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giovedì 30 luglio 2015

A volte ritornano

Dopo il Circo Clini anche Escpoooosito, il garante comico napoletano, torna per poche ore sul palcoscenico Ilva per sfornare un'altra pizza!
Per chi ha un paio di minuti da gettare, consigliamo comunque di evitare di leggerla.
Noi la mettiamo agli atti di questa farsa epocale.

I giudici distinguano tra processo e azienda


Gli articoli sulla questione dell’Ilva di Taranto, comparsi a firma di Paolo Bricco su Il sole 24 ore del 24 e 25 luglio, si inseriscono sul più ampio dibattito suscitato dalle dichiarazioni del vice Presidente del Consiglio superiore della magistratura sulla necessità che il giudice sappia valutare gli effetti delle proprie decisioni
L’esigenza di tener distinte le vicende del processo dal destino dell’azienda, sottolinea un dato che è sinora sfuggito al dibattito: la quasi totalità delle condanne che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha inflitto al nostro Stato è stata determinata proprio da tale omessa valutazione.
È sfuggito al confronto che incombe sul giudice un inderogabile obbligo giuridico: quello di tutelare tutti i diritti, a chiunque appartenenti, che possono venire in discussione ed essere lesi nell’esercizio, pur legittimo e doveroso, dell’azione penale.
Strumento di protezione degli interessi che in un determinato momento sono ritenuti dai governanti meritevoli di tutela, il processo penale può risolversi – e storicamente si è risolto – in un arnese di oppressione o prevaricazione dei diritti fondamentali appartenenti anche a persona diversa da quella oggetto del procedimento.
I diritti che vengono in discussione sono quelli del rispetto della vita privata (art. 8 della Convenzione europea), delle libertà e sicurezza (art. 5), del principio di sicurezza giuridica (art. 7), della tutela della proprietà con riferimento a sequestri e confische (art. 1 del 1° protocollo aggiuntivo alla Convenzione). E ciò senza considerare le reiterate violazioni delle regole del giusto processo e dei canoni del processo celere (art. 6).
Nella mia non felice esperienza, nel 2013, di Garante per l’attuazione dell’Aia dell’Ilva di Taranto non mancai di segnalare (e gli atti sono ancora tutti consultabili sul sito dell’Ispra) come, secondo la Corte di Strasburgo, il sistema assicurato dalla Convenzione europea in materia ambientale riposasse su due capisaldi: quello della Corporate governance (dovere primordiale dello Stato di dotarsi di un quadro legislativo ed amministrativo mirante ad una prevenzione efficace e avente una idoneità dissuasiva) e quello dell’obbligo e di incriminazione e di esercizio dell’azione penale; il primo di carattere preventivo, l’altro di carattere successivo e repressivo.
Ma al contempo denunciavo come la peculiarità della situazione consistesse nella circostanza che, a quel momento, i due profili di tutela apparissero tra loro concorrenti e non tra loro temporalmente ordinati.
Ed ammonivo come in quella confusa situazione venissero in discussione il diritto alla salute, all’ambiente, al lavoro, alla conservazione del posto di lavoro, all’iniziativa economica e privata ed alla stessa tutela della proprietà; diritti che trovano, secondo la giurisprudenza di Strasburgo, la loro tutela, secondo i casi, nel diritto alla vita (art. 2 Conv.), o in un largo concetto del rispetto alla vita privata (art. 8), o in una concezione sociale dei beni (art. 1 del citato 1° protocollo).
Resta da parte mia il rammarico per essere stato da pochi percepito il ruolo neutro del Garante di indiscussa indipendenza (come era detto nella legge istitutiva), equidistante tra gestore e governo, tra controllato e controllore: garante, quindi, non del governo o dell’Ilva, ma garante della legge nei confronti della collettività.
Oggi l’incancrenirsi della situazione può aprire uno scenario tale da far scolorire completamente quello relativo a Punta Perotti di Bari (caso Sud Fondi, sentenza della Corte del 20 gennaio 2009), che pur costituisce, ancora oggi, un buco nero di dimensioni inestimabili per le nostre finanze.
Ma nessuno – ad onta persino dei morti e del dolore – diventerà rosso di vergogna, anzi paonazzo, come nessuno lo divenne, quando, sotto questo titolo, Alessandro Pizzorusso commentò, la prima sentenza di condanna dell’Italia (caso Artico, sentenza della Corte del 13 gennaio 1980).

Vitaliano Esposito è stato garante dell’Aia per l’Ilva di Taranto (Sole24h)

domenica 21 luglio 2013

Abbiamo capito già tutto. C'erano dubbi?

L'ennesima gita...
Le commissioni parlamentari a Taranto per il decreto sull'Ilva

A un anno dal sequestro degli impianti, avvenuto il 26 luglio del 2012, comincia domani una nuova settimana importante per l'Ilva di Taranto. In primo piano, il decreto legge 61 con il quale il governo, lo scorso 4 giugno, ha commissariato la società con la nomina di Enrico Bondi. Una rappresentanza delle commissioni Industria e Ambiente del Senato sarà prima all'Ilva e poi in Prefettura a Taranto. In fabbrica i senatori effettueranno una visita agli impianti, mentre in Prefettura terranno una serie di audizioni. I parlamentari incontreranno anche il commissario Enrico Bondi. L'obiettivo della visita è costruire un quadro di informazioni e di conoscenze che torni utile nell'esame del decreto legge. Per la visita delle commissioni parlamentari sono previste misure di sicurezza attorno alla Prefettura di Taranto con l'istituzione di un'area-filtro.
La rappresentanza del Senato sarà guidata dai presidenti della commissione Industria, Massimo Mucchetti (Pd), e Ambiente, Giuseppe Marinello (Pdl). Nella prossima settimana le commissioni dovrebbero concludere l'esame in sede referente del decreto legge 61 la cui discussione in aula al Senato è in calendario per il 29 luglio. Il decreto riguarda l'Ilva, ma si applica a tutte le aziende ritenute di interesse strategico nazionale alle prese con problemi ambientali e occupazionali che abbiano più di mille dipendenti, anche in cassa integrazione ma da almeno un anno. Con una serie di emendamenti, il decreto ha avuto l'ok dalla Camera l'11 luglio.

La conversione in legge deve avvenire entro il 3 agosto. Anche in Senato sono stati presentati numerosi emendamenti. I senatori, fra l'altro, sono chiamati a decidere se confermare o meno la revoca della figura del Garante dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) così come deciso dalla Camera. Attualmente è infatti previsto che le funzioni di informazione in merito all'Aia nei confronti dei cittadini passino dal Garante al commissario - Enrico Bondi è affiancato da un sub commissario per l'ambiente, l'ex ministro Edo Ronchi - ma le polemiche scoppiate negli ultimi giorni proprio sul ruolo di Bondi potrebbero indurre il Senato a modificare quest'aspetto del decreto. (RepBa)


Caso Ilva a Taranto. Mucchetti: Meglio Bondi del garante dell'Aia

«Capisco lo scetticismo dei cittadini di Taranto che hanno il diritto, anzi il dovere, di esigere la tutela dell’ambiente ma con il commissariamento dell’Ilva il quadro è cambiato. E quello che dev’essere fatto, sarà fatto». Firmato Massimo Mucchetti (Pd), presidente della commissione Industria del Senato che insieme alla commissione Ambiente domani e martedì sarà a Taranto per visitare lo stabilimento siderurgico e per tenere alcune audizioni in Prefettura. Alle 20 di martedì, a Roma, il commissario Bondi verrà audito a Palazzo Madama dalle due commissioni.
Senatore Mucchetti, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, chiede di introdurre nuovamente il Garante dell’Aia, figura soppressa dal decreto che presto sarà discusso e votato proprio in Senato per la sua conversione in legge. Lei che ne pensa?
«La figura del Garante Aia era giustificata nella prima fase. Ma ora Enrico Bondi ed il sub commissario, Edo Ronchi, garantiscono più e meglio del Garante. Questa figura, poteva avere un senso nel momento in cui l’attuazione dell’Aia era affidata alla proprietà ma ora ci sono dei commissari governativi. Ripristinarla, sarebbe uno spreco. Ecco, quei 300mila euro potrebbero essere recuperati e dati in parte all’Ispra, che già svolge il suo ruolo con poteri di polizia giudiziaria ed esegue gli accertamenti del caso, e anche all’Arpa, che avrà lavoro supplementare».
Il commissario Bondi è stato, però, di recente travolto dalle polemiche per quella relazione dei consulenti Ilva in cui si associava l’incremento delle morti per tumore all’amianto ed al fumo delle sigarette...
«Sono polemiche che mi lasciano freddo. Il problema, quello vero, è darsi piuttosto delle regole e dei criteri - standard che individuino le diverse fonti di pericolo nel tempo e che siano validi ovunque in Italia: a Taranto, Brindisi, Porto Marghera ed a Gela».
Si riferisce alla legge sulla Valutazione del danno sanitario approvata dal Consiglio regionale pugliese?
«Sì. La legge pugliese è meritoria. I criteri e le modalità di accertamento, tuttavia, devono essere definiti dal ministero della Salute, sentito il ministero dell’Ambiente, per poter essere universali. Diversamente, si rischia di tutelare meno bene la salute dei cittadini e magari di finire davanti alla Consulta».
La Commissione europea ha avviato un’indagine per la lesione del diritto alla vita ed alla proprietà nei confronti del Governo italiano per le attività dell’Ilva.
«Ottimo l’interesse della commissione Ue. Purché non ci dimentichiamo che in Europa esistono forti interessi per la chiusura dell’Ilva».(GdM)



Ilva: su perizia azienda e sanzioni aia un doppio scontro

Le proteste per la soppressione del ruolo del Garante dell'Aia Ilva - incarico assegnato all'ex procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito - erano nate nelle scorse settimane da parte degli ambientalisti ma sono aumentate dopo la diffusione di una perizia inviata dall'Ilva alla Regione in risposta alla Valutazione di danno sanitario da inquinamento. Diverse, infatti, le voci che hanno chiesto le dimissioni di Bondi dall'incarico di commissario dell'Ilva e il ripristino della figura del Garante. Intervenuti in proposito anche il sindaco di Taranto, Ezio Stefáno, e il governatore della Puglia, Nichi Vendola.
  Per quest'ultimo, Bondi non risulta nemmeno formalmente dimesso dalla carica di amministratore delegato dell'Ilva, incarico che a metá aprile gli venne conferito dalla famiglia Riva, proprietaria della societá siderurgica. Contro Bondi anche i parlamentari di Sel e Cinque Stelle, nonche' alcuni esponenti del Pd. Ma anche tra Bondi e Garante e' scontro duro: il primo chiede uno stop sulle sanzioni Aia nei confronti dell'Ilva essendoci un nuovo decreto che prevede anche un nuovo piano dei tempi dell'Aia, il secondo risponde dicendo che il relativo procedimento va avanti perche' le violazioni sull'Aia sono state accertate prima delle nuove disposizioni.
  Invece nella perizia inviata alla Regione, l'Ilva contesta sia la Valutazione di danno sanitario prevista da una legge regionale ritenendola una sovrapposizione rispetto alla legislazione nazionale, sia il nesso fra la mortalitá per tumore registrata a Taranto negli anni e l'inquinamento del siderurgico.
  Per i periti dell'azienda, nell'analisi della mortalitá si deve tenere conto che Taranto, cittá marittima e portuale, ha avuto negli anni '70 un consumo di sigarette maggiore rispetto a molte altre realtá, e quindi i tumori sarebbero dovuti al fumo. Inoltre, c'e' da cosiderare l'impatto dell'amianto con la relativa esposizione di tutti coloro che hanno lavorato nei cantieri navali e nell'Arsenale della Marina Militare.
  Investito dalle polemiche, Bondi ha in seguito precisato che la perizia e' precedente il commissariamento e che questa, comunque, non inciderá sul mandato prioritario del commissario che e' risanare lo stabilimento.
  Vendola, dal canto suo, ha rilanciato su scala nazionale la necessitá di introdurre la Valutazione di danno sanitario per l'inquinamento dei poli industriali, scrivendo al presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, e ai presidenti delle Regioni.
  Squinzi gli ha risposto affermando che le imprese di Confindustria sono giá impegnate sul versante dell'ambiente e che sul tema specifico della Valutazione del danno sanitario serve un quadro d'insieme che consideri le "prassi europee". Vendola e Squinzi saranno a confronto a Taranto nel pomeriggio del 25 luglio nell'assemblea di Confindustria Taranto alla quale parteciperá anche il ministro della Coesione territoriale, Carlo Trigilia. (AGI).

venerdì 19 luglio 2013

Bondi ne ha combinata un'altra!!

Grave scontro fra Garante Ilva e Bondi


E' grave lo scontro - di cui abbiamo appreso da pochissimo - fra il Commissario dell'Ilva Enrico Bondi e il Garante dell'ILVA Vitaliano Esposito.
L'argomento del contendere è la validità della Diffida Ministeriale per la quale l'Ilva viene riconosciuta inadempiente rispetto alle prescrizioni dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e quindi passibile di sanzioni.
Bondi ha scritto il 17 luglio al Garante per dichiarare - alla luce del decreto 61/2013 in via di conversione in legge - sostanzialmente non più valida tale Diffida Ministeriale per inosservanza delle prescrizioni autorizzative.
Le prescrizioni e le tempistiche indicate nella diffida per inosservanza sarebbero quindi per Bondi un ricordo del passato, mentre per il Garante dell'AIA sono ancora in vigore. E il garante poco fa ha messo in chiaro - con una lettera pubblicata sul suo sito - che la Diffida pende ancora sull'azienda.
Vedere http://www.isprambiente.gov.it/it/garante_aia_ilva/aia-e-controlli/notaGarante972013del18luglio2013.pdf
Inutile dire che il Garante dell'AIA ha perfettamente ragione.
Pertanto sosteniamo il Garante dell'AIA Ilva che ha dimostrato rigore e imparzialità. E condanniamo questo tentativo di usare come una clava il nuovo decreto 61/2013 per demolire l'AIA e metterne fuori gioco le sanzioni.
Dichiarare questa AIA ormai un soprammobile è indice dei come ormai stia procedendo l'ìntera vicenda, violando lo stesso spirito della sentenza della Corte Costituzionale che aveva messo al centro le attuali (seppur blande) prescrizioni autorizzative a garanzia del diritto alla salute.
Stiamo traducendo il rapporto del Garante dell'AIA e domani sarà sul tavolo della Commissione Europea in modo che l'Europa proceda ad acquisire tutta la documentazione su questa storia incredibile e sgradevole in cui il Garante viene messo nell'angolo.
E' gravissimo che i parlamentari vogliano abolire il Garante che rimane l'unico riferimento di imparzialità e giustizia.
Questo è il testo della DIFFIDA MINISTERIALE
http://www.isprambiente.gov.it/it/garante_aia_ilva/aia-e-controlli/diffida-ministeriale-per-inosservanza-delle-prescrizioni-autorizzative-e-comunicazioni-conseguenziali

Comunicato stampa - A. Marescotti - Peacelink

venerdì 12 luglio 2013

Addio Esccpoosito, una maschera in meno nella farsa di Stato!

Ilva, silurato il garante. «Sull’Aia lavoro a rilento»

eleonora albanese


La coincidenza è del tutto casuale, ma significativa. Nelle stesse ore in cui Montecitorio approvava gli emendamenti al decreto Ilva per licenziare alla fine il testo (che passerà ora all’esame del Senato) al ministero dell’Ambiente si riunivano con Andrea Orlando il commissario per l’Ilva Enrico Bondi e il sub commissario Edo Ronchi, il presidente Nichi Vendola, accompagnato dall’assessore Lorenzo Nicastro, il sindaco di Taranto Ippazio Stefano e il garante (ancora per poco tempo) Vitaliano Esposito. L’oggetto della riunione: fare il punto sull’applicazione dell’Aia, partendo dalla constatazione che in questi mesi, da quando a gennaio è entrata in vigore la legge 231 - in via di modificazione con il decreto in corso di attuazione - si è fatto molto poco. E, del resto, lo ha ammesso lo stesso ministro Orlando quando, a proposito dell’eliminazione nel nuovo testo della figura del garante che avrebbe dovuto sorvegliare l’applicazione dell’Aia, ha dichiarato: «Non si può dire che non si sia fatto proprio niente, Esposito ha segnalato le difficoltà, ma certamente gli obiettivi della tabella di marcia non sono stati rispettati e la formula che affidava la gestione alla proprietà e prevedeva un garante non ha funzionato. Avere la presenza pubblica all’interno dell’azienda attraverso il commissariamento è quindi un elemento di maggior garanzia».

Enrico BondiEnrico Bondi
Accanto a Bondi è Ronchi, il quale ha snocciolato, con grande senso pratico proprio di chi le questioni ambientale le maneggia da tempo, una serie di notizie tutte importanti. Intanto si sta lavorando al piano industriale, quindi si sta predisponendo il piano finanziario e, grazie al supporto della Mc Kinsey, si sta aprendo una linea di credito con la Bei ed altre banche per ottenere 1,8 miliardi: 300 milioni andranno alla bonifica di acqua, rifiuti e discariche, il resto servirà all’applicazione dell’Aia, perché «è questa la cifra che abbiamo valutato sia necessaria». Naturalmente a restituire i soldi non sarà lo Stato, «non c’è dotazione pubblica», ma l’azienda. Quindi, «sono in una fase di progettazione esecutiva gli interventi prioritari come la copertura dei parchi minerari», ha aggiunto Ronchi. Quarto: si sta mettendo in piedi una struttura tecnica per l’utilizzo di tecnologie avanzate, formata, anche in raccordo con le università pugliesi, da giovani consulenti selezionati dalla Price, per creare «quel know-how ambientale utilizzabile anche dopo l’adozione delle misure», a Taranto come negli altri siti di interesse strategico nazionale. Insomma, l’Ilva - è l’opinione di Orlando - rappresenta «una sfida ambiziosa, unica strada per rispondere alla crisi ambientale e sociale di Taranto». Ma non tutti sono usciti soddisfatti dall’incontro. Il sindaco Stefano, per esempio, ha parlato di «sette mesi persi, Taranto non ha visto ancora un minimo vantaggio». Quanto al governatore, mentre i deputati di Sel si astenevano sul decreto, ha ricordato la sua vecchia richiesta di commissariamento dell’Ilva; ha poi sottolineato con favore il ruolo che gli enti territoriali svolgeranno nell’attuazione del risanamento (materia per la quale la Regione Puglia potrà sforare il patto di stabilità interna per 1,3 milioni nel 2013 e per 40 milioni nel 2014 per le spese necessarie agli interventi previsti dal decreto) e quindi ha concluso parlando di "svolta, perché come hanno detto Bondi e altri l’Ilva può essere l’occasione per trasformare la fabbrica, la cultura industriale e scientifica». E Bondi? Come nel suo stile non ha aperto bocca, lasciando a precipizio il ministero al termine della riunione.
Rosanna Lampugnani CdM

lunedì 24 giugno 2013

Aggiungi un posto a tavola

Ilva: Vendola, emendamenti per coinvolgere enti locali

Modifiche solo migliorative e per riuscire a coinvolgere gli enti locali sulle decisioni operative, trasparenza e chiarezza. Questi i punti delle richieste fatte oggi nelle audizioni su decreto Ilva alle commissioni riuniete Attivita' produttive e Ambiente alla Camera da associazioni e politici. Per il governatore della Puglia, Nichi Vendola, in particolare, ''gli enti locali sono completamente esautorati'' e sono necessari quindi ''emendamenti che consentano una definizione collegiale delle misure da adottare in conformita' all'Aia e alle previsioni normative''. Vendola ha anche ribadito ''il nostro giudizio estremamente positivo sul commissariamento del grande siderurgico'' e ha ricordato la necessita' di una ''cabina di regia'' sotto la guida del ''ministero dello Sviluppo economico'' che pero' deve ''agire di concerto con il ministero dell'Ambiente e quello della Salute e, rispetto ai passaggi operativi e decisionali, debbano esser sentiti gli enti locali''. Secondo il governatore pugliese, il decreto migliorato dal Parlamento non solo aprira' un varco di luce per la citta' di Taranto'' ma potra' ''indurre a una riflessione globale sulla necessita' di eco-compatibilizzare l'industria italiana''.
Il relatore al decreto per la commissione Attivita' produttive, Enrico Borghi, dal canto suo, ha subito aperto alle richieste di Vendola dicendo che ''il coinvolgimento dei poteri locali'' e' ''la premessa per consentire che nasca un percorso partecipato e connesso con la comunità locale''. Inoltre annuncia di lavorare per questo ''in sede emendativa''.
Dal canto suo, Legambiente ha detto che ''occorre garantire che non siano proposte e adottate modifiche dell'Aia in vigore meno rigorose e stringenti rispetto a quelle già previste o che siano dilatati i tempi di attuazione''. Il nodo e' sul comma 5 dell'articolo 1 del testo del provvedimento (possibilita' di un nuovo Piano da parte del comitato di tre eseperti nominati dal ministero dell'Ambiente); il comma in questione viene poi richiamato dal 7 affermando che tale Piano puo' modificare l'Aia. Greenpeace dice di fare attenzione al ruolo della commissione di esperti e al nuovo Piano che puo' modificare l'Aia. Il Wwf chiede maggiore trasparenza, mettendo in risalto ''il conflitto tra controllore e controllato: dato che, a quanto risulta il commissario straordinario Enrico Bondi, seppur dimissionario, risulta essere ancora il legale rappresentante di Ilva''.
Maggiore chiarezza del testo la chiede anche il garante per l'Aia, Vitaliano Esposito: ''La modifica che oggi può chiedere il gestore non incide sul sistema del percorso sanzionatorio - dice Esposito - non è chiaro chi è chiamato a valutare''. (ANSA)

lunedì 13 maggio 2013

I soldi bastano per "comprare" la stima dei concittadini?

NO!

Bonifiche a Taranto. Stefàno chiede più soldi

Il neoministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha dedicato una giornata intera ad un’azione conoscitiva sull’emergenza Taranto per individuare criticità e fare il punto sulle bonifiche dell’area industriale, del Mar Piccolo, di Statte e del quartiere Tamburi, sull’applicazione delle Autorizzazioni integrate ambientali per l’Ilva e le altre aziende (Cementir, Eni, ecc), sui lavori di riqualificazione del porto e sull’utilizzo delle ex aree demaniali militari, passate al Comune di Taranto.
Orlando, che prende il posto di Clini nel coordinamento della cabina di regia sul capoluogo jonico, ha singolarmente audito il sindaco e il presidente della Provincia di Taranto, Ippazio Stefàno e Gianni Florido, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il garante dell’applicazione dell’Aia Vitaliano Esposito, il prefetto di Taranto Claudio Sammartino, il commissario straordinario per gli interventi di bonifica, Alfio Pini, e il presidente dell’Autorità portuale di Taranto, Sergio Prete, che è anche il commissario straordinario per l’attuazione delle opere previste dalla legge per il risanamento ambientale e la riqualificazione della città.
Quest’ultimo ha portato all’attenzione del ministro le questioni relative agli interventi ambientali, ma anche le prospettive del porto, «per sviluppare – spiega – le attività diverse da Ilva e riequilibrare l’incidenza del comparto industriale, dal momento che l’acciaieria incide per il 70-80% sulla movimentazione nel porto».
Il presidente della Regione Vendola ha insistito sulla questione del patto di stabilità, che blocca qualsiasi investimento di Regione e Comuni. Mentre il sindaco ha chiesto che vengano escluse le spese ambientali dal patto. In realtà il primo cittadino ha battuto cassa, ha chiesto uomini e mezzi per il rafforzamento della cabina di regia e dei controlli sui cronoprogrammi dei progetti, per evitare lunghi tempi di attesa nelle procedure che prevedono il via libera di più ministeri o di più autorità, come sta accadendo con i dragaggi del porto, o come è accaduto con il divieto di sepoltura nel cimitero inquinato.
Se a molti appaiono pochi i soldi messi a disposizione dal governo per le bonifiche, sempre nuovi imprevisti fanno aumentare le spese, come l’utilizzo delle ex aree demaniali della Marina militare, passate al Comune, ma con tutto l’amianto di cui sono carichi edifici e capannoni. Così, un intervento per ridare spazi verdi e strutture ai tarantini, rischia di ritorcersi come un boomerang: «Ho chiesto ulteriori fondi al ministro Orlando – racconta il sindaco Stefàno – perché il Comune ha le procedure ordinarie da svolgere oltre a quelle straordinarie per le bonifiche, ma il personale è sempre lo stesso e, solo per fare un esempio, continuiamo a fare le pulizie del quartiere Tamburi che dovrebbe pagare l’Ilva».
Il ministro dell’Ambiente ha preso appunti e fatto domande a tutti i suoi interlocutori e potrebbe costituirsi nell’appello al Consiglio di Stato che l’Autorità portuale di Taranto intende proporre sulla decisione del Tar di Lecce. Quest’ultimo, accogliendo il ricorso avanzato da Terminal Rinfuse contro il mancato rinnovo della concessione dell’uso di parte del molo polisettoriale, ha infatti sospeso gli effetti di tutti gli atti di programmazione, dal decreto che ha nominato Prete commissario straordinario all’accordo per lo sviluppo del traffico container, bloccando così la riqualificazione del porto. (A. FLAVETTA GdM)

giovedì 9 maggio 2013

E Ilva continua a dare i numeri...

L'Ilva scrive al garante dell'Aia «Ottemperate 78 delle 94 prescrizioni»

L'Ilva ha presentato al garante per l'applicazione dell'Aia, Vitaliano Esposito, la seconda relazione trimestrale contenente un aggiornamento dello stato di attuazione degli interventi strutturali e gestionali.
Il periodo di riferimento è compreso tra il 27 gennaio e il 27 aprile 2013. Nel documento di 91 pagine, trasmesso a ministero dell'Ambiente, Ispra, Regione Puglia, sindaci di Taranto e Statte, Provincia di Taranto e Arpa Puglia, l'azienda fa presente di aver ottemperato a 78 delle 94 prescrizioni contenute nel decreto di riesame Aia. Nella tabella sono indicate le prescrizioni e la tabella riepilogativa delle azioni intraprese nella colonna 'Evidenza oggettiva dello stato di attuazione'.
Quanto alla copertura dei parchi primari, da realizzarsi entro 36 mesi dal rilascio del provvedimento, l'Ilva sottolinea che ''con nota del 26 aprile 2013 sono stati trasmessi quattro progetti possibili per la realizzazione della completa copertura dei parchi redatti dalle societa' Paul Wurth, Cimolai, Semat e Anmar''. L'azienda ha infine trasmesso una relazione contenente le indicazioni relative ai terreni interessati dall'intervento (Quotidiano)



Ilva, quattro i possibili progetti per la copertura dei parchi minerali di Taranto

Sono quattro i progetti possibili per la copertura dei parchi minerali dell’Ilva. Lo dice l’azienda nella relazione sullo stato di attuazione dell’Aia inviata all’Ispra, al ministero dell’Ambiente e al Garante dell’Aia, nonché alle istituzioni locali. I progetti fanno capo alle società Paul Wurth, Cimolai, Semat e Anmar.
La copertura dei parchi chiesta espressamente dall’Aia dovrà servire a contenere la diffusione delle polveri minerali a seguito della movimentazione delle materie prime. L’Ilva inoltre fa sapere che è stato emesso l’ordine relativo “alla costruzione di coperture piramidali presso i parchi agglomerato Sud e Nord oltreché per i cumuli di calcare Pca.
Si dichiara inoltre di aver inoltrato in data 28 gennaio 2013 – afferma ancora l’Ilva nella sua relazione – al Comune di Taranto l’istanza per l’ottenimento dei permessi a costruire delle coperture dei depositi dei parchi Omo e Nord Coke di cui ancora non si dispone dell’autorizzazione a costruire. Per tali interventi sono state completate le indagini geotecniche”. Per quanto riguarda poi le barriere frangivento, anche queste con finalità mirate ad arginare la diffusione delle polveri e la cui realizzazione è già stata prevista dall’Aia rilasciata all’Ilva nell’agosto 2011, l’azienda fa sapere “che sono riprese le attività di realizzazione con previsione di conclusione entro il mese di giugno 2013″.
La barriera frangivento, che dovrà proteggere soprattutto il rione Tamburi di Taranto, il più esposto all’inquinamento dell’Ilva a causa della sua vicinanza allo stabilimento industriale, è comunque un “intervento utile alla gestione del transitorio sino alla realizzazione delle coperture dei parchi” precisa l’azienda nella relazione sull’Aia. (Paesenuovo)


mercoledì 8 maggio 2013

Convocato il carrozzone: comincia la Canzone di Orlando

Il nodo Ilva è una delle questioni fondamentali che il governo Letta dovrà tentare di risolvere. Si terranno uno dopo l’altro una serie di incontri appena fissati dal Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando.

GLI INCONTRI – L’annuncio arriva con un comunicato stampa del ministero, che ricorda l’impegno del ministro ad incontrare nei prossimi giorni tutti i soggetti istituzionali interessati alla attuazione dei progetti in corso per la bonifica ed il risanamento dei siti civili e del sito industriale dell’Ilva.

I SOGGETTI CHIAMATI AL CONFRONTO - Orlando vedrà, secondo il calendario già programmato, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il presidente dalla provincia di Taranto Giovanni Florido, il Prefetto di Taranto Claudio Sammartino, il sindaco di Taranto Ippazio Stefano, il garante dell’attuazione dell’AIA Vitaliano Esposito, il commissario per le bonifiche Alfredo Pini, il soggetto attuatore degli interventi previsti nel protocollo di intesa per la bonifica dei siti civili di Taranto Antonio Strambaci e il presidente dell'Autorità portuale Sergio Prete. (Greenbiz)

lunedì 22 aprile 2013

Il garante stabilmente in Puglia?

Grande connubio in vista tra Esciposito e Florido...
La massima collaborazione!!! (per cosa?)

www.natalepanaro.it
Ilva: Taranto, ufficio garante Aia avra' sede in palazzo Provincia

Per consentire al garante dell'Autorizzazione Integrata ambientale per l'Ilva di svolgere le sue funzioni nelle migliori condizioni logistiche possibili, la Provincia di Taranto mettera' a disposizione di Vitaliano Esposito alcune stanze al quarto piano del Palazzo del governo dove, di fatto, avra' appunto sede il suo ufficio. Lo hanno annunciato oggi allo stesso Esposito il presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido e l'assessore provinciale all'Ambiente, Giampiero Mancarelli che lo hanno ricevuto nella sede dell'ente locale in via Anfiteatro. L'Aia prevede una serie di prescrizioni e un timing per l'ambientalizzazione della fabbrica siderurgica. Florido e Mancarelli hanno confermato ''la piena disponibilita' della Provincia di Taranto ad assicurare al dottor Esposito la massima collaborazione''. Della questione, in particolare per gli aspetti organizzativi e logistici, e' stato interessato anche il capo di Gabinetto della Provincia di Taranto Stefano Semeraro, presente all'incontro. (RepBA)

mercoledì 17 aprile 2013

Bella gara!

Bella gara tra Esposito il Grande Commediante Campano e Nicastro, l'Oracolo Barese che, per dire un banalissimo "ragà, sentiamoci!" ha inventato la  ''la strategicita' del condividere le informazioni e le evidenze di scienza affinche' l'azione sinergica dei soggetti istituzionali coinvolti sia sufficientemente efficace''...
Un repertorio da grandi teatrini di parrocchia!

http://www.taccuinistorici.it/ita/news/contemporanea/usi---curiosita/Musica-e-maccheroni.html

Ilva: assessore Puglia a garante Aia, massima collaborazione

(Adnkronos) - ''Stamane all'incontro con il Garante dell'Aia di Ilva, Vitaliano Esposito, ho ribadito la disponibilita' delle strutture tecniche regionali alla massima collaborazione con gli organi istituzionali preposti alla gestione di quel processo di normalizzazione ambientale e di adeguamento alle prescrizioni che l'Aia per il siderurgico di Taranto rappresenta''. Cosi' l'assessore alla Qualita' dell'ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro, al termine dell'incontro con il garante per l'Aia (autorizzazione integrata ambientale ndr) dello stabilimento siderurgico Ilva tenutosi a Bari negli uffici regionali dell'assessorato alla Salute, con la partecipazione dell'assessore Elena Gentile e del sindaco di Taranto Ezio Stefano, dell'assessore all'Ambiente della Provincia Gianpiero Mancarelli, del direttore generale di Arpa Puglia Giorgio Assennato oltre che dei referenti di Asl Taranto e Ares. ''In particolare ho sottolineato la strategicita' del condividere le informazioni e le evidenze di scienza affinche' l'azione sinergica dei soggetti istituzionali coinvolti sia sufficientemente efficace'', ha aggiunto.

Con le sue gambe...

I Riva vogliono dimostrare che l'Ilva può camminare con le sue gambe... (verso l'affondamento senza conseguenze sulle altre holding?)
Magari accompagnata da Ferrante e Bondi...
Via il girello allora!


http://www.fecalface.com

Ilva, allarme sui fondi via la cassaforte dei Riva

"Senza l'Aia l'Ilva non ha futuro", dice Enrico Bondi. Ma il futuro dell'Ilva sarà senza l'Ilva Fire. Parte da questi due assiomi il nuovo corso del siderurgico: ieri il nuovo amministratore delegato dell'azienda è tornato nello stabilimento di Taranto per fare il punto sulla situazione e affrontare l'agenda prossima ventura del più grosso stabilimento d'acciaio d'Europa. I rapporti con la legge, più che con la magistratura, in questo momento sembrano essersi chiariti: la sentenza della Consulta di martedì scorso ha infatti sancito che la legge salva Ilva voluta dal governo Monti e dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini, è costituzionale.
Quindi può essere applicata: resta quindi il sequestro della magistratura, ma la fabbrica può produrre acciaio durante la bonifica imposta prima dall'Autorizzazione integrata ambientale e ora dalla legge stessa. "Per questo  -  ha detto Bondi ieri  -  non possiamo che ripartire dall'Aia". Non sarà semplicissimo. A complicare la situazione si è messo infatti il garante voluto dal Governo, il magistrato Vitaliano Esposito, che ha mosso contestazioni formali al cronoprogramma dell'Ilva: i lavori, ha scritto, non seguono quanto promesso. I ritardi riguarderebbero "i nastri trasportatori del materiale entro lo stabilimento, quelli concernenti l'area di carico e scarico dei materiali, i parchi di deposito di materiali nonché taluni edifici asserviti alle aree di produzione".
Stesso discorso vale sui cumuli dei parchi minerali: l'azienda non avrebbe realizzato la "minimizzazione delle emissioni gassose fuggitive" e nemmeno provveduto alla realizzazione di un "sistema di nebulizzazione di acqua per l'abbattimento delle particelle di polveri sospese generate dalle emissioni diffuse". A questo si aggiunge l'ultima relazione dell'Arpa che ha documentato come, da quando sono al lavoro i custodi e quindi il lavoro dell'Ilva è in qualche maniera commissariato, le emissioni sia di diossina sia di benzoapirene (i due inquinanti più pericolosi) sono per la prima volta finiti sotto la norma imposta dalla legge. Come a dire, che una strada per la fabbrica non pulita ma controllata esiste. Bisogna avere soltanto la volontà di percorrerla.


Volontà che, a credere alle parole dell'azienda, il nuovo corso dell'Ilva avrebbe. Esiste però un problema di natura societaria che sta allarmando gli ambientalisti e incuriosendo gli investigatori: senza usare scorciatoie, il presidente Bruno Ferrante ha annunciato che bisogna scorporare l'Ilva dalla Riva Fire, la cassaforte della famiglia Riva. "L'azienda  -  ha detto agli operai  -  deve camminare con le sue gambe". Dopo che per anni gli utili del siderurgico hanno reso importanti i bilanci delle società del gruppo Riva, il timore è che al contrario con l'azienda in difficoltà non arrivino soldi dalla famiglia. Non solo: qualora la magistratura si volesse rivalere in qualche maniera sui soldi dei Riva, con uno scorporo delle aziende non potrebbe. O per lo meno sarebbe molto più complicato.
Al momento l'operazione è nell'agenda di Bondi ma non è ancora partita. Così come l'amministratore delegato non ha ancora incontrato le parti sociali: dai primi di marzo, infatti, l'Ilva di Taranto sta attuando i contratti di solidarietà in tutto lo stabilimento oltre che la fermata degli impianti dovuta ai lavori dell'Aia. Gli esuberi temporanei coinvolti sono 3.749 ma nella ''solidarietà'' stanno ruotando in 11mila. Bruno Ferrante intanto non sarà più tra i custodi giudiziari dell'Ilva di Taranto. Lo ha stabilito la Cassazione che, accogliendo il ricorso della procura, ha annullato senza rinvio l'ordinanza del tribunale di Taranto che in funzione di giudice dell'esecuzione aveva reintegrato il 28 agosto scorso l'attuale presidente dell'Ilva nella funzione di custode. Ferrante, in ogni caso, spiega il suo legale Marco De Luca, aveva intenzione di rinunciare a questo ruolo. (G. Foschini - Rep)

E mentre Il Circo Clini mette a segno un altro colpo ambientale: la strategia delle mutande,




All'Ilva i lavori per l'AIA procedono solo nelle scartoffie!

Ilva, 17aprile2013 - ph. Comitato Cittadini Liberi e Pensanti

venerdì 12 aprile 2013

Fate pure tanto Clini autorizza tutto!

E il garante Esposito? Qualcuno l'ha visto?
Eccolo, impegnatissimo come sempre!
Tranquilli, controlla lui!


Decreto ‘Salva Ilva’ cortocircuito giuridico
La sentenza della Corte costituzionale che ha respinto le eccezioni di legittimità nel procedimento Ilva non è facile da decifrare. In attesa delle motivazioni, si conosce solo il dispositivo e quanto risulta da un comunicato della Corte, da cui si capisce che, secondo i giudici, il decreto salva Ilva non impedisce il proseguimento del processo né l’eventuale condanna degli imputati; il che fa cadere ogni presunta violazione del principio costituzionale dell’obbligatorietà dell’azione penale. Il ragionamento è condivisibile: gli eventuali reati commessi prima del decreto costituiscono un fatto storico non “coperto” dalla legge: per essi si è aperto un procedimento che continuerà senza problemi. Il punto però è un altro, già evidenziato nei ricorsi della Procura della Repubblica per conflitto di attribuzioni, dichiarati (a mio parere giustamente) inammissibili; e non si capisce se è stato valutato.
L’autorità giudiziaria aveva sottoposto a sequestro lo stabilimento perché l’inquinamento prodotto da Ilva, se avesse continuato a produrre, aggravava le conseguenze dei reati commessi e ne avrebbe cagionati di nuovi. Il decreto del governo, però, non si era limitato a impartire a Ilva le disposizioni cui gli impianti avrebbero dovuto uniformarsi (la cosiddetta AIA) ma aveva anche autorizzato la riapertura degli impianti. Il che, considerato che la messa a norma dello stabilimento sarebbe avvenuta, secondo la legge, non prima della fine del 2014 (ma in realtà, secondo il parere di tutti i tecnici, non prima del 2017/18), significava praticamente consentire l’inquinamento fino alla scadenza di questo termine. Come ulteriore conseguenza, gli eventuali reati commessi in questo periodo non sarebbero stati perseguibili perché di fatto “legittimati” dal decreto. E questo si che incideva sulla obbligatorietà dell’azione penale: reati punibili a norma di codice penale e leggi speciali ma di fatto autorizzati da altra legge dello Stato. Attenzione: è vero che il decreto Ilva prevede salate multe (amministrative, non penali) in caso di violazione delle norme AIA. Ma questo non ha nulla a che fare con reati commessi prima della scadenza del termine per la messa a norma degli impianti che, si ripete, sono di fatto “depenalizzati” dall’autorizzazione contenuta nel decreto a mantenerli aperti e a proseguire l’attività.
È dunque sotto questo profilo che la legge dovrebbe essere ritenuta incostituzionale; ma di ciò nulla dice la Corte. Il che non vuol dire che nella motivazione della sentenza il problema non sarà affrontato. Ma certo la soluzione appare difficile. Ilva è in piena attività per espressa disposizione di legge, anche se i suoi impianti non rispettano la normativa AIA (ci vogliono quasi due anni prima che ciò avvenga), l’inquinamento continua e la gente certamente avrà tempo per ammalarsi e anche morire. Il tutto senza conseguenze penali; cosa diavolo volete, risponderanno i responsabili di Ilva alla Procura che cercherà di processarli per i reati commessi dalla data di emissione del decreto e fino al 2014, ci ha autorizzato Clini. (Bruno Tinti - FQ)

domenica 31 marzo 2013

E daje co' 'sto lupo!

Il Garante certifica al Governo e al Prefetto violazioni dell’AIA da parte dell’Ilva. Legambiente: l’Ilva “perde il pelo, ma non il vizio”. Intollerabili i ritardi sull'AIA; il Governo diffidi l'azienda, il Prefetto la sanzioni 


In una segnalazione inviata il 26 marzo al Presidente del Consiglio, al Ministro dell'Ambiente, al Ministro della Salute e al Prefetto di Taranto il Garante dell'AIA Ilva ha trasmesso una nota dell'Ispra in cui vengono certificate le criticità e le inadempienze riscontrate nel corso dell'ispezione effettuata nei giorni 5-7 marzo. Tali criticità riguardano sia gli interventi di adeguamento degli impianti, sia le pratiche operative utilizzate.

L'ISPRA ha accertato le seguenti violazioni dell'Aia:
- superamento della durata delle emissioni visibili durante il caricamento della miscela nelle batterie 9 e 10 della cokeria,
- superamento del limite di 20 mg/Nmc di concentrazione di polveri per le batterie 9 e 10 e superamento degli stessi limiti di concentrazione di polveri e del limite di 300 mg/Nmc di concentrazione per l'SO2 per le batterie 3, 4, 5, 6 nell'ultimo trimestre di esercizio prima della chiusura,
- superamento del valore di 25g/t coke nell'emissione di particolato in uscita dalle torri di spegnimento 1 e 3 asservite alle batterie 3, 4, 5, 6 e della torre di spegnimento 7 asservita alle batterie 11 e 12, attualmente in funzione,
- omesse comunicazioni (...) relativamente alle non conformità ai limiti emissivi di cui ai precedenti punti.

L'ISPRA ha accertato inoltre che alcune prescrizioni non risultano rispettate alla data del controllo, ovvero a circa 4 mesi dal rilascio dell'Aia:
- realizzazione di una nuova rete di idranti per la bagnatura dei cumuli,
- nebulizzazione di acqua mediante fog-cannon per la riduzione delle particelle di polveri sospese generate dalla movimentazione e stoccaggio nei parchi primari,
- depolverazione stock house dell'AFO/2,
- minimizzazione delle emissioni gassose e fuggitive,
- sistema di nebulizzazione di acqua per l'abbattimento delle particelle di polveri sospese generate dalle emissioni diffuse, nelle more della realizzazione di interventi di copertura di alcune aree.

A ciò va aggiunto che "gli interventi di chiusura dei nastri e cadute di materiali sfusi risultano non completati entro il 27/1/2013" e che, in merito, l'Ilva ha chiesto una modifica dell'Aia con un nuovo crono-programma che sposta alla fine del 2014 l'ultimazione di circa il 90% degli interventi e al 2015 il completamento.
"L'Ilva perde il pelo, ma non il vizio" commenta Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto.
Per noi di Legambiente le violazioni dell'AIA sono gravi e i ritardi nella sua applicazione intollerabili.
Continuiamo a ritenere che lo stabilimento siderurgico possa essere reso compatibile con l'ambiente e la salute, dopo interventi che ne modifichino profondamente gli impianti e con pratiche operative corrette e applicate con continuità. I dati delle rilevazioni Arpa dell'ultimo quadrimestre 2012 - che attestano un significativo decremento della concentrazione in aria di particolato fine, benzene e Idrocarburi Policiclici Aromatici da mettersi in relazione alla variazione delle pratiche operative - ci confortano nella convinzione che l'adeguamento degli impianti alle prescrizioni dell'Aia, unito a una riduzione della produzione, potrà dare risultati anche clamorosi in termini di diminuzione dell'inquinamento a Taranto.
Per questo continueremo a insistere senza rassegnarci: l'Ilva deve investire per risanare e rispettare pienamente le prescrizioni AIA e lo deve fare subito. Non sono ammessi sconti e perdite di tempo, ce ne sono state fin troppe come la Magistratura sta dimostrando con chiarezza.
Per questo chiediamo al Prefetto di Taranto di sanzionare da subito la mancata osservanza delle prescrizioni, così come previsto dalla legge cosiddetta "salva Ilva", avendone la competenza esclusiva come sottolineato dal Garante nella segnalazione del 26 marzo.
Per questo chiediamo al Governo di dare immediatamente seguito a quanto proposto dall'ISPRA - e fatto proprio dal Garante - diffidando l'Ilva ad operare affinché sia garantito quanto richiesto dall'Ispra nei termini temporali dalla stessa specificati (30-60 giorni).

giovedì 14 marzo 2013

Da tre mesi a tre anni non è sostanziale!

L'ARPA Puglia ha rilevato che “risultano non ancora ottemperate dall’Ilva diverse prescrizioni tra cui quelle relative ai nastri, il cui completamento è stato posticipato al 27 ottobre 2015, o alla chiusura completa degli edifici con captazione e convogliamento dell’aria degli ambienti confinati il cui completamento è stato posticipato dal 27 aprile 2013 al 30 giugno 2014.
Ma tra gli ultimi tendoni del circo Clini, col placet del Garante Pulcinella, pardòn, Escipoosito,  si copre tutto con giochi di parole e sfogliatelle retoriche.
Siamo passati dal ghe pensi mi al più mediterraneo scurdammece 'o passate!

Tanto quei fessi dei tarantini lavorano e muoiono per gli amici di Brescia.

Ministero, da Ilva non ci sono inadempienze su Aia

"Al momento non risultano inadempienze" da parte dell'Ilva nella attuazione delle prescrizioni stabilite dall'Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Lo afferma il ministero dell'Ambiente, che "ha preso atto del rapporto trimestrale predisposto da Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)" sull'attuazione dell'Aia ed è "finalizzato ad assicurare che l'impresa realizzi nei tempi prestabiliti gli interventi prescritti".
In una nota, il ministero spiega che "nel merito del rispetto della tempistica, si ricorda che la normativa in materia di Autorizzazione Integrata Ambientale, richiamata dalla legge 231 del 2012 'Salva Taranto', prevede che l'impresa possa richiedere modifiche 'non sostanziali' alla tempistica degli interventi prescritti sulla base di motivazioni tecniche ed economiche. Ilva ha presentato al Ministero dell'Ambiente il 17 febbraio scorso una richiesta di variazione della tempistica della copertura dei nastri, chiarendo le motivazioni tecniche ed economiche anche in relazione alle circostanze che si sono determinate dopo il rilascio dell'AIA il 26 ottobre 2012".
Nel merito, prosegue la nota, "va rilevato che la lunghezza dei nastri (circa 90 km per limitarci ai principali) richiede tempo per completare la copertura, che peraltro è iniziata ed in linea con la tempistica prevista per il primo trimestre. La richiesta di Ilva non modifica i tempi per la conclusione degli interventi (36 mesi) ma ne prevede la rimodulazione. Pertanto sulla base di quanto previsto dall'Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata il 26 ottobre 2012 e delle successive integrazioni in applicazione delle norme in vigore, non risultano inadempienze da parte dell'azienda". (ANSA)

... a proposito di bresciani... per Nicolino Riva ancora un po' di ferie forzate sul sofà di casa:

Ilva: Tribunale,no a liberta'Nicola Riva

Il Tribunale del riesame ha respinto l'appello dei difensori dell'ex presidente dell'Ilva Nicola Riva. I legali avevano presentato ricorso contro l'ordinanza del gip che il 9 febbraio aveva confermato per il dirigente gli arresti domiciliari. Per i giudici, se e' vero che Riva ha lasciato ogni carica societaria, e' altrettanto vero che questo ''non esclude'' che egli ''continui a mantenere condotte antigiuridiche'' e che possa procurarsi ''testimonianze e dichiarazioni compiacenti". (ANSA)

Pronto, casa Esposito?


Abbiamo provato ad immaginare la faccia del garante, quando questa lettera gli giungerà in ufficio sarà sicuramente intento a profondere  impegno e fatica disumani nelle sue attività a garanzia della salute dei tarantini...





Comunicato di Legambiente

Arpa Puglia: prescrizioni AIA ILVA disattese. Legambiente scrive al Garante: intollerabile ogni ritardo

In risposta ad una nostra specifica richiesta il Garante per l'AIA Ilva ci aveva comunicato che "effettivamente nel corso della scorsa settimana sono stati effettuati accertamenti da parte dei tecnici dell'ISPRA, in ordine allo stato di attuazione delle prescrizioni previste dall'AIA. Le risultanze di tali accertamenti saranno riportati sul sito "Garante dell' A.I.A. per l' ILVA", non appena disponibili".
In seguito alla notizia riportata dagli organi di informazione, della comunicazione inviata alla Procura della Repubblica di Taranto  da ARPA PUGLIA a firma del direttore generale Giorgio Assennato, del direttore scientifico Massimo Blonda e di una funzionaria, Simona Sasso, e ritenendo che ogni ritardo nell'adempimento alle prescrizioni previste dall'AIA per lo stabilimento ILVA di Taranto sia intollerabile, siamo tornati a chiedere al Garante di rendere noto con la massima urgenza lo stato di attuazione delle prescrizioni.

Questa la lettera che abbiamo inviato:

Gentile dr. Esposito,
proprio oggi gli organi di informazione hanno dato notizia di una comunicazione inviata lo scorso 13 febbraio da ARPA Puglia alla Procura di Taranto nel quale, secondo quanto riportato, si leggerebbe che:
"risultano non ancora ottemperate dall'Ilva diverse prescrizioni. A titolo esemplificativo, si citano quelle relative a nastri e cadute il cui completamento è stato posticipato al 27 ottobre 2015, ovvero si è passati dai tre mesi prescritti ai 3 anni comunicati dall'azienda, alla chiusura completa degli edifici con captazione e convogliamento dell'aria degli ambienti confinati il cui completamento è stato posticipato dal 27 aprile 2013 al 30 giugno 2014"
"i differimenti temporali non fanno altro che incrementare il fenomeno di danno ambientale già in atto. Durante, infatti , le attività di carico-scarico delle materie prime dai parchi minerari agli impianti produttivi vengono disperese in atmosfera ingenti quantità di materiale polverulento. Un fenomeno inquinante non meno invasivo degli sversamenti accidentali a mare registratisi nell'ultimo periodo durante le operazioni di scarico agli sporgenti dell'area portuale in uso ad Ilva"
"non si comprendono i tempi di realizzazione prospettati dall'Ilva in quanto non ascrivibili ad una difficoltà tecnica"
Immaginiamo che ARPA Puglia abbia fatto anche a Lei la stessa comunicazione e siamo pertanto di nuovo a richiederLe di conoscere ufficialmente, con la massima urgenza, lo stato di attuazione delle prescrizioni AIA per l'ILVA di Taranto, con particolare riferimento a quanto osservato da Arpa Puglia.
Riteniamo che ogni ritardo sui tempi previsti dall'AIA sia assolutamente intollerabile in ragione dei danni apportati alla salute dei cittadini di Taranto.
Distinti saluti.
Lunetta Franco, Presidente Legambiente Circolo di Taranto

mercoledì 13 marzo 2013

Le emissioni fuggitive continuano a sfuggire!

Mentre l'ARPA locale fa osservare deviazioni pericolose dal cronoprogramma AIA, l'ISPRA nazionale non si accorge che il richiesto controllo delle emissioni fuggitive è ... sfuggito! E con lui tutta la possibilità di garantire la sicurezza ambientale sulle sostanze cangerogene disperse dalle cokerie!
E intanto il GARANTE si fa na bella spaghettata alla faccia nostra?
uè uè... Escipositoooo, ma u vò ffà 'o ggarante o nnò?


Ilva, prescrizione n. 89 su emissioni fuggitive. Qualcosa non torna…

C’è qualcosa che non torna. Spulciando tra le prescrizioni Aia imposte all’Ilva, contenute nella tabella trimestrale* (ottobre 2012-gennaio 2013) che riassume lo  stato di attuazione, ci imbattiamo nella numero 89, relativa al controllo delle emissioni fuggitive nelle cokerie. Ecco cosa dice: “Si prescrive all’azienda di implementare, nei tempi tecnici strettamente necessari da comunicare all’Ente di controllo, un sistema di monitoraggio in continuo di IPA E BTEX e campionamento polveri sulle macchine caricatrici e sfornatrici delle cokerie, il quale consenta un prelievo mediato lungo l’intero sviluppo delle batterie, e di adottare un sistema di monitoraggio ad alta risoluzione temporale lungo tutto il perimetro dello stabilimento (Fence monitoring)”.
Questa prescrizione ha come scadenza il 27 ottobre 2012. Eppure, in data 25 gennaio 2013, l’azienda comunica che l’attività è ancora “in corso”. Facendo riferimento ad una richiesta d’acquisto (la n. 45643/2012), l’Ilva dichiara di aver interpellato quattro aziende: Project Automation, Loccioni, Environnement e Prisma. Questo il nuovo termine indicato dall’Ilva: 30/06/2013. Fin qui quanto riportato nel sito del Garante. A InchiostroVerde, però, risulta un retroscena importantissimo. In una comunicazione datata 31 gennaio 2013, quindi solo pochi giorni dopo (è un caso?), l’Ilva fornisce nuove informazioni al ministero dell’Ambiente, all’Ispra e ad Arpa Puglia.
A siglare il documento è l’ormai ex direttore dello stabilimento tarantino Adolfo Buffo. Facendo riferimento proprio alla prescrizione numero 89, relativa “all’implementazione di un sistema di monitoraggio in continuo di IPA e BTEX  e campionamento polveri sulla macchine caricatrici e sfornatrici delle cokerie”, Buffo spiega che sono state contattate quattro ditte fornitrici di sistemi di monitoraggio ambientali con l’obiettivo di individuare la soluzione tecnica per ottemperare alla suddetta prescrizione.
Buffo riferisce che “tutte le ditte interessate hanno evidenziato di ritenere impraticabile la realizzazione del suddetto sistema di monitoraggio in continuo principalmente per la presenza di vibrazioni e shock meccanici anche di forte intensità che non permetterebbero l’operatività della strumentazione oltre a problematiche connesse all’eventuale posizionamento della strumentazione sulle macchine caricatrici e sfornatrici”. In base a quanto afferma l’azienda, “una delle quattro ditte interessate si è però resa disponibile ad effettuare un’attività sperimentale della durata di due mesi con un sistema di monitoraggio ambientale”. Questa la decisione comunicata da Buffo ai destinatari della nota: “Alla luce di quanto sopra esposto si evidenzia che si procederà nella suddetta attività sperimentale”.
Morale della favola: ai cittadini che consultano il sito del Garante per l’Aia si dice che l’attuazione della prescrizione n. 89 è “in corso”, mentre agli enti (ministero dell’Ambiente, Ispra e Arpa) si comunica che essa è impraticabile e che al massimo ci si potrà affidare ad una sperimentazione di un paio di mesi. Senza dimenticare, ovviamente, che tale prescrizione aveva come termine previsto il 27 ottobre 2012. A questo punto, vorremmo conoscere il parere del dottor Vitaliano Esposito, a cui i tarantini chiedono di esercitare attivamente il suo ruolo di garante. Senza concedersi distrazioni e, soprattutto, senza praticare un ingiustificato buonismo nei confronti di un’azienda che finora non ha dato prova di sufficiente affidabilità. (A. Congedo - Inchiostroverde)


domenica 10 marzo 2013

Caro garante ti scrivo...

Ecco i contatti per comunicare con il garante per l'AIA Ilva

Per scrivere email al Garante:
     garanteilva@isprambiente.it

Sede presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri:
Largo Chigi, 19 - 00187 Roma
Tel.: +39 0667792513

Sede presso l'ISPRA:
Via Vitaliano Brancati, 48 - 00144 Roma
Tel.: +39 0650072349

Sede provvisoria presso la prefettura di Taranto:
Via Anfiteatro, 8 - 74123 Taranto

Il sito e'
http://www.isprambiente.gov.it/it/garante_aia_ilva

giovedì 7 marzo 2013

Tutti al tavolo: l'incidente è servito!

ILVA TARANTO: P. CHIGI, AREE DEMANIO MILITARE AD ABITAZIONI

Per potenziare i flussi informativi tra tutti i soggetti coinvolti e favorire il massimo coordinamento degli interventi - prosegue la nota - sono stati invitati a partecipare al Tavolo interistituzionale anche il Garante per il monitoraggio dell'esecuzione delle prescrizioni contenute nell'autorizzazione integrata ambientale per l'ILVA Pres.
  Vitaliano Esposito, il Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto Alfio Pini, il Commissario straordinario per il porto di Taranto, Sergio Prete. I tre Commissari straordinari hanno manifestato particolare interesse al loro diretto coinvolgimento al Tavolo per una piu' ampia ed efficace sinergia degli interventi da realizzare sul territorio a cura di tutte le amministrazioni locali e centrali coinvolte.
  Le Autorita' locali hanno espresso la loro soddisfazione per il sostegno e la collaborazione di tutti i soggetti istituzionali partecipanti per dare risposte concrete alle numerose e gravi problematiche della citta' di Taranto e dell'area Jonica. Il sindaco di Taranto, Stefano Ippazio, ha manifestato il suo apprezzamento per la disponibilita' offerta dal Ministero della Difesa, nonche' per l'avvio, da parte del Ministero dell'Ambiente e della locale Capitaneria di Porto, di una indagine a vasto raggio per individuare tutti gli scarichi che riversano nel Mar Piccolo; e per l'attivazione, a cura del Ministero della Salute, di un Osservatorio per il monitoraggio dei danni ambientali e sanitari derivanti dall'attivita' dell'ILVA di Taranto. (AGI)

Nuovo incidente sul lavoro all’Ilva di Taranto, la denuncia dal sindacato di base Usb

Oggi all’Ilva di Taranto si è verificato un nuovo incidente sul lavoro. A renderlo noto è il sindacato di base Usb.
L’infortunio si è verificato presso la zona fossa dell’acciaieria 2. Secondo la ricostruzione dell’organizzazione sindacale, “un carroacciaio ha investito un carrello elevatore in transito, il cui operatore è rimasto ferito”.
L’Usb invita quindi l’azienda, la direzione provinciale del Lavoro e lo Spesal dell’Asl ad “intervenire urgentemente sull’accaduto tenendo conto che stiamo assistendo ad una catena inarrestabile di infortuni sul lavoro sempre nella stessa azienda”.
L’Usb inoltre invita la direzione dell’Ilva “a riferire in merito a quest’ultimo increscioso episodio di disattenzione verso la sicurezza dei propri dipendenti che continuano ad essere vittime della consueta carenza di misure preventive per la tutela dei lavoratori”.(Paesenuovo)

 


domenica 24 febbraio 2013

Non cambia nulla sotto il cielo nero e rosso di Taranto

Le fredde notti invernali dell'Ilva di Taranto

COMUNICATO STAMPA


Il 23 agosto 2011 è entrata in vigore la prima Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) che prevedeva entro il 23 agosto 2012 il monitoraggio delle emissioni fuggitive della cokeria.

Chiediamo al Garante dell'AIA Vitaliano Esposito: è entrato in funzione questo monitoraggio?

Segnaliamo al Garante dell'AIA questo filmato notturno girato il 24 febbraio 2013
E' un filmato impressionante girato da Luciano Manna (PeaceLink). Lo consegneremo alla Procura della Repubblica in quanto sono evidenti le emissioni fuggitive e ci chiediamo se siano state monitorate secondo la prescrizione dell'AIA. E se siano stati effettuati i lavori per bloccare le emissioni fuggitive.

Sulla base della prima AIA la prescrizione del monitoraggio delle emissioni fuggitive dovrebbe essere già operativa. La prescrizione è chiara:
"Il Gestore dovrà presentare all'Autorità Competente e a ISPRA e ARPA Puglia, entro dodici mesi dal rilascio dell'AIA, un progetto cantierabile per la valutazione e monitoraggio delle emissioni fuggitive di polveri, IPA e benzene che possono manifestarsi nelle differenti configurazioni di esercizio della cokeria".
Chiediamo pertanto al Garante:
- se siano state quantificate le polveri, gli IPA e il benzene che si sono riversati sui lavoratori e sulla città con queste emissioni fuggitive;
- se disponga di tali dati;
- se possa assicurare che le emissioni fuggitive (ben visibili nel filmato) non siano dannose per la salute;
- se possa pertanto certificare - persistendo emissioni fuggitive di tale evidenza - che sia stata assicurata "l'immediata esecuzione di misure finalizzate alla tutela della salute e alla protezione ambientale" come dichiara in premessa la legge 231/2012.
Per PeaceLink: Fulvia Gravame, Alessandro Marescotti
 

venerdì 15 febbraio 2013

Ma quale shock... sono 50 anni che va avanti!!!



Ilva, ecco il video shock sui fumi
Il presidente del Fondo Antidiossina onlus di Taranto, Fabio Matacchiera, ha mostrato e consegnato al Garante per l'applicazione dell'Aia, Vitaliano Esposito (che oggi ha incontrato singolarmente i rappresentanti delle associazioni ambientaliste), un dvd contenente un ''video-shock realizzato soltanto alcune ore prima, esattamente durante la notte appena trascorsa, in cui si rileva chiaramente - sottolinea Matacchiera in una nota - la imponente diffusione di polveri e di fumi che continuano a fuoriuscire copiosi dall' area Ilva di Taranto, invadendo la città e, soprattutto, i quartieri limitrofi allo stabilimento''.
Lo stesso Matacchiera ha preannunciato che tale filmato - pubblicato su Youtube - sarà consegnato alla Procura accompagnato ad un esposto. ''Pur ritenendo apprezzabile - commenta il presidente dell'associazione - l'importanza riconosciuta, con tale convocazione, al ruolo degli ambientalisti, non ho esitato a riferire al dott. Esposito che la sua posizione di 'garante' rischia seriamente di trasformarsi in quella di mero testimone di una grave situazione immutata nel tempo, relativa al pericoloso impatto sull'ambiente che continua a perpetuarsi da parte della grande acciaieria Ilva e che sta causando anche un disastro sanitario senza precedenti agli abitanti della citta' di Taranto''.(Tgcom24)

Ecco il report sul giornale dell'incontro tra il prescelto parafulmine, il garante-cariatide ripescato dal bidone degli avanzi istituzionali e il jet-set tarantino in veste da parata, cui solo i Liberi e Pensanti si sono fermamente opposti.

Ed il video della chiacchierata col rappresentante del WWF, Fabio Millarte (tra uno squillo di cellulare e l'altro...). Appunti,... appunti...
PS. ma qualcuno ha spiegato a Esposito la differenza tra un portale e un sito internet?


Ed ecco il comunicato postuno di Legamijonici

COMUNICATO STAMPA 16/02/2013
LEGAMJONICI AL GARANTE DEL GOVERNO:‘’SUSSISTONO LE CONDIZIONI PER REVOCARE L’AIA’’

Il comitato Legamjonici, com’è noto, ha sempre manifestato la propria contrarietà al rilascio dell’AIA, ritenendo l’azienda Ilva priva dei requisiti necessari per produrre garantendo la tutela della salute e dell’ambiente. Per questo motivo non ha mai partecipato ai tavoli istituzionali finalizzati al rilascio e al riesame dell’autorizzazione integrata ambientale.
Il comitato ha tuttavia incontrato il garante del governo Vitaliano Esposito per ribadire quanto di seguito esposto:
Il Governo non è mai intervenuto a tutela della salute pubblica ma solo a garanzia dell’attività produttiva della proprietà, ignorando gli interessi della collettività.
Gli organi competenti inoltre possiedono già tutti gli elementi sufficienti per applicare l’articolo 29-decies della normativa AIA, tra l’altro previsto dallo stesso decreto ‘Salva-Ilva’. Tale articolo specifica al punto 9 che in caso di inosservanza delle prescrizioni e di reiterate violazioni che determinano situazioni di pericolo e di danno per l’ambiente, sussistono le condizioni per revocare l’autorizzazione all’esercizio dell’attività produttiva.
L’Ilva infatti oltre a non aver rispettato i tempi previsti dalle prescrizioni contenute nella prima fase dell’applicazione dell’AIA, rappresenta ancora un reale ed attuale pericolo per la salute pubblica. Ciò è stato dimostrato dalle perizie disposte dal gip Todisco e confermato successivamente dal Ministro della Salute Balduzzi con l’ufficializzazione dei risultati emersi dallo studio Sentieri.
Sebbene la normativa preveda in primis sanzioni pecuniarie, il comitato ha fatto presente al garante del governo che tali provvedimenti sarebbero non risolutivi  e del tutto inefficaci al fine di salvaguardare il diritto alla vita e alla salute dei cittadini di Taranto.
E’ pertanto volontà di questo comitato raccogliere informazioni e vigilare al fine di impedire che ulteriori irregolarità ai danni della cittadinanza possano essere compiute, nel silenzio generale o nel caos della disinformazione, con il consenso degli organi istituzionali.