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mercoledì 30 ottobre 2013

E intanto dentro si "fuma" di tutto!

Ilva, intossicati 15 operai
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Ilva, intossicati 15 operai
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Ilva, 15 operai intossicati nell'acciaieria“



Quindici operai dell'Ilva sono rimasti intossicati stamattina, intorno alle 7, dall'esalazione di alcuni fumi nel reparto Colata continua dell'acciaieria 1. E' quanto denuncia Francesco Rizzo dell'Unione sindacale di base."Cinque di loro - spiega Rizzo - erano rimasti intossicati anche la scorsa settimana".
L'incidente è avvenuto nel reparto Colata continua 1 dell'Acciaieria 1 dell'Ilva ed è il secondo in pochi giorni. "La sera del 19 ottobre scorso - come ricorda l'Usb - altri sei dipendenti del Siderurgico mentre erano al lavoro nell'area del CCO1 hanno avuto grosse difficoltà di respirazione in seguito all'inalazione di monossido di carbonio e chissà quali altre sostanze, sprigionate nel capannone senza che nessun tipo di allarme abbia avvertito le maestranze".
Gli operai, soccorsi nella infermeria, non avevano riportato gravi conseguenze. Il coordinatore provinciale dell'Usb Francesco Rizzo osserva che "l'Acciaieria e le Colate continue 1 e 5 necessitano di grandi e immediati interventi, partendo dalla salvaguardia della salute e sicurezza di chi ci lavora, che allo stato delle cose non viene garantita". (Today)
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domenica 20 ottobre 2013

Chiacchiere tossiche

Sei operai intossicati in acciaieria 1 all'Ilva 

Sei operai dell’Ilva sono rimasti intossicati sabato sera mentre lavoravano nel reparto CCO1 (Colata Continua) dell’Acciaieria 1 dello stabilimento di Taranto. Lo rende noto l’Usb (Unione sindacale di base) aggiungendo che l’intossicazione sarebbe dovuta all’inalazione "di monossido di carbonio e chissà quali altre sostanze, sprigionate nel capannone senza che nessun tipo di allarme abbia avvertito le maestranze".
Gli operai sono stati soccorsi nella infermeria e non hanno riportato gravi conseguenze. Secondo il sindacato di base è "certo che tali sostanze invece di finire in qualche cappa di aspirazione, sicuramente in avaria, sono finite nei polmoni dei lavoratori".


Il coordinatore provinciale dell’Usb Francesco Rizzo osserva in una nota che "l'Acciaieria le le Colate continue 1 e 5 necessitano di grandi e immediati interventi, partendo dalla salvaguardia della salute e sicurezza di chi ci lavora, che allo stato delle cose non viene garantita".
Il Sub-commissario Ronchi a giugno, in concomitanza della fermata di Acciaieria 1, precisa Rizzo, "aveva dichiarato che avrebbero approfittato della fermata di Acciaieria 1 per fare i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. Noi – conclude il dirigente Usb rivolgendosi a Ronchi – approfittiamo per dire che nella fermata di Acciaieria 1 di ordinario e straordinario c'erano solo le sue chiacchiere". (GdM)

martedì 27 settembre 2011

E se non fanno qualcosa loro, chi sennò?

Fuga di gas tossici a Taranto, malori tra medici e personale dell'Asl

I dipendenti del Sert al lavoro nei locali dell'ex ospedale Testa sono rimasti intossicati dopo l'ennesivo episodio avvenuto nella sede di fronte alla raffineria dell'Eni e a poche centinaia di metri dall'Ilva. Lì dove i tecnici avevano rilevato livelli fuori norma di sostanze inquinanti
Alcuni dipendenti del Dipartimento dipendenze patologiche e del Servizio tossicodipendenze dell'Asl di Taranto, al lavoro nei locali dell'ex ospedale Testa, sono rimasti intossicati a causa di una fuga di gas sprigionatasi dagli stabilimenti della zona industriale. Non è la prima volta che succede, e i lavoratori ora protestano affinché la sede del Sert venga spostata.
La struttura dell'ospedale 'Testa', dove lavorano medici, psicologi, assistenti sociali e infermieri del Sert, si trova sulla statale 106 Taranto-Reggio Calabria, quasi di fronte alla raffineria Eni e a poche centinaia di metri di distanza dall'Ilva.
I dipendenti hanno accusato piccoli malori, irritazioni agli occhi, mal di testa e nausea, giudicati guaribili in pochi giorni dai sanitari del pronto soccorso dell'ospedale 'Santissima Annunziata'. Già in passato i tecnici dell'Arpa avevano rilevato in quella zona un livello fuori dalla norma di sostanze inquinanti. (Repubblica)

lunedì 1 dicembre 2008

Quattro intossicati all'Ilva

Sono rimasti intossicati, in modo lieve, dalle esalazioni provenienti da materiale di scarto. È avvenuto alla vasca dell'acciaieria 2 dell'Ilva di Taranto. I quattro sono dipendenti della "Nuova Sg", ed erano impegnati nello svuotamento della vasca di lavaggio e raffreddamento, che raccoglie le polveri di lavorazione. Sono stati giudicati guaribili in 15 giorni. (Instablog)

martedì 16 settembre 2008

La discarica comincia a "farsi sentire"

Emergenza sanitaria in corso. E' stata infatti una vera e propria nube tossica, quella che ha investito San Marzano di San Giuseppe, l'altra sera, venerdì 12 settembre 2008, intorno alle 23 e 30. Le esalazioni sono durate per circa 40 minuti ed hanno provocato diverse intossicazioni. Per molti, sono state infatti necessarie le cure mediche prestate o al pronto soccorso dell'ospedale San Marco di Grottaglie, o al poliambulatorio sanmarzanese o da medici generici. Alcuni degli stessi medici hanno poi provveduto a sporgere denuncia ai carabinieri, vista la portata di questo fenomeno che non ha precedenti e che avviene proprio ora, guarda caso, pochi giorni dopo l'apertura del terzo lotto della discarica per rifiuti speciali Ecolevante, in contrada La Torre-Caprarica.

E così, si aggrava uno stato di emergenza sanitaria già per tempo preannunciato dal Presidio Permanente No Discariche che domani, 16 settembre, compie un anno, festeggia in serata e, soprattutto, ribadisce la propria assoluta contrarietà a questo nuovo invaso di mondezza tra l'altro autorizzato grazie a documenti omissivi.

Riguardo a quei cittadini per i quali sono state necessarie le cure mediche, essi hanno già dato la propria disponibilità a rilasciare interviste per raccontare l'accaduto ai mezzi di informazione. Intanto, è assai probabile che arrivi un'ondata di denunce, mentre, per l'imminenza del Consiglio comunale sanmarzanese al riguardo, il Presidio chiede che la seduta della massima assise cittadina si svolga in pubblica piazza. Non più al chiuso delle stanze, secondo quelle modalità che sinora sono state funzionali alle autorizzazioni dii nuove discariche come quella di La Torre-Caprarica alla quale il Presidio si oppone fermamente, così come si oppone all'apertura di inceneritori e di piattaforme adatte a calamitare rifiuti da ogni dove per smistarli alle discariche della zona.

Il nostro rifiuto a nuovi ecomostri non prevede compromessi né concessioni di nessun tipo
pronto-telefono: 348 52 92 115