giovedì 31 luglio 2008

Concorso di fotografia: Il Bello e il Brutto di Puglia

















Gentile amico della Puglia,

da oggi è online sul portale del turismo www.viaggiareinpuglia.it
Puglia Foto Grand-Prix "Il bello e il brutto", una competizione tra turisti innamorati della Puglia che, attraverso la raccolta di immagini fotografiche riguardanti in modo particolare gli aspetti della tutela ambientale, intende sensibilizzare ai grandi temi della qualità della vita e del turismo eco-sostenibile con l´obiettivo di valorizzare le eccellenze e curare le ferite del territorio.

La competizione è aperta a tutti i turisti, italiani e stranieri, e a tutti i cittadini pugliesi.

Se vuoi partecipare, invia entro il 27 settembre 2008, una o più fotografie, con macchina fotografica digitale o con telefonino cellulare.

I soggetti delle foto in competizione sono:
Il Bello: foto che esprimono la qualità dell´accoglienza, dell´ospitalità e delle bellezze del territorio.
Il Brutto: foto che evidenziano i problemi e le ferite che affliggono il territorio Pugliese

Le fotografie devono essere inviate entro e non oltre le ore 24:00 del giorno 27 settembre 2008 dagli utenti registrati direttamente attraverso upload sul portale www.viaggiareinpuglia.it o con MMS al numero telefonico 340.7609222.

Ogni foto dovrà indicare:
- il nome di chi invia la foto
- la data
- il luogo
- il tema dello scatto (il bello o il brutto).
La modalità pensata per stabilire la graduatoria non prevede alcuna giuria, ma saranno gli utenti del Portale ad esprimere le loro preferenze sulle fotografie pubblicate sino a creare una graduatoria delle foto più votate.

mercoledì 30 luglio 2008

Caro Silvio ti scrivo...

Si trasmette in calce la lettera del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi sulla questione delle emissioni di diossina dallo stabilimento ILVA di Taranto.


Caro Presidente del Consiglio,

Taranto è una città splendida ma sofferente. La fabbrica – la grande fabbrica che doveva essere il suo polmone produttivo, simbolo e vita della città – sembra essersi rovesciata contro le attese e le speranze di una intera comunità.
Inquinamento, malattie tumorali, distruzione del territorio, lo sfregio di interi quartieri condannati a vivere senza poter aprire le finestre: queste sono le immagini che compaiono nelle lettere e nei disegni che i bambini tarantini ogni giorno mi inviano. (Lettere e disegni che ho voluto raccogliere in un libro che Le invio come un promemoria oltre che come un dono). Talmente alta è la soglia di allarme fra i cittadini che oggi qualsiasi tipo di attività e di impresa viene considerata (e contrastata) come se fosse un colpo di grazia alla tempia di una città allo stremo.
In questo contesto la Regione Puglia è intervenuta per modificare, per riequilibrare, per provare a coniugare le ragioni della salute e quelle del lavoro.
E’ stato sottoscritto un protocollo di intesa che ha coinvolto ILVA e tutte le parti sociali, un accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente ha indirizzato le procedure di AIA (autorizzazione integrata ambientale).
Il tutto per modificare in concreto le condizioni ambientali, per ridurre l’inquinamento, per far respirare la gente e dare una speranza di futuro.
Alcuni obiettivi sono stati raggiunti: 72 progetti di risanamento ambientale in ILVA sono stati già realizzati, un’altra sessantina sono in corso o programmati, è stato rimosso l’amianto,
dismesse le apparecchiature al PCB, ridotto il cumulo di olivina, applicata una sperimentazione sulle diossine per ridurne la carica distruttiva, migliorate le emissioni in atmosfera, ma tutto questo non basta.
Altre città, come Genova, si sono semplicemente liberate della fabbrica ed hanno visto repentinamente cambiare la loro vita e riscoperto il colore del cielo.
A Taranto questo non è possibile ma non è possibile neanche continuare così, con piccoli miglioramenti segnati su un calendario troppo lungo. La città non ne può più. Il management dell’Ilva sa che abbiamo perseguito con realismo e rispetto l’obiettivo di una radicale ambientalizzazione delle strutture produttive del colosso siderurgico. E quel management non può replicare alle spasmodiche attese della città minacciando, sia pure velatamente, il ricorso al ricatto occupazionale. Occorre fare scelte coraggiose, scelte non più
procrastinabili, scelte di vita.
Ecco perché la Regione intende chiedere ed ottenere da ILVA interventi efficaci, ecco perché non possiamo accontentarci di spalmare in 5 anni una riduzione significativa delle diossine, ecco perchè Le chiedo di aiutarci cambiando quella norma che stabilisce un limite così alto a questo veleno che vi rientra tutto.
E’ la stessa richiesta che ho avanzato al precedente Governo e che Le rinnovo per conto di tutti i pugliesi. In attesa di un gentile riscontro, La saluto cordialmente.

EUREKA!!! La VIA ha detto no al Rigassificatore a Taranto

Il Comitato VIA ha espresso nella seduta del 29 luglio parere negativo sul progetto di impianto di rigassificazione presentato dalla Gas Natural a Taranto.
Tale parere è motivato da considerazioni che spaziano dal problema dello smaltimento della ingente quantità di fanghi conseguenti alla costruzione dell’impianto al livello di rischio insito nel rapporto fra lo stesso e la realtà industriale e portuale della città.
Il parere verrà ora sottoposto alla valutazione della Giunta Regionale per il suo recepimento con delibera.

Domani giovedì 31 luglio alle ore 11.30 presso la Sala Riunioni della Presidenza regionale (Lungomare N.Sauro 31 – Bari – II piano) l’assessore all’Ecologia Michele Losappio terrà una conferenza stampa per illustrare la posizione assunta dalla Regione in merito alle procedure di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per lo stabilimento ILVA di Taranto.

Come non essere felici e sentirsi parte di una cittadinanza finalmente ascoltata! Ancora non è detta l'ultima parola, ma intanto godiamoci questa bella notizia piovuta su un aeroplanino di carta dalla Regione... come in questa malinconica, gioiosa canzone: agosto!

No all'inceneritore dell'AMIU!

Pubblicato dal Corriere del Giorno il comunicato stampa del Comitato per Taranto contro la riapertura dell'inceneritore dell'AMIU invocata da Carrozzo per "sanare" i debiti della società a scapito della salute di tutti

I tarantini e i rifiuti

La famigerata tassa sui rifiuti (Tarsu) è tra le più pesanti in una città capoluogo di una provincia con 74 discariche e l'unico inceneritore regionale. E vogliono anche convincerci che è necessario riaprire il vecchio e velenoso inceneritore dell'AMIU!
Intanto, mentre la Regione Puglia ci bacchetta perchè la raccolta differenziata è praticamente inesistente, per il terzo anno consecutivo, i cittadini virtuosi che hanno consegnato i rifiuti riciclabili (carta, plastica, metallo e olii) alle isole ecologiche, si vedono negato lo sconto sulla tassa.
e si tengono le ricevute a marcire nei cassetti, mentre il territorio si riempie anche delle monnezze altrui...

martedì 29 luglio 2008

Rigassificatore a Taranto? Negativa la risposta della Provincia di Taranto

Vi riportiamo il testo integrale del comunicato stampa così come pubblicato sul sito della Provincia di Taranto.



Foto: impianto di rigassificazione in Spagna

Rigassificatore, Florido: poche garanzie, ipotesi impraticabile

Domani mattina, alla Regione Puglia, si terrà un’importante riunione del comitato tecnico incaricato di stabilire se Taranto rappresenta un sito idoneo ad ospitare il rigassificatore.

Su questo tema, interviene il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido. “Sullo sviluppo economico, la Provincia di Taranto ha sempre assunto una posizione ispirata alla valutazione nel merito dei singoli progetti senza pregiudizi di sorta. Abbiamo sempre sostenuto, e confermiamo questo intendimento, che due sono le precondizioni da soddisfare per ottenere il nostro consenso quando si tratta di dare il via libera a eventuali piani industriali: ecocompatibilità e sicurezza. E proprio su questo terreno, come si ricorderà, l’Amministrazione provinciale, attraverso gli organi deputati, ha formulato diverse osservazioni tecniche rispetto all’ipotesi di costruire a Taranto il rigassificatore.

Le risposte che ci sono state fornite risultano sostanzialmente insufficienti ed inadeguate, soprattutto per quanto riguarda i rischi che l’insediamento di un impianto di quella portata inevitabilmente comporta. Per queste ragioni, riteniamo impraticabile la realizzazione del rigassificatore.

Auspichiamo perciò che anche dalla riunione in programma domani a Bari scaturisca un parere negativo, anche in considerazione del fatto che i rilievi da noi sollevati sono stati affrontati e discussi anche in quella sede. Sì allo sviluppo insomma, ma rispettando l’ambiente e garantendo la sicurezza dei cittadini”.

Ma il capo dell’Amministrazione provinciale coglie l’occasione per ribadire l’attenzione dell’ente anche su altri fronti: “Siamo impegnati – aggiunge Gianni Florido – affinché siano realizzati al più presto gli impianti per abbattere il livello delle emissioni di diossine prodotte dai camini dell’Ilva. L’obiettivo è di rientrare nel più breve tempo possibile nei limiti previsti dalle normative vigenti. Stiamo inoltre seguendo l’avanzamento dei lavori in Ilva per la captazione dei fumi e delle polveri che si sprigionano all’atto dello sfornamento del coke, in questo caso l’impianto è già in una fase avanzata di realizzazione; stessa attenzione stiamo ponendo per l’installazione e il montaggio di tutta la linea secondaria di captazione fumi e polveri nel reparto acciaieria 2 dello stabilimento siderurgico. Tutte misure che sommate alle prescrizioni previste nelle Bat dovranno rendere l’Ilva una fabbrica ecocompatibile. Naturalmente non mancherà il nostro impegno – conclude Florido – affinché ciò avvenga nel più breve tempo possibile”.

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Come si esprimerà il Comitato Tecnico Regionale? Aspettiamo....


La relazione dell'ARPA

Ecco la documentazione inviata dall'ARPA Puglia relativa alle criticità ambientali di Taranto e Statte in relazione all'Autorizzazioni Integrata Ambientale in corso di valutazione per L'ILVA e il distretto industriale tarantino. Il documento è tratto dal sito dell'ARPA Puglia

Read this document on Scribd: LETTERA DI TRASMISSIONE NOTA SINTESI ARPA PUGLIA

RASSEGNONA STAMPA!

EPPUR SI MUOVE!

La denuncia dell'Arpa scuote il sonno della ragione e la politica dell'indifferenza e del profitto.
SE LE COSE NON CAMBIANO, QUI SI INQUINA E SI MUORE!





le statistiche sulla mortalità parlano chiaro:

Quando si dice che vivere in un territorio malsano fa male anche al portafoglio si viene accusati di allarmismo. Salvo poi essere smentiti dai fatti:

lunedì 28 luglio 2008

Decreto Legislativo 372/99 (ART. 3, COMMA 2)
IPPC (prevenzione e riduzione dell'inquinamento)
LINEE GUIDA PER L'IDENTIFICAZIONE DELLE MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI
Categoria IPPC1.2: raffinerie di petrolio e di gas

La LG MTD raffinerie nel 2005 ha prodotto questo documento contenente le BAT (best available tecnologies) per la riduzione dell'inquinamento. Che non sia il caso di applicarle alla nostra "cara" raffineria?

Scarica il documento

Nel tarantino la raccolta differenziata è ancora molto lontana...

beh... se continuiamo a sotterrare e incenerire e a costruire inceneritori e discariche!
Non c'è da meravigliarsi se di differenziato abbiamo solo il gap che ci divide dalle provincie civili.

Comunicato stampa del Comitato per Taranto

Ancora un vecchio inceneritore. Quanto (poco) vale la salute dei cittadini?


La politica delle emergenze e dei dissesti, ancora una volta, riversa sulla salute dei cittadini e sulla salubrità del territorio, decenni di inettitudine programmatica ed incapacità di rappresentare gli interessi di una comunità.

Le ultime dichiarazioni di Gaetano Carrozzo, del gruppo dei Riformisti, che si lamenta del mancato avvio dell'inceneritore di rifiuti dell'AMIU, sono emblematiche di una classe politica che si mostra vecchia dentro, preoccupata di difendere interessi e lobby, e soprattutto completamente impermeabile verso il bene comune.

L'inceneritore in questione è un impianto con tecnologia vecchia di trent'anni, altamente inquinante, che non rientra nelle caratteristiche richieste dalla Comunità Europea per il trattamento dei rifiuti ai fini del recupero materiale ed energetico.

Ricordiamo che questo impianto, del tipo "a griglia", produce diossina, pcb e particolato micro- e nanoscopico altamente pericoloso per la salute dei cittadini e per l'impatto sulle colture e le attività circostanti.

Non a caso, nessuna delle realtà agricole di quella zona, presso cui insiste anche l'inceneritore di Massafra, può ottenere il marchio biologico.

Su La Repubblica di venerdì 16 maggio si legge che 435 ricerche scientifiche internazionali provano un aumento spaventoso di tumori e nascite malformi in prossimità dei termovalorizzatori.

I Medici Ambientalisti, oncologi, hanno inviato al Parlamento Europeo una lettera in cui si legge "Con questa lettera aperta vogliamo ribadire con forza che l'incenerimento è l'ultimo dei rimedi da adottare nella scala delle priorità per lo smaltimento dei rifiuti.

E' una pratica che inevitabilmente produce sostanze nocive e cancerogene e che non risolve il problema: almeno un terzo della quantità trattata si trasforma in ceneri (una parte delle quali altamente tossica) che sono a loro volta da sistemare in discariche e finiranno per perdersi nell'ambiente."

Sul piano economico, quindi, l'inceneritore produce ceneri di rifiuto bruciato che dovranno essere stoccate in discariche speciali, con costi esorbitanti e altissimo rischio per l'ambiente. Inoltre, per essere economicamente conveniente, l'impianto deve essere sostenuto con fondi esterni (sovvenzioni locali e soprattutto il famigerato cip 6, la tassa per il recupero e il riciclaggio applicata sulle bollette energetiche che l'Italia ha "girato" criminalmente verso l'incenerimento, meritando una procedura di infrazione della Comunità Europea e le ire dei cittadini per il pagamento di un obolo alla classe industriale).

Infine, l'impianto deve essere a regime continuo, ovvero deve bruciare ogni giorno un'altissima quantità di rifiuti!

Qualche settimana fa, abbiamo denunciato che, nonostante l'emergenza dichiarata anche qui in Puglia, la Regione ha accolto 30.000 tonnellate di rifiuti campani che ha prontamente rigirato all'inceneritore di Massafra, attualmente l'unico di una certa dimensione attivo in Puglia. Se aggiungiamo l'immondizia del bacino di Lecce che viene portata in discarica nel tarantino e i rifiuti speciali che legalmente o meno giungono nella nostra provincia, ci rendiamo conto che un ennesimo impianto del genere non può che significare la definitiva promozione di Taranto a "monnezzaio d'Italia", con buona pace della salute e dell'immagine territoriale, già distrutta da industrie pericolose e inquinanti e dalla politica corrotta del dissesto.

La risposta di Nello De Gregorio, prima alfiere del riciclaggio, poi convertitosi improvvisamente all'incenerimento, è peraltro offensiva per tutta la comunità tarantina. Laddove l'Europa ci multa per aver attivato l'inceneritore di Massafra senza Valutazione di Impatto Ambientale che coinvolgesse la cittadinanza, si arriva a scusarsi delle "lungaggini burocratiche" e a promettere di fare i bravi per accendere la fiammella del rogo di spazzatura al più presto.

Non è un caso, in tutto questo universo di traffici di monnezza, se Taranto è la provincia più arretrata nel campo del riciclaggio, con una percentuale persino più bassa di Napoli.

In una realtà di crisi e disoccupazione, il riciclaggio, rappresenta una risorsa che invece di polverizzare e distribuire sui cittadini i rifiuti, li trasforma in materiali da utilizzare in infiniti modi e genera un circuito virtuoso di sviluppo economico e crescita occupazionale favorendo la piccola e media impresa. Lo stesso De Gregorio,prima di cambiare idea, aveva diffuso un piano in cui dimostrava il guadagno di questa pratica a livello locale. Tutto ciò agli interessi dei grandi industriali non piace e, a quanto pare neanche ai partiti maggiori che a destra come a sinistra, ne assecondano le politiche speculative alimentando la psicosi dell'emergenza.

E' gravissimo che da chi dovrebbe aiutare la città a risollevarsi da questo mare di veleni e ad ottenere dalla grande industria il rispetto dell'ambiente e della salute dei cittadini, si solleciti e si prometta ancora una volta l'attivazione dell'ennesimo impianto altamente inquinante e solo per mere ragioni di cassa.

Bambini e Inceneritore di Forlì

La storia di una mamma e del suo bambino. Analisi del sangue preoccupanti a ridosso di due impianti.
Trasmissione Exit del 5 maggio trasmessa su LA7


sabato 26 luglio 2008

Vergogna!!!


I politici e gli amministratori, ancora una volta, pensano alla grana e ci regalano... un mare di monnezza!

venerdì 25 luglio 2008

Infortuni sul lavoro: la parola a parenti e sopravvissuti

Per Taranto Angelo Franco e Cosimo Semeraro dell'associazione 12 Giugno raccontano a Sky Tg24 la storia locale fatta di morti, soprusi e arroganza

domenica 20 luglio 2008

A proposito di inceneritori qui in Puglia....

Intervistando qualche settimana fa il Presidente della Legambiente Puglia, Francesco Tarantini mi ha parlato dell'esistenza qui nel territorio regionale di un solo inceneritore attivo quello di Massafra.

Ma a quanto pare... leggendo questo articolo che trovate qui sotto vi è un altro inceneritore che a quanto pare non è stato sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale.... si trova nel bel Salento.....
Alla faccia della Comunità Europea e della Convenzione di Aarhus!


venerdì 18 luglio 2008

In Città / Test della Copersalento è tutto da rifare

Da oggi è di nuovo in funzione l'inceneritore della Copersalento.
Da lunedì l'Arpa avvierà tre campionamenti (nell'arco della settimana) che dovranno stabilire se, ed eventualmente, in quale misura è presente diossina nei fumi dell'opificio; per avere i risultati bisognerà attendere altri 15 giorni.

E' l'esito di una riunione tenuta in Provincia. Si riaccendono i fuochi, dunque, dopo i giustificati allarmi della settimana scorsa quando, insieme alla diffusione dei dati che indicavano una massiccia presenza (420 volte oltre il consentito) di diossina nei prodotti di combustione, fu disposto il fermo dell'impianto. Ma è intorno alla validità formale e sostanziale del campione analizzato che si sono addensati "se" e "ma".
I risultati delle analisi non avrebbero avuto il solo difetto d'origine della mancanza di contraddittorio tra le parti al momento dell'apertura del campione (il che non avrebbe fatto grande differenza); ma la stessa "paternità" della materia sottoposta ad indagine sarebbe dubbia perché il campione non sarebbe stato sigillato e quindi esposto al rischio di cariche inquinanti aliene. In quali ambienti ostili possa aver soggiornato prima dell'analisi non è dato sapere; ma certo è che la circostanza non poteva essere sottovalutata anche alla luce di quanto argomentato dalla Copersalento.
La società sostiene che il cdr (combustibile da rifiuto) utilizzato potrebbe produrre (se combusto senza filtri) al massimo dieci ng di diossina per mc, mai gli oltre 42 rilevati dall'Arpa. Queste le ragioni che hanno convinto tutti della necessità di ripetere il controllo dei fumi e anche del combustibile utilizzato. Per il sindaco Antonio Fitto «si è persa una settimana di tempo». [GDM]
Fonte: Maglieweb

Lettera di Alex Zanotelli

Fonte immagine: PRC Casal Nuovo

E' al colmo la Feccia

Carissimi, è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest’estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità. Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12
“ Solo falsità l’uno all’altro si dicono:
bocche piene di menzogna,
tutti a nascondere ciò che tramano in cuore.
Come rettili strisciano,
e i più vili emergono,
è al colmo la feccia.”
Quando, dopo Korogocho, ho scelto di vivere a Napoli, non avrei mai pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho alle lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori. Sono convinto che Napoli è solo la punta dell’iceberg di un problema che ci sommerge tutti. Infatti, se a questo mondo, gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l’11% del mondo consuma l’88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come risorse e di altro quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti. I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno insegnato a riciclare tutto , a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto, ma soprattutto a vivere con sobrietà.
E’ stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent’anni a sversatoio nazionale dei rifiuti tossici. Infatti esponenti della camorra in combutta con logge massoniche coperte e politici locali, avevano deciso nel 1989 ,nel ristorante “ La Taverna ” di Villaricca”, di sversare i rifiuti tossici in Campania. Questo perché diventava sempre più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia carichi di rifiuti tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della morte (Acerra-Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi ( Nord di Napoli ) e nelle campagne del Casertano. Questi rifiuti tossici “bombardano” oggi ,in particolare i neonati, con diossine,nanoparticelle che producono tumori, malformazioni , leucemie……
Il documentario Biutiful Cauntri esprime bene quanto vi racconto .
A cui bisogna aggiungere il disastro della politica ormai subordinata ai potentati economici-finanziari. Infatti questa regione è stata gestita dal 1994 da 10 commissari straordinari per i rifiuti, scelti dai vari governi nazionali che si sono succeduti.( E’ sempre più chiaro, per me, l’intreccio fra politica, potentati economici-finanziari, camorra, logge massoniche coperte e servizi segreti!). In 15 anni i commissari straordinari hanno speso oltre due miliardi di euro, per produrre oltre sette milioni di tonnellate di “ecoballe”, che di eco non hanno proprio nulla: sono rifiuti tal quale, avvolti in plastica che non si possono nè incenerire ( la Campania è già un disastro ecologico!) né seppellire perché inquinerebbero le falde acquifere. Buona parte di queste ecoballe, accatastate fuori la città di Giugliano, infestano con il loro percolato quelle splendide campagne denominate “Taverna del re “.
E così siamo giunti al disastro! Oggi la Campania ha raggiunto gli stessi livelli di tumore del Nord-Est, che però ha fabbriche e lavoro. Noi ,senza fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo condannati alla stessa sorte. Il nostro non è un disastro ecologico - lo dico con rabbia - ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi finanziari. Ne è prova il fatto che Prodi, a governo scaduto, abbia firmato due ordinanze:una che permetteva di bruciare le ecoballe di Giugliano nell’inceneritore di Acerra, l’altra che permetteva di dare il Cip 6 (la bolletta che paghiamo all’Enel per le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori della Campania che “trasformano la merda in oro - come dice Guido Viale - Quanto più merda , tanto più oro!”
Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo decreto n.90 sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone , con la forza militare, di costruire 10 discariche e quattro inceneritori. Se i 4 inceneritori funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da altrove per farli funzionare.Da solo l’inceneritore di Acerra potrebbe bruciare 800.000 tonnellate all’anno! E’ chiaro allora che non si vuole fare la raccolta differenziata, perché se venisse fatta seriamente ( al 70 %),non ci sarebbe bisogno di quegli inceneritori.E’ da 14 anni che non c’è volontà politica di fare la raccolta differenziata. Non sono i napoletani che non la vogliono, ma i politici che la ostacolano perché devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori degli inceneritori. E tutto questo ci viene imposto con la forza militare vietando ogni resistenza o dissenso, pena la prigione.Le conseguenze di questo decreto per la Campania sono devastanti.
”Se tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (articolo 3 della Costituzione), i Campani saranno meno uguali, avranno meno dignità sociale-così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani Ciò che è definito “tossico” altrove, anche sulla base normativa comunitaria, in Campania non lo è; ciò che altrove è considerato “pericoloso” qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia e controllo sanitario, qui non saranno in vigore. La polizia giudiziaria e la magistratura in tema di repressione di violazioni della normativa sui rifiuti , hanno meno poteri che nel resto d’Italia e i nuovi tribunali speciali per la loro smisurata competenza e novità, non saranno in grado di tutelare,come altrove accade, i diritti dei Campani”.
Davanti a tutto questo, ho diritto ad indignarmi. Per me è una questione etica e morale. Ci devo essere come prete, come missionario. Se lotto contro l’aborto e l’eutanasia, devo esserci nella lotta su tutto questo che costituisce una grande minaccia alla salute dei cittadini campani. Il decreto Berlusconi straccia il diritto alla salute dei cittadini Campani.
Per questo sono andato con tanta indignazione in corpo all’inceneritore di Acerra ,a contestare la conferenza stampa di Berlusconi , organizzata nel cuore del Mostro, come lo chiama la gente. Eravamo pochi, forse un centinaio di persone. (La gente di Acerra, dopo le botte del 29 agosto 2004 da parte delle forze dell’ordine,è terrorizzata e ha paura di scendere in campo). Abbiamo tentato di dire il nostro no a quanto stava accadendo. Abbiamo distribuito alla stampa i volantini :”Lutto cittadino.La democrazia è morta ad Acerra. Ne danno il triste annuncio il presidente Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso.” Nella conferenza stampa ( non ci è stato permesso parteciparvi !)Berlusconi ha chiesto scusa alla Fibe per tutto quello che ha “subito” per costruire l’inceneritore ad Acerra !( Ricordo che la Fibe è sotto processo oggi ! ). Uno schiaffo ai giudici! Bertolaso ha annunciato che aveva firmato il giorno prima l’ordinanza con la Fibe perché finisse i lavori!Poi ha annunciato che avrebbe scelto con trattativa privata, una delle tre o quattro ditte italiane e una straniera , a gestire i rifiuti.Quella italiana sarà quasi certamente la A 2A ( la multiservizi di Brescia e Milano) e quella straniera è la Veolia , la più grande multinazionale dell’acqua e la seconda al mondo per i rifiuti. Sarà quasi certamente Veolia a papparsi il bocconcino e così, dopo i rifiuti , si papperà anche l’acqua di Napoli.Che vergogna! E’ la stravittoria dei potentati economici-finanziari, il cui unico scopo è fare soldi in barba a tutti noi che diventiamo le nuove cavie. Sono infatti convinto che la Campania è diventata oggi un ottimo esempio di quello che la Naomi Klein nel suo libro Shock Economy, chiama appunto l’economia di shock! Lì dove c’è emergenza grave viene permesso ai potentati economico-finanziari di fare cose che non potrebbero fare in circostanze normali. Se funziona in Campania, lo si ripeterà altrove. (New Orleans dopo Katrina insegna!).
E per farci digerire questa pillola amara, O’ Sistema ci invierà un migliaio di volontari per aiutare gli imbecilli dei napoletani a fare la raccolta differenziata, un migliaio di alpini per sostenere l’operazione e trecento psicologi per oleare questa operazione!! Ma a che punto siamo arrivati in questo paese!?!Mi indigno profondamente! E proclamo la mia solidarietà a questo popolo massacrato! “ Padre Alex e i suoi fratelli “ era scritto in una fotografia apparsa su Tempi(inserto di La Repubblica ). Sì , sono fiero di essere a Napoli in questo momento così tragico con i miei fratelli(e sorelle) di Savignano Irpino,espropriati del loro terreno seminato a novembre , con i miei fratelli di Chiaiano, costretti ad accedere nelle proprie abitazioni con un pass perchè sotto sorveglianza militare .
Per questo, con i comitati come Allarme rifiuti tossici , con le reti come Lilliput e con tanti gruppi,
continueremo a resistere in Campania. Non ci arrenderemo.
Vi chiedo di condividere questa rabbia, questa collera contro un Sistema economico-finanziario che ammazza ed uccide non solo i poveri del Sud del mondo, ma anche i poveri nel cuore dell’Impero. Trovo conforto nelle parole del grande resistente contro Hitler, il pastore luterano danese, Kaj Munk ucciso dai nazisti nel 1944 .” Qual è dunque il compito del predicatore oggi ?Dovrei rispondere: fede, speranza e carità. Sembra una bella risposta. Ma vorrei dire piuttosto :coraggio. Ma no, neppure questo è abbastanza provocatorio per costituire l’intera verità.....Il nostro compito oggi è la temerarietà..Perchè ciò di cui come Chiesa manchiamo non è certamente né di psicologia né di letteratura.Quello che a noi manca è una santa collera.”
Davanti alla Menzogna che furoreggia in questa regione campana, non ci resta che una santa collera. Una collera che vorrei vedere nei miei concittadini, ma anche nella mia Chiesa. “.I simboli della Chiesa Cristiana sono sempre stati il leone, l’agnello, la colomba e il pesce-diceva sempre Kaj Munk-Ma mai il camaleonte.”
Vi scrivo questo al ritorno della manifestazione tenutasi nelle strade di Chiaiano, contro l’occupazione militare della cava.Invece di aspettare il giudizio dei tecnici sull’idoneità della cava, Bertolaso ha inviato l’esercito per occuparla. La gente di Chiaiano si sente raggirata, abbandonata e tradita .
Non abbandonateci. E’ questione di vita o di morte per tutti. E’ con tanta rabbia che ve lo scrivo.
Resistiamo!
Alex Zanotelli

venerdì 18 luglio 2008

Un caro saluto a Daniele Serra, che ci ha lasciato.




Daniele Serra ho avuto modo di conoscerlo e ammirarlo allo spettacolo teatrale Nato A Taranto che si è tenuto il 21 giugno presso il teatro dell'Ass. culturale Filonide.
Non lo conoscevo prima di allora.
Alessandro ci aveva consigliato di andarlo assolutamente a vedere, e così alcuni di noi del Comitato per Taranto sono andati.
Come non notare la passione che Daniele trasmetteva sul palco, quando parlava di Taranto, la sua città, una splendida città diventata fortezza militare a rischio nucleare.

Appena uscita da teatro non ho gettato il biglietto, con la storia dello spettacolo.
Ho deciso di tenerlo perchè quello spettacolo mi era veramente rimasto nel cuore. E assicuro non succede spesso.
Mi sono tenuta quel biglietto, che stranamente portavo proprio oggi in borsa.
E proprio oggi toccava a me in Radio fare la rassegna stampa.
Ho deciso di iniziare con questa tristissima notizia, perchè sebbene Daniele non lo conoscessi personalmente, mi ha lasciato comunque un grande vuoto, come se a lasciarmi per sempre fosse stato un mio carissimo amico.

Grazie Daniele, per avermi dato la possibilità anche con il tuo spettacolo di capirla meglio questa Taranto.

Un abbraccio,
Antonietta

giovedì 17 luglio 2008

Dove ci sono beni comuni, c’è comunità, dove c’è comunità c’è arte.


Dal forum Acqua Bene comune inoltriamo:

Anche Raffaele Niro, poeta e contastorie (www.contastorie.it, www.raffaeleniro.eu), aderisce alla campagna nazionale "Acqua Pubblica, ci metto la firma!"

Aderisce:

perché l’uomo è fatto per il settanta percento di acqua,
perché con l’acqua si annaffiano i semi,
perché con l’acqua s’impasta il pane,
perché con l’acqua si fanno i mattoni,
perché dove c’è acqua c’è vita...
.................
l’acqua non è una merce
perché l’uomo non è una merce,
perché la vita non ha prezzo...
.................
l’acqua è un bene comune
perché la vita non ha prezzo...


Aderisco alla campagna “Acqua pubblica, ci metto la firma!” perché credo sia un primo passo verso la rivalutazione e la ridefinizione dei beni pubblici comuni.

Contrariamente alla folle tendenza innescata in questi ultimi anni dove si afferma che comunque la gestione privata sia migliore di quella pubblica indistintamente dall’oggetto.

L’ho fatto perché l’acqua è un elemento strategico della nostra vita biologica e sociale e non può per questo essere governata con logiche di mercato.

L’ho fatto perché non è vero che privato è sempre meglio che pubblico e i molti esempi di monopolio dell’acqua in varie parti del mondo sono lì a confermare quanto sia falsa questa nostra idea nata negli anni ’80.

L’acqua, poiché indispensabile alla vita degli esseri umani, non può e non deve essere oggetto di lucro da parte di alcuni ma deve, come l’aria, appartenere a tutti.

Quindi mi rendo disponibile a diffondere e promuovere la cultura dei beni comuni attraverso la mia attività di poeta e “contastorie”.

Raffaele Niro
www.raffaeleniro.eu

Gas Natural: non ne possiamo più!


Le ultime notizie arrivano da La Repubblica di Bari, pagina IX.....
trafiletto che neanche si vede... che dice? attenzione attenzione.....


Gas Natural: presto un progetto per Brindisi
Per il rigassificatore di Taranto piano spagnolo da 500 milioni

DOPO l'acquistoper 30 milioni della Pitta Csotruzioni, che rifornisce di gas metano gran parte del Gargano, ecco il progetto per un rigassificatore a Taranto.
La spagnola Gas Natural ha illustrato a Foggia i suoi programmi.
Per il manager Daniel Lopez Jordà, l'acquisto della Pitta ha portato a 120 mila gli utenti pugliesi: "Abbiamo una sede ad Acquaviva delle Fonti. Il progetto del rigassificatore da 500 milioni è quasi una realtà: presto un progetto simile anche nel brindisino".
(pie. rus.)

E noi rispondiamo: Mobilitazione a Taranto e a Brindisi!!!!!!!

mercoledì 16 luglio 2008

Ilva, rifiuti e infortuni... le piaghe di Taranto?

Un applauso unanime alla Regione alla Provincia e al Comune di Taranto che ascolta e plaude ai "pregiatissimi" ingegneri dell'ILVA e fa ancora orecchio di mercante ai cittadini, alle associazioni, ai comuni limitrofi ed Enti locali che muoiono di cancro e debiti.
I futuri elettori guardano, ascoltano, continuano ad avvelenarsi e - delusi - ricordano...



martedì 15 luglio 2008

Aspettando la V.I.A...............

Infrazioni ambientali UE: Losappio "quattro su 5 risolte dal governo Vendola"... resta ancora aperta quella sull'inceneritore di Massafra



Lo dice l’Assessore all’Ecologia, Michele Losappio, in una dichiarazione sulle infrazioni comunitarie comminate contro le Regioni:
“I dati provenienti dall’Unione Europea sulle infrazioni comunitarie in materia ambientale – spiega Losappio facendo riferimento alle cinque procedure aperte – confermano anche da questa angolazione come la Puglia sia stata abbandonata nel decennio 1995-2005 per quanto riguarda la tutela ambientale e il rispetto dell’applicazione più avanzata della legislazione europea. Risulta però evidente la responsabilità politica della classe dirigente del centrodestra. Il governo Vendola in tre anni ha proceduto anche in materia ambientale a ridurre le procedure di infrazione, assumendo gli opportuni provvedimenti. Questo è accaduto per la desertificazione del suolo, per i siti da bonificare di Manfredonia (Fg), per gli accordi di programma a Altamura (Ba), per l’insufficiente delimitazione delle ZPS. Con quattro provvedimenti, sono state eliminate quattro procedure di infrazione.
Ugualmente si è fatto per il termovalorizzatore di Massafra (Ta), costruito senza alcuna Valutazione d’Impatto Ambientale, in ossequio all’allora vigente legislazione nazionale, caso per il quale è in corso un supplemento di integrazioni relativo alla più corretta e trasparente partecipazione da parte dei cittadini alla VIA”.
“Come si vede – conclude Losappio – una parte dell’”arretrato” è stato risolto positivamente e di ciò ne hanno beneficiato il territorio e le risorse naturali”.

......

Sì, è vero il governo Vendola ha fatto tanto per risolvere nel miglior modo possibile le infrazioni comunitarie accumulate negli anni di governo di centro destra.
Però c'è anche da dire che nonostante ciò, quello che impropriamente viene chiamato anche dall'assessore Losappio "termovalorizzatore" e altro non è che inceneritore, CONTINUA A BRUCIARE.
E intanto i cittadini aspettano che venga pienamente attuata una vera e propria Valutazione di Impatto Ambientale che prevede appunto la partecipazione del pubblico al processo decisionale, necessario per l'attivazione dell'inceneritore di Massafra.
Peccato però che questo impianto sia in piena attività... e i cittadini non sentono nemmeno l'odore di Via ma solo tanta puzza di bruciato!

Aspettiamo la V.I.A.!

lunedì 14 luglio 2008

Urban Sounds from the Factory City

Percorso atipico sui suoni e le visioni dell'Ilva di Taranto






La mostra "Urban Sounds from The Factory City" (suoni urbani dalla città fabbrica) , si sposta da Lecce a Copertino dove sarà visibile presso il Circolo ARCI "I Sotterranei" - Via Madonna delle Grazie, 5 - 73043 Copertino (LE) dal 15/07/2008 al 25/07/2008. "La città Fabbrica " è Taranto ed il progetto prevede una mostra/installazione di stampe dell'Ilva , il noto complesso industriale , lavorate graficamente con tecnica digitale e "rubate" , per così dire , dal noto software di visualizzazione satellitare google earth . Le stesse imagini sono a loro volta state inserite in un software freeware capace di convertirle in campioni sonori indefiniti che andranno a costituire il tappeto sonoro di un brano elettronico più complesso che fa da colonna sonora alla visione delle opere ed insieme ad esse costituisce un ideale rapporto sinestetico . Un misto di tecniche e ambiti di riferimento che va dalla net-art , riproposta in termini fisici e collocata in termini spaziali , all'arte visuale , al soundesign . L'intento di "The Factory City" è chiaramente quello di porre l'accento ulteriormente sulla delicata questione dell'industrializzazione pesante e sugli enormi sconvolgimenti sociali ed ambientali che essa può provocare ma anche sugli incredibili struggimenti e stimoli che questa "peste" riesce nonostante tutto ad instillare negli animi di chi tenta una lettura acritica del contesto , una lettura artistica appunto . La mostra/installazione sarà visibile presso il Circolo ARCI "I Sotterranei" - Via Madonna delle Grazie, 5 - 73043 Copertino (LE) dal 15/07/2008 al 25/07/2008. per info : mark_hamn@yahoo.it 349/5012612




Fonte:
Mark Hamn

Exibart

" Urban Sounds from The Factory City " è un progetto artistico del musicista di elettronica sperimentale Francesco Giannico meglio conosciuto come mark hamn (http://www. myspace. com/markhamn).
" La città Fabbrica " è Taranto e i suoni urbani di questa città fabbrica si connettono ad un ambiente industriale ben preciso ; il progetto prevede una mostra/installazione di stampe 50 per 70 dell'Ilva , il tristemente noto complesso industriale , lavorate graficamente con tecnica digitale e "rubate" , per così dire , dal diffuso software di visualizzazione satellitare google earth . Le stesse imagini sono a loro volta state inserite in un software freeware capace di convertirle in campioni sonori indefiniti che andranno a costituire il tappeto sonoro di un brano elettronico più complesso che fa da colonna sonora alla visione delle opere ed insieme ad esse costituisce un ideale rapporto sinestetico .

Un misto di tecniche e ambiti di riferimento che va dalla net-art , riproposta in termini fisici e collocata in termini spaziali , all'arte visuale , al soundesign .

L'intento di "The Factory City" è chiaramente quello di porre l'accento ulteriormente sulla delicata questione dell'industrializzazione pesante e sugli enormi sconvolgimenti sociali ed ambientali che essa può provocare ma anche sugli incredibili struggimenti e stimoli che questa "peste" riesce nonostante tutto ad instillare negli animi di chi tenta una lettura acritica del contesto , una lettura artistica appunto .

Il "pensiero debole" del Comune e l'ILVA

domenica 13 luglio 2008

Rassegna domenicale

Non per fare i soliti puntigliosi... ma in quale laboratorio, a Monopoli, sono state eseguite le analisi? Se avevamo laboratori così efficienti a due passi, perchè ASL, Regione, Arpa e Associazioni si sono rivolti all'INCA di Lecce e all'Istituto zooprofilattico di Teramo?

Stasera la città è ancora una volta a secco... e intanto salta tutto!
Nel foggiano neanche un tir napoletano, nel Tarantino tra un pò arriviamo a quota 50.000 tonnellate di monnezza incontrollata da bruciare per la gioia di tutti. SOLIDARIETA' JONICA!


Nucleare sicuro? no grazie!
Anche se non è periodo, sbrighiamoci a mangiare le ultime ostriche!


Quando perfino Michele Serra, su Repubblica, si accorge che qualcosa non va con la politica energetica nazionale e mondiale. Poteri forti? Monopoli? Multinazionali? Politica debole? una o tutte le risposte?

venerdì 11 luglio 2008

Succede nella Provincia di Lecce: fumi di diossine...

Dal sito: Maglieweb


In Città / Copersalento, Avvelenati da nubi di diossina


L’azienda brucia Cdr, ovvero combustibile da rifiuti. Già deciso un secondo test, dal quale dipenderà l’autorizzazione allo smaltimento.
Avvelenati da nubi di diossina
La Copersalento «sfora» i limiti di legge del 420 per cento. E la Provincia dispone il blocco dell’attività.

Livelli di diossina 420 volte superiori ai limiti consentiti dalla legge.
Il dato più che allarmante è stato rilevato da Arpa Puglia nella zona di Maglie e dei paesi limitrofi. E sul banco degli imputati finisce la Copersalento, già al centro di aspre polemiche sugli effetti delle proprie emissioni in atmosfera. Ora nei confronti dell'azienda magliese, che produce energia bruciando Cdr (combustibile da rifiuti), l'Amministrazione di Palazzo dei Celestini ha emesso un provvedimento di blocco dell'attività. Ed è nella logica delle cose che un dossier con l'esito di quelle analisi vada a finire, già da oggi, pure in Procura.
I prelievi di Arpa risalgono allo scorso 8 maggio, mentre le analisi sui campioni sono state effettuate il successivo 16 giugno.
E, per Copersalento, i livelli di policloro dibenzodiossine e furani rilevati, pari a 42.1 nano-grammi per metro cubo, sono notevolmente superiori al limite di 0,1 ng, fissato dalla legge.
I controlli hanno riguardato tutti gli impianti salentini che, nel loro ciclo di produzione, utilizzano il Cdr. Nella maggior parte dei casi, si tratta di materiale proveniente da altre zone d'Italia.
«Per quanto riguarda "Biosud" noi abbiamo avuto dati nella norma », ha spiegato ieri, l'assessore provinciale alle Politiche ambientali Gianni Scognamillo, «per la Copersalento, invece, i livelli di diossina sono 420 volte superiori al limite consentito dalla legge. Sono dati allarmanti, ma è nostro dovere fornire una corretta informazione.
Attualmente l'impianto Copersalento è fermo per lavori di manutenzione.
Ma già oggi (ieri, ndr), come Provincia, faremo pervenire all'azienda interessata una comunicazione, in cui verrà inibita l'attività. Ciò nelle more di una seconda verifica, che abbiamo concordato con Arpa Puglia. Al termine di questo secondo test, decideremo se revocare completamente l'autorizzazione all'utilizzo del Cdr nell'attività dell'impianto».
Il delegato all'Ambiente della Giunta Pellegrino, dopo aver ottenuto i dati, ha voluto subito comunicarli alla stampa, ma senza esprimere giudizi di merito o demerito.
«Li abbiamo voluti fornire per chiarezza e per evitare che si diffonda inutile allarmismo», ha precisato Scognamillo, «la situazione resta costantemente monitorata per quanto riguarda le emissioni dei grossi impianti». Sempre a questo proposito Scognamillo ha comunicato che la Provincia si sta attrezzando per le rilevazioni sui venti.
«Ragionevolmente entro la fine dell'estate avremo i primi campioni di questa campagna», ha assicurato, «che mira a fotografare la situazione dei microinquinanti sul suolo, sugli alimenti e anche sulla popolazione».
Soddisfatto dell'impegno della Provincia si è detto Nicolino Sticchi, presidente della Commmissione Ambiente di Palazzo dei Celestini: «Questa è un'indagine che porterà a conoscere la tracciabilità degli inquinanti.
E quindi la loro provenienza.
Oltre a conoscere il dato dell'inquinamento, tramite questi "de posimetri" sul territorio, si individuerà con certezza se la diossina proviene da questo o quell'impianto, da Maglie, da Taranto o da Brindisi. E questo ci consentirà di evitare eventuali contenziosi, perché sinora la paternità dell'inquinamento restava abbastanza dubbia ».
I dati di Arpa confermerebbero quelli già effettuati dalla Provincia sui terreni attorno agli insediamenti di Copersalento, Biosud e Colacem.
«Valori un po' elevati, anche se nella norma, erano stati già rilevati a Nord di Maglie e a Sud della Colacem - ha aggiunto Sticchi - Questo significa che i dati rilevati oggi da Arpa confermano quelli riscontrati dalla Provincia. L'attività, che oggi si sta compiendo, serve a far conoscere il reale stato dell'aria e a capire se l'elevata incidenza tumorale, che si rileva nella zona, abbia o meno una giustificazione. Del resto, la normativa nazionale e quella europea prevedono che il monitoraggio sui microinquinanti sia effettuatp costantemente per gli impianti ritenuti a rischio. E noi», ha concluso il presidente della Commissione provinciale, «oggi, per la prima volta, possiamo finalmente avere dati attendibili». [GDM]

Gli accertamenti di Palazzo dei Celestini diverranno sistematici
Quella andata in porto è un'indagine effettuata per la prima volta (per carenza di mezzi) dopo anni d'attesa.
Mai finora era stato possibile spingere gli accertamenti fino ai micro inquinanti e, di conseguenza, alle diossine che pure, per la natura dei combustibili utilizzati, si sospettava potessero essere presenti.
Nei programmi della Provincia questa sembra essere una tappa fondamentale di un percorso lungo e faticoso che ha riguardato i cattivi odori, le polveri emesse nell'atmosfera, i metalli depositati al suolo, lo stoccaggio della sansa e dei rifiuti da incenerire, lo smaltimento delle ceneri, gli insulti alla falda acquifera.
Dopo anni in cui della Copersalento si è occupata quasi esclusivamente la magistratura, le nuove competenze ambientali delegate all'Ente hanno convinto Palazzo dei Celestini della necessità di mettere a fuoco le problematiche connesse con le attività degli opifici.
Quell'esigenza è stata motore di una serie di accertamenti sempre più stringenti e che ora dovrebbero mutare non solo per apporto tecnologico, ma anche per la loro qualità. Il progetto è che divengano sistematici ed a 360 gradi, in modo che territorio ed ambiente siano continuamente monitorati e la salute salvaguardata.
La commissione provinciale ambiente ha approvato all'unanimità un ordine del giorno che sarà sottoposto all'approvazione del Consiglio: si prevede di attuare un'attività di monitoraggio più puntuale di quanto non prescrivano le direttive europee.
Questi ultimi dati acquisiti dall'Arpa sono stati rilevati in condizioni in cui l'azienda aveva avuto la possibilità di tenere i processi di combustione al meglio delle proprie possibilità (i tecnici dell'Arpa avevano la necessità di avvisare quando e per quanto tempo sarebbe durato il rilevamento).
Secondo il progetto della Provincia non sarà più così.
E' previsto, infatti, l'acquisto di un'apparecchiatura (130mila euro) capace di rilevare in continuo e per tempi lunghi gli inquinanti (diossine comprese) presenti nei fumi; sulle imprese, invece ricadrà l'onere di adeguare i camini in modo che vi si possa installare l'apparecchiatura. Inoltre, in collaborazione con l'Inca (Istituto nazionale chimica applicata) saranno dislocati sul territorio deposimetri, strumenti capaci di analizzare gli inquinanti che si depositano sul terreno e di individuare la fonte che li ha prodotti.
«Nell'ordine del giorno prodotto dalla commissione Ambiente», dice il presidente Nicolino Sticchi, «si invitano anche le Province di Taranto e Brindisi ad attrezzarsi allo stesso modo, sia perché siamo interessati dagli inquinanti che vengono da lì, sia perché è necessario difendere il territorio dell'intero Salento». [GDM]

Le reazioni
Le prime reazioni alle notizie che hanno destato profonda inquietudine, in una citta da sempre alle prese con problemi di inquinamento.
Il sindaco Fitto chiede lumi e Chirilli sollecita iniziative

E adesso il sindaco Antonio Fitto chiede lumi alla Copersalento e alla Provincia: «I dati relativi ad emissioni non conformi allarmano me e l'intera popolazione per gli effetti negativi eventualmente scaturenti da tale situazione che, certamente, avrebbero gravi ripercussioni sulla salubrità dell'intero territorio». E ancora: «Non disponendo a tutt'oggi di alcun dato che consenta di valutare l'entità e l'eventuale pericolosità delle difformità riscontrate», il primo cittadino chiede alla Copersalento «di fornire con la massima sollecitudine ogni informazione utile a far chiarezza sulla vicenda, nonché gli enti rilevatori, le circostanze in cui dette rilevazioni sono state condotte e le modalità seguite durante le operazioni di analisi.
Tanto anche in ragione del fatto che nessuna notizia circa il risultato delle rilevazioni è stata comunicata a questo ufficio, pur essendo deputato per legge alla tutela della salute pubblica».
Una velatura polemica, si vede bene, a cui si aggiunge un appello alla Provincia: «Faccio presente che sarebbe indispensabile programmare con urgenza un incontro presso la sede dell'assessorato provinciale al fine di fare chiarezza sulle notizie diffuse».
Sulla questione interviene anche il senatore Francesco Chirilli il quale, appreso il dato emerso sul tenore di diossina contenuta nelle emissioni della Cooperasalento, «esprime la più viva preoccupazione per una vicenda troppo a lungo sottovalutata e che, insieme a quella del depuratore di San Sidero, crea in città viva preoccupazione sulla sostenibilità ambientale di questi impianti che incidono in maniera determinante sulla qualità della vita dei cittadini.
Perciò Chirilli chiede al sindaco «di rendersi parte attiva nella denuncia e nella proposta, affinché i gravi problemi ambientali ed occupazionali che scaturiscono da questa vicenda vengano affrontati con l'efficacia e la determinazione necessarie per restituire serenità alla popolazione ed alle maestranze occupate in quelle strutture». [GDM]

Succede a Napoli....

Una torre di controllo dei marines per monitorare miasmi e diossina

Da La Repubblica

Tra due settimane partono i test dei militari americani sull´aria e il rischio inquinamento da rifiuti
di Valentino di Giacomo


Una torre di controllo costruita appositamente per rilevare l´inquinamento dell´aria nelle zone comprese fra Napoli e Caserta. A costruirla sono stati i marines statunitensi che dopo le rilevazioni compiute in alcune abitazioni di militari americani sono sempre più preoccupati delle possibili conseguenze che l´emergenza rifiuti potrebbe causare in Campania.

La torre, che comincerà i primi test dell´aria entro due settimane, è stata predisposta nella base americana di Capodichino. La "Met Tower" (così denominata) avrà inoltre le normali funzioni di una stazione meteorologica e controllerà quindi velocità e direzione del vento, temperatura, radiazione solare e pressione barometrica.

Per compiere i test dell´aria la "Met Tower" sarà invece collegata con nove stazioni di monitoraggio dislocate sul territorio a nord di Napoli. Il meccanismo messo in funzione ha la capacità di rilevare la quantità nell´atmosfera di diossina, mercurio, policlorati bifenili e altre sostanze tossiche quali monossido di carbonio e ossido di nitrogeno. Insomma, si tratta di uno strumento in più di cui gli americani si sono voluti dotare in questo momento particolarmente difficile per via di una crisi, quella dei rifiuti, che in particolare da fine dicembre ad oggi si è fatta grave e di cui ancora non si vede la soluzione.

Intanto proseguono le rilevazioni dell´acqua che esce dai rubinetti nelle abitazioni dei militari ai quali è stato consegnato un questionario. Solo compilando il questionario i marines possono essere scelti per ricevere in seguito i tecnici nelle proprie case poiché i test vengono effettuati solamente su un campione di abitazioni e non a tappeto.

Sono già quattrocento i militari che hanno effettuato la richiesta per far analizzare l´acqua della propria abitazione.
Anche se molti poi evitano di consegnare il questionario poiché, qualora venissero trovate sostanze tossiche nell´acqua di rubinetto, sarebbero obbligati ad abbandonare la propria residenza. Così, pur di evitare di doversi allontanare dalla dimora che abitano da diversi mesi, molte famiglie di militari stanno usando l´acqua minerale in bottiglia anche per cucinare. Sul fronte del controllo dell´aria, invece, i funzionari della Us Navy fanno sapere che renderanno noti i risultati dei test non appena la torre comincerà a compiere i primi rilevamenti, tra circa 14 giorni.
(10 luglio 2008)

Proposta: perchè non proporre anche da queste parti ai militari americani presenti nel nostro territorio, di effettuare gli stessi rilevamenti? Diossina e mercurio, infatti qui non mancano!!!!

Balneazione sicura




Comunicato Stampa
COMUNICATO - BALNEAZIONE LIBERA E SICURA - AV2M

Comunichiamo che ,
per disposizioni datoci dagli enti patrocinanti , la conferenza stampa prevista per il 10 Luglio sarà postecipata a Martedì 15 Luglio , ore 11,00 Sala Riunioni ( ex giunta provinciale) della Provincia di Taranto , il servizio sarà comunque attivo, dalla domenica successiva , in piu' presidi e in contemporanea sulle spiagge di : San Vito - Lido Bruno , Lama - Tramontone , Marina di Leporano - zona Saturo , Marina di Pulsano- Montedarena , Marina di Lizzano - zona Torretta a Mare .
Fino alla prima settimana di Settembre .

L'Associazione Volontari Due Mari che opera ormai da diversi anni sul territorio ionico , con questo progetto vuole garantire un servizio importante alla costa e alla balneazione.
Infatti sin dalla prima domenica di Luglio i volontari dell'AV2M saranno presenti su tratti di spiaggia libera del litorale ionico con presidi mobili e itineranti che , a cadenze settimanali , si
alterneranno come illustrato nel seguente calendario :

Prima settimana: San Vito - V.le del Tramonto
Seconda settimana: Zona Faro - Lido Bruno
Terza settimana: Lama - Tramontone
Quarta settimana: Marina di Leporano
Quinta settimana: Marina di Pulsano
Sesta settimana: Marina di Lizzano

Orari : dalle ore 9,00 alle ore 18,00 dal lunedi' alla domenica
Periodo : Luglio-Agosto

Tale progetto e' stato realizzato con lo scopo di fornire un servizio di assistenza alla balneazione e di primo soccorso anche ai bagnanti delle spiagge "libere" e informare e istruire gli stessi per mezzo di materiale informativo e illustrativo.
Il progetto sara' coadiuvato da servizio di vigilanza via mare e via terra a cura della stessa associazione per prevenire i reati ambientali che spesso si registrano sulle nostre coste.
Presenti alla conferenza il Presidente dell' APT Cosimo Gigante , l' Avis comunale di Taranto, il direttivo AV2M , gli sponsor e gli enti patrocinanti che hanno prontamente sposato e convenzionato la stessa iniziativa con grande partecipazione e spirito di collaborazione.
Tutti i volontari, opportunamente addestrati e preparati a tale servizio, opereranno del tutto gratuitamente .

La segretaria AV2M
Lucrezia Maggi

Puglia felix




Ma Taranto è ancora in Puglia?

giovedì 10 luglio 2008

Rassegna stampa

Accadde il 10 luglio... La nube tossica di Seveso
Nel 1976 accade il disastro ecologico della diossina a Seveso. L'area del comune e di altri vicini viene contaminata da una nube tossica contenente elevate quantità di diossina sprigionatasi in seguito ad un incidente verificatosi nel confinante comune di Meda, ma in prossimità dell'abitato di Seveso, presso gli impianti chimici della società elvetica ICMESA. Una parte consistente degli abitanti dell'area viene evacuata.


Taranto "spugna" energetica (...e Kyoto aspetta!)


La telenovela del rigassificatore di Brindisi



Le "promesse" di Mantovano per la sicurezza ai Tamburi


martedì 8 luglio 2008

Firma un articolo per il clima!

Da Avaaz.org:

Una ampia maggioranza degli abitanti del pianeta vogliono azioni immediate e risolute sui cambiamenti climatici -- ma qui al summit del G8 tre uomini politici si sono messi di traverso. Il Canadese Harper, il Giapponese Fukuda, e l-Americano Bush si rifiutano di discutere gli obiettivi per il 2020.

Gli scienziati sono d'accordo sul fatto i prossimi 12 anno determineranno successo o fallimento della nostra risposta alla crisi del clima. Ma se i fatti non hanno ottenuto l'attenzione di questi leader qualcos'altro potrebbe ottenererla: lo humor.

Avaaz ha preparato una pagina intera con un annuncio satirico per il Financial Times di Martedì, svergognando Harper, Fukuda, e Bush per esser così irresponsabili di fronte al clima. Il giornale verrà consegnato nelle stanze di ogni delegato del G8. Insieme possiamo rendere questa scelta sufficientemente costosa ed imbarazzante, in modo questi leader ci pensino su bene prima di sprecare un'altra opportunità per fare progressi sul clima. Clicca qui sotto per supportare questo messaggio, e poi inoltralo ai tuoi familiari ed amici!

http://www.avaaz.org/it/g8_2020_targets/20.php?cl=108646657

Perchè questa campagna dell'ultim'ora? La nostra strategia si basa su due storie importanti --Australia e Bali.[2]

Alle negoziazioni dell'ONU sul clima di Bali, Harper, Fukuda e Bush avevano provato a bloccare qualsiasi tentativo di stabilire obiettivi per il 2020 -- proprio come adesso al G8. Ma un grido globale aveva fatto girare il vento. I negoziatori dal Sud del mondo si erano alzati, uno dopo l'altro, a chiedere che i guastafeste si tirassero indietro. Gruppi di cittadini in ogni nazione avevano fatto sentire la loro voce -- fra cui 320,000 membri di Avaaz nelle 72 ore finali. Ed una pagina satirica sul quotidiano Jakarta Post (un remake del poster del film Titanic con Harper, Bush e Fukuda) era finita nei notiziari di tutto il mondo. Un importante quotidiano Giapponese aveva poi rivelato che quella pubblicità era stata mostrata in un incontro ai massimi livelli in Giappone -- portando ad un passo in avanti nella politica sul clima di Fukuda.[3]

La seconda storia, quella dell'Australia, mostra cosa succede quando si mettono insieme umorismo e potere politico di massa.

In Australia il Primo Ministro precedente John Howard era negativo sul clima come Harper. Fukuda e Bush lo sono oggi. Lo scorso autunno all'APEC, un summit globale che presiedeva, cercò di vendersi come un leader sui cambiamenti climatici. Ma Avaaz ed altri gruppi lo smascherarono con azioni, marce ed una fantastica parodia televisiva creata dai nostri amici di GetUp, mettendo in evidenza le sparate di Howard e domandando obiettivi veri per i tagli alle emissioni di anidride carbonica. I cambiamenti climatici diventarono l'ago della bilancia nelle elezioni, e quando Howard le perse la prima azione del nuovo governo fu di ratificare il Protocollo di Kyoto.

Harper quest'autunno dovrà affrontare elezioni difficili, ed il clima sta emergendo come elemento chiave. Negli Usa la campagna per la successione a Bush potrebbe dipendere dal clima. E gli oppositori di Fukuda lo stanno sfidando in modo aggressivo su come affrontare la crisi del clima.

In breve, il nostro sforzo globale può avere un impatto forte in tutti e tre i paesi.Sta a noi levare un grido una volta di più. Firma la pagina pubblicitaria e fai girare la voce:

http://www.avaaz.org/it/g8_2020_targets/20.php?cl=108646657

Non possiamo esser sempre sicuri del risultato delle nostre azioni. Ma di fronte alla crisi del clima vale la pena provare a fare tutto ciò che è possibile. Facciamo scelte "verdi" nelle nostre vite private. E se quando si prendono decisioni pubbliche importanti, un numero sufficiente di noi si raccoglie insieme -- questa volta, la prossima ed ogni altra -- allora, in un modo o nell'altro, il nostro messaggio verrà ascoltato. I nostri leader cambieranno … o cambieremo i nostri leader.

Con speranza e determinazione,

Ben, Iain, Alice, Ricken, Paul, Graziela, Pascal, Veronique, Mark, e Milena – il team di Avaaz.org

PS: La pagina pubblicitaria sui cambiamenti climatici è una delle quattro pagine che manderemo sull'edizione globale del Financial Times questa settimana, tutte progettate per moltiplicare l'impatto della campagna dei membri di Avaaz. Cercale nel quotidiano, o (solo in Inglese) qui) http://www.avaaz.org/ads.

PPS: Qui trovi le fonti per questa campagna.

http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/esteri/g8-sapporo/inizio-lavori/inizio-lavori.html
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_105835949.html
http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/07/07/899456-clima_greggio_dollaro.shtml

lunedì 7 luglio 2008

ANCORA RIFIUTI! Comunicato stampa congiunto

PIANO PROVINCIALE DEI RIFIUTI

30 giugno 2008. Lunedì. Al salone di rappresentanza della Provincia di Taranto, incontro tra amministrazione provinciale, ARPA regionale, istituzioni locali ed associazioni. Scopo dell'incontro: cominciare un percorso informativo sulla VAS (valutazione ambientale strategica) per il piano provinciale di smaltimento dei rifiuti urbani.

Il fine della riunione era dunque stabilire modi, criteri e possibilità di esprimere il proprio parere sugli scenari presentati dalla Provincia. Sono stati presentati degli stralci in cui si valutavano i criteri da rispettare nell'ambito di ogni futura proposta per il piano di smaltimento dei rifiuti e le modalità di coinvolgimento della popolazione.

Durante la presentazione è stato in qualche modo chiesto il parere della cittadinanza sulle modalità di coinvolgimento che avrebbe attuato la Provincia, che invita a presentare in data 15 Ottobre diversi scenari tra cui scegliere quello che più si adatta ai criteri proposti.

Le pressanti richieste dei cittadini, affinché sia attuata la convenzione di Aauhrus, hanno avuto finalmente effetto. Ora pretendiamo che alle parole seguano atti concreti.

Ci fa specie il fatto che l'assessore all'ambiente del Comune di Grottaglie, Ciro Alabrese, vestendo gli abiti di presidente dell'Ato3 (ambito territoriale ottimale) propagandi come fondamentale il coinvolgimento della cittadinanza in tematiche di interesse generale come lo smaltimento dei rifiuti, ma dimentichi di dare seguito a tali dichiarazioni di intenti nel suo paese, Grottaglie. Lì si è proceduto all'autorizzazione di ben tre lotti di discarica escludendo i cittadini, le cui iniziative sono state anche denigrate e criminalizzate.

Primo passo indispensabile per un pieno coinvolgimento dei cittadini dovrà essere l’apertura di una sezione apposita all’interno del sito web della Provincia che permetta l’acquisizione di informazioni e la raccolta dei contatti e delle proposte.

Inoltre, per far sì che la gli enti interessati e la cittadinanza possano esprimere al meglio le proprie valutazioni occorre che la Provincia distribuisca a tutti gli attori della VAS il materiale necessario.

In particolare vanno fornite informazioni certe, ad oggi, su:

1) Censimento di TUTTI i siti per il trattamento dei rifiuti e particolarmente di quelli per lo smaltimento (discariche, inceneritori, recupero, compostaggio, ecc).

2) Valutazione tecnica inerente alla loro dimensione e alla previsione di smaltimento (quantità di materiale conferibile fino ad esaurimento per le discariche, regime giornaliero per gli inceneritori e altri).

3) Valutazione su base statistica certa della produzione provinciale di rifiuti nel corso degli ultimi anni e stima delle quote future, tenendo conto delle percentuali da recuperare imposte dalle leggi.

Solo così si potranno fare considerazioni serie e soprattutto si eviterà di cavalcare l'onda napoletana dell'emergenza per giustificare speculazioni sulla pelle del territorio e dei cittadini.

Queste premesse, peraltro, costituiscono la base fondamentale di conoscenza che la Provincia deve dimostrare di avere per condurre correttamente la VAS.

Crediamo che sia fondamentale battersi affinché i criteri da scegliere vadano nella direzione del miglioramento della situazione ambientale tarantina e non a peggiorare situazioni già gravissime. E’ importantissimo che gli scenari proposti non comprendano alcun impianto che produca diossina (dato che il 90,3% di tutta quella industriale emessa in Italia inventariata nel registro INES appartiene alla nostra provincia) e che si evitino assolutamente altre discariche oltre le 72 già presenti nel nostro territorio.

Siamo fortemente convinti che per risolvere il problema siano necessarie ipotesi alternative, più sostenibili ed avanzate rispetto allo smaltimento in discarica ed all’incenerimento. Questi ultimi, ormai, costituiscono strategie obsolete, pesantemente inquinanti e non in grado di chiudere il ciclo di smaltimento dei rifiuti, nonché contrarie alle direttive dell’Unione Europea.

La cittadinanza attiva e sensibile al problema ha dimostrato di possedere capacità e competenze e di essere in grado di proporre ipotesi alternative estremamente valide.

Proponiamo dunque a tutte le realtà attive presenti sul territorio un incontro per la redazione di un piano programmatico, per dimostrare che la partecipazione non può limitarsi alla consultazione. Che i cittadini non sono servi e spettatori della svendita del territorio.


Comitati di Quartiere-Presidio Permanente-Comitato per Taranto