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mercoledì 11 febbraio 2009

Rifiuti speciali all'Ilva

(ANSA) Oggi la Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro una vasta area di 50.000 metri quadrati all'interno dell'Ilva adibita a discarica abusiva di 35.000 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi. Si tratta in particolare di traversine ferroviarie in legno trattate con sostanze cancerogene e di 15.000 tonnellate di pneumatici fuori uso.
I finanzieri hanno provveduto al sequestro in esecuzione di un provvedimento di carattere probatorio firmato dal sostituto procuratore del tribunale di Taranto Pietro Argentino.
Nella zona industriale del capoluogo jonico. Gli investigatori ipotizzano un traffico transfrontaliero di rifiuti.


Qualcosa di simile è già accaduto a dicembre all'Ilva di Genova.
Ora ci chiediamo: a quando le minacce di licenziamento post-sequestro?
A presto per ulteriori aggiornamenti.....

giovedì 19 giugno 2008

Pubblicati i dati INES sulle emissioni industriali 2006!

... quando la rete fa il suo dovere...
Ecco, appena segnalati da Angelo (www.ambientenergia.org) i dati dell Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti (INES). Sono stati estratti dalla tabella nazionale tutti i valori relativi agli impianti di Taranto e Brindisi.
Le notizie non sono confortanti, anzi...
Saluti dalla "Capitale della Magna Dispersione"!

Read this document on Scribd: INES TARANTO BRINDISI 2006

martedì 22 aprile 2008

Taranto - E' online la mappa degli inquinanti


Al seminario dal titolo ""Taranto - la mappa dei veleni " tenutosi ieri 21 aprile presso la Uil, realizzato dalla stessa organizzazione sindacale, insieme a Peacelink e al Comitato per Taranto, è stato presentato un nuovo strumento, funzionale alla conoscenza degli inquinanti emessi dalle industrie pesanti presenti nel territorio jonico.

Questo strumento è la "mappa dei veleni" consultabile on line. Ideatore di questo prezioso strumento è il Presidente di Peacelink: Alessandro Marescotti, che non finisce mai di stupirci.

Ma come funziona questa mappa?
è molto semplice: è necessario cliccare sul link "Taranto - la mappa degli inquinanti", e potrete visitare una pagina web dove al suo interno troverete un albero con tantissimi rami e radici....
E ad ogni ramo corrisponde una casella. Ad ogni casella corrisponde un'importante informazione.
In questo modo potrete realizzare una ricerca mirata, con l'aiuto di semplici strumenti conoscitivi.

Per esempio si desidera avere maggiori informazioni sull'Apirolio o su qualche altro inquinante a Taranto? .... è semplice basta cliccare sulla casella.
La mappa non è ovviamente completa ma si potrà arricchire in futuro di nuove informazioni. E' infatti una mappa in continuo aggiornamento, ed è questa la particolarità che la rende maggiormente interessante.

Cosa aspetti a provarla?
Vai alla MAPPA: e buona navigazione!







giovedì 20 marzo 2008

I Veleni di Taranto: intervista a Stefano Montanari e a Ferdinando Rossi

Oggi, giovedì 20 marzo alle ore 17 nella libreria Gilgamesh in via Oberdan 45 a Taranto.



Gli Amici di Beppe Grillo di Taranto, il Comitato per Taranto e PeaceLink hanno organizzato un incontro con il dott. Stefano Montanari, uno dei massimi esperti internazionali di polveri sottili e nanopatologie.
In particolare sarà invitato a poter parlare degli inceneritori e dell'impatto delle "nanoparticelle" derivanti dall'acciaieria. Interverrà anche il sen. Fernando Rossi che si è fatto promotore di varie interrogazioni parlamentari su mercurio, diossina e inquinamento industriale.

L'appuntamento è per giovedì 20 marzo alle ore 17 nella libreria Gilgamesh in via Oberdan 45 a Taranto.

Stefano Montanari e Fernando Rossi sono promotori della lista civica nazionale "Per il Bene Comune".
"L'iniziativa non vuole avere un'impostazione elettoralistica - specifica Alessandro Marescotti di PeaceLink - benché Montanari e Rossi siano candidati. Vogliamo porre domande e capire. L'incontro sarà condotto da noi, senza simboli di lista, con un taglio giornalistico e con finalità scientifiche. Le domande non sono concordate. Solo una domanda abbiamo concordato ed è finalizzata a capire se l'acciaieria produca nanoparticelle, ossia quelle microsfere che sono state riscontrate sui campi di battaglia dopo le esplosioni con uranio impoverito e che sono sospettate di aver prodotto tumori nei reduci di guerra".



Nell'incontro alla libreria Gilgamesh verrà presentato l'ultimo libro del dott. Montanari "Il girone delle polveri" (appena pubblicato da Macro edizioni).


Amici di Beppe Grillo - Taranto

Comitato per Taranto

PeaceLink


promuovuono per giovedì 20 marzo alle ore 17 nella Libreria Gilgamesh (via Oberdan 45, Taranto) la seguente iniziativa culturale dal titolo



I VELENI DI TARANTO
Come individuarli e come combatterli


Alessandro Marescotti intervista il

dott. Stefano Montanari

e il
sen. Fernando Rossi


Introduce: Espedito Alfarano (Amici Beppe Grillo di Taranto)

Conclude: Giulio Farella (Comitato per Taranto)

sabato 9 febbraio 2008

Quali e quanti gli inquinanti sversati nel territorio jonico?

COMUNICATO STAMPA

La recentissima notizia dei controlli sui contaminanti presenti nel gregge di pecore portato a pascolare a Statte in aree limitrofe allo stabilimento ILVA rende indispensabile, ancora una volta, capire quali e quanti inquinanti siano stati sversati negli anni nel territorio ionico. In particolare, in questo caso, l’attenzione ricade sui policlorobifenili (PCB), una classe di composti ottenuti per sintesi chimica. I PCB sono stati utilizzati per decenni con svariate funzioni finché negli anni 70 la produzione e l’utilizzo vennero vietati a livello internazionale a causa della elevatissima tossicità. Oggi si sa che i PCB, la cui struttura chimica è molto simile a quella delle diossine, causano nell’uomo danni al fegato, alterazioni dei sistemi endocrino e immunitario e cancro. Inoltre la natura lipofila dei PCB permette loro di accumularsi nel cibo contaminato, nel sangue e nel latte materno. Bambini nati o allattati da donne che attraverso l’ambiente o l’alimentazione erano state esposte ai PCB hanno mostrato carenze nello sviluppo mentale e motorio.

I PCB finiscono in atmosfera per volatilizzazione ed attraverso i venti possono essere diffusi per migliaia di chilometri dal luogo di origine, addirittura oltre il Circolo Polare Artico.

Il diffuso utilizzo del PCB fino ai primi anni 80 ha riguardato anche l’intera zona industriale di Taranto. In particolare occorre soffermarsi sulla “questione apirolio” all’interno dell’impianto siderurgico. L’apirolio, noto anche come Askarel, è una miscela di policlorobifenili massicciamente utilizzata nei trasformatori elettrici per il raffreddamento e la lubrificazione. Se sottoposto a temperature elevate (800° C) volatilizza e sprigiona diossina. In una recente intervista, l’ex delegato UILM ed attuale Assessore Francesco Calcante afferma che nel 1990 c'erano 986 trasformatori con 1800 tonnellate di apirolio, mentre nel 1979 i trasformatori erano di più e l'apirolio era quasi il doppio. Questo dato è confermato da Francesco Maresca, ex operaio, delegato Fiom nell'Area Ghisa di Taranto, che racconta: "Non tutto il PCB che veniva sostituito nei trasformatori era poi smaltito attraverso i fusti di recupero. Una certa parte, soprattutto i volumi ridotti, veniva sversata in tombini per lo scarico o, addirittura, per terra. Così finiva nelle acque di scolo. Fino alla fine degli anni '70 non abbiamo saputo nulla sulla pericolosità dell'apirolio".

I dottori Giua e Spartera, consulenti della magistratura tarantina, hanno potuto appurare che tra il 1982 e il 1996 si sono verificati diversi eventi di rotture, corti circuito e di esplosioni di trasformatori ad apirolio. Questi eventi avevano provocato l'esposizione dei lavoratori ai PCB e la loro dispersione nell'ambiente.

Consultando i dati di emissione contenuti nel registro INES dell’APAT, inoltre, si può stimare che lo stabilimento ILVA di Taranto nel 2005 abbia immesso in aria oltre il 10% dei PCB prodotti in tutta Italia nello stesso anno.

E’ di meno di un mese fa la notizia del divieto di vendita del latte prodotto nella Centrale di Brescia per la contaminazione da PCB e diossine. La causa della contaminazione pare essere la dieta degli animali, foraggiati con mangimi coltivati a poca distanza dal locale inceneritore ed in prossimità del sito dove operava la Caffaro, unica ditta italiana a produrre PCB. I terreni circostanti l'area-Caffaro sono oggi altamente contaminati e circa il 90 % della produzione di PCB/apirolio della Caffaro è arrivato a Taranto per le locali esigenze industriali.

Controlli dell’ARPA Puglia effettuati su terreni prelevati ai Tamburi, al Cisi e a Statte mostrano livelli di contaminazione da PCB elevatissimi ma, come accade per la diossina emessa dai camini dell’ILVA, rientrano negli attuali limiti di legge italiani, che risultano decine di volte superiori a quelli europei.

Il problema della contaminazione da PCB nella filiera agroalimentare è, quindi, cruciale anche a Taranto. Diversi studi scientifici del CNR di Taranto hanno mostrato un’elevatissima contaminazione da PCB dei sedimenti marini, che pone Taranto tra le aree maggiormente contaminate del Mediterraneo. Questo comporta gravi pericoli per gli ecosistemi marini e per il consumo di prodotti ittici, se non controllati accuratamente.

Inoltre, nel mese di gennaio il Comitato per Taranto ha inviato una raccomandata A.R. alla PARMALAT SpA, perché, sul latte conferito alla Centrale del latte di Taranto, di cui è proprietaria con il marchio FIORE, effettui immediatamente e renda pubblici almeno gli stessi autocontrolli che vengono fatti nella Centrale di Brescia relativamente a diossine e PCB. I prelievi vanno eseguiti da personale di ARPA Puglia e gli esami svolti presso laboratori certificati.

Alla luce della superficialità con la quale per anni si è sversato apirolio nei canali di scolo, nei terreni e in mare, il Comitato per Taranto chiede alle Autorità preposte di procedere a tutti i controlli necessari per valutare i livelli di contaminazione da PCB nell’area ionica e la corretta applicazione delle procedure di smaltimento dell’apirolio tuttora presente nell’area industriale. Inoltre si chiede che per il nostro territorio, già dichiarato ad alto rischio ambientale, vengano applicati limiti più restrittivi, che tengano realmente conto della salute delle persone, e che si definiscano al più presto gli interventi di bonifica dei siti inquinati, come l’ex Matra a Statte.


Il Comitato per Taranto