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venerdì 20 novembre 2015

Mini Urban 2 bis

Taranto, dove l’ambiente è sviluppo. I 4 progetti che cambieranno la città

Ben 35 organizzazioni coinvolte (83% non profit e 14% profit), 840 mila euro di finanziamento e 4 progetti che cambieranno (in meglio) la città di Taranto. Tutto questo è reso possibile dal bando sperimentale “Ambiente è sviluppo” di Fondazione Con il Sud, grazie al quale sono state selezionate quattro esperienze significative che incideranno positivamente su riqualificazione urbana, turismo sostenibile, lavoro, tutela ambientale, cultura, inclusione sociale, costruzione di legami di comunità.

Si passa dalla coltivazione della canapa “eletta” – da trasformare poi in semilavorati per abbellire la Circummarpiccolo - a iniziative per trasformare il quartiere Tamburi con pratiche artistiche e culturali. Ma si prevedono anche interventi di rigenerazione urbana e di incubatori d’impresa e turismo sostenibile.

Il bando si è posto come obiettivo quello di promuovere lo sviluppo economico, sociale e culturale locale, partendo dalle questioni ambientali e dalle relative potenzialità che caratterizzano il territorio tarantino e coinvolgendo la sfera economica, abitativa, sociale e sanitaria in interventi integrati. «Si tratta di una iniziativa sperimentale, con un intento “provocatorio” rispetto all’opinione pubblica locale e nazionale, ma anche molto concreto» ha dichiarato Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione Con il Sud. «A giugno abbiamo lanciato un bando ad hoc per il centro jonico chiedendo alla cittadinanza di proporre, tramite le sue organizzazioni non profit e in rete con università e imprese, degli interventi utili per la città, nell’ottica di uno sviluppo locale che tenga insieme gli aspetti legati al benessere collettivo con quelli della produzione. Come in tutti i nostri bandi, anche in questo caso è stato richiesto di proporre interventi in partenariato con altre realtà locali, proprio per ri-costruire o rafforzare legami sociali e percorsi di coesione, che dal nostro punto di vista rappresentano delle premesse per lo sviluppo di un territorio».

Ecco i progetti approvati: “Terre Elette”, per la coltivazione di canapa “eletta” destinata al quartiere Paolo VI (promosso dall’Associazione di volontariato penitenziario “Noi e Voi Onlus”, contributo di 290 mila euro); “Green Routes” (promosso dall’Associazione Augeo, contributo di 150 mila euro, promuoverà interventi di rigenerazione urbana partecipata e integrazione culturale); “A Tamburi battenti” (promosso dalla Confraternita Maria SS.ma della Scala, contributo di 210 mila euro, trasformerà il quartiere con pratiche artistiche e culturali); “TARAS – Taranto: Azioni per la Riqualificazione Ambientale Sostenibile” (promosso da Programma Sviluppo, contributo di 190 mila euro, destinato alla promozione del turismo sostenibile). (Corrieresociale)

mercoledì 22 luglio 2015

Parole, parole, parole...

E per fortuna che c'è il gemellaggio con Sparta! 

ph. R. Chiaradia

Stefàno:«Taranto rialzati»


Il governo stanzia 600 milioni, soldi già annunciati mesi fa, per rilanciare una città che perde da un anno all’altro 10.400 posti di lavoro con una disoccupazione giovanile del 54.2 per cento. Numeri che spingono le nuove leve alla fuga per trovare lavoro altrove. Sindaco Stefàno, di fronte a questi dati così preoccupanti, cosa può fare il primo cittadino?
«Posso dire che, nel nostro piccolo, nelle imprese e cooperative che lavorano per conto del Comune non è andato perso neanche un posto di lavoro. Inoltre paghiamo le fatture a fornitori e ditte entro sessanta giorni, anche questo aiuta. Gli enti locali in ogni caso non sono uffici di collocamento, questo lo sanno tutti, però possono fare opera di sensibilizzazione continua e di stimolo presso le altre istituzioni e i privati».
Ed è quello che accade a Taranto?
«Direi proprio di sì. La venuta del sottosegretario Claudio De Vincenti l’altro giorno dimostra proprio l’attenzione che siamo stati in grado di suscitare nel governo. La situazione tarantina è molto difficile da tutti i punti di vista, ed è una nozione acquisita dal governo che vuole affrontarla insieme con noi dandoci qualche strumento in più».
Signor sindaco: poi, però, tutto dipende dal Comune. Per lo meno in riferimento ai progetti da realizzare.
«Certamente e abbiamo presentato, perché l’abbiamo già pronto da settimane, un bel pacchetto. Ma la vera novità portata dal sottosegretario è l’istituzione di un nucleo tecnico che velocizzerà tutte le procedure e perfezionerà i vari passaggi. Dovremmo accorciare i tempi rispetto al passato».
Il dato della disoccupazione giovanile è agghiacciante e prefigura scenari non allegri per le nuove generazioni.
«È vero, ma confido che le prospettive a medio e lungo termine siano migliori. Taranto riconquisterà il posto che le spetta in Italia e in Europa recuperando posti di lavoro nei settori tradizionali, ma anche in quelli che dobbiamo nutrire con nuove iniziative e tanti progetti».
In modo particolare, sindaco Stefàno, a cosa si riferisce?
«Mi riferisco a cultura e turismo in cui a Taranto si investiranno risorse. Lo ha detto anche il sottosegretario De Vincenti l’altro giorno, che in ogni caso i risultati cominceranno a vedersi tra quindici anni perché si tratta se non di una riconversione quanto meno di un allargamento di questi settori».
Quindici anni non è una prospettiva remota?
«Beh, i risultati non si ottengono da un giorno all’altro. Io però spero che già tra qualche mese potremo registrare qualche piccolo segnale di ripresa della città».
Su quali basi fa questa affermazione?
«Sulla base che ci sono seicento milioni da spendere sul porto, sull’Arsenale militare, sulla città vecchia. Io ho chiesto anche di recuperare situazioni nella sanità ionica dove sono vuote duemila caselle lavorative».
Ne è proprio certo.
«Io credo che se continua l’attenzione del governo centrale, e anche regionale, alcune risposte arriveranno entro tempi brevi. Esorto inoltre i miei concittadini ad avere fiducia».
Nelle istituzioni o in se stessi?
«In tutti e due. I tarantini devono avere fiducia soprattutto nelle loro capacità di scavalcare gli ostacoli magari anche con aiuti esterni, ma i momenti difficili si superano anche con l’autostima».
Per Taranto non è un bel momento però.
« La città sta vivendo uno dei periodi più complicati da tutti i punti di vista, le industrie sono a rischio e ancora non ci sono radici salde per i nuovi settori, ma dobbiamo tutti avere fiducia nelle nostre forze e nella possibilità di realizzare i progetti per un futuro più roseo».
Cosa si può fare per dare fiducia a chi, ad esempio, vuole investire nella città vecchia?
«Il Comune sta già attuando misure per creare questa condizione. Mettere a disposizione un palazzo per la caserma dei carabinieri va in questa direzione perché aumenta il grado di sicurezza».
Quale potrebbe essere la ricetta per lo sviluppo ed il rilancio?
«Ristrutturare i palazzi storici vuol dire migliorare architettonicamente la nostra Isola, avere i fondi per rifare i servizi primari significa creare condizioni di vivibilità migliori, tutte precondizioni che possono dare fiducia».
Ma, secondo lei, turismo e cultura rappresentano alternative all’industria?
«Direi di sì anche se Taranto ha centocinquant’anni di vocazione industriale alle spalle. Però noi siamo al lavoro da tempo utilizzando le leggi varate per Taranto. C’è la città vecchia da far rinascere, il museo archeologico, l’Arsenale militare sia come manutenzione del naviglio che come archeologia industriale».
E poi?
«Bisogna valorizzare il turismo culturale, è come togliere la coperta per mostrare i monumenti che abbiamo. È vero anche che per far decollare il turismo occorrono le infrastrutture, ma questo non dipende da noi. Noi subiamo scelte prese altrove. La mancanza di collegamenti rende difficoltoso raggiungere Taranto e noi più che sensibilizzare e insistere possiamo fare ben poco. Devo rilevare comunque che il ministro Del Rio ha dichiarato che vuol far arrivare l’alta velocità fino a Taranto».
Signor sindaco Stefàno, lei ha visto che s’è creato una specie di cortocircuito tra governo, magistratura tarantina e Ilva in riferimento agli ultimi provvedimenti sull’altoforno 2. C’è una via d’uscita?
«Secondo me, sì. Se ne esce con il rispetto delle leggi da parte di tutti. I poteri sono separati e tutti devono avere il massimo rispetto delle norme».
Anche prendendosela con gli operai?
«I lavoratori sono l’anello debole della catena. Sono sicuro però che l’autorità giudiziaria lo sa e si comporterà di conseguenza». (CdM)

lunedì 16 febbraio 2015

E basta co' 'sto piano Blandino!!!

Il documento su Città Vecchia e Borgo sottoscritto dal coordinamento di associazioni "RigeneriAmo Taranto" e presentato all'assessore Lorusso.

Qualche idea per rifare Taranto. 
Qualcuna condivisibile, qualcun'altra proprio no. 
Ma quale idea per rifare i tarantini? 




Proposta di recupero, riqualificazione e valorizzazione della città di Taranto a seguito del Decreto Legge per Taranto n. 1 del 5 gennaio 2015.
Il Decreto Legge per Taranto, n. 1 del 5 gennaio 20015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5/1/2015, pur contenendo una serie di limiti che ci si augura possano essere eliminati o meglio chiariti, a seguito dell’iter delle audizioni, rappresenta per l’intera comunità jonica uno stimolo interessante per promuovere uno sviluppo alternativo alla monocultura industriale, diversificato, ecocompatibile; inoltre ci incoraggia a ridisegnare il volto dell’intera città.
E’ una sfida di grande momento che impone a tutte le forze politiche, sociali, culturali, associative e a tutte le varie articolazioni istituzionali, di fare sistema per promuovere unitariamente un cammino che porti la nostra città a trasformarsi da “città dei fumi e dell’acciaio” e “delle navi da guerra”, così come oggi è purtroppo connotata, a città della cultura e delle risorse del mare, da città quasi totalmente dipendente dalla monocultura industriale a città in grado di imboccare la strada di uno sviluppo diversificato ed ecocompatibile. Fondamentale, in tale ottica, è definire un progetto strategico di tipo partecipato sull’esempio di altre realtà come Bilbao o Torino.
Affinchè Taranto possa ambire a diventare città della cultura, anche se non è stata individuata tra le città finaliste ad ambire a titolo capitale della cultura europea per il 2019, titolo successivamente assegnato alla città di Matera, dobbiamo e possiamo immaginare un percorso simile a quello fatto proprio da Matera. Città considerata “vergogna nazionale” negli anni cinquanta  ma che, guardando al futuro, ha saputo riscattarsi  trasformando i “Sassi”, sinonimo del degrado, in un modello abitativo sostenibile.
Matera ha i “Sassi”, noi abbiamo la “Città Vecchia”, il “Mar Piccolo” e tante altre innumerevoli bellezze e peculiarità del territorio, che nulla hanno da invidiare a Matera.
Occorre darsi dei tempi per raggiungere traguardi di breve, medio e lungo termine, in quanto il Decreto afferma esplicitamente che il Comune deve presentare un “Piano di interventi per il recupero, la riqualificazione e la valorizzazione della città vecchia”, trasmettendolo ai Ministeri competenti che entro sessanta giorni valutano la compatibilità degli interventi con le esigenze di tutela del patrimonio culturale, una valutazione che è sostitutiva di tutte le autorizzazioni.
E’ indubbio che il cuore del Decreto, considerando specificatamente l’art. 8, diriga le attenzioni alla Città Vecchia e all’Arsenale, ma è anche evidente come trattasi di due “aree bersaglio”di elevata importanza per l’intero tessuto urbano che obbligano ad allargare lo sguardo a tutta la città.
In considerazione di ciò riteniamo fondamentale che le politiche urbanistiche,  in stretto raccordo con le opere di  bonifica del territorio, da questo momento in poi si orientino esclusivamente e decisamente in direzione di un recupero del grande patrimonio immobiliare e della riqualificazione urbana, abbandonando prioritariamente ogni ipotesi non solo di espansione urbana ma anche di consumo di ulteriore suolo pubblico.
A tal proposito è bene ricordare che:
-          alla Camera è in discussione il Disegno di legge "Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato";
-          la Regione Puglia ha approvato la L.R. n. 26 del 20 maggio 2014 “Disposizioni per favorire l’accesso dei giovani all’agricoltura e contrastare l’abbandono e il consumo dei suoli agricoli”, pubblicata sul BUR Puglia n. 66 del 26 maggio 2014;
-          la Regione Puglia ha approvato la L.R. n. 21 del 29 luglio 2008 “Norme per la Rigenerazione Urbana”, che all’art. 1 recita “La Regione Puglia con la presente legge promuove la rigenerazione di parti di città e sistemi urbani in coerenza con le strategie comunali e intercomunali finalizzate al miglioramento delle condizioni urbanistiche, abitative, socio-economiche, ambientali e culturali degli insediamenti umani e mediante strumenti di intervento elaborati con il coinvolgimento degli abitanti e di soggetti pubblici e privati interessati”
-          la prima legge del 2015 approvata dalla Regione Puglia, pubblicata nel Bollettino Ufficiale Regionale n.16 del 30 gennaio 2015, è volta alla “Valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale”.  Quest’ultima legge si coordina con altre leggi regionali finalizzate alla tutela, valorizzazione e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.   In particolare per la valorizzazione si collega con la L.R. 17/2013 in materia di “beni culturali, per la tutela dei manufatti di archeologia industriale che non ricadono nelle competenze statali, con la L.R. 14/2008 che sostiene la qualità delle “opere di architetturae di trasformazione del territorio e per la riqualificazione edilizia e urbana del patrimonio industriale dismesso o abbandonato, ed infine con la L.R. 21/2008 sulla “rigenerazione urbana”, sopra richiamata.
1)      CITTÀ VECCHIA
Per quanto riguarda la “Città Vecchia”, d’obbligo è rifarsi alla relazione preliminare del Comune di Taranto – Ufficio risanamento della città vecchia, e in particolare all’intervento di housing sociale. Riteniamo tuttavia come occorra avere una vision chiara : i processi di recupero, riqualificazione e valorizzazione, così come esplicitamente richiamati dal D.L n. 01/2015, devono avere un carattere non episodico o a macchia di leopardo, o unicamente dettati dall’emergenza, ma organico e sistematico. Il recupero e risanamento della Città vecchia non può inoltre non basarsi, per essere realmente perseguibile, anche sull’effettivo intervento dei privati.
Basilare, inoltre, è l’integrazione sociale: la città vecchia si recupera solo promuovendo una diversificazione del suo tessuto vitale, dei suoi residenti, portando famiglie e giovani di diversi ceti sociali a sceglierla come il posto in cui vivere e, magari, lavorare. Ogni ghetto è destinato a sgretolarsi e poi dissolversi: vale anche per la nostra città. Senza un’inversione di tendenza rispetto al progressivo spopolamento e inaridimento delle basi sociali non c’è alcuna possibilità di costruire il futuro, ma solo la concreta prospettiva una escalation di abbandoni e crolli che porta ad un deserto, civile e fisico.
Per quanto riguarda gli aspetti legati alla lettura e al conseguente recupero del tessuto urbanistico-edilizio, in particolare per quanto concerne l’edilizia residenziale, riteniamo occorra assumere in pieno l’unico piano organico e strutturale in nostro possesso, il “Piano Blandino”. Un piano che prevede la conservazione, il restauro ed il recupero del patrimonio edilizio destinandolo ad utilizzi ad esso strettamente compatibili e parziali diradamenti.

martedì 1 luglio 2014

"Aspetta Esperia"

Ecco l'ennesimo articolo dilettantistico sulla "svolta sensazionale" nella rigenerazione (una volta si chiamava risanamento, ma ora è demodé) della Città Vecchia.
Parla di fondi che sembrano praticamente regalati dallo Stato per la bella faccia di Stefano e di tutti quei simpaticoni del Comune di Taranto, per consegnare chiavi di appartamenti e mansarde in centro storico alle giovani coppie bisognose.
La quadratura del cerchio!!!
Ci voleva tanto a chi ha copiato il comunicato stampa del Comune per capire che cos'è veramente il Fondo Esperia? E cosa si nasconde dietro "la piena autonomia nello scegliere i progetti più congeniali o remunerativi"?
Si, ci voleva una stringa di testo di 12 battute digitata su Google e due click col mouse.
Davvero troppo rispetto a Ctrl+C/Ctrl+V!

Ora leggetevi l'articolo e l'interrogazione parlamentare formulata in relazione all'affaire Esperia.
Vi anticipiamo solo che qualora passasse la mozione Fondo Esperia vorrebbe dire semplicemente passare parte degli immobili di interesse economico della Città Vecchia (e non di certo i ruderi cadenti come i denti della vecchia) dalle grinfie dei palazzinari locali amici della giunta a quelle di Caltagirone e delle banche nazionali (MPS), oppure far collaborare i due...
Tutt'altra cosa rispetto ai fondi strutturali di sviluppo socioeconomico e alla legge regionale sulla Rigenerazione Urbana che il Comune ha scialacquato, ignorato e ostacolato alla grande!
Buona lettura!


Case a giovani coppie l'idea del Comune con il fondo «Esperia»

TARANTO - La rigenerazione della Città vecchia di Taranto parte dal suo ripopolamento. Ed in particolare, passa dalla necessità non più rinviabile di far tornare tra i vicoli le giovani coppie. Sbaglia, quindi, e non poco, chi pensa che gli interventi edili siano condizione necessaria e sufficiente per riqualificare il Borgo antico così avvilito da decenni di degrado. Gli sforzi ed i tentativi sinora compiuti hanno, infatti, dato risposte parziali e soprattutto hanno impiegato tempi lunghi. Lunghissimi. Ed allora, come si può mai ristrutturare gli edifici della Città vecchia ed al tempo stesso far tornare anche le giovani coppie? Il duplice obiettivo è ambizioso e, quindi, difficile eppure il Comune sembra intenzionato a perseguirlo ugualmente.
Da quel che risulta alla Gazzetta, infatti, ci sono stati nelle scorse settimane dei colloqui, ancora informali ed embrionali, tra i tecnici dell’Amministrazione comunale ed alcuni funzionari di Cassa depositi e prestiti (Cdp). La «cassaforte» statale, infatti, gestisce un fondo denominato «Esperia » che va proprio in questa duplice direzione. Da un lato, ristruttura edifici pubblici (è questa la condizione indispensabile) e dall’altro attua una politica di housing sociale concedendo le abitazioni ristrutturate a giovani coppie. Gli immobili, dunque, devono essere esclusivamente pubblici e non vengono ammessi agli interventi di recupero gli stabili in cui c’è anche una minima quota di proprietà privata.
Il Comune di Taranto ha nel Borgo antico un vasto patrimonio immobiliare. Molto vasto, è vero ma costituito in misura rilevante da veri e propri ruderi. Questo dato, da quel che filtra, è stato già comunicato ai funzionari di «Cdp» che, però, non hanno fatto alcun passo indietro. Non si sono spaventati dalle condizioni statiche degli immobili. L’importante è che siano esclusivamente pubblici. Anzi, sarebbero in attesa che i tecnici comunali inviino alcune schede sui primi stabili da ristrutturare.
Come funzionerebbe il meccanismo? Il Comune individua gli immobili da riqualificare, contatta il Fondo Esperia che, a sue spese, riqualifica gli edifici. L’Amministrazione comunale poi stabilisce l’importo minimo per dare in locazione gli appartamenti. Il canone potrebbe oscillare, a grandi linee, tra le 200 e le 250 euro mensili. Poi, il Comune stila una graduatoria delle giovani coppie in attesa di ricevere un alloggio e comunica i nominativi al Fondo. Il gestore poi potrebbe anche, sempre partendo dal dato minimo imposto dal Comune, indire un’asta tra i potenziali locatari in caso di parità di offerta e di requisiti. A quel punto, la differenza (il saldo positiva) tra il dato di partenza (200 euro ad esempio) e il successivo importo poi determinato dall’asta finisce nelle casse del Municipio.
Dopo un periodo da determinare (venti o venticinque anni in genere), in caso di mancato rinnovo del canone, l’immobile ristrutturato della Città vecchia torna poi nella disponibilità del patrimonio del Comune. Per assegnarlo, ovviamente, ad altre giovani coppie. (Fabio Venere, GdM)




esperia

Fondo Esperia di Cassa Depositi e Presiti. Chi sceglie i progetti da finanziare?

La Cassa DD.PP. ha costituito un Fondo Immobiliare per le Regioni del Sud attraverso il FIA (Fondo Nazionale per l’Housing) che si chiama “ESPERIA” ed è gestito da una Società di gestione che si chiama Fabrica Sgr. (che ha tra i soci il MPS e  il gruppo CALTAGIRONE).
Lo scopo del Fondo è finanziare progetti di Housing Sociale nelle Regioni Campania, Puglia, Calabria e Basilicata.
Fabrica sgr ha la piena autonomia nello scegliere i progetti più congeniali  da finanziare. A questo punto  occorre fare chiarezza e  invocare trasparenza in quanto questa società gestisce  un Fondo costituito da soldi pubblici (Fondo FIA Cassa DD.PP. finanziato con i fondi del Ministero Infrastrutture e trasporti). Anche il gruppo Caltagirone ha degli immobili, ovvero dei progetti, che sono finanziabili dal Fondo ESPERIA ??? Se così fosse è grave perché ci sarebbe un macroscopico conflitto di interesse, in quanto il comproprietario di Fabrica sgr si AUTOFINANZIA i propri progetti (pare sopratutto a Napoli dove ci sono aree di proprietà Caltagirone). Praticamente con i soldi pubblici si finanzierebbe i propri investimenti anzichè fare una scelta indipendente e frutto della concorrenza…
Di tutto questo abbiamo chiesto ai  Ministri dell’economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti. (Andreacioffi)

Ecco l’interrogazione

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02320

Atto n. 4-02320 - Pubblicato il 11 giugno 2014, nella seduta n. 260

CIOFFI , SCIBONA , CASTALDI , BUCCARELLA , VACCIANO , CAPPELLETTI , MONTEVECCHI , CATALFO , MOLINARI , MORRA , FUCKSIA , PAGLINI , PUGLIA , DONNO , BLUNDO , BULGARELLI , SERRA , PETROCELLI , MANGILI , LUCIDI , COTTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti. -
Premesso che:
Cassa depositi e prestiti (CDP) è una società per azioni a controllo pubblico statale: il Ministero dell'economia e delle finanze detiene infatti l'80,1 per cento del capitale, il 18,4 per cento è posseduto da 61 fondazioni di origine bancaria, il restante 1,5 per cento in azioni proprie. L'attuale compagine azionaria è il risultato di un recente riassetto realizzatosi in attuazione dell'articolo 36, comma 3-octies, del decreto-legge n. 179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012;
per quanto riguarda la partecipazione di CDP in società di gestione del risparmio volte alla costituzione di fondi mobiliari chiusi destinati al sostegno, diretto ed indiretto, delle piccole e medie imprese, si evidenzia che la Cassa partecipa alla Società di gestione del risparmio Fondo italiano di investimento SpA;
la società è stata costituita nell'anno 2010 con il Ministero dell'economia, l'Associazione bancaria italiana, Confindustria e istituti bancari quali banca MPS SpA, banca Intesa San Paolo SpA, Istituto centrale delle banche popolari e banca Unicredit SpA;
CDP Investimenti Sgr (CDPI Sgr), detenuta per il 70 per cento dalla Cassa depositi e prestiti e per il 15 per cento ciascuna dall'Associazione di fondazioni e di casse di risparmio SpA e dall'ABI, gestisce il "Fondo investimenti per l'abitare" (FIA). L'ammontare del fondo è pari a 2 miliardi e 28 milioni di euro, di cui un miliardo sottoscritto da CDP, 140 milioni dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e 888 milioni da parte di gruppi bancari e assicurativi e di casse di previdenza privata;
in particolare, al fine di incrementare la dotazione di alloggi sociali è stato creato il fondo "Esperia", interamente sottoscritto da CDP Investimenti Sgr attraverso il FIA, che ammonta a 70,1 milioni di euro, esplicitamente riservato per lo sviluppo di iniziative di social housing nelle regioni del Sud Italia, in particolare Puglia, Campania e Basilicata;
considerato che:
tale fondo è gestito dalla società Fabrica immobiliare Sgr, il cui capitale azionario è detenuto per il 49,99 per cento da Fcg SpA (del gruppo Caltagirone) e per lo 0,02 da Alessandro Caltagirone;
sotto il profilo dell'attività inerente al fondo Esperia si trova solo una breve menzione sul sito di CDP Sgr nonché sul sito di Fabrica immobiliare Sgr, in particolare alla voce progetti si legge: "in via di individuazione";
risulta inoltre agli interroganti che sono state inviate schede tecniche sia al responsabile investimenti della Cassa depositi e prestiti, sia a Fabrica Sgr di Roma, ma non è stato dato alcun riscontro, per quanto sia evidente che Fabrica Sgr ha la piena autonomia nello scegliere i progetti più congeniali o remunerativi,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto;
se abbiano notizia del programma e degli obiettivi che si perseguiranno ovvero dei progetti che potranno essere finanziati attraverso il fondo Esperia;
se ritengano infine auspicabile una maggiore trasparenza anche nei siti istituzionali, con riferimento agli operatori economici privati che si trovano a gestire danaro pubblico. (SenatodellaRepubblica)

lunedì 30 giugno 2014

In emergenza. Al solito. Auspichianamente

Sta suscitando notevole scalpore la vicenda legata al futuro utilizzo del complesso monumentale, di alto pregio architettonico, dell'ex convento di Monteoliveto sito nella Città Vecchia di Taranto.

Un gruppo di cittadini ed associazioni attive sul territorio e sensibili al recupero architettonico del borgo antico si sono dunque fatti interpreti della preoccupazione di buona parte della cittadinanza allarmata per i risvolti infelici che la questione potrebbe avere.
Giovanni Guarino (La città che vogliamo), Mimmo Nume (La città che vogliamo) Emanuele Papalia (Teichos), Nino Palma (RigenerIamo Taranto, Fabrizio Iurlano (Officine Taranto), Pasquale Ordine (Officine Taranto), Vittorio Angelici (La città che vogliamo), Cinzia Amorosino (Progentes), Massimo Catucci (La città che vogliamo), Mimmo Guida (La città che vogliamo), Leo Corvace (ambientalista), Daniele Nuzzi (archeologo), Pino de Bellis (ingegnere), Nicola Baldi (medico), Massimo Prontera (architetto), Aldo Perrone (preside) e l’ Associazione “L’altra Taranto” si sono  riuniti per dibattere la problematica e trovarne una soluzione.
«L'Agenzia del demanio, mesi addietro, aveva indetto una gara per l'aggiudicazione dell'intero complesso. - fanno sapere- L'offerta di acquisito conseguita però non venne ritenuta congrua dai competenti uffici ministeriali. Dunque, avvalendosi delle facoltà previste per lo Stato in casi analoghi, l'Agenzia del demanio, formalizzò alla Regione, alla Provincia ed al Comune di Taranto, la disponibilità a cedere l'immobile al prezzo di 920mila euro».
Nel corso dell'incontro, con il contributo dei consiglieri comunali Gianni Liviano e Dante Capriulo, è emerso che «la possibilità, per il Comune di Taranto, di disporre di un bene architettonico tanto prezioso come Monteoliveto, era stata già oggetto di apposita delibera comunale , n. 109 del 24 giugno 2011.- dicono- Infatti, il Comune poteva avvalersi della facoltà di prevedere un piano di valorizzazione ai sensi dell'art 112 comma 4 del decreto legislativo 42/2004, con la stessa procedura dei Baraccamenti cattolica».
Data la mancata attivazione di questa procedura, per l'acquisizione del complesso di Monteoliveto, l'ente locale, a loro dire, dovrebbe ora procedere in forma onerosa offrendo la somma dei suddetti 920mila euro.
Nel corso del dibattito e di approfondito esame della problematica in tema di aree demaniali, è stata unanime la valutazione secondo la quale «l'area di crisi socio-economica di Taranto, non può non aspirare al diritto di pretendere un risarcimento anche in termini di recupero di volumi di pregio architettonico».
È stata espressa, dunque, l'unanime e ferma volontà, di attivare ogni possibile procedura che consenta di utilizzare l'antico complesso come merita, magari di intesa con il mondo sociale già tanto sensibile ai notevoli problemi di recupero sociale, economico, urbanistico dell'Isola madre.
Da parte di tutti è stato infine manifestato l'auspicio che «in seno al prossimo consiglio comunale del Capoluogo, emerga univoca e decisa la volontà di dotare tutta la collettività di un bene immobile tanto prestigioso come Monteoliveto che può rappresentare, a giudizio dei presenti, un primo, reale punto di svolta nell'adozione da parte dell'Ente locale di politiche di rigenerazione urbana, di rinascita e di risanamento di quel bene incommensurabile che è la Città Vecchia». (Cronachetarantine)



Leggi lo stesso comunicato sul corriereditaranto.

giovedì 26 dicembre 2013

RigeNerATIVITA’

Attività di Rigenerazione per la Taranto che sarà


L’Associazione “Centro Studi Documentazione e Ricerca Le Sciaje” presenta “rigeNerATIVITA’ – Viaggi interculturali tra i paesaggi”.
L’iniziativa si svolgerà dal 13 dicembre 2013 al 5 gennaio 2014, alle 18:00, nella Torre dell’Orologio, in Piazza Fontana (Città Vecchia). L’Esposizione “Il Tempo del Mare”, allestita dal dicembre 2010 all’interno della Torre, farà da cornice alla rassegna, pensata per parlare di rigenerazione anche durante le prossime festività.
“rigeNerATIVITA’”, complementare agli altri eventi che si terranno in Città Vecchia durante il periodo natalizio, si propone come uno stimolo a ripartire nel segno della rigenerazione dal basso. L’antico borgo, tra crolli e abbandono, sta perdendo drammaticamente la sua identità storico-culturale. La rigenerazione urbana partecipata, quindi, deve continuare ad essere tema concretamente al centro dell’attenzione.

Una serie di incontri informali per conoscersi, riconoscersi e progettare insieme una nuova visione partecipata della Taranto che sarà, condividendo idee, progetti e attività accomunati dal filo conduttore dell’amore per il proprio territorio. Un territorio guardato da ogni angolazione e profondità: dalla magia del fumetto alla fotografia subacquea, dalla storia della Città Vecchia alle meraviglie del Mar Piccolo.

Durante tutte le festività, continueranno come di consueto visite guidate, approfondimenti, allestimenti fotografici e spazio aperto a confronti tra cittadini, associazioni e chiunque voglia offrire un contributo di esperienze ed idee, accompagnati dai rintocchi d’ ‘u relogge d’ a’ chiazze.

Il programma della rassegna, ogni evento inizierà alle 18 e 30:

Venerdì 13 dicembre
Inaugurazione dell’esposizione fotografica “TRA MARI E MURI”: dalla condizione di abbandono della Città Vecchia, gli edifici crollati e i muri che nascondono i vicoli, agli scatti marini tutti d’un fiato di Carlo Ruggiero, Marco Sgura e Ileana Giunta. Un tour tra le contraddizioni e le bellezze di un paesaggio complesso, da amare e tutelare.

Domenica 22 dicembre
Presentazione del graphic novel “Delitto d’autunno”, edito da Edizioni BD con la presenza degli autori Gianfranco Vitti, Gabriele Benefico e Fabrizio Liuzzi. Le avventure dell’investigatore privato André Dupin ci trasporteranno nella Taranto degli anni 50.

Venerdì 27 dicembre
Centri Storici e rigenerazione sostenibile: “Le storie che fanno dello spazio un luogo” con la partecipazione di SIAMO TUTTI TUFI di Gravina di Puglia (BA).
Proiezione del documentario sulla rigenerazione urbana sostenibile di Gravina di Puglia prodotto da “Siamo Tutti Tufi” con il laboratorio urbano Gravina Borderline. Un’occasione per parlare di esperienze positive a pochi chilometri da Taranto e condividere idee e percorsi di riqualificazione dal basso dei Centri Storici.

Sabato 28 dicembre
Presentazione del calendario “Paesaggi di Ieri: Taranto e Grottaglie nei dipinti di Benedetto e Mario D’Amicis”.
Fortemente voluto dai figli dei pittori, vuole essere un modo per ricordare ed osservare, attraverso i 12 mesi, alcuni dei capolavori di due pittori che hanno operato nel nostro territorio.
Saranno presenti i curatori Amelia D’Amicis, Andrea Indellicati e Piero Massafra.
Venerdì 3 gennaio
“SAVE MAR PICCOLO! Idee, progetti, eccetera eccetera”. In collaborazione con WWF Taranto e Plasticaqquà, un pomeriggio di presentazione di progetti e scambio attivo di idee per rimettere il Mar Piccolo e il suo waterfront al centro della vita cittadina.

Maggiori informazioni:

Web: www.lesciaje.it
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Rigenerazioni e visioni

DAL 26 AL 29 DICEMBRE, COMITATO DI QUARTIERE CITTÀ VECCHIA, CASA OCCUPATA VIA GARIBALDI 210
presentano:
RIGENERAZIONE URBANA?  DA VICOLI CHIUSI A SPAZI APERTI!



Quattro giorni di iniziative di controinformazione sulle pratiche da operare nei territori segnati dalle speculazioni edilizie e dalla colonizzazione dell'industria pesante.
Le iniziative creano una cornice appropriata per l'inaugurazione della BIBLIOTECA POPOLARE (c/o via Garibaldi 210) che nasce dalla volontà degli occupanti di via Garibaldi 210 di continuare il percorso di rivalutazione storico e culturale cominciato con l'occupazione del 25 Agosto.
In questa dimensione va letta la mostra fotografica vicoli chiusi, un intenso susseguirsi di scatti sulle pratiche istituzionali di 'valorizzazione' dei vicoli pulsanti di storia della meravigliosa e abbandonata città vecchia. Mostra che ambisce ad evolversi e completarsi mediante scatti sulle pratiche di autorganizzazione ed autorecupero che speriamo si diffondano sempre di più in tuto il territorio tarantino. Una strada per realizzare questa ambizione verrà segnata il 28, presso la biblioteca popolare, quando la mostra verrà arricchita dagli scatti sul recupero del ex-ostello della gioventù rendendo evidente cosa intendiamo per SPAZI APERTI

-26 DICEMBRE 2013:
VIDEOPROIEZIONE 'URBAN II:" LA GRANDE TRUFFA"
+ ZIO UMBERTO DJ-SET (PUNK-ROCK-
PROGRESSIVE).

-27 DICEMBRE 2013: MOSTRA FOTOGRAFICA "VICOLI CHIUSI" + CENA POPOLARE.

-28 DICEMBRE 2013: APERTURA BIBLIOTECA POPOLARE + MOSTRA FOTOGRAFICA "VICOLI CHIUSI E SPAZI APERTI( DAL DEGRADO ALL'AUTORECUPERO)" + APERITIVO MUSICALE.

-29 DICEMBRE 2013: PRESIDIO AL MERCATO VIA DI MEZZO, ORE 10.00, "BASTA CROLLI, BASTA POLITICI" + PROIEZIONE SULLA TARANTO NEGLI ANNI '60  " L'INIZIO DELLA SIDERUGIA" + BRUSCA DJ SET.

26 E 27 COMITATO DI QUARTIERE CITTA' VECCHIA.
28 E 29 BIBLIOTECA POPOLARE CASA OCCUPATA VIA GARIBALDI 210.

INIZIO INIZIATIVE ORE 18.00.

sabato 28 settembre 2013

Una trasformazione orizzontale

Comunicato di Legambiente Taranto
 
Domenica 29 settembre alla Salinella inaugurazione della piazza-giardino creata da Legambiente e Centro Servizi Volontariato tra via Lago di Monticchio e via Golfo di Taranto: un esempio di rigenerazione urbana sostenibile.
Ti invitiamo a partecipare!L'appuntamento è alle ore 9.00 con Puliamo il Mondo: ripuliremo l'area che abbiamo trasformato in un giardino con giochi per i bambini, panchine e tanti alberi. Alle ore 11, con la presentazione dell'intervento effettuato, l'inaugurazione: sul nostro sito trovi - intanto - maggiori particolari www.legambientetaranto.it 
Per raggiungerci: proveniendo da Corso Italia, supera prima Viale Magna Grecia e poi lo svincolo per Via Ancona, imbocca Via Lago Maggiore (l'ampio viale che costeggia l'abitato - alla tua destra- con lo stadio alla tua sinistra) e percorrila sino in fondo dove la strada fa una curva a destra. Subito dopo la curva, appena possibile, gira ancora a destra: sei arrivato...
Ti aspettiamo!
Puliremo anche le aree limitrofe, sporcate non solo da qualche cittadino incivile, ma soprattutto dai rifiuti abbandonati dagli operatori del mercato. A tal proposito, chiediamo con forza un intervento del Comune: occorre infatti vigilare affinché gli ambulanti conferiscano i loro rifiuti negli appositi cassonetti e non li abbandonino in strada e soprattutto occorre dotare l'area di contenitori per la raccolta differenziata affinché i rifiuti prodotti dal mercato e del vicino mercato ortofrutticolo coperto - prevalentemente umido, ma anche tanta plastica e carta – non vadano in discarica ma siano differenziati.
Taranto continua ad essere fanalino di coda tra i capoluoghi pugliesi per le percentuali di raccolta differenziata irrisorie: i mercati e i negozi sono luoghi dove è indispensabile la differenziazione dei rifiuti, ma occorre che finalmente questo servizio sia assicurato in tutta la città.
E' di questi giorni l'annuncio dell'eliminazione dei cassonetti per i rifiuti indifferenziati a Talsano, Lama, San Vito. Quando partirà la raccolta porta a porta negli altri quartieri? E nell'attesa, possibile che non si riesca ad assicurare un'adeguata dotazione di cassonetti per la differenziata in città per consentire ai cittadini volenterosi di non dover fare chilometri per conferire i loro rifiuti differenziati?

In attesa di risposte  ...rimbocchiamoci le maniche...
Legambiente Taranto
e-mail: legambiente.taranto@legambiente.it

giovedì 31 gennaio 2013

Attacco alla Città Vecchia

Ed ecco ormai svelata la manovra speculativa dei palazzinari tarantini, l'unica industria alternativa a quella multinazionale. Bloccati da una città in contrazione dove non si vende manco più una cuccia per cani, i palazzinari si sono uniti per marciare sulla Città Vecchia e annodare il cappio della speculazione intorno al patrimonio comunale sull'isola, che ammonta ad oltre il 70%.
Un patrimonio, lo ricordiamo, che non viene da donazioni ma da espropri e deportazioni di massa fatti nel nome del Risanamento e solo per metà portati a termine.
Ora, dopo decenni di incuria, i palazzinari si presentano con il cilindro e il bastone a bussare alla porta di Stefano, il più debole e ignavo dei sindaci che la città abbia mai avuto, per chiedere i suoi gioielli in cambio di un tozzo di pane: qualche appartamento da cedere a canone agevolato per una ventina d'anni.
Già negli scorsi anni questa manovra era partita con il peggior progetto di rigenerazione urbana che sia stato prodotto da un comune pugliese dopo il varo della legge regionale. Talmente sfacciato nelle sue intenzioni speculative da essere bocciato dalla Regione per ben due volte.
Alla fine, forti del panico da Ilva e dietro l'incalzare dei crolli, i palazzinari hanno ottenuto il piano e ora parte la manovra di aggiramento per chiamare gli investitori allocchi d'Italia per finanziare abbattimenti e ristrutturazioni all'insegna di una qualità edilizia a prova di geometra di provincia.
Andranno a Milano a dipingere gondole sulle rive del Mar Piccolo per vendere come possibile paradiso immobiliare il centro delle contraddizioni della città meno turistica d'Europa.
Forse chi ha detto che al peggio non c'è mai fine era di queste parti...


Taranto e il suo patrimonio al centro prossimo EIRE a Milano. Marinaro: “Progetto che valorizzi isola antica”

Taranto e il suo patrimonio immobiliare al centro di un incontro tra i vertici di ANCE Confindustria locali e Antonio Intiglietta presidente di EIRE, una delle più grandi fiere internazionali del Real Estate che si tiene ogni anno a Milano. In poche parole il grande business del patrimonio immobiliare che ogni anno in primavera viene posto all’attenzione dei grandi investitori e dei grandi Fondi d’investimento del settore.
DIGITAL IMAGEUn appuntamento che quest’anno si svolgerà dal 4 al 6 giugno e che su 25mila metri quadrati di superficie espositiva presenterà sui tavoli di intermediazione immobiliare internazionale anche una fetta della Puglia da valorizzare e probabilmente una importante porzione di Taranto con la possibilità di mettere in vetrina potenzialità immobiliari che potrebbero riguardare diversi settori: dal turistico-ricettivo al retail e commerciale, dai centri storici da rivalutare al social housing al terziario e residenziale.
«Stiamo valutando l’ipotesi di presentare un progetto che valorizzi il sistema Taranto partendo dai programmi di rigenerazione urbana che dovranno riguardare al più presto l’isola antica – dice Antonio Marinaro, presidente di ANCE Taranto – ma siamo più che mai convinti che la vetrina che il territorio, compresa la sua provincia, potrà conquistare in ambito internazionale sia anche un ottima occasione per non svendere o peggio ancora lasciare in abbandono vaste aree di pregio consentendo così agli operatori, ad esempio, di agire con il pubblico per valorizzare al meglio il patrimonio».
Così ANCE candida autorevolmente Taranto ad EIRE 2013, forte dell’impegno regionale per una presenza qualificata delle potenzialità del sistema Puglia nel campo della trasformazione urbana e valorizzazione dei patrimoni immobiliari pubblici.
Ambizioso progetto condiviso anche da Antonio Intiglietta che non esclude nel book elettronico del “The Best of Italy” (stilato ogni anno dall’organizzazione dell’EIRE e sottoposto all’attenzione degli investitori internazionali- ndr) una presenza più che qualificata della progettualità made in Taranto.
Un appeal che sembra essere confermato anche dall’alto valore di patrimonio demaniale e pubblico immediatamente disponibile alla riqualificazione.
Taranto, seconda solo a Roma in termini di beni demaniali, potrebbe essere dunque uno dei laboratori più interessanti dell’EIRE di quest’anno e attrarre così opportunità capaci di ridisegnare il futuro della provincia ionica. Città come Bologna, Torino e vaste aree di territorio della Toscana hanno già segnato importanti best practice in questo settore. Ma anche al Sud esistono esempi virtuosi come quello dell’isola di Ortigia a Siracusa totalmente recuperata grazie ad una serie di interventi di tutela e recupero del centro storico.
«Ma noi saremo in grado di attrarre investimenti – ha detto Intiglietta – solo se saremo capaci di presentare progetti maturi, con capacità gestionale certa e interlocutori certi».
Insomma, le valorizzazioni riuscite e i modelli vincenti chiamano a responsabilità non solo chi progetta e investe, ma anche e soprattutto le istituzioni e gli enti locali chiamati a sostenere le leve del cambiamento.
Alla riunione, a tal proposito, erano presenti l’assessore al patrimonio del Comune di Taranto, Barbara Scozzi, il sindaco di Palagianello, Labalestra e gli assessori al turismo e ai lavori pubblici del Comune di Castellaneta, Angelillo e Rubino.
Nel corso dell’incontro è stata ufficialmente chiesta ai rappresentanti degli enti locali presenti la possibilità di un confronto più serrato con le amministrazioni comunali al fine di poter coordinare un gruppo di lavoro che lavori sulla individuazione dei progetti da presentare ad EIRE 2013 nell’ambito dell’iniziativa promossa dalla Regione Puglia alla quale ANCE Taranto ha aderito. (Quotidiano Italiano)

martedì 24 gennaio 2012

Ancora dubbi sulla rigenerazione e una proposta d'incontro

A riguardo del controverso progetto comunale di "Rigenerazione Urbana", il Comitato di Quartiere "Città Vecchia" rileva che tale progetto, lungi dal rappresentare un'occasione importante di dialogo con la città da parte delle autorità locali, le vede invece procedere nel tradizionale stile delle nostre amministrazioni cittadine, influenzabili soltanto da chi abbia un peso sociale rilevante. Dopo la pubblica, motivata bocciatura di Confcommercio e Confesercenti si è aggiunto in seguito, a qualificare negativamente il progetto, il documento inviato all'Amministrazione Comunale dall'Ordine degli Architetti, che definisce il piano di rigenerazione, così com'è stato formulato, "sommario e privo di effettiva strategia urbanistico-territoriale", rilevando inoltre che "non solo non è stato messo a punto con la partecipazione degli abitanti ma, prima della sua adozione definitiva, non vi è stato alcun dibattito politico-culturale mirante alla condivisione delle scelte".
Tornano in mente alcune avvisaglie importanti: l’insostenibile leggerezza con la quale sono stati letteralmente dissipati occasioni e fondi messi a disposizione dall’Unione Europea con i progetti Urban II e l'assurda, recente operazione di divisione, mediante “panettoni” di cemento e cancello di ferro, di piazza San Francesco in Città Vecchia, a cui gli abitanti hanno reagito con civile e fermo dissenso, avanzando proposte che restano, al momento, inascoltate e sepolte, come le “chianche” del basolato storico di via Duomo riseppellite da strati di bitume.
Per quanto riguarda la conosciuta realtà in cui vive, il Comitato di Quartiere Città Vecchia chiede a chi di competenza di rendere pubblica informazione circa lo stato di avanzamento del Piano urbanistico di Rigenerazione e invita cittadini, realtà di base e tutti coloro che hanno a cuore l’isola ed i suoi abitanti - con il loro bagaglio “diffuso” di cultura popolare e memoria storica - a partecipare ad una nuova assemblea pubblica, che si terrà giovedi 26 Genn., alle ore 19.00, in via Paisiello, presso i locali del Comitato di Quartiere Città Vecchia, per decidere delle prossime iniziative da adottare in merito.

“TARANTO VECCHIA E’ TARANTO!”

venerdì 9 dicembre 2011

Una battaglia condivisa!

Ecco il testo sottoposto dal Comitato per Taranto alla cittadinanza tarantina che ha sostenuto questa iniziativa sottoscrivendola pienamente insieme ad altre associazioni: Altamarea, Ass. Terra delle Gravine, Ass. Libera, Rinascita civica, CittAttiva, Osservatorio Rigenerazione Urbana, Casa per la pace di Grottaglie, Singoli Cittadini, WWF Taranto, LIPU, Le muse project, Legambiente, Amici di Beppe Grillo Taranto - Meetup 192.

La rotonda del lungomare è un bene di tutti non uno sterrato per parcheggiare!

Lo scorso mercoledì 7 dicembre il Comune di Taranto ha pubblicato l'"Avviso per la presentazione di proposte in project financing di interventi previsti nel programma triennale 2011/2013". Si tratta di "interventi fanno riferimento alla riqualificazione e completamento del polo sportivo al quartiere "Montegranaro-Salinella", alle attrezzature sportive per la scuola calcio, alla realizzazione del teatro di tradizione ex Fusco ed al parcheggio e piastra commerciale sulla rotonda del lungomare, alla ristrutturazione e completamento del palazzo Troylo".
In questo variegato pacchetto di offerte si legge ancora una volta la disperata richiesta di un Comune che annaspa nel programmare ed offrire servizi alla gente secondo una concreta strategia di rigenerazione organica di tutta la città.
Tra le mele marce in offerta ci sono sicuramente le grosse "rogne" di Palazzo Troilo e del Teatro di Tradizione (quale tradizione?), mentre fanno certamente gola il polo sportivo e, soprattutto, la piastra commerciale sul Lungomare.

Come quel naufrago che per capire se i fiammiferi erano ancora buoni non riuscì a trovare altro modo che accenderli uno per uno, il Comune in questi anni, di fronte ad un patrimonio ricchissimo e prezioso rovinato dall'incuria e dalla cattiva gestione, cerca di liberarsene, considerandolo un fastidioso oggetto di critiche, buono da svendere o regalare agli speculatori sempre in fila davanti alla porta di palazzo di città.

Di fronte alla possibilità di rivalutare una delle poche bellezze scampate ai saccheggi passati cioè il sistema del Lungomare con l'affaccio del Palazzo del Governo, sviluppando alla quota del mare banchine, passeggiate, locali e negozi che potrebbero arrivare, lungo la costa fino al viale Magna Grecia, la giunta Stefàno propone di riempire di auto e baracche di hot-dog una delle piazze più belle d'Italia!
Stiamo parlando di un'autentica e rara testimonianza di una stagione fondamentale per lo sviluppo del Borgo, di un esempio di quella monumentalizzazione urbana che faceva di Taranto la porta e la guida per la visione della nuova città italiana, mediterranea e coloniale. Condivisibile o meno sul piano politico, si tratta di un'opera architettonica integrale, scenograficamente riuscita ed ancora oggi validissima come scenario aperto polifunzionale per eventi su grande scala. Tutti noi abbiamo giocato o portato i nostri figli su quella Rotonda!

Inoltre, aprire ulteriori parcheggi e togliere spazi a pedoni e biciclette vuol dire attrarre altre automobili, incrementando ancora il traffico e la congestione della città. E' una politica perdente e vecchia, ormai superata persino da città a noi vicinissime come Bari che è investe da dieci anni in parcheggi di scambio esterni, aree pedonali, piste ciclabili.

Con questo comunicato chiediamo che venga ritirato il bando e che la giunta Stefàno cambi politica nei riguardi dei beni pubblici. Chiediamo che abbia il coraggio di dire a noi cittadini cosa vuol fare con il nostro patrimonio, sottoponendo al giudizio di tutti le decisioni che riguardano la bellezza, il futuro e la memoria della città!

martedì 20 settembre 2011

Questa sera la Città Vecchia parla di rigenerazione

Rigenerazione urbana, housing sociale, partecipazione.

Se ne parla martedi 20 settembre, alle ore 20, in un incontro nell'isola... che c'è.
Al Comitato di Quartiere “Città Vecchia”, c/o Arco Paisiello.


Con la stesura del Documento Programmatico di Rigenerazione Urbana da parte del Comune di Taranto, così come previsto dall'articolo 3 della Legge Regionale n. 21 del 29 Luglio 2008, si dichiara aperta una “nuova” stagione urbanistica per le sorti del capoluogo jonico. Nelle intenzioni, la rigenerazione urbana vuole essere una “sperimentazione” in grado di rinnovare la sostenibilità, la qualità della vita, l'ambiente, le politiche sociali e non per ultime – dato che ne sono sempre una conseguenza - quelle economiche delle aree urbane, con particolare riferimento ai centri storici. Cose che, sulla carta, avevamo già letto su di un altro progetto che recava l'insegna “Urban II” e che forse, non a caso, ritroviamo nel DPRU, insieme alla pianificazione strategica di Area Vasta e degli ambiti di intervento. Una dichiarazione di intenti al momento priva, nella sostanza, di una visione concreta, di progettualità, in altre parole di una chiara definizione di quella che sarà la città di domani. Perchè innanzitutto mancano dalle argute analisi territoriali, gli “attori principali”, ovvero gli abitanti della città vecchia, coloro che hanno un ruolo fondamentale per garantire un progressivo miglioramento della qualità della vita e degli spazi urbani vissuti, i reali “portatori d'interesse”. Ma ciò che forse desta maggior preoccupazione è la superficiale riflessione sull'uso e sulla tutela del patrimonio edilizio e sulla compatibilità delle politiche abitative e di sostenibilità con lo strumento dell'housing sociale, una commistione tra pubblico e privati fortemente sbilanciata verso questi ultimi, che strizza probabilmente l'occhio agli appetiti di una parte dell'imprenditoria locale vocata alla “politica del mattone”, più che a quella partecipazione e dell'inclusione sociale.

Queste, ed altre, saranno le tematiche oggetto di una riunione pubblica che si terrà in Via Paisiello, presso il Comitato di Quartiere “Città Vecchia”, con lo scopo di costituire un “Osservatorio sulle politiche urbanistiche” che, alla presenza degli abitanti del quartiere e con il contributo di tecnici e professionisti locali, analizzerà i processi in atto confrontandoli con quelli, già attuati o ancora in itinere, che stanno interessando i centri urbani di diversi Paesi europei.


Comitato di Quartiere “Città Vecchia”, tel. 099. 4716012
comitato.di.quartiere@email.it
www.comitatodiquartiere.blogspot.com