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sabato 13 giugno 2015

Chissà se puzzava come al solito


Pochi infortuni, dentro, e cittadini al pronto soccorso per le esalazioni, fuori.
Una scelta di civiltà e convivenza.
Come sempre, all'ENI.

Eni: Descalzi alla raffineria Taranto, sicurezza per noi un valore

Incontro oggi tra l'Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, con il management e i dipendenti della Raffineria di Taranto in occasione del Safety Road Show. Nel corso della visita, si legge in una nota della societa', sono stati illustrati i positivi risultati in termini di sicurezza raggiunti da Eni e dalla raffineria nel 2014. L'azienda "ha ridotto il numero degli infortuni per il decimo anno consecutivo, attestandosi nel 2014 su una frequenza di 0,31 infortuni per milione di ore lavorate, risultato che colloca Eni al primo posto sotto il profilo della sicurezza rispetto ai principali competitor internazionali. Nel 2014 il miglioramento degli indici infortunistici ha visto una riduzione del 14% rispetto al 2013". Inoltre, nel primo trimestre 2015, il miglioramento e' continuato per un ulteriore 15%. L'impegno di Eni a livello globale trova riscontro anche nell'andamento positivo degli indicatori infortunistici presso la Raffineria di Taranto: il 25 aprile 2015 sono stati raggiunti sia l'obiettivo "zero infortuni" aziendali per 1.700 giorni lavorati sia lo "zero assoluto" per 365 giorni. Al termine della visita, l'Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha commentato: "La sicurezza e' un valore imprescindibile per Eni e per il secondo anno consecutivo abbiamo conseguito risultati al top del settore Oil&Gas. La Raffineria di Taranto ne e' un esempio, con oltre un anno senza infortuni per dipendenti e contrattisti e quasi cinque per i soli dipendenti. Ma non possiamo accontentarci. Puntiamo a zero infortuni in tutta l'azienda partendo proprio dal nostro Paese e per questo abbiamo lanciato il 'Programma Sicurezza Italia' per riuscire ad ottenere questi risultati in tutti i nostri siti".
  A proposito della sicurezza nella raffineria pugliese, la societa' ricorda che "l'aspetto principale alla base di questo miglioramento continuo sono stati gli sforzi posti in essere per il consolidamento di una cultura della sicurezza, attraverso il controllo operativo e la formazione. Solo nel 2014, sono state erogate dalla Raffineria oltre 8.000 ore di formazione per dipendenti e contrattisti. La sicurezza delle persone e delle attivita' operative rappresenta un obiettivo strategico per Eni, che, per sostenerne il valore culturale e operativo, lancia continuamente nuovi programmi di sensibilizzazione e di formazione destinati ai lavoratori, ai contrattisti e a tutte le parti sociali. Fra le iniziative piu' significative oltre al Safety Road Show, vi sono Eni in Safety, il Safety Day e l'HSE Van Show. L'HSE Van Show e' l'ultima iniziativa Eni in ambito HSE, inaugurata lo scorso 26 Maggio dalla Raffineria di Livorno, che percorrera' tutta Italia toccando 42 siti industriali e molte stazioni di servizio per promuovere l'impegno di Eni nella salvaguardia dell'ambiente e nella tutela della sicurezza". (AGI).

giovedì 6 novembre 2014

Minacce "raffinate"

Taranto, la raffineria Eni «ha grosse perdite»
 A rischio i lavoratori

C’è preoccupazione tra i lavoratori della Raffineria Eni di Taranto dopo l’audizione in commissione Industria al Senato. L’amministratore delegato dell’azienda, Claudio Descalzi, parlando dell’impianto ionico ha infatti sostenuto che il sito registra “grosse perdite” e che si sta cercando di capire cosa farne per il futuro all’interno dell’azienda così da salvaguardare anche l’occupazione senza usare ammortizzatori sociali. Per quanto riguarda la raffinazione in generale, Descalzi ha inoltre ricordato che si tratta di un settore che «ha perso dal 2009 ad oggi 6 miliardi», quindi «il problema deve essere affrontato secondo un approccio che è quello della trasformazione, senza perdita di posti di lavoro».
Ma per Giordano Fumarola (Filctem-Cgil), quelle di Claudio Descalzi, «non sono dichiarazioni nuove, anzi tornano di frequente in quest’ultimo periodo. Sulla base delle stesse - prosegue il sindacalista - abbiamo già organizzato diverse iniziative, compreso l’ultimo sciopero di ottobre. E la nostra posizione non si scosta da quella assunta in queste circostanze anche adesso, dopo l’audizione al Senato. Descalzi continua a ritenere che la raffinazione in Italia non è più sostenibile e che lo stabilimento di Taranto è in perdita. Ma poi non chiarisce le intenzioni future rispetto agli investimenti. Affermare infatti che si vuole cercare di salvaguardare i livelli occupazionali lascia il tempo che trova se poi manca alla base un piano preciso. Se davvero si vogliono tutelare questi posti di lavoro, bisogna ragionare su investimenti reali perché la Raffineria ionica torni ad essere un sito produttivo e sostenibile».
Un’idea per Fumarola è «la diversificazione, come si vuole fare a Gela. Il progetto di fare di Taranto un deposito costiero invece è da abbandonare perché non dà garanzie».
La pensa così anche Emiliano Giannoccaro (Femca Cisl): «Restano le preoccupazioni sul futuro della Raffineria Eni di Taranto, soprattutto alla luce del fatto che il mercato è in calo e di conseguenza lo è la produzione. Riteniamo sminuente trasformare Taranto in un deposito costiero vista la sua importanza strategica sul territorio provinciale e nazionale per la produzione di greggio e raffinato, soprattutto considerata la vicina presenza di pozzi petroliferi. Inoltre, se il sito dovesse diventare un deposito costiero, pur ipotizzando il riassorbimento della maggior parte dei dipendenti, cosa che già appare inverosimile, sarebbe impossibile ricollocare l’intero indotto che, contando tutti gli anelli della catena, arriva anche a raggiungere anche 2500 unità».
Intanto all’Eni di Taranto prosegue lo stato di agitazione e le relazioni sindacali sono ridotte al minimo. Oggi al ministero del Lavoro, dove sarà discusso un accordo per il futuro di Gela potrebbe esserci anche Amedeo Guerriero (Uiltec-Uil): «Il piano industriale non è ancora chiaro e nel frattempo a noi risulta che a Taranto si stanno azzerando le perdite rispetto alle altre raffinerie. Quindi anche alla luce di questo vanno rivisti i progetti e poi resi noti senza giri di parole». (GdM)