di Taranto. Tutti i medici e i ricercatori che hanno il coraggio di far sentire la loro voce chiedono che la Regione istituisca un Registro regionale dei tumori e delle malattie: occorre verificare le incidenze, confrontare i dati con quelli di altri città e permettere alla magistratura di utilizzarli, per poter attestare con dati e numeri quello che tutti sanno o sospettano: che è l'inquinamento prodotto dall'Ilva e dagli altri impianti, a rendere Taranto una delle città col più alto numero di malattie respiratorie, tumori e leucemie in Italia.
Un quartiere, Tamburi, ubicato a 80 metri in linea d'aria dal polo siderurgico dell'Ilva, dove i bambini nascono, ma non possono andare a giocare nei giardini. La piece teatrale di Mariangela Leone, coraggiosa regista teatrale tarantina, li immagina ormai, nei loro corpicini inermi, merce per i ristoratori locali…
Un’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente che rileva diossina e furani emessi dal camino, non tenendo conto della necessità del campionamento nelle varie zone della città, secondo gli standard di una mappa epidemiologica.

Un annuncio di finanziamenti del Registro tumori che trova intoppi.
Un Comune che s’incarica di portarlo all’ordine del giorno. Ma al venticinquesimo punto, a dimostrazione di quanto questo tema stia cuore, nonostante il sindaco Stefàno sia proprio, ironia della sorte, un pediatra.
Una Regione che invita ad interloquire sulla vertenza una sola associazione ambientalista: 
“ Il Presidente Vendola ad Altamarea non deve spiegare o giustificare nulla. Quello che ha da dire lo dica direttamente ai cittadini di Taranto.”, rispondono gli interpellati.
Ogni tanto una rassicurazione, come una pacca sulla schiena. Per il resto, non risposte, ambiguità. Interventi disarticolati, proprio come di un organismo a cui sia stata annullata la coscienza .
Non come le mamme di questi bambini, che, come nel 2002 a Corigliano, reclamano con forza la prevalenza del diritto a un ambiente salubre.
I giardini ai bambini. (Dazebaonews)

domenica 1 agosto 2010

Rimbalzi in rete..

TARANTO: ILVA E VELENI. INCHIESTA DELLA MAGISTRATURA

Cinquant’anni fa per Taranto iniziava un sogno, il capoluogo ionico era stato scelto come sede del quarto centro siderurgico del paese e la città intravide in questa decisione la possibilità di superare la forte crisi occupazionale che viveva in quegli anni e l’opportunità di diventare un importante centro economico per la regione e per tutto il Mezzogiorno. Per guadagnarsi questa opportunità, Taranto dovette battere l’agguerrita concorrenza di Bari e ci riuscì anche grazie al sostegno degli onorevoli Giorgio Napolitano ed Emilio Colombo, rispettivamente membri del PCI e della DC.
La prima pietra dell’impianto fu posta il nove luglio del 1960, ma in questo mezzo secolo il sogno di Taranto non si è mai realizzato. Si è infranto, e nei tarantini ha generato risentimento verso quel mostro che con una mano sfamava (nel 1982 nella fabbrica lavoravano più di 29 mila persone) e con l’altra avvelenava.
Sì, avvelenava. E’ questo che sostengono il procuratore capo di Taranto Franco Sebastio e il procuratore aggiunto Pietro Argentino che hanno messo sotto inchiesta Emilio e Nicola Riva, padre e figlio (il primo ha ceduto al secondo la presidenza dell’Ilva da pochi mesi), Luigi Capogrosso, direttore dello stabilimento, e Ivan Di Maggio, responsabile del reparto cokerie. Sono ipotizzati reati di avvelenamento colposo di sostanze alimentari, disastro ambientale colposo, getto pericoloso di cose e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.
Un incidente probatorio cercherà di chiarire a quanto ammontano le emissioni di benzoaapirene, di policlorobifenili (sostanze simili alle diossine) e di altri inquinanti. Emissioni a cui la città è stata esposta per decenni, una città che oggi assiste arrabbiata ad un continuo aumento di casi di tumori, alle tracce di diossina trovate nel latte materno di molte donne, alla contaminazione di animali e sostanze alimentari, ai numerosi incidenti sul lavoro, ad un orizzonte continuamente sporcato dai fumi dello stabilimento.
E la rabbia non fa che aumentare da quando le famiglie sfamate dall’Ilva non sono più così tante come negli anni ottanta. Attualmente nello stabilimento lavorano circa 12 mila operai diretti e 5 mila dell’indotto, ma da quando c’è la crisi la metà di questi 17 mila lavoratori sono in cassa integrazione.
E ancora più arrabbiati sono gli abitanti del quartiere Tamburi. Lì, a pochi passi dallo stabilimento e soprattutto a pochi metri dalle alte montagne di coke, polvere di carbone sottilissima che il vento porta nelle case, nei piatti e nei polmoni degli abitanti dei Tamburi. Sono abituati a convivere con questa polvere che chiamano u mineral – il minerale – che ogni mattina cercano di buttare fuori dalle loro case e ogni mattina inesorabile rientra.
Così da cinquant’anni. Così fino ad oggi, fino all’ordinanza emessa dal sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, il 23 giugno scorso con la quale, a causa dell’accertato superamento della Concentrazione di Contaminazione e di Rischio, si vieta l’accesso alle aree verdi dei Tamburi. I bambini del rione non potranno più giocare nei giardini, niente più orde di bimbi urlanti che si rincorrono o che giocano a pallone, il quartiere è contaminato.
Ogni bambino come sogno più elementare ha quello di poter giocare, magari all’aria aperta. In questa estate bollente, senza la scuola, nel rione popolare dei Tamburi i bambini non potranno passare le serate nel giardino sottocasa, rischierebbero gravi danni per la salute. E così l’Ilva, dopo aver infranto il sogno di due generazioni di tarantini, infrange quello di chi rivendica solo il diritto di essere un bambino. (P. Demilito, Mediapolitika)

martedì 27 luglio 2010

Bambini, off limits!

Taranto, il parco giochi chiude per smog
L´allarme scattato dopo che i dati del quartiere Tamburi sono tre volte più alti del limite. Verranno installate centraline ad hoc per arrivare al monitoraggio 24 ore su 24

La promessa è della Regione che ieri, con l´assessore alla Qualità dell´ambiente Lorenzo Nicastro, ha incontrato il presidente della provincia di Taranto, Lorenzo Nicastro, il sindaco, Ippazio Stefàno e i rappresentanti dell´Arpa. Insieme è stato deciso l´avvio «del monitoraggio diagnostico della qualità dell´aria di Taranto» spiega Nicastro. In pratica «per la prima volta si procederà alla rivlevazione giornaliera del benzoapirene: cominceremo già da settembre e in questa maniera potremo individuare con la massima precisione le fonti inquinanti ma anche stabilire le condizioni meteo-climatiche e le ricadute di tali sostanze sul territorio. Soltanto con dei dati scientifici certi - dice l´assessore - potremo prendere dei provvedimenti seri».
La Regione monterà delle centraline ad hoc che saranno pagate, in parte, proprio dall´Ilva e dai gestori degli altri grandi impianti.
L´allarme benzoapirene a Taranto - dopo la lunga crociata e la legge sulle diossine - era scattato nelle scorse settimane quando l´Arpa ha presentato un rapporto con gli ultimi dati: nei primi sei mesi del 2009 i dati di Taranto, meglio i dati registrati nel quartiere Tamburi (il più vicino all´Ilva), registravano numeri tre volte superiori rispetto a quanto previsto dalla legge. Poco dopo erano scattate anche una serie di denunce nei confronti della famiglia Riva e dei vertici tecnici dell´Ilva che hanno avuto un avviso di garanzia per gettito pericolose di cose e disastro colposo. Il problema è che senza analisi serie non si può creare un nesso scentifico serio tra emissioni e inquinamento, laddove non è stato ancora provato.
«Il monitoraggio 24 ore su 24 darà queste risposte» assicura Nicastro. Ma non sarà l´unica possibilità: il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, ha chiesto e ottenuto un incidente probatorio che dovrebbe dimostrare quali sono le fonti dell´inquinamento di Taranto.
Magari si riuscirà a capire cosa ha provocato l´ordinanza del sindaco e la chiusura di un sogno piccolo piccolo. Ezio Stefano ha infatti ordinato la chiusura del parco giochi che si trova al quartiere Tamburi. «I risultati dell´analisi di rischio hanno evidenziato un rischio totale non accettabile per le sostanze cancerogene in relazione allo scenario bambini» hanno scritto i tecnici chiamati dal sindaco. Che significa? Le analisi hanno dimostrato una contaminazione chimica sul terreno del parco molto oltre i valori di legge per il berillio e i Pcb (policlorobifenili), due elementi fortemente cancerogeni.
«I bambini - è il ragionamento dei tecnici - potrebbero facilmente ingerirli oppure contaminarsi semplicemente rotolando per terra: il passaggio può avvenire anche soltanto con il contatto della pelle». Via quindi tutti i ragazzini (a proposito: il sindaco ha offerto un servizio navetta per portarli in una zona mare, dove però secondo gli ambientalisti c´è una discarica di amianto) e via altre pecore: la Asl ha disposto l´abbattimento di altre mille capi di bestiame. (La Repubblica Bari)

in diretta TG!!!

sabato 17 luglio 2010

Il resoconto dell'incontro ai Tamburi

Da un commento di una delle organizzatrici:

La serata è stata molto semplice basata sull'informazione. Abbiamo trascorso tutto il tempo (dalle 18,30 alle 22 circa) nello "stare" con le mamme, parlare con loro, informare, rispondere alle loro domande.... Si è riscontrato nella maggior parte di loro diffidenza e scoraggiamento ma al termine della serata quasi tutte ci hanno chiesto di tornare e di voler far qualcosa di concreto per i loro figli.... E' un terreno "non facile" perchè è gente che ha le ferite "aperte" e credo che la loro "paventata indifferenza" nasca solo dalla paura e dalla voglia di difendersi... della serie "non guardo, non voglio sapere...per non soffrire di più... "
Ieri sera abbiamo anche letto e firmato 2 differenti lettere (1 delle mamme e 1 dei bambini, indirizzate entrambe al sindaco) ... certo non abbiamo avuto molte firme... una quindicina di mamme e altrettanto dei bambini... ma si continuerà con determinazione e pazienza.... :-) appena avremo raggiunto un numero di firme "utile" porteremo le 2 lettere in delegazione (alcune mamme e alcuni bambini ci hanno già detto che vogliono venire con noi)
Noi siamo convinte che se "quella gente" si "sveglia dal torpore della paura" si potrà davvero fare una rivoluzione... ed è per questo che, pensiamo utile continuare in questa opera d'informazione e sensibilizzazione. Anche se con questo caldo vorremmo tutti andare a mare...
Non abbiamo voluto informare stampa e tv locali perchè vogliamo che la gente non si senta strumentalizzata e, soprattutto, vogliamo che queste "mamme" si fidino di noi, che è la cosa per noi più importante!
Ci auguriamo che altre "donne" di Taranto si uniscano a noi e altri "uomini" ci sostengano e ci aiutino così come loro credano opportuno poter fare...

venerdì 16 luglio 2010

Oggi donne in piazza ai Tamburi!

Ecco il programma dell'iniziativa delle donne di Altamarea per la sensibilizzazione delle famiglie del quartiere Tamburi presentato da una coordinatrice:

1 - ci si incontra in piazza Masaccio verso le 18,30 si incomincia a parlare con le persone e si definiscono le ultime cose
2 - l'incontro sarà presentato da Mariaelena Leone (del teatro del mare) la quale leggerà nel corso della serata anche dei brani scelti da lei, inerenti l'argomento.
3 - La serata ha la finalità di sensibilizzare le persone sul problema inquinamento e informare della bonifica e dell'ordinanza sindacale (che verrà consegnata a tutti). La gente deve capire che noi siamo con loro, che non siamo degli extraterrestri ma viviamo o abbiamo vissuto situazioni di dolore simili a molti di loro. Interverrà Paola D'andria dell'AIL.
4 - Saranno date indicazioni molto semplici e chiare sulla bonifica e soprattutto saranno lette delle semplici regole da adottare per ridurre i rischi ai bambini (nell'attesa di redigere un vademecum di comportamento)
5 - proporremo delle azioni concrete da "chiedere al sindaco" al fine di ridurre nei bambini l'esposizione agli inquinanti:
a) portare i bambini durante il periodo estivo a mare (a spese del comune o ancor meglio dell'ILVA: chi inquina paga...!)
b) all'apertura delle scuole chiedere che i bambini frequentino l'anno scolastico fuori dal rione Tamburi (con bus-navetta pubblico)
Per far questo verrà firmata dai genitori una lettera che porteremo in delegazione al sindaco (stampa presente) nel minor tempo possibile.
Anche i bambini firmeranno domani un'altra lettera da consegnare al Sindaco lo stesso giorno.
Queste 2 proposte saranno sostenute dai pediatri
6 - quella di oggi è solo la prima di una serie di iniziative da portare avanti affiancando e sostenendo la popolazione dei Tamburi.

martedì 13 luglio 2010

Giochi velenosi...

Rischio cancro a Taranto: vietate le aree di gioco ai bambini

Berillio e policlorobifenili sopra i valori di legge. Scatta un'ordinanza sindacale firmata da Ippazio Stefanò nel quartiere Tamburi vicino all'area industriale TARANTO - Questa estate i bambini del quartiere Tamburi di Taranto non potranno giocare nelle loro aree verdi perché inquinate da sostanze cancerogene. A stabilirlo è stata un'ordinanza del sindaco Ippazio Stefàno. Vicino al quartiere Tamburi sorge l'area industriale di Taranto. A seguito di analisi condotte sui terreni del quartiere, è stata riscontrata una contaminazione chimica che oltrepassa i valori di legge per il berillio e i Pcb, sostanze cancerogene. A questo proposito la relazione tecnica del Progetto Coordinato per il risanamento del Quartiere Tamburi è chiara nel definire che "i risultati dell'analisi di rischio hanno evidenziato un rischio totale non accettabile per le sostanze cancerogene” in relazione allo “scenario bambini”. Alla luce della relazione tecnica il pericolo per i più piccoli è riferito a due inquinanti in particolare: i Pcb (policlorobifenili) e il berillio.
I bambini potrebbero infatti inconsapevolmente ingerirli o anche, nel caso dei PCB, venire contaminati per via del solo contatto dermico.
Altamarea, un coordinamento di cittadini e associazioni locali, ha già scritto al direttore generale dell'Arpa, Giorgio Assennato, affinché chiarisca la provenienza delle sostanze che hanno inquinato il suolo del quartiere Tamburi. Sulla base delle ricerche dello IARC (Agenzia Internazionale Ricerca sul Cancro, Monografia Volume N. 58) il berillio “fin dai primi anni del ventesimo secolo, è stato prodotto e utilizzato in una varietà di applicazioni come metallo in leghe”. I lavoratori delle aziende siderurgiche possono essere esposti “ad elevati livelli di berillio, soprattutto nella raffinazione e lavorazione dei metalli”.
Il quartiere Tamburi è già noto per essere sottoposto alla pressione di inquinanti come la diossina e il benzo(a)pirene, entrambi cancerogeni. Quest'ultimo ha superato nel 2008 e nel 2009 il valore fissato dalla legge. L'Arpa (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) ha indicato nella cokeria dell'Ilva la sorgente del 98% di tale emissione cancerogena, fornendo al sindaco di Taranto gli elementi per emanare un mese fa un'altra ordinanza finalizzata a ridurre le emissioni e a tutelare la salute della popolazione. La Regione Puglia ha già disposto attorno all'area industriale una fascia di 20 chilometri in cui è fatto divieto di pascolo per le aree incolte, a causa della contaminazione da diossina. Il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto, da parte sua, ha inoltre disposto per i prossimi giorni l'abbattimento di altri mille capi di bestiame nelle cui carni è stata rinvenuta una concentrazione di diossina superiore ai limiti di legge. Erano già stati abbattuti in precedenza 1.200 capi di bestiame per la stessa ragione. (dm) (Diritti globali)

domenica 11 luglio 2010

Fatti, Presidente!

Signor Presidente Vendola,

Lei ha più volte dichiarato di avere compreso davvero lo spessore della situazione di Taranto, creata dall'inquinamento di origine industriale, attraverso le letterine e le parole che i bambini di Taranto Le hanno fatto giungere. Il Suo dolore per quelle creature innocenti e la Sua solidarietà verso i loro genitori sono stati sinceri ed hanno indotto Lei ad assumere decisioni coraggiose contro l'apatia e l'indifferenza delle Istituzioni nazionali. Qualcosa è cambiato, ma il "maligno" che sovrasta questo territorio è sempre presente ed imperante. Esso si manifesta ogni giorno sotto abiti diversi: avantieri indossava quelli della polvere dai parchi primari, ieri quelli della diossina dall’agglomerato, oggi si presenta con quelli del benzo(a)pirene dalla cokeria e dei metalli pesanti dalle emissioni convogliate, diffuse e fuggitive. Ma i bambini dei Tamburi quel "maligno" così vestito non lo riconoscono, nè saprebbero evitarlo. I loro genitori in questi giorni saranno alle prese con le loro domande: Perchè ora non posso più andare a giocare giù in giardino? ma fino a ieri ci andavo! quando potrò tornarci? e ora che faccio?
Da genitori e nonni immaginiamo le risposte che quei genitori daranno ai loro figli, avendo anche l'angoscia di non possedere nessuna speranza a cui attaccarsi per infondere un pò di fiducia e indurre un sorriso.
"Altamarea contro l'inquinamento - Coordinamento di Cittadini ed Associazioni di Taranto", avverte la fortissima preoccupazione presente in "AIL - Sezione di Taranto" e in "Bambini contro l'inquinamento" che sono a contatto diretto e quotidiano con casi drammatici e constatano la propria impotenza e l'inadeguatezza dei provvedimenti che di volta in volta vengono adottati dall’Autorità competente.
Altamarea, in questi giorni, ha manifestato, inascoltata, le perplessità suscitate dalla misconosciuta vicenda della caratterizzazione e bonifica del quartiere Tamburi. A pelle si sente che le cose stanno ancor peggio di come sono state comunicate. Si possono comprendere le motivazioni di tanta prudenza, ma nel contempo è certo che, se non si hanno le idee chiare su come stiano le cose veramente, si rischia di rinviare i provvedimenti risolutori e, nel frattempo, di sprecare risorse, il che non è poco in periodo di vacche magrissime com'è quello che si vive a Taranto.
Caro Presidente, questa di Taranto non è solo un'emergenza cittadina, è un dramma regionale, nazionale ed europeo: venga subito a Taranto, faccia chiarezza su quello che sta accadendo, imprima un'accelerata sui provvedimenti, incontri i cittadini e non solo le Istituzioni, faccia sentire che lo Stato c'è anche qui. Il Presidente Napolitano, a dei ragazzini di una scuola della provincia di Taranto andati a trovarLo al Quirinale, ha manifestato il Suo dolore e rammarico per non avere conosciuto a suo tempo cosa avrebbe provocato di male ai cittadini di Taranto l'industrializzazione decisa a fin di bene. A quel rammarico, però, non è seguito nulla. E qui c'è qualcuno che, in questa situazione drammatica, ha l'impudenza di festeggiare i "50 anni di acciaio a Taranto", che oltretutto non sono neanche tutti suoi.

Venga subito Presidente.

"Altamarea contro l'inquinamento - Coordinamento di Cittadini ed Associazioni di Taranto"