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sabato 18 ottobre 2014

Nel cuore di Roma

Il caso Taranto a convegno Lumsa su ambiente


Il 23 ottobre a Roma per iniziativa di Good Morning,Youth
In una stanza dove si fuma c’è una concentrazione di 40 nanogrammi per metro cubo di IPA cancerogeni, ma c’è una citta italiana dove si respirano ogni giorno, per la strada, tra i 40 e 50 nanogrammi, con picchi oltre gli 80. Questa città è Taranto dove la grande acciaieria dell’ILVA è sotto accusa, dopo la decisione della Commissione Europea di passare al secondo stadio della procedura di infrazione contro l’azienda siderurgica. Se ne parlerà a Roma, all’Università Lumsa, il 23 ottobre alle 16 nel corso del convegno “Bella da morire” curato dall’organizzazione studentesca “Good Morning, Youth”. All’incontro interverranno Luigi Oliva per il “Comitato per Taranto”, Palmira Scalamandrè, docente di storia e filosofia del liceo scientifico Battaglini di Taranto, Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia e Fiammetta Mignella Calvosa, docente di sociologia dell’ambiente e del territorio dell’università Lumsa di Roma.

Per ulteriori informazioni: goodmorningyouth@gmail.com

lunedì 22 settembre 2014

Un convegno "mondiale"!

Il Comitato per Taranto è stato ufficialmente invitato a parlare al convegno dal titolo:  

" BELLA DA MORIRE - perché rispettare il nostro pianeta".

che si terrà il 23 ottobre prossimo, ore 16:00, Borgo Sant'Angelo 13, Università LUMSA, Roma.
Il convegno è stato organizzato dal gruppo, Good Morning, Youth, della LUMSA. 
Il caso Taranto a convegno Lumsa su ambiente

Interverranno:
- Luigi Oliva, parlerà del DISASTRO AMBIENTALE di Taranto.

- Palmira Scalamandrè, docente di storia e filosofia del liceo scientifico Battaglini di Taranto 
- Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia, parlerà di RISCALDAMENTO GLOBALE E LIMITI DELLO SVILUPPO.
- Mignella Calvosa, Professore ordinario di Sociologia dell’Ambiente e del Territorio dell'Università LUMSA, affronterà un altro argomento delicato: LA SOSTENIBILITÀ URBANA.

 COMUNICATO STAMPA:
"In una stanza dove si fuma c’è una concentrazione di 40 nanogrammi per metro cubo di IPA cancerogeni, ma c’è una citta italiana dove si respirano ogni giorno, per la strada, tra i 40 e 50 nanogrammi, con picchi oltre gli 80. Questa città è Taranto dove la grande acciaieria dell’ILVA è sotto accusa, dopo la decisione della Commissione Europea di passare al secondo stadio della procedura di infrazione contro l’azienda siderurgica. Se ne parlerà a Roma, all’Università Lumsa, il 23 ottobre alle 16 nel corso del convegno “Bella da morire” curato dall’organizzazione studentesca “Good Morning, Youth”."

Per ulteriori informazioni: goodmorningyouth@gmail.com

 


Clicca qui per la pagina Facebook del gruppo







martedì 7 maggio 2013

Taranto al convegno AIE

Il caso Taranto, l'attività dei blogger tarantini nell'informazione e la discussione sulle tematiche della città sono state illustrate nel corso del Seminario satellite del Convegno di Primavera, organizzato dall’Associazione Italiana di Epidemiologia(AIE) il 6 maggio 2013 a Bologna, presso la Sala Conferenze della Terza Torre Regione Emilia-Romagna - Viale della Fiera, 8.

Titolo della relazone: Taranto: i delfini nella rete. Siamo tutti blogger
Relatore: Luigi Oliva

 

venerdì 3 agosto 2012

Colpo di mano sui rifiuti in regione

Comunicato stampa

DDL sui rifiuti. NO ai privati e all’incenerimento.
I consiglieri non approvino il DDL.
Comitati pronti a utilizzare strumenti legislativi e referendari.


Con riferimento al DDL “ Rafforzamento delle pubbliche funzioni nell’organizzazione e nel governo dei servizi pubblici locali” apprendiamo con interesse le dichiarazioni del consigliere regionale Patrizio Mazza (IdV) che ha proposto alcuni emendamenti che richiamano le richieste della Rete dei Comitati per i Beni Comuni, come:
- l’affidamento a soggetti di diritto pubblico;
- le modalità di gestione del ciclo dei rifiuti coerenti con “Strategia rifiuti zero”;
- la richiesta di rinvio dell’approvazione del DDL necessaria per l’approfondimento della materia (http://www.consiglio.puglia.it/applicazioni/cadan/cms_AgenziaNotizie/dataview.aspx?id=175149).  

Dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale 199/2012 con la quale sono state abrogate le norme che, in spregio all’esito referendario, avevano reintrodotto l’obbligo di gestione dei servizi pubblici locali attraverso Società per Azioni, ci saremmo aspettati che la Regione Puglia nella “nuova” bozza di DDL avesse almeno introdotto come opzione la possibilità di gestione attraverso azienda speciale o altro soggetto di diritto pubblico.
E, invece, nulla! Alla SpA mista e privata, si aggiunge solo l’opzione SpA con capitale pubblico.
Lo stesso dicasi per gli inceneritori che figurano ancora nel testo, nel ddl, infatti, è stabilito di mandare a incenerire la parte del rifiuto residuo con alto potere calorifero, contravvenendo alle indicazioni che giungono dalle risoluzioni del parlamento Europeo che invece chiedono “un divieto di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati, con riferimento alla gerarchia prevista nella direttiva quadro sui rifiuti”.
E tutto questo nonostante le osservazioni presentate da comitati e organizzazioni. Perché non avviare un momento di confronto serio e strutturato con la cittadinanza e i Comuni – come richiesto ufficialmente (vedi testo in allegato) su una materia tanto delicata e controversa?
Questa non è partecipazione ma, soprattutto, non è democrazia.
Non può essere considerata democrazia alcuna decisione presa utilizzando la forza del potere sordo alle richieste di approfondimento, confronto e condivisione avanzate dalla cittadinanza.
Per questo torniamo, in queste ore, a chiedere ai Consiglieri di rispondere all’esigenza della cittadinanza di fermare l’approvazione del DDL per avere il tempo di discutere e decidere democraticamente sui destini del territorio che appartiene prima di tutto a chi lo abita.
I cittadini e i Comuni non possono essere estromessi dalle decisioni riguardanti la gestione del ciclo dei rifiuti.
Nel caso in cui il DDL in questione fosse approvato, conservando l’incenerimento come modalità di smaltimento dei rifiuti e come unica opzione quella della Società per Azioni, allora, i Comitati, i gruppi e le Organizzazione della Rete dei Comitati per i Beni Comuni metteranno in atto tutte le azioni giuridiche, politiche e sociali possibili, al fine di impedire la devastazione ambientale e sanitaria della nostra Regione. Al riguardo, siamo pronti a utilizzare tutti gli strumenti legislativi e referendari previsti nello Statuto regionale. Con l’ambiente e la salute non si scherza!
 Rete dei Comitati per i Beni Comuni                                                                                                          retecomitati@benicomuni.org - www.retecomitati.org
Promuovono e aderiscono alla Rete dei Comitati per i Beni Comuni:
Comitati e Forum territoriali
Comitato Pugliese "Acqua Bene Comune"
Forum "Ambiente Salute"- Lecce
Forum "Ambiente e Salute del Grande Salento"
Forum "Amici del territorio" - Cutrofiano (LE) 
Comitato antinucleare di Maruggio - Taranto
Comitato "Attiva Lizzano" - Taranto
Comitato "Assemblea popolare" - Taranto
Comitato per Taranto - Taranto
Comitato "Beni Comuni" - Barletta
Comitato "Cambiamo Aria" - Galatina (LE)
Comitato "Capitanata rifiuti zero" 
Comitato "Contro sprechi e privilegi"
Comitato "per la corretta gestione dei rifiuti" - Massafra (TA)
Comitato "Danilo Dolci"
Gruppo "Egerthe Onlus" - Galatina (LE)
Comitato "Fibronit Bari" - Bari
Comitato "Minervino Sana" - Minervino
Comitato "Modugno in... dignità" - Modugno (BA)
Comitato No Inceneritore - Cerignola
Comitato "Pro Ambiente" - Modugno
Comitato referendario Galatina (LE)
Comitato SalentAmbiente - Lecce

Associazioni territoriali
Associazione "Antigone per i diritti e le garanzie nel sistema penale" - Lecce
Associazione "Artemia Salina" - Margherita di Savoia (BT)
Associazione "FucinAsud" - Salice Salentino (LE)
Associazione "Giovani Menti Attive" - Modugno (BA)
Associazione "Gaia" - Corsaro (LE)
Associazione "Grilli salentini" - Lecce
Associazione "Ingegneria Senza Frontiere - Bari" - Bari
Associazione "Nuova Messapia"
Associazione "Pensa Libero" - Bari
Associazione "Sviluppo Sostenibile" - Bari
Associazione "WWF Taranto" – Taranto
Gruppi territoriali
Collettivo "Atenei in Rivolta"
Collettivo EXIT - Barletta
Collettivo "Iqbal Masih" - Lecce
Collettivo "Rivolta il Debito"
"Laboratori Sociali Alchera" - Laterza (TA)
Meetup – Lecce
Meetup 192 – Amici di Beppe Grillo Taranto
Movimento "Il Grillaio" - Altamura (BA)
Movimento Occupy ArcheoTower Taranto
Meetup163 I Grilli - Bari
Missionari Comboniani - Bari    
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E la Regione che fa?
Lo approva "per il bene dei cittadini"! E poi dicono che Vendola non è uno che piglia per il ... la gente!!! 
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Il Consiglio ha rigettato l’emendamento presentato dal Consigliere Mazza attinente l’inserimento dell’azienda speciale o altro soggetto di diritto pubblico come opzione da aggiungere alla SpA per la gestione del ciclo dei rifiuti!
La Regione Puglia continua a ignorare l’esito referendario e l’appello della Rete dei Comitati e dei Cittadini per i Beni Comuni, oltre le richieste di rinvio espresse da parte di diversi consiglieri, obbligando di fatto a che il ciclo dei rifiuti sia gestito SOLO da SpA!!!
La Regione Puglia sta scegliendo e imponendo alla cittadinanza la gestione privata del ciclo integrato dei rifiuti. Non possiamo accettarlo.
QUESTO NON E’ DEMOCRATICO!


Rete dei Comitati dei Beni Comuni  --------------------------------------------

Sì a maggioranza alla nuova governance dei rifiuti ed ei trasporti
 
Con 33 voti favorevoli, e 26 astenuti, il Consiglio regionale ha detto sì a maggioranza alla legge sul rafforzamento delle funzioni pubbliche nell’organizzazione e nel governo dei servizi pubblici locali.
Astenuti il gruppo del Pdl, quello della Puglia prima di tutto, l’Udc e il consigliere Mazza (Idv) che ha stigmatizzato la necessità di collegare queste nuove regole al Piano regionale per i rifiuti, con lo scopo di puntare alla riduzione dei rifiuti.
Il capogruppo dell’Udc, Salvatore Negro, ha ribadito la sua contrarietà alla nascita dell’Autorità che considera “un ente inutile”. Il capogruppo di Sel, Michele Losappio, ha sottolineato che “pur esprimendo il voto favorevole di tutto il gruppo e l’apprezzamento per il lavoro svolto, rimane il rammarico di non aver osato”. L’esponente di Sel anche nel corso dei lavori della quinta Commissione aveva espresso il suo disappunto sulla mancata riduzione degli Ato da sei ad uno. “Ha prevalso uno spirito conservatore – ha detto il consigliere Losappio.
Ringraziamenti per il lavoro collaborativo svolto sono arrivati da Francesco Laddomada (LPpV, dal capogruppo della Puglia prima di tutto, Francesco Damone e dal capogruppo del Pdl Rocco Palese. Quest’ultimo ha sottolineato come sia importante il gioco di squadra, su queste materie in particolare per le ricadute sulla vita dei pugliesi. Il capogruppo del Pd Antonio Decaro ha espresso apprezzamento per la legge approvata, auspicando una pianificazione tesa al rafforzamento della raccolta differenziata. Anche Donato Pellegrino ha rimarcato con soddisfazione il buon clima di collaborazione che ”in questa fase storica ha detto - deve essere un imperativo assoluto. Siamo in una fase in cui è necessaria l’unità per disegnare il futuro dei prossimo decenni”.
“In queste giornate ritrovo il gusto del mestiere che faccio”. Così il presidente Vendola conclude il dibattito sul disegno di legge. Un clima di collaborazione che ha visto il presidente più volte al fianco di esponenti dell’opposizione e dell’ex ministro Fitto, per risolvere questioni serie e importanti per la nostra Regione.
“A fronte di un dramma come quello dell’Ilva – ha detto Vendola – è quasi naturale che vi siano convergenze e profonda sintonia, ma su queste materie trovare l’intesa è un dato politico forte”.
“Con questa legge – ha continuato Vendola – abbiamo rafforzato i poteri del pubblico con un sistema di governance, affinché il pubblico stesso sia sottratto alla girandola degli sprechi e sia strappato da qualunque possibile infiltrazione del malaffare. Solo così i cittadini potranno esercitare i propri diritti”.
“Abbiamo lavorato senza ossessioni derivanti dalle opzioni politiche, per questo passaggio riformatore fondamentale, una convergenza nell’interesse della comunità”./pat.sga

giovedì 2 agosto 2012

I sindacati prendono le uova a Taranto mentre la partita si gioca tra Bari e Roma

Ilva, blitz dei contestatori: tensione a Taranto
Camusso: "Rubano la piazza ai lavoratori"

Un gruppo di circa 200 esponenti dei Cobas e dei centri sociali hanno interrotto il comizio del segretario Fiom Landini. "Siete i servi di Riva". Fumogeni, striscioni e polizia in assetto antisommossa. Poi torna la calma

LA CONTESTAZIONE
IL CORTEO
I VIDEO
LA DIRETTA DELLA GIORNATA
“Venduti, venduti, siete i servi di Riva”. Hanno fatto irruzione gridando la loro rabbia nei confronti dei sindacati “incapaci di rappresentarli” i circa 200 appartenenti ai Cobas e ai centri sociali che hanno interrotto la manifestazione dei lavoratori dell’Ilva. Momenti di tensione in piazza della Vitttoria, dove circa 5mila operai, stavano assistendo al comizio dei leader di Cgil, Cisl e Uil, che hanno dato voce alle paure dei dipendenti del colosso siderurgico su cui incombe il provvedimento di sequestro esecutivo dei sei reparti dell’area a caldo. A rischio sono i posti di lavoro di quasi 12mila persone solo tra i lavoratori diretti dello stabilimento, senza considerare
le ricadute sull’indotto.
Fumogeni, slogan, striscioni, polizia in assetto antisommossa. Si è temuto che la situazione degenerasse, ma dopo circa mezz’ora i contestatori se ne sono andati. Arrivati su un furgoncino, un’Apecar, dalla quale usciva fumo nero e rosso - probabilmente a simboleggiare i fumi delle ciminiere dell’Ilva -  hanno lasciato che il comizio, annullato nei momenti di massima concitazione, continuasse. La manifestazione è poi conclusa senza incidenti dopo gli interventi dei leader sindacali nazionali, Angeletti (Uil), Bonanni (Cisl) (fischiato in più occasioni), Landini (Fiom), e Camusso (Cgil).
Si sono vissuti attimi convulsi anche se non vi sono stati incidenti. Dopo la partenza attorno alle nove da due punti differenti della città, due cortei si sono riuniti in piazza della Vittoria dove dal palco hanno cominciato a parlare i leader sindacali. Prima Angeletti , poi Bonanni. Dopo pochi minuti dall'inizio dell'intervento di Landini, nella piazza hanno fatto incursione i contromanifestanti che si sono fatti largo nella piazza tentando di raggiungere il palco. Le forze dell'ordine sono riuscite a bloccarli, ma nel frattempo l'alimentazione dell'impianto di amplificazione è stata interrotta e il comizio è stato sospeso.
Dopo avere letto un volantino contro i sindacati, accusati di essere troppo vicini all'Ilva, e di non difendere la salute di cittadini e lavoratori, i contestatori si sono allontanati e il comizio è ripreso con l'intervento conclusivo di Susanna Camusso: “E’ stata rubata la piazza ai lavorati”, il suo amaro commento. Tutti i leader sindacali hanno detto all'unisono che è possibile e si deve "coniugare lavoro e ambiente" e che non si può pensare di risanare una fabbrica facendola chiudere.
"Non accetteremo per nessuna ragione la chiusura - ha insistito Angeletti - e se chiuderanno non staremo in silenzio ma staremo in piazza". "E' impensabile che si possano perdere ventimila posti di lavoro - ha aggiunto Bonanni - Questa manifestazione vuole richiamare l'attenzione su un'emergenza nazionale". "Non si risana un impianto chiudendolo - ha detto Camusso - e per non contrapporre lavoro a salute bisogna continuare ad investire".
Sull’episodio, da Bari - dove nel frattempo si svolgeva il vertice istituzionale nel corso del quale il ministro Clini ha annunciato per domani il decreto legge per le bonifiche in città - è intervenuto anche il presidente dell’Ilva, l’ex prefetto Bruno Ferrante: “Così non si aiutano i lavoratori - ha spiegato - bisogna sempre conservare e usare molto buon senso, chi interviene per turbare non fa un grande servizio alle ragioni dei lavoratori e della democrazia”.

Diretta / Ilva, tensione in piazza a Taranto
Clini: "Misure urgenti per le bonifiche"
Scontro sulle responsabilità dei disordini

Bloccata la manifestazione, dopo l'irruzione di un gruppo di 200 contestatori. Circa 5mila di operai alla manifestazione dei dipendenti del siderurgico che temono per il loro futuro. I leader sindacali cacciati dal palco, poi il comizio riprende. Il ministro dell'Ambiente a Bari per un vertice con Vendola e le istituzioni locali

di MARIO DILIBERTO e LELLO PARISE
 
FOTO LA CONTESTAZIONE IL CORTEO

GUARDA I VIDEO

ORE 15.20 - Vendola plaude allo 'stile' di FerrantePer il governatore Nichi Vendola, l'ex prefetto Bruno Ferrante ora alla guida del colosso siderurgico, "corregge lo stile peggiore tenuto in questi anni dall'azienda nei confronti di Regione e governo, in un atteggiamento improntato a litigiosità. L'Ilva ha dichiarato la propria disponibilità - ha aggiunto - a fotografare tutte quelle parti dell'ordinanza del gip che rivelano l'esistenza di una relazione fra inquinamento e patologie e di lavorare per rimuovere quegli elementi che sono perniciosi per la salute e per la vita dei tarantini". Per Vendola "non è la scenografia dell'unità delle
istituzioni che può salvare la fabbrica, ma è l'atteggiamento di leale collaborazione e anche di rispetto delle prescrizioni che sono scritte in maniera moto chiara". "Noi - ha concluso - tutto questo lo vediamo come un passaggio stretto che, se superato, ci permetterà di scrivere una pagina di storia".
ORE 15.15 -  ++ ILVA RINUNCIA A RICORSI SU ATORIZZAZIONI AMBIENTALI++
"Ilva rinuncia ai ricorsi che aveva presentato contro la riapertura del procedimento per l'autorizzazione integrata ambientale, l'Aia". Lo ha detto il presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante, al termine dell'incontro sull'Ilva convocato oggi a Bari presso la presidenza della Regione dal Ministro dell'Ambiente Corrado Clini. "Non più conflittualità - ha aggiunto - ma confronto e dialogo attorno a delle soluzioni che possano tutelare meglio l'ambiente, la salute, i lavoro e l'impresa"
ORE 15 - Clini: "Per Taranto un provvedimento d'urgenza"'Il governo domani adotterà un provvedimento d'urgenza per fare in modo che il protocollo d'intesa dello scorso 26 luglio sia efficacemente operativo". lo ha detto Corrado Clini, specificando che "in queste ore si sta valutando se sarà una decreto legge o un'ordinanza di protezione civile". La situazione dello stabilimento Ilva rappresenta "un'emergenza nazionale", ha sottolineato. "La cabina di regia di questo protocollo - ha aggiunto - è affidato alla Regione". Clini è stato in contatto più volte, durante la mattina, con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà e con il ministro dell'economia Vittorio Grilli.
ORE 14.10 - Fim e Uilm contro la Fiom, è scontro su responsabilità dei disordini
di Taranto
Botta e risposta tutta interna ai sindacati che hanno organizzato la manifestazione dei lavoratori di Taranto sulle responsibilità di quanto accaduto con l'incursione dei contestatori. "La bella e partecipata manifestazione di Taranto - ha affermato in una nota Giuseppe Farina, della segreteria nazionale della Fim Cisl -  è stata disturbata nella sua parte conclusiva da stupide ed estremistiche forzature della Fiom nella gestione del comizio che ha consentito di collegare le frange più estreme di uno sparuto gruppo di Cobas con altri gruppi mercenari che si sono evidenziati nella piazza". "La vera manifestazione - ha aggiunto Farina - si è conclusa con l'intervento di Raffaele Bonanni, tutto quello capitato dopo, è solo attribuibile alle responsabilità e alle contraddizioni della Cgil e dai soliti comportamenti poco responsabili tenuti dalla Fiom nazionale, di cui peraltro è risultata essa stessa vittima". Stesso concetto ribadito dalla Uilm, per voce di Rocco Palombella, che ha parlato di "danno all'immagine di questa grande manifestazione di popolo a favore di una fondamentale realtà produttiva del comparto industriale del Paese". Pronta e polemica la risposta arrivata dalla Cgil. "Fim e Uilm farneticano - ha dichiarato seccato leader Fiom, Maurizio Landini - la Fiom, a differenza loro non ha abbandonato la piazza e ha impedito ai Cobas, a questo punto amici di Fim e Uilm, di impadronirsi di una manifestazione non sua". Alla dichiarazione è seguita anche un comunicato della Cgil: "La manifestazione di Taranto è terminata con le conclusioni del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, e quando i lavoratori sono andati via dalla Piazza. Forse qualcuno avrebbe bisogno di un calmante e sopratutto di un buon paio di occhiali".
ORE 13.50 . Fitto: "Sul decreto garantiamo pieno appoggio"
"Piena condivisione sullo strumento del decreto legge per Taranto individuato questa mattina dal tavolo istituzionale e pienamente condiviso dal ministro Clini e che già domani, ci auguriamo, possa andare in consiglio dei ministri. Questo per dare immediata concretezza e piena attuazione agli interventi di bonifica e tutela ambientale previsti dall’Accordo firmato il 26 luglio scorso al Tavolo romano. In questa direzione ho garantito l’impegno pieno dei gruppi parlamentari del Pdl affinché il decreto venga approvato rapidamente con il pieno appoggio del nostro partito". Lo ha dichiarato in una nota Raffaele Fitto a margine dell’incontro presso la presidenza della Regione Puglia con il ministro Clini.
ORE 13.30 - Ferrante: "Gli impianti in piena attività, siamo vicinissimi ai lavoratori"Il presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante, ha confermato che "gli impianti di Taranto sono in piena attività, non possono essere assolutamente spenti, perchè per spegnere gli impianti come quelli occorrono interventi tecnici molto complessi, difficili e laboriosi. I custodi si sono insediati e stanno prendendo conoscenza della realtà dello stabilimento di Taranto". La dirigenza dell'Ilva "è vicinissima ai lavoratori - ha ribadito l'ex prefetto - e con loro combatteremo per far valere le nostre ragioni". "Confermo - ha proseguito Ferrante - la nostra precisa e decisa volontà di tutelare i livelli occupazionali e la vita dell'impresa".
ORE 12.41 Clini, domani il decreto legge su Taranto
Domani il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, in accordo con il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, presenterà al Consiglio dei ministri una proposta di decreto legge su Taranto per gli interventi di bonifica e di tutela ambientale.
ORE 12.02 - I numeri della manifestazione
Secondo le forze dell'ordine, ai due cortei organizzati da Cgil, Cisl e Uil hanno partecipato poco più di 5 mila persone.
ORE 12 - Tolti i presidi, riprende la circolazione a Taranto
Si è conclusa la manifestazione dei sindacati e in città è tornata la calma. Gli operai hanno lasciato la piazza e anche i lavoratori delle ditte di appalto dell'Ilva che avevano bloccato il ponte girevole. La circolazione dei veicoli è ripresa ora regolarmente.
ORE 12.14 - Ferrante, Ilva: "Così non si aiutano i lavoratori"
"Bisogna sempre conservare e usare molto buon senso, chi interviene per turbare non fa un grande servizio alle ragioni dei lavoratori e della democrazia": così il presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante, a Bari ha risposto sull'interruzione della manifestazione.
ORE 12.12 - A Bari il vertice istituzionale con Clini

Nel frattempo, a Bari, è cominciato intorno alle 11 il primo incontro istituzionale della giornata sulla questione dell'Ilva di Taranto. Al tavolo, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini: entrambi non hanno rilasciato dichiarazioni all'inizio dell'incontro. Con Vendola e Clini ci sono anche il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, il presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Florido, il presidente del consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna e il parlamentare del Pdl, Raffaele Fitto (ex presidente regionale).
ORE 12.02 - Bonanni: "Vergogna""E' fallito il tentativo di oscurare la manifestazione", ha commentato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. "Chi ha organizzato questo blitz violento è contro i lavoratori dell'ilva e non vuole il futuro di Taranto. E' solo una forma di protesta violenta, figlia dell'estremismo e forse anche di infiltrazioni di mercenari". Per Bonanni "si dovrebbero vergognare perché in piazza c'erano migliaia di lavoratori pacifici con le famiglie. Ma la piazza vera era tutta con noi. Questo è quello che conta. Chi alimenta l'estremismo e l'antagonismo dovrà riflettere, perché quando si semina odio si raccoglie solo tempesta".
ORE 11.55 - Conclusa la manifestazioneE' stata liberata la piazza di Taranto che ha ospitato il comizio e la contestazione. Gli operai stanno abbandonando la zona, che resta presidiata dalla polizia. Lo sciopero però continua: è stato infatti deciso per il blocco di 24 ore dei dipendenti dello stabilimento, dove comunque sono regolarmente al lavoro gli operai "di comandata" sugli impianti a funzionamento continuo.
ORE 11.40 - L'amarezza di Susanna Camusso
"Non è giusto e legittimo impedire lo svolgimento di una manifestazione", ha detto la Camusso quando la situazione è tornata alla normalità e dopo aver tenuto il suo comizio. "Hanno ottenuto una visibilità che altrimenti non avrebbe avuto - ha aggiunto Camusso - questa non è una gara a chi grida di più". Camusso ha sottolineato che "è sempre facile dire che si poteva fare qualcosa in più. Non è accettabile che in una vicenda così complicata si faccia del sindacato e dei lavoratori il capro espiatorio". Sull'incerto futuro dell'Ilva, Camusso ha spiegato: "Non si risana uno stabilimento semplicemente fermandolo perchè così facendo si mette una croce su uno stabilimento mentre servono interventi con l'impianto in marcia".
ORE 11.30 - Uno dei contestaori: "Questi sindacati non ci rappresentano"
"Questi sindacati non ci rappresentano". Lo ha detto uno dei contestatori, operaio dell'Ilva, che hanno interrotto il comizio dei segretari confederali e dei metalmeccanici a Taranto. "Hanno tirato il peggio di noi, il peggio di questa città . In quella fabbrica - ha aggiunto - non ci sono diritti, non c'è dignità. C'è abbandono totale. Noi conosciamo i nostri problemi e chi ci rappresenta. Se un segretario interviene a un'assemblea manifestando solidarietà a otto persone che ci hanno sottomessi, perseguitati, minacciati e avvelenati - ha concluso il lavoratore - è un sindacato che non conosce i nostri diritti o è troppo assoggettato all'azienda".
ORE 11 ++ RIPRENDE IL COMIZIO++
I contestatori, dopo circa mezz'ora dal loro 'blitz' in piazza Vittoria, hanno lasciato il palco, e gli organizzatori hanno deciso di riprendere la manifestazione. Dopo Luigi Angeletti e Raffaele Bonanni (più volte contestato con fischi dalla piazza), è la volta di Susanna Camusso, leader della Cgil. I contestatori appartenenti ai Cobas sono arrivati con un motocarro fino al palco accendendo anche alcuni fumogeni. A quanto pare l'automezzo si era mosso assieme a uno dei cortei, quello partito dall'Arsenale. I contestatori hanno poi preso la parola con un impianto audio montato sul 'tre ruote' giunto nella piazza e, dopo aver preso le distanze dai sindacati, hanno anche letto un comunicato per ricordare l'anniversario della strage di Bologna.
ORE 10.52 - Le forze dell'ordine allontanano i contestaori
Momenti di vera concitazione in piazza della Vittoria, dove i contestatori dovrebbero abbandonare l'area. La polizia si sta 'spingendo' verso i lati esterni della piazza. Le forze dell'ordine in assetto antisommossa si sono compattate in un cordone. "Andiamocene altrimenti ci caricano", dicono al megafono i rappresentanti dei Cobas, che urlano: "Lo facciamo per i nostri figli".
ORE 10.54 - Contestatori in piazza con uova e fumogeni
I contestatori che hanno interrotto la manifestazione sindacale di Taranto sono giunti in piazza facendosi largo tra la folla a bordo di un Apecar. Hanno diffuso fumogeni e lanciato uova contro il palco da dove era in corso il comizio.
ORE 10.50 - Leader sindacali lasciano la piazza scortati dalla polizia
I leader sindacali nazionali hanno lasciato piazza della Vittoria scortati dalla polizia.
ORE 10.40 - "Siete i servi di Riva"Momenti di tensione a Taranto, dove è saltata la manifestazione. Contestati i sindacalisti. I contestatori sono arrivati in piazza gridando "Venduti". Polizia e carabinieri in assetto antisommossa, sono ai lati della piazza e stanno avanzando gradualmente.
ORE 10.27 ++LA MANIFESTAZIONE E' INTERROTTA ++
I contestatori bloccano il comizio, ufficialmente interrotto. Camusso: "Si è rubata la piazza ai lavoratori". Si tratta di 200 persone, che hanno fatto irruzione durante il comizio, appartengono alle sigle Cobas Taranto, Cobas Brindisi e Lavoratori liberi e pensanti.
ORE 10.20 - Irruzione al comizio
Il comizio di Raffaele Bonanni è stato interrotto dall'arrivo di un gruppo di contestatori, che si sono infiltrati e hanno raggiunto il cuore della piazza. Molti dei partecipanti si sono allontanati, raggiungendo il retro del palco.Si tratta di un gruppo di perosne su una automobile con fumo nero e rosso, a simboleggiare i fumi dell'Ilva. L'automobile avanza tra la folla. Il comizio è interrotto. Le forze dell'ordine cercano di mantenere la situazione sotto controllo. Qualcuno dei contestatori è arrivato anche sul palco. I leader sindacali non sono più sul palco. L'aria è piena di fumo.
ORE 10.17 - Fischi per Bonanni segretario della CislQualche contestazione si è registrata nei confronti del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, al suo arrivo al corteo subito dopo il ponte girevole.
ORE 10.05 - Angeletti: "Non accetteremo la chiusura per nessuna ragione"
I leader sindacali si stanno alternado sul palco e hanno cominciato il loro comizio davanti alle migliaia di lavoratori. Il primo a parlare sul palco allestito in piazza della Vittoria, il segretario generale della Uil. "Non accetteremo per nessuna ragione la chiusura dell'Ilva". Molto spesso parlano persone che non conoscono quello che dicono".
ORE 10.04 - Migliaia di lavoratori in piazza
I due cortei partiti separatamente si sono congiunti in Piazza della Vittoria dove sta per cominciare il comizio che verrà concluso dai segretari nazionali di Cigl, Cisl e Uil. La piazza è gremita da migliaia di persone. Sono circa 7mila
ORE 10 - Partito il corteo a Genova
Almeno 2.000 manifestanti partecipano a Genova al corteo organizzato dai lavoratori dell'Ilva per protestare contro l'ipotesi di chiusura dello stabilimento di Taranto. Alla manifestazione sono presenti anche le Rsu di Fincantieri, e degli stabilimenti Ilva di Racconogi e Novi Ligure. I manifestanti sono partiti dallo stabilimento di Cornigliano e, attraverso Sampierdarena, raggiungeranno il centro di Genova. Una delegazione sarà ricevuta in Regione dal presidente, Claudio Burlando.
ORE 9.36 - Camusso: "La questione Ilva riguarda l'intero assetto industriale del Paese"
"Il problema dell'Ilva è il problema dell'assetto industriale del nostro Paese. Dobbiamo sapere che se non si trovassero soluzioni saremmo costretti a importare acciaio dall'estero". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che partecipa ad uno dei due cortei organizzati dai sindacati a Taranto dopo il sequestro dell'area a caldo del siderurgico. "E' essenziale che l'azienda cambi atteggiamento, perché troppo spesso ha avuto quello di chi voleva fare tutto ciò che desiderava, senza attenzione ai problemi e anche all'innovazione tecnologica fondamentale per fare produzione di qualità". "Speriamo - ha aggiunto - che i segnali di questi giorni siano positivi, perchè occorrono risorse, scelte e rispetto per tutti i soggetti in campo".
ORE 9.30 - Partito il secondo corteoE' partito poco fa dal piazzale antistante l'Arsenale militare di Taranto il secondo dei due cortei organizzati. In testa campeggia un grande manifesto con la scritta: "Difendere il lavoro per tutelare salute, sicurezza e ambiente". Al corteo partecipano molte donne. Imponente il servizio d'ordine con carabinieri e poliziotti in assetto antisommossa per scongiurare possibili problemi di ordine pubblico.
ORE 9.32 - "Il lavoro non si tocca"
Il primo dei due cortei, quello partito dalla città vecchia con i leader sindacali di Cgil, Cisl e Uil, sta già risalendo il centro di Taranto per dirigersi in piazza della Vittoria. Il corteo è aperto da un grande striscione verde di Fiom, Fim e Uilm, con lo slogan "coniugare l'occupazione con l'ambiente". Tra gli slogan scanditi dai lavoratori, "Il lavoro non si tocca" e "la fabbrica è nostra e non si tocca".
ORE 9.16 - Timore per possibili infiltrazioni
Imponente lo schieramento di forze dell'ordine e anche il servizio di sicurezza dei sindacati. E' proprio da uno degli addetti alla sicurezza che arriva l'allarme: "Per il momento è tutto tranquillo, ma sappiamo di possibili arrivi da Bari di gruppi di black bloc".
ORE 9.05 - Già migliaia i partecipanti
Sono circa 5mila gli operai in strada che si stanno organizzando per far partire i due cortei.
ORE 9 Traffico bloccato e cortei pronti per la manifestazione
I primi gruppi di lavoratori delle aziende appaltatrici dell'Ilva di Taranto stanno risalendo lungo la città vecchia, diretti al centro, dove si svolgerà la manifestazione. Il centro della città, e soprattutto piazza della Vittoria, è animato già dalle 7 di questa mattina. Un grande palco è stato installato nella piazza centrale della città, dove parleranno i vertici delle organizzazioni sindacali. Il traffico nella città vecchia è già bloccato e le aree del centro interessate dalla manifestazione sono presidiate da un imponente spiegamento di forze di polizia. Molti i negozi rimasti chiusi, con affisso all'esterno il manifesto della Confcommercio che richiama le ragioni della protesta
ORE 8.40 - Iniziata la mobilitazione I lavoratori sono usciti dalla fabbrica per preparare i due cortei in coincidenza con lo sciopero.
ORE 8.10 - Il ministro Clini a Bari
Sempre oggi, alla vigilia della decisione del tribunale del Riesame sul dissequestro dell'ilva, attesa per domani, il ministro dell'Ambiente Corrado Clini sarà a Bari per un vertice sulla situazione con le istituzioni locali, l'azienda e i sindacati. Oggi il ministro vedrà il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il sindaco e il presidente della provincia di Taranto "per dare attuazione al protocollo d'intesa sottoscritto il 26 luglio" per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto. Poi ci sarà un incontro con i rappresentanti dell'azienda, mentre nel pomeriggio è previsto un tavolo con le organizzazioni sindacali e confindustria.
ORE 8.06 . Il rischio black bloc
Imponente il servizio di sicurezza. Nulla viene lasciato al caso. Neanche le insistenti voci di possibili infiltrazioni da parte di gruppi black bloc. Per questo i punti nevralgici della città saranno presidiati da poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa.
ORE 8.05 - I cortei
Sono due i cortei che, a partire dalle 9, raggiungeranno il centro cittadino. Uno partirà dal Ponte di Pietra, nella città vecchia, raccogliendo i lavoratori provenienti dal siderurgico; l'altro si avvierà da via di Palma, nei pressi dell'arsenale della Marina, raccogliendo i lavoratori dell'indotto. "Non è una manifestazione contro la magistratura - hanno spiegato i sindacati - ma un invito alla città a sostenere la lotta dei lavoratori". Anche i commercianti solidarizzeranno con gli operai. Al passaggio dei cortei Confcommercio farà abbassare le saracinesche dei propri negozi.

FOTO LA FIACCOLATA

ORE 8 - La manifestazione
A Taranto oggi sciopero di otto ore e grande manifestazione sindacale a sostegno dei lavoratori dell'Ilva e delle loro famiglie, dopo la fiaccolata e la veglia di preghiera di ieri. Saranno i leader nazionali di Cgil, Cisl e Uil a concludere con un comizio dal palco allestito nel centro della città, in piazza della Vittoria, il corteo, che si terrà in coincidenza con uno sciopero di 24 ore. Alla manifestazione parteciperanno anche lavoratori degli stabilimenti di Genova e Piombino. Sarà presente anche l'Ugl.
(02 agosto 2012)

venerdì 6 luglio 2012

Massafra, anno zero

Comunicato Stampa dopo il Consiglio Comunale del 04 Luglio 2012. 

 Le ragioni del Comitato si diffondono in Consiglio Comunale. Il Comitato, dopo aver valutato molto negativamente il giorno e l'ora della convocazione che non permetteva una partecipazione ampia dei cittadini, valuta in maniera sostanzialmente positiva i risultati ottenuti in sede di Consiglio Comunale del 4 luglio u.s. Difatti, la mobilitazione attuata insistentemente durante gli ultimi quattro mesi ha sortito un qualche effetto su alcune forze politiche che, avendo acquisito le ragioni del comitato, le abbracciano in parte o in toto. Riteniamo giusto ringraziare il Consigliere Maurizio Baccaro per il suo impegno che ha permesso (per la seconda volta) la convocazione del Consiglio Comunale monotematico, e per aver ribadito il parere negativo di SEL relativamente al progetto di raddoppio dell’inceneritore. Il PD, l’UDC e LA COSTITUENTE DI CENTRO del dott. Cofano hanno proposto una mozione che impegna il Sindaco a farsi promotore verso la Provincia di Taranto di una iniziativa per bloccare i percorsi autorizzativi di vari impianti potenzialmente inquinanti tra cui anche quello del Raddoppio dell’Inceneritore di Appia Energy e, alla luce del parere tecnico espresso dall’ARPA, su quest’ultimo impianto, a farsi garante della salute dei cittadini. A ciò, si aggiunge qualche perplessità che inizia a serpeggiare anche tra la maggioranza: nella stessa assise l’avv. De Giorgio ha sollevato qualche dubbio circa la possibilità che il raddoppio dell’impianto possa essere considerato di “pubblico interesse” e possa ritenersi utile dal punto di vista occupazionale e della salute. Resta l’opinione favorevole al nuovo insediamento dei due principali partiti di maggioranza,” La Puglia prima di tutto” e il PDL. D’altra parte, il Sindaco non esplicita la sua posizione ( anche se il suo partito si è finalmente espresso). Viene approvato un ordine del giorno col quale la maggioranza invita il Sindaco a “seguire” l’iter del progetto, soprattutto per quanto riguarda la valutazione di Impatto sanitario richiesta ancora una volta dall’ARPA di cui già è noto il parere negativo, espresso con chiarezza durante la prima conferenza dei servizi. Il comitato continua a chiedere che l’amministrazione riveda il proprio parere favorevole, espresso in sede di Conferenza di servizi lo scorso 18 maggio e indica il Referendum previsto dallo Statuto Comunale e al quale lo stesso Sindaco non si è mai detto esplicitamente contrario. Il sindaco, ricordiamo inoltre, è il primo responsabile sanitario del nostro territorio e deve guardare in primis al benessere e alla salute dei cittadini. Il comitato continuerà in piena serenità, ma con fermezza, la propria battaglia, nella fedeltà alle profonde convinzioni che lo sostengono. Convinzioni che sono frutto di conoscenze e di esperienze e non di spinte emotive o di informazioni superficiali. Il Comitato continuerà a prendere le distanze da quanti vogliano strumentalizzare il suo impegno e le sue iniziative, e ad accogliere quanti hanno a cuore la cittadinanza attiva, la salute delle persone, la tutela dell’ambiente e un futuro sostenibile per il territorio.
Comitato per la Corretta Gestione dei Rifiuti a Massafra(contro il Raddoppio dell'Inceneritore)

venerdì 9 dicembre 2011

Una battaglia condivisa!

Ecco il testo sottoposto dal Comitato per Taranto alla cittadinanza tarantina che ha sostenuto questa iniziativa sottoscrivendola pienamente insieme ad altre associazioni: Altamarea, Ass. Terra delle Gravine, Ass. Libera, Rinascita civica, CittAttiva, Osservatorio Rigenerazione Urbana, Casa per la pace di Grottaglie, Singoli Cittadini, WWF Taranto, LIPU, Le muse project, Legambiente, Amici di Beppe Grillo Taranto - Meetup 192.

La rotonda del lungomare è un bene di tutti non uno sterrato per parcheggiare!

Lo scorso mercoledì 7 dicembre il Comune di Taranto ha pubblicato l'"Avviso per la presentazione di proposte in project financing di interventi previsti nel programma triennale 2011/2013". Si tratta di "interventi fanno riferimento alla riqualificazione e completamento del polo sportivo al quartiere "Montegranaro-Salinella", alle attrezzature sportive per la scuola calcio, alla realizzazione del teatro di tradizione ex Fusco ed al parcheggio e piastra commerciale sulla rotonda del lungomare, alla ristrutturazione e completamento del palazzo Troylo".
In questo variegato pacchetto di offerte si legge ancora una volta la disperata richiesta di un Comune che annaspa nel programmare ed offrire servizi alla gente secondo una concreta strategia di rigenerazione organica di tutta la città.
Tra le mele marce in offerta ci sono sicuramente le grosse "rogne" di Palazzo Troilo e del Teatro di Tradizione (quale tradizione?), mentre fanno certamente gola il polo sportivo e, soprattutto, la piastra commerciale sul Lungomare.

Come quel naufrago che per capire se i fiammiferi erano ancora buoni non riuscì a trovare altro modo che accenderli uno per uno, il Comune in questi anni, di fronte ad un patrimonio ricchissimo e prezioso rovinato dall'incuria e dalla cattiva gestione, cerca di liberarsene, considerandolo un fastidioso oggetto di critiche, buono da svendere o regalare agli speculatori sempre in fila davanti alla porta di palazzo di città.

Di fronte alla possibilità di rivalutare una delle poche bellezze scampate ai saccheggi passati cioè il sistema del Lungomare con l'affaccio del Palazzo del Governo, sviluppando alla quota del mare banchine, passeggiate, locali e negozi che potrebbero arrivare, lungo la costa fino al viale Magna Grecia, la giunta Stefàno propone di riempire di auto e baracche di hot-dog una delle piazze più belle d'Italia!
Stiamo parlando di un'autentica e rara testimonianza di una stagione fondamentale per lo sviluppo del Borgo, di un esempio di quella monumentalizzazione urbana che faceva di Taranto la porta e la guida per la visione della nuova città italiana, mediterranea e coloniale. Condivisibile o meno sul piano politico, si tratta di un'opera architettonica integrale, scenograficamente riuscita ed ancora oggi validissima come scenario aperto polifunzionale per eventi su grande scala. Tutti noi abbiamo giocato o portato i nostri figli su quella Rotonda!

Inoltre, aprire ulteriori parcheggi e togliere spazi a pedoni e biciclette vuol dire attrarre altre automobili, incrementando ancora il traffico e la congestione della città. E' una politica perdente e vecchia, ormai superata persino da città a noi vicinissime come Bari che è investe da dieci anni in parcheggi di scambio esterni, aree pedonali, piste ciclabili.

Con questo comunicato chiediamo che venga ritirato il bando e che la giunta Stefàno cambi politica nei riguardi dei beni pubblici. Chiediamo che abbia il coraggio di dire a noi cittadini cosa vuol fare con il nostro patrimonio, sottoponendo al giudizio di tutti le decisioni che riguardano la bellezza, il futuro e la memoria della città!

martedì 15 marzo 2011

Vota Sì per fermare il nucleare

Anche a Taranto nasce il Comitato “Vota Sì per fermare il nucleare” aperto a tutte le organizzazioni e ai cittadini che intendono opporsi al ritorno all’energia dell’atomo. ARCI, Auser, Fiom, Legambiente, Libera, Link, Lipu, WWF i promotori nel capoluogo jonico

Anche a Taranto si è costituito il Comitato referendario “Vota Sì per fermare il nucleare” aperto a tutte le organizzazioni e ai cittadini che intendono opporsi al ritorno all’energia dell’atomo. Lo schieramento unitario e trasversale intende coinvolgere i cittadini nel respingere per la seconda volta nella storia del Paese la scelta nucleare e per incentivare, invece, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e il risparmio energetico.
Inutile, rischioso e controproducente: sono questi i principi alla base del Comitato “Vota sì per fermare il nucleare” che opererà per promuovere capillarmente sul territorio il diritto di partecipazione democratica a questa scelta del Paese.
Secondo il comitato, il nucleare non serve all’Italia, dal momento che il Paese ha una potenza elettrica installata di circa 100.000 megawatt (di cui 76.000 effettivamente fruibili), mentre il picco di consumi, che si manifesta in estate a causa dei condizionatori accesi, oggi non supera i 57.000 megawat. Inoltre abbiamo già fin troppe centrali elettriche che devono essere gradualmente sostituite solo dagli impianti a fonti rinnovabili e sarebbe invece necessario investire per ridurre gli sprechi che tutte
le centrali portano con sé attraverso i loro consumi specifici (rendimento
delle produzioni), nonché per contenere. le grandi perdite derivate dalle ingenti quantità di energia elettrica costrette a transitare tra diverse regioni.
Ma il nucleare non ridurrebbe neanche la dipendenza energetica dall’estero, perché l’Italia sarebbe costretta ad importare l’uranio - le cui scorte, peraltro, si calcola possano esaurirsi intorno alla metà del secolo - oltre che tecnologia e brevetti. Secondo uno studio di Ecofys e WWF Internazionale si può raggiungere il 100% di energie rinnovabili fino alla metà del secolo usando le tecnologie attualmente disponibili
La scelta dell’atomo continua, poi, ad essere rischiosa: anche per i reattori di terza generazione EPR in costruzione sono emersi, infatti, gravi problemi di sicurezza, come hanno denunciato, a novembre 2009, le Agenzie di Sicurezza di Francia, Regno Unito e Finlandia. Senza considerare che ancora non è stato risolto il problema di dove depositare in modo sicuro e definitivo le scorie. Inutile dire che gli eventi nelle centrali giapponesi non fanno che confermare i rischi intrinseci in questo tipo di impianti.
L’energia nucleare è infine costosa e controproducente per le tasche dei cittadini e per l’economia del Paese. Per tornare all’atomo, infatti, bisognerebbe ricorrere a fondi pubblici e garanzie statali, quindi alle tasse e alle bollette pagate dai cittadini. Tutte risorse importanti, sottratte ai finanziamenti per la ricerca, per l’innovazione tecnologica, alla diffusione dell’efficienza energetica e le energie rinnovabili, quindi ad investimenti più moderni e incisivi da un punto di vista ambientale e occupazionale. Secondo uno studio di Ecofys e WWF Internazionale si può raggiungere il 100% di energie rinnovabili fino alla metà del secolo usando le tecnologie attualmente disponibili
Non c’è dunque bisogno di nuova energia nucleare, ma semplicemente di investire nel risparmio e nell’efficienza energetica e di incentivare la crescita delle fonti rinnovabili in sostituzione di quelle fossili: solo con la nascita di una vera e propria rivoluzione energetica, capace di contrastare i cambiamenti climatici, di innovare processi e prodotti sarà infatti possibile dare risposte concrete alla crisi economica.
Fare informazione sarà il primo obiettivo del Comitato perché la diffidenza nei confronti del nucleare è sfumata negli anni. Dobbiamo far capire che, rispetto al 1987, le alternative nello sviluppo energetico ci sono e sono rappresentate dalle fonti rinnovabili.
Siamo certi che i cittadini di Taranto non si faranno influenzare dal fronte pro nucleare e andranno a votare sì al referendum abrogativo che fermerà il salto all’indietro che il Governo vorrebbe far compiere al Paese.


Le adesioni al Comitato “Vota Sì per fermare il nucleare” sono aperte a cittadini, associazioni e organizzazioni che possono inviarle all’indirizzo stopnuclearetaranto@gmail.com.
Per informazioni si può inoltre utilizzare il sito www.fermiamoilnucleare.it del Comitato nazionale.
Per contatti 339 1903406 349 5016814

martedì 11 gennaio 2011

Ilva/diossina: a che punto è la situazione presidente Vendola?

Leggo questo comunicato stampa sul sito di Peacelink. Lo scrive Alessandro Marescotti il 6 gennaio scorso.
L’Ilva non mantiene gli impegni. Non ha presentato il piano di campionamento continuo per la diossina. I cittadini e le istituzioni non sapranno mai quanta diossina emette la notte e quando l’Arpa non può controllare. E’ dal febbraio dello scorso anno che l’Arpa non fa un controllo sul camino E312 dell’Ilva. Quindi non abbiamo alcuna misurazione indipendente che certifichi che l’Ilva stia sotto i limiti previsti per la diossina dalla legge regionale. 6 gennaio 2011 – Alessandro Marescotti (Presidente di Peacelink)
Se la “questione Ilva” in questi ultimi anni è entrata nell’agenda politica (almeno regionale) ed è riuscita ad ottenere spazi (limitati) sui mezzi di informazione lo si deve particolarmente a lui, Alessandro Marescotti, e a quanti in Peacelink e nelle altre associazioni aderenti al coordinamento AltaMarea si battono quotidianamente perché a Taranto, in Puglia, sia garantito il diritto alla salute, ad un ambiente pulito.

Controllo l’email stamattina, un amico mi ha girato l’inchiesta pubblicata oggi, 11 gennaio 2011, da Repubblica.it. Mi colpisce la frase “l’emergenza diossina è finalmente sotto controllo”. Nel corpo del testo il presidente dell’Arpa, Giorgio Assennato chiarisce: “il risultato è stato raggiunto e oggi i limiti fissati dalla Regione Puglia sulla diossina vengono rispettati”.
Incredula, (“come? un fatto così clamoroso e non ne ho saputo niente? Mi sto proprio atrofizzando…”, penso) sono andata a visitare il sito di Peacelink e ho trovato, appunto, quel comunicato.
A questo punto non ci capisco più molto. Mi chiedo a che gioco stiamo giocando?
Ricordo a me stessa che la legge regionale pugliese antidiossina (44/2008), prevede (e me la vado a rileggere)
1. entro il 31 dicembre 2010, appena trascorso, l’abbattimento delle emissioni di diossina fino al valore di 0,4 nanogrammi a metro cubo di tossicità equivalente (art. 2 Valori limite di emissione nell’atmosfera).
Se è vero, come dice Peacelink, che l’Arpa non effettua controlli dal febbraio 2010 (da un anno!) su quali basi si può affermare che il limite è rispettato?
La legge regionale prevede inoltre
2. il diritto/dovere da parte delle istituzioni di effettuare un monitoraggio in continuo, 24 ore su 24, dei fumi e degli inquinanti emessi dall’acciaieria. Testualmente: Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore delle presenti disposizioni, i gestori di impianti di cui all’articolo 1, già esistenti e in esercizio, devono elaborare un piano per il campionamento in continuo dei gas di scarico e presentarlo all’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Puglia (ARPA Puglia) per la relativa validazione e definizione di idonea tempistica per l’adozione dello stesso.
La legge è del dicembre 2008, a oltre due anni dall’entrata in vigore l’Ilva non ha ancora presentato il piano per il campionamento in continuo e quindi l’Arpa non ha potuto effettuare alcun controllo h24.
“Prima di effettuare un monitoraggio – dice nel documentario “La Svolta. Donne contro l’Ilva”, Luigi Oliva del Comitato per Taranto – l’Arpa deve avvisare l’azienda. E’ come l’autovelox preannunciato. Se io so in quale punto dell’autostrada c’è l’autovelox, in qualche modo cercherò di rallentare”.
Cerco ancora sul sito di Peacelink e trovo un articolo pubblicato appena sei giorni fa, il 5 gennaio 2011, sul Corriere del Giorno di Taranto. Proprio Giorgio Assennato, presidente dell’Arpa Puglia, ribadiva “resta irrisolto il nodo relativo al campionamento in continuo delle emissioni del camino E312”.
Allora? La diossina è stata abbattuta entro i limiti previsti dalla normativa oppure no?
Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, che tanto tenacemente ha voluto e ottenuto la legge antidiossina, ai microfoni della trasmissione di Italia1, “Le Iene”, il 28 ottobre scorso, diceva chiaramente: “Se entro il 31 dicembre 2010 non avranno certificato che con il campionamento in continuo le emissioni di diossine siano al 0,04 ng/m3, l’Ilva chiude. La norma è chiara”.
A che punto è oggi la situazione presidente Vendola?
Valentina D'Amico

venerdì 30 aprile 2010

Verità sull'inceneritore in stampa!

Ecco il comunicato congiunto inviato ieri alla stampa.
Cogliamo l'occasione per ringraziare Tarantoggi per averlo pubblicato integralmente, facendo luce alla cittadinanza su molti aspetti che la giunta Stefàno preferisce tacere!


giovedì 29 aprile 2010

Un sindaco da respirare a pieni polmoni

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

L’inceneritore dell’AMIU è stato riaperto alcuni giorni fa e da allora riversa sulla città il suo contributo di veleni (diossine, nanoparticelle, ceneri, ossido di carbonio, ecc.).

Il giorno dell’inaugurazione, il sindaco e quelli come lui che si sono sempre dichiarati contrari agli inceneritori e favorevoli alla raccolta differenziata hanno messo musica e stappato spumanti, protetti da un cospicuo numero di forze dell’ordine in assetto antisommossa. Avevano forse paura dei loro stessi concittadini?

Un giorno dopo l’inaugurazione l’inceneritore è stato spento perché i valori delle emissioni (CO, NOx, SO2, polveri totali, TOC, HCl e HF , ecc) erano fuori norma.

Dopo una serie di verifiche e controlli l’impianto è stato riaperto perché, secondo gli esperti, “non era l’inceneritore ad inquinare, ma le centraline di rilevamento a non funzionare bene”!

Dopo questa decisione, la città si trova sotto un’altra ciminiera attiva che, al pari di tutta la grande industria tarantina, brucia ed emette inquinanti senza alcun controllo. Sarebbe questo l’esempio che il Comune dovrebbe dare all’Ilva, all’ENI, alla Cementir ed a tutti coloro cui i tarantini chiedono di far rispettare la legge?

Tutti i cittadini e le associazioni che hanno a cuore la salute pubblica si sono sempre opposti, senza essere ascoltati, alla riapertura di questo ennesimo impianto di produzione di diossina e rifiuti speciali. Ed oggi accusano con profonda delusione la giunta comunale e l’AMIU di contribuire a devastare la qualità della vita degli abitanti, già gravemente compromessa. Inoltre, la stessa raccolta differenziata, più volte proclamata invano, ora serve quasi esclusivamente a raccogliere materiale secco da bruciare, polverizzare ed inalare nei nostri polmoni.

Gli inceneritori hanno anche un costo economico altissimo: un contributo importante e imparziale per la valutazione dei costi di gestione di un inceneritore di rifiuti lo fornisce la Regione Emilia Romagna, nel Bollettino Ufficiale N.8 del 28-01-2010 (al sito http://bur.regione. emilia-romagna. it/area-bolletti ni/bollettino- ufficiale- 28-gennaio- 2010-1/at_ download/ pdf_firmato) , in cui si calcola che un inceneritore medio da 200.000 tonnellate anno costa 34 milioni l’anno per tenerlo operativo (soldi che vengono in gran parte da tasse e contributi statali).

Ai più volte citati studi nazionali della dott.ssa Gentilini, e del dott. Montanari, si aggiungono ogni giorno ulteriori prove della tossicità di questi impianti, come si vede dallo studio dell’Istituto Britannico di Ricerca sulla Salute che ha correlato la mortalità infantile alla direzione del vento che passa sugli inceneritori (si vedano le immagini allegate ed il link http://www.ukhr. org/incineration /index.htm) . E’ incredibile come un sindaco pediatra possa mettere a rischio la vita di 8-9 bambini su mille nella sua città!

Il gruppo di associazioni sottoscritte rinnova, dunque, tutta la sua contrarietà verso questo impianto ed esige dal sindaco e dall’AMIU che:
* in attesa della chiusura definitiva, siano immediatamente riattivati tutti i monitoraggi obbligatori per legge;
* che i dati siano comunicati all’autorità competente e resi disponibili al pubblico.
Secondo il decreto legislativo n.133/2005, in caso di sforamento, l'impianto deve fermarsi in maniera automatica e non può essere riattivato senza monitoraggio. Può bruciare solo metano puro.

Per l’ennesima volta, infine, le associazioni e i cittadini sottoscritti condannano l’atteggiamento delle istituzioni pubbliche che, in barba alle leggi sulla trasparenza ed alle dichiarazioni di intenti, escludono i cittadini dalla partecipazione fattiva alle decisioni rilevanti per la collettività, ignorano la comunicazione istituzionale e osteggiano le osservazioni del pubblico previste dalla legge.

Comitato per Taranto, Taranto libera, Fondo antidiossina Taranto, Meet Up "i Grilli delle 100 masserie", Amici di Beppe Grillo Taranto, Comitato di quartiere di Paolo VI, Peacelink.

lunedì 26 aprile 2010

Critical mass blocca il Sindaco!

COMUNICATO STAMPA: La Liberazione in bicicletta per una città da pedalare e partecipare

Il 25 aprile si è svolta l'azione di critical mass in bicicletta, programmata nell'ambito di una serie di iniziative di cittadini, comitati e associazioni per la celebrazione della Festa della Liberazione.
La critical mass è un raduno di biciclette che, sfruttando la forza del numero, invadono le strade normalmente usate dal traffico automobilistico. Se la massa è sufficiente (ovverosia critica), il traffico non ciclistico viene bloccato anche su strade di grande comunicazione, come viali a più corsie.
L'azione si è svolta nel pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30, con raduno-partenza presso i Giardini Virgilio ed arrivo in piazza Garibaldi, dove il raggruppamento ha partecipato alla raccolta firme per il referendum per l'acqua pubblica ed alle altre iniziative culturali.
L'intento è stato quello di sensibilizzare la cittadinanza sulle questioni legate alla mobilità sostenibile, ovvero alla progettazione attenta e lungimirante del sistema di infrastrutture e trasporti urbano che stimoli la pedonalità e l'uso di veicoli non inquinanti, che riduca il traffico e la congestione delle automobili, che migliori la raggiungibilità delle varie zone.
Una città a portata di pedoni e di biciclette è una città più vivibile, più sana, più economica per i suoi cittadini!
Durante il tragitto, nei pressi dell'ospedale SS. Annunziata, il folto gruppo ha incrociato il sindaco di Taranto. Prontamente fermato, gli ha esposto le ragioni dell'azione e gli ha sottoposto una serie di questioni che riguardano i dubbi della cittadinanza sulle scelte ambientali dell'Amministrazione comunale:
• sulla scellerata decisione di riaprire l'inceneritore di rifiuti, il sindaco ha dimostrato di tenere poco in conto alla trasparenza ed al coinvolgimento della cittadinanza, sostenendo ciò che è in assoluto contrasto con la strategia virtuosa del recupero dei rifiuti: prima si incenerisce e poi si recupera! Nel suo consueto stile "rivelatorio", ha poi anticipato, per l'ennesima volta, che tra pochi mesi partirà la raccolta differenziata porta a porta;
• sulla privatizzazione della sanità con l'ospedale San Raffaele del Mediterraneo il sindaco, nel ricordare la competenza regionale sulle questioni sanitarie, ha comunque appoggiato le riserve dei cittadini ed ha dichiarato che, insieme con le associazioni, si batterà per salvaguardare le strutture esistenti;
• sui campionamenti in continuo previsti per l'Ilva dalla legge diossina, il sindaco ha detto di aver sollecitato l'Arpa ad avviare il campionamento sperimentale nelle aree circostanti le grandi industrie;
• Sull'ENI, il sindaco ha dichiarato la sua contrarietà al raddoppio ed alle prospezioni.
Nel corso di tutta l'azione il gruppo ha suscitato la curiosità di molti abitanti ed ha riscosso molti gesti di approvazione, persino tra gli automobilisti "rallentati" dalla massa di biciclette.
I cittadini, i comitati e le associazioni auspicano che a partire da questa giornata di Liberazione Nazionale, possano avviarsi dei processi di partecipazione su queste ed altre importanti tematiche e che si vada verso una pianificazione consapevole della mobilità, ancora drammaticamente carente nella nostra città.

Promotori:
Amici di Beppe Grillo Taranto, Cittadinanza Attiva Palagianello, Cobas Confederazione, Cobas Scuola, Comitati di quartiere, Comitato per Taranto, Liberamente Glbt , Onda Viola Taranto , Il Popolo Viola Bari e Trash Boardclothes.