lunedì 21 novembre 2011
Dioxin free o fee?
Uno dei tanti cliché di cui si nutre la nostra società è che gli adolescenti contemporanei siano svogliati e privi di fiducia nel futuro. «Sbagliano le modalità con le quali rivendicano un ruolo all’interno del gruppo sociale» griderebbe il tuttologo, meglio se psicologo, di turno. Eppure vi sono casi in cui queste etichette non si adattano affatto ai giovani di oggi.
La quinta A di meccanica dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Augusto Righi” di Taranto con il progetto di legge per l’istituzione del marchio Dioxin free presentato al Senato della Repubblica non solo smentisce il cliché, ma si fa addirittura portatrice delle buone pratiche che dovrebbero ispirare il mondo degli adulti.
E-WORKSHOP, DDL DEI RAGAZZI – L’iniziativa, promossa in occasione dei 150 anni dall’Unità d’Italia, intende offrire nuovi strumenti di partecipazione alla vita pubblica dei giovani cittadini. A tale scopo la piattaforma web http://eworkshop.senatoperiragazzi.it/ vuole essere uno spazio di discussione dei progetti di legge vincitori del bando nazionale. Gli utenti registrati non solo potranno votare fino al 25 novembre i disegni di legge che reputano più interessanti, ma anche proporre emendamenti. Ai ragazzi è offerta quindi la possibilità di prendere coscienza dei meccanismi di formazione di una legge e soprattutto delle mediazioni necessarie ad un dibattito politico.
DIOXIN FREE - L’istituzione del marchio Dioxin free è il ddl proposto dalla quinta A dell’IISS “A.Righi” di Taranto insieme al professore di lettere Alessandro Marescotti già membro dell’associazione ambientalista Altamarea e presidente di Peacelink. Si legge all’art.1 del ddl presente sulla piattaforma web http://eworkshop.senatoperiragazzi.it/ddl/marchio-dioxin-free :
«1.In considerazione del fatto che le diossine, i furani e i policlorobifenili sono inquinanti ubiquitari che si bioaccumulano nell’organismo e che hanno un effetto cancerogeno e genotossico soprattutto per ingestione, con la presente legge si istituisce il marchio “Dioxin Free” al fine di tutelare la fasce più vulnerabili della popolazione e di garantire la massima salubrità degli alimenti».
«2.Il marchio Dioxin Free può essere assegnato solo ad alimenti con limiti di concentrazione inferiori a quelli stabiliti dalla vigente normativa al fine di stabilire un nuovo standard di qualità alimentare».
TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA – Il marchio da apporre sugli alimenti inizialmente solo a latte, burro, uova, mozzarelle di bufale campane dop, sarà rilasciato dal Ministero della Salute alle aziende che ne facciano richiesta e che dopo 4 controlli effettuati dalle autorità sanitarie pubbliche dimostrino di rispettare i limiti imposti dal suddetto ddl all’art. 3:
«Il marchio Dioxin Free può essere attribuito solo agli alimenti che non superano un centesimo della dose tollerabile giornaliera di diossine e pcb riferita a un organismo umano di 70 chilogrammi che consumi 100 grammi dell’alimento preso in considerazione».
Un’interessante innovazione riguarda anche le verifiche alle quali le aziende con il marchio Dioxin free dovranno essere sottoposte. Gli studenti dell’A.Righi istituiranno presso la Guardia di Finanzia un apposito Ufficio Prelievi Alimenti Dioxin Free il quale si occuperà degli esami annuali. Oltre l’Ufficio Prelievi sarà previsto anche un Comitato di Verifica composto di tecnici dell’Istituto Superiore della Sanità che esaminerà i certificati di prova attestanti la presenza o meno di diossine, rilascerà autorizzazioni per l’uso del marchio e potrà revocarle nel caso di superamento dei limiti di legge.
STUDENTI DELL’ISTITUTO A. RIGHI - «È indubbio che i giovani siano sensibili alle tematiche ambientali soprattutto vivendo in una città inquinata come Taranto» – afferma il prof. Marescotti – «Ai miei studenti interessa che le loro proposte, nel caso specifico il ddl Dioxin free, siano accompagnate da risultati reali ed è quello che stiamo ottenendo». «Il disegno di legge è stato presentato a Roma presso il Senato della Repubblica» – continua Marescotti – «In quell’occasione i ragazzi si sono accorti che i parlamentari non solo ascoltavano le loro proposte, ma che potevano essere spunto per un’iniziativa legislativa concreta. In questo modo il workshop da esperienza di studio si è trasformato in qualcosa di operativo».
Ne è la prova il disegno di legge presentato dalla senatrice Adriana Poli Bortone contenente il ddl dei ragazzi per l’istituzione del marchio Dioxin free.
«Gli studenti dell’Augusto Righi sono riusciti ad attirare l’attenzione dei parlamentari su un problema complesso come l’inquinamento e la tutela della salute pubblica, al quale però i nostri politici potrebbero trovare soluzioni facili se solo superassero le divisioni». Conclude così il prof. Marescotti con la voce di chi è soddisfatto del lavoro dei propri alunni. (mediapolitika)
sabato 8 ottobre 2011
Il Righi al Senato
L'Istituto Righi di Taranto ha vinto un bando per visitare il Senato e presentare un proprio Disegno di Legge.
Il disegno di legge elaborato è sulla diossina negli alimenti ed è stato pubblicato sul sito "Senato per ragazzi" (http://eworkshop.
I ragazzi della 5AM visiteranno il Senato nei giorni 10 e 11 ottobre, accompagnati dal prof. Alessandro Marescotti.
Simuleranno al Senato, in giacca e cravatta e ripresi da una registrazione video, un dibattito parlamentare con tanto di emendamenti e votazione finale. Il tutto diventera' un dvd e un libro che il Senato consegnera' alle scuole partecipanti (il Righi sara' la prima scuola di questo anno scolastico).
Il disegno di legge verte sulla creazione del marchio “Dioxin Free”.
A realizzarlo sono stati gli stessi ragazzi, in un percorso cominciato lo scorso anno scolastico, sotto la guida una tutor messa a disposizione dal Senato.
Il risultato e' un disegno di legge realizzato con tutti i requisiti formali e sostanziali.
Ma perche' una legge "dioxin free"?
Attualmente infatti vi e' un Regolamento europeo che fissa dei limiti per diossine e pcb negli aimenti ma non vi e' alcun marchio di qualita' "dioxin free" ("libero da diossina").
Marco Morelli, lo studente che farà da relatore, spiega di cosa si tratta: “Il disegno di legge in discussione mira a definire un marchio di qualità denominato "Dioxin Free" che consente al consumatore di conoscere la quantità di diossine e pcb presenti nell'alimento che acquista. Tale marchio di qualità viene rilasciato solo se gli esami di laboratorio attestano quantità di diossine e pcb inferiori a soglie minimali che il disegno di legge fissa a tutela dei consumatori e della loro sicurezza alimentare”.
Attualmente non vi è alcun marchio di qualità per gli alimenti senza diossina tale da poter essere raffrontato con il marchio "ogm free" (ossia "senza organismi geneticamente modificati").
“L'aspetto innovativo di questo disegno di legge – ha precisato lo studente-relatore – sta nel fatto che una parte delle analisi vengono effettuate in laboratori accreditati scelti dai consumatori i quali in prima persona individuano il campione da far analizzare. Inoltre il disegno di legge consente una trasparenza sulle analisi che verrebbero pubblicizzate su Internet".
L'idea di un disegno di legge per proporre un marchio di questo tipo è sorta dopo un lavoro didattico di informazione e ricerca coordinato da Alessandro Marescotti, docente del Righi nonche' presidente di PeaceLink.
"Il disegno di legge per promuovere alimenti certificati “Dioxin Free” - spiega Marescotti - nasce dalla consapevolezza che esiste un serio problema di contaminazione della catena alimentare di cui si sono gia' occupate le autorità europee". -nfatti nel 2001 la Commissione Europea inviò ai parlamentari europei una importante comunicazione in cui si legge che "l'esposizione a diossine e a PCB diossino-simili supera la dose tollerabile settimanale (TWI Tolerable Weekly Intake) e la dose tollerabile giornaliera (TDI Tolerable Daily Intake) in parte considerevole della popolazione europea". La comunicazione del 2001 intendeva promuovere non solo l'informazione sui problemi della contaminazione ma anche la consapevolezza per attuare strategie di prevenzione. Infatti specificava: "Non basta semplicemente informare l'opinione pubblica: occorre anche coinvolgerla affinché contribuisca in modo attivo alla prevenzione delle emissioni di sostanze contaminanti nell'ambiente".
Secondo Alessandro Marescotti “a completamento di questa strategia di prevenzione sarebbe utile promuovere un'educazione alimentare che riduca il rischio di assunzione di diossine che, una volta entrate nell'organismo, si bioaccumulano e hanno tempi di persistenza notevoli. Le diossine rischiano di diventare un problema in particolare per le donne che, con le gravidanze e l'allattamento, cedono al feto e ai lattanti queste sostanze definite POPs (Persistent Organic Pollutants), altamente cancerogene e genotossiche (possono cioè modificare il DNA che si trasmette dai genitori ai figli)".
In passato l'attenzione sulla sicurezza alimentare si è per lo più concentrata in passato sugli OGM, tanto da definire la dizione “OGM Free”. Ma mentre per gli OGM non è dimostrata la tossicità ma si ricorre al “principio di precauzione”, per quanto riguarda le diossine è assolutamente dimostrata la loro tossicità essendo classificate nel gruppo 1 dallo IARC (Agenzia Internazionale Ricerca sul Cancro), ossia nel gruppo delle sostante più cancerogene.
Lo studente Andrea Carabotta osserva: “Se i consumatori potranno disporre di cibi “Dioxin Free” i genitori, ad esempio, potranno scegliere latte che è sottoposto a controlli ancora più rigorosi. Questo è solo un esempio di come il marchio Dioxin Free potrebbe essere utilissimo".
Ultima annotazione: la proposta "dioxin free" non poggia sul vuoto. Ha invece un autorevole precedente.
Infatti l'esigenza di definire uno standard Dioxin Free era stata avanzata nel 1999 in un congresso scientifico da due esperti di diossina: Stefano Raccanelli e Vladimiro Bonamin. Tuttavia nessun rappresentante politico raccolse la proposta.
Grazie ai suggerimenti del dottor Stefano Raccanelli è stato possibile definire un limite di legge per il marchio Dioxin Free, che verrebbe attribuito solo agli alimenti che non superano un centesimo della dose tollerabile giornaliera di diossine e pcb riferita a un organismo umano di 70 chilogrammi che consumi 100 grammi dell'alimento preso in considerazione.
Per informazioni: prof. Alessandro Marescotti
Link del DDL Dioxin Free nella sua versione integrale: Senato per ragazzi
http://eworkshop.
Nb: nel Senato i progetti di legge sono definiti "DDL" (disegni di legge). www.peacelink.it
mercoledì 12 maggio 2010
La Regione verso l'acqua veramente pubblica!
La Giunta regionale pugliese ha approvato poco fa il disegno di legge regionale che punta a regolare il governo e la gestione del servizio idrico integrato e a costituire l'azienda pubblica regionale "Acquedotto pugliese - AQP". Lo rendono noto il Presidente Nichi Vendola e l'assessore alle Opere Pubbliche, Fabiano Amati.
Il disegno di legge si compone di 15 articoli che stabiliscono i termini di governo e gestione del Servizio idrico integrato attraverso la costituzione dell'azienda pubblica regionale "Acquedotto Pugliese - AQP" che subentra all'Acquedotto pugliese s.p.a.
In particolare, si è ritenuto opportuno sottolineare nella relazione illustrativa che "la configurazione legislativo - amministrativa dell'AQP è di società per azioni a totale partecipazione pubblica; l'attuale assetto proprietario è ripartito tra la Regione Puglia (87% circa) e Regione Basilicata (13% circa), anche se allo stato, con Deliberazione n. 521 del 23.02.2010 la Giunta Regionale, prendendo atto della valutazione della Società Ernst & Young, si è impegnata ad acquisire le azioni detenute dalla Regione Basilicata non appena saranno reperite le somme necessarie, pari ad ? 12.200.000,00. Tale operazione è da considerarsi ovviamente necessaria per l'attuazione della presente legge". Inoltre, la Giunta pugliese ha adeguato il disegno di legge alla recente decisione del Governo nazionale di sopprimere entro il termine di un anno gli Ato.
Strettamente funzionale alla garanzia del diritto fondamentale dell'acqua potabile, affermato dall'articolo 1, è la previsione contenuta nell'articolo 2 della configurazione del servizio idrico integrato come servizio privo di rilevanza economica affidato ad un organismo di diritto pubblico sottratto alle regole della concorrenza.
La legge prevede, agli articoli 3 e 4, due strumenti a tutela del diritto all'approvvigionamento idrico: un fondo regionale, per garantire il diritto all'acqua potabile ai residenti, ed un fondo di solidarietà internazionale per finanziare progetti in paesi esteri. L'articolo 5 della legge prevede la trasformazione di AQP S.p.A. in soggetto giuridico di diritto pubblico senza scopo di lucro, con la possibilità di gestire anche attività diverse dal servizio idrico integrato, pur destinando gli eventuali utili al potenziamento del servizio idrico integrato.
Il governo della costituenda azienda, in ossequio alle finalità generali che costituiscono la sua mission, è improntato alla trasparenza e alla partecipazione delle comunità locali e della cittadinanza: l'art. 8, tra l'altro, prevede infatti la presenza, nel consiglio di amministrazione, di tre rappresentanti eletti da un'assemblea di sindaci dell'ambito territoriale ottimale; inoltre l'art.6 assicura ai cittadini, singoli e associati, la partecipazione alle principali decisioni, in osservanza del principio di sussidiarietà orizzontale sancito dall'art. 118 della Costituzione, e la sorveglianza e il controllo, anche attraverso meccanismi di sorveglianza e di consultazione in ordine ai livelli di servizio erogati.
L'articolo 7 disciplina le procedure per l'approvazione dello statuto dell'azienda mentre l'8 stabilisce la composizione del consiglio di amministrazione, riservando allo statuto la fissazione delle cause di impedimento e incompatibilità, le attribuzioni, il funzionamento e le indennità.
L'articolo 9 prevede il transito del personale di AQP S.p.A. nell'organico della azienda di nuova istituzione e il 10 indica i controlli regionali sulla società e i suoi organi, le ipotesi di revoca degli amministratori e di scioglimento del consiglio, e i poteri del commissario straordinario nominato in caso di scioglimento del consiglio di amministrazione.
L'articolo 11 prevede l'adeguamento alle disposizioni di legge degli atti dell'autorità d'ambito e dell'azienda regionale.
L'articolo 12 detta disposizioni per garantire il governo dell'azienda fino all'insediamento del nuovo consiglio di amministrazione.
Per rendere effettivo il diritto all'approvvigionamento per uso domestico, l'articolo 13 vincola il gestore del servizio a erogare un minimo quantitativo vitale, alla cui individuazione procede la Giunta Regionale sulla base degli indici di fabbisogno riconosciuti internazionalmente e delle disponibilità finanziarie esistenti.
Relazione e schema di ddl
mercoledì 10 febbraio 2010
Acqua pubblica per la Puglia!
Oggetto dell’incontro è stato la discussione sul testo del disegno di legge approvato dalla giunta in data 4 febbraio denominato “Governo e gestione del servizio idrico integrato Costituzione dell'azienda pubblica regionale “Acquedotto pugliese - AQP”, che presentava sostanziali e significative differenze rispetto al testo licenziato dal tavolo tecnico regionale “Acqua Bene Comune dell’Umanità” (del quale il Comitato e il Forum sono stati parte integrante).
In seguito a un confronto politico e tecnico il testo del DDL è stato ripristinato nelle componenti essenziali, prima fra tutte, la riaffermazione della natura giuridica della futura azienda pubblica regionale come soggetto di diritto pubblico.
Il Governo regionale si è impegnato sia a ripristinare i punti di cui sopra con un atto formale da parte della giunta nella giornata di domani sia ad assumere l’approvazione del disegno di legge così riformulato nei primi tre mesi dell’eventuale prossimo governo regionale.
Il Comitato pugliese e il Forum nazionale esprimono soddisfazione per il ripristino dei contenuti essenziali presenti nel testo originario e continueranno a seguire con estrema attenzione e partecipazione l’iter di approvazione della legge per ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese da società per azioni a soggetto di diritto pubblico partecipato.
Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
sabato 6 febbraio 2010
Come si ammazza la qualità edilizia
La forte pressione di un collegio potente come quello dei Geometri ha probabilmente influito sulla proposta di questo lasciapassare che vuole sancire per legge una delle principali ragioni dello scempio edilizio italiano caratterizzato da bassissima qualità strutturale e progettuale.
Geometri
venerdì 5 febbraio 2010
Un altro passo verso l'acqua pubblica
La Giunta Regionale pugliese ha approvato oggi il disegno di legge regionale che sancisce il principio dell’acqua bene comune dell’umanità, per cui il servizio idrico integrato deve essere necessariamente gestito da un soggetto pubblico. Lo rende noto l’assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati relatore del provvedimento.
Il disegno si compone di 15 articoli che stabiliscono i termini di governo e gestione del Servizio Idrico Integrato attraverso la costituzione dell’azienda pubblica regionale “Acquedotto Pugliese – AQP”.
Specificamente si stabiliscono i principi dai quali trae ispirazione l’intero disegno di legge, ovvero che l’acqua è un bene comune, di proprietà collettiva, essenziale e insostituibile per la vita, non assoggettabile a leggi di mercato, il cui approvvigionamento deve essere difeso e garantito dalla Regione Puglia. Viene inoltre sancito il principio secondo cui il servizio idrico integrato è privo di rilevanza economica e deve essere sottratto da ogni regola della concorrenza.
Il disegno di legge istituisce l’azienda pubblica regionale “Acquedotto Pugliese – Aqp”, che subentra all’Acquedotto pugliese s.p.a. e sarà amministrata in forma di azienda pubblica regionale priva di scopo di lucro che potrà eventualmente gestire attività diverse dal servizio idrico integrato, attraverso la costituzione di società anche miste, purchè gli utili siano utilizzati per migliorare il servizio. Per garantire inoltre la disponibilità e l’accesso all’acqua come diritti inviolabili dell’umanità, il disegno di legge istituisce un fondo regionale per il diritto all’acqua ed uno di solidarietà internazionale. Il primo, gestito dalla Regione Puglia con i Sindaci associati nell’ambito territoriale ottimale, mira a garantire il livello essenziale di accesso all’acqua per soddisfare i bisogni essenziali di vita di ogni Cittadino, che saranno garantiti gratuitamente e a carico della fiscalità generale; il secondo invece tende a rimuovere gli squilibri economici e sociali e a contribuire a garantire il diritto all’acqua potabile a quelle popolazioni che non hanno accesso ai servizi idrici.
Il Consiglio d'amministrazione dell'azienda regionale sarà composto dal presidente, dal vice presidente e da tre consiglieri d'amministrazione nominati dall'assemblea dei sindaci pugliesi.
"Il servizio idrico integrato gestito da un soggetto pubblico - ha commentato l'assessore Fabiano Amati - è la migliore garanzia per affermare nei fatti piuttosto che a parole che l'acqua è un bene comune dell'umanità. Se questo è vero in generale, è altrettanto necessario in Puglia: una regione che notoriamente non ha acqua e per questo la capta e adduce dalle regioni limitrofe, attraverso l'opera ingegneristica più complessa del mondo e più grande d'Europa. L'acquedotto pugliese fu realizzato per emancipare i pugliesi dalla sete e dall'ingiustizia - ha concluso Amati - ed ancora oggi abbiamo la necessità d'affermare la pubblicità del servizio idrico integrato per non trovarci catapultati in più nuove forme di ingiustizia, che sarebbero realizzate attraverso la gestione privata del servizio, disperdendo il tanto e il buono fatto negli ultimi cinque anni da AQP."
Leggi il Disegno di Legge
venerdì 6 marzo 2009
Falso allarme...
E noi sotto le ciminiere a respirare e seguire il teatrino!
martedì 3 marzo 2009
La Regione rispetta gli impegni di Roma...
Con l'approvazione di un disegno di legge la giunta regionale pugliese ha deciso oggi di modificare le date entro cui i valori limite di immissione in atmosfera di Pcdd/F (diossina) degli impianti Urea esistenti in Puglia dovranno essere contenuti nel Protocollo di Aarhus. Si apprende da un comunicato della Regione Puglia. Gli esiti del Tavolo Tecnico riunito a Roma portarono, il 19 febbraio scorso, alla sottoscrizione di un Protocollo aggiuntivo all'Accordo di Programma sottoscritto a Bari l'11 aprile 2008. La Regione Puglia si impegno' a consentire allo stabilimento Ilva di Taranto l'applicazione del procedimento Urea finalizzato all'abbattimento delle diossine in un lasso di tempo prolungato sino al 30 giugno 2009. L'Ilva si e' impegnata a presentare entro il 31 dicembre 2009 un progetto ambientale per ridurre ulteriormente l'emissione di diossine fino allo 0,4 ng. Nel documento, approvato da tutte le parti sociali, si impegnava pertanto la Regione Puglia (art.1) ad emanare, entro e non oltre il 31 marzo 2009, una norma prioritaria che costituisca interpretazione autentica della legge regionale 19 dicembre 2008, il n.44. Il ddl approvato oggi - si legge nel comunicato della Regione Puglia - segna quindi il seguente calendario: a) a partire dal 30 giugno 2009: somma di Pcdd e Pcdf 2,5 ng TEQ/Nm3; b) a partire dal 31 dicembre 2010: somma di Pccd e Pcdf 0.4 ng TEQ/ Nm3.(Iris)
giovedì 18 dicembre 2008
Il Padrone scende in campo...

Comunicato del Gruppo Riva, proprietario dello stabilimento siderurgico
''Le attuali tecniche di additivazione di urea, come e' ben noto alla Regione Puglia - prosegue la nota - consentono di abbassare il valore limite degli attuali 7 nanogrammi emessi dal camino E312 fino al 50 per cento, e non fino a 2,5 nanogrammi per metro cubo entro il prossimo 31 marzo. Inoltre Ilva considera tecnicamente impraticabile l'ulteriore riduzione del valore limite a 0,4 nanogrammi per metro cubo entro il 31 dicembre 2010, poiche' per montare i nuovi sistemi di 'filtri a manica', necessari all'ottenimento di tale ulteriore riduzione, occorrera' procedere con lo smontaggio degli attuali elettrofiltri Meep contestualmente all'assemblaggio dei nuovi filtri; e tale operazione, anche per limiti di capienza dell'area, non potra' essere ultimata in soli due anni. La dimensione dell'impianto di agglomerazione di Taranto, quattro volte piu' grande rispetto ai tre maggiori impianti presenti in Europa dotati di filtri a manica - prosegue l'Ilva - non consente di prendere come riferimento interventi realizzati in altri impianti siderurgici''.
Ilva auspica che ''la Legge non rappresenti un ostacolo al raggiungimento degli obiettivi prefissati con il crono-programma di adeguamento dello stabilimento alle Bat, una volta compiute da parte degli organi competenti le necessarie valutazioni sul rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale''.
mercoledì 17 dicembre 2008
Diossina: cosa dice il "ministro" pugliese?
...
«Valuteremo i contenuti della legge per esprimere un giudizio compiuto sulla possibilità di incostituzionalità. Penso comunque di lavorare nella direzione di non procedere per quanto possibile alla impugnativa da parte della Corte Costituzionale».
...
"Non è nessuna giornata storica - ha continuato - perché è stata varata una legge che non sarà efficace, l'Ilva andrà avanti...(Ansa)
No comment...
Comunicato stampa congiunto
Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno sostenuto questa lotta per una città migliore, più sana, più vivibile. Il futuro dipende soltanto dall'impegno di tutti.
Ci siamo mobilitati con il coordinamento di Altamarea per sostenere la legge e, dopo un'estenuante giornata a Bari, finalmente possiamo dire: vittoria!
Il 16 dicembre è stata una giornata storica cominciata con la partenza in pullman da Taranto alle 7.30. Dopo il viaggio e le 11 ore di dibattimento, alle 20.49, finalmente, il disegno di legge sulla diossina è diventato Legge Regionale!
Seguire tutti i lavori fino alla sofferta votazione finale, è servito a far capire che Taranto è vigile e ha detto basta per sempre a quella bolla di veleno.
Nulla sarà come prima.
Il Consiglio Regionale ha approvato a maggioranza con il sostegno de consiglieri dell'opposizione Scalera, Salinari, Tagliente. Non comprendiamo assolutamente l'astensione del resto dell'opposizione che ha anteposto gli interessi di parte agli interessi generali.
Ci rivolgiamo a tutti coloro che hanno approvato la legge regionale perché essa divenga legge nazionale. Occorre porre fine ad uno scandalo nazionale che ha visto fino a ora soccombere le ragioni della salute di fronte a una potente lobby.
Organizziamoci per raccogliere 50 mila firme: adesso l'obiettivo è una proposta di legge di iniziativa popolare che introduca nella legislazione nazionale le novità introdotte dalla legge regionale.
AIL Taranto, Comitato per Taranto, PeaceLink
Rassegna stampa
Rassegna Ddl Diossina Per il video della votazione clicca qui
E qulche altra notizia...


martedì 16 dicembre 2008
16 dicembre 2008: E' LEGGEEEEE!!!
Il Comitato per Taranto con Mò avaste e Altamarea hanno seguito tutti i lavori fino alla sofferta votazione finale, quando il Consiglio Regionale ha approvato a maggioranza con il sostegno di Scalera, Salinari, Tagliente e l'astensione (vergognosa e pretestuosa) di tutto il resto dell'opposizione.
I ringraziamenti vanno a tutti coloro che hanno sostenuto questa lotta per una città migliore, più sana, più vivibile. Agli altri l'invito a credere come noi che il futuro dipende soltanto dall'impegno di tutti per il bene della città.
Grazie!




Presto l'album del Comitato con le immagini dettagliate e altri video (fateci riposare...)
lunedì 15 dicembre 2008
Comunicato di Altamarea
Appuntamento con la storia: Bari martedì 16 dicembre 2008.
Una data da non dimenticare, sarà il grande giro di boa per la città di Taranto; il prossimo 16 dicembre la Regione Puglia approverà in Consiglio, il disegno di Legge Antidiossina.
In sostanza si tratta di una Legge che impone all'Ilva e a tutte le realtà industriali pugliesi che producono diossina, di rispettare il protocollo di Aarhus, sugli inquinanti, approvato dall'UE e recepito in Italia nel 2006.
Il caso Taranto ormai è una questione nazionale e non più strettamente locale, questa sarà l'occasione affinché anche il governo centrale si ricordi che Taranto e soprattutto i Tarantini esistono.
AltaMarea, non può mancare l'appuntamento con il giorno del cambiamento, il giorno in cui attraverso mezzi concreti si pensa al nostro futuro e alla nostra salute.
Per questo il 16 novembre saremo tutti a Bari a supportare l'approvazione di questa Legge e ancora una volta, tutti, dobbiamo fare uno sforzo ed essere presenti.
AltaMarea, si appella alle città e chiede di partecipare massicci, perché tutti insieme dobbiamo segnare il futuro del territorio e questo vento del cambiamento ne è la dimostrazione.
Per l'occasione del prossimo 16 dicembre, grazie alla disponibilità del Ctp di Taranto, a cui va il nostro più vivo ringraziamento, sono a disposizione degli autobus per raggiungere la Sede del Consiglio Regionale Pugliese.
LA PARTENZA è prevista DOMANI 16 dicembre alle ore 7.30 presso la Concattedrale in viale Magna Grecia e poi di lì tutti insieme ci sposteremo a Bari
Se ti vuoi unire ancora una volta all'onda, contattaci inviando una mail a: altamareataranto@gmail.com inserendo nell'oggetto della mail "Prenotazione posti" o puoi contattarci ai seguenti numeri: 3397266335, 3333424477, 3294178344.
Non mancare, ricordati, Taranto ha bisogno di TE.
Rassegna stampa: la vigilia...
domenica 7 dicembre 2008
Altamarea continua...
sabato 6 dicembre 2008
Rassegna stampa
Continua il circo degli acrobati-equilibristi politici tra effetti speciali, trovate geniali, chiacchiere e distintivi! Dal vicepresidente della regione che accusa la propria giunta di passato immobilismo alla fantapolitica della Di Bello che faceva il "bene" di Taranto... e chi più ne ha più ne metta. Fate la fila signori: il circo è sempre aperto!
Per fortuna, invece, certe discariche almeno per il momento (ma speriamo per sempre) restano chiuse...
Ecco qualche informazione anche non strettamente ambientale... ma utile.
venerdì 5 dicembre 2008
Il DDL passa la commissione ambiente regionale!
(ASCA) - Bari, 5 dic - Il capogruppo di Forza Italia, Rocco Palese, ha motivato l'astensione in commissione sottolineando delle perplessita' circa i tempi, ''forse si possono anticipare le date - ha detto - sono disponibile a votare la legge in aula, se riuscite a fornire assicurazioni su questa mia incertezza circa la scadenza del 31 dicembre del 2010, perche' sono convinto che esistano gli spazi per poterla anticipare. Visti gli obiettivi proposti dalla legge di prevenzione e tutela della salute del territorio e' evidente che attendiamo dal governo regionale anche risposte di natura finanziaria da esplicitare in aula per il risanamento ambientale complessivo della citta' di Taranto''.
Pietro Lospinuso (An Pdl), ha chiesto rassicurazioni al governo sulla eventualita' che le procedure per la riduzione delle emissioni dell'Ilva non producano danni peggiori della diossina stessa.
L'assessore ha sottolineato che al momento l'Ilva non ha presentato alcun progetto ''e non esiste nemmeno un crono programma, attendiamo con interesse. '' - ha detto.
''Una legge assolutamente necessaria per la salvaguardia della salute pubblica - ha detto l'esponente della sinistra democratica, Michele Ventricelli - visti i dati registrati dall'Arpa Puglia sull'inquinamento ambientale causato dall'emissione di diossina dall'Ilva di Taranto, che a questo punto, dovra' adeguarsi a quanto previsto dal protocollo di Aarhus ratificato dallo Stato italiano con legge nel 2006''.
Anche il neoassessore al bilancio, Michele Pelillo, ha manifestato la sua soddisfazione per ''l'importante iniziativa legislativa che riguarda tutta comunita' jonico-salentina. Questa legge ristabilisce l'equilibrio fra diritto al lavoro e diritto alla salute. E' una buona notizia soprattutto per i cittadini di Taranto''.
Rassegna stampa: buone notizie
Gioiamo anche per la bocciatura della VIA al rigassificatore di Brindisi, altra città inquinata, sfruttata e martoriata e plaudiamo al sindaco che ha mantenuto la sua parola e ha difeso, anche contro il suo partito, la città che governa.
E poi una bella iniziativa da Bitonto sulla raccolta differenziata e il riciclaggio nelle scuole. Perchè con questo, e non degli inceneritori di Nello de Gregorio, si deve costruire il futuro di un territorio!




Diossina: si va a BARI!
Aggiornamento: abbiamo appena appreso che il disegno di legge sarà discusso in consiglio regionale il 16 dicembre anziché il 9 come dichiarato fino a ieri.
Noi ci saremo!!!
Intanto comunichiamo che la commissione ambiente della Regione ha approvato questa mattina il ddl. Il passo più grosso è fatto!
Ecco il testo del precedente comunicato stampa:
Altamarea ne è la dimostrazione, la gente di Taranto e soprattutto i giovani, oggi non ci stanno più alle promesse, la marcia dei 20.000 ne è stata la dimostrazione.
La gioia di essere tarantino e l'euforia di condividere ,uniti, per la prima volta un obbiettivo comune come quello di liberare la città dai veleni, è stata la più bella dimostrazione di affetto verso la città.
L'onda della marea ha scosso i cuori e le coscienze e sono proprio quelle coscienze a cui la città ancora una volta fa appello, perché la strada per raggiungere la nuova dignità è ancora lunga.
Il prossimo 9 Dicembre, con il tuo aiuto, Altamarea sarà di nuovo per le strade, ma questa volta a Bari, presso la sede della Regione in via Capruzzi, a difendere il sacrosanto diritto alla salute.
Infatti, in occasione del Consiglio Regionale si affronterà la discussione sul disegno di legge antidiossina e TU cittadino ci devi essere.
Tu cittadino, noi tarantini, dobbiamo continuare ad essere presenti, soprattutto quando si devono affrontare scelte importanti che segnano il nostro futuro e quella della Legge Regionale antidiossina, lo è!
Il risanamento ambientale è una priorità non più non più rinviabile, sia per la tutela della nostra salute, ma anche perché quello a cui dobbiamo aspirare è il rilancio di una economia eco-compatibile.



