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martedì 24 novembre 2015

Peccato, ci eravamo così affezionati!



fonte

Taranto, parte la bonifica delle scorie

Un Dpcm sblocca la bonifica della Cemerad, una discarica con rifiuti radioattivi a Statte, alle porte di Taranto e a circa 15 chilometri dall’Ilva, abbandonata da molti anni e in condizioni di evidente pericolo. Il decreto è stato firmato dalla presidenza del Consiglio ed ora attende la registrazione della Corte dei Conti. Senza quest’intervento e senza il reperimento dei fondi necessari, 10 milioni, avvenuto in precedenza, la bonifica della Cemerad sarebbe rimasta al palo per chissà quanto altro tempo ancora. «Valuterò il Dpcm e passerò alla fase operativa – dichiara il commissario per la bonifica dell’area di Taranto, Vera Corbelli –. Che necessariamente dovrà essere accelerata per mettere in sicurezza il sito. Cemerad è infatti una delle criticità ambientali dell’area di Taranto».
Il Dpcm definisce la procedura da seguire per l’intervento nella Cemerad, mentre le risorse provengono dal budget messo a disposizione della bonifica di Taranto con l’accordo di giugno 2012 poi recepito dalla legge 171 dello stesso anno. Inizialmente gli interventi individuati riguardavano cinque scuole del rione Tamburi di Taranto – le più vicine all’Ilva e quindi le più esposte all’inquinamento –, l’area industriale di Statte e il Mar Piccolo di Taranto. Cento milioni la previsione di spesa complessiva. Dal plafond sono stati in seguito «stornati» 10 milioni e messi a disposizione della Cemerad.
Nata nel 1984, la Cemerad ha operato sino al 2000, anno della chiusura, nella raccolta dei rifiuti radioattivi provenienti da applicazioni mediche e industriali. Nel 2005 la società è stata dichiarata fallita. Le strutture, in seguito sequestrate, sono state affidate in custodia giudiziaria al Comune di Statte. Secondo l’ultima informativa resa alla Camera dal ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, nel sito sono stoccati 16.724 fusti, di cui 3.334 contengono sostanze radioattive mentre 13.380 sono considerati decaduti. Già nell’aprile 2012 un sopralluogo dell’Ispra ha messo in luce il degrado dell’area e l’abbandono dei rifiuti. Tuttavia si deve attendere la fine del 2014 e l’inizio di quest’anno per registrare qualche passo avanti. A dicembre scorso, infatti, nell’area Cemerad ha compiuto un sopralluogo una delegazione della commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti guidata dal presidente Alessandro Bratti. Lo stesso Bratti, a gennaio scorso, ha poi scritto al premier Matteo Renzi, denunciando una «situazione serissima», e descrivendo «le condizioni oggettive del deposito, inadeguato strutturalmente a contenere rifiuti speciali e privo di efficaci difese». Si è quindi arrivati a marzo, con la legge 20 sull’Ilva e su Taranto, che assegna alla bonifica della Cemerad un fondo di 10 milioni. Rimozione dei rifiuti, successiva caratterizzazione e smaltimento in un sito idoneo: questo l’intervento che sarà fatto. Che è poi uno di quelli previsti dal Comune di Statte con una previsione di spesa di circa 9 milioni di euro. Gli altri interventi ipotizzati dal Comune nel recente passato si sono rivelati praticabili. (Sole24h)

giovedì 19 novembre 2015

Si balla su 30 centimetri di bluff!

Tour dei quartieri- 30 cm di bluff :anche un laboratorio didattico per bambini sabato 21 novembre

Sabato 21 novembre 2015 a partire dalle 17 saremo al quartiere tamburi di Taranto.,in piazza Gesu' divin lavoratore ,per una giornata di confronto,musica,aggregazione,proposta.Abbiamo  accolto con piacere l'invito dei tanti cittadini che spesso ci contattano e gradirebbero confrontarsi con il "comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti" nel loro quartiere di residenza e con l'occasione abbiamo organizzato questa prima giornata del:
"TOUR DEI QUARTIERI"
1° tappa quartiere Tamburi "30 cm di BLUFF".
tra i tanti appuntamenti della giornata
“Te la metto io la terra!!”- Laboratorio didattico per bambini

Sarà dipinto un cielo azzurro e un sole risplendente su di un rotolo di carta lungo circa 10 mt..
Alla base del cielo, sarà disegnata la sagoma di una fabbrica per tutta la lunghezza del foglio, sagoma che, successivamente, sarà ricoperta di colla. Sulla colla ancora fresca, sarà gettata della terra, insieme a simbolici semi. Scuotendo tutto il foglio, solo sulla sagoma resterà fissato il terreno seminato : una “fabbrica di terra”, la terra che l’ha spenta, la terra al posto della fabbrica, la terra su cui poter seminare per raccogliere nuovi frutti

A SEGUIRE IN SERATA MUSICA LIVE CON

Fido Guido
Frank Buffoluto & i Pali Delle Cozze
Sud Foundation Krù
Terraross

Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti

giovedì 12 novembre 2015

I veri rappresentanti dei cittadini!

Report dell'incontro con il sindaco Stefàno (scuole del rione tamburi).

Questa mattina abbiamo incontrato il sindaco Stefano per parlare della situazione delle scuole Tamburi interessate dai lavori di "bonifica" e riqualificazione.

Vogliamo prima di tutto ringraziare i genitori degli alunni frequentanti le scuole in questione per la loro presenza e la loro testimonianza.
Siamo rimasti molto sorpresi nel sapere che nessuno dei presenti, nè dei tecnici comunali che hanno stilato il progetto poi approvato dagli organi competenti, fosse a conoscenza dell'esistenza di una normativa
SPECIFICA in materia di edilizia scolastica da applicare nelle scuole situate in zone altamante a rischio di inquinamento.
Lo stesso sindaco ha ammeso che, in seguito alla
nostra segnalazione e quindi del servizio di Striscia La Notizia, ha convocato  Arpa, Asl e Cnr alle quali ha chiesto se effettivamente sia necessario predisporre la scuola di questi sistemi di filtraggio visto che nella relazione dell' Agenzia di Protezione Ambientale è riportato che
"i valori degli inquinanti aereo dispersi risultavano inferiori ai limiti fissati dalla normativa vigente per la protezione umana"
(cfr. lettera del Sindaco allegata del 11/01/2015).
Abbiamo rammentato al Sindaco, che i lavori in corso nelle scuole non sono lavori di BONIFICA , ma di semplice RIQUALIFICAZIONE disattendendo l'atto di intesa sottoscritto nel Luglio del 2013 con il commissario alle bonifiche
Alfio Pini.
Questo il resoconto dell'incontro odierno che avremmo voluto concludere rassicurando i genitori dei bambini e i bambini stessi ,circa la salubrità dell'aria almeno all'interno delle aule della scuole, invece possiamo solo dire che, solo dopo aver verificato la validità della normativa e aver chiesto il parere ad ASL ed ARPA, saranno, forse, installati questi sistemi di filtraggio dell'aria.

di seguito i link relativi al primo decreto  ministeriale del 1975 ,poi sostituito con la legge del 1996 
Decreto ministeriale del 1975
 Legge 11 gennaio 1996:

martedì 13 ottobre 2015

La chiamavano bonifica

Tamburi, scuole e Ilva «La bonifica è un bluff». Il comitato dei cittadini Liberi e Pensanti all’attacco

 Ieri mattina, alle dieci, davanti alla scuola “De Carolis”, due passi dalla “Deledda”, quartiere Tamburi, conferenza stampa del comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti. Portavoce Aldo Ranieri, c’è chi indossa la maglietta del movimento. Un signore in tuta, un residente del quartiere, si sbraccia, ringrazia davanti agli organi di informazione «l’impegno dei ragazzi». «Senza loro, questa storia – il riferimento è all’inquinamento industriale – non avrebbe avuto la giusta risonanza a livello mediatico».
Non sono in molti, qui, al quartiere Tamburi, a sentire il problema sollevato dai “Cittadini”. «Fra i tanti muri – attacca Ranieri – c’è anche quello dell’indifferenza, non cerchiamo voti, ma partecipazione: sono i loro ragazzi ad andare a scuola e a fare lezione qui, quasi fossero reclusi a scontare pene per colpe non loro; non possono aprire una porta, una finestra a causa delle polveri». Poi, attacco alle istituzioni. «Nonostante la nostra città – dice il portavoce del comitato – con siderurgico e raffineria rivesta grande importanza per l’economia nazionale, quando si tratta della salute dei nostri piccoli, la litania è sempre la stessa: non ci sono soldi». Non va bene, secondo Ranieri. «Non vogliamo più sentire queste cose, siamo stanchi: i bambini, qui, vivono nel chiuso delle loro aule, non possono giocare nei giardini delle scuole e del quartiere, c’è un’ordinanza; non possono fare attività sportiva, la palestra è stata occupata dal materiale per i lavori di riqualificazione; un container costava troppo, dunque, utilizziamo la palestra per scaricare di tutto e di più; ci sarebbero otto milioni e mezzo di ragioni, quanti gli euro a disposizione dell’Amministrazione per restituire, se possibile, dignità a un quartiere martoriato, prima del resto della città, da fumi e veleni».
Ce n’è anche per il sindaco, Ippazio Stefano. Non vogliono «più sentire nominare il suo nome». «Un pediatra – riprende Ranieri – cui non interessa la salute dei bambini, che pediatra è? Uno specialista, di più, un amministratore, che non si preoccupa di classi di 20-25 bambini che ogni giorno fanno lezione senza poter aprire una finestra, dimostra di non avere a cuore la salute dei suoi concittadini più piccoli; non ha preteso il risarcimento che spettava a Taranto».
Scuole riqualificate al quartiere. «Non sono come le altre scuole cittadine: qui è diverso dalle altre realtà, dopo più di tre anni – i sigilli all’area a caldo furono posti il 26 luglio del 2012 – ancora il niente: e le aule scolastiche sono a duecento metri dai parchi minerari, a duecento metri dalle ciminiere».
Pitturazione, porte e finestre nuove. «Non basta: non è stato previsto un sistema di riciclo di aria con i filtri; pensano ad altro: quando il vento arriva dalle zone industriali i bambini non possono aprire la finestra, fanno lezione come fossero in trappola».
Per finire. «Comune e Provincia – conclude Aldo Ranieri del comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti – hanno impedito che l’Istituto musicale “Paisiello” si trasferisse qui: troppo vicino alle fonti di inquinamento dell’Ilva; particolare ignorato: qui nascono e crescono bambini, vive gente da decenni, loro con le fonti di inquinamento continuano a convivere». Una vera e propria requisitoria, insomma, con la quale (Quot)

martedì 22 settembre 2015

Chissà cosa troveranno?

Mar Piccolo, occhi puntati sull’Area “170 ha”

Nota stampa del Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione della città di Taranto.
 
La Marina Militare possiede una adeguata conoscenza del Mar Piccolo di Taranto per esservi presente con proprio primario insediamento sin dagli inizi del ‘900 ed è impegnata, nell’ambito della “marine strategy”, in numerose attività di caratterizzazione dei fondali, di monitoraggio e salvaguardia dell’ambiente marino impiegando le proprie Unità Navali opportunamente attrezzate con strumenti tecnologicamente all’avanguardia.

Il Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione della città di Taranto ha quindi ritenuto opportuno avvalersi della stessa Marina Militare per le attività propedeutiche agli interventi urgenti da porre in essere nel Mar Piccolo di Taranto e per questo, a giugno scorso, è stato formalizzato un accordo di collaborazione in tal senso.
Dall’inizio del mese di agosto sono quindi iniziate, sotto il coordinamento diretto del Commissario Straordinario, una serie di attività congiunte che hanno visto l’esecuzione di rilievi strumentali nell’area tecnicamente chiamata “170 ettari” di competenza  della Marina Militare, con il supporto, in questa fase, anche dell’Università di Bari, del CNR e dell’Istituto Idrografico della Marina. Contestualmente gli operatori del Gruppo Operativo Subacqueo (GOS) MM di base a Taranto hanno iniziato la ricerca visiva e catalogazione dei materiali antropici nella fascia prospiciente le banchine (sino a 30-40 metri).
Le attività di questa prima fase proseguiranno con il completamento dei rilievi strumentali e della catalogazione dei materiali antropici mediante investigazione visiva dei singoli contatti individuati. Un team costituito dai collaboratori del Commissario Straordinario, da biologi di enti di ricerca/università designati dal Commissario Straordinario, con il supporto degli operatori del GOS, valuteranno successivamente l’opportunità di rimuovere gli oggetti rinvenuti che nel tempo potrebbero essere diventati habitat di specie protette. Il Commissario e la Marina Militare hanno unito capacità, mezzi ed expertise, affinché la complessità del sistema si traduca in efficienza. La piattaforma su cui si ancora l’articolato processo è stata definita e configurata conseguentemente le attività sono iniziate. Il percorso iniziato, che è una vera e propria sfida a causa della complessità e della vastità delle operazioni da portare a termine, è tuttavia un’impresa in cui la Marina investe e crede molto, consapevole del fatto che un mare pulito è un mare più sicuro. (Inchiostroverde)

Scuole di serie P come polvere

Comunicato dei Cittadini e lavoratori liberi e pensanti

I bambini vanno difesi e tutelati

La “Dichiarazione di Ginevra dei diritti del fanciullo” dichiara, al secondo punto, che “il fanciullo deve beneficiare di una speciale protezione e godere di possibilità e facilitazioni, in base alla legge e ad altri provvedimenti, in modo da essere in grado di crescere in modo sano e normale sul piano fisico intellettuale, morale, spirituale e sociale in condizioni di libertà e di dignità.”
La difesa e la tutela dei bambini può e deve essere un obiettivo comune a tutti: genitori, istituzioni scolastiche e politica. E’ questo lo spirito che ci ha spinto a denunciare la situazione in cui versano le scuole elementari del quartiere Tamburi di Taranto, il rione a ridosso della zona industriale, forse più inquinante d’Italia, quello in cui, qualche tempo fa, un prefetto (ci pare) impedì l’apertura di un istituto superiore a causa dell’inquinamento. Evidentemente il nostro voler veder chiaro ha dato fastidio a qualcuno che si è sentito accusato, senza alcuna ragione, di negligenza.
L’iniziativa di ieri mattina presso la scuola Vico, maturata dopo le dichiarazioni del sindaco Stefàno al Convegno “Oltre l’Ilva”, in cui ringraziava il premier Renzi per l’attenzione riservata alla nostra città, aveva lo scopo di misurare quanto concreto fosse l’impegno del Governo. Abbiamo così scoperto che, contrariamente a quanto sostenuto dal sindaco, il Comune di Taranto, per realizzare questi lavori, che sono partiti in ritardo proprio per la mancanza dei fondi, ha anticipato un milione di euro in attesa che il Governo, che non smette mai di proclamare l’importanza di Taranto per tutta la nazione, restituisca la somma.
Nell’incontro con la dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Deledda, a cui ha partecipato anche il responsabile dei lavori, è emersa, per la sede centrale, la questione della palestra non ancora completata e usata come deposito di materiale fino alla fine dei lavori. Abbiamo chiesto come mai non si sia pensato ad un prefabbricato da adibire a deposito ma ci è stato risposto che “costa troppo”. Tradotto, significa che, garantire ai bambini frequentati la scuola, il diritto di svolgere attività psicomotorie, indispensabile per una corretta crescita, è un costo troppo oneroso.
Abbiamo anche chiesto se chi ha stilato il progetto di questi lavori abbia posto “particolare curaper quanto riguarda la presa dell’aria esterna”, così come previsto dagli art. 5.3.13 e 5.3.14 del Decreto Ministeriale del 18 dicembre 1975 in materia di trattamento dell’aria esterna nelle zone con condizioni particolarmente gravi d’inquinamento atmosferico. Prevedevamo che la risposta sarebbe stata negativa, ma non immaginavamo che i nostri interlocutori non conoscessero per niente questa normativa.
Qualche articolo di giornale in cui si “ridicolizza” l’iniziativa di ieri e si afferma che i bambini non subiscono alcun disagio (come se la polvere di cui è pieno l’edificio, i rumori continui, la mancanza della palestra e del giardino esterno non fossero disagi) non ci fermerà anzi, così come abbiamo sempre fatto, andremo a fondo anche interpellando la Magistratura.

mercoledì 9 settembre 2015

A disposizione!

Obbligazioni Ilva per la bonifica: anche Consiglio di Stato boccia ricorso Riva

I commissari straordinari dell’Ilva potranno emettere le obbligazioni per finanziare il risanamento ambientale del siderurgico di Taranto quando il miliardo e 200 milioni sequestrato ai Riva si sbloccherà definitivamente e dalla Svizzera tornerà in Italia. Oggi il Consiglio di Stato ha infatti rigettato il ricorso con cui Adriano Riva aveva impugnato in appello il provvedimento dei ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico che autorizza la gestione commissariale dell’azienda ad emettere le obbligazioni finalizzate alla bonifica dell’acciaieria. Già a metà giugno il Tar del Lazio aveva respinto analogo ricorso di Adriano Riva, fratello di Emilio, già presidente dell’Ilva e del gruppo Riva, scomparso a fine aprile del 2014. Il Tar, nel rigettare il ricorso, aveva parlato di interesse pubblico prevalente rispetto a quello del privato. Sostanzialmente lo stesso concetto evidenziato dal gip di Milano, Fabrizio D’Arcangelo, quando a maggio scorso ha detto sì al trasferimento dei soldi (sequestrati dalla Procura lombarda) agli interventi ambientali nello stabilimento di Taranto. Erano stati i commissari Piero Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi a rivolgersi al gip D’Arcangelo sulla base della legge dello scorso marzo, la numero 4, nata sulla base di un decreto varato dal Governo alla vigilia di Natale 2014. Registrato l’ok del gip, la Procura di Milano si è quindi mossa verso i magistrati svizzeri - le risorse sono state sequestrate ai Riva nel 2013 per reati fiscali e valutari - mentre Mef e Mise hanno autorizzato l’Ilva ad emettere le obbligazioni. Il meccanismo della legge prevede infatti che l’azienda emetta le obbligazioni e il Fondo unico Giustizia le sottoscriva.
Adriano Riva ha dato battaglia ma si è visto respingere il suo ricorso prima dal Tar del Lazio e adesso dal Consiglio di Stato.
Il pronunciamento dei giudici amministrativi di appello non risolve però il problema. L’Ilva può emettere le obbligazioni ma il miliardo e
200 milioni è ancora in Svizzera. La Procura di Milano ha lavorato per farlo rientrare in Italia - dove c’è già una parte, poco più di 120 milioni - sino a poco prima della pausa estiva. Adesso l’azione verso i giudici svizzeri è ripresa. Sono loro, infatti, che devono autorizzare l’Ubs al trasferimento. E senza questi soldi, attesi ormai da oltre due anni, una fetta importante dei lavori dell’Autorizzazione integrata ambientale rischia di restare al palo giacchè l’azienda non ha i mezzi finanziari per far fronte ad un piano così impegnativo (tra i nuovi impegni c’è il rifacimento dell’altoforno 5, fermato a marzo scorso).
Su altro fronte, intanto, venedì l’Ilva incontrerà i sindacati per un punto di situazione dopo il dissequestro condizionato da parte della Procura di Taranto dell’altoforno 2. Per molti aspetti si sovrappongono il piano della Procura e quello che l’azienda ha presentato in base all’ultima legge che ha permesso l’operatività dell’altoforno anche se sequestrato. Unico punto da chiarire sono alcuni interventi, come l’installazione del «cover traverser», un dispositivo di protezione ambientale, che, in base ad una prima valutazione aziendale, richiederebbe più tempo (circa 8 mesi) per essere installato all’altoforno 2 e quindi non si potrebbe rispettare la tempistica fissata dalla Procura: fine ottobre e fine novembre prossimi. (Sole24h)

martedì 4 agosto 2015

Buone pratiche

La canapa può salvare i terreni dell'Ilva?

Canapa come rimedio naturale contro l'inquinamento dei terreni da diossina e altri metalli pesanti: è questa la teoria rivoluzionaria che sta cercando di affermarsi negli ultimi anni. E questo avviene soprattutto in situazioni e realtà che appaiono disperate, come quella degli agricoltori e allevatori che operano nei pressi dell'Ilva di Taranto.
Qualche tempo fa, vi abbiamo parlato della toccante storia di Vincenzo Fornaro e della sua masseria, nei pressi dell'Ilva di Taranto. Dopo aver perso tutto nel 2008 a causa dell'inquinamento, l'allevatore pugliese ha deciso di non arrendersi e ha avviato un esperimento che è insieme una provocazione: ha cominciato a coltivare tre ettari del proprio terreno con la canapa. L'idea era quella di sfruttare le naturali doti di fitodegradazione della pianta, ovvero il processo che consente ad alcuni vegetali di assorbire inquinanti organici dal terreno.
La sua caparbietà è stata di ispirazione per molti e oggi associazioni e istituzioni hanno cominciato a muoversi seguendo il suo esempio.
All'inizio di quest'anno, è stato attivato in Sardegna un progetto da 450mila euro per bonificare alcuni terreni a rischio con la canapa, rilanciando allo stesso tempo l'agricoltura nell'isola. I fondi sono arrivati dalla finanziaria 2015 a seguito di un'attività parlamentare intensa.
Allo stesso modo, le attività della masseria del Carmine hanno suscitato l'interesse dell'Abap (Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi), dell'associazione CanaPuglia e del Cra, Centro di Ricerca per l'Agricoltura. Insieme, questi enti stanno cercando di individuare una base scientifica ad alcuni quesiti fondamentali: la canapa può davvero aiutare la bonifica dei terreni nell'area dell'Ilva di Taranto? Se sì, in quale percentuale?
Proprio per questa ragione, l'Abap e il Cra stanno affiancando la masseria di Fornaro nell'analisi dei risultati del suo esperimento. In una recente intervista, uno dei responsabili dell'Associazione, Marcello Colao, ha spiegato i passi successivi e le difficoltà incontrate:
"Le analisi della canapa cresciuta alla masseria di Vincenzo Fornaro saranno effettuate a breve dal CRA. Il problema è che si tratta di esami molto costosi e stiamo cercando di raccogliere i fondi per farli eseguire da un laboratorio certificato. C'è da sottolineare che nonostante la valenza scientifica e ambientale il progetto non ha avuto nessun sostegno regionale, motivo per cui ci stiamo sobbarcando tutte le spese".
Colao ci tiene anche a denunciare la paradossale situazione in cui versa tuttora la provincia tarantina. Ad oggi, "continua la mattanza di bestiame: 54 bovini saranno abbattuti a breve nel comune di Massafra". L'inquinamento infatti "continua a imperversare: la bonifica ha senso se viene bloccata la fonte dell'inquinamento, non se, come in questo caso, si continua a inquinare".
Il progetto di Fornaro, in ogni caso, verrà presto implementato e ampliato: l'idea di associazioni e produttori è quella di creare una sorta di "cintura verde", costituita da campi di canapa, intorno a tutti i terreni inquinati della zona.
La grande attenzione intorno alla coltivazione e all'utilizzo della canapa, dimostra che c'è un mercato che non può più essere ignorato. Come abbiamo visto nel corso degli ultimi anni, infatti, l'utilizzo di questa pianta è stato sperimentato nei settori più svariati: dalla bioedilizia, passando per il fotovoltaico "tessile", per finire addirittura alla produzione di scooter elettrici completamente sostenibili per l'ambiente. (Globalist)

lunedì 20 luglio 2015

Oggi sfilata di Stato!


Chiesa della Resurrezione, Podgorica

Mentre il GUP sta per esprimersi sull'inchiesta Ambiente Svenduto, la pressione dello Stato si fa concreta a pochi passi dal tribunale

Giornata di lavoro - Le attività poste in essere dal Commissario Straordinario per le bonifiche di Taranto sul SIN e sull'area di crisi ambientale

Lunedì 20 luglio 2015, ore 15.30, via Duomo, Città Vecchia - Taranto. 
Programma della giornata:
Saluti
  • Dott. Umberto Guidato, Prefetto di Taranto
  • Dott. lppazio Stefàno, Sindaco di Taranto
  • Prof. Antonio Felice Uricchio, Rettore dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro

Presentazione dei lavori
  • Dott.ssa Vera Corbelli, Commissario Straordinario di Governo per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Ta­ranto

La strategia di governo nella riqualificazione del territorio nell'area di crisi ambientale
  • Prof. Claudio De Vincenti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Segretario del Consiglio dei Ministri
  • On.le Graziano Del Rio, Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti.
  • On.le Ministro Galletti, Ministro dell 'Ambiente e del Territo­rio e del Mare

La risoluzione della problematica CEMERAD
  • On.le Alessandro Bratti, Presidente Commissione parlamen­tare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti- Componente della VII/ Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici)

La programmazione regionale riparte da Taranto
  • On.le Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia
La rigenerazione sociale
  • Monsignor Filippo Santoro, Arcivescovo Diocesi di Taranto
  • Dott. Franco Sebastio, Procuratore Capo Taranto
Questo pomeriggio si terrà a Taranto la “Giornata di lavoro: le attività poste in essere dal Commissario Straordinario per le bonifiche di Taranto sul SIN e sull’area di crisi ambientale, ai fini della bonifica e della riqualificazione del sistema fisico, ambientale e culturale”.
Il convegno, aperto a tutta la cittadinanza, avrà luogo presso l’Aula Magna del Convento San Francesco (ex Caserma Rossarol) in via Duomo a Taranto, sede Dipartimento Jonico in "Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture" dell’Università degli Studi di Bari.

Il convegno, promosso dal Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, è stato reso possibile dall’Università degli Studi di Bari.

La Dott.ssa Vera Corbelli, Commissario Straordinario di Governo per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, ha dichiarato «il convegno vuole rappresentare una importante occasione per far conoscere a tutta la cittadinanza gli interventi e le azioni già poste in essere nella Area SIN e quanto programmato per la cosiddetta Area Vasta-“area ad elevato rischio di crisi ambientale” che comprende i comuni di Taranto, Crispiano, Massafra, Montemesola e Statte».

«Soprattutto la “Giornata di lavoro” – ha poi detto la Dott.ssa Vera Corbelli – ¬sarà un momento di partecipazione e condivisione in cui tutta la popolazione potrà non solo far proprio il progetto di rigenerazione del territorio in atto, ma acquisirà la consapevolezza che questa azione nasce “a Taranto per Taranto”, perché questa splendida città e il suo territorio possono rigenerarsi non solo perché il governo centrale quello regionale si stanno impegnando in tal senso, ma soprattutto perché i cittadini si sentono parte integrante di questo progetto».
«Sono convinta, infatti, che la vera forza di un popolo – ha concluso la Dott.ssa Vera Corbelli – si misura nella capacità di rialzarsi anche attraverso strategie unitarie che sappiano coniugare tecnica, economia e società e, nel contempo, nella capacità di rintracciare l’identità cittadina ripartendo dalla storia del proprio territorio».

Dopo i saluti del Dott. Umberto Guidato, Prefetto di Taranto, del Dott. Ippazio Stefàno, Sindaco di Taranto, e del Prof. Antonio Felice Uricchio, Rettore UNIBA, i lavori saranno presentati dalla Dott.ssa Vera Corbelli, Commissario Straordinario di Governo per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto.
I lavori saranno aperti dagli interventi su “La strategia di governo nella riqualificazione del territorio nell’area di crisi ambientale” tenuti dal Prof. Claudio De Vincenti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Segretario del Consiglio dei Ministri, e dall’On.le Graziano Del Rio, Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti.
Su “La risoluzione della problematica CEMERAD” interverrà l’On.le Alessandro Bratti, Presidente Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti — Componente della VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici).
Su “La programmazione regionale riparte da Taranto” interverrà il Dott. Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, mentre su “La rigenerazione sociale” interverranno Monsignor Filippo Santoro, Arcivescovo Metropolita della Diocesi di Taranto, e il Dott. Franco Sebastio, Procuratore Capo Taranto.
Ai lavori, moderati dal Dottor Walter Baldacconi, Direttore Studio100TV, saranno presenti il Questore, l’Ammiraglio Comando Marina Sud, il Comandante Provinciale Carabinieri, il Comandante Guardia di Finanza, il Comandante Capitaneria di Porto, il Comandante Provinciale Vigili del Fuoco, il Rettore POLIBA, il Direttore CNR-DTA, il Presidente Provincia Taranto, il Commissario straordinario dell’Autorità Portuale, il Direttore Generale ARPA, Sindaci dei Comuni dell’Area di Crisi Ambientale, il Presidente Confindustria Taranto, il Presidente ANCE, il Presidente Camera di Commercio Taranto, il Provveditore agli Studi, i Presidenti degli Ordini Professionali, il Presidente ASI, rappresentanti delle Associazioni ambientaliste, delle Organizzazioni sindacali e delle Associazioni culturali. (PL)

sabato 13 giugno 2015

Tamburi: altro che bonifica!



Questa mattina, assieme a liberi cittadini, associazioni e movimenti del territorio, durante la conferenza stampa al quartiere Tamburi, abbiamo reso pubblica la denuncia fatta agli organi competenti circa le “bonifiche” che si stanno eseguendo.
E’ corretto parlare di bonifiche? No, questo è un intervento spacciato inizialmente per bonifica, in seguito ridotto ad azzeramento del rischio sanitario per poi arrivare all’attuale versione di abbassamento o riduzione del rischio sanitario.
Questo siamo riusciti a scoprire grazie alla pressione della cittadinanza attiva e dei cittadini del quartiere sul Comune di Taranto e sulla ditta esecutrice dei lavori.
Vogliamo quindi stigmatizzare anche l’opera d’informazione che si sta provando a fare nei confronti della cittadinanza cercando di far passare un messaggio non del tutto vero.
Stamane, a seguito dell’intervento dei Vigili Urbani e degli ispettori dello Spesal, sono stati sospesi i lavori nel cantiere di via Deledda poiché probabilmente pericolosi per la sicurezza dei lavoratori e per gli abitanti della zona.
Chiariamo in modo definitivo: le “bonifiche” che sta eseguendo l’Axa, seguendo il progetto stabilito da Comune, Provincia, Regione e Arpa, non sono vere e proprie bonifiche, ma un tentativo mal riuscito di far credere ai Tarantini che le istituzioni stanno facendo qualcosa di risolutivo per preservare la salute degli abitanti del quartiere Tamburi. Il progetto in questione, lo ripeteremo fino alla nausea perché sia chiaro a tutti (professori e studiosi compresi) raggiungerà, forse, l’obiettivo di ridurre il rischio sanitario. Come dimostrano le foto non è così che si lavora, non è così che si preserva la salute dei cittadini, non è così che si bonifica.

A.P.S. Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti


L’Axa continua a vantarsi di informare i cittadini del quartiere tamburi ma ieri pomeriggio, al secondo incontro informativo tenutosi presso l’ex Circoscrizione Comunale, abbiamo anche scoperto che chi è impossibilitato a uscire da casa è escluso da questo “programma d’informazione capillare” in violazione della direttiva Seveso. I tanti cittadini del quartiere presenti e visibilmente stanchi di essere presi in giro, sono riusciti finalmente a far dire ai relatori presenti che il lavoro che l’Axa sta eseguendo consiste non in bonifiche vere e proprie, bensì in una limitazione del potenziale danno sanitario, per contatto o inalazione. Possiamo affermare quindi, che anche il secondo incontro si è risolto in un altro nulla di fatto poiché chi ha il dovere di dare delle risposte continua a scaricare le responsabilità su altri enti e istituzioni: ieri per esempio era il turno dell’Arpa che, per amore di verità, non è stata invitata da nessuno degli organizzatori dell’incontro informativo. Abbiamo chiesto un terzo incontro che includa la presenza dell’Arpa, ma siamo sicuri che, in questo gioco dello “scarica-barile” mancherà sempre qualcuno che conosce le risposte. Ciò di cui siamo sicuri, è che quest’Amministrazione, per il bene della città, non può far altro che dimettersi.
Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti



Taranto, dubbi sulle bonifiche: il cantiere si blocca


Un progetto che non convince, l’esecuzione tanto meno. Il comitato dei “liberi e pensanti” si scaglia contro i lavori di bonifica che stanno interessando alcune zone del quartiere Tamburi e il cantiere in via Deledda si blocca. Difformità e anomalie che il comitato dell’apecar ha racchiuso in un documento-denuncia inviato ad Arpa Puglia, al Noe e ai custodi giudiziari dell’Ilva.

lunedì 13 aprile 2015

Piano piano

Ilva, bonifiche a Taranto: montata la tensostruttura al quartiere Tamburi


E' stata montata nel rione Tamburi di Taranto la tensostruttura all'interno della quale verra' depositata temporaneamente (prima di essere smaltita) la parte contaminata del terreno che verra' rimosso in alcune aree in cui e' stata individuata una concentrazione eccessiva di sostanze inquinanti provenienti dall'area industriale, a partire dall' Ilva. Ad eseguire i lavori e' la ditta Axa Servizi ambientali di Lecce. Sul sito internet www.tamburiterrapulita.com c'e' un contatore che, come una clessidra, indica quanti giorni mancano alla fine dei lavori.
La bonifica prevede la rimozione di 30 cm di suolo inquinato da sostituire con terreno vergine dopo un'operazione di nebulizzazione per evitare che ci sia dispersione di polvere. Da un'analisi di rischio sanitario del quartiere era emerso il superamento oltre la soglia consentita della concentrazione di Benzo(a)pirene, Pcb, diossina, piombo e antimonio. Nella pagina Facebook Tamburi #TerraPulita vengono indicate le modalita' di esecuzione dei lavori all'interno dell'area di stoccaggio?A seguito delle operazioni di caratterizzazione del terreno, una pala gommata provvedera' a caricare gli automezzi ad elevata capacita', che trasporteranno i terreni rimossi verso idonei impianti finali di smaltimento e/o recupero all'uopo autorizzati. Prima di avviarsi verso gli impianti di smaltimento e/o recupero finali, all'uscita della struttura confinata ogni automezzo dovra' obbligatoriamente transitare attraverso un'area di lavaggio, appositamente realizzata in sito, ''la cui gestione - precisa la societa' Axa - dovra' prevedere il corretto smaltimento delle acque e degli eventuali fanghi prodotti a seguito delle operazioni di lavaggio ruote''. (Quot)

venerdì 10 aprile 2015

Il gruzzolo verde si avvicina?

Ilva: risanamento ambientale, istanza azienda per soldi sequestrati

E' la legge numero 20 dello scorso 4 marzo che riconferma l'uso dei soldi sequestrati ai fratelli Riva nel risanamento e rilancio dell'Ilva. Riconferma perche' gia' le leggi numero 89 dell'agosto 2013 e numero 6 del febbraio 2014 hanno stabilito il trasferimento del miliardo e 200 milioni all'Ilva. Ma, mentre i provvedimenti precedenti ne disponevano diversamente l'uso - quella del 2014, per esempio, all'aumento di capitale dell'Ilva -, la legge di un mese fa indica invece il risanamento ambientale come obiettivo unico.
  In pratica, se il gip D'Arcangelo accogliera' l'istanza dell'Ilva, a fronte dello svincolo del miliardo e 200 milioni, l'amministrazione straordinaria dell'azienda, guidata dai commissari Gnudi, Carrubba e Laghi, emettera' delle obbligazioni di pari importo che saranno consegnate al Fondo unico Giustizia. Il sequestro si trasferira' dalle somme, attualmente in gran parte in Svizzera, alle obbligazioni.
  L'emissione di queste ultime servira' a vincolare l'uso dei soldi sequestrati all'attuazione dell'Autorizzazione integrata ambientale nello stabilimento di Taranto il cui costo e' stimato in un miliardo e 800 milioni, di cui gia' 500 milioni, secondo dati dell'Ilva di qualche mese fa, gia' spesi o in fase di cantierizzazione.(AGI)

lunedì 23 marzo 2015

L'arte del rinvio e i giorni traslanti

Bonifiche aree rione Tamburi al via

Dopo una serie di rinvii, entrano nel vivo dalla prossima settimana i lavori di bonifica di un'area del quartiere Tamburi di Taranto. Si comincerà con una prima fase di caratterizzazione, si passerà agli interventi di risanamento: terreni contaminati delle aree verdi e delle scuole Giusti, Gabelli e Vico del quartiere Tamburi di Taranto, il più vicino allo stabilimento Ilva. Il progetto prevede anche la realizzazione di una tensostruttura dalle dimensioni di 40 metri per 40 in cui saranno depositate le frazioni dei terreni contaminati. La ditta incaricata  - l’Axa Servizi Ambientalì di Lecce - procederà allo scavo dei terreni perimetrati e alla rimozione di 30 centimetri di terreno contaminato, sostituito con nuova terra e fertilizzante. L'intervento di bonifica deve concludersi entro 150 giorni ma dalla Axa, non escludono di far prima.
Intanto, Confindustria Taranto e Dipar (il Distretto produttivo dell’ambiente che mette insieme 193 imprese del settore) hanno firmato un accordo-convenzione col Cnr in materia di bonifica dell’area di Taranto. Gli obiettivi proposti prevedono: tutela ambientale,  compatibilità ambientale,  bonifica, monitoraggio ambientale, nonché la creazione di spin off e di ‘smart technologies’ applicate all’ambiente. La convenzione, spiega il presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo, “è lo strumento operativo sotto il quale far nascere attività che si occupino di ambiente sfruttando le più avanzate e moderne tecnologie da sperimentare sul campo”. (Cosmopolismedia)

domenica 1 marzo 2015

In attesa di questa bonifica "sveltina" ecco tutta la "trasparenza online"

La pagina iniziale del sito www.tamburiterrapulita.co

Ilva: bonifiche Taranto, ai Tamburi lavori in 150 giorni

La bonifica del quartiere Tamburi di Taranto, il più esposto alle emissioni dell'Ilva, si divide in due fasi e durerà 150 giorni. Lo ha spiegato l'amministratore di 'Axa servizi per l'ambiente', Giampiero Corvaglia, nel corso del primo incontro con i cittadini del rione per documentare i lavori. ''C'è una fase operativa - ha osservato Corvaglia - in cui verranno installate delle centraline di monitoraggio della qualità dell'aria e delle tensostrutture all'interno del quale verrà depositato il materiale bonificato per poi essere trasportato nell'impianto di Massafra''. L'altra fase riguarda la comunicazione ambientale, di sensibilizzazione e informazione dei cittadini, attraverso la realizzazione del sito internet www.tamburiterrapulita.co e tramite una campagna sui social network con la pagina tamburi terra pulita e un numero verde dover poter contattare e avere informazioni''. Sulla pagina web c'è un contatore che, come una clessidra, indicherà quanti giorni mancano alla fine dei lavori. Da un'analisi di rischio sanitario del quartiere era emerso il superamento oltre la soglia consentita della concentrazione di Benzo(a)pirene, Pcb, diossina, piombo e antimonio. La bonifica prevede la rimozione di 30 cm di suolo inquinato da sostituire con terreno vergine dopo un'operazione di nebulizzazione per evitare che ci sia dispersione di polvere. (ANSA)

Ecco alcuni snapshot dal sito
La parte interattiva...

La retorica comunicativa


La Bonifica
1. Allestimento cantiere all’interno dell’area dedicata;
2. Predisposizione di recinzione perimetrale di sicurezza dell’area;
3. Posizionamento di n.1 macchina nebulizzatrice ad un vertice dell’area di lavoro necessaria alla  nebulizzazione di acqua per evitare la propagazione di polveri verso l’esterno;
4. Posizionamento di n.1 sistema di monitoraggio in tempo reale delle polveri in atmosfera  (completo di stazione meteorologica) all’esterno dell’area di lavoro nelle immediate vicinanze della recinzione, in maniera da monitorare eventuali dispersioni di polveri nella direzione prevalente del vento;
5. Rilievo planoaltimetrico pre-intervento dell’area di lavoro, previo eventuale decespugliamento, con definizione delle quote originarie del piano campagna e perimetrazione di dettaglio;
6. Scavo e rimozione di 30 cm di suolo superficiale contaminato;
7. Trasporto dei terreni rimossi nell’area confinata di stoccaggio per la loro caratterizzazione ai fini del successivo smaltimento/recupero;
8. Rilievo planoaltimetrico intermedio dell’area di lavoro per verificare la rimozione di effettivi 0,3 m di terreno per l’intera estensione dell’area;
9. Rinterro con uno strato di fondo di 3 cm di pietrisco e uno strato di 27 cm di ammendante compostato misto o terreno vegetale;
10. Rilievo planoaltimetrico post-intervento dell’area di lavoro, con verifica dei volumi di compost/terreno utilizzati e del ripristino dell’originario livello di piano campagna.


Contatti
Axa S.r.l. Servizi per l'ambiente
viale Japigia, 18, Lecce, LE  73100
info@gruppoaxa.it
Numero Verde: 800 915 153
Numero fisso:   0832 347 889


lunedì 16 febbraio 2015

Bonifica Mar Piccolo: i fatti stanno a zero. Parlamento fissi termine presentazione Piano bonifiche

Comunicato stampa di Legambiente Taranto

Sono passati quasi 300 giorni da quando ARPA Puglia ha presentato alla Cabina di Regia lo studio sullo stato ambientale del Mar Piccolo propedeutico alla sua bonifica. Uno studio rimasto "segreto" fino ai primi di novembre quando, finalmente, dopo mesi di insistenze di Legambiente e richieste di accesso agli atti, nostre e di altri cittadini di Taranto, ARPA ha potuto renderlo noto.
Da quando è stato reso pubblico sono passati quasi tre mesi, ma di interventi concreti che vadano nella direzione della bonifica del Mar Piccolo continua a non esserci traccia. Non c'è traccia neanche di un confronto pubblico sulle ipotesi in campo e sulle indubbie problematicità che esse presentano, considerato che per anni sul Mar Piccolo si sono riversati gli effetti delle attività dell'Ilva, dell'Arsenale e della Marina Militare.

Nell'ultimo decreto Ilva, all'esame del Senato, anzi sono contenute norme che non possono non destare una forte preoccupazione. Nel decreto infatti è previsto che il Commissario straordinario per la bonifica debba predisporre un Programma di misure, a medio e lungo termine, per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell'intera area di Taranto , ma non viene fissato alcun termine per la relativa predisposizione, né vengono stanziate risorse aggiuntive.
Forte appare il rischio che il tempo continui a trascorrere inutilmente senza che vengano effettuati i rilevanti interventi necessari per la bonifica del mar Piccolo e che le risorse stanziate con decreto-legge 7 agosto 2012, n. 129, convertito dalla legge 4 ottobre 2012, n. 171, già insufficienti, possano essere "distratte" e utilizzate per altre operazioni di bonifica pure necessarie, ma cui andrebbero destinate risorse aggiuntive rispetto a quelle finora individuate.

Chiediamo quindi che:
- come per altri interventi previsti per Taranto dal decreto, venga fissato un termine ravvicinato - 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione - per la predisposizione del Programma di bonifica,
- venga specificato che le risorse stanziate per la bonifica del mar Piccolo restano destinate alla urgente attuazione dei primi interventi di bonifica del mar Piccolo stesso,
- si stanzino ulteriori risorse per la bonifica dell'area di Taranto.

Sono passati sei mesi dalla nomina dell'attuale Commissario per le bonifiche di Taranto, la dottoressa Vera Corbelli. "Il mio obiettivo è dare risposte al territorio e alla popolazione che finora ha visto ben poco" è una sua recente dichiarazione apparsa sulla stampa.
Alla dottoressa Corbelli torniamo a chiedere un incontro: la bonifica del Mar Piccolo non può continuare ad attendere nel silenzio e – per ora - i fatti "stanno a zero"..

venerdì 13 febbraio 2015

Aspetta e spera

Taranto, via la terra inquinata dal quartiere Tamburi 

Un’operazione che durerà centocinquanta giorni su 36 mila e 400 metri quadrati di terreno del quartiere Tamburi. Operazione che somiglia davvero a un intervento chirurgico: saranno asportati i primi 30 centimetri di terra da aiuole e zone verdi. Il paziente è il quartiere più martoriato della città, a ridosso delle ciminiere che hanno colorato quella terra - e non solo - di un rosso ruggine. Quella stessa terra che indusse il sindaco Stefàno a emanare un’ordinanza che vietava l’accesso alle aree verdi non pavimentate del quartiere Tamburi su cui si riscontrava “un rischio sanitario non accettabile”.
Ieri è stato ufficializzato il via alle operazioni di bonifica nelle aree del Sottoprogetto 4. Il lotto in questione fa parte della riqualificazione della zona residenziale mentre una seconda fase riguarderà la zona più a nord, vicino al cimitero San Brunone. Ad aggiudicarsi l’appalto per circa 2 milioni di euro è stata l’azienda Axa: i quantitativi di terreno verranno rimossi, stoccati e depositati temporaneamente in un’area nei pressi del campo sportivo Atleti d’Italia.
Come anticipato, saranno asportati i primi trenta centimetri per ogni terreno e sostituiti da terra vergine acquistata dall’Amiu. La caratterizzazione aveva dato risultati incontrovertibili sui superamenti dei livelli di inquinanti.
In particolare, i risultati delle analisi relativi ai campioni di suolo/sottosuolo avevano evidenziato superamenti delle “concentrazioni soglia di contaminazione” nel suolo superficiale in maniera estesa per il Berillio (11 su 39 campioni) e sporadicamente per Antimonio, Piombo, Zinco, PCB, Idrocarburi pesanti mentre nel suolo profondo per Antimonio (4 su 39 campioni) e puntualmente per Arsenico, Berillio, Cromo totale, Nichel, Cobalto e Idrocarburi pesanti. Nel marzo 2011, l'analisi di rischio integrata evidenziò le criticità relative al rischio totale per sostanze cancerogene da suolo superficiale non accettabile. Come già riportato nella precedente analisi del maggio 2010, il rischio per singola sostanza cancerogena restava non accettabile per i parametri PCB e Benzo(a)Pirene. Si confermava, inoltre, il rischio per i bambini di entrare in contatto con sostanze come PCB, Antimonio, Piombo e Ferro.
Sarà una tensostruttura in depressione a fare da deposito temporaneo per questi cumuli che saranno ulteriormente analizzati prima di essere trasferiti e smaltiti verso i siti finali. I lavori proseguiranno per cinque mesi e inizieranno operativamente la prossima settimana.
Alla presentazione ufficiale c’erano il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, il commissario straordinario per le bonifiche, Vera Corbelli, l’amministratore delegato Gruppo Axa, Giampiero Corvaglia e i progettisti Maurizio Notarnicola, Gianluca Intini e Vincenzo La Gioia.
«Si avvia un’era nuova, fatti concreti, si entra nel vivo dell’ambientalizzazione» è stato il concetto espresso dai due rappresentanti istituzionali.
Propositi che però si scontrano con le fonti inquinanti ancora attive. Secondo quanto ammesso anche dall’ingegner Intini che ha ricordato le previsioni dell’Arpa Puglia: uno studio dell’agenzia regionale, emerso durante la cabina di regia dell’aprile del 2013, ha calcolato che i terreni bonificati potranno ritornare agli stessi livelli di inquinamento in un lasso temporale che varia dai 50 ai 150 anni. Ovviamente, a seconda dei livelli e del tipo di produzione delle industrie presenti a Taranto. Il progetto, infine, prevede l’intervento anche in alcune scuole. Anche qui è bene fare delle precisazioni. Per l’aspetto delle bonifiche, saranno interessate al momento tre scuole, Giusti, Gabelli e Vico poiché quelle che si trovano al confine settentrionale (D’Aquino, De Carolis e Deledda) erano escluse dal perimetro della vecchia caratterizzazione.
Quindi, il Comune ha dovuto realizzare nuovamente la caratterizzazione: nel giro di due mesi si comprenderà l’analisi di rischio e se ci dovesse essere un superamento degli inquinanti anche in quelle scuole, si procederà alla bonifica. Per quanto riguarda la riqualificazione strutturale, invece, il protocollo prevede l’adeguamento termico-impiantistico delle scuole de Carolis, Deledda, Gabelli, Giusti e Vico. (Quot)

mercoledì 4 febbraio 2015

Bonifiché?

Taranto, bonifiche al quartiere Tamburi: firmato il contratto

Contratto per i lavori di bonifica al quartiere Tamburi, c’è finalmente la firma. L’impegno formale era slittato a mezzogiorno di ieri, a Palazzo di città, dopo l’aggiornamento dell’incontro di mercoledì scorso causa indisponibilità di Giampiero Corvaglia, amministratore delegato dell’impresa appaltatrice. Nonostante l’assenza dell’imprenditore salentino, una settimana fa il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, si era intrattenuto a Palazzo con due esperti, per essere informato nei dettagli sul programma la cui durata dovrebbe essere non inferiore ai centosettanta giorni lavorativi.
I lavori, dunque, non dovrebbero cominciare in questi giorni. Il via all’attività di bonifica avrebbe inizio grossomodo non prima della prossima settimana. Solo allora cominceremo a vedere i primi insediamenti di mezzi e attrezzi nel quartiere, più precisamente nelle adiacenze di campo sportivo “Atleti a Azzurri d’Italia” e stazione ferroviaria Galeso.
Questo nuovo aggiornamento, alla fine potrebbe risultare positivo per un altro risvolto della vicenda-bonifiche: il mercato del sabato ai Tamburi. In questi giorni gli operatori sarebbero giunti a un accordo con assessore, Gionatan Scasciamacchia, e dirigente, Carmine Pisano, delle Attività produttive per lo spostamento della propria attività all’interno del mercato di via Orsini.
Fino a questa mattina non sarebbero giunte a tutti i circa trecento operatori del mercato le notifiche utili per la comunicazione ufficiale di incontro, sopralluogo e presa visione su tracciatura e distribuzione delle postazioni di via Orsini. Con i crismi dell’ufficialità, il tutto potrebbe essere formalizzato a partire dalle prossime ore. In questi giorni, infatti, fra gli operatori si sarebbero solo rincorse voci sugli incontri cruciali. Prima fissati, poi slittati, nonostante i giorni stiano passando in fretta e gli atti in possesso degli uffici di corso Annibale sarebbero ancora ufficiosi.
La possibilità di lavorare meglio al progetto di assegnazione dei posti all’“Orsini”, dunque, restituirebbe maggiore serenità all’intero settore mercatale. Questo, con la mediazione delle Attività produttive, dopo un lungo tira e molla avrebbe trovato finalmente una definitiva coesione condividendo lo spostamento “provvisorio” per due, massimo tre mesi nel mercato all’ingresso del quartiere, con “vista” piazzale Archimede, area mercatale posta sotto sequestro tre anni fa a causa di una enorme voragine apertasi sull’asfalto.
Pertanto, con i lavori di bonifica che entrerebbero nel vivo non prima di una decina di giorni, gli operatori del mercato dei Tamburi anche sabato prossimo potrebbero sempre in via provvisoria tornare in via Archimede. Secondo quanto già straordinariamente accaduto la scorsa settimana, quando il sindaco, per evitare un doloroso stop alla categoria, firmò una deroga all’ordinanza di chiusura dell’attività proprio in seguito all’avvio dei lavori di bonifica (poi slittati).
Con la firma di ieri in calce al documento sui lavori di bonifica al quartiere, avrà inizio una serie di attività legata alla comunicazione, condivisa con l’assessorato all’Ambiente e il commissario alle Bonifiche esterne, la geologa Vera Corbelli.
A cura della stessa impresa, intanto, saranno promossi incontri (non solo all’interno delle scuole interessate dalle opere) e allestiti punti nei quali sarà consegnato materiale informativo. Nel quartiere sarà svolto un “porta a porta” con la consegna di depliant illustrativi; affissi manifesti, impiantati cartelloni sulle diverse attività in opera ai Tamburi; realizzati e programmati spot radiofonici e televisivi per sensibilizzare l’intera cittadinanza. L’intero progetto studiato nei dettagli, secondo quanto dichiarato dall’assessore all’Ambiente, Vincenzo Baio, sarà oggetto di una prossima conferenza stampa.(Quotidiano)

venerdì 16 gennaio 2015

Si pulisce la stalla coi buoi ancora dentro

Ilva, via alla bonifica dei terreni inquinati del Tamburi 

Parte domani la bonifica dei terreni contaminati del quartiere Tamburi di Taranto, il più vicino allo stabilimento Ilva. Si tratta dei terreni oggetto di un'ordinanza sindacale (giugno 2010) che vietava ai bambini di accedere e giocare nei terreni e nei giardini perchè contaminati da berillio e altre sostanze inquinanti.
Dopo la fase della 'caratterizzazione', si passa dunque agli interventi di risanamento aggiudicati con un importo che oscilla intorno ai 2 milioni di euro. Il progetto prevede anche la realizzazione di una tensostruttura dalle dimensioni di 40 metri per 40 in cui saranno depositate le frazioni dei terreni contaminati. La ditta incaricata procederà allo scavo dei terreni perimetrati e alla rimozione di 30 centimetri di terreno contaminato, sostituito con nuova terra e fertilizzante. (RepBa)

domenica 7 dicembre 2014

Gira la carta

Ilva, forse il cambio al vertice: Renzi pronto a schierare Guerra

Potrebbe essere Andrea Guerra l'uomo della svolta. L'ex amministratore delegato di Luxottica, uno dei migliori manager del mondo e attualmente consigliere economico del presidente del consiglio potrebbe essere il candidato alla successione di Pietro Gnudi nell'incarico di commissario straordinario dell'Ilva. La notizia filtra da ambienti politici e troverebbe conferma nel fatto che il manager potrebbe accompagnare Renzi nel suo viaggio a taranto prima di Natale.
Intanto l'associazione ambientalista Peacelink Taranto ha ricevuto una lettera dal presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, nella quale il presidente si dice "costantemente informato sulla evoluzione della situazione a Taranto", rispondendo ad una missiva di Peacelink del 5 settembre scorso. Lo rendono noto Alessandro Marescotti, Antonia Battaglia e Luciano Manna per conto della stessa associazione.
La necessità di "proteggere la salute dei cittadini e l'ambiente" dovrebbe essere coniugata, scrive Schulz, insieme "ad una visione e ad una strategia sociale e economica per l'area di Taranto". Il presidente del Parlamento Europeo si dice convinto che "l'attuale procedura di infrazione lanciata dalla Commissione Europea e confermata con il parere motivato sarà uno strumento chiave per l'applicazione del diritto garantito dalla Direttiva sulle emissioni industriali". Schulz segnala anche "l'importanza della Strategia Europa 2020", un ambizioso programma di lavoro europeo che ha come obiettivo quello di sviluppare cinque punti cardine (occupazione, istruzione, inclusione sociale, energia e lotta al cambiamento climatico), da realizzare entro quella data.
Tale suggerimento, osservano in una nota Marescotti, Battaglia e Manna, è "condiviso da PeaceLink, che da tempo ha presentato un 'piano B' per Taranto: un piano di riconversione e di uscita dalla crisi strutturale dell'acciaio. E' su questa strada che PeaceLink continuerà a lavorare - conclude la nota - e a tal fine si è iscritta al Registro europeo delle associazioni accreditate presso la Commissione Europea e il Parlamento Europeo".
Intanto tiene banco il tema della vendita del siderurgico. "Il governo italiano renda pubblica la risposta fornita alla Direzione europea concorrenza di Bruxelles in merito alla violazione del principio 'chi inquina paga' e in materia di aiuti di Stato. La risposta da parte del governo italiano alla Commissione europea doveva essere data entro il 20 novembre scorso".  Lo sottolinea il co-portavoce nazionale dei Verdi Angelo Bonelli.
"Cosa ha risposto - aggiunge - il governo italiano? I cittadini hanno il diritto di sapere, o è un segreto di Stato? La Direzione generale concorrenza aveva formulato numerose contestazioni: dal prestito-ponte alla mancata approvazione del piano industriale fino ad arrivare a quella della 'bad company' che impedirebbe l'avvio delle bonifiche a carico di chi ha inquinato". In queste ore, attacca Bonelli, "c'è uno sforzo del governo che affronta il problema dell'Ilva decontestualizzato dalla situazione sanitaria della città e dal liberarla dal peso dei veleni. Il governo e la struttura commissariale Ilva sanno, ma non dicono che ad oggi 25mila persone sono a rischio tumore, secondo la valutazione del danno sanitario, ed una volta conclusa l'applicazione dell'Aia - conclude il leader dei Verdi - il numero delle persone a rischio scenderà a 12.500: un dramma". (RepBa)

mercoledì 19 novembre 2014

La speranza è l'ultima a morire

Bonifica dei terreni a Taranto. PeaceLink invita il Presidente della Provincia a emanare un'ordinanza nei confronti di chi ha inquinato il quartiere Tamburi

In questi giorni si rincorrono voci di un imminente inizio di quelle bonifiche dei terreni delle scuole del quartiere Tamburi di Taranto che erano state più volte annunciate prima lo scorso anno e poi all'inizio di quest'anno.
Gli spazi verdi delle scuole e le aree gioco del quartiere Tamburi sono infatti contaminate sopra i limiti di legge.
La relazione ufficiale presente sul sito della "Cabina di regia per gli interventi urgenti di bonifica" (http://www.commissariodelegatoemergenza.it/taranto) attesta la "presenza di Metalli, Idrocarburi pesanti, PCB e IPA in concentrazioni superiori alle rispettive CSC (concentrazione soglia di contaminazione)".
Era prevista l'esecuzione della caratterizzazione, l'elaborazione dell'Analisi di Rischio sito specifica, la redazione del Progetto di Bonifica e l'esecuzione dell'intervento di bonifica per le seguenti aree:
COMUNE DI TARANTO - "Cimitero di San Brunone" Caratterizzazione, analisi di rischio e bonifica dei suoli
COMUNE DI TARANTO - "Scuola De Carolis, Scuola Deledda, ex Scuola D'Aquino" Caratterizzazione,analisi di rischio e bonifica dei suoli
COMUNE DI TARANTO - Bonifica del Quartiere Tamburi di Taranto
Nella documentazione ufficiale nel sito della Cabina di Regia per le bonifiche si legge:
"Le elaborazioni e le considerazioni effettuate in sede di Analisi di Rischio hanno evidenziato la effettiva contaminazione del sito (...) Il Top soil (0-0,1m) risulta contaminato da PCB che determinano rischio sanitario (cancerogeno) e Selenio che determina rischio ambientale. Il Suolo Superficiale (0-1m) risulta contaminato da Tallio che determina rischio sanitario (tossico) per il recettore bambino e rischio ambientale (per la risorsa idrica sotterranea), e da Selenio, Idrocarburi Pesanti, PCB e Zinco che determinano rischio ambientale".
In altre parti della documentazione emerge una grave contaminazione da piombo (inquinante neurotossico) che è estremamente pericoloso in quanto può provocare un danno irreversibile al cervello dei bambini. Le analisi effettuate su urine e sangue attestano una preoccupante presenza nel corpo dei tarantini di piombo, anche nei bambini.
In presenza di un accertato rischio per la salute, la Provincia di Taranto ha nel 2013 vietato agli studenti di scuola media superiore di andare nei locali scolastici del quartiere Tamburi: il Commissario prefettizio bloccò infatti il trasferimento del Liceo Artistico Lisippo presso la scuola Deledda.
Contemporaneamente il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, ha consentito ai bambini di scuola elementare di frequentare le scuole nel quartiere Tamburi.
Taranto è la città dei paradossi: nel quartiere Tamburi possono andare a scuola i bambini ma non i ragazzi. Per i primi non ci sarebbe pericolo, per i secondi sì.
In una situazione così anomala, erano più che mai attesi gli interventi di bonifica dei terreni inquinati.
Le attività di bonifica delle aree pubbliche del quartiere Tamburi erano previste dal ”Protocollo d’intesa per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto” del 26 luglio 2012.
Vi è tuttavia un grave problema che a nostro parere non è stato risolto e da cui dipendono gli stessi interventi di bonifica.
Ci chiediamo infatti se la Provincia e il Comune di Taranto abbiano individuato i responsabili del superamento dei valori di concentrazione soglia di contaminazione in applicazione dell’art. 244 del D. Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii., come da noi richiesto all'allora Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, nell'incontro del maggio 2013. A seguito di quella richiesta l’avv. Maurizio Pernice del suddetto Ministero inviava all'Amministrazione provinciale di Taranto il 23/05/2013 una richiesta di provvedere ai sensi dell’art. 244 e cioè di individuare i responsabili prima di procedere ai lavori di bonifica.
Tale missiva del Ministero dell'Ambiente è stata da noi consegnata durante durante una seduta della Cabina di regia per le bonifiche a tutti i presenti ed in particolare ai referenti istituzionali considerato che da notizie informali avevamo appreso che non ancora non era stata ricevuta.
In sostanza il rischio è che si avviino lavori di rimozione del terreno per la bonifica dei Tamburi modificando lo stato dei luoghi e impedendo l’accertamento delle responsabilità degli inquinatori. Ricordiamo che le risorse che si stanno utilizzando per i lavori sono pubbliche e che quindi non stiamo applicando il principio “Chi inquina paga”; e aggiungiamo che ciò, oltre ad essere una violazione di una norma, è anche una scelta assurda in un periodo in cui le risorse pubbliche sono ancora più scarse del solito. Le bonifiche vanno fatte a carico di chi ha inquinato, non del contribuente.
Rendiamo pubblico al nuovo Commissario per gli interventi urgenti di bonifica di Taranto, Vera Corbelli, che tutta la documentazione l'abbiamo consegnata alla Procura della Repubblica.
Facciamo accoratamente presente anche al nuovo Presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano che alla Provincia spetta l'attuazione dell'articolo 244 del D.Lgs. 152/2006 che recita:

1. Le pubbliche amministrazioni che nell'esercizio delle proprie funzioni individuano siti nei quali accertino che i livelli di contaminazione sono superiori ai valori di concentrazione soglia di contaminazione, ne danno comunicazione alla regione, alla provincia e al comune competenti.
2. La provincia, ricevuta la comunicazione di cui al comma 1, dopo aver svolto le opportune indagini volte ad identificare il responsabile dell'evento di superamento e sentito il comune, diffida con ordinanza motivata il responsabile della potenziale contaminazione a provvedere ai sensi del presente titolo.
3. L'ordinanza di cui al comma 2 è comunque notificata anche al proprietario del sito ai sensi e per gli effetti dell'articolo 253.
Al nuovo presidente della Provincia Martino Tamburrano facciamo presente che a lui spetta il compito di diffidare "con ordinanza motivata il responsabile della potenziale contaminazione", così come prevede la legge. Se questo non viene fatto l'Italia incorrerà nelle conseguenze della procedura europea di infrazione. Non solo: le stesse amministrazioni potrebbero dover rendere conto di fronte all'autorità competente della ragione per la quale a Taranto non viene applicato il principio "chi inquina paga".
Invitiamo pertanto il Presidente della Provincia a emanare un'ordinanza nei confronti di chi ha inquinato il quartiere Tamburi al fine di applicare - come richiede la legge italiana e la normativa europea - il principio "chi inquina paga".

Per PeaceLink - Fulvia Garvame - responsabile nodo PeaceLink Taranto; Alessandro Marescotti - presidente nazionale di PeaceLink