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lunedì 10 dicembre 2012

Diario da Taranto – Quei fiori cresciuti nel deserto

di Greta Marraffa
“Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera”
P.Neruda

Il viaggio è una raccolta di emozioni e di colori, suoni, sfumature da catalogare nella mente.  Il viaggiatore stanco, si ferma a descrivere e a dar forma alle immagini, disegnandole e trascrivendole nel suo diario: il taccuino che custodisce gelosamente, compagno di vita, silenzioso e pronto ad apprendere, senza interrompere.  Ogni volto, ogni sguardo ed ogni lacrima, sono parti di un racconto che il viaggiatore si limita a narrare con la semplicità e l’ingenuità di un bambino.
Mi chiamo Greta,  compirò  fra qualche settimana 22 anni, studio giurisprudenza alla facoltà di Taranto.
Ho sempre vissuto in questa terra bellissima, amo il mare e le sue coste, il sole che batte sui palazzi di prima mattina e il tepore delle giornate estive.  Ammiro con estrema meraviglia i suoi colori, la primavera dipinge di rosso porpora i volti della gente.  Vago in città con la mia adorata bicicletta, le strade sono trafficate, ma con la mia potente graziella riesco a percorrere lunghi e distesi tragitti. La bicicletta è romantica, proprio come il percorso che faccio ogni volta, quando mi dirigo verso l’università: alla mia sinistra una distesa azzurra di mare “infinito”, l’orizzonte e qualche peschereccio.