lunedì 5 agosto 2013
«I rifiuti dell’Ilva finiscono nelle discariche locali»
Il comitato “Vigiliamo” di Grottaglie, ha lanciato l’allarme sulla possibilità che i rifiuti dell’Ilva possano essere smaltiti nelle tre discariche della provincia di Taranto e perciò invita all’unitaria mobilitazione dei «cittadini, comitati, mamme, medici e soprattutto pediatri, residenti nelle zone delle tre discariche per rifiuti speciali Ecolevante a Grottaglie, Vergine a Lizzano e Italcave tra Statte e Taranto, per la tutela dell’ambiente e della salute anche per le future generazioni».
Nel ricordare, al proposito, ai sindaci di tutti i comuni ionici «che siete responsabili della salute dei cittadini», il comitato rileva al proposito che «da quanto riportato in questi giorni dalla stampa sembra che le discariche dell’Ilva, piene tra l’altro di amianto, siano insufficienti sia per la continuazione delle attività dell’acciaieria che per le operazioni di bonifica». Ma rifacendosi al “Sole 24 Ore”, l’allarme potrebbe divenire anche una probabilità che quei terreni inquinati dello stabilimento siderurgico più grande d’Europa possano trovare degna sepoltura nelle discariche del tarantino.
Solo un allarme? Il sub commissario Edo Ronchi per la bonifica dell’Ilva, tra l’altro, ha sostenuto che, relativamente ai parchi minerali, ove sono stoccate materie prime, l’Ilva affiderà i lavori entro fine agosto subito dopo avere risolto il problema del deposito dei terreni, parecchio inquinati, che saranno smossi a seguito dei lavori stessi. «Dove saranno “depositati” questi terreni? Si tratta, come dice il sub commissario Edo Ronchi, di “terreni contaminati” – rileva il comitato Vigiliamo – e allora siamo sicuri che non siano destinati alle discariche per rifiuti speciali della provincia di Taranto, Ecolevante, Vergine e Italcave?».
Per gli ambientalisti di Grottaglie questo preoccupa per il pericolo «di inquinamento ambientale da metalli pesanti e con l’insufficienza dei controlli che Vigiliamo e gli altri comitati continuano a denunciare da un decennio. Con il grave disagio dei cattivi odori e con il pericolo che dissennati e criminali “giri bolla” pos - sano convogliare in queste discariche anche rifiuti pericolosi non inertizzati e selezionati, come dimostrano i diversi processi che si sono succeduti in questi anni ». Ma “Vigiliamo” direttamente ai primi cittadini chiede «cosa intendono fare i sindaci di Grottaglie, Alabrese, di San Marzano, Tarantino, di Statte, Miccoli, e di Lizzano, Macripò? Quali garanzie si stanno affrettando a chiedere? Quali controlli sull’aria, il terreno e le falde acquifere?». (GdM)
mercoledì 6 febbraio 2013
Parole, parole vuote e discariche piene
Provincia e Comune sapevano dell’arrivo dei rifiuti dalla Calabria e le associazioni ambientaliste attendono ancora di essere convocate
Provincia e Comune sapevano dell’arrivo dei rifiuti della Calabria nella discarica Ecolevante di Grottaglie. Perché ogni giorno, come per legge, arrivano alla Provincia, e ai Comuni rispettivi, i Mud integrali (Modello unico dichiarazione ambientale) con la descrizione della provenienza, della quantità, del tipo dei rifiuti stoccati nelle tre discariche per rifiuti speciali del tarantino.
Inoltre da giorni la stampa calabrese, consultabile on line, dice chiaramente che i rifiuti dell’emergenza Calabria sono destinati alla discarica Ecolevante di Grottaglie: 400 tonnellate al giorno, destinate presto a raddoppiare.
Mentre è solo di sabato 2 febbraio la notizia che l’assessore provinciale all’ambiente Mancarelli è sorpreso, farà rimostranza alla Regione e disporrà controlli sulla qualità dei rifiuti provenienti dalla Calabria.
Silenzio totale invece da parte dell’assessore comunale Lupo, tutto preso a organizzare e a dare ampia comunicazione della raccolta differenziata spinta, fino ad oggi quasi inesistente, e addirittura sospesa nelle pochissime zone dove era stata attuata in via sperimentale.
Che il traffico dei camion di rifiuti diretti alla discarica Ecolevante sia notevole e incessante, di giorno e di notte, è cosa evidente e non sono i rifiuti della Calabria che lo hanno intensificato.
Ma dov’è l’esito dei controlli specifici, promessi da mesi da Mancarelli per i rifiuti con codice 191212? Come mai la Provincia si allarma solo per i rifiuti che altre Regioni in emergenza inviano nelle discariche per rifiuti speciali del tarantino, e non rende costantemente conto della frequenza, del tipo e dell’esito dei controlli effettuati su tutti i rifiuti che arrivano, provenienti da ogni dove?
Cosa impedisce all’assessore Mancarelli di convocare le associazioni ambientaliste, come da mesi promesso e ribadito a mezzo stampa? Dimentica forse che nonostante il “sistema Campania” furono proprio gli ambientalisti a far fermare i camion diretti alla discarica di Massafra perché perdevano percolato?
E il sindaco Alabrese e l’assessore all’ambiente Lupo, come mai continuano a tacere? Perché non richiedono specifici controlli, non solo sui rifiuti provenienti dalla Calabria, ma anche su quelli con codice 191212 e con “codice a specchio” come da anni continua a sollecitare, inutilmente, il comitato Vigiliamo per la discarica?
La presenza nella provincia di Taranto di ben tre discariche per rifiuti speciali dovrebbe essere oggetto di monitoraggio continuo anche da parte della Provincia e dei Comuni, e di controlli specifici sui quali dare costantemente notizia; e non occasionale motivo di politica di immagine o, peggio, di generiche rassicurazioni del tipo “i rifiuti in arrivo non sono pericolosi” o “non ci saranno ulteriori ampliamenti”.
Gli assessori Mancarelli e Lupo devono immediatamente chiedere un incontro all’assessore Nicastro e al presidente Vendola, e richiedere le più ampie garanzie non solo per i rifiuti provenienti dalla Calabria, ma per tutti i rifiuti che arrivano nelle tre discariche joniche, e darne immediata informazione.
martedì 5 febbraio 2013
20 milioni di euro per l'immondizia campana a Taranto
L'export rifiuti costa 80 milioni
Tra le ditte incaricate da Sapna, la società provinciale, di trasportare l'immondizia lavorata negli impianti di tritovagliatura in altre regioni, c'è n'è una che è finita al centro di alcune inchieste relative alla gestione illecita dei rifiuti.Si chiama Ve.Ca Sud ed è nata dalla sinergia di due famiglie: Ventrone e Caturano. Attualmente è amministrata da Lorenzo Ventrone, condannato in primo grado a due anni dalla Procura di Milano per gestione illecita di rifiuti (sentenza confermata in Appello e parzialmente modificata in Cassazione). È inoltre indagato nell'inchiesta della procura di Firenze relativa al presunto smaltimento illecito di materiali dei cantieri dell'Alta Velocità. Indagini, queste ultime, in merito alle quali dice: «Ho già chiesto di essere ascoltato dalla Procura toscana».
LE DITTE - Ve.Ca Sud, sede a Maddaloni, fa parte del consorzio Cite, con Ecoservice, Europetroli, Parente Trasporti, Vernieri Ilario. Il consorzio ha in subappalto da Sogliano Ambiente Spa, contrattualizzata da Sapna, il trasporto dei rifiuti dagli stir di Giugliano e Tufino alla discarica in provincia di Forlì. Importo: 2.279.600 euro. Cite ha anche ha in appalto per 5.005.000 euro il trasferimento dell'ìmmondizia lavorata negli stir della provincia di Napoli alle discariche di Italcave, in provincia di Taranto, e Gedit di Montichiari, in provincia di Brescia. Sempre per la provincia, il consorzio di cui è parte Ve.Ca Sud si occupa del trasporto della frazione secca in vari termovalorizzatori italiani ed in altri impianti: Acerra in prevalenza, poi Trieste ed altrove. Quest'ultimo appalto vale 38.748.674 euro. Non è solo il Cite, peraltro, che trasporta i rifiuti campani su e giù per l'Italia. Un altro contratto, per poco meno di 15 milioni di euro, è stato infatti sottoscritto da Sapna con l'associazione temporanea tra le imprese Cisa Spa e Vergine Spa.
I REFERENTI - Cisa fa capo ad Antonio Albanese, che in Puglia è il referente del gruppo Marcegaglia. Cisa e Vergine hanno subappaltato alla toscana Eurologistica Spa ed alla tarantina Castiglia Srl. I rifiuti sono trasportati in due impianti: quello gestito da Cisa e quello condotto da Vergine. Entrambi in provincia di Taranto. Cosmer Spa, dei fratelli Luigi, Salvatore, Giorgio e Palma Di Francia, in associazione temporanea con Bleu Srl (sede a Lanciano, in provincia di Chieti) si è aggiudicata da Sapna l'appalto da 2.085.000 euro per trasferire i rifiuti dagli stir allo stabilimento gestito dalla stessa Cosmer in provincia di Caserta. Le discariche Ecolevante, in provincia di Taranto, ed Aral, nei pressi di Alessandria, ricevono i rifiuti che trasportano 4 imprese, in raggruppamento temporaneo: Linea Ambiente Srl, Bps Srl, Ressia Giampietro & Co, Ecologistica Servizi Srl. Appalto da 8.425.000 euro. Viaggiano fino alla provincia di Bergamo, invece, i materiali che Rea Dalmine Spa e Germani Spa prelevano negli stir di Giugliano e Tufino. Appalto di Sapna da 5.616.000 euro.
I SIGNORI DEI RIFIUTI - Questi sono dunque i signori dei rifiuti, coloro i quali guadagnano dal trasporto dell'immondizia campana fuori regione. I viaggi sono oggetto di attenzione da parte della Commissione regionale per le bonifiche e le ecomafie, presieduta da Antonio Amato. Proprio quest'ultima, infatti, un paio di mesi fa aveva chiesto ad Enrico Angelone, il presidente di Sapna, la lista delle imprese. A fine gennaio l'elenco è stato inviato al consiglio regionale, corredato da una lettera dello stesso Angelone. «Tengo a precisare», scrive, «che tutte queste società sono state individuate da Sapna perché aggiudicatarie di gara europea e che per le stesse è stata già avanzata richiesta di rilascio della certificazione antimafia».
Fabrizio Geremicca CdM
domenica 3 febbraio 2013
Bla bla bla
«Rifiuti calabresi? Mando la polizia»
Alla fine è arrivata pure la spazzatura calabrese. La solfa, dopo l’emergenza del Salento e quella della Campania, è sempre la stessa e, in fondo, riecheggia le parole di brechtiana memoria: e dunque ci sarà pure… una discarica in provincia di Taranto! Insomma, se tutte le strade dei rifiuti portano dalle nostre parti un motivo ci sarà.A sospettarlo, stavolta con qualche preoccupazione, è Giampiero Mancarelli, assessore provinciale all’Ambiente che si ritrova tra i piedi, per giunta a sua insaputa, l’emergenza calabrese. Tutto è cominciato dopo il sequestro della discarica di Melicuccà, pochi giorni fa: «Fino a cessate esigenze – le parole del commissario delegato Vincenzo Speranza – dagli impianti di Crotone e Rossano, dopo tutta una serie di accertamenti ed analisi effettuati sui rifiuti e previo accordo con la società «Makab Group», leader nel settore a livello nazionale, oltre 400 tonnellate di scarti qualificati sono conferiti in Puglia, dopo aver superato controlli molto esigenti ed accurati da parte dell’Agenzia ambientale della stessa Regione».
Le 400 tonnellate di “scarti qualificati” poi diverranno 800 e il trasferimento dovrebbe durare sino a quando sarà ultimato l’ampliamento della discarica di Pianopoli. Niente viaggi nel fine settimana, ma da domani i tir riprenderanno a fare la spola tra la Calabria e Grottaglie. E Mancarelli assicura che ad accoglierli ci saranno «polizia provinciale, Arpa Puglia e Noe». «Non possiamo impedire – rimarca – che i rifiuti tritovagliati, che tecnicamente e soprattutto per i Tar sono “speciali”, arrivino nella discarica Ecolevante, ma certo possiamo attivare controlli rigidi per evitare che accada ciò che abbiamo verificato per l’emergenza Campania: nel tritovagliato arrivava di tutto, persino le lavatrici».
Insomma, non è per mancanza di fiducia, ma l’assessore preferisce affidarsi a ciò che dice «la nostra Arpa», piuttosto che prendere acriticamente per buone le verifiche dell’omologa calabrese. Arpa e buoi dei paesi tuoi.
Poi c’è anche un’altra questione, diciamo così di cortesia istituzionale. «Un mese fa – ricorda Mancarelli – quando era circolata la voce del possibile arrivo, avevo chiesto la collaborazione di Ecolevante per sapere in anticipo degli invii: cosa che non è avvenuta». Ma la cosa ancora più grave è che «il commissario all’emergenza della Calabria non ha ritenuto di informare la Provincia». Il disappunto di Mancarelli è evidente: «Su queste cose non si può scherzare – sottolinea – perchè è necessario tranquillizzare le popolazioni e perciò ho subito attivato controlli che garantiscano la sicurezza dei conferimenti. A stretto giro sentirò il commissario delegato e convocherò Ecolevante».
A scanso d’equivoci e per chiarire ruoli e competenze, l’assessore ha scelto comunque di prendere di petto la questione: «Lunedì piazzo la mia Polizia provinciale davanti alla discarica». Praticamente un comitato di benvenuto… (Corgiorno)
venerdì 6 gennaio 2012
Un altro affare rifiuti: a noi monnezza, agli altri i soldi
"l quotidiano La Provincia nella rassegna del 18 gennaio 2011, titola “Lgh è sbarcata in Puglia per il business dei rifiuti” e riporta le giustificazioni espresse dal sindaco di Cremona per dimostrare, soprattutto alla Lega contraria all’investimento in Puglia, che “acquisire quella discarica è un’opportunità” poiché “ si tratta di un progetto positivo dal punto di vista economico e della redditività …” , “una quota di controllo della società Ecolevante, proprietaria di una vasta area in Puglia nel comune di Grottaglie … è una importante operazione … per ricercare quegli effetti di ricerca di risorse generate da attività che rientrano nel suo core business, seppure gestite fuori dai territori tradizionali” soprattutto perché “… il piano industriale di Lgh per il prossimo triennio prevede la realizzazione di importanti interventi sul nostro territorio …” Territorio che corrisponde all’area lombarda comprendente i Comuni ai quali fanno capo le municipalizzate. Praticamente è come dire “i rifiuti andranno al Sud e i proventi saranno investiti al Nord”.
il giornale on line di Cremona, Cives, del 13 ottobre 2011. Il quale titola:
“Il Comune imprenditore nel trend del mercato” ; quindi critica la“disinvoltura con cui i comuni, attraverso le loro partecipate, sono disposti a sobbarcarsi il rischio d’impresa. Disinvoltura cui Cives ha dedicato molta attenzione, denunciando l’eccessiva proliferazione di società nate dalle vecchie municipalizzate; l’uso spesso politico delle medesime; le carenze nel controllo democratico e nella selezione degli amministratori; la degenerazione cui conduce la ricerca del business” . E inoltre aggiunge: “Nel caso della discarica di Grottaglie l’investimento di 41 milioni di euro … non va rapportato solo con l’utile previsto, ma … anche con le reazioni del territorio “colonizzato” (in merito basta leggere i siti pugliesi)”.
http://www.
sabato 24 settembre 2011
Rifiuti e controlli: andranno mai d'accordo?
Non c’è da stare tranquilli
Comunicato stampa del comitato Vigiliamo per la discarica
E’ a dir poco sconcertante che l’assessore all’ambiente di Grottaglie, ing. Giammarco Lupo, con grandissima tempestività e contemporaneamente all’allarme dato da autorevoli personalità istituzionali, si sia affrettato a tranquillizzare circa i rifiuti che arrivano alla discarica gestita da Ecolevante spa.
Sconcertante perché queste dichiarazioni tranquillizzatrici arrivano in contemporanea all’allarme sollevato dall’assessore regionale Nicastro e dal presidente della provincia Florido, per gravi irregolarità che riguardano sia i rifiuti provenienti dalla Campania che da altre zone, dopo che l’Arpa, sollecitata dalla Regione, ha effettuato controlli a campione il 12 e il 14 settembre us. nella discarica di Statte.
Sconcertante perché tali rassicurazioni dell’assessore all’ambiente di Grottaglie, ingegnere ambientale, arrivano mentre da mesi si è attivata la Direzione distrettuale antimafia di Lecce che starebbe indagando - le notizie sono di questi ultimi giorni - su un presunto traffico illecito di rifiuti trasportati su camion dalla Campania alla Puglia. Indagini che sarebbero partite già da dicembre scorso quando alcuni cittadini che presidiavano la discarica Italcave di Statte allertarono le autorità preposte circa la presenza di macchie di percolato sull’asfalto della strada che porta proprio alla discarica.
E veniamo alle cause dell’allarme.
L’assessore all’ambiente Nicastro ha annunciato di aver “diffidato tutti, dagli organi campani ai gestori delle discariche pugliesi, dal ricevere senza le omologhe necessarie i rifiuti provenienti dalla Campania con codice 19.12.12”.
Per intenderci, i rifiuti col codice 19.12.12 sono proprio quei rifiuti per cui, come narrato da Roberto Saviano nel libro “Gomorra”, e in particolare per l’operazione “Eldorado” citata in quel libro, la discarica di Grottaglie è risultata essere una delle discariche destinatarie dello smaltimento di questi rifiuti, così come già documentato dalle sentenze del Tribunale di Milano del 2006 e del 2008. E tutto ciò a prescindere dalla circostanza che non sono state ravvisate responsabilità da parte del gestore della discarica. Per dare un’idea della quantità, solo nel 2008 e 2009 di rifiuti col codice 191212 nella discarica Ecolevante ne sono state smaltite 94.207,330 (novantaquattromiladuecentosette/330) tonnellate!
Ora, è da oltre un anno che Vigiliamo ha interpellato Regione e Provincia, che non hanno dato alcuna risposta, e l’Arpa, per conoscere quali disposizioni sono state date dalla Regione Puglia e dalla Provincia di Taranto, affinché gli organi preposti, in special modo l’ARPA/TA e la Polizia provinciale di Taranto, effettuassero puntuali controlli sui rifiuti e sulla documentazione relativa alle analisi e alle certificazioni che devono accompagnare i rifiuti col codice 191212 e i rifiuti con “codice a specchio”.
Ma il comitato Vigiliamo per la discarica ha dovuto prendere atto che presso l’ARPA/TA non c’è alcuna documentazione relativa a controlli specifici attuati da essa su questo tipo di rifiuti. Infatti l’Arpa non ha poteri di controllo continuativo, ma agisce solo su input e su speciali sollecitazioni della Regione, come nel caso della discarica di Statte.
Poi, quando nel luglio scorso ha rivolto al neo assessore all’ambiente G.Lupo gli stessi interrogativi ha avuto come risposta la tranquillizzante nota informativa trasmessa da Ecolevante.
Invece è proprio questo il momento opportuno perché l’assessore all’ambiente G.Lupo e il sindaco di Grottaglie sollecitino le preposte Autorità regionali e provinciali a dare disposizioni all’Arpa perché effettui su tutte le discariche del tarantino, e quindi anche sulla discarica gestita da Ecolevante, controlli a campione sui rifiuti in arrivo recanti il codice 191212, proprio come è stato fatto per i rifiuti in arrivo nella discarica di Statte.
Infatti non basta che Nicastro abbia annunciato di aver “diffidato tutti, dagli organi campani ai gestori delle discariche pugliesi, dal ricevere senza le omologhe necessarie i rifiuti provenienti dalla Campania con codice 19.12.12”.
Occorre che l’Arpa, su disposizione di Regione e Provincia, effettui controlli adeguati non solo sulle “omologhe” che accompagnano i rifiuti con codice 191212 ma anche sugli stessi rifiuti, e non solo sui rifiuti provenienti dalla Campania, ma su tutti i rifiuti in arrivo recanti il medesimo codice. Infatti, stando alle stesse dichiarazioni di Nicastro riportate dalla stampa, “dall’inizio dell’anno … sono stati 22 i carichi rigettati, ma provenienti da tutta Italia”.
martedì 19 luglio 2011
comunicato stampa (19 luglio 2011)
All’incontro con il Sindaco e con l’Assessore all’ambiente, richiesto dal comitato Vigiliamo per la discarica, hanno preso parte la coordinatrice del comitato, prof.ssa Etta Ragusa e l’avv. Antonio Lupo. Argomento dell’incontro sono stati i rifiuti 191212, così classificati dal codice CER (Catalogo europeo dei rifiuti), e i rifiuti con il “codice a specchio”.
Dai rappresentanti del comitato sono state evidenziate le ragioni della particolare attenzione di Vigiliamo per lo smaltimento dei rifiuti col codice 19.12.12, e cioè di quei rifiuti prodotti dal trattamento e/o dalla selezione meccanica di altri rifiuti che non dovrebbero contenere sostanze pericolose. Attenzione che già da qualche anno si è concretizzata in sollecitazioni sia all’Arpa di Taranto che al presidente della regione N. Vendola.
Infatti, è stato fatto presente al Sindaco e all’assessore all’ambiente, i rifiuti col codice 19.12.12 sono proprio quei rifiuti per cui, come narrato da Roberto Saviano nel libro “Gomorra”, e in particolare per l’operazione “Eldorado” citata in quel libro, la discarica di Grottaglie è risultata essere una delle discariche destinatarie dello smaltimento di questi rifiuti, così come già documentato dalle due sentenze del Tribunale di Milano del 2006 e del 2008 che chiudevano un’inchiesta avviata alla fine del 2003.
Pertanto, è stato spiegato al Sindaco e all’assessore, il comitato Vigiliamo per la discarica ha deciso di mantenere alta la guardia su questi rifiuti classificati col codice 19.12.12, dal momento che in questi anni l’Amministrazione comunale di Grottaglie, mantenendo un forte silenzio su questa grave vicenda, non si è minimamente adoperata per costituirsi parte civile nei processi fatti a Milano a seguito dell’inchiesta “Eldorado”, che ha individuato nella discarica di Grottaglie uno dei terminali del traffico illecito di rifiuti e specialmente di rifiuti recanti il codice 191212.
E tutto ciò a prescindere dalla circostanza che non sono state ravvisate responsabilità da parte del gestore della discarica, che è risultato essere inconsapevole della illecita provenienza dei rifiuti classificati col codice 19.12.12 smaltiti nella discarica di Grottaglie. E’ infatti evidente che, se una cittadina e un territorio come il nostro sono stati comunque toccati dalla presenza di interessi a dir poco inquietanti, era necessario che l’amministrazione comunale si costituisse parte civile.
Da qui la necessità, evidenziata al Sindaco e all’assessore all’ambiente da parte dei rappresentati del comitato Vigiliamo per la discarica, di fare la massima chiarezza su questi rifiuti classificati col codice 19.12.12 e di pretendere maggiori ragguagli e puntualizzazioni sulla provenienza sia delle novantaquattromila tonnellate smaltite negli anni 2008 e 2009, sia delle altre decine di migliaia di tonnellate smaltite con ogni probabilità nel 2010 e 2011.
E’ infatti ovvio che per il comitato non è sufficiente l’informazione fornita dalla Ecolevante all’Amministrazione comunale, secondo cui questi rifiuti sarebbero rifiuti speciali e non rifiuti urbani. E che è necessario che si faccia chiarezza sia sulla provenienza di questi rifiuti, che sulle analisi e certificazioni che ne hanno accompagnato il conferimento in discarica.
Contemporaneamente, il comitato ha sottolineato l’esigenza di fare ulteriori approfondimenti sui rifiuti con il “codice a specchio”, la cui pericolosità presunta può essere esclusa solo se il loro conferimento in discarica è accompagnato da analisi e certificazioni che escludano la presenza di sostanze pericolose in quantità tali da consentirne lo smaltimento in discariche per rifiuti non pericolosi.
Alle richieste avanzate dai rappresentanti di Vigiliamo, il Sindaco avv. Alabrese e l’assessore all’ambiente ing. G. Lupo hanno assicurato il loro interessamento e la disponibilità ad approfondire l’argomento anche alla luce della documentazione presente in Comune e di quanto previsto dalla convenzione che l’Amministrazione di Grottaglie ha stipulato con il Politecnico di Bari.
venerdì 8 luglio 2011
Ecolevante. Rifiuti e rifiuto comunale
6 luglio 2011
A seguito della richiesta inoltrata a Ecolevante dall’Assessore all’ambiente circa i rifiuti con codice 191212, Vigiliamo diffondere il seguente comunicato contenente due ulteriori richieste, sul medesimo argomento, già inviate ai presidenti Vendola e Florido nel febbraio scorso (*) e, a tutt’oggi, rimaste senza risposta.
Prendiamo atto, con soddisfazione, che sul piano tecnico c’è finalmente nella Giunta almeno una rappresentanza adeguata nell’assessorato all’ambiente.
E, proprio perché ci sembra che il neoassessore all’ambiente sia ben orientato nel tentativo di dare risposte adeguate alle istanze di chi si occupa da anni delle questioni ambientali che riguardano il nostro territorio, vogliamo ulteriormente rafforzare questo suo orientamento.
Perciò sollecitiamo l’Assessore all’ambiente a chiedere ad Ecolevante non solo la copia di tutte le analisi e delle certificazioni attestanti l’assenza di sostanze pericolose nei rifiuti urbani classificati 19.12.12, ma anche la copia delle analisi e delle certificazioni di tutti i rifiuti col codice “a specchio” ricevuti in discarica.
E’ infatti sicuramente noto al neoassessore all’ambiente che, per escludere la pericolosità dei rifiuti urbani prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti e quindi per escludere la loro classificazione col codice 19.12.11 (e cioè: altri rifiuti, compresi materiali misti, prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose), è necessario che il conferimento in discarica per rifiuti non pericolosi sia accompagnato da tutte le analisi e certificazioni che escludano la presenza di sostanze pericolose in quantità tali da consentirne la classificazione col diverso codice 19.12.12.
Inoltre, proprio per la disponibilità mostrata del neoassessore all’ambiente, lo invitiamo a chiedere alla Ecolevante di far avere al Comune di Grottaglie, anche la copia delle analisi e delle certificazioni di tutti quei rifiuti col codice “a specchio” che, come sicuramente noto all’assessore all’ambiente, possono essere smaltiti in discariche per rifiuti non pericolosi solo se il loro conferimento sia accompagnato dalle analisi e certificazioni necessarie ad escludere la presenza di sostanze pericolose in quantità tali da determinarne la loro classificazione come rifiuti non pericolosi e non come rifiuti pericolosi.
*** *** ***
(*) quanto richiesto ai presidenti Vendola e Florido si può leggere cliccando qui
sabato 8 gennaio 2011
Giudici credibili?
In occasione delle decisioni del Tribunale che respigono le richieste di danno che provengono dalle associazioni, pubblichiamo e sottoscriviamo il seguente comunicato stampa di Vigiliamo per la Discarica:
Due processi. Entrambi dinanzi allo stesso Tribunale di Taranto.
I processi sono: quello contro il presidente e un funzionario dello stabilimento dell’ILVA s.p.a., conclusosi con sentenza n. 408 del 20.4.2007; e quello contro il legale rappresentante della Ecolevante s.p.a. e l’ex dirigente del settore ecologia e ambiente della Provincia di Taranto, tuttora in corso.
Nel processo “contro l’Ilva”, le eccezioni di inammissibilità delle costituzioni di parte civile della sezione tarantina della UIL e di Legambiente, sollevate dalle difese degli imputati, sono respinte dal Tribunale. Tali eccezioni delle difese degli imputati sono fondate, tra l’altro, anche sulle nuove disposizioni del decreto legislativo n. 152/2006 (il cosiddetto “codice dell’ambiente”), che attribuiscono al Ministero dell’ambiente la titolarità esclusiva dell’azione per il risarcimento dei danni ambientali.
Ma il Tribunale di Taranto, nel respingere le eccezioni di inammissibilità delle costituzioni di parte civile della UIL/TA e di Legambiente/Puglia, ha cura di motivare che, ai sensi dell’art. 303 lett. f) del codice dell’ambiente, “la parte sesta del presente decreto [cioè quella che attribuisce solo al Ministero per l’ambiente il diritto di agire in giudizio ndr] … non si applica al danno causato da un’emissione, un evento o un incidente verificatisi prima della data [29 aprile 2006 ndr] di entrata in vigore della parte sesta del presente decreto”.
Nel processo “contro l’Ecolevante”, invece, il Tribunale di Taranto dichiara inammissibili le numerosissime costituzioni di parte civile intervenute. E ciò viene motivato dando per scontato che la titolarità dell’azione per il risarcimento dei danni ambientali spetta al Ministero dell’ambiente, ma senza che il Tribunale abbia cura di valutare se il caso alla sua attenzione non sia invece compreso tra quegli “eventi o incidenti verificatisi prima dell’entrata in vigore della parte sesta del presente decreto”, in relazione ai quali, come sopra detto, non valgono le nuove norme che attribuiscono al Ministero dell’ambiente la titolarità esclusiva per l’azione di risarcimento dei danni ambientali.
Ma che i danni ambientali di cui al processo “contro Ecolevante” siano stati “causati” da “eventi” verificatisi prima del 29 aprile 2006, data di entrata in vigore della parte sesta del cosiddetto “codice dell’ambiente”, non può esserci alcun dubbio. Infatti, l’”evento” fondamentale contestato nei capi di imputazione di questo processo, causativo del danno ambientale, è proprio la determinazione n. 173 del 5 novembre 2005 (!) del dirigente pro tempore del settore ecologia e ambiente della Provincia di Taranto, con cui si approva il progetto e si autorizza all’esercizio la discarica Ecolevante (cosiddetto terzo lotto), i cui lavori, peraltro, cominciarono pochi giorni dopo.
Vigiliamo per la discarica, 8 gennaio 2011
martedì 4 gennaio 2011
CONTRO I RIFIUTI DI STATO!
Presidio ad Italcave riuscito: i Tir rotti e puzzolenti bloccati per 5 ore e trasferimento del tavolo tecnico da Bari alla provincia di Taranto ottenuto. Alcuni rappresentanti del movimento hanno partecipato al tavolo, nonostante i tentativi di tenerli fuori!
INSIEME SIAMO PIU' FORTI! INFORMAZIONE E PARTECIPAZIONE!
sabato 11 dicembre 2010
Ripartiamo da Lizzano!

Comunicato stampa PER LA NOSTRA TERRA
Insieme per salvare il territorio!
Il 12 dicembre alle ore 16, in piazza IV novembre a Lizzano, ci sarà il primo grande raduno cittadino per la tutela della nostra terra ormai inquinata dallo sfruttamento che subisce da oltre 30 anni a causa della presenza di discariche e inceneritori. La manifestazione è organizzata da 16 associazioni joniche a cui si stanno aggiungendo in questi giorni altri comitati ambientalisti della provincia di Taranto. Il raduno sarà preceduto da un’assemblea regionale che si terrà alle 15 nel Tensostatico in piazza Unicef a Lizzano, a cui parteciperanno tutti i gruppi.
Il corteo percorrerà le seguenti strade: piazza IV novembre, corso Vittorio Emanuele, via Garibaldi, via Mascagni, via XXIV maggio, viale Gramsci, via Piave, piazzale convento San Pasquale. Durante e al termine del corteo sono previsti interventi delle associazioni e dei cittadini.
Siamo contro…
- l’attuale gestione italiana dei rifiuti che prevede, per la chiusura del suo ciclo, l’utilizzo delle discariche e degli inceneritori.
- tutti i rifiuti, non solo quelli campani,
- l’attuale politica di continue emergenze per cui pagano sempre e solo i cittadini,
- l’attuale governo Berlusconi che chiese le dimissioni del governo Prodi nel 2008 per l’incapacità a risolvere l’emergenza campana. Oggi, per analogia e coerenza, dovrebbe dimettersi così come tutti i parlamentari pugliesi che non propongono azioni concrete per la tutela dei territori e della popolazioni che soffrono la vicinanza delle discariche,
- i governi locali, che dimostrandosi solidali ad una politica nazionale errata, ne stanno diventando complici,
- tutti i governi, le istituzioni e gli enti pubblici che non adottano misure di massima tutela della salute.
Perché a Lizzano?
- Perché a meno di 2 km da Lizzano, Fragagnano, Monteparano, Roccaforzata, Faggiano, opera una delle più grandi discariche di rifiuti speciali di tutta Europa,
- Perché nella Provincia di Taranto esistono oltre 50 discariche, di cui la Vergine, la Italcave e la Ecolevante sono tra le più grandi e pericolose di Europa, oltre all’inceneritore tra Taranto e Massafra
- Perché, grazie a continui ricorsi, la discarica opera con deroghe ed autorizzazioni provvisorie, non ottemperando alle necessari impianti tecnici (adeguata impermeabilizzazione nei confronti della falda acquifera e captazione del nocivo e fastidioso gas che si libera in aria)
- Perché adiacente alla attuale discarica Vergine è presente un altro sito nel quale, per quasi 40 anni, è stato scaricato di tutto senza alcun controllo, e nessun Ente Pubblico al momento dichiara la salubrità della stessa,
- Perché prima dell’apertura della discarica Vergine come rifiuti speciali (2003), secondo alcune testimonianze, molti camion provenienti dalle regioni del nord tra cui la Toscana, già conferivano rifiuti industriali in maniera incontrollata,
- Perché a Lizzano vi sono casi di malattie legate all’inquinamento come asma, neoplasie, tiroidismo, leucemia ecc… I più colpiti sono i bambini e gli anziani
- Perché Lizzano, terra dell’uva e del vino, degli ulivi, dell’agricoltura per la “dieta mediterranea”, del turismo… si ritrova con un territorio maleodorante e minacciato dalla vicina discarica,
- Perché Taranto e la sua Provincia pagano già con la salute le conseguenze dell’inquinamento delle grandi industrie (raffineria, siderurgico, cementificio)
- Perché nel Salento sono già presenti attività altamente inquinanti (come la centrale a Carbone di Brindisi)
Chiediamo:
- La chiusura delle discariche e degli inceneritori,
- Di effettuare controlli sulla salute delle popolazioni limitrofe, sulle falde, sulle acque superficiali, carotaggi sulle discariche aperte e anche su quelle chiuse.
- La bonifica delle vecchie discariche incontrollate e la messa in sicurezza di quelle esaurite e chiuse,
- L’introduzione di un nuovo modello di gestione dei rifiuti che si orienti verso la strategia dei RIFIUTI ZERO
- L’avvio di impianti di riciclaggio. Lo stimolo alla promozione di tecnologie alternative all'inceneritore, quindi impianti di recupero e riuso di materiali primi secondi (rifiuti differenziati) inoltrando un percorso che porterà ad alimentare un nuovo modo di “guardare” ai rifiuti.
Con l’auspicio di porre fine alle emergenze… le nostre!
sabato 4 dicembre 2010
NO AI RIFIUTI DI STATO A TARANTO!

martedì 25 maggio 2010
Ecolevante: i cittadini chiedono trasparenza

Per la data del 30.05.2010 presso il Castello Episcopio di Grottaglie, l’associazione “Sud in Movimento” ha organizzato un incontro dibattito il cui tema sarà “Discarica: arriva il 4°lotto?”.
L’evento rientra nel calendario di eventi denominato “ Percorsi informativi”, lo scopo è quello di dibattere ed affrontare con la comunità le problematiche del territorio, coinvolgendo direttamente i cittadini, rendendoli protagonisti, ciò al fine di scardinare quel meccanismo che li rende sudditi.
Con la presente, Vi invitiamo formalmente a partecipare al suddetto incontro, preavvisandoVi che Vi rivolgeremo delle domande precise relativamente alle vicende politico-amministrative che hanno riguardato la nascita e la gestione delle due discariche già in essere e sull’eventuale rilascio di nuove autorizzazioni per la realizzazione del 4° lotto o di ulteriori ampliamenti.
Ci pare opportuno precisare che la posizione politica assunta dall’amministrazione comunale, relativamente alla vicenda discarica Ecolevante, è oggetto di forte ed irreversibile disapprovazione da parte Ns., tuttavia riteniamo opportuno aprire un dibattito cittadino su quanto accaduto e sulle determinazioni che l’amministrazione intenderà adottare in ordine alle future richieste da parte della Ecolevante S.p.a o altra azienda interessata a tale attività.
È nostra intenzione chiederVi:
1. Dei chiarimenti sulle modalità con le quali l’amministrazione calcola l’ammontare delle royalty che la Ecolevante è obbligata a versare ?
2. Quali sono gli elementi di verifica utilizzati per accertare il corretto ammontare delle royalty ed anche quali sono gli strumenti utilizzati per recuperare le somme non versate o le differenze non versate?
3. Come mai nessuna azione di verifica è stata sinora posta in essere e nessuna azione giudiziale è stata intrapresa per recuperare le somme sinora non versate?
4. La disponibilità a domandare all’ARPA Puglia di effettuare dei carotaggi nei primi due lotti di discarica ed anche nel cosiddetto 3° lotto, l’analisi del percolato, l’analisi dell’acqua di falda a monte e a valle delle discariche, l’analisi dell’acqua corrente all’interno della condotta cantagallo ubicata sotto il III° lotto di discarica;
5. Se è Vs. intenzione autorizzare una nuova discarica o un ulteriore ampliamento, in caso di risposta negativa, la possibilità di far approvare dal Consiglio Comunale un atto di indirizzo con il quale si dichiari la indisponibilità del territorio ad ospitare altre discariche.
6. Le motivazioni per le quali l’amministrazione non si è costituita parte civile nel processo penale contro la Ecolevante ed il dirigente della provincia di Taranto, ed essendocene i termini se ritiene di farlo.
La presenza all’evento presuppone la Vs. disponibilità a rispondere alle suddette domande ed a quelle ulteriori che i cittadini intenderanno porre, in caso di assenza o diniego dell’invito, saremo liberi di interpretare le risposte alle suddette domande.
Riteniamo dunque opportuna la Vs. partecipazione al fine di aprire un dibattito democratico con la cittadinanza, precisando che non intendiamo retrocedere rispetto alle nostre posizioni che sono e resteranno in conflitto con l’esistenza della discarica sul Ns. territorio.
Ci pare opportuno informarVi che abbiamo provveduto ad invitare il signor Giuseppe Settanni al quale mediante l’invito abbiamo anticipato le domande che gli saranno rivolte.
Infine, rendiamo noto che la presente missiva sarà oggetto di divulgazione così come le successive comunicazioni che dovessero intercorrere.
In attesa di riscontro, distinti saluti
Grottaglie, li 11.05.2010, Il Presidente Avv. Ciro D’ALO’
lunedì 12 aprile 2010
ENNESIMO RINVIO PER IL PROCESSO ECOLEVANTE AL 22 OTTOBRE 2010!
domenica 11 aprile 2010
Ecolevante e Marcegaglia... ancora dipendenza!
sabato 10 aprile 2010
domenica 28 marzo 2010
L'ENI inquina di più da ferma???
La spocchia dell'ENI che candidamente "avvisa" che l'aria della città, durante i primi giorni caldi di primavera, ad un passo dai riti - ormai turistici - della Settimana Santa, sarà puzzolente e tossica!"
E il Comune non batte ciglio e scarica all'Arpa che può al limite confermarci quello che già il nostro naso ci dice da tre giorni: c'è una puzza schifosa dappertutto!!!
Cronache di ordinaria prevaricazione ambientale e sanitaria in una città stanca di essere amministrata da burattini ignoranti e senza dignità!
Vergogna!


giovedì 25 marzo 2010
Stoccaggi sospetti a Ecolevante
Cos’altro ancora sarà stoccato da Ecolevante spa?
Ai cittadini di Grottaglie e dei paesi confinanti con la discarica per rifiuti industriali gestita da Ecolevante spa, così come a tutti quei politici e amministratori che, con la frase ad effetto “si tratta di quattro cartoni e di qualche copertone d’auto”, minimizzano la pericolosità di quanto stoccato in questa discarica, il comitato Vigiliamo per la discarica rende noto quanto segue.
Solo per un caso fortuito è stata sventata la possibilità che nel cosiddetto terzo lotto della discarica gestita da Ecolevante spa possano essere smaltiti rifiuti speciali provenienti dalla Centrale Federico II di Cerano (BR), gestita dall’Enel. Si tratta della centrale termoelettrica a carbone più grande d’Europa e una delle più grandi del mondo, recentemente anche al centro di inchieste per grave inquinamento e traffico illecito di rifiuti.
Il Tribunale Amministrativo di Lecce, con l’ordinanza n.197 emessa il 24 marzo 2010, ha respinto l’istanza presentata da Ecolevante spa contro la risoluzione del contratto di appalto stipulato tra l’Enel e una associazione temporanea di imprese (ATI) di cui faceva parte la Ecolevante spa quale terminale dello smaltimento dei medesimi rifiuti speciali.
E tale contratto di appalto è stato risolto dall’Enel in quanto "a seguito dell'acquisizione dei certificati del Casellario Giudiziale …” a carico di alcuni soggetti che facevano capo alle imprese che componevano l’ATI, “sono risultate … condanne per reati gravi la cui sussistenza è stata completamente omessa nell'autodichiarazione presentata in sede di gara”.
Questa circostanza si verifica a due mesi di distanza dal parere sfavorevole per incompatibilità ambientale emesso dall’ufficio regionale VIA nei confronti del progetto di cava di 8 milioni mezzo di metri cubi che Ecolevante vorrebbe realizzare in contrada “Amici”, nella stessa zona del cosiddetto terzo lotto.
Ed è una circostanza oltremodo indicativa circa le mire imprenditoriali che la Ecolevante spa vuole realizzare nel nostro territorio, con conseguenze sull’ambiente e sulla salute che sono al momento inimmaginabili.
Perciò sono da ritenere senz’altro pericolose e irresponsabili le affermazioni, anche recenti, di tanti politici e amministratori che continuano a parlare della discarica per rifiuti industriali di Grottaglie come di una “risorsa”, invece che di un problema da tenere costantemente sotto severo controllo.
Una lettura attenta della citata ordinanza del TAR di Lecce, così come dei recenti scandali che hanno coinvolto la centrale di Cerano, può risultare veramente illuminante.
Inutile dire che il comitato Vigiliamo per la discarica, coerentemente con l’azione di sensibilizzazione che svolge ormai da oltre sei anni, non è solo contrario a che i rifiuti della Centrale di Cerano siano stoccati a Grottaglie, ma è del fermo parere che questo tipo di centrali debbano essere quanto prima chiuse e sostituite con centrali ad energie rinnovabili.
Infine, il comitato Vigiliamo per la discarica rende anche noto che intende effettuare approfondimenti molto puntuali su ciò che è stato effettivamente smaltito presso la discarica gestita da Ecolevante spa nel corso di tutti questi anni e, in particolare, sui rifiuti con “voce a specchio”.
Si tratta di quelle particolari tipologie di rifiuti, il cui conferimento in discarica, solo se accompagnato da analisi puntuali sulla quantità di sostanze pericolose in essi contenute, può essere consentito in discariche come quelle gestite da Ecolevante spa. Viceversa, se il conferimento non è stato accompagnato da queste analisi puntuali, si presume che i rifiuti con “voce a specchio” siano da ritenersi pericolosi.
Pertanto, il comitato presenterà a giorni una domanda all’ARPA con la quale chiederà di prendere visione di tutte le analisi che devono accompagnare il conferimento di rifiuti con “voce a specchio” nella discarica gestita da Ecolevante al fine di escluderne la pericolosità.
martedì 16 febbraio 2010
Amicizie puzzolenti...
UNA CAVA DI OLTRE 8 MILIONI DI METRI CUBI. E’ IL PROGETTO PRESENTATO DA ECOLEVANTE SPA
Una cava di circa ottomilionicinquecentomila metri cubi su un'area di circa trecentotrentottomila mq, in località Amici in agro di Grottaglie, è il progetto presentato alla Regione nel 2006 da Ecolevante spa. Ma l'Ufficio Regionale VIA, con determina dirigenziale n. 2 del 13.1.2010 a firma dell'ing. Gennaro Russo, ha emesso un parere sfavorevole di compatibilità ambientale.
Il progetto è stato bloccato anche grazie alle puntuali, argomentate e pertinenti osservazioni di “Vigiliamo per la discarica”, di cui è stato tenuto conto nella determina regionale. Mentre l’Amministrazione comunale di Grottaglie, su un progetto di un impatto così enorme, è stata tanto ignava da non esprimere alcun parere. Non ha sentito il dovere di intervenire!
Per il momento il pericolo è sventato, ma l’attenzione deve continuare a restare altissima.
Tutte le istituzioni di vigilanza e controllo devono con assoluta solerzia e con la massima attenzione fare il proprio dovere. A cominciare dall’autorità prefettizia e dal Governo che devono porre sotto tutela un'amministrazione comunale che non sembra avere quelle garanzie di imparzialità nel suo operato quando entrano in gioco le iniziative della Ecolevante s.p.a.
Infatti l'amministrazione comunale di Grottaglie, su un progetto di un impatto così enorme non ha espresso alcun parere nel procedimento di VIA! Non è accettabile che un Comune non esprima un suo parere sul progetto di una cava delle impressionanti dimensioni di ottomilionicinquecentomila metri cubi!!
Pertanto risulta oltremodo evidente la gravissima situazione di paralisi amministrativa del Comune di Grottaglie dinanzi alle iniziative della Ecolevante s.p.a., dalla quale riceve somme di denaro, le cosiddette royalties, per l'esercizio di una enorme discarica, senza che tali royalties siano previste da alcuna norma giuridica.
La stessa paralisi amministrativa che il Comune di Grottaglie ha mostrato non costituendosi parte civile nel processo penale relativamente al cosiddetto III lotto della discarica gestita da Ecolevante s.p.a., così che numerosi cittadini elettori hanno proposto un'azione popolare sostituendosi al medesimo Comune nel difendere gli interessi della città.
La misura è davvero colma. Un immobilismo amministrativo così apertamente manifesto rischia di aggiungere un altro mostro ecologico a quello già esistente della discarica per rifiuti industriali gestita dalla Ecolevante spa. All’immobilismo amministrativo deve rispondere la solerzia delle Istituzioni di vigilanza e controllo. Deve rispondere la solerzia dei cittadini di Grottaglie. Non si può e non si deve accettare supinamente un altro scempio ambientale!
giovedì 4 febbraio 2010
Etta Ragusa assolta!
Alle ore 17.48 il giudice Chiarelli ha letto il dispositivo
Stamattina l'udienza finale era prevista per le 12.30 del processo a Etta Ragusa, giudice il dott. Chiarelli, ma per motivi indipendenti dalle parti coinvolte, l'udienza è iniziata quasi con un'ora di ritardo. Il pubblico ministero è stato il primo a parlare e nella sua arringa ha immediatamente richiesto l'assoluzione della professoressa Ragusa, a seguire il primo avvocato della difesa Antonio Lupo e subito dopo l'avv. Rosa Lupo, entrambi hanno esposto le varie ragioni per la quale la prof Etta Ragusa andrebbe assolta. Molto bella e appassionata la difesa dell'avvocata Rosa Lupo. La sentenza è prevista per le ore 17.00 di oggi, tutto il dibattimento è stato ripreso dalla sottoscritta, previa autorizzazione del giudice Chiarelli, e quindi verrà reso pubblico nei prossimi giorni, attraverso i canali mediatici di cui ne siamo a disposizione: la rete.Molta gente era in aula a testimoniare solidarietà per una cittadina, Etta Ragusa, che ha avuto solo la colpa di comportarsi da cittadina modello.




