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mercoledì 4 dicembre 2013

Giornali amici e giornali veri

Decreto emergenze, così l’Ilva scansa la mega-multa

Per capire il decreto di ieri, l’ennesimo della serie “Salva-Ilva”, basta raccontare questo fatto. Pochi giorni fa ho incontrato il Prefetto di Taranto, Claudio Sammartino, a cui spetta il compito di multare l’Ilva per le violazioni dell’Aia. PeaceLink aveva chiesto al Prefetto di “applicare la legge”, come pure il Fondo Antidiossina.
Quando mi sono presentato di fronte al Prefetto, ho fatto presente che vi erano state ben due visite ispettive dell’Ispra (l’ente di controllo del Ministero dell’Ambiente) che avevano certificato il non rispetto delle prescrizioni autorizzative dell’Ilva (la cosiddetta Aia. L’ultima ispezione di settembre era passata quasi inosservata ma evidenziava violazioni dell’Aia reiterate nel tempo.
“E allora dove stanno le sanzioni?”. Alla mia domanda il Prefetto, con calma e cortesia, ha fatto presente che l’iter sanzionatorio era stato avviato da tempo. E stava per essere completato: doveva essere deciso solo l’ammontare della multa. La multa parte da un minimo di 50 mila euro fino a un decimo del fatturato (un’enormità).
“E se arriva il nuovo decreto Salva-Ilva?”. Alla mia nuova domanda il Prefetto si è stretto nelle spalle e ho subito capito che era lì la ragione del nuovo decreto “Salva-Ilva”.
La precedente legge “Salva Ilva” aveva infatti un problema: non sospendeva l’iter della sanzione. Lo aveva spiegato il Garante dell’Aia (ora rimosso).
Ed eccoci all’epilogo: con il nuovo decreto l’Ilva scansa la mega-multa che poteva arrivare fino a un decimo del fatturato. (FQ)

Ilva, ok dal Governo al decreto: Riva diffidato a finanziare risanamento


Via libera al nuovo decreto legge sull'Ilva. Atteso da giorni, il Cdm ha dato oggi l'ok ad un provvedimento che accelera le procedure relative alle prescrizioni dell'Autorizzazione integrata ambientale, obbliga i Riva a finanziare il risanamento dell'acciaieria, abbrevia i tempi per la Valutazione di impatto ambientale e chiarisce le norme urbanistiche in relazione ad alcuni progetti di risanamento della fabbrica. In particolare per le risorse, il decreto stabilisce che "dopo l'approvazione del piano industriale in relazione agli investimenti previsti per l'attuazione dell'Autorizzazione integrata ambientale e per l'adozione delle altre misure previste nel piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria, il titolare dell'impresa o il socio di maggioranza - si legge nel decreto all'articolo 1- è diffidato dal commissario straordinario a mettere a disposizione le somme necessarie nel termine dei 15 giorni dal ricevimento della diffida mediante trasferimento su un conto intestato all'azienda commissariata. Le somme messe a disposizione dal titolare dell'impresa o socio di maggioranza - si legge ancora nel decreto - sono scomputate in sede in sede di confisca deIle somme sequestrate, anche ai sensi del decreto legislativo 231 del 2001, per reati ambientali o connessi all'attuazione dell'Autorizzazione integrata ambientale. Ove il titolare dell'impresa o il socio di maggioranza - si legge ancora - non metta a disposizione del commissario straordinario, in tutto o in parte, le somme necessarie, al commissario straordinario sono trasferite, su sua richiesta, le somme sottoposte a sequestro penale in relazione a procedimenti penali a carico del titolare dell'impresa o del socio di maggioranza, diversi da quelli per reati ambientali o connessi all'attuazione dell'Aia". In caso di proscioglimento del titolare dell'impresa o del socio di maggioranza da tali reati, "le somme impiegate per l'attuazione dell'Aia non sono comunque ripetibili".
Il decreto era stato sollecitato nei giorni scorsi al Governo dal commissario dell'Ilva, Enrico Bondi, e dal sub commissario, Edo Ronchi, i quali, evidenziando una serie di difficoltà riscontrate nel portare avanti il mandato loro assegnato, avevano anche paventato le dimissioni dall'incarico. "Con le procedure ordinarie un progetto di risanamento così complesso come quello dell'Ilva non si può attuare in 36 mesi, che sono quelli fissati dall'Aia. E' come avere le gambe legate" aveva detto Ronchi sottolineando come il cammino fosse in salita.
Il decreto affronta anche la gestione del periodo cosiddetto transitorio, ovvero quello che intercorre dall'Aia di ottobre 2012 al decreto che ha commissariato l'Ilva (giugno scorso) per finire al piano ambientale che è in arrivo e al quale si conformerà il piano industriale dell'impresa. In base alla tabella di marcia dell'Aia, infatti, l'Ilva risulta inadempiente rispetto a diverse prescrizioni: di qui il rischio sanzioni, conseguenti alle diffide dell'Ispra e del ministero dell'Ambiente. I commissari, però, affermano che i ritardi accumulati dai Riva (proprietari dell'azienda e ora temporaneamente esautorati) non possono essere addebitati alla loro gestione e quindi il decreto ha individuato una soluzione che, facendo leva sul concetto di progressiva adozione delle misure Aia, mette gli stessi commissari al riparo dalle sanzioni.
Ci sono già le prime reazioni al provvedimento del Cdm. Attende di conoscere il decreto Legambiente Puglia che ha scritto al ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando. Giusta l'esigenza di accelerare tempi e procedure, osserva Legambiente, così come quella di utilizzare i soldi sequestrati ai Riva nel risanamento dell'acciaieria, ma tutto questo non determini stravolgimenti. Pollice verso, infine, dei Verdi attraverso il portavoce nazionale Angelo Bonelli, che è anche consigliere comunale di Taranto. Bonelli parla di gravissime violazioni con questo decreto, di continuità della produzione anteposta alla salute dei tarantini, e annuncia che porterà il testo del provvedimento al commissario Ue all'Ambiente ricordando che la Commissione Europea ha già aperto nei confronti dell'Italia una procedura di infrazione a settembre per le violazioni ambientali dell'Ilva di Taranto.(Sole24h)

sabato 9 novembre 2013

Parole in Procura

Eni-Ilva, missione sicurezza

L’obiettivo è dei più nobili e dei più ambiziosi: non dover più andare alla ricerca delle cause e, soprattutto, all’accertamento delle responsabilità individuali di fronte ad un infortunio sul lavoro sia esso mortale o grave. Allora ecco pronto il Protocollo operativo per la sicurezza nei luoghi di lavoro, uno strumento che mette da parte tutti i fronzoli burocratici per puntare diritto al cuore del problema: rafforzare la prevenzione «l’unica in grado di assicurare qualità e, al tempo stesso, competitività alle aziende e alle imprese» con «strumenti operativi da subito», spiega il prefetto Claudio Sammartino nell’anticipare in maniera sommaria i contenuti del protocollo. «La Prefettura – ha aggiunto – ha svolto un ruolo propulsore e, al tempo stesso, di coesione e di organizzazione».
Il documento sarà presentato ufficialmente lunedì mattina, in Prefettura, alla presenza di un parterre de roy di tutto rispetto. Insieme al prefetto Sammartino, infatti, ci saranno i ministri alle Politiche del lavoro, Enrico Giovannini, e dell’Ambiente, Andrea Orlando, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il sindaco Stefàno, il commissario straordinario della Provincia di Taranto, Mario Tafaro, il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, e il direttore generale Giuseppe Lucibello, la direttrice regionale del Lavoro, Ester Tosches, il direttore reginale dei Vigili del fuoco, Michele Di Grezia, il direttore generale della Asl, Fabrizio Scattaglia, il commissario straordinario Ilva, Enrico Bondi, il responsabile direzione Salute-Sicurezza-Qualità dell’Eni, Giorgio Maria Artibani nonchè parlamentari e consiglieri regionali pugliesi. Ora fissata: le 11.
Al testo del protocollo Prefettura, istituzioni, sindacati, organi di controllo, Confindustria e aziende hanno cominciato a lavorare all’indomani degli infortuni mortali all’interno dell’Eni e dell’Ilva. “Non è un protocollo d’intenti ma è un protocollo operativo” non si è stancato di ripetere il prefetto Sammartino proprio per sottolineare la bontà e la novità del documento”. L’obiettivo ambizioso è incidenti zero e il gruppo di lavoro ha focalizzato la sua attenzione sulle criticità di Eni e Ilva. “Aziende e organi di controllo – ha sottolineato il prefetto – hanno lavorato assieme proprio per individuare le direttrici lungo le quali muoversi”.
E il primo punto inserito nel protocollo è il monitoraggio continuo del gruppo di intervento il cui scopo è quello di migliorare la formazione, per prevenire gli incidenti, dei lavoratori sia diretti che dell’appalto laddove si verifica la maggioranza di incidenti. Questo dovrà avvenire con piani annuali di prevenzione mirati sia ai lavoratori sia a chi è addetto alla verifica dell’osservanza di tutte le prescrizioni. Il secondo punto forte del protocollo è l’ampliamento delle attività di verifica nei cantieri mediante gruppi ispettivi cui spetta il compito di verificare l’attuazione reale di quanto previsto dal protocollo. Il terzi punto riguardal’analisi dei quasi incidenti ovvero “quegli incidenti che vengono identificati come errori e carenze nell’attivazione delle misure di prevenzione”, ha aggiunto ancora il prefetto. Insomma, un protocollo “davvero innovativo, che ha lavorato sull’analisi degli incidenti verificatisi, individua le procedure partendo proprio dalle criticità e che investe soprattutto nella formazione ma che – ha subito fugato ogni dubbio il prefetto Sammartino – non ha un valore taumaturgico ma è un punto di partenza importante perché si lavora tutti insieme sulla fase preventiva”.
E per quanto riguarda la formazione, “l’Inail nazionale ha messo a disposizione fondi suppletivi così come ha fatto Confindustria attraverso Fondimprese.
Il protocollo, inoltre, contiene un passaggio importante sui lavori all’interno dello stabilimento per l’adeguamento degli impianti alle prescrizioni dell’Aia. “Si tratta – ha spiegato il prefetto – di interventi importanti e significativi per il controllo dei quali è stato previsto un nucleo ispettivo specifico per la verifica e la messa in sicurezza dei cantieri e per l’incremento e la valorizzazione della sicurezza dei lavoratori». (CdG)

giovedì 6 dicembre 2012

PEE PEE PEE!

Incontro con il Prefetto di Taranto dott. C.Sammartino.

Le Associazioni partecipanti al Sit.In a sostegno dell'azione della Magistratura e per la difesa della Costituzione Italiana, hanno incontrato il Prefetto di Taranto, presentando tutti i loro dubbi, sul disegno portato avanti dal Governo. Infatti, riteniamo che il D.L. tuteli il lavoro e non pone in primo piano il problema salute. Le associazioni ritengono che la bonifica si debba fare a impianti fermi, individuando un percorso di sostegno al reddito da salario e rassicurando la popolazione, interrompendo da subito le emissioni nocive che, come sostiene la magistratura sono causa di "malattie e morte". 
Appoggiamo , quindi il grande lavoro svolto dalla giustizia e lo riteniamo l'unico percorso in grado di proteggere la nostra salute.
Abbiamo inoltre presentato una formale richiesta di partecipazione della cittadinanza alla costruzione del un piano di emergenza esterno.

per i Cittadini e le Associazioni partecipanti al Sit.in
Fabio Millarte

domenica 5 agosto 2012

COLPO DI STATO ALLA DEMOCRAZIA!

Ieri a Taranto lo Stato al soldo della potente famiglia Riva ha colpito ancora una volta la Democrazia! I diritti costituzionali di libero pensiero e di manifestazione pacifica sono stati violati.
Da oggi in Italia non si può dissentire pacificamente in pubblico.
A TARANTO IERI SI E' CONSUMATO UN COLPO DI STATO ALLA DEMOCRAZIA!!!
Come prevedibile, si punta ad intimorire un gruppo di centinaia di persone, subito dopo averlo demonizzato raccontando prima, con voci allarmistiche incontrollate che non hanno fatto altro che alzare la tensione, e dopo falsità che chiunque abbia seguito la manifestazione sa essere solo la voce di chi ha assecondato il potere in questa città e ora ne sta perdendo il controllo.
Il potere pubblico, come al G8 di Genova, è diventato arbitrio e terrorismo per reprimere l'espressione dei diritti della cittadinanza e delle comunità locali.
E intanto le intercettazioni presentate dalla procura al riesame rivelano parti di questo ingranaggio di corruzione e complicità tra Industria privata, Stato e Media contro i quali una città e un pugno di persone oneste si stanno battendo.
Ci chiediamo come mai (retoricamente) hanno denunciato 41 persone per motivazioni ridicole (transenne e fumogeni... basta andare ad ogni "vera" manifestazione o in una domenica qualsiasi in uno stadio qualunque  per capire che stiamo parlando di accuse infondate e pretestuose) mentre hanno lasciato impunemente la città per giorni in balia di squadrette di una decina di operai e quadri, aizzati da fabbrica e sindacati, che hanno bloccato strade statali, ponti, e tutto il sistema infrastrutturale?



Ilva/ Manifestazione a Taranto: 41 persone denunciate Identificato gruppo che lanciò fumogeni e sfondò transenne

(TMNews) - La questura di Taranto ha identificato e denunciato 41 persone, del gruppo di contestatori che il 2 agosto scorso in Piazza della Vittoria interruppe il comizio e la manifestazione dei sindacati confederali, organizzata con i lavoratori dellll'ilva. Le 41 persone - spiega la questura - sono state identificate e saranno denunciate in stato di libertà all`autorità giudiziaria per aver turbato a vario titolo la manifestazione in atto, determinando, la temporanea interruzione dei comizi ufficiali. L'attività degli investigatori - sottolinea la questura - si è focalizzata in particolare su coloro i quali si sono resi responsabili di violenza sulle cose, abbattendo le transenne poste a protezione del palco per tentare di accedervi, e di coloro che lanciarono i fumogeni.

martedì 16 agosto 2011

Stefàno: un altro regalo alle industrie

Il Comune rende pubblici SOTO FERRAGOSTO documenti così importanti come quelli sugli incidenti rilevanti delle industrie. Bravo Stefàno!
Così riduciamo al minimo le "seccature" della cittadinanza, visto che la gran parte saranno in ferie durante i 30 giorni di tempo consentiti per presentare le osservazioni...
E così le industrie (non i cittadini), ancora una volta, saranno contente di questo sindaco "amico" loro!

Invitiamo chi potesse a leggere e correggere questi documenti.


COMUNE DI TARANTO, DIREZIONE AFFARI GENERALI ED ISTITUZIONALI, Gabinetto Sindaco
AVVISO PUBBLICO


In ottemperanza alle disposizioni normative di cui al Decreto del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare n.139 del 24 luglio 2009 - che disciplina le forme di consultazione della popolazione sui piani di emergenza esterni alle industrie a rischio di incidente rilevante - ed ai contenuti della nota della Prefettura di Taranto, datata 10 agosto 2011 sull'argomento in parola, si porta a conoscenza che è in corso l' “Aggiornamento del Piano di emergenza esterno alle industrie a rischio di incidente rilevante ex art.20 D. Lgs 17.8.1999 n.334, e sue modificazioni ed integrazioni “.
Tale aggiornamento comporta l'espletamento di una campagna informativa preventiva per la popolazione e le attività produttive prossime alle aree a rischio di incidente rilevante.
Nella provincia di Taranto gli stabilimenti ricadenti nel regime di applicazione dell'art.8 del citato D. Lgs. n. 334/99, sono:

1. ENI s.p.a. Divisione Refining & Marketing – Raffineria di Taranto – S.S.106 Jonica Taranto
2. ILVA s.p.a. - Stabilimento Siderurgico di Taranto – S.S. Appia km. 68 – Taranto.

Per gli stabilimenti innnazi citati,essendo limitrofi, la Pianificazione di Emergenza Esterna, soggetta a periodica revisione, è stata redatta in maniera unitaria per le due attività, come da documento dell'Ufficio Territoriale del Governo – Area protezione civile, difesa civile e coordinamento del soccorso pubblico, allegato alla predetta nota prefettizia del 10 agosto 2011.
Gli atti sopra riportati potranno essere visionati, per la durata di trenta giorni, dagli interessati presso la Segreteria del Comando di Polizia Municipale del Comune di Taranto ubicato nel Piazzale Pedonale Dante - zona Bestat - dal lunedì al venerdì dei giorni feriali dalle ore 9,00 alle ore 12,00 e dalle ore 16,00 alle ore 18,00.
Il presente avviso sarà pubblicato sul sito web del Comune di Taranto per un periodo di 30 giorni: nella sezione Bandi Concorsi Avvisi e nell'Albo Pretorio Informatico nel quale sarà pubblicato, come allegato, anche il Piano di Emergenza Esterno della Prefettura di Taranto .
Le eventuali osservazioni, richieste e proposte dovranno essere prodotte, dai cittadini e dalle associazioni interessate, in forma scritta e presentate mediante consegna a mano o con lettera raccomandata con avviso di ricevimento al Comune di Taranto – Palazzo di Città - o avvalendosi di posta elettronica certificata al sottonotato indirizzo di posta elettronica certificata:
protocollo.comunetaranto@pec.rupar.puglia
Delle osservazioni ricevute si terrà conto ai fini della revisione e dell'aggiornamento del testo definitivo del citato Piano di Emergenza Esterno.
Taranto,11 agosto 2011

IL SINDACO dott. Ippazio Stefano


E questa è una proposta di mail di osservazioni tratta dalla pagina facebook "piano di emergenza esterno -area industriale di TARANTO"


IL SOTTOSCRITTO __________-- RESIDENTE A ________-- C.F. _______-
IN RELAZIONE AL PIANO DI EMERGENZA ESTERNO E A QUANTO PREVISTO DALL'ART 20 DEL dL: 334 DEL 1999, DICHIARA CHE NECESSITA DI ULTERIORI INFORMAZIONI IN QUANTO IL SUDDETTO RISULTA POCO CHIARO, IN PARTICOLARE RELATIVAMENTE ALL'INDICAZIONE DEI TERRITORI OGGETTO DELLE POSSIBILI EMERGENZE RELATIVAMENTE A DANNI A COSE PERSONE E AMBIENTE COSI' COME PREVISTO PER LEGGE ...
INOLTRE NON SONO ELENCATI TUTTI GLI ELEMENTI DI RISCHIO PRESENTI NELLE ARRE INDUSTRIALI CONSIDERATE ...
IL SOTTOSCRITTO ___________-
E MAIL______-@______--

martedì 25 maggio 2010

Ilva: Migliori tecnologie in assoluto!

COMUNICATO STAMPA DI LEGAMBIENTE TARANTO
INACCETTABILE LA PRETESA DELL’ILVA DI FERMARE IL MONDO AL 2005

In una nota al Ministero dell’Ambiente datata 16 aprile 2010 l’ILVA ripercorre alcune fasi della complessa vicenda – ancora non giunta all’epilogo – dell’Autorizzazione Integrata Ambientale.
In particolare viene ricordato che il 15 gennaio 2005 un Decreto del Ministero dell’Ambiente istituiva una segreteria tecnica composta da esperti dello stesso Ministero, della Regione Puglia della Provincia di Taranto, dei Comuni di Taranto e Statte, dell’APAT (attuale ISPRA), del CNR, dell’ARPA Puglia e della ASL di Taranto.
Il 5 dicembre 2006 tale segreteria presentava il proprio Rapporto Tecnico avente per oggetto gli “interventi per il miglioramento dell’impatto ambientale e l’adeguamento degli impianti dello Stabilimento IlVA di Taranto alle Migliori Tecniche Disponibili”.
L’Ilva, secondo quanto dichiarato nella nota del 16 aprile, ha già realizzato molti degli interventi previsti nel Rapporto Tecnico e ha già speso circa l’85% dei 472 milioni di euro investiti allo scopo.
Nella stessa nota l’Ilva chiede pertanto al Ministero che l’AIA sia concessa con riferimento alle indicazioni contenute nel Rapporto Tecnico (vecchio ormai di tre anni e mezzo!) e delle BAT (migliori tecnologie disponibili), così come enunciate nel D.M. 31/5/2005 e non tenga conto delle BREF successivamente intervenute (anche se in bozze non definitive).
La posizione dell’Ilva risulta a nostro parere inaccettabile perché non tiene conto di numerosi, importanti elementi:

1. nel lungo periodo intercorso dalla presentazione del Rapporto Tecnico il quadro conoscitivo dell’inquinamento ambientale di Taranto si è ampliato enormemente grazie soprattutto ai controlli, alle indagini e ai monitoraggi dell’ARPA Puglia e della ASL di Taranto e l’origine industriale di gran parte delle emissioni inquinanti è stata sostanzialmente accertata;

2. i livelli di alcuni inquinanti – ultimo arrivato agli onori della cronaca il benzo(a)pirene – non rientrano certamente nei limiti previsti dalle normative vigenti e dunque occorre prevedere la rapida attuazione di misure atte a riportarli nella norma;

3. tra il 2005 (data del DM sulle BAT) ed il 2010 le conoscenze nel campo dell’inquinamento ambientale e delle tecnologie per il suo contenimento hanno fatto considerevoli progressi;

4. in considerazione della presenza a Taranto di un apparato industriale tra i maggiori nel Paese per dimensioni e tra i più inquinanti per lavorazione, le prescrizioni non possono che essere di ordine eccezionale, commisurate alla gravità dello stato di crisi del territorio come espressamente indicato in alcuni fondamentali principi contenuti nel D.Lgs 59/2005 ed in generale nella normativa in materia di A.I.A. e M.T.D. che prevedono si possa:
a) incidere sui processi produttivi piuttosto che sui sistemi di depurazione per ridurre i livelli di inquinamento in applicazione del principio della prevenzione
b) adottare, per gli impianti maggiormente inquinanti, misure di adeguamento più incisive e supplementari rispetto a quelle previste dalle M.T.D. (D.Lgs 59/05, art. 8)
c) prevedere prescrizioni che impongano limiti di emissione molto più rigorosi rispetto a quelli previsti dalle legislazioni nazionale e regionale (- 20% di quella nazionale in base alla L.R. 7/99) e mirare a “ridurre al minimo l’inquinamento” ( (D.Lgs 59/05, art.7 comma 4 )

Alla luce di quanto osservato, chiediamo con forza che:

- l’ILVA e le altre aziende industriali del polo tarantino adeguino rapidamente i loro impianti più inquinanti alle migliori tecnologie in assoluto (e non solo alle migliori tecnologie disponibili) per far fronte all’emergenza ambientale che attanaglia la città.
- gli Enti Locali definiscano nella riunione del Tavolo tecnico che si terrà il prossimo 28 maggio presso la Prefettura di Taranto misure urgenti e cogenti per affrontare le emergenze più pressanti pretendendo dalla grande industria rispetto per la nostra salute ed il nostro territorio
- il Ministero dell’Ambiente e la commissione IPPC adottino prescrizioni rigorose e tempi rapidi e certi per la concessione delle AIA alle aziende tarantine.

sabato 9 gennaio 2010

Cambio Prefetto!

Il prefetto pironti lascia la città di Taranto
Il prefetto Alfonso Pironti lascia Taranto.Dopo due anni e mezzo a capo dell'ufficio governativo provinciale, andra' a roma a ricoprire l'incarico di presidente della commissione nazionale per il riconoscimento dei rifugiati politici. Un incarico di prestigio e quanto mai attuale. Prima di lasciare la provincia ionica, ha incontrato i giornalisti per un tracciare un consutivo alla fine del mandato."Quando arrivai a taranto, due anni e mezzo fa -ha detto il prefetto- trovai una citta' in ginocchio. C'era una depressione diffusa, generale, anche tra le istituzioni, a causa soprattutto del dissesto finanziario del comune. In questi periodo ho riscontrato un certo miglioramento, anche grazie all'intervento concreto dello stato nel risanamento economico.” “lascio una situazione migliore di quella che ho trovato -ha concluso pironti- ma certo non ottimale. Non c'e' allarme sociale per l'ordine pubblico, ma ci sono segnali preoccupanti. Va meglio sul fronte dell'ambiente, dove molto e' stato fatto, cosi' come nel settore occupazionale. Abbiamo tamponato situazioni che rischiavano di degenerare". (Telenorba)

sabato 29 agosto 2009

Poco "eco" e molta grana per i soliti noti...

Controlli a Ecolevante appello al prefetto
Tra Grottaglie e San Marzano sorge il sito gestito dalla Ecolevante che smaltisce rifiuti speciali provenienti da tutta Italia
Molti cittadini hanno accusato malesseri derivanti dai cattivi odori provenienti dalla zona dove sorge la discarica Il sindaco Borsci: «Ancora troppi disagi per i cittadini»
MIMMO MAZZA, La Gazzetta di Taranto, p.VI

• Cattivi odori dalla discarica, parte un appello all’Arpa, al prefetto, alla Regione, alla Asl e agli enti locali. A farlo è il sindaco di San Marzano Giuseppe Borsci. «Da diverse settimane giungono segnalazioni all'Amministrazione Comunale di San Marzano - scrive Borsci - riguardanti i cattivi odori provenienti dalla discarica ubicata in contrada La Torre-Caprarica, nell'agro del Comune di Grottaglie, gestita dalla società Ecolevante Spa. Detto impianto insiste a poche centinaia di metri dal territorio del Comune di San Marzano e, in particolare, dal Santuario Madonna delle Grazie, luogo di culto e di pellegrinaggio per migliaia di fedeli, oltre che di ritrovo per i cittadini di San Marzano e per i forestieri. Le segnalazioni di sono moltiplicate negli ultimi giorni e diversi amministratori comunali hanno in effetti potuto constatare direttamente che la zona del Santuario, distante poche centinaia di metri dalla discarica, è spesso invivibile proprio a causa della presenza di cattivi e fastidiosi odori». Borsci ricorda che «l’amministrazione comunale di San Marzano ha sempre ed in tutte le sedi dichiarato la sua contrarietà all'entrata in esercizio della discarica, tanto da risultare parte civile nel processo che dal prossimo 5 ottobre vedrà comparire come imputati dinanzi al Tribunale il rappresentante legale della Ecolevante Spa ed un dirigente della Provincia di Taranto, imputati per abuso d'ufficio riguardo l'iter seguito per la concessione delle autorizzazioni alla costruzione della discarica e alla sua entrata in esercizio. Se su questa vicenda sarà la magistratura penale, in cui l'Amministrazione Comunale ripone la massima fiducia, ad accertare eventuali responsabilità, i cittadini di San Marzano - scrive Borsci - a partire dagli amministratori che in virtù di un mandato democraticamente ricevuto li rappresentano, intendono conoscere l'origine dei cattivi odori che contrassegnano questa estate, i possibili e necessari rimedi, e conoscere soprattutto le attività di monitoraggio sull'impianto in questione che gli enti preposti stanno compiendo ed intendono effettuare per evitare danni all'ambiente e alla salute dei cittadini».

mercoledì 3 dicembre 2008

Il Presidio Permanente NO Discariche scrive al prefetto! Oggi sit-in


Oggi, 03 Dicembre a Taranto si riunisce la Conferenza dei Servizi che discute di autorizzare a San Marzano di S. G. una piattoforma gestita dalla Universal Service, che, una volta in esercizio, accoglierà 200 tonnellate di rifiuti speciali al giorno.
Ciò che si vuole far passare come una struttura funzionale alla raccolta differenziata non è altro che l'ennesimo attacco alla nostra terra frutto delle scelte politiche che negli ultimi 20 anni hanno provocato il proliferare di discariche ed inceneritori, con ciò peggiorando il già gravissimo inquinamento prodotto dall'ILVA e dagli altri ecomostri della provincia di Taranto.
Sabato scorso si è tenuta a Taranto una grandissima manifestazione che ha portato in piazza più di 15.000 persone.
Questa è la strada da seguire!
Continuare a scendere in piazza, ad autorganizzarsi e lottare per riprenderci la nostra terra.
Mercoledì, alle 10.30, tutti davanti all'assessorato provinciale all'ambiente per gridare il nostro NO alle discariche, alle piattaforme, agli inceneritori. (Puglialive)

LETTERA AL PREFETTO

Eccellenza, questa lettera accompagna le 3 mila firme di cittadini sanmmarzanesi, preoccupati per il proprio futuro, preoccupati per la nascita di un nuovo ecomostro. Si tratta della piattaforma della Universal Service, progettata per accogliere 200 tonnellate di rifiuti speciali e gestita da un personaggio dal passato a dir poco equivoco. Essa rappresenta l'ennesimo attacco contro la nostra terra già distrutta da discariche, inceneritori ed altri impianti altamente inquinanti. La nostra voce è rimasta inascoltata dai politici, prontissimi invece ad elargire facili autorizzazioni agli imprenditori privati della mondezza. Silenzi istituzionali, minacce ed intimidazioni di varia natura non ci hanno però fermati nè scoraggiati. Oltre alle nostre manifestazioni ed ai nostri precedenti comunicati, anche questa petizione rappresenta in maniera inequivocabile la volontà di una Comunità impegnata nella difesa della sua salute e del futuro dei propri figli. Distinti saluti, 3000 cittadini di San Marzano di San Giuseppe