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sabato 31 ottobre 2015

Epidemia europea...

Annullata la visita all’Ilva della Commissione ambiente e sanita’ del Parlamento europeo


Gli eurodeputati del M5S, Pedicini e D'Amato, hanno chiesto di poter effettuare comunque la visita nello stabilimento siderurgico. Martedì 3 novembre saranno a Taranto per incontrare le associazioni, i comitati e i sindacati locali
Annullata la missione della Commissione ambiente e sanità del Parlamento europeo all'Ilva di Taranto. La visita si doveva tenere il 3, il 4 e il 5 novembre prossimi. Ad annunciarlo il presidente della Commissione Giovanni La Via con un messaggio urgente inviato ai componenti la delegazione. L'annullamento è stato deciso dopo che, all'ultimo minuto, tre europarlamentari, tra cui due italiani del gruppo Sinistra e Democratici, Massimo Paolucci e Nicola Caputo, hanno comunicato la loro indisponibilità a prendere parte alla missione. Altri due europarlamentari, Mazuronis e Florenz, rispettivamente del gruppo Alde e del gruppo Epp, avevano comunicato la loro assenza già da alcuni giorni.
L’ eurodeputato del M5S, Piernicola Pedicini (coordinatore pentastellato in Commissione ambiente) e l’eurodeputata tarantina del M5S Rosa D'Amato hanno comunque chiesto al commissario dell'Ilva, Corrado Carubba, di poter effettuare la visita nello stabilimento siderurgico, mettendo in evidenza che essendo stato tutto programmato sarebbe stato utile e opportuno poterla effettuare.
Pedicini e D'Amato hanno anche annunciato che martedì 3 novembre saranno comunque a Taranto per incontrare le associazioni, i comitati e i sindacati locali che erano stati esclusi dalla partecipazione agli incontri ufficiali con la delegazione della Commissione che avrebbe dovuto tenere la visita nello stabilimento Ilva e, poi, alle ore 11.30, terranno una conferenza stampa in via Piemonte, n. 114. (Cosmopolismedia)

giovedì 7 maggio 2015

I (post)comunisti che pregano per il grande capitalista indiano

Ilva, rispunta il nome di ArcelorMittal per l’acquisizione

Si è conclusa la due giorni della delegazione della Fiom-Cgil al Parlamento Europeo per discutere con alcuni eurodeputati dello sviluppo di un'industria europea sostenibile dei metalli comuni. Il socialista Edouard Martin ha rilasciato delle importanti dichiarazioni in merito all'interessamento di Arcelor Mittal all'acquisizione dello stabilimento siderurgico di Taranto.
 “Il primo appuntamento - riferisce la Fiom-Cgil - è stato un incontro con gli eurodeputati, i quali hanno ricevuto ed ascoltato il sindacato per presentare l'attuale situazione sullo stabilimento Ilva di Taranto. Il relatore della commissione ITRE ha sostenuto che, al netto delle posizioni contrastanti, una politica industriale europea deve essere possibile e che l'impianto siderurgico tarantino possiede tutte le carte per poter essere competitivo sul mercato ma a patto che vengano rispettate le norme ambientali necessarie”. L'obiettivo che, infatti, il Parlamento Europeo si dà per il 2020 è quello di ridurre in modo significativo le emissioni, e in questa ottica l'Europa deve incitare l'Italia perché venga ambientalizzato l'impianto attraverso anche investimenti da parte della BEI (Banca europea per gli investimenti).
La delegazione FIOM-CGIL di Taranto formata da Giuseppe Romano, segreteria provinciale, e Francesco Brigati, RSU Ilva, ha espresso forte preoccupazione in merito alla situazione dello stabilimento siderurgico dal punto di vista occupazionale, produttivo, sanitario e ambientale. A Taranto, per evitare sia la perdita dei posti di lavoro diretti, determinata dall'eventuale chiusura, sia dei posti indiretti, già fortemente ridimensionati a causa dei ritardi e dei mancati investimenti, serve intervenire tempestivamente poiché ad oggi, i ritardi accumulati hanno influenzato negativamente l'assetto produttivo e anche l'applicazione delle prescrizioni previste dall'autorizzazione integrata ambientale. Emerge, infatti, dal documento di lavoro che dal 2008 nell'UE sono state soppresse capacità produttive nel settore siderurgico per più di 40 milioni di tonnellate con perdita di oltre 60000 posti di lavoro diretti e più di 100000 posti derivanti dall'indotto.
Edouard Martin ha focalizzato il suo intervento sulle pratiche di concorrenza fra operatori extracomunitari ma la FIOM-CGIL ha ribadito durante l'incontro la necessità di adottare politiche che dovranno evitare la concorrenza sleale anche fra operatori comunitari, sia in modo che non ci sia una pressione al ribasso sui salari dei lavoratori e sia in modo che vengano rispettate le norme per la protezione ambientale. Questa posizione è anche sostenuta da Eleonora Forenza e dagli altri membri del GUE/NGL, i quali hanno annunciato un'ispezione della commissione ambientale ENVI allo stabilimento Ilva di Taranto con la presenza di E. Martin della commissione ITRE. La FIOM-CGIL ha richiesto e ottenuto che la commissione ENVI incontri i sindacati in occasione dell'ispezione che avverrà a novembre.
Il secondo appuntamento ha riguardato la partecipazione, questa mattina 6 maggio, della delegazione in commissione ITRE al termine della quale l'eurodeputato ha rilasciato delle importanti dichiarazioni in merito all'interessamento di Arcelor Mittal all'acquisizione dello stabilimento siderurgico di Taranto. Martin dichiara infatti che il gruppo franco-indiano ha incaricato il direttore generale H.P. Orsoni di seguire direttamente gli sviluppi della vicenda Ilva con frequenti visite in loco. “Riteniamo l'incontro costruttivo - concludono i rappresentanti dei lavoratori - consapevoli del fatto che la vertenza Ilva è ben lontana dal risolversi. Pertanto la FIOM-CGIL continuerà a battersi e a sollecitare le istituzioni a tutti i livelli per una risoluzione che coniughi lavoro e salute”. (Cosmopolismedia)

venerdì 12 dicembre 2014

Europa lontana

I veleni dell'Ilva e l'ipocrisia del Pd

La prossima settimana il Parlamento Europeo, nella sua seduta di Strasburgo, discuterà le diverse mozioni presentate dai gruppi parlamentari in merito alla politica europea sull’acciaio, per la protezione delle industrie e dei lavoratori.
La posizione contenuta nella proposta del PPE (del Partito Polare Europeo fanno parte gli europarlamentari eletti nelle liste italiane di Forza Italia e NDC-UDC) si basa sul rafforzamento della politica di sostegno all’acciaio e all’industria pesante in tutta Europa e chiede che la Commissione Europea garantisca un nuovo ruolo leader all’acciaio europeo, attraverso una serie d’iniziative tese ad assicurare posizioni di prima importanza sui mercati mondiali. Con meccanismi di consultazione locale e regionale, la proposta di Antonio Tajani, uno dei Vice-Presidenti del Parlamento Europeo, opta per la creazione di un’azione “SustSteel” di sostegno, contenuta nel cosiddetto Piano di Azione per l’Acciaio, al fine di garantire quei mercati internazionali che apprezzano l’acciaio europeo perché, secondo la mozione, prodotto con procedure che rispettano i diritti sociali e ambientali. C’è da rimanere allibiti quando si pensa a Taranto. Perché la proposta del PPE sottintende che i competitors internazionali non siano altrettanto ligi (quanto l’Ilva!) nel garantire che l’acciaio sia prodotto da operai felici, ben pagati, che vivono e lavorano in un ambiente salubre.
Il documento del PPE tocca momenti di alto lirismo quando fornisce una lista dei siti europei da difendere, definendoli jewels e invitando la Commissione a non chiuderli e a non cederli a gruppi extra-europei. Tra questi bijoux, naturalmente, Taranto, noto esempio di tecnologia, modernità, eco-compatibilità, circondata da giardini per la coltura di frutta e verdura biologica, dove la felicità regna sovrana. Peccato che l’Ilva sia costata all’Europa, in termini di impatto ambientale, ben 2.5 miliardi di euro per il periodo 2008-2012, secondo le valutazioni dell’Agenzia Europea per l’Ambiente.

domenica 7 dicembre 2014

Gira la carta

Ilva, forse il cambio al vertice: Renzi pronto a schierare Guerra

Potrebbe essere Andrea Guerra l'uomo della svolta. L'ex amministratore delegato di Luxottica, uno dei migliori manager del mondo e attualmente consigliere economico del presidente del consiglio potrebbe essere il candidato alla successione di Pietro Gnudi nell'incarico di commissario straordinario dell'Ilva. La notizia filtra da ambienti politici e troverebbe conferma nel fatto che il manager potrebbe accompagnare Renzi nel suo viaggio a taranto prima di Natale.
Intanto l'associazione ambientalista Peacelink Taranto ha ricevuto una lettera dal presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, nella quale il presidente si dice "costantemente informato sulla evoluzione della situazione a Taranto", rispondendo ad una missiva di Peacelink del 5 settembre scorso. Lo rendono noto Alessandro Marescotti, Antonia Battaglia e Luciano Manna per conto della stessa associazione.
La necessità di "proteggere la salute dei cittadini e l'ambiente" dovrebbe essere coniugata, scrive Schulz, insieme "ad una visione e ad una strategia sociale e economica per l'area di Taranto". Il presidente del Parlamento Europeo si dice convinto che "l'attuale procedura di infrazione lanciata dalla Commissione Europea e confermata con il parere motivato sarà uno strumento chiave per l'applicazione del diritto garantito dalla Direttiva sulle emissioni industriali". Schulz segnala anche "l'importanza della Strategia Europa 2020", un ambizioso programma di lavoro europeo che ha come obiettivo quello di sviluppare cinque punti cardine (occupazione, istruzione, inclusione sociale, energia e lotta al cambiamento climatico), da realizzare entro quella data.
Tale suggerimento, osservano in una nota Marescotti, Battaglia e Manna, è "condiviso da PeaceLink, che da tempo ha presentato un 'piano B' per Taranto: un piano di riconversione e di uscita dalla crisi strutturale dell'acciaio. E' su questa strada che PeaceLink continuerà a lavorare - conclude la nota - e a tal fine si è iscritta al Registro europeo delle associazioni accreditate presso la Commissione Europea e il Parlamento Europeo".
Intanto tiene banco il tema della vendita del siderurgico. "Il governo italiano renda pubblica la risposta fornita alla Direzione europea concorrenza di Bruxelles in merito alla violazione del principio 'chi inquina paga' e in materia di aiuti di Stato. La risposta da parte del governo italiano alla Commissione europea doveva essere data entro il 20 novembre scorso".  Lo sottolinea il co-portavoce nazionale dei Verdi Angelo Bonelli.
"Cosa ha risposto - aggiunge - il governo italiano? I cittadini hanno il diritto di sapere, o è un segreto di Stato? La Direzione generale concorrenza aveva formulato numerose contestazioni: dal prestito-ponte alla mancata approvazione del piano industriale fino ad arrivare a quella della 'bad company' che impedirebbe l'avvio delle bonifiche a carico di chi ha inquinato". In queste ore, attacca Bonelli, "c'è uno sforzo del governo che affronta il problema dell'Ilva decontestualizzato dalla situazione sanitaria della città e dal liberarla dal peso dei veleni. Il governo e la struttura commissariale Ilva sanno, ma non dicono che ad oggi 25mila persone sono a rischio tumore, secondo la valutazione del danno sanitario, ed una volta conclusa l'applicazione dell'Aia - conclude il leader dei Verdi - il numero delle persone a rischio scenderà a 12.500: un dramma". (RepBa)

giovedì 2 ottobre 2014

Memento europeo

Ilva, Forenza (Altra Europa/Gue) interroga il commissario UE Ambiente

Nella giornata di eri, Eleonora Forenza, capodelegazione della lista ‘L'Altra Europa con Tsipras’ al Parlamento Europeo, del gruppo della Sinistra Unitaria Europea (Gue/Ngl), è intervenuta in Commissione Ambiente e Salute rivolgendosi al Commissario Europeo designato, Vytenis Andriukaitis, per chiedere chiarimenti sulla vicenda dell'Ilva di Taranto. "Penso che parlare di tutela della salute - ha dichiarato Forenza - debba voler dire anche tutelare la salute e la vivibilità dei lavoratori dei grandi impianti industriali che devono applicare le norme di sicurezza per evitare danni sia ai lavoratori stessi e sia alle popolazioni dei territori circostanti”.
L'Ilva di Taranto, uno dei più grandi impianti in Europa per la produzione di acciaio, dove da 20 anni nessun investimento è stato sviluppato, soprattutto dopo la privatizzazione dell'impianto avvenuta nel 1995. Sono stati rilevati dati impressionanti: fra il 1999 e il 2010, 386 cittadini di Taranto (30 persone all'anno) sono morti per cause riconducibili alle emissioni inquinanti di Ilva. Questa situazione ha indotto nel 2012 la Commissione Europea ad aprire una procedura di infrazione contro lo Stato italiano, che dal 1995 non ha fatto niente.
“Chiedo - ha continuato la parlamentare - quali iniziative intenda assumere il commissario per rendere realmente esigibili politiche di tutela dell'ambiente e della salute. Se in particolare il commissario non intenda prevedere nuove procedure sanzionatorie ad hoc per imporre che siano i gestori stessi degli impianti - sia privati che pubblici - a pagare tali necessari adeguamenti per evitare danni permanenti alla salute dei cittadini e che non siano i cittadini stessi, attraverso gli Stati, a doverne pagare i danni". Secondo l'europarlamentare, infine, al termine dell'audizione, "la risposta del commissario, per oggi, è stata troppo vaga e nessun impegno concreto è stato preso. Ma continuerò a dar voce, in tutti i modi possibili, alle richieste dei cittadini e dei lavoratori di Taranto". (Cosmopolismedia)

domenica 30 marzo 2014

Su Taranto e Ilva l'incontro di Peacelink col Presidente del Parlamento Europeo

C.S. Mercoledi’ 2 aprile PeaceLink incontrerà a Bruxelles il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz.
"PeaceLink ha preparato un dossier per evidenziare la gravità delle situazione in cui versa Taranto, assieme all’inerzia e alla scarsa attendibilità con la quale le autorità italiane affrontano le questioni ambientale, sanitaria e occupazionale che riguardano la città.

Antonia Battaglia (che e' stata invitata da Schulz con Alessandro Marescotti) e' stata delegata a rappresentare PeaceLink e illustrera' al Presidente del Parlamento Europeo la posizione dell'associazione sui lacunosi monitoraggi e sulla scarsita' delle misure prese per proteggere gli operai e la popolazione dall'impatto ambientale e sanitario di un impianto siderurgico obsoleto e fuori dalle norme europee.

Antonia Battaglia farà il punto anche sulle leggi "Salva Ilva" approvate dal Parlamento Italiano e sulle risoluzioni del Parlamento Europeo che riguardano le aree di "declino industriale" che necessitano di bonifiche e di riconversione.

L’incontro a Bruxelles, previsto da tempo, si iscrive nel rapporto che PeaceLink ha instaurato da tempo con il Presidente Schulz, che é stato costantemente aggiornato sulla evoluzione della situazione di Taranto. Il Presidente stesso, in una email recente mandata ad Antonia Battaglia, ha espresso il proprio sostegno alla popolazione ed ha dichiarato di seguire da vicino la questione ILVA.
PeaceLink vuole «portare» Taranto a Bruxelles e far arrivare la voce disperata di una città sulla cui sorte é calato un silenzio assordante.

Questa azione vuole essere un'esperienza pilota per far arrivare all'attenzione del Parlamento Europeo il dramma di tutte le aree inquinate d'Italia per le quali occorre un progetto di bonifica e, spesso, di riconversione.

Taranto deve diventare - come caso apripista - un punto fermo sull’agenda anche del prossimo Parlamento Europeo. Le richieste che PeaceLink avanzerà al Presidente Schulz riguardano non solo la situazione presente ma anche il futuro, con l’inclusione di Taranto in progetti europei di sviluppo sostenibile, da estendere ad altre citta' inquinate che versano in situazioni analoghe di declino "industriale.


Per PeaceLink
Antonia Battaglia
Luciano Manna
Alessandro Marescotti