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lunedì 21 gennaio 2013

C'è latitanza e latitanza!



 
Tutti si domandano OGGI dove sia finito Fabrizio Corona, condannato per estorsione aggravata ai danni del calciatore David Trezeguet, in fuga chissà per quale paese... La latitanza del famoso fotografo, cacciatore di  piccantissimi scoop, ha avuto tutta l'attenzione da parte di tg- prime pagine di quotidiani... eh sì perchè  la latitanza di Corona fa notizia, non fa notizia invece la latitanza di Fabio Riva....






vicepresidente dell'Ilva, condannato per associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, emissione di sostanze nocive, avvelenamento da diossina di sostanze alimentari, e ancora omissione di cautele in materia di sicurrezza sul lavoro e corruzione. Fabio Riva manca all'appello, lo ricordiamo, dal 26 novembre.
Ma gran parte del mondo della comunicazione, e del giornalismo, preferisce evitare di fare troppe domande sulla sua "irreperibilità"... perchè è questa la parola troppo spesso usata da giornali, web, e stampa (con le dovute eccezioni!) per definire una fuga irresponsabile, una sottrazione volontaria alla cattura: condizione non omologa dal punto di vista della situazione procedimentale, a quella di irreperibilità (che necessita di essere controllata dal legislatore,potendo risolversi con l'individuazione  di un domicilio dell'interessato - (Cass. Pen. Sez. IV, 22.08.1996, Turchetti, CP , 1998, 1155).
Se ancora OGGI si tende ad usare questo tipo di linguaggio, come a voler assolvere il latitante dai  peccati-reati commessi, significa che a poco sono servite le scomode verità venute a galla con l’inchiesta per corruzione in atti giudiziari, da cui è emerso il metodo clientelare Riva che tesseva come un ragno tra più velenosi e pericolosi, una ragnatela fatta da intricatissimi rapporti con politici, sindacati, Chiesa, e pure di "certa e corrotta stampa". Ciò che conta è il bottino post elezioni da spartire: allora il nuovo compito per riuscire in questa impresa  da impartire al mondo della comunicazione sarà quello ( e già sta avvenendo con successo) di addomesticare ancora una volta non solo l'opinione pubblica, ma soprattutto i "dipendenti" diretti e indiretti del Gruppo Riva.
A cominciare dai massimi rappresentanti del governo dimissionario, Monti, Passera e Clini, fino al Presidente della Regione Puglia, e al candidato premier Bersani, per non parlare poi del PDL, da destra a sinistra: tutti a spendere buone parole per un'Azienda che ad oggi ha fatto profitti sulle spalle dei lavoratori e degli abitanti di Taranto.
Ed ecco che queste "buone" e "positive" parole  che offrono la redenzione ad un'Azienda che ha mietuto e continua a mietere le sue vittime per l'inquinamento, si traducono in titoloni da prima pagina. Senza nessun contradditorio, le dichiarazioni a favore dell'Ilva entrano nella testa degli italiani, grazie ad un ottimo lavaggio del cervello, e con un'azione di ripetizione martellante fanno opera di convincimento: L'azienda va salvata, la legge va applicata, la magistratura rispetti la legge!  Insomma è questo il concetto errato che arriva fino a noi: ad essere fuorilegge non è l'azienda, ma la magistratura! Ad essere latitante non è Fabio Riva, lui è irreperibile, sebbene  ci sia a suo carico un mandato di cattura europeo! ma Fabio Riva non è Corona: c'è latitanza e latitanza!

tgcom24: Ilva, Monti rassicura: "Pagherà gli stipendi"
L'azienda: "La magistratura rispetti la legge" Incontro a palazzo Chigi tra governo, parti sociali ed enti. "In attesa della Consulta la legge va applicata", recita una nota. "Solo sbloccando i prodotti potremo pagare", replica l'Ilva.

la repubblica: Ilva, spunta l'ipotesi del lodo 'Vendere l'acciaio e pagare interventi'
Vendola: "Non si risolve la questione a colpi di provvedimenti. L'azienda deve poter vendere i prodotti finiti per corrispondere gli stipendi e attuare le prescrizioni dell'Aia". Bersani: "Applicare la legge"

l'avvenire: Ilva, Clini: la legge è chiara
Prodotti finiti ad azienda

tg rai1. Ilva, Passera: "Su blocco prodotti magistrati sbagliano"

Pd travagliato...

Travaglio attacca l'ilva e il pd - Lecce - FuturaTv
"
L'Ilva chiude? Bersani, ridai i soldi che ti ha dato patron Riva. L'appello, minaccioso, arriva dal Fatto quotidiano. Il giornale diretto da Antonio Padellaro e Marco Travaglio non è morbido né con l'azienda siderurgica, né con il segretario del Pd, in questi giorni in altre faccende affaccendato. In un editoriale firmato dall'ex RepubblicaAntonello Caporale, il Fatto picchia: "I Riva hanno sempre goduto di vasti appoggi. E spesso, benchè lontani dal mondo romano, hanno trovato ascolto le loro perorazioni, le richieste continue alla diluizione nel tempo delle minime, essenziali opere di messa in sicurezza del lavoro di migliaia di operai e della tutela della salute di una intera città". In questo "sistema Taranto", sottolinea il Fatto, c'è dentro fino al collo anche il Partito democratico. "Oggi cosa dice Pier Luigi Bersani- scrive Caporale -, cosa pensa di dire davanti a questa crisi di legalità se egli stesso si trova a essere il destinatario di un dono, pari a 98mila euro, che i Riva hanno sottoscritto in favore della sua campagna elettorale del 2006?". Al tempo, i Riva versarono ua donazione anche a Forza Italia, 245mila euro. il Fatto in prima pagina glissa un po' sui guai di un altro protagonista della sinistra italiana, il più vicino (politicamente) Nichi Vendola,
Una telefonata intercettata getta pressioni non da poco sul governatore della Puglia, che al telefono con i dirigenti dell'azienda ha garantito sostegno e dato rassicurazioni. Ma i titolini meglio regalarli a Bersani.(FuturaTV)

sabato 5 gennaio 2013

Il pelato coop


Dopo il danno, la beffa.

Taranto è la città dove il PD ha sempre espresso il peggio di sè.


Squallidi partitocrati piccoli piccoli si sono venduti anche le madri per bustarelle da pezzenti.
Un ex sessantottino diventato grasso e tracotante siede alla camera nel nome di questa città, sotto le bandiere del PD. Dalle intercettazioni telefoniche apprendiamo che lui, tarantino, voleva far "gettare il sangue" (traduzione letterale di "scettà 'u sangh", un'espressione tarantina usata come metafora per esprimere il desiderio di vedere qualcuno eliminato in modo violento e doloroso) a Della Seta, un collega di partito e parlamentare, che difendeva il diritto alla giustizia nei confronti di alcune delle infinite umiliazioni che la grande industria ha inferto al territorio.


Qui il partito ha mandato un altro parlamentare, siciliano, a intascare crediti di voti guadagnati chissà con quali promesse. Nella sua regione era impresentabile per uno scandalo di squallida corruzione in cui è invischiato il marito.

Qui il PD domina la provincia con la giunta più ignava della storia del territorio, che ha dovuto allontanare l'assessore all'ambiente, anche lui PD, perchè talmente marcio da far pensare che passasse più tempo a lavorare per l'Ilva che per i suoi concittadini.
Per non parlare del presidente, con interessi familiari all'Eni...

E stendiamo pure un velo pietoso sul comune e sugli affari del PD (sanità, alloggi popolari, centri commerciali...)

E oggi che ci riserva il PD?

Una bella spalmata di manifesti elettorali con il Pelato Coop.
Il pelato che voleva "donare" alla città il rigassificatore che non volevano i brindisini, quello che ha accettato l'obolo (98000 euro) dei Riva per la sua personale campagna elettorale.

Oggi ammorba con un manifesto dalla grafica scontatamente coop tutte le strade della città, sorridendo sotto i baffi, con una faccia di bronzo da fare invidia alle statue di Riace.

Fate la provvista, cari pecoroni tarantini, comprate il pelato coop, costa solo 99000 euro!

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“Caro Pierluigi, mi rivolgo a lei per un episodio di cui è stato protagonista il senatore Roberto Della Seta (PD)”. Comincia così una lettera inviata nel 2006 a Bersani da Emilio Riva patron dell’Ilva su suggerimento di Gerolamo Archinà, direttore dei rapporti istituzionali dell’Ilva, per segnalargli che il suo senatore intendeva assumere una iniziativa contro il decreto salva-Ilva che il governo Berlusconi stava per varare.
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domenica 12 agosto 2012

Riva chiama a raccolta tutti gli amichetti..

...e getta in campo anche l'asso di denari!
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Ilva, Monti scende in campo, i ministri si mobilitano. Passera: "Chiusura sarebbe un danno irreparabile"


UNA QUESTIONE POLITICA - Il caso Ilva scuote anche gli ambienti della politica. Dopo l'appello di Bersani e Alfano, scende in campo il premier Mario Monti. O meglio, il presidente del Consiglio intende verificare con il servizio giuridico di Palazzo Chigi se vi siano spazi legali per un intervento del governo che possa evitare la chiusura dello stabilimento.
Monti, dopo aver parlato con Passera, Clini e la Severino,  ha chiesto ai ministri di recarsi sul posto il 17 agosto e di riferire sulla situazione.
MINISTRI IN CAMPO - Intanto, proprio il ministro dell'Ambiente Corrado Clini dichiara che "nuova disposizione del gip di Taranto è in aperto contrasto con ciò che il Ministero dell’Ambiente ha avviato e non tiene conto del lavoro svolto e del ruolo del ministro". Clini in precedenza aveva lanciato l'allarme: "Se chiudiamo l'Ilva l'Italia ci perde, mentre alla finestra mi pare già di vedere i tanti competitori europei, per non parlare dei cinesi, che ne trarrebbero di sicuro un grande vantaggio".
Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, dal canto suo, ritiene che sia "assolutamente necessario evitare la chiusura e lo spegnimento degli impianti, cosa che causerebbe danni irreparabili". Passaera assicura che il Governo sta seguendo "costantemente e con la massima attenzione" gli sviluppi della situazione. Per il ministro "risanamento ambientale, produzione sostenibile e lavoro devono essere gli elementi portanti di una strategia unitaria".
Interviene anche il ministro della Giustizia Paola Severino. Il Guardasigilli chiederà l’acquisizione dei due provvedimenti con i quali il gip di Taranto Patrizia Todisco ha confermato il sequestro degli impianti e ha revocato la nomina di Bruno Ferrante dall’incarico di curatore dello stabilimento.
LO STUDIO - Nel frattempo,  un'indagine coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità rivela come il tasso di mortalità per tumore nella zona di Taranto è superiore alla media del 15%, in particolare per il tumore al polmone (+30%). Secondo il rapporto, gli studi "hanno evidenziato un quadro di inquinamento ambientale diffuso, ma anche il contributo rilevante del polo industriale cittadino, in particolare il complesso dell’acciaieria, ai livelli ambientali di inquinanti di interesse sanitario”.
REVOCATA CUSTODIA GIUDIZIALE A FERRANTE - Prim’ancora che il Riesame depositasse le motivazioni del provvedimento con cui ha confermato il sequestro dell’Ilva per disastro ambientale e incaricato i custodi di garantire la sicurezza degli impianti e togliere le situazioni di pericolo, il gip Todisco prima ha ribadito che la fabbrica si deve fermare per risanare gli impianti e che non c'è alcuna facoltà d’uso degli impianti a fini produttivi, quindi, con un ulteriore provvedimento, ha tolto Bruno Ferrante, presidente dell’Ilva, dalla custodia giudiziale.
FERRANTE: NON VOGLIO LICENZIARE, MA... - "Non voglio neppure pronunciare la parola" licenziamenti, "ma se ci bloccano la produzione la prospettiva si complica non solo per i quasi 12mila dipendenti diretti, ma anche per tutto l’indotto", dice Bruno Ferrante, in un’intervista alla Stampa.
ALFANO, BERSANI E CASINI - "E’ indispensabile che il governo con tutti gli strumenti formali e informali che ha, faccia chiarezza sulla situazione dell’Ilva di Taranto. Bisogna essere consapevoli che la confusione attorno al più grande stabilimento siderurgico d’Europa farà presto il giro del mondo". E’ quanto dichiara il segretario del Pd, Pierluigi Bersani.
Il segratario del Pdl Angelino Alfano chiede "al presidente Monti di prendere direttamente e personalmente in mano il dossier Ilva, per almeno due ragioni fondamentali. La prima: la politica industriale la fa il governo, non la magistratura e, con tutto il rispetto, non può essere un atto giudiziario a dire la parola definitiva sull’industria dell’acciaio in Italia. La seconda: vogliamo o no attrarre investitori anche internazionali? Se l’obiettivo è quello di spaventarli, ci stiamo riuscendo”.
Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, sottolinea: "L’ordinanza del gip di Taranto rischia di segnare il punto di non ritorno di una vicenda drammatica che coinvolge migliaia di lavoratori e le loro famiglie e arriva dopo anni di incuria e di noncuranza in primo luogo da parte delle autorità locali preposte alla funzione di vigilanza e di controllo della salute dei cittadini". (Quotidiano.net)

mercoledì 21 gennaio 2009

Rassegna stampa

Non ci pare un caso che Lospinuso (AN) sia d'accordo con Bersani (PD) sull'ILVA.
Qualcuno ha detto che invece di parlare di opposizione, in Italia dovremmo dire: "diversamente concordi"!

A Brindisi e Manfredonia finalmente qualcosa si muove sul campo del nesso di causalità tra inquinamento e malattie. L'ARPA Puglia rifarà gli studi sui petrolchimici, stavolta su base epidemiologica seria!
Ne vedremo delle belle!!!




Passato e presente: il PD e l'ILVA

Dopo le inquietanti e offensive dichiarazioni di Bersani all'Ilva di Taranto (vedi anche Peacelink), ecco che il Veltroni nazionale va a Cornigliano, Genova, sede di un altrettanto celebre quanto "impattante" stabilimento Ilva che è alla ribalta di tutti i giornali per la prescrizione annunciata dei Riva da tutti i reati ambientali. Il leader PD però non va a dare solidarietà ai cittadini e agli operai contro questa ingiustizia diffusa che è diventata la prescrizione, ma per manifestare contro... le Brigate Rosse!!!
Il PD è in calo in tutti i sondaggi italiani e si sta giocando anche "feudi" storici tradizionalmente legati alla sinistra. Ma soprattutto ha perso definitivamente ogni rapporto con l'elettorato.
Oggi più che mai i partiti rappresentano solo sè stessi!

(L'Unità) A venti anni dalla morte di Guido Rossa sono numerose le iniziative organizzate per ricordare il sindacalista Italsider barbaramente ucciso a Genova dalle Br e con lui tutte le vittime del terrorismo. Il segretario del Pd Walter Veltroni sarà sabato a Genova alla manifestazione che si svolgerà nel quartiere di Sestri Ponente, presenti Sabina Rossa e sua figlia, il sindaco Marta Vincenzi, il presidente della Provincia Alessandro Repetto, il presidente della Regione Claudio Burlando i famigliari delle vittime di Piazza Fontana e della strage di Bologna.
Nell'officina centrale dello stabilimento Ilva di Cornigliano, venerdì alle 9 sarà commemorato Rossa, mentre Franco Stagnaro ha curato la direzione artistica dello spettacolo «Guido oltre le vette». Sabato, in serata il film «Anni spietati», coprodotto da Rai e Comune di Genova, sarà presentato in anteprima nazionale nell'auditorium di Strada Nuova. Lo stesso giorno, quasi in contemporanea, in via Fracchia un'altra cerimonia ricorderà l'eccidio e in piazza Piccapietra, in centro città, sarà posta una corona presso il monumento a Guido Rossa.

(IMGPress)
L’IMPUNITÀ PER I REATI AMBIENTALI DELLA FAMIGLIA RIVA È UNA VERGOGNA
“Il verdetto emesso ieri della Corte d’appello di Genova, che porta alla prescrizione la gran parte dei reati ambientali di cui la famiglia Riva e alcuni dirigenti si sono resi responsabili con l’attività dell’Ilva, è un vero schiaffo agli abitanti di Cornigliano e all’intera città. - dichiara Cristina Morelli Presidente del gruppo consiliare dei Verdi presso la Regione Liguria - Anni di battaglie ambientaliste e civili contro le attività inquinanti della cokeria e dell’altoforno, che hanno causato danni sanitari ai cittadini, vengono spazzati via da lungaggini e da cavilli giuridici. L’inquinamento provocato dalle emissioni di alcune industrie, tra cui l’Ilva, è da anni certificato dagli organi che svolgono il monitoraggio del territorio e i danni alla vita delle persone che vivono nelle vicinanze degli impianti è provato scientificamente, il costo sociale e sanitario che ne deriva deve anche essere tenuto in considerazione dalle istituzioni, - conclude Cristina Morelli - ma l’impunità per i responsabili vanifica ogni sforzo istituzionale e non fa recuperare neppure in parte i costi sostenuti dalla collettività ”. I Verdi ricordano che l’imprenditore Emilo Riva è recidivo in materia di violazioni delle norme ambientali e della sicurezza e che continua ad avvelenare la città di Taranto. Da studi di Greenpeace e Legambiente l’impianto Ilva di Taranto risulta in Italia il secondo più inquinante per emissione di CO2 e il primo per emissione di diossina. Inoltre la situazione nello stabilimento genovese, in parte dimesso, presenta ancora problemi, soltanto un mese fa i Carabinieri del NOE hanno posto sotto sequestro un deposito di rifiuti speciali nell’area Ilva di Cornigliano, e nuova denuncia dei confronti di Emilio Riva e tre dirigenti.

martedì 20 gennaio 2009

Le ombre del ministro...

Gentile on. Pier Luigi Bersani,
durante la sua recente visita a Taranto all'Ilva, lei ha dichiarato che la legge regionale sulla diossina, pur facendo salva la sua applicazione, "andrebbe ragionata".
Ha poi sottolineato che occorre alzare gli standard sociali e ambientali in campo industriale però "restando sempre nel mondo dell'esistente e non nel fantastico se si vuole restare nella traiettoria di un grande paese industriale".
Poiché PeaceLink ha l'abitudine di fare proposte concrete e fattibili, la invitiamo a consultare la documentazione sulle migliori tecnologie per l'abbattimento della diossina che abbiamo inserito su Internet all'indirizzo:

www.peacelink.it/ecologia/docs/2838.pdf

Da tale documentazione si evince che esistono oggi tecnologie in grado di tagliare del 97% le emissioni di diossine dall'impianto di agglomerazione dell'Ilva. Tali tecnologie inoltre abbattono le emissioni di polveri del 99%, di mercurio del 97%, di piombo del 99%, solo per riportare alcuni dati che lei potrà leggere nella documentazione tecnico-scientifica che segnaliamo. Nel complesso tali tecnologie, applicate in Austria a Linz, possono portare in 16 mesi a meno di 0,1 nanogrammi a metro cubo le emissioni di diossine, rispettando pienamente tetti e tempi contenuti nella relativa legge regionale.
Non è più tempo di "ragionare" sui limiti europei: è tempo di rispettarli e di lavorare conseguentemente dato che l'Italia li ha recepiti con legge 125/2006.
Ecco perché ci premeva che il ministro-ombra di una grande partito fosse ben informato su ciò che da subito si può e si deve fare.
E' dal 1993 che in Europa è possibile scendere sotto i limiti della legge regionale. Ci sembra che - paradossalmente - chi lavora di fantasia sia chi trovi, dopo sedici anni di ritardi, ancora scuse per non applicare le migliori tecnologie disponibili. Esse da tempo non sono fantasia ma sono solida realtà.
Cordiali saluti

Prof. Alessandro Marescotti
Ing. Biagio De Marzo
Per conto di PeaceLink

MAL'OMBRA

Fino a due anni fa, cercava in tutti i modi di far arrivare il rigassificatore a Punta Rondinella.
Ieri, il ministro-ombra Bersani è tornato a Taranto per parlare di lavoro, crisi e ambiente. Ma non l'ha fatto sentendo cittadini e cassaintegrati. L'ha fatto, insieme alla delegazione PD, andando a trovare a casa-Ilva i dirigenti dell'azienda e qualche delegato sindacale.
Per ribadire che l'Ilva si deve adeguare, si, ma che non va toccata. Occhio alle "semplificazioni".
Qualche cenno alla CIG usata per continuare a fare enormi introiti a spese dello stato? Nessuno.
Ha bacchettato l'azienda per i recenti dietro-front sulle misure da attuare per limitare l'inquinamento? Assolutamente no.
Chissà, forse l'ombra di quei 98 mila euro ricevuti da Riva per la sua ultima campagna elettorale era troppo pesante...

lunedì 19 gennaio 2009

Bersani in tour! Prevendite al botteghino...

Cosa ci proporrà questa volta? Ancora un rigassificatore, una centrale nucleare sull'isola di San Pietro o magari un bel monte dei pegni per venderci le ultime cose a qualche multinazionale?
Bersani il prediletto da Riva (100.000 euro per la sua ultima campagna elettorale...) viene a dirci come uscire dalla crisi. Quale?

(Apcom) - Prosegue il viaggio nei luoghi della crisi economica di Pier Luigi Bersani per incontrare lavoratori, sindacati, amministratori locali, associazioni di categoria. Il ministro dell'Economia del governo ombra del Partito Democratico sarà oggi pomeriggio a Taranto per partecipare ad una serie di iniziative.
Alle 15.30, Bersani si recherà allo stabilimento dell'Ilva per incontrare il consiglio di fabbrica. Alle 18 parteciperà all'assemblea pubblica "Le proposte del Pd per uscire dalla crisi", presso il salone degli Stemmi della Provincia di Taranto. L'assemblea sarà coordinata dal segretario provinciale del PD Donato Pentassuglia e interverranno anche l'onorevole Ludovico Vico e il Presidente della Provincia Gianni Florido (Virgilio).