Ilva: domani pagamento stipendi, ma resta la crisi finanziaria
Sarà pagato domani lo stipendio ai
dipendenti dell'Ilva di Taranto. In pagamento anche il premio
di produzione. La retribuzione che sara' corrisposta e' quella
di luglio mentre il premio per la crisi di liquidita' che
investe da mesi l'azienda, e' slittato di un mese. Il saldo
dello stipendio se da un lato rasserena i lavoratori - sono
11mila i dipendenti dell'Ilva a Taranto - che negli ultimi
tempi vivono con molta preoccupazione l'avvicinarsi della
scadenza retributiva, dall'altro, pero', non cancella le
preoccupazioni connesse alla situazione finanziaria
dell'azienda. Se da un lato gli stipendi al personale, infatti,
sono stati abbastanza regolarmente pagati dall'Ilva, non e'
cosi' invece, e da tempo, per il pagamento dei fornitori e
delle imprese appaltatrici e dell'indotto.
Cento milioni di euro: e' questa, grosso modo, la somma che
le imprese che lavorano con l'Ilva dichiarano di avanzare dal
colosso siderurgico. Il dato e' stato fornito dal presidente di
Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo, secondo gli
industriali da circa sei mesi l'Ilva non paga le ditte per
problemi di liquidita'. Questo ha ovviamente determinato una
situazione di pesante difficolta' per le aziende stesse, molte
delle quali hanno appunto nell'Ilva il loro cliente principale.
E lo sblocco dei crediti delle imprese e' l'intervento che con
piu' immediatezza Confindustria chiede anche nelle lettere
indirizzate sia al premier Renzi che al presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, quest'ultima inviata venerdi'
scorso. E anche il sindaco di Taranto, Ezio Stefano, ha
sollecitato, con un'altra lettera, la convocazione del Tavolo
interistituzionale Taranto insediato a Palazzo Chigi gia' dai
Governi Monti e Letta.
Vincenzo Cesareo, presidente di Confindustria Taranto,
nelle lettere a Renzi e Napolitano sostiene che senza le
risorse che le aziende attendono dall'Ilva sara' difatti
inpossibile programmare una ripresa lavorativa e produttiva a
settembre con un concreto rischio di licenziamenti nelle
prossime settimane.
La crisi di liquidita' dell'Ilva non colpisce solo le
imprese ma si traduce anche in ritardi e stasi nei lavori di
risanamento ambientale della fabbrica, con la tabella di marcia
dell'Autorizzazione integrata ambientale che, sebbene sia stata
aggiornata nei tempi, ha già accumulato un nuovo ritardo di
alcuni mesi cosi' come anche emerso nel primo incontro tra i
sindacati metalmeccanici e il commissario dell'Ilva, Piero
Gnudi. Quest'ultimo, intanto, attende che le banche diano il
via libera al prestito ponte chiesto dall'azienda per
fronteggiare l'emergenza liquidita'. Gnudi ha chiesto 650
milioni quasi un mese fa, ma le banche - con le quali ci sono
stati alcuni incontri nelle ultime settimane - sarebbero
orientate a garantirne un po' meno, circa 300 secondo
indiscrezioni.
La conclusione del prestito ponte viene data per imminente
negli ambienti aziendali soprattutto dopo che il decreto
Competitivita' e' stato convertito in legge nella scorsa
settimana. In questa legge, infatti, ci sono anche alcune norme
che riguardano l'Ilva tra cui la prededuzione concessa alla
banche per i finanziamenti che erogheranno all'azienda
siderurgica. La prededuzione e' una specie di garanzia che il
Governo ha voluto offrire agli istituti per metterli al riparo
dal rischio di un eventuale default dell'Ilva stessa. Altre
norme previste nella legge, l'uso da parte del commissario
delle risorse sequestrate dalla Magistratura ai Riva anche per
reati diversi da quelli ambientali e i nuovi poteri, anche di
spesa, per il sub commissario dell'azienda che si occupera'
specificamente di ambiente. Casella che pero' dopo l'uscita di
scena di Edo Ronchi, il quale ha piu' volte detto di non voler
accettare la riconferma propostagli dal Governo, deve essere
riempita dal ministero dell'Ambiente con una nuova nomina.
Il ministero nel frattempo ha nominato Vera Corbelli nuovo
commissario per la bonifica dell'area esterna all'Ilva,
incarico, questo, anch'esso rimasto vuoto dopo il pensionamento
dalla pubblica ammistrazione di Alfio Pini, gia' comandante
generale del Corpo dei Vigili del fuoco. Pini si era insediato
a gennaio 2013 sulla base di una legge mentre Corbelli e' stata
nominata nelle scorse settimane ed ha gia' presieduto a Taranto
la sua prima riunione della cabina di regia della quale fanno
parte l'Arpa Puglia, la Regione Puglia e gli enti locali di
Taranto.
(AGI).