Visualizzazione post con etichetta mazza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mazza. Mostra tutti i post

lunedì 19 maggio 2014

Battaglia di perizie

Ilva, donna morta di leucemia. Eredi citano azienda

Il marito e i due figli di Giuseppina Smaltini, una donna tarantina morta di leucemia il 21 dicembre 2012 (del caso si è occupata anche la Corte di Strasburgo) hanno citato l’Ilva a comparire dinnanzi al Tribunale Civile di Taranto.
I familiari della vittima sostengono che la malattia sia stata causata dalle emissioni prodotte dal Siderurgico. Il giudice Pietro Genoviva, titolare della causa nonché presidente della sezione civile del Tribunale, ha nominato come Ctu (Consultente tecnico d'ufficio) il prof. Franco Silvestris, Primario del Reparto di Clinica Oncologica dell’Università di Bari, affinché «verifichi se sussiste il nesso causale fra le immissioni nocive nell’aria di Taranto e il decesso della signora Smaltini».
Gli eredi hanno nominato, quale proprio consulente di parte, il dott. Patrizio Mazza, Primario del Reparto Ematologico del San Giuseppe Moscati di Taranto, mentre l’Ilva ha nominato il Prof. Leonardo Soleo, Ordinario di Medicina del Lavoro, anch’egli dell’Università di Bari.
Le operazioni peritali hanno avuto inizio e il consulente dell’Ilva ha già presentato le proprie conclusioni. In una nota Elisa Delillo, figlia di Giuseppina Smaltini, fa presente che «il prof. Mazza conosce bene la situazione sanitaria a Taranto e ha potuto assistere a centinaia di morti a causa delle leucemie. Solo negli ultimi 3 anni vi sono stati oltre 500 decessi per malattie ematologiche. Un dato agghiacciante che non può escludere un nesso di causalità con le emissioni prodotte dall’Ilva».
La famiglia della signora Smaltini si augura «che il prof. Silvestris possa fare luce su una vicenda che ormai dilania l’esistenza di migliaia di famiglie tarantine». (GdM)

venerdì 3 agosto 2012

Colpo di mano sui rifiuti in regione

Comunicato stampa

DDL sui rifiuti. NO ai privati e all’incenerimento.
I consiglieri non approvino il DDL.
Comitati pronti a utilizzare strumenti legislativi e referendari.


Con riferimento al DDL “ Rafforzamento delle pubbliche funzioni nell’organizzazione e nel governo dei servizi pubblici locali” apprendiamo con interesse le dichiarazioni del consigliere regionale Patrizio Mazza (IdV) che ha proposto alcuni emendamenti che richiamano le richieste della Rete dei Comitati per i Beni Comuni, come:
- l’affidamento a soggetti di diritto pubblico;
- le modalità di gestione del ciclo dei rifiuti coerenti con “Strategia rifiuti zero”;
- la richiesta di rinvio dell’approvazione del DDL necessaria per l’approfondimento della materia (http://www.consiglio.puglia.it/applicazioni/cadan/cms_AgenziaNotizie/dataview.aspx?id=175149).  

Dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale 199/2012 con la quale sono state abrogate le norme che, in spregio all’esito referendario, avevano reintrodotto l’obbligo di gestione dei servizi pubblici locali attraverso Società per Azioni, ci saremmo aspettati che la Regione Puglia nella “nuova” bozza di DDL avesse almeno introdotto come opzione la possibilità di gestione attraverso azienda speciale o altro soggetto di diritto pubblico.
E, invece, nulla! Alla SpA mista e privata, si aggiunge solo l’opzione SpA con capitale pubblico.
Lo stesso dicasi per gli inceneritori che figurano ancora nel testo, nel ddl, infatti, è stabilito di mandare a incenerire la parte del rifiuto residuo con alto potere calorifero, contravvenendo alle indicazioni che giungono dalle risoluzioni del parlamento Europeo che invece chiedono “un divieto di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati, con riferimento alla gerarchia prevista nella direttiva quadro sui rifiuti”.
E tutto questo nonostante le osservazioni presentate da comitati e organizzazioni. Perché non avviare un momento di confronto serio e strutturato con la cittadinanza e i Comuni – come richiesto ufficialmente (vedi testo in allegato) su una materia tanto delicata e controversa?
Questa non è partecipazione ma, soprattutto, non è democrazia.
Non può essere considerata democrazia alcuna decisione presa utilizzando la forza del potere sordo alle richieste di approfondimento, confronto e condivisione avanzate dalla cittadinanza.
Per questo torniamo, in queste ore, a chiedere ai Consiglieri di rispondere all’esigenza della cittadinanza di fermare l’approvazione del DDL per avere il tempo di discutere e decidere democraticamente sui destini del territorio che appartiene prima di tutto a chi lo abita.
I cittadini e i Comuni non possono essere estromessi dalle decisioni riguardanti la gestione del ciclo dei rifiuti.
Nel caso in cui il DDL in questione fosse approvato, conservando l’incenerimento come modalità di smaltimento dei rifiuti e come unica opzione quella della Società per Azioni, allora, i Comitati, i gruppi e le Organizzazione della Rete dei Comitati per i Beni Comuni metteranno in atto tutte le azioni giuridiche, politiche e sociali possibili, al fine di impedire la devastazione ambientale e sanitaria della nostra Regione. Al riguardo, siamo pronti a utilizzare tutti gli strumenti legislativi e referendari previsti nello Statuto regionale. Con l’ambiente e la salute non si scherza!
 Rete dei Comitati per i Beni Comuni                                                                                                          retecomitati@benicomuni.org - www.retecomitati.org
Promuovono e aderiscono alla Rete dei Comitati per i Beni Comuni:
Comitati e Forum territoriali
Comitato Pugliese "Acqua Bene Comune"
Forum "Ambiente Salute"- Lecce
Forum "Ambiente e Salute del Grande Salento"
Forum "Amici del territorio" - Cutrofiano (LE) 
Comitato antinucleare di Maruggio - Taranto
Comitato "Attiva Lizzano" - Taranto
Comitato "Assemblea popolare" - Taranto
Comitato per Taranto - Taranto
Comitato "Beni Comuni" - Barletta
Comitato "Cambiamo Aria" - Galatina (LE)
Comitato "Capitanata rifiuti zero" 
Comitato "Contro sprechi e privilegi"
Comitato "per la corretta gestione dei rifiuti" - Massafra (TA)
Comitato "Danilo Dolci"
Gruppo "Egerthe Onlus" - Galatina (LE)
Comitato "Fibronit Bari" - Bari
Comitato "Minervino Sana" - Minervino
Comitato "Modugno in... dignità" - Modugno (BA)
Comitato No Inceneritore - Cerignola
Comitato "Pro Ambiente" - Modugno
Comitato referendario Galatina (LE)
Comitato SalentAmbiente - Lecce

Associazioni territoriali
Associazione "Antigone per i diritti e le garanzie nel sistema penale" - Lecce
Associazione "Artemia Salina" - Margherita di Savoia (BT)
Associazione "FucinAsud" - Salice Salentino (LE)
Associazione "Giovani Menti Attive" - Modugno (BA)
Associazione "Gaia" - Corsaro (LE)
Associazione "Grilli salentini" - Lecce
Associazione "Ingegneria Senza Frontiere - Bari" - Bari
Associazione "Nuova Messapia"
Associazione "Pensa Libero" - Bari
Associazione "Sviluppo Sostenibile" - Bari
Associazione "WWF Taranto" – Taranto
Gruppi territoriali
Collettivo "Atenei in Rivolta"
Collettivo EXIT - Barletta
Collettivo "Iqbal Masih" - Lecce
Collettivo "Rivolta il Debito"
"Laboratori Sociali Alchera" - Laterza (TA)
Meetup – Lecce
Meetup 192 – Amici di Beppe Grillo Taranto
Movimento "Il Grillaio" - Altamura (BA)
Movimento Occupy ArcheoTower Taranto
Meetup163 I Grilli - Bari
Missionari Comboniani - Bari    
------------------------
E la Regione che fa?
Lo approva "per il bene dei cittadini"! E poi dicono che Vendola non è uno che piglia per il ... la gente!!! 
-------------
Il Consiglio ha rigettato l’emendamento presentato dal Consigliere Mazza attinente l’inserimento dell’azienda speciale o altro soggetto di diritto pubblico come opzione da aggiungere alla SpA per la gestione del ciclo dei rifiuti!
La Regione Puglia continua a ignorare l’esito referendario e l’appello della Rete dei Comitati e dei Cittadini per i Beni Comuni, oltre le richieste di rinvio espresse da parte di diversi consiglieri, obbligando di fatto a che il ciclo dei rifiuti sia gestito SOLO da SpA!!!
La Regione Puglia sta scegliendo e imponendo alla cittadinanza la gestione privata del ciclo integrato dei rifiuti. Non possiamo accettarlo.
QUESTO NON E’ DEMOCRATICO!


Rete dei Comitati dei Beni Comuni  --------------------------------------------

Sì a maggioranza alla nuova governance dei rifiuti ed ei trasporti
 
Con 33 voti favorevoli, e 26 astenuti, il Consiglio regionale ha detto sì a maggioranza alla legge sul rafforzamento delle funzioni pubbliche nell’organizzazione e nel governo dei servizi pubblici locali.
Astenuti il gruppo del Pdl, quello della Puglia prima di tutto, l’Udc e il consigliere Mazza (Idv) che ha stigmatizzato la necessità di collegare queste nuove regole al Piano regionale per i rifiuti, con lo scopo di puntare alla riduzione dei rifiuti.
Il capogruppo dell’Udc, Salvatore Negro, ha ribadito la sua contrarietà alla nascita dell’Autorità che considera “un ente inutile”. Il capogruppo di Sel, Michele Losappio, ha sottolineato che “pur esprimendo il voto favorevole di tutto il gruppo e l’apprezzamento per il lavoro svolto, rimane il rammarico di non aver osato”. L’esponente di Sel anche nel corso dei lavori della quinta Commissione aveva espresso il suo disappunto sulla mancata riduzione degli Ato da sei ad uno. “Ha prevalso uno spirito conservatore – ha detto il consigliere Losappio.
Ringraziamenti per il lavoro collaborativo svolto sono arrivati da Francesco Laddomada (LPpV, dal capogruppo della Puglia prima di tutto, Francesco Damone e dal capogruppo del Pdl Rocco Palese. Quest’ultimo ha sottolineato come sia importante il gioco di squadra, su queste materie in particolare per le ricadute sulla vita dei pugliesi. Il capogruppo del Pd Antonio Decaro ha espresso apprezzamento per la legge approvata, auspicando una pianificazione tesa al rafforzamento della raccolta differenziata. Anche Donato Pellegrino ha rimarcato con soddisfazione il buon clima di collaborazione che ”in questa fase storica ha detto - deve essere un imperativo assoluto. Siamo in una fase in cui è necessaria l’unità per disegnare il futuro dei prossimo decenni”.
“In queste giornate ritrovo il gusto del mestiere che faccio”. Così il presidente Vendola conclude il dibattito sul disegno di legge. Un clima di collaborazione che ha visto il presidente più volte al fianco di esponenti dell’opposizione e dell’ex ministro Fitto, per risolvere questioni serie e importanti per la nostra Regione.
“A fronte di un dramma come quello dell’Ilva – ha detto Vendola – è quasi naturale che vi siano convergenze e profonda sintonia, ma su queste materie trovare l’intesa è un dato politico forte”.
“Con questa legge – ha continuato Vendola – abbiamo rafforzato i poteri del pubblico con un sistema di governance, affinché il pubblico stesso sia sottratto alla girandola degli sprechi e sia strappato da qualunque possibile infiltrazione del malaffare. Solo così i cittadini potranno esercitare i propri diritti”.
“Abbiamo lavorato senza ossessioni derivanti dalle opzioni politiche, per questo passaggio riformatore fondamentale, una convergenza nell’interesse della comunità”./pat.sga

lunedì 2 luglio 2012

Quanto costano i tumori tarantini?

Nella Provincia di Taranto 3mila nuovi tumori all’anno

In riferimento alla relazione del Prof. Giorgio Assennato, Direttore Arpa Puglia, invitato al Simposio Internazionale dal tema: “Benzene, leucemia infantile, e tumori ematopoietici linforeticolarie”, svoltosi nei giorni scorsi a New York e riferito alla presentazione dei dati d’incidenza di tumori a Taranto, in particolare leucemie infantili, ci tengo a fare dovute precisazioni. Il professore Assennato ha citato un possibile danno da inquinamento valutato in 5 milioni di euro all’anno ma io, come più volte ho ribadito, deduco che i predetti 5 milioni siano molto sottostimati.
Accade che la valutazione viene estrapolata nella maniera che segue: nella provincia di Taranto abbiamo circa 3mila nuovi tumori all’anno e da come dicono anche i periti impegnati nella maxi – inchiesta condotta a Taranto dal GIP Todisco, e che riguarda i reati di disastro ambientale, inquinamento, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose, che vedono come indagati i massimi dirigenti ILVA, per cui si stima che ci sia una maggiore incidenza di tumori considerato in un aumento del 30% rispetto ad altri centri italiani io stimo che calcolando una variabile dal 10 al 30% di una maggiore incidenza di tumori dobbiamo giudicare all’incirca un costo approssimativo di questi tumori in eccesso di circa 50 mila euro all’anno per le cure del 1° anno e circa 20 mila euro all’anno negli gli anni successivi, includendo ovviamente: gli atti diagnostici, gli esami, le valutazioni cliniche eventuali interventi chirurgici, eventuali terapie citostatiche, eventuali radioterapie o quant’altro o complicanze ulteriori.
Stando a questi costi che sono sicuramente minimali se noi ipotizziamo una maggiore incidenza del 10% ci viene che noi ogni anno abbiamo circa 300 tumori e stando ai costi come descritti finora viene per cui il costo minimo stimato è di circa 15 milioni di euro a cui vanno aggiunti i costi degli anni successivi e considerando una media di sopravvivenza di circa 4 anni per ciascun tumore arriviamo ad un costo di circa 21 milioni di euro all’anno se i tumori sono in incremento a Taranto del 10%, e di 63 milioni di euro all’anno se invece questo incremento è dell’ordine del 30%. Non si esaurisce qui il problema perché ai predetti costi crudi della malattia dobbiamo aggiungere: i costi di perdita del lavoro e quindi il danno economico che questa persona ha subito, e quindi che la società anche subisce, per effetto della malattia, i costi maggiorati degli investimenti in strutture ospedaliere per far fronte alla maggiore quantità di pazienti che gravitano sul territorio, i costi di parenti ed eventuali accompagnatori di questi pazienti che tra sostegno al paziente in terapia e/o nella mobilità passiva affrontano un danno anche economico.
Inoltre, i costi diretti sulla salute non possono essere misurati solo in merito all’impatto ambientale e sanitario dell’inquinamento che si manifesta con i soli tumori perché ci sono tate altre malattie che hanno correlazione con l’ambiente in cui si vive e sono malattie che hanno a che fare con l’apparato respiratorio, l’apparato cardiocircolatorio, l’apparato nervoso e le tutta la varietà di disimmunopatie nonché alterazioni di tipo allergotossico. In tutto ciò si instaura il problema di danno cronico ambientale per il quale si perde la presenza e l’eterogeneità di economie diverse e non inquinanti sul territorio: l’agroalimentare, la zootecnia, la mitilicoltura, l’itticoltura etc etc. ecco perché credo che i danni economici indotti dall’inquinamento ambientale siano molto ma molto superiori rispetto a quelli resi manifesti dal prof Assennato. Egli si riferisce alla specificamente alla questione salute ma anche restando in quel parametro si assiste a costi nettamente superiori, ecco perché ribadisco di divulgare, in ordine agli insediamenti inquinanti sul territorio, come stanno realmente le cose”. (Patrizio Mazza, consigliere regionale IdV - Statoquotidiano)

lunedì 9 gennaio 2012

Consiglieri, medici, mitilicoltori, allevatori parlano di Taranto

“VERITà SULL’AMBIENTE A TARANTO”

CONFERENZA STAMPA Organizzata per giorno Martedì 10 Gennaio 2012 alle ore 10.30 presso Via Pertini n. 19 – al Quartiere Paolo VI di Taranto - Centro Direzionale Mar Piccolo dal Dr. Patrizio Mazza, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, unitamente ad Egidio D’Ippolito rappresentante della categoria dei mitilicoltori e Vincenzo Fornaro, in rappresentanza della categoria degli allevatori di Taranto, che hanno subito l'abbattimento di capi contaminati da diossina.

Alla luce delle ultime dichiarazioni espresse dal presidente della regione Puglia, Niki Vendola, a seguito di quanto riscontrato dalla campagna annuale 2011 di rilevamento diossine effettuata da ARPA Puglia, il Consigliere Regionale Patrizio Mazza insieme ai rappresentati delle categorie economiche dei settori che maggiormente hanno risentito del grave inquinamento ambientale presenteranno un resoconto della questione.

Taranto inclusa nei Siti d’Interesse Nazionale per grave inquinamento si prepara alle elezioni amministrative della prossima primavera 2012 presentando già da ora un numeroso elenco di problemi di rilievo sanitario, ambientale ed economico.

L’incontro è aperto a media e cittadinanza.

giovedì 29 dicembre 2011

Difficile ragionare tra politici e padroni!

Ilva, “emissioni di diossina mai così basse”
Vendola brinda, ambientalisti scettici

Per il governatore regionale si tratta di un "risultato storico", ma gli esponenti del movimento anti inquinamento di Taranto rilanciano: "Urgono criteri di misurazione più stringenti"

L'Ilva di Taranto
Il trionfalismo di Nichi Vendola e lo scetticismo degli ambientalisti tarantini. E’ questo il risultato, stridente, della quarta campagna di rilevazione delle emissioni in atmosfera di diossina dal camino E312 dello stabilimento Ilva di Taranto, il gigante industriale nato nella città di due mari negli anni ’50 come quarto centro siderurgico italiano e oggi considerato – anche da Nichi Vendola fino a qualche giorno fa – uno dei principali complessi inquinanti d’Italia. Secondo le ultime misurazioni, effettuate dall’Agenzia Regionale per la protezione ambientale in Puglia dal 12 al 14 dicembre scorsi, la diossina liberata in aria è inferiore a 0,1 nanogrammi/m3.

Un risultato che ha spinto Vendola a convocare una conferenza stampa in cui poter affermare che “quello che abbiamo fatto sulla diossina a Taranto non ha comparazioni in nessuna altra parte del mondo. Soltanto la malafede – ha detto – può impedire di vedere il dato storico”. E sulla natura storica del dato, infatti, concordano anche gli ambientalisti, senza però farsi trascinare del tono vittorioso del leader di Sel. “Il dato è eccezionale – commenta Biagio De Marzo, oggi portavoce del cartello ambientalista Altamarea, ma in passato dirigente nella siderurgia di Taranto, Terni e Sesto San Giovanni – quello che però ci chiediamo è come mai una quarta campagna di rilevazione a poco più di 20 giorni dall’ultima fatta a novembre?”

La legge approvata a dicembre 2008 dal consiglio regionale pugliese prevede infatti “almeno” tre campagne annuali di misurazione, ciascuna di tre giorni consecutivi. Nel 2010 le misurazioni furono esattamente tre: l’Arpa accertò, con la media aritmetica dei dati, che le emissioni furono pari a 2,3 ng/ m3. Le misurazioni del 2011 avevano invece accertato un risultato decisamente più basso rispetto allo scorso anno, ma tuttavia maggiore del limite di 0,4 ng/m3 stabilito dalla legge. Facendo infatti la media aritmetica dei dati ottenuti a febbraio, maggio e novembre si otterrebbe il valore di 0,5 ng/ m3.

“Se le misurazioni fossero rimaste tre come nel 2010 – spiega De Marzo – l’Ilva avrebbe nuovamente superato il limite di emissione della diossina, innescando così una procedura sanzionatoria. Noi non contestiamo i dati forniti dell’Agenzia regionale – aggiunge -, ma ci aspettiamo che qualcuno con onestà venga a dirci come mai una nuova campagna a distanza di soli 26 giorni”. E sulle modalità con cui vengono effettuate le rilevazioni, anche Patrizio Mazza, consigliere regionale di maggioranza ed ematologo dell’ospedale Moscati di Taranto, sembra perplesso. “L’Arpa – afferma il medico – opera in orari di lavoro così come stabilito da crismi di ‘contratti di lavoro di categoria’, ma gli incrementi di produzione e le lavorazioni maggiormente inquinanti, proprio da visione oculare, appaiono molto evidenti nelle ore notturne”. Seconda Mazza quindi “i rilievi dovrebbero essere fatti senza preavviso proprio nelle ore di maggiore produzione”, in quelle ore insomma in cui passeggiando sul ponte girevole, che unisce la città nuova a quella vecchia di Taranto, i fumi dell’Ilva offrono uno spettacolo decisamente poco rassicurante.

Guarda invece al futuro Alessandro Marescotti, docente tarantino che per primo nel 2005 portò all’attenzione dei media la questione diossina a Taranto: “Non è il momento dei toni trionfalistici – afferma – ma di controlli sempre più stringenti. E poi, se il dato è davvero così rassicurante, perché non si parte con il campionamento in continuo? In realtà ora bisognerebbe confrontare questo dato anche con il cosiddetto “sporcamento” del quartiere Tamburi, vedere cioè se nelle strade e sulle case a pochi metri dalla fabbrica vi è un altrettanto significativo abbassamento della diossina che si deposita”. Questo quindi dovrebbe essere il momento anche per capire cosa si rilascia durante gli “sbuffi transitori”, quelle fumate emesse in concomitanza con qualche malfunzionamento degli impianti. “Il risultato ottenuto – continua Marescotti – è stato possibile grazie all’impegno di tre soggetti: movimento ambientalista, Regione Puglia e Arpa, ma non è un punto di arrivo, anzi”.

No, non lo è. Perché a Taranto la questione diossina è soltanto una delle battaglie per un ambiente più sano. In piedi ci sono ancora altri aspetti non meno importanti: l’emissione di altri inquinanti come, ad esempio, il benzoapirene dalle cokerie, le polveri diffuse dai parchi minerali a cielo aperto e gli scarichi in mare. Per gli ambientalisti quella del presidente Vendola è propaganda “stonata” che assomiglia ai “video messaggi di Berlusconi“. Video messaggi in cui si esalta il valore relativo del dato ottenuto, ma non spiega il numero nel complesso degli altri fattori di pericolo. “A Taranto – conclude infatti Alessandro Marescotti – il flusso di massa annuo, cioè la quantità di diossina riversata nell’ambiente in dodici mesi dal camino E312 dell’Ilva, è pari a quella di 30 inceneritori”. (Il Fatto quotidiano)

mercoledì 16 novembre 2011

giovedì 30 giugno 2011

Regione, Provincia e Comune... da sempre in vacanza con l'Ilva!

Ilva, Mazza: Regione si costituisca parte civile

“STAMANE ho presentato, al nostro presidente della Regione, un’interrogazione urgente a risposta scritta circa la richiesta di costituzione di parte lesa della regione Puglia nei confronti dei procedimenti: n.938/10 e n. 4868/ R.G.R.N. contro la società ILVA S.p.A., per i quali venerdì scorso 24 giugno presso la procura di Taranto si è proceduto ad incidente probatorio”. Lo dice in una nota il Consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Patrizio Mazza.
“L’inchiesta che ha coinvolto come parti lese: nove allevatori della provincia ionica costretti ad abbattere i loro capi di bestiame perché risultati contaminati da diossina unitamente a Comune di Taranto, Provincia di Taranto, Regione Puglia e Ministero dell’Ambiente.
I reati per i quali sono indagati Emilio Riva ed altri sono : ‘disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose, inquinamento atmosferico’. Nella mia interrogazione auspico fortemente che la Regione si costituisca parte civile attivando quelle iniziative e quei provvedimenti che possano garantire l’iter di giustizia. Faccio ancora una volta appello al nostro Presidente Vendola affinché dica basta ai veleni che inquinano da nord a sud e che si esca da una economia imperniata sulle: discariche, petrolchimico, acciaieria pesante che influisce negativamente sull’indotto manifatturiero e tanto altro. Vorrei che si iniziasse veramente una fase nuova in cui i giovani si possano ritrovare idealmente e fattivamente, sul piano http://www.blogger.com/img/blank.gifdelle loro prospettive di vita sicuramente ben diverse da quelle derivanti da tanto scempio sanitario ed ambientale”.
“Chiedo di mettere in campo un progetto del genere per il Sud e per Taranto e la sua provincia in particolare, perché darebbe impulso ad un nuovo entusiasmo, alla voglia di essere costruttivi, peculiarità che proprio i giovani di questi territori non ravvisano più nel loro futuro e che ci chiedono a gran voce. Questo è il messaggio che Nichi auspico comprenda: un impegno a realizzare il miglior progetto di benessere per chi scommette ancora su questo nostro mezzogiorno e su un territorio come Taranto e la sua provincia, perché vorrei ricordare che al nord vengono riversati grandi profitti proprio grazie al preponderante contributo del Sud”.
(Statoquotidiano)

giovedì 17 febbraio 2011

Benzoapirene in Regione: una voce di dentro

Precisazione da parte del consigliere regionale Patrizio Mazza in merito alla seduta della V Commissione Ambiente riunita in data 16 Febbraio in Consiglio Regione Puglia

In merito alla votazione che si è tenuta giorno 16 Febbraio u.s. in V Commissione Ambiente del Consiglio Regione Puglia riguardo il ddl “Misure urgenti in merito al contenimento dei livelli di benzo(a)pirene nell’area di Taranto”il sottoscritto motiva la propria astensione dal voto sulle modifiche alla legge in quanto cambiata rispetto al testo originale nella narrativa dell’articolo 3.
In paticolare, al comma 2, il testo ora recita che occorrerebbe “l’accertamento del pericolo per la salute” quando invece il sottoscritto ha dichiarato che: “ non occorre alcuna dimostrazione o accertamento che il benzo(a)pirene lede alla salute laddove vi sia uno sforamento di 1 nanogrammo di Benzoapirene; gli effetti lesivi per la salute pubblica sono acclarati e riconosciuti già dall’Organizzazione Mondiale della Sanità .
L’aggiunta delle parole “presenza di un accertato pericolo di danno” rispetto a quanto riferito nel testo originario pongono un accento dubitativo, ed anche se sembra non stravolgano in sé la narrativa del testo inducono, in caso di effettivi sforamenti, a porre l’accento sul fatto che “occorra l’accertamento” cioè la dimostrazione dell’effettiva pericolosità per la salute. In questi termini il vero spirito della legge risulta tradito in quanto deve essere rigorosamente inteso a tutela dei cittadini tutti senza lasciare scappatoie giuridiche per chi la legge la deve rispettare.
Il tentativo di blitz sulla legge mediante l’inserimento degli emendamenti è stato effettuato dal consigliere della Pdl Arnaldo Sala, ma ciò non esclude che vi sia anche qualche compiacenza di frange della sinistra che adotta atteggiamenti fin troppo accomodanti su queste tematiche.
Dr. Patrizio Mazza

martedì 1 giugno 2010

Serve un ambientalismo PD!!!

Ed ecco il colmo: il partito che da quando è nato non fa che perdere consensi, quello che ha inventato il "riformismo inerte", propone la stessa ricetta ai cittadini indignati proprio dalla loro incapacità!
Leggere per credere...

venerdì 9 aprile 2010

Medici, bambini, tumori...

Venerdì 16 Aprile 2010, ore 17,30, Circolo Ufficiali M.M, Piazza Kennedy TARANTO, convegno dal titolo: Non è il caso di far finta di niente. L’inquinamento è nemico della salute dei nostri bambini.

venerdì 18 dicembre 2009

Due interventi per riflettere

Ecco i video degli interventi del Dott. Patrizio Mazza e dalla Dott.ssa Anna Maria Moschetti.

Il Dott. Patrizio Mazza, primario del Reparto di Oncoematologia dell'Ospedale G.Moscati di Taranto ci parla dell'incidenza abnorme dei tumori a Taranto. Da sempre si impegna perchè ritiene che le possibilità siano 2: o si trasferisce l'Ilva o si trasferisce l'intera città di Taranto. L'ECOCOMPATIBILITA' NON E' POSSIBILE!

(Dott.Mazza-Parte 1)
http://www.youtube.com/watch?v=8KNxi4u4C1E
(Dott.Mazza-Parte 2)
http://www.youtube.com/watch?v=PXAOi2-S-SU
(Dott.Mazza-Parte 3)
http://www.youtube.com/watch?v=kXceja8tKJk
(Dott.Mazza-Parte 4)
http://www.youtube.com/watch?v=Lv4D6EWV0lY

La dottoressa Moschetti, pediatra, ci parla delle conseguenze dell'inquinamento sullasalute dei bambini e di come esso danneggi anche le capacità cognitive.Tutto questo comporta dei costi non solo in termini di qualità della vita e di morti ma anche economici in senso stretto. Verso i bambini abbiamo una responsabilità incredibile. Non ci perdoneranno mai se non faremo il possibile per proteggerli.

(Dott.ssa Moschetti-Parte 1)
http://www.youtube.com/watch?v=237uWapDSfM
(Dott.ssa Moschetti-Parte 2)
http://www.youtube.com/watch?v=VfdtCQCasyc
(Dott.ssa Moschetti-Parte 3)
http://www.youtube.com/watch?v=7YiUcnHy1cs

venerdì 7 agosto 2009

Taranto in masseria


QUESTA SERA SERATA SPECIALE SUL CASO TARANTO ALLA MASSERIA LOJAZZO (WWW.LOJAZZO.IT TRA VILLA CASTELLI E CEGLIE MESSAPICA).

INTERVERRANNO:
  • CARLO VULPIO, AUTORE DI ROBA NOSTRA E LA CITTA' DELLE NUVOLE E PATRIZIO MAZZA DELL'OSPEDALE MOSCATI.
  • SEGUIRA' UNA MOSTRA DI ARTE CONTEMPORANEA ISPIRATA AI TERRIBILI DATI STATISTICI DI TARANTO E PROVINCIA
  • INFINE DIBATTITO PUBBLICO DI CHIUSURA
NON MANCARE E PROMUOVI L'EVENTO!

lunedì 23 febbraio 2009

L´oncologo Patrizio Mazza: Ormai il danno è fatto

L´oncologo Patrizio Mazza: il mio reparto è sempre pieno, la correlazione è accertata Il medico: "Ormai il danno è fatto". La gente si ammala di patologie tumorali tra il 20 e il 40 per cento in più rispetto ad altre città
21 febbraio 2009 - Giuliano Foschini Fonte: Repubblica

TARANTO - Patrizio Mazza è il primario del reparto di ematologia dell´ospedale nord di Taranto.

Il suo ufficio è all´ottavo piano: fuori dai vetri si vedono i fumi e le ciminiere. Mentre dall´altra parte ci sono vetrini e analisi del sangue. Spesso si tratta di tumori e leucemie.
«Dai nostri dati viene fuori che a Taranto la gente si ammala di quelle patologie tumorali strettamente legate all´inquinamento ambientale tra il 20 e il 40 per cento in più rispetto a quello che dovrebbe».

Che significa?
«Che qui, in termini percentuali, si ammalano molte persone che invece secondo la scienza dovrebbero stare bene: penso al ragazzino di 14 anni con la sindrome del rinofaringe o all´operaio che viene qui terrorizzato perché le analisi sono tutte sballate».

Voi che potete fare?
«Curarli. E cerchiamo di farlo nel migliore dei modi: quando io sono arrivato qui, quindici anni fa, c´erano pazienti che arrivavano dalla provincia di Lecce perché eravamo l´unica ematologia della zona. Ora nel Salento ci sono due reparti eppure abbiamo i nostri venti posti letto sempre pieni. Facciamo il possibile. E da medici denunciamo anche la possibile correlazione tra queste patologie e l´inquinamento ambientale».

Le aziende, a partire dall´Ilva, dicono però che non è colpa loro se la gente si ammala.
«Le responsabilità le deve accertare la magistratura. Noi abbiamo il compito di segnalare quello che la scienza ha provato: ed è certificata la correlazione tra alcune malattie e alcuni tumori. Alla politica spetta invece il ruolo della mediazione».

E´ quello che hanno provato a fare martedì. Che ne pensa dell´accordo firmato a Roma tra gli enti locali e l´azienda?
«Gli accordi sono delle maniere per non creare una conflittualità ed è apprezzabile lo sforzo della Regione e di tutti gli altri enti locali. Penso però che la politica in questo momento debba fare un salto in più. E quel salto è in direzione della salute della gente: qui siamo arrivati a un livello che o si sposta Taranto o si sposta la zona industriale. E soprattutto una cosa deve essere chiara: ormai il danno per chi è già nato, per tutti quanti noi, è stato già fatto. Siamo tutti una generazione di "fregati". Ora quello che si può fare è soltanto un regalo alle prossima generazioni».

domenica 15 febbraio 2009

"Fuori sede" in sede


Il 29 Novembre 2008, la città di Taranto è scesa in piazza per dire basta alla bieca politica dell’Ilva e dei numerosi impianti industriali che da ormai troppi decenni deturpano la nostra terra.
Ciò ha rappresentato l’inizio di un’ inversione di tendenza, rendendoci protagonisti attivi nel difficile processo di riappropriazione dei nostri diritti in materia di ambiente, salute e lavoro sicuro.
Appare evidente che tale percorso richiede un’attenzione vigile e costante, alla luce anche degli inquietanti dati contenuti nei dossier di Legambiente, che imputano all’Ilva il 92% della “produzione” di diossina italiana e ben l’8,8% di quella Europea.
Proprio per rendere il caso Taranto una vertenza che possa scavalcare i confini provinciali e regionali, si è creato un COORDINAMENTO NAZIONALE DI STUDENTI FUORI SEDE, che in altre città ha l’obiettivo primario di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla nostra complessa condizione di cittadini, le cui istanze e prospettive di vita sono sempre state interamente subordinate ai dettami della grande industria.
Se in passato essa ha potuto rappresentare il rilancio economico-occupazionale dell’area Jonica, oggi invece sotto la spinta della recessione, appare un vero e proprio destabilizzatore sociale. Infatti conseguenza diretta del fallimento di questa politica economica risulta essere la cassa integrazione prevista per oltre 4 mila lavoratori, senza mettere in conto i danni d’impatto ambientale che l’Ilva ha generosamente arrecato alla nostra terra.
Fondamentale è la presa di coscienza che possa condurre la nostra città ad un vero e proprio riscatto.

Domenica 15 febbraio alle h. 19.00 è indetta un’assemblea pubblica in Piazza della Vittoria. Interverranno:
• Alessandro Marescotti, Presidente di Peacelink;
• Patrizio Mazza, Primario del reparto di Ematologia presso l’ospedale “Moscati”;
• Roberto Giua, Esperto di igiene ambientale dell’ARPA Puglia.

Alle ore 20.30, concerto in piazza con:
MAMA MARJAS, MISS LINDA, JULIA, DON CICCIO, DJ FOGGY
L'evento è organizzato da:
Associazione Culturale Eskerra
CSOA Cloro Rosso
Coordinamento nazionale Tarantini Fuorised

lunedì 2 febbraio 2009

Cittadini, associazioni, medici e sindaci per l'AIA Ilva

Segreteria del Sindaco
COMUNICATO
Giovedì 5 febbraio p.v., alle ore 10,30, nel salone degli specchi di palazzo di Città, il Sindaco di Taranto, Dott. Ippazio Stefàno, unitamente al Sindaco di Statte, Dott. Angelo Miccoli, affiancati dal rappresentante di Lega Ambiente, Dott.Leo Corvale, dal Dott. Biagio De Marzo per Peacelink, Dott. Patrizio Mazza per l’AIL e Mauro Mazzantini, per il Sindacato Medici Pediatrici, nonché alla presenza delle Associazioni ambientaliste e dei rappresentanti degli Ordini e Collegi professionali della Provincia di Taranto, illustreranno il documento congiunto sull A.I.A. - l’ ILVA, - Autorizzazione Integrata Ambientale di ILVA Taranto – Indicazioni dei Sindaci di Taranto e Statte ed osservazioni del “pubblico Jonico interessato”.
Gli organi di stampa sono invitati.

mercoledì 14 gennaio 2009

OGGI TARANTO

Il settimanale "Oggi" questa settimana ha dedicato un'inchiesta di cinque pagine al "disastro dimenticato", quello della diossina a Taranto.
Ecco l'articolo:



Fiamma Tinelli e foto di Pigi Cipelli - Fonte: Oggi 14 gennaio 2009