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venerdì 6 giugno 2014

Nella più totale indifferenza

Raccolta differenziata. In Puglia è sopra il 25%. E a Taranto? E' un mistero!

Ecco i dati percentuali della Raccolta Differenziata in Puglia nel 2014, pubblicati sul portale della Regione Puglia: Gennaio, 24.71%. , Febbraio, 25.21%. , Marzo, 26.66%. , Aprile, 26.59%. Cifre ancora insoddisfacenti (con molti comuni che non hanno ancora trasmesso i dati  di marzo e di aprile) che testimoniano di una crescita  lenta.
E a Taranto? Gennaio11,49% , Febbraio 11,35%.  Poi ....non si sa: sul portale non ci sono altri dati: o non sono stati comunicati o la relativa comunicazione si è persa!
Sono comunque cifre bassissime, addirittura inferiori a quelle registrate nel 2013 dove si registrarono percentuali a gennaio del 13,97% e a febbraio del 14, 66%.
Quel che è peggio è che la raccolta differenziata  nella nostra città sembra scomparsa anche dalle questioni all'ordine del giorno, con l'eccezione di un recente comunicato dell'AMIU  in cui si lamenta la scarsa collaborazione di utenti e operatori  del mercato ortofrutticolo all'ingrosso che, per l'azienda, starebbe seriamente ostacolando il potenziamento della raccolta differenziata all'interno del mercato stesso.
Ricordiamo ancora le dichiarazioni dell'assessore al'Ambiente riportate dalla stampa a fine 2013 "Negli ultimi tempi abbiamo purtroppo accantonato un po' il discorso differenziata a causa dei problemi dell'Amiu.Ma ora ci stiamo puntando"
Più recentemente, a metà aprile, l'AMIU indicava che: "Il più urgente degli obiettivi, è l'aumento della percentuale di raccolta differenziata. Un dato che dovrà aumentare per evitare l'applicazione dell'eco tassa (e in questo senso sarà discriminante il coinvolgimento delle grosse utenze) e consentire minori conferimenti in discarica e maggiori risparmi (un passo in avanti sarà compiuto con l'avvio del servizio "porta a porta" nei quartieri Paolo VI, Tamburi, Talsano, Lido Azzurro, coinvolgendo inoltre tutte le utenze commerciali della città). Questo risultato, ovviamente, dovrà fondarsi sulla ritrovata collaborazione con i cittadini. L'azienda e il Comune, quindi, studieranno criteri di premialità che terranno conto anche della costanza con la quale la raccolta differenziata è stata praticata in questi anni, dai semplici cittadini fino alle utenze commerciali".
Siamo arrivati a giugno e  non abbiamo notizie dell'avvio del servizio "porta a porta" nei quartieri Paolo VI, Tamburi, Talsano, Lido Azzurro.
La legge regionale 38/2011 prevede che scatti l'ecotassa per i comuni che entro giugno  non facciano registrare un incremento del 5% di raccolta differenziata:
Taranto ha avuto tutto il tempo per raggiungere dati accettabili di raccolta differenziata dei rifiuti e invece, e' un dato di fatto inoppugnabile, solo per superare la soglia del 10% ci sono voluti anni. Torniamo a chiedere, per l'ennesima volta, all'Amministrazione Comunale di Taranto di passare  dalle parole ai fatti. (Legambiente)

mercoledì 19 marzo 2014

Solidarietà e lavoro!

SABATO 22 MARZO CORTEO AI TAMBURI PER IL LAVORO - Invitiamo tutti ad esserci: disoccupati, lavoratori, abitanti del quartiere, comitati, associazioni e movimenti di lotta. APRIAMO LA BATTAGLIA PER SALUTE E LAVORO A TAMBURI (Tarantocontro)

lunedì 17 dicembre 2012

La vergogna delle promesse mai mantenute

COMUNI RICICLONI PUGLIA 2012

5^ edizione del rapporto regionale dedicato ai rifiuti ed allo stato della Raccolta Differenziata in Puglia
Decisamente negativo il trend per Taranto con solo il 8,9%
Monteparano (Ta) con il 73,2% di RD si aggiudica per la terza volta consecutiva il premio di Comune Riciclone in Puglia

Deludenti invece i risultati conseguiti dai Capoluoghi di Provincia nella raccolta differenziata: Andria è l’unico capoluogo ad avviare il sistema ‘porta a porta’, Brindisi al 1° posto della classifica ma solo con il 28,2% di RD mentre Foggia è fanalino di coda con un disastroso 2,9%

Legambiente:“ Andria in pochi mesi al 69% di differenziata, ma per il resto lo scenario resta desolante. Grave errore ipotizzare la proroga della nuova ecotassa regionale: lo smaltimento in discarica si combatte aumentandone i costi” (Legambiente)

domenica 18 novembre 2012

Alt(r)Italia!

In Valle d'Aosta vince il referendum contro qualunque modo di bruciare i rifiuti

 Il referendum propositivo promosso da Valle Virtuosa e da altre associazioni supera il quorum del 45% di partecipazione e sfiora il 50%. I "sì" sono il 94%. Sconfitta l'iniziativa della Giunta Regionale per un "piro-gassificatore"


I promotori del referendum in Valle d'Aosta considerano il successo come "storico" perchè ottenuto su una formula di referendum propositivo e contro un impianto più avanzato degli inceneritori classici. I favorevoli all'impianto avevano invitato a disertare le urne, ma il quorum era del 45% e la partecipazone ha sfiorato il 49% soprattutto grazie alle donne, tra le quali ha superato di un pelo il 50%. Come prevedibile i "sì" hanno prevalso in modo schiacciante: il 94,02% contro il 5,98% di no.
Ecco il quesito approvato:
"Volete che sia approvata la proposta di legge regionale di iniziativa popolare n. 177/XIII, recante “Modificazione alla legge regionale 3 dicembre 2007, n. 31 (Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti)”, pubblicata nel B.U.R. n. 34 del 16 agosto 2011 e depositata presso la Segreteria generale del Consiglio regionale in data 29 dicembre 2011".
Quindi il referendum era propositivo perchè puntato sull'approvazione di una legge che introduce un ciclo completo che rende superflui i grandi impianti. In particolare, la legge prevede l’adozione di un piano regionale di riduzione dei rifiuti, l’incremento di recupero di materia, l’introduzione di un sistema di tariffazione puntuale, la collaborazione con altre regioni per il recupero energetico. E soprattutto, esclude la possibilità che vengano costruiti impianti inceneritori o più genericamente di smaltimento a caldo dei rifiuti urbani ed assimilati.
Questa è la parte del testo che riguarda l’argomento specifico e più delicato:
Articolo unico (Modificazione all’articolo 7)
1. Il comma 5 dell’articolo 7 della legge regionale 3 dicembre 2007, n. 31 (Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti), è sostituito dal seguente: “5. In considerazione delle ridotte dimensioni territoriali della regione e dei limitati quantitativi di rifiuti prodotti, in conformità agli obiettivi di cui all’articolo 10, comma 1, al fine di tutelare la salute e di perseguire criteri di economicità, efficienza ed efficacia, nel ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti speciali non pericolosi, non si realizzano né si utilizzano sul territorio regionale impianti di trattamento a caldo quali incenerimento, termovalorizzazione, pirolisi o gassificazione”. (Ecodallecittà)

martedì 28 febbraio 2012

Raccolta differenziata "sperimentale" a Taranto?

Pensieri e parole sulla raccolta differenziata sperimentale in pieno “conflitto di interessi”. Ebbene si, stavolta non parla la giornalista ma la cittadina, domicliata nel Borgo di Taranto. Da qualche tempo, avevano posizionato i contenitori della differenziata sperimentale, umido e multimateriale eccetto il vetro, nelle tre scale dello stabile, angolare, con affacci in due strade: beh sono stati già sfrattati!
Consegnarono le pattumiere piccole marroni biologiche, senza avvisare, lasciandole nei pianerottoli degli appartamenti, con una scorta di sacchetti sumus destinati a conservare l'umido ed un volantino. Forse, avrebbero dovuto spiegare meglio il tutto ad ogni condomino, e non solo al portiere o all'amministratore condominiale?
Il 20 febbraio 2012 era la data di inizio di conferimento dei sacchetti sumus nei contenitori marroni destinati all'umido a piano terra, vicino al portone, uno a scala, con affianco un contenitorre blu (carta, plastica, metallo): i due contenitori si chiudono ermeticamente a scatto, e quindi poi ogni volta ci vuole una chiave, consegnata al portiere, per riaprirli; i contenitori misti erano piccoli, si riempivano subito, quelli dell'umido venivano lasciati aperti, per consentire a tutti di usarli quando il portiere era assente.
Qualcuno, convinto di essere di fronte a qualche emergenza igienico sanitaria, si è opposto ed ha richiesto di spostare i bidoni all'esterno.
Tristemente, sono finiti in Piazza Garibaldi. Da questa vicenda, si possono trarre consigli sul comportamento: informare bene ogni residente, per evitare si senta “minacciato” dai contenitori dell'umido e spiegargli che quei sacchetti sumus serviranno a fare fertilizzanti verdi all'unità di compostaggio. O almeno questo si spera; trovare un compromesso sul giorno di conferimento dell'umido e coinvolgere tutti, non lasciandoli soli nella libera e confusa interpretazione delle regole di raccolta.
Perchè, se l'obiettivo è aumentare la raccolta differenziata e alimentare la catena del riciclo, converrebbe no?
Un vero rammarico, vedere quei bidoni ammucchiati, chiusi a chiave, sul ciglio di Piazza Garibaldi, mentre dovrebbero essere a servizio dei condomini. Così va a finire nelle altre sperimentazioni? Alla fine, vengono sempre sfrattati con delusione dei cittadini più attivi e disposti a collaborare e indifferenza degli altri?
Non sarà questo il motivo del difficile decollo della raccolta differenziata porta a porta, che poi è portone a portone?
(Francesca Rana)


giovedì 23 febbraio 2012

Comunicato stampa di Legambiente

Promessa e promossa, la raccolta differenziata è ancora ‘un bidone’ vuoto.
Troppo bassa la percentuale di rifiuti riciclabili a Taranto:
è tempo di passare dalle parole ai fatt
i

“Comune di Taranto: questa mattina l'azienda ".….." mi consegna (senza preavviso) i contenitori per la raccolta differenziata. Chiedo : quando parte, come si svolgerà? Risposta "non si sa, mò prendili, leggi la carta che sta dentro, poi te lo dice la televisione"


Abbiamo riportato lo sconcertato post che in questi giorni un cittadino del quartiere di Lama ha pubblicato su Facebook.

La raccolta differenziata è stata più volte oggetto di annunci da parte dell’amministrazione Stefàno e del presidente della municipalizzata Amiu, Pucci, che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti a Taranto. Svariati i progetti lanciati che poco o nulla hanno contribuito a migliorare la percentuale di rifiuto differenziato della città capoluogo, da anni triste fanalino di coda nella classifica di quelle italiane. A fronte di un dato, già di per sé pessimo, dell’ 11,6% di raccolta al sud d’Italia, Taranto si attesta, nel 2010, intorno ad un 8,7%, percentuale che tendenzialmente diminuisce nel 2011 anno per cui i dati definitivi non sono ancora disponibili.. Sperimentale, e approssimativa aggiungiamo noi, è ancora la raccolta ‘palazzo a palazzo’ nel quartiere Solito Corvisea. Tutto è ancora affidato alla buona volontà dei cittadini che non sono nemmeno ben informati su come suddividere i rifiuti e questo inficia la qualità della raccolta. Nulla è la collaborazione degli esercizi pubblici: pizzerie e fruttivendoli, ne siamo testimoni, smaltiscono abitualmente umido e vetro nei contenitori del tal quale. La tante volte annunciata raccolta differenziata nelle contrade di Lama e San Vito pare sia partita da una decina di giorni, ma i residenti, presi alla sprovvista come si evince dal post in apertura, non ne sanno granché. In città i cassonetti adatti allo scopo sono pressoché spariti; di tanto in tanto è possibile individuarne qualcuno per la raccolta indiscriminata di carta, alluminio e plastica, quasi sempre strapieno e dunque inutilizzabile. Nemmeno la raccolta differenziata più facile da gestire è stata organizzata. Bar, pizzerie, ristoranti, supermercati, fruttivendoli, smaltiscono tutto nei normali cassonetti ed è un dolor di cuore vedere tutto quel materiale sprecato e destinato alla discarica. Basta fermarsi davanti ad uno dei mercati rionali per avere conferma di quanto descriviamo: plastica, legno, umido e perfino scarti di macelleria, tutto nello stesso cassonetto.


Altro discorso per le isole ecologiche che devono raccogliere quello che pochi cittadini volenterosi differenziano. Poche e alcune, come quella del quartiere Salinella che appare come un indegno cumulo di rifiuti ingombranti, difficilmente raggiungibili a piedi, sono spesso in attesa di “nuove disposizioni” e non consentono con continuità lo smaltimento di batterie o di olio esausto, nè prevedono quello dell’umido.

Bene la formazione dei bambini che l’Amiu e l’amministrazione comunale hanno avviato nelle scuole con il progetto RI-CICLO-NE, ma gli alunni ‘puliziotti’, come sono chiamati gli studenti che vi hanno partecipato, e le loro famiglie dovranno pur essere messi nelle condizioni, prima, e obbligati, poi, di onorare il loro diritto/dovere.

Ma è proprio tanto difficile realizzare un progetto virtuoso? Come si legge nel dossier Comuni Ricicloni che Legambiente ha prodotto per il 2011, il comune di Salerno ha raggiunto il 70% di raccolta differenziata in meno di due anni, grazie al sistema domiciliare esteso a tutta la città per i suoi 140mila abitanti, una percentuale impensabile fino a qualche tempo fa per un capoluogo di provincia, soprattutto in una regione difficile come la Campania. Stesso discorso per le raccolte domiciliari secco/umido attivate con ottimi risultati in una parte delle città di Napoli e Palermo. Al nord, nella città di Torino, la raccolta domiciliare integrata ha raggiunto la quota di oltre 400mila abitanti serviti, con una percentuale di differenziata compresa tra il 43% ed il 71%, e una media del 61%. Nelle Marche dove il consorzio Cosmari gestisce il ciclo dei rifiuti per 300mila abitanti in 57 comuni maceratesi, la percentuale di raccolta differenziata per tutto il bacino ha raggiunto il 70%. Più vicino a noi, il comune di Statte ha intrapreso un percorso che consentirà a breve di eliminare tutti i cassonetti dalla strada e di portare a regime la raccolta differenziata.

“La strada per avviare il ciclo dei rifiuti di tutto il Paese verso gli standard europei è ormai tracciata – ha dichiarato Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente -. Gli obiettivi della nuova direttiva europea sui rifiuti e della legge italiana di recepimento sono chiari: entro il 2013 occorre varare un programma nazionale di prevenzione ed entro un anno si deve raggiungere il 65% di raccolta differenziata da avviare a riciclaggio. Per raggiungerli serve promuovere le politiche di prevenzione, la raccolta domiciliare e la tariffazione puntuale in tutte le città italiane, completare la rete impiantistica per il recupero, soprattutto della frazione organica, e il trattamento dei rifiuti per minimizzare lo smaltimento in discarica, i cui costi dovranno essere aumentati anche rivedendo lo strumento dell’ecotassa regionale. Solo così riusciremo a voltare pagina una volta per tutte rispetto all’immagine del Paese delle emergenze rifiuti che ci ha contraddistinto più volte negli ultimi anni anche a livello internazionale”.

A Taranto, la rete impiantistica è assolutamente completa e persino sovradimensionata: chiediamo, pertanto, al Sindaco ed al presidente dell’Amiu di passare una volte per tutte dalle parole ai fatti, di concretizzare i buoni propositi e di attuare tutte le buone pratiche che consentano alla città di scalare la classifica dei comuni ricicloni che la vede, come purtroppo altre riconducibili ai comportamenti ecocompatibili, da troppo tempo agli ultimi posti.

martedì 10 gennaio 2012

NON GETTATE VIA GLI ALBERI DI NATALE: CHIAMATE!


Ma che fine fa l'abete quando finiscono le feste?
Ci pensiamo noi a selezionare gli abeti nelle condizioni giuste per essere ripiantati.. La raccolta straordinaria degli abeti si tiene dal 2 gennaio al 28 febbraio. Non lasciamo che finisca una VITA!
Seppur un albero merita di vivere. Ovunque tranne che al macero!

NON BUTTARLO!!
contattaci !! verremo personalmente a ritirarlo !!!
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E SE L 'ABETE NON HA LA RADICE?
l’abete, specie quello senza radici. Chi ha sfruttato le cime recise o i rami del sempreverde per ornare la casa durante le feste, anziché portarli in discarica o smaltirli, può consegnarli A NOI che li raccoglierà in fascine e li depositeremo sui fondali marini... Con i rami e le fascine si costruiscono le legnaie per la riproduzione ittica. Utilizzate da sempre dai pescatori, una volta posate sul fondale costituiscono l’habitat ideale nel quale possono proliferare i pesci, che lì depongono lunghi nastri di uova che, aderendo ai rami sommersi e alla vegetazione acquatica, proliferano.

giovedì 24 novembre 2011

La differenziata? Ce la spartiamo noi...

Ah se solo le elezioni si facessero ogni anno!!!
Solito slogan per soliti amici di amici che ci mangeranno... pardòn lavoreranno.
Vedremo!


Raccolta differenziata dei rifiuti, via al progetto con il coinvolgimento dei Comuni

Concertazione e collaborazione istituzionale: su questi due presupposti la Provincia di Taranto ha perfezionato tre progetti di formazione. Il primo per la sensibilizzazione alla raccolta differenziata dei rifiuti, il secondo per contrastare il fenomeno la dispersione scolastica, il terzo rivolto agli studenti per favorirne l'educazione sanitaria e la prevenzione della malattie sessualmente trasmissibili.
Questa mattina sono stati il presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido e l'assessore provinciale alla Formazione e al Lavoro, Luciano De Gregorio, ad illustrare i dettagli dei diversi percorsi formativi. Braccio operativo dell'Amministrazione provinciale sarà la società Taranto Isolaverde, in particolare per quanto riguarda il progetto sulla raccolta differenziata. A questo proposito è stato infatti siglato un protocollo di intesa con gli assessorati all'Ambiente e al Lavoro. La Provincia di Taranto coinvolgerà tutti i 29 comuni di Terra Ionica per sensibilizzare i cittadini ad una gestione responsabile dei rifiuti. In termini di differenziata – è stato rilevato questa mattina da Florido e De Gregorio – registriamo ancora un livello molto basso, certamente c'è molto da fare e sarà utile coinvolgere soprattutto gli studenti e le nuove generazioni. La dotazione finanziaria per questo progetto è di 315mila euro; previsto il monitoraggio continuo delle attività con una rendicontazione trimestrale all'insegna della trasparenza e della correttezza istituzionale.
Per le altre due azioni formative le risorse complessivamente a disposizione sono 165mila euro: 100mila per la lotta alla dispersione scolastica, 65mila euro per l'educazione sanitaria degli studenti degli istituti superiori di Terra Ionica.
Ma l'occasione è servita al presidente Florido anche per comunicare agli organi di informazione un altro dato positivo riguardante l'attività amministrativa svolta in questi ultimi anni: secondo uno studio pubblicato sul quotidiano economico "Il Sole 24 Ore, la Provincia di Taranto si attesta tra le Amministrazioni provinciali meno indebitate, occupando un lusinghiero decimo posto in questa speciale classifica.
La più indebitata, Cosenza, registra un indebitamento pro capite di 591,1 euro mentre il dato di Taranto è di 51,4 euro.
All'incontro con i giornalisti hanno partecipato anche Gerardo Giusto e Francesco Cannata, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Taranto Isolaverde. (Provincia)

giovedì 3 febbraio 2011

Un convegno a Bari sulla strategia dei rifiuti zero

L'Italia dei Valori, partito che ha promosso il convegno, dovrà confrontarsi sull'importante e scottante tema della strategia dei rifiuti zero. Tema che però, è stato finora ignorato dall'assessore regionale all'ambiente Lorenzo Nicastro, massimo rappresentante in regione dell'IDV. Saremo curiosi di conoscere il suo parere sulla strategia dei rifiuti zero, e capire se in futuro l'assessore si impegnerà nel perseguimento di questo importante obiettivo-strategia nella gestione dei rifiuti in Puglia.

Ci piacerebbe anche conoscere l'opinione del presidente della Provincia di Bari Schittulli, che si è anch'egli distinto per iniziative poco (- anzi per niente) eco-sostenibili in tema di gestione dei rifiuti. Ricordiamo il suo intervento pro-inceneritore:




Nella Provincia di Taranto, di inceneritori ne abbiamo due - uno privato ed un altro pubblico.
Uno sito tra Taranto e Statte e l'altro vicino a Massafra - del gruppo Marcegaglia (dove accanto ad un inceneritore e alla discarica ci sono degli agrumeti - molto probabilmente arrivano nelle nostre case col marchio IGT: il marchio che qualifica gli agrumi prodotti in determinati territori, appunto il territorio della monnezza!).


Ma noi a Taranto, non ci facciamo mancare mai nulla: con una Percentuale di raccolta differenziata pari all' 8,576 % - contro un 65% di raccolta differenziata che dovremmo raggiungere entro il 2012! - abbiamo più di 70 discariche sparse qua e là per tutto il territorio provinciale.... più di tre discariche di rifiuti speciali... e ci fermiamo qui per non tediarvi, ma l'elenco degli eco-mostri presenti in tutta la provincia è lungo!

Allora sarebbe bene montare la protesta là a Bari questo sabato, per far sentire ai baresi e a tutti i presenti - Nicastro e Schitulli compresi - la nostra rabbia e le ragioni di un vasto movimento che ha portato tanti cittadini della Provincia a mobilitarsi davanti alle discariche.

E' necessario dunque rafforzare quell'unità che si è venuta a creare tra gli abitanti di Lizzano, Statte, Grottaglie, Fragagnano,Taranto, Carosino, Sava per opporsi ad una insana politica di gestione di rifiuti. Un ciclo dei rifiuti che qui in Puglia è fortemente esposto a rischi di “intromissione criminale" - come ha oltrettutto denunciato il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.

Allora la speranza è che almeno un tarantino (magari uno studente... chissà!) possa presentarsi sabato a Bari per denunciare una situazione divenuta oramai intollerabile.

Si presenta comunque il convegno molto interessante soprattutto per la presenza di alcuni dei esperti italiani nel riciclo. Quindi vale assolutamente la pena andare a Bari!

L'appuntamento è:

presso la sala del Consiglio Provincia di Bari ( Via N. Sauro,29 - Bari) per il giorno 05/02/2011 a partire dalle ore 9.30 alle 17.00.

Il Programma:

ore 09.30 - Apertura lavori

Francesco Schittulli
Presidente della Provincia di Bari

Lorenzo Nicastro
Assessore alla Qualità dell' Ambiente - Regione Puglia

Orazio Schiavone
Presidente Gruppo consiliare IDV Regione Puglia

Sebastiano De Feudis
Coordinatore Regionale IDV Puglia

Paolo Brutti
Resp.le Naz.le IDV Ambiente, Territorio e Infrastrutture

Alessio Ciacci
Ass.re all’Ambiente Comune di Capannori (Lu)

- Rifiuti zero da utopia a realtà

Luca Fioretti
Presidente naz.le ass. Comuni Virtuosi

- Verso Rifiuti Zero. Verso la piena sostenibilità. Senza se e senza ma!

Raphael Rossi
Esper - Torino

- Verso rifiuti zero: dalla Raccolta Differenziata spinta alla prevenzione. Esperienze nazionali ed europee

Enzo Favoino
Scuola Agraria del Parco di Monza

- Le strategie complessive per la minimizzazione del ricorso allo smaltimento e la centralità del recupero della sostanza organica

Roberto Cavallo
Coop. ERICA - Alba (Cuneo)

- Progettare la prevenzione dei rifiuti per una corretta gestione integrata dei rifiuti urbani.

_________________________

ore 13.00 - Pausa

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ore 14.00 Ripresa lavori

Dibattito

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Coordina e modera

Lucio Lugli

martedì 20 aprile 2010

Riduciamo le buste di plastica

L'Associazione dei Comuni Virtuosi promuove, insieme al WWF, Italia Nostra, FAI, Adiconsum, un'iniziativa volta a diffondere l'utilizzo delle borse riutilizzabili, invece dei sacchetti in plastica e monouso. Le adesioni continuano ad arrivare numerose, ad ora hanno dato il loro appoggio 2500 punti vendita di insegne come Esselunga, Unes, Simply Sma, Natura sì, Despar Triveneto e oltre cento Comuni, le regioni Molise e Umbria, tantissime province della Lomardia e dell'Emilia-Romagna.
La settimana nazionale costituisce il secondo evento, dopo la giornata internazionale "Plastic Bag Free" dello scorso 12 settembre, che viene lanciato nell'ambito della campagna nazionale "Porta la sporta!", con l'obiettivo di sensibilizzare ed informare l'opinione pubblica sull'uso ormai fuori controllo del sacchetto in plastica (e conseguente danno ambientale), come esempio emblematico di uno stile di consumo "usa e getta" non più sostenibile.
Le parole d'ordine che devono entrare nel quotidiano di tutti noi sono riuso, riciclo, ma soprattutto RIDUZIONE dello spreco.
Tutti possiamo prendere parte alla lotta ai cambiamenti climatici in atto, riducendo l'impronta ecologica determinata dai nostri stili di vita!
http://www.portalasporta.it/

lunedì 19 aprile 2010

L'Italia che vuole respirare in salute

MOBILITAZIONE. Ieri a Parma la prima manifestazione nazionale contro gli impianti di incenerimento dei rifiuti. Alla giornata di protesta hanno aderito centinaia di comitati provenienti daogni parte d’Italia.

La loro è una lotta impopolare. Non incontra il favore della politica e le istituzioni preferiscono non sentirne parlare. Portarla avanti è difficile e richiede un grande impegno. Una presenza costante, caparbietà, competenza e coraggio. Eppure, il numero di cittadini disposti a mobilitarsi contro gli inceneritori cresce di giorno in giorno. Ieri, a Parma c’è stata la prima manifestazione nazionale, un appuntamento convocato dal coordinamento locale a cui hanno risposto le tante realtà attive sul territorio. Da Aosta a Palermo i comitati cittadini contro gli impianti di incenerimento rifiuti si contano a centinaia.
E la dinamica con cui entrano in scena è sempre la stessa: in difesa del territorio dove abitano, minacciato dalla mire affaristiche dell’imprenditore di turno, interessato a realizzare l’ennesimo forno in cui bruciare i rifiuti. Del resto in Italia questo tipo di impianti assorbe la maggior parte dei fondi destinati alle energie rinnovabili (Cip 6). Chi investe nella costruzione di un inceneritore è destinato a guadagnare: basti pensare che il proprietario di un impianto può rivendere al Gestore dei servizi elettrici l’energia prodotta a un costo maggiore rispetto a quello di mercato. Usufruendo di tutte le agevolazioni previste per le fonti rinnovabili, anche se di alternativo ha ben poco.
Anzi disincentivano la prevenzione nella produzione dei rifiuti e la raccolta differenziata: per funzionare hanno bisogno, infatti, di un apporto di immondizia costante e, insieme al resto, per facilitare la combustione, bruciano anche carta, legno e plastica, proprio quella parte di rifiuti che i cittadini selezionano a monte pensando di contribuire alla catena del riciclaggio. E se nell’ottica della riduzione e del risparmio questo tipo di impianti, il cui costo rimane estremamente alto, risulta a dir poco sconveniente, se si considerano anche i danni alla salute e all’ambiente, appare difficile capire perché ci si ostini a percorrere questa strada. Gli impianti di incenerimento rifiuti emettono, infatti, sostanze altamente contaminanti, mettendo in serio pericolo la salute dei cittadini.
Diossine, furani, piombo, cadmio, mercurio e una miriade di altri inquinanti che i dispositivi preposti al controllo neanche riescono a monitorare. La maggior parte dei composti disperai nell’aria sono persistenti, rimangono nei tessuti degli animali e si trasferiscono da un organismo all’altro accumulandosi nella catena alimentare. Sono causa di numerose patologie, dai disturbi respiratori ai tumori più comuni, nel nostro Paese in aumento. In Italia di impianti del genere ce ne sono oltre 50.
La Regione con il numero più alto è la Lombardia, poi vengono l’Emilia Romagna e la Toscana. Nel Lazio è prevista la costruzione dell’inceneritore più grande. Ma il fronte del dissenso continua a crescere, le realtà locali non smettono di incontrarsi e ieri, da Parma è arrivato unitario un nuovo “basta”. (Terra)

sabato 10 aprile 2010

mercoledì 7 aprile 2010

Rifiuti, virtuosità e inceneritori tossici: due articoli da mettere in relazione

Perchè dove si incenerisce e si ampliano le discariche non si recuperano i rifiuti?

Un altro Termovalorizzatore in provincia di Taranto (Agoravox)

Le politiche ambientali (con alcune lodevoli eccezioni come quella del Consorzio Priula e delle recenti iniziative della Provincia di Roma) in Italia hanno due parole chiave (per usare un termine della Rete): ampliamento delle discariche e termovalorizzatori.
Un altro Termovalorizzatore in provincia di Taranto
Parlare di piani per la raccolta differenziata ai nostri amministratori è come parlare al diavolo dell’acqua santa. Non parliamo poi di business derivato dalla differenziata: quello neanche si sa che cosa sia. L’ultima iniziativa in Provincia di Taranto è stata la riapertura del termovalorizzatore dell’Azienda Multiservizi e Igiene Urbana (AMIU) di Taranto. Tutti sanno che Taranto è la città più martoriata d’Europa per l’inquinamento ambientale: Peacelink ha stimato che a Taranto sia concentrato il 90,3% delle emissioni nazionali di diossina nazionale, interi allevamenti sono stati chiusi per la presenza di diossina negli animali.
In questo contesto, cosa fa l’AMIU? Apre un termovalorizzatore. Ricordo ai più che il termovalorizzatore brucia rifiuti (trattati precedentemente) per generare energia elettrica. Sembrerebbe l’uovo di Colombo, se non fosse per delle “piccolissime” controindicazioni. La prima è relativa ad una legge chimica che si studia da tanto tempo, la legge di Lavoisier, che recita così: “In natura nulla si crea o si distrugge, ma tutto si trasforma”. La chimica stabilisce, infatti, la legge della conservazione della massa tra reagenti e prodotti. Tutto ciò che si brucia, quindi, non scompare, ma è soltanto trasformato. In cosa, si potrà chiedere il lettore, può essere trasformato il composto prodotto dai rifiuti? In polveri sottili ed ultrasottili. Due parole che tranquillizzerebbero, se non fosse per i loro effetti nocivi sulla salute (cancro, problemi respiratori, mortalità cardiopolmonare solo per citarne alcuni) che sono documentati da un’abbondante letteratura scientifica (gli scettici possono trovare una bibliografia alla fine dell’articolo dove regna imperioso il convegno organizzato nel 2006 dall’ARPA Emilia-Romagna. Esiste addirittura una branca che si occupa delle nanopatologie, ovvero delle patologie da polveri ultrasottili).
Questi studi dovrebbero far riflettere qualsiasi amministrazione, che dovrebbe tentare di investire in un processo virtuoso di riuso dei rifiuti invece che accettare un termovalorizzatore. Invece no, a Taranto decidono di riaccenderlo. Non si pongono un obiettivo, magari ambizioso, di fare una differenziata vera e raggiungere o superare la fatidica soglia del 65% di differenziata. Non si pongono l’obiettivo di creare occupazione con la raccolta differenziata, come avviene da altre parti, anche sollecitando la ricerca universitaria e di alta tecnologia associata all’ambiente. Niente di tutto questo. Si preferisce bruciare i rifiuti.
E pensare che la Regione Puglia è Regione Obiettivo 1, ovvero ha soldi dall’unione Europea tramite i progetti POR. Perchè non tentare di fare un progetto serio, usando i finanziamenti a disposizione della Regione Puglia, per far partire una seria differenziata, come nel Consorzio Priula? Dopo questo spunto di riflessione, ecco l’elenco promesso degli articoli scientifici:

[1] FRANCHINI M. ed altri, “Health effects of exposure to waste incinerator emissions: a review of epidemiological studies”, Ann Ist Super Sanità 2004;40(1):101-115
[2] GATTI A., “Nanopathology, The role of micro and nano particles in biomaterial induced pathology”, Progetto Europeo QLRT-2002-147 presentato al convegno “Polveri Ultrafini e Nanoparticelle” organizzato dall’ARPA Emilia Romagna, Ferrara 2006
[3] COLACCI A., “Effetti cellulari e molecolari indotti da particelle ultrafini”, Atti del convegno “Polveri Ultrafini e Nanoparticelle” organizzato dall’ARPA Emilia Romagna, Ferrara 2006
[4] DI VIRGILIO F., “Effetti delle polveri ultrafini e delle nanoparticelle a livello cellulare e molecolare” , Atti del convegno “Polveri Ultrafini e Nanoparticelle” organizzato dall’ARPA Emilia Romagna, Ferrara 2006
[5] FORASTIERE F., “Evidenze epidemiologiche degli effetti sanitari derivanti dall’esposizioni a polveri ultrafini e nanoparticelle”, Atti del convegno “Polveri Ultrafini e Nanoparticelle” organizzato dall’ARPA Emilia Romagna, Ferrara 2006
[6] OBERDÖRSTER G. ed altri, “Nanotoxicology: An Emerging Discipline Evolving from Studies of Ultrafine Particles”, Environmental Health Perspectives, volume 113, numero 7, Luglio 2005


Raccolta differenziata. Bocciati i Comuni ionici

TARANTO – Tutti bocciati, ad eccezione di Monteparano. Tutti i Comuni dell’arco ionico non hanno raggiunto l’obiettivo fissato dalla Regione Puglia per il 2010. Entro quest’anno, infatti, i ventinove territori tarantini avrebbero dovuto raccogliere in maniera differenziata almeno il 55% dei rifiuti.Invece, solo il piccolo Comune di Monteparano ha rispettato i tempi e la percentuale. E’ del 55,173% la raccolta differenziata calcolata per il 2009. E per quest’anno sicuramente il dato continuerà a crescere. Tutti gli altri, invece, sono notevolmente al di sotto della percentuale fissata dalla Regione . Conseguenza? Tutti i Comuni che non hanno rispettato i tempi dovranno versare alla Regione un’ecotassa più alta. Era questa, infatti, la “punizione” pattuita per chi non si adegua.
Ma vediamo da vicino la classifica. Dopo Monteparano segue, seppur con notevole distacco, Statte. Il Comune più giovane della provincia ionica è riuscito meglio nell’impresa di educare i cittadini a differenziare i rifiuti. Campagne di sensibilizzazione ed iniziative hanno avuto il loro risultato. Solo un anno fa, la stessa Statte aveva una percentuale di differenziata che sfiorava il 4%. In un anno il valore si è moltiplicato in maniera esponenziale tanto da far presagire il raggiungimento per il 2015 del 60%. E’ questa infatti la successiva meta fissata dalla Regione.
La maglia nera la detiene, invece, il Comune di Torricella con solo il 1,494% di raccolta differenziata. Solo un piccolo passo in avanti rispetto al 2008, quando il dato, fornito dal sito regionale, era dello 0,785%. Lievemente superiore San Marzano e Lizzano, rispettivamente con il 2 ed il 2,5% salito di un solo punto percentuale in un anno. Dati che devono far riflettere le amministrazioni comunali chiamate ad organizzare i sistemi di raccolta differenziata, ma dati che devono far riflettere anche i cittadini perché, anche in presenza di isole ecologiche e cassonetti differenziati, non tutti, ancora, si adeguano. Raccogliere in maniera differenziata i rifiuti significa meno costi per le amministrazioni comunali costrette a versare le quote di smaltimento alle discariche e quindi anche meno costi per gli stessi contribuenti che, invece, proprio per colpa di queste percentuali ancora troppo basse si ritroveranno nuovi aumenti sulle bollette. L’Ecotassa più alta da versare alla Regione significa costi in più per le casse comunali, e come sempre, nuova pressione fiscale.
Martedì 06 Aprile 2010 15:18 Taranto Sera

venerdì 2 aprile 2010

Un privato non può gestire un bene di tutti!

Il ministro cerca di sviare sulla questione dell'acqua pubblica
E come la metteremmo se un cittadino non avesse i soldi per pagare la gestione del bene pubblico (che quindi è anche suo di diritto) affidata ad un privato?
Dovrebbe raggiungere il primo pozzo pubblico disponibile e portare a casa i secchi?




sabato 27 marzo 2010

I rifiuti, Antonio Biella e la coerenza...

Bell'articolo non c'è che dire!
Critica (giustamente Pucci) per inerzia e scarcamento di responsabilità gravissime sulla gestione del AMIU.
Appoggia la linea rotariana e li rappresenta come comuni cittadini (non come classe dirigente che in qualche modo ha sottomano l'economia della città...)
Cita Corvace per criticare le discariche ma poi... Si ricorda delle sue "simpatie" e non riesce a fare a meno di scrivere la frase più infelice di tutto l'articolo e forse del giornale intero: "E anche l’atavica ripulsa dei legambientalisti verso inceneritori e termovalorizzatori appare come una classica battaglia di retroguardia.".
Ma lo sa Biella che gli inceneritori sono cancerogeni (se vedano le provate ricerche scientifiche della Gentilini, o dell'ISPRA, o della sanità francese)? Che sono profumatamente, mafiosamente, finanziati con i soldi dei cittadini (cip6 e tasse)? Che distruggono definitivamente i materiali che se riciclati produrrebbero risorse e ricchezza? Che producono ceneri tossiche che vanno smaltite in discariche speciali altamente devastanti?
Fa il paladino della differenziata e poi accusa di retroguardia chi invece da anni è più avanti di lui nel dimostrare che bruciare la monnezza è mestiere di criminali e primitivi!
Complimenti all(ex)direttore!

venerdì 12 febbraio 2010

200.000 euro per incenerire...


Da una comunicazione pervenutaci da cittadini
Da questo bando di gara si evince la non volontà da parte della nostra Amiu, al non voler fare la raccolta differenzia porta a porta e nemmeno la raccolta per materiali? Di sicuro sappiamo una cosa... meno si differenzia e più si incenerisce!
I pochi cassonetti dedicati alla differenziata vengono sistematicamente lasciati traboccare o svuotati rimescolando tutto.
Il cittadino volentereso fa la sua differenziata ma in concreto non vede ne la volontà dell'azienda a collaborare, tantomeno il comune muoversi affinchè la città sia più virtuosa. ll cittadino volenteroso, paga esattamente quanto quel cittadino che non fa la differenziata. L'azienda non lo premia se fa la raccolta differenziata. Tutti paghiamo un servizio che viene reso anche male. I cassonetti della indifferenziata non vengono periodicamente ritirati ne per la disinfezione, ne per sostituire quelli (quasi tutti) mancano di coperchio.

Bando_di_gara_AMIU