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venerdì 8 novembre 2013

Le Donne per Taranto scrivono a Papa Francesco:" venga a visitare la nostrà città-martire"

La lettera-invito a Papa Francesco scritta dalle donne per Taranto

"Buongiorno Santità,
anche questa mattina la Città in cui viviamo si è svegliata circondata da una nube tossica che giorno dopo giorno uccide noi e i nostri figli.
Anche questa mattina la fabbrica che produce "malattia e morte" continuerà ininterrottamente la sua opera di distruzione, in spregio alla Vita, con il beneplacito del Governo Italiano e, da ieri, con la nuova benedizione della Curia Tarantina e, osiamo dire, anche della Sua.
Il Convegno farsa che si è tenuto ieri a Taranto, organizzato dalla Diocesi Tarantina in collaborazione con Lumsa, Università degli studi e Politecnico di Bari, aveva come obiettivo ben preciso quello di dimostrare che lo stabilimento siderurgico più grande d’Europa può essere eco-compatibile.
Ma l’Ilva, Santità, non potrà mai essere compatibile con la Vita umana.
Il Suo auspicio che, “la proficua riflessione, accompagnata da scelte concrete verso stili di vita sostenibili sul piano umano ed ecologico e da un sistema economico che promuova la piena realizzazione della persona, giunga al pieno riconoscimento dei diritti di ciascuno al lavoro, alla salute e alla pacifica convivenza", ci ha profondamente deluse, perché anche Lei, o chi per Lei, ha messo al primo posto il diritto al lavoro e non quello alla salute.
Non crediamo sia un errore o una svista, il Suo messaggio è chiaro: prima il lavoro e poi la salute.
Ma Lei veramente pensa che chi vuole la chiusura dell’Ilva non abbia a cuore il diritto al lavoro?
Le ricordiamo che la nostra Città, negli ultimi 40 anni, è stata sacrificata sull’altare del profitto senza ricevere nulla in cambio, né in termini di occupazione (Taranto e provincia contano 110 mila disoccupati) né in termini di sviluppo, né in termini di ricchezza.
E allora venga Santità, venga a vedere da vicino la nostra città-martire, bellissima e disperata, venga a vedere il "Mostro" che per vivere ha bisogno di continui sacrifici umani, venga a visitare i nostri bambini, quelli che non diventeranno mai grandi perchè qualcuno ha deciso che il PIL e il profitto sono più importanti della loro VITA, venga a consolare le loro mamme...e ci dica dove troverà le parole...
E venga a scuotere questa Chiesa silente e complice...altrimenti, Santità, invece di estendere la Sua benedizione all'intera città ci impartisca piuttosto l'estrema unzione.
per il Comitato Donne per Taranto
Balestra Rosella
Fersini Simona
Marsella Tonia
Pugliese Gabriella
Sarli Luana
Sgarra Angela

domenica 21 ottobre 2012

Papà uccidi quel brutto mostro


"...ho insegnato a mio figlio in questi anni ad avere fiducia sempre negli altri, negli adulti, nella Vita. lui come tu sai da oltre un anno si pr
epara il suo trolley da solo ogni 20-30 giorni per andare a fare la cura a Parma ed è stato sempre lui a trasmetterci l'ottimismo per l'esito delle analisi. L'ultima volta non è tornato con me, è ricoverato perchè i valori non si sono normalizzati. mercoledì prima di ritornare a taranto per il lavoro, sono andato a salutarlo dormiva ancora e sul comodino c'era un disegno con l'ilva (raffigurata con i fumi a forma di mani e facce da mostro) e sotto scritto "papà uccidi il mostro"! (faccio la foto e te la invio).
E ora, mentre lui è lontano da me, lo tengo tra le mani e sento di averlo tradito, il mostro è là e più forte che mai. cosa gli dirò domani quando lo riabbraccerò? che il mostro è ancora lì e che io (il suo eroe) non sono riuscito a sconfiggerlo?...
"
 

Il bambino ha contratto una patologia legata all'inquinamento di origine industriale ed è costretto a curarsi anche lontano dalla propria città. Suo padre ha inviato il disegno al Comitato «Donne per Taranto», insieme a una lettera in cui racconta il calvario del figlio.

Comunicato stampa:
"Il Comitato Donne per Taranto non accetta l’invito del Ministro della Salute Balduzzi in riferimento alla convocazione per l’incontro fissato in Prefettura, con alcune associazioni del territorio, per lunedì p.v.
Riteniamo che il Ministro è decisamente in ritardo e i “ritardi” a Taranto si pagano in termini di malattia e di morte.
Il Comitato Donne per Taranto non intende incontrare un Ministro della Salute che ha sottaciuto i Dati dello Studio Sentieri e nulla ha fatto per far prendere in esame, nel procedimento AIA, la situazione di Emergenza Sanitaria in atto.
Invitiamo piuttosto il Ministro Balduzzi a recarsi all’Ospedale oncologico , di ematologia e nel reparto pediatrico per incontrare i genitori dei tanti bambini traditi dal Suo silenzio e da quello del Governo e degli organi locali.
Ricordiamo che questo Comitato da settembre ha inviato al Ministro diverse comunicazioni (tramite raccomandate, email e PEC) per dare voce alle oltre 5000 persone che hanno sottoscritto, in soli 3 giorni, la Petizione nella quale si chiedeva l’ufficialità dei dati Sentieri.
Ogni tentativo di comunicazione è rimasta inascoltata.
L’incontro di lunedì è pertanto fuori tempo massimo!
Riteniamo che, attualmente, solo una cosa dovrebbe fare il Ministro della Salute perché la Sua venuta non risulti un ulteriore schiaffo a questa Città: rendere immediatamente Ufficiali i dati dello Studio Sentieri, affrontare con coraggio e serietà la situazione di Emergenza Sanitaria e chiedere "scusa" ad una Città intera per il silenzio di queste settimane e per alcune affermazioni che pesano come macigni.
Per noi resta vero che il tempo delle “parole” è terminato! Intraprenderemo, pertanto, così come preannunciato, azioni legali non solo nei confronti di chi ha inquinato ma anche nei confronti di tutti coloro che erano e sono a conoscenza della Situazione di Emergenza Ambientale e Sanitaria nel SIN di Taranto e nulla hanno fatto per fermare tale crimine.
Lunedì 22 alle 9 il Comitato Donne per Taranto convoca una conferenza Stampa in Corso due Mari (Monumento Marinai) per spiegare alla Stampa Locale e Nazionale i motivi del rifiuto a tale incontro con il Ministro e per dare voce a chi, vittima di scelte “economicamente” giuste per l’intero Paese, resta totalmente inascoltato: i malati.

mercoledì 12 settembre 2012

Il sequestro di Pulcinella?

Comunicato stampa del Comitato 'Donne per Taranto'

Questa mattina dopo diverse segnalazioni giunte, ci siamo recate nei pressi del porto per verificare lo stato delle navi che scaricano materie prime per l'Ilva. Abbiamo cosi' appurato, come da documentazione fotografica, che ancora oggi ci sono al secondo e al quarto sporgente 2 navi che scaricano regolarmente. 
I custodi giudiziali esattamente 6 giorni fa - ricorda - avevano formalizzato all'Ilva il blocco dei parchi minerali. Una direttiva specifica consegnata all'azienda che riprende quanto affermato dal procuratore della Repubblica, Franco Sebastio al termine del vertice a Palazzo di Giustizia preannunciando che si sarebbe passato immediatamente all'attuazione di tutte le misure per mettere in atto la fase operativa del sequestro. Ci chiediamo chi debba vigilare su tale azione dal momento che il Noe di Lecce, sollecitato da questo Comitato, ci ha comunicato che ad oggi non e' ancora stata emessa un Ordinanza in merito e che pertanto loro, cosi' come gli altri organi competenti, non sono in grado d'intervenire.
Il comitato 'Donne per Taranto chiede chiarezza nelle decisioni da prendere oltre che linearita' nella comunicazione. Riteniamo che informazioni discordanti come quelle che in queste ultime ore stanno circolando riguardo ad un 'non blocco' delle materie prime sia l'ennesimo schiaffo a questa citta' che attende azioni sicure e certe e che sta riponendo nelle azioni della Magistratura fiducia e speranza. In questa fase delicata di un sequestro senza facolta' d'uso - evidenzia il Comitato - ci aspettiamo azioni precise per passare dalla fase delle 'carte' a quella delle azioni. Taranto attende giustizia. Taranto attende ancora Giustizia.


Ilva, Matacchiera: “Nonostante blocco continuano ad arrivare navi con materie prime” 

 “Sono sorpreso e sgomento nell’apprendere che, presso il Comando della Guardia Costiera di Taranto, non sia ancora arrivata alcuna notifica da parte della Procura, in merito al fermo dei rifornimenti delle materie prime per l’Ilva, così come è stato disposto dai custodi giudiziari e dallo stesso Procuratore Capo, Dott. Franco Sebastio, circa una settimana fa’’: è quanto dichiara in una nota il presidente del Fondo Antidiossina Taranto Onlus Fabio Matacchiera
“Il provvedimento – prosegue l’ambientalista nel comunicato – è stato notificato ai vertici aziendali e ha imposto ai responsabili dell’area Altiforni e dell’Ufficio Tecnico di approvvigionamento delle materie prime, di interrompere immediatamente le operazioni di carico del materiale che dal molo di Taranto, attraverso i nastri trasportatori, arriva quasi quotidianamente nelle aree sequestrate. Tutto questo consente all’Ilva s.p.a. di continuare a far giungere a Taranto navi adibite al trasporto di carbone, pet coke e minerale di ferro in quantità enorme. Basti pensare che ieri, martedì 11 settembre, il mercantile “Sea Roses”, partito da Riga (Lettonia) il 6 settembre scorso, ha scaricato c.a 8000 tonnellate di carbone (presso il secondo sporgente) e che il giorno 15 settembre giungerà a Taranto la nave da carico “Gemma” (proprietà Ilva), il più grande mercantile italiano dalla stazza lorda di 315.000 tonnellate, che rifornirà di minerale di ferro il siderurgico (quarto sporgente). In questo momento (ore 15,00), mentre scrivo questo comuncato stampa, la nave “Asti SNUG” sta scaricando presso il secondo sporgente circa 117.000 tonnellate di minerale di ferro. Anche se con l’ordinanza di cui sopra (del 7 settembre scorso), è stato tuttavia disposto che le navi già giunte nella rada di Mar Grande siano autorizzate a consegnare il materiale trasportato all’Ilva, con gli eventi che si sono, invece, verificati in seguito a tale dispositivo giudiziario e a quelli che, presumibilmente, si verificheranno nei prossimi giorni (vedasi arrivo del super cargo “Gemma”), ci chiediamo, con grande preoccupazione, quali potrebbero essere le conseguenze di ciò e se sia ravvisabile un aggravamento della posizione giudiziaria della società ILVA spa. Inoltre – conclude Matacchiera – con altrettanta preoccupazione, ci domandiamo come mai la Procura di Taranto non abbia ancora dato (così ci risulta) disposizioni alle autorità marittime (Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, ecc) di vigilanza ed interdizione alla navigazione ed all’attracco dei mercantili da carico di materie prime presso i moli dell’Ilva’’.(Ilquotidianoitaliano)

martedì 17 gennaio 2012

Signor Sindaco ma lei è davvero in buona fede?

Le poniamo questa domanda dopo aver ascoltato la trasmissione di Radio1 non tanto per le inesattezze che ha riportato quanto per aver nascosto quella parte di Verità che avrebbe cambiato totalmente lo scenario delle sue dichiarazioni, atte a crearsi un’immagine di paladino dell’ambiente e della salute che le sta lentamente scivolando sotto le scarpe.
Sono mesi che il “Comitato Donne per Taranto” le sta indirizzando lettere per avere risposte riguardo all’ordinanza del Quartiere Tamburi e che stiamo affermando, con dati alla mano, che le sue dichiarazioni sono fuorvianti e dal nostro modesto punto di vista “pericolose” per la salute dei bambini; ma ciò che ci lascia allibite è la sua capacità di continuare su questa linea. E allora ci chiediamo se davvero lei sia in buona fede!
La sua laurea in medicina (con tesi annessa) è davvero un valore aggiunto o solo il suo coniglio nel cilindro da tirar fuori da abile prestigiatore, nei momenti in cui mancano le argomentazioni ed è necessario stupire in qualche modo il pubblico? E sì signor sindaco perché un medico dovrebbe sapere che la concentrazione di sostanze nel terreno come quelle ritrovate sono pericolose per la salute, in modo particolare quella dei bambini e un medico non può, non deve, dire il contrario.
Ma andiamo per ordine.
Anzitutto lei continua a parlare di “Ordinanza del Berillio”.
Le vogliamo ricordare, per l’ennesima volta, che dalla relazione tecnica descrittiva dei suoli redatta a giugno 2010, si evidenzia che il suolo profondo è contaminato non solo da Berillio (come lei imperterrito continua a dichiarare), ma anche da Antimonio, Idrocarburi, Arsenico, Cromo, Nichel, Cobalto, e il suolo superficiale (per intenderci quello che i bambini toccano, ingeriscono, respirano..) oltre che da Berillio (che a quanto pare a lei piace molto) anche da Piombo, Antimonio, Zinco, PCB, Idrocarburi, tutti con valori che vanno ben oltre quelli tabellari previsti dal D.lgs 152/06, tanto da configurarsi come rischio sanitario non accettabile.
Non dimentichi che l’analisi di rischio parlava di rischio tossico non accettabile anche per il Piombo, dato che l’Arpa non ha mai contestato e che quindi va ritenuto fuori da ogni contestazione.
Il Piombo, come lei medico dovrebbe sapere, è un elemento che può causare numerosi effetti indesiderati, come anemia, danni ai reni, danni al sistema nervoso, danni cerebrali, diminuzione della capacità di apprendimento, disturbi comportamentali nei bambini, come aggressività, comportamento impulsivo ed iperattività, oltre a poter entrare nel feto attraverso la placenta della madre e causare serio danneggiamento del sistema nervoso e del cervello nei bambini non nati.
Ma lei che è un medico, tutte queste cose le sa, ed è per questo che le poniamo la domanda: “ma lei è davvero in buona fede?”
Il fatto che si ostini a parlare SOLO di Berillio, con fare da prestigiatore, dimenticando o meglio volendo far dimenticare che ci sono altre sostanze PERICOLOSE per la salute dei bambini, come la vede? Si dia da solo la risposta perché noi ce la siamo già data!
Inoltre lei continua ancora ad affermare che le istituzioni hanno dichiarato che non c’è pericolosità per quei terreni ma lei sa benissimo che questa non è la Verità o per lo meno non è TUTTA la Verità!
Le Istituzioni avevano chiesto che le analisi fossero ripetute, cosa che a distanza di oltre un anno e mezzo NON ci risulta sia stato fatto.
Vorremmo ricordarle quanto veniva dichiarato da Arpa Puglia ad agosto 2010 con documento indirizzato a Regione Puglia, Comune e Provincia: “è necessario verificare la correttezza dei dati, ripetendo le analisi…” e ancora: “nel caso in cui la ripetizione delle prove analitiche dovesse confermare il dato, bisognerebbe effettuare una serie di campioni nel suolo superficiale all’intorno dei due hot spot al fine di circoscrivere il plume di contaminazione, sia orizzontalmente che verticalmente e intervenire con misure di messa in sicurezza di emergenza nell’area interessata dalla contaminazione”.
Lo stesso Istituto Superiore di Sanità in data 7/09/2010 dichiarava: “per quanto riguarda i superamenti dei valori di PCB, si concorda pienamente sulla ripetizione delle analisi nei punti contaminati” e ancora: “si suggerisce di effettuare uno studio per la determinazione dei valori di fondo per il parametro Berillio in zone non impattate dalle attività industriali di Taranto…”
Allora Signor Sindaco la domanda iniziale ha un senso perché davvero non capiamo se a lei queste cose sfuggono o se, pur conoscendole, preferisce non prenderle in considerazione.
Ci chiediamo con quale coraggio lei continua a dire che “è tutto a posto” che non ci sono problemi” quando, invece, le ripetizioni delle analisi non sono state effettuate?
Quando, nonostante tutto, quei terreni non sono stati MAI messi in sicurezza?
Lei sa benissimo che sta omettendo una parte di Verità che cambierebbe il senso delle sue dichiarazioni!
In tutto questo tempo di “attese”, lei è così sicuro che tutti i bambini entrati in contatto con quel terreno non siano stati contaminati da queste sostanze e non possano essere potenziali “malati”?
E’ così convinto che la sua opera di minimizzazione (e non solo la sua) e la mancanza di verità e di coraggio nel prendere decisioni, coerenti anzitutto con la sua professione (che sbandiera in ogni dove) e poi con il suo ruolo di tutore della salute pubblica, non abbiano contribuito a rendere i figli di quel Quartiere, per esempio affetti da Deficit di Attenzione ed Iperattività (ADHD)? Una delle tante malattie per cui è stata accertata la relazione con la contaminazione da Piombo.
E’ questo è solo uno dei tanti scenari di patologie possibili per quei bambini!
Tutto ciò signor Sindaco la lascia davvero dormire tranquillo mentre continua la sua scalata per le prossime elezioni?
E allora ci risponda: lei è davvero in buona fede?

Se a questo punto come dichiara quell’ordinanza “è stata vana” e quindi non ha più motivo di esistere, perché non ha il coraggio di ritirarla?
Non le sembra anche questo un atteggiamento alquanto privo di ogni logica?
La nostra domanda iniziale assume poi un sapore ancor più amaro in riferimento alla sua ultima affermazione, quando cioè dichiara “stiamo lavorando per spostare le scuole o le residenze così come spostare quelle persone che abitano proprio in vicinanza della grande Industria!”
Ma se per un attimo ascoltasse le sue dichiarazione come semplice cittadino, non si renderebbe conto da solo che stridono parecchio?
Non si accorgerebbe da solo che c’è una sorta di ambiguità e di controsenso?
Nell’arco di 5 minuti lei afferma che “non c’è pericolo” che “la grande industria non inquina più” ma, contemporaneamente, che è necessario spostare gli abitanti prossimi alla grande Industria.
Paradossale, non le sembra?!!
Questo è tutto ciò che è capace di mettere in atto?
La deportazione di una fetta di cittadinanza che si sta vedendo negare diritti fondamentali quali la Salute, la Vita e ora anche la LIBERTA’?!
No, signor Sindaco noi non ci stiamo (e siamo in tanti a non “starci”!): se “qualcuno” si deve spostare o meglio deve “sloggiare” (deve CHIUDERE!) non sono certo gli abitanti dei Tamburi;
e se a lei questa lettera non è andata giù, sappia che è solo un antipasto perché ad ogni affermazione lontana dalla Verità, da oggi in poi, ci troverà sempre pronti a chiederle: ma lei è davvero in buona fede?”

Comitato Donne per Taranto
Ail Taranto

venerdì 18 novembre 2011

CONCERTO CHITARRE E TAMMORRE

Un modo per stare insieme, ballare, apprezzare la buona cucina e non solo. Domani, sabato 19 novembre sarà anche occasione per confrontarsi sui temi ambientali e sanitari che toccano la nostra città: sarà proiettato infatti alle ore 20.00 nella sede del Comitato di quartiere Città Vecchia di Taranto, un documentario dal titolo " NELLE TUE RADICI LA VERA IDENTITA' " realizzato da Antonello Cafagna e Donne per Taranto.

Seguirà alle 21, CENA POPOLARE, e alle 22.00 il concerto di "CHITARRE E TAMMORRE".

Per aggiornamenti, visitare la pagina facebook:

chitarre e tamorre



questo l'estratto del documentario che verrà proiettato domani:

mercoledì 26 ottobre 2011

Chi risponde della "strage degli innocenti"?

Chi paga per questi crimini?



"Sembra paradossale il fatto che oggi, mentre all’interno dell’Ilva i periti guidati dal gip Todisco riprendono la Super-perizia, per far luce sull’ipotesi di disastro ambientale formulate dalla Procura di Taranto, a distanza di poche decine di km si consuma l’ennesima mattanza. Oltre 300 capi di bestiame, prelevati questa mattina, sono stati abbattuti perché contaminati da diossina e Pcb con valori oltre i limiti di legge.

Veleni ormai presenti nelle pecore, nei mitili, nei terreni e anche nelle nostre carni.

A distanza di 3 anni continuano a pagare le “vittime” mentre Chi ha inquinato continua a inquinare e chi potrebbe e dovrebbe tutelare la nostra Salute, l’Economia e la Storia di questa Terra continua ad ammiccare alla grande Industria.

Ci chiediamo fino a quando saremo costretti a subire e fino a quando questa Città sarà disposta a pagare un prezzo così alto prima di alzare la testa e di chiedere Verità e Giustizia.

Da parte di questo Comitato, che nel Progetto “nelle tue radici la Vera Identità” ha affrontato sabato e domenica in piazza Della Vittoria, con la presenza e la testimonianza di alcuni allevatori, l’argomento dell’ordinanza che li riguarda, la richiesta che si faccia luce, una volta per tutte, sulle responsabilità di tutti coloro che lasciano morire questo territorio, la sua gente, la sua cultura, la sua economia e contemporaneamente la massima e piena solidarietà agli amici allevatori ai quali, ancora una volta, viene negato il diritto al futuro.

Il Comitato Donne per Taranto"

venerdì 21 ottobre 2011

Il Comitato Donne Per Taranto consegna esposto alla Procura

Lo aveva preannunciato nei giorni scorsi: il Comitato Donne per Taranto ha consegnato questa mattina alla Procura della Repubblica, l’Esposto relativo all’Ordinanza Sindacale n°45/2010, nella quale si sanciva il divieto di accesso alle aree a verde del Quartiere Tamburi.

L'esposto, come si legge nel comunicato stampa, ha "l’obiettivo di tutelare la salute dei bambini del Quartiere, cercando di fare chiarezza su un provvedimento “contingibile ed urgente”, mai rispettato né seguito da opere di bonifica (pure previste contestualmente,come attestano l'Ordinanza n°44/10 e la Conferenza dei Servizi dell’8/6/10 che ha preceduto le Ordinanze), benché motivato da gravi cause: le sostanze cancerogene e non cancerogene rilevate nelle aree a verde del Quartiere, in concentrazione tale da rappresentare “rischio non accettabile per lo scenario bambini” (dalla Relazione Tecnica redatta nell’ambito del Piano di Risanamento del Quartiere Tamburi, sottoprog.4).
Chiedono inoltre le Donne Per Taranto: "a distanza di mesi - nonostante sollecitazioni, iniziative, comunicati stampa, lettere - non avendo avuto risposte né chiarimenti e non avendo verificato iniziative atte a tutelare la salute dei bambini, che sia la Magistratura ad intervenire per verificare “se” ci sono responsabilità e “previo accertamento, mediante i mezzi d’indagine di legge, voglia procedere nei confronti di tutti coloro che si siano resi responsabili di condotte pregiudizievoli della salute pubblica e comportanti disagi per i cittadini, con istanza di punizione e riserva di ogni diritto.”

E scrivono ancora che "l’Esposto è stato sottoscritto da oltre un centinaio di cittadini che hanno aderito all’invito del Comitato, presentandosi sabato sera in Piazza della Vittoria per firmare e per partecipare al progetto “Nelle Tue Radici La Tua Vera Identità” che le “Donne per Taranto” stanno portando avanti con interventi nelle scuole secondarie di Taranto e Provincia e attività di sensibilizzazione in Piazza Della Vittoria ogni sabato e domenica".

giovedì 6 ottobre 2011

La città delle "donne"!

Parte sabato 8 p.v. la “campagna d’informazione e denuncia” del Comitato Donne per Taranto denominato: “nelle tue radici la vera Identità”, perché è proprio dalle radici di Taranto che vogliamo partire, per poterci lentamente ritornare. Una identità spesso dimenticata e calpestata da chi continua a dire che taranto ha una identità “industriale”.


Da sabato 8 a domenica 30
si svolgerà in Piazza della Vittoria (dalle 18,30 alle 22 circa) un iniziativa fatta per risvegliare le coscienze per ascoltare esperti e medici per lasciarci avvolgere da testimonianze dirette di chi ha subito o subisce il danno di un’industria che tiene sotto scacco la città.

Nelle 3 settimane verrà affrontato il discorso delle 3 ORDINANZE che nell’arco di poco più di un anno sono “cadute” sulla testa dei tarantini: SIMBOLI di una TERRA MALATA.

Questo il programma a larghe linee:

- Sabato 8 h 17,30 Conferenza stampa cui seguirà la visione di un Video e un dibattito Pubblico

- Domenica 9 – 16 e 23 e Giovedì 13 – 20 e 27 Interventi di esperti, medici, testimonianze dirette (nel corso delle serate ci saranno: Fabio Matacchiera (presidente Fondo Antidiossina); Alessandro Marescotti (presidente di peacelink e membro di AltaMarea); Paola D’Andria (presidente dell’Ail taranto), Dott. Maurizio Portaluri oncologo; Saverio De Florio (presidente dell’associazione Malati cronici e antifiammatori); dott. Gianfranco Orbello dirigente Medico Nefrologia ISDE Taranto; dott. Francesco Lincesso medico neurologo ISDE Taranto; Vincenzo De Palmis del CNR di taranto;
attendiamo ancora qualche risposta!

- Tutti i Lunedì e i venerdì dalle 18,30 alle 21,30 (tranne venerdì 28) Proiezione video dibattito pubblico

- Sabato 15 Mostra dei bambini del quartiere tamburi “mani del colore mani nella Vita” + altra iniziativa che comunicheremo nel corso della settimana


- Venerdì 21 h 19,30 “frisellata NO-Dossina” nella masseria Fornaro con Proiezione video e testimonianze dirette degli allevatori. Un modo per solidarizzare con loro e per raccogliere fondi per le loro spese legali.

- Sabato 29 h 18 – 22 Mostra sulla Mitilicoltura a Taranto con il sostegno dei nostri pescatori. Un modo per far comprendere quanto stiamo PERDENDO a causa dell’INDUSTRIA che ormai è diventata più un DANNO che un beneficio.

- 3 giorni a settimana (che comunicheremo a inizio settimana) sarà messo a servizio dei cittadini il “BOX-VIDEO”: un luogo dove poter esporre le proprie idee, esprimere la propria rabbia, raccontare le proprie storie. Il tutto sarà raccolto da Antonello Cafagna che con la sua Professionalità monterà un video da poter vedere a conclusione delle 3 settimane: domenica 30.

Un impegno arduo, un progetto audace che chiede la presenza e la collaborazione di tutti voi, in modo particolare delle Associazioni (anzitutto quelle che operano qui in questa terra e che lottano per essa) che saranno sempre le benvenute anche per poter dare un contributo nei dibattiti e nell’informazione.

Che dirvi: ci auguriamo di avervi con noi per poter insieme sconfiggere chi ci vuole INFORMARE a modo suo senza VERITA’!

Un caro Saluto
Comitato Donne per Taranto

lunedì 26 settembre 2011

Insieme, tutti!

Un programma "partecipativo" dal comitato Donne per Taranto:

Dall'8 al 30 ottobre, dalle 18 alle 22 portiamo INFORMAZIONE vera con VIDEO, TESTIMONIANZE, TECNICI, MEDICI...

Un Progetto "audace" quello del Comitato Donne per Taranto perchè convinte che la CITTA' sarà con noi e farà sentire che SIAMO STANCHI di dover subire!
AIUTATECI perchè diventi un evento di tutta la città.

abbiamo necessità di:

- un furgoncino per poter trasportare il materiale e per poterlo riporre a termine serata, in modo da evitare di caricare e scaricare tutto il materiale ogni giorno.
Chi ce lo presta? (magari lo guida anche :-))
- un generatore, nel caso il Comune non dovesse darci la "luce pubblica" (ne abbiamo fatto richiesta... ma meglio essere preparati al loro diniego)
- un cassa acustica, un microfono
- una quarantina di sedie
- un gruppetto di 5-6 uomini o ragazzi che ci diano una mano per sistemare ogni sera il tutto
- qualcuno che prepari VIDEO da far girare a manetta :-)
- un paio di tecnici che ci diano una mano per proiezioni video e per apparecchiatura.
- qualche "sponsor" che ci finanzi nelle spese :-(
- qualcuno che ci dia una mano per preparare cartelloni e altro materiale divulgativo

il Wwf Taranto ci presta video-proiettore e schermo
per qualunque disponibilità o chiarimento contatteci a donnepertaranto@libero.it
o su fb

FORZA TARANTO! E' ARRIVATO il MOMENTO DI FARE UN PO' DI FATTI!

domenica 25 settembre 2011

Ma ci faccia il piacere!!!

Ed ecco gli spot in cui L'Ilva dà proprio i numeri!!!
E a noi si torcono le budella!





Un'ironia sulla "comunicazione" dell'Ilva dalle Donne per Taranto



ed eccone un'altra



Ma senza ironie... quelli che "lavorano" al soldo di Ilva, si commentano da soli. Cercate di capire quello che dicono:

giovedì 4 agosto 2011

Le donne, i bambini, il sindaco!


COMUNICATO STAMPA



Il comitato “Donne per Taranto” il 21 giugno scorso indirizzava al Sindaco una lettera, pubblicata anche sui quotidiani. Era trascorso un anno dall’Ordinanza Contingibile ed Urgente n. 45 del 23/06/2010 (mai applicata, mai revocata), con la quale il Sindaco sanciva espressamente il divieto di accedere nelle aree a verde del quartiere Tamburi perché gravemente contaminate da sostanze pericolose, sostanze cancerogene (“….rischio sanitario non accettabile,…per ingestione o contatto dermico”, recita l’ordinanza). In quella lettera chiedevamo chiarimenti circa lo stato dell’ordinanza, stanti le ragioni che avevano costretto il Sindaco ad emanarla.
Ancora una volta ci scontriamo con il silenzio delle nostre Istituzioni, immancabilmente assenti dinanzi ai problemi reali che attanagliano il nostro territorio e probabilmente già impegnate per la prossima campagna elettorale. Ma il problema persiste, un problema che mette in serio pericolo la salute di tutti i bambini che continuano a giocare nella terra. Quanti bambini, tra questi, domani saranno bambini malati? E quanto questo può lasciare la coscienza dei nostri “amministratori” libera di ogni responsabilità?
Vogliamo ricordare, qualora le Istituzioni l’avessero dimenticato, che dalla relazione tecnica descrittiva dei suoli redatta a giugno 2010, si evidenziava che il suolo profondo è contaminato non solo da Berillio, ma anche da Antimonio, Idrocarburi, Arsenico, Cromo, Nichel, Cobalto e il suolo superficiale (per intenderci quello che i bambini toccano, ingeriscono, respirano..) da Berillio, Piombo, Antimonio, Zinco, PCB, Idrocarburi, tutti con valori che vanno ben oltre quelli tabellari previsti dal D.lgs 152/06, tanto da configurarsi come rischio sanitario non accettabile.
Dai dati Arpa e dal Registro Ines risulta inoltre che Taranto con il suo Polo Industriale (e in modo particolare le Acciaierie Ilva) contribuisce in modo sostanziale alle emissioni sia regionali che nazionali di metalli quali il CADMIO, CROMO, MERCURIO, NICHEL e in primis il PIOMBO e composti organoalogenati quali PCDD e PCDF (Diossine e Furani) e PCB (policlorobifenili). Dagli stessi dati risulta che gli scarichi in mare da parte dell’Ilva presentano i livelli più elevati di As a livello Nazionale: 1116 Kg/anno. Ci chiediamo se sia necessario ricorrere al “sillogismo aristotelico” per riconoscere la “fonte inquinante” e procedere alle soluzioni previste per legge oltre che dal buon senso! Per questo ci rivolgeremo alla Magistratura. Intanto sollecitiamo, per l’ultima volta, il nostro Sindaco a dare risposte celeri e concrete per garantire la salute dei bambini, a tutt’oggi a rischio.
Sabato 6 agosto si conclude il Progetto “Mani nel colore, mani nella terra”, che ha visto i bambini del Quartiere impegnati per 4 settimane alla realizzazione di “pannelli artistici”, attraverso i quali hanno espresso tutta la loro voglia di VIVERE in un mondo PULITO e COLORATO.
E’ stata per noi l’occasione di conoscere gli abitanti del Quartiere, parlare con loro, informarli e ascoltarli.
Alle 19,30 di sabato ci ritroveremo in Piazza Caduti sul Lavoro (piazza Masaccio) per una esposizione dei lavori realizzati. Sarà l’ultimo giorno utile per i nostri amministratori per dare a noi e soprattutto agli abitanti del Quartiere Tamburi risposte alla domanda da noi espresse in data 21/06/2011:
1. “Vista la natura “contingibile ed urgente” dell’ordinanza in esame, se la stessa sia mai stata applicata e quali misure siano state adottate da questo Comune per far si’ che fosse resa esecutiva.

2. Se l’ordinanza sia tutt’ora vigente, non essendo stata ufficialmente revocata;

3. Quali azioni precauzionali siano state adottate fino ad oggi dal Sindaco di Taranto autorità sanitaria locale, al fine di tutelare la Salute e la Vita dei bambini del Quartiere Tamburi, maggiormente esposti a fattori cancerogeni presenti sul terreno e che a tutt’oggi , continuando inconsapevolemente a giocare in esso, entrano inesorabilmente in contatto (come da foto allegate scattate nei giorni 18-19 c.m.)

4. Quale tipo d’impegno il Comune intenda assumere per la Bonifica dei terreni contaminati, come da relazione tecnica del comune stesso “Progetto esecutivo di Bonifica dei suoli e piano d’indagini integrative sulla falda sotteranea” (ai sensi del D.Lgs. n. 152/2006) e da successiva comunicazione ad Arpa Puglia del 5.10.2010 nella quale si evidenziava la correttezza tecnico-scientifica e legale della relazione precedente e se ne confermavano i risultati.

Dopo tale data inizieremo al nostra battaglia oltre i confini di Taranto, così come preannunciato già da tempo: l’ora dell’ATTESA è terminata!

sabato 30 luglio 2011

MANI NEL COLORE... MANI NELLA VITA

Un nuovo appuntamento con "MANI NEL COLORE... MANI NELLA VITA" : iniziativa organizzata dal Comitato Donne per Taranto.
Alle ore 19, in PIAZZA MASACCIO - ai TAMBURI - rione periferico a ridosso della zona industriale, il Comitato invita soprattutto i bambini del quartiere a prendere parte ad un gioco: un modo per togliere i bambini per qualche ora dalla TERRA CONTAMINATA dei giardinetti e "farli sporcare" con i COLORI.... i COLORI della VITA.
I bambini saranno impegnati a realizzare attraverso lavori manuali e recitazione un piccolissimo spettacolo che presenteranno ai genitori l'ultimo sabato.

Sulla pagine di facebook del Comitato Donne per Taranto si legge:

"Nel nostro OBIETTIVO di "INFORMAZIONE e DENUNCIA", proseguiamo il
percorso di "vicinanza" alla popolazione del Quartiere tamburi e lo facciamo
in un modo semplice partendo dai bambini i più colpiti da una situazione pericolosa per la loro stessa salute. Sarà allo stesso tempo per noi l'occasione di stare in mezzo alla gente di informare, sensibilizzare e soprattutto "SPINGERE" le nostre ISTIUZIONI a darci CHIARIMENTI rispetto all'ordinanza del 23/06/2010 sul DIVIETO di ACCESSO nelle aree a verde perchè contaminate da sostanze pericolose per la salute...

Chiediamo ancora (e questa volta lo facciamo STANDO in quei luoghi e condividendo con i bambini lo stesso "pericolo"):

Quale sia ad oggi lo stato dell’arte dell'ORDINANZA 45/2000 e in particolare:

1. Vista la natura “contingibile ed urgente” dell’ordinanza in esame, se la stessa sia mai stata applicata e quali misure siano state adottate da questo Comune per far si’ che fosse resa esecutiva.

2. Se l’ordinanza sia tutt’ora vigente, non essendo stata ufficialmente revocata;

3. Quali azioni precauzionali siano state adottate fino ad oggi dal Sindaco di Taranto autorità sanitaria locale, al fine di tutelare la Salute e la Vita dei bambini del Quartiere Tamburi, maggiormente esposti a fattori cancerogeni presenti sul terreno e che a tutt’oggi , continuando inconsapevolemente a giocare in esso, entrano inesorabilmente in contatto (come da foto allegate scattate nei giorni 18-19 c.m.)

4. Quale tipo d’impegno il Comune intenda assumere per la Bonifica dei terreni contaminati, come da relazione tecnica del comune stesso “Progetto esecutivo di Bonifica dei suoli e piano d’indagini integrative sulla falda sotteranea” (ai sensi del D.Lgs. n. 152/2006) e da successiva comunicazione ad Arpa Puglia del 5.10.2010 nella quale si evidenziava la correttezza tecnico-scientifica e legale della relazione precedente e se ne confermavano i risultati.

http://www.facebook.com/no​te.php?note_id=10150280788​361480

E ci auguriamo che in questo tempo il Sindaco ci dia risposte...


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SERVONO - COLORI - PENNELLI - PENNARELLI...
CUORI, MANI... E VOGLIA DI METTERSI IN GIOCO...
CHI VORRA' AIUTARCI in qualsiasi modo: CONTATTATECI
Donne per Taranto
http://www.facebook.com/gr​oup.php?gid=12667731403812​0


mercoledì 6 luglio 2011

Domattina le donne contro l'Ilva su Rai 3!

Domani mattina, giovedì 7 luglio alle ore 11.00, nella trasmissione "Cominciamo Bene Estate" si parla di Ilva e della disastrosa situazione ambientale a Taranto. Ospite in studio: Rosella Balestra del Comitato Donne Per Taranto.
Nel corso della trasmissione saranno mandati in onda alcuni spezzoni del documentario "La Svolta. Donne contro l'Ilva".

lunedì 20 giugno 2011

Donne, processo e Ilva!

Venerdi 24 c.m. è certamente una giornata importante per Taranto:

Si svolgerà nel Tribunale di Via Marche, l’udienza per l’incidente probatorio che vede sul tavolo degli indagati i 4 vertici dell’Ilva: Emilio e Nicola Riva, rispettivamente padre e figlio, Luigi Capogrosso, direttore dello stabilimento di Taranto, e Angelo Cavallo, responsabile del reparto Agglomerato 2.
L’accusa è quella di disastro ambientale relativamente alle emissioni di diossina da parte dello stabilimento Ilva di Taranto oltre a quelle di avvelenamento colposo di sostanze alimentari e getto pericoloso di cose.
Le indagini partite circa tre anni fa, in seguito al ritrovamento di pericolose tracce nei formaggi provenienti dagli allevamenti che pascolavano a ridosso della zona industriale, portarono come “soluzione” all’abbattimento di migliaia di capi di bestiame, lasciando sul lastrico allevatori ed economia locale e, immediatamente dopo, all’emanazione di Ordinanza regionale che ne vietava il pascolo nel raggio di 20 Km dal polo industriale (come se in quel raggio non ci vivano persone e bambini!).
Con tale inchiesta sembra che possa essere finalmente riconosciuta, in modo chiaro ed inequivocabile, la fonte inquinante, superando quella "difficoltà di identificazione del nesso causale" che si invoca regolarmente quando non si ha il coraggio e la serietà di assumere posizioni nette e precise nei confronti di chi continua a perpetuare questo crimine.
E' invece questa la risposta necessaria a tutelare una popolazione che, insieme alle pecore abbattute, ha respirato e mangiato anch’essa, in questi anni, inquinanti pericolosi per la propria salute.
Chissà se l’unica “soluzione” che troveranno sarà abbattere anche noi!
E’ la amara e triste considerazione che ci poniamo e che viene spontanea dinanzi a degli amministratori che, nonostante siano stati indicati come “parti lese”, non si sono ancora costituiti parte civile nel Processo.
E ci riferiamo a Ministero dell’Ambiente, Regione Puglia e Comune di Taranto.
E’ l’appello che rivolgiamo oggi a loro, di assumere una posizione precisa a fianco della popolazione colpita giornalmente da tali emissioni e degli allevatori che stanno portando avanti con coraggio e determinazione questo percorso di Giustizia.
Venerdì la popolazione si aspetta che Regione e Comune facciano questo passo.
Noi, comitato Donne per Taranto, saremo lì davanti al Tribunale a invocare Giustizia e a sostenere gli allevatori, a cui va il nostro plauso, il nostro appoggio incondizionato e la nostra solidarietà.
Ma saremo lì, insieme alla popolazione, anche per chiedere a gran voce che Regione Puglia e Comune di Taranto si costituiscano parte civile in questo Processo.
Non è più tempo di attese, non è più tempo di proclami: è tempo di Giustizia e di Verità!

Il Comitato Donne per Taranto

venerdì 20 maggio 2011

Professor Pirro, getti la maschera!

Il nome "Federico Pirro" , a cosa vi fa pensare? alla grande industria forse? all'ateneo barese, forse, o forse, meglio ancora, all'Ilva di Taranto?

Il professor Federico Pirro in Puglia e non solo si conosce per essere docente universitario degli atenei barese e leccese. Insegna esattamente Storia dell’Industria presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari e di Politiche economiche territoriali presso il Corso di laurea in Scienze sociali per la cooperazione internazionale, il non-profit e lo sviluppo locale dell’Università di Lecce. In effetti firma gran parte dei suoi editoriali/articoli/lettere come "docente universitario".

A Taranto, Federico Pirro si conosce soprattutto come strenuo difensore della grande industria e soprattutto dell'Ilva di Taranto.
Ogni qualvolta che i movimenti dei cittadini attivi del capoluogo jonico promuovono una sana iniziativa a favore dell'ambiente e della salute pubblica, ecco che il Professore dalla prima pagina del Corriere del Mezzogiorno (di cui è uno degli editorialisti), fino ad altri giornali locali fa sentire la sua voce esperta di docente universitario, a difesa del più grande centro siderurgico d'Europa! Ma ciò che non scrive il Professor Pirro - nelle sue riflessioni che oramai si conoscono a memoria - è che, oltre ad essere docente universitario, fa parte del Comitato Scientifico del Centro Studi Ilva. E oltre a ciò, come si legge nel suo curriculum vitae pubblicato nel sito del CS Ilva, "nel 2004, in occasione della celebrazione del cinquantennale del Gruppo Siderurgico Riva ha collaborato alla redazione del volume promosso dalla holding milanese intitolato La Civiltà del ferro, redigendo la sezione più ampia dell’opera, dedicata alla storia della siderurgia italiana ed internazionale dal Secondo Dopoguerra ai giorni nostri.".

Allora sarebbe anche ora che il Professore firmasse i suoi articoli sull'Ilva, non più come docente universitario ma come "membro del Comitato Scientifico Centro Studi Ilva": in questo modo il lettore non verrebbe tratto in inganno.

Professor Pirro, di fronte ai tarantini, getti la maschera: Lei non è neutrale, non sta al di sopra delle parti, Lei è di parte!




Pubblichiamo a tal proposito, la risposta del Comitato Donne per Taranto alla "lunga dissertazione del prof. Pirro contro gli ambientalisti "estremisti" e nello specifico contro il comitato Donne per Taranto per la nostra richiesta sull'indagine epidemiologica".

"Egregio Professor Pirro, leggiamo la sua lunga e articolata lettera e ci sorge spontaneo qualche commento rispetto alle sue due osservazioni che sinceramente ci hanno fatto un bel po’ sorridere. Per questo la ringraziamo. Di questi tempi, sa com’è, con tutto questo “allarmismo” e questo “catastrofismo”ci vuole un bel sorriso.

La sua lunga dissertazione sulle nostre 7343 firme ci parrebbe quasi una sterile analisi di “numeri”, tipica di una certa frangia (di cui lei certamente non fa parte) che vede le persone solo come dei numeri. La differenza tra costoro e noi è che dietro ogni numero noi sappiamo esserci un volto, una storia, un sorriso, forse anche una lacrima… e quelle 7343 firme che per lei sono solo il 6% (ben meno della popolazione tarantina che lavora nell’area a caldo dell’Ilva, quella più inquinante) per noi sono 7343 volti di persone che soffrono, che hanno sofferto e che non hanno più voglia di farlo, ma soprattutto sono persone che chiedono essenzialmente una cosa: la VERITA’…

E allora, caro professore, per quale motivo si agita così tanto dinanzi a questa richiesta, attribuendo a coloro che la chiedono l’appellattivo di “estremisti”, “catastrofisti”, “allarmisti”…? Ciò che chiediamo è essenzialmente che si conosca la VERITA’; e la verità non scaturisce da dati sciorinati unilateralmente, che trascurano altri dati e fattori, non meno sensibili nè meno importanti (tutt’altro): quelli, per esempio, delle decine e decine di mamme che tutti i giorni vegliano i propri figli sul letto del dolore, delle centinaia di uomini e donne che ogni mese si affidano a medici e a terapie rincorrendo la speranza; delle migliaia che hanno visto ammalarsi e morire i propri cari o che vivono nell'angoscia che questo possa accadere….

Professor Pirro, questi dati sono importanti non meno dei “numeri” che ci avete elencato nell’ultima conferenza, e lei che rappresenta un membro del comitato scientifico del Centro Studi Ilva dovrebbe ringraziarci per quanto chiediamo, dandovi l'opportunità di allargare e approfondire, così, le vostre conoscenze in tema di impatto ambientale (che si descrive attraverso rilevazioni chimiche e sanitarie)… E ci dovrebbe ringraziare in quanto se questo studio dovesse rivelare che i Tarantini sono sani come i pesci (che al contrario non godono proprio di ottima salute, soprattutto quelli vicini agli scarichi industriali), allora sarebbe la dimostrazione che state facendo un ottimo lavoro.

Rifletta, professore, e si rilassi: la verità alle persone serie non dovrebbe suscitare paura, nè irritazione. E' per questo che noi non proviamo paura né irritazione nel cercarla.

La seconda osservazione è ancora più esilarante della prima: lei fa notare che noi del Comitato non solo chiediamo di conoscere lo stato di salute della città ma abbiamo niente di meno la pretesa di “chiedere la chiusura degli impianti ritenuti responsabili dell’insorgere delle patologie, qualora si dovesse definire la correlazione tra inquinamento e impianti industriali”. …. certo questa è davvero una cosa strana.

Queste donne e mamme di Taranto non sanno più cosa inventarsi! Ci chiediamo quale mente possa partorire una conclusione così... logica. Insomma lei auspicherebbe che noi, se proprio questa indagine si deve fare (ci vengono in mente i Bravi di don Rodrigo: “questo matrimonio non s’ha da fare!”), la chiedessimo solo per il gusto di chiederla. Come dire ad una mamma. “se proprio vuoi, metti pure il termometro altuo bambino, e poi se ha la febbre a 40 mandalo ai giardini a giocare!”. Si direbbe quasi che a lei, e non solo a lei, questa eventualità spaventi davvero… Se non fosse così, perchè il bisogno di evocarla sin da ora? Se lei, egregio professore, fosse così certo che dall’indagine epidemiologica risulterebbe una città sana (come i pesci di prima) non si preoccuperebbe affatto della nostra richiesta successiva, non crede?

E invece fa già i conti con l’insorgenza, finanche, delle patologie correlate alla perdita del lavoro, qualora questo dovesse accadere… non considerando però che quelle patologie che lei ha ben specificato sono esattamente le stesse (o una parte) che insorgono quando una madre va’ a ritirare un referto di leucemia del suo bambino, o quando accerta che suo figlio di tre anni è autistico…, quando in qualche modo l'orizzonte si riduce ad un punto, professore, e si guarda in faccia la morte, che sia in senso fisico o interiore.

Sì, sono esattamente le stesse patologie: insonnia, ansia, disturbi psichici, ma queste sono solo la punta dell'iceberg...

Allora diciamo a lei e ai responsabili delle varie industrie presenti sul territorio: suvvia state tranquilli, voler mettere il termometro alla città (da un punto di vista sanitario) non è poi la fine del mondo!!!

Non siamo catastrofisti, né allarmisti, siamo solo realisti e chiediamo VERITA’! Le sembra eccessivo?! Bravo professore, ripetiamo: prenda pace, accadrà ciò che deve....accadrà che la Verità trionerài se non continuerà a essere ostacolata.

Noi dobbiamo salvare la vita nostra e dei nostri figli. Che ci vuole fare noi "donne" siamo così strane ad avere certe "pretese"!!

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il Coordinamento del Comitato Donne per Taranto

martedì 17 maggio 2011

Le Donne per Taranto in conferenza

I video della conferenza Stampa Comitato Donne per Taranto:

- parte 1: le NOSTRE RICHIESTE:
http://www.youtube.com/watch?v=bbtO0R9lT0k

- parte 2: a Taranto si muore e ci si ammala di più...
analisi effettuate fino ad oggi, da ASL, Ministero dell'Ambiente e della Salute, Studi e ricerche universitarie, ecc... lo dimostrano. POWER-POINT della dott.ssa Airò
http://www.youtube.com/watch?v=japURq9X8uk

-parte 3: intervento della dott.ssa Paola D'Andria presidente dell'AIL
http://www.youtube.com/watch?v=7F7MS2-E5Jk

- parte 4: consegna firme alle Istituzioni presenti
http://www.youtube.com/watch?v=UvxQhKlW7AU


Buona visione!

domenica 20 marzo 2011

Donne (ilva) e fumi

Nuvola rossa dall’Ilva. Le donne: ora basta

«Solo una parola: vergogna! Non siamo più disposti a subire». Corrono veloci, velocissime, in rete le parole e le immagini. «Una nube rossa levatasi alle 11 di questa mattina (ieri, ndr) dallo stabilimento Ilva ». Rosella Balestra posta sul social network Facebook una serie di istantanee: «Scatti raccolti da una di noi al quartiere Tamburi. Il fumo rosso è finito sulle case del quartiere. Sulle case dove abitano i nostri bambini». È una militanza di «sangue e di latte», di seni materni e cordoni ombelicali; di pensieri per i più piccoli, per i più deboli. Il comitato «Donne per Taranto» ha le sue eco-sentinelle lungo la «prima linea». Sono le donne ad aver diffuso ieri le immagini e loro a parlare attraverso Rosella Balestra. «Le foto hanno stupito anche me: si parla di riduzione dell’inquinamento e di controlli. Ma fino a quando si aspetterà, fin quando succederà tutto questo. Gli abitanti dei Tamburi, le donne che hanno registrato il fenomeno della nuvola rossa hanno spiegato che poi questa è arrivata sin sopra le case. E in quelle case, ripeto, ci sono i bambini».
Il comitato «Donne per Taranto» sfida le istituzioni. «È il senso - spiega ancora Rosella Balestra - di queste nostre parole dense di rabbia ma mai rassegnate: «Cosa respirano i nostri bambini? Le istituzioni sono in silenzio, ma noi vogliamo sapere e capire. L’Arpa, l’Asl, il sindaco, il presidente della Provincia, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. A loro ci rivolgiamo per sapere. Ma temo - aggiunge Rosella Balestra - che tutto sia inutile, che il silenzio delle istituzioni continui. Ma è possibile continuare così?».
Il comitato «Donne per Taranto» si batte per la creazione delle mappe epidemiologiche: «Stiamo raccogliendo le firme e voglio ricordare alla cittadinanza che domani saremo in piazza della Vittoria dalle 9,30 alle 21. Avviare l’indagine epidemiologica sulla popolazione, capire la situazione dal punto di vista della salute dei cittadini, rispetto all’incidenza dell’in - quinamento, è essenziale». Il comitato «Donne per Taranto » è in contatto con l’e pidemiologo genovese Valerio Gennaro che ebbe nel 2001 una parte importante nella vicenda della chiusura dell’area a caldo Ilva a Cornigliano.
«All’inizio di aprile - aggiunge Rosella Balestra - chiusa la raccolta di firme inviteremo le istituzioni a una manifestazione pubblica. In quella occasione consegneremo ai loro rappresentanti le firme raccolte e chideremo un impegno. Chi non ci sarà avrà così spiegato da che parte sta. Le assenze peseranno, come le presenze». Infine la marcia del 2 aprile organizzata dal Fondo anti- diossina di Fabio Matacchiera. «Il comitato “Donne per Taranto” - conclude Balestra - parteciperà. L’ambientalismo a Taranto non è diviso e chi dice questo narra una favola sciocca». (F. Colucci - GdM)