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sabato 7 luglio 2012

Assennato questua e i medici resuscitano

Strano incontro quello organizzato dal Centro Studi Ilva sulle diossine: tutto il pollaio dell'elite ambiental-sanitaria locale faceva la fila fuori dalle mura di tufo dell'Histò per ascoltare le banalità di tre americani in vena di lezioni elementari (ai tempi di Calvino erano gli italiani a far ben altre lezioni agli americani) per conto di un'agenzia svizzera assoldata dall'Ilva...
Tra prosecchi, salatini e domande stupide s'è consumata l'ennesima umiliazione per la città: Giorgio Assennato, Presidente dell'ARPA Puglia ha preso il cappello nelle mani e tendendolo verso i padroni del vapore ha chiesto il loro sostegno per la realizzazione di un centro epidemiologico INDIPENDENTE sul biomonitoraggio dell'individuo. In pratica si chiede a chi si sospetta che ci avveleni di pagare per verificare se è vero o no... A voi lasciamo la libertà di pensare quel che vi pare.

Ma se questa elemosina non ci stupisce più di tanto visto che ai Riva è stato chiesto nel corso dei tempi di finanziare la squadra di calcio, la festa di San Cataldo, il risanamento della città vecchia, il rassodamento dei glutei e dei seni delle tarantine (ma mai nessuno ha istituzionalmente chiesto di bonificare il territorio...) quello che coglie di sorpresa è l'apertura del sepolcro dell'Ordine dei Medici.
Con la nicchia di sottomissione ormai occupata dall'ARPA sono venuti allo scoperto denunciando l'ovvio che nessuno ha (voluto) notare: ma come fa un professionista assoldato da un privato a dire tutta la verità su quel privato?


L’Ordine dei medici: l’Ilva paga i suoi relatori, ovvie le conclusioni

«Chiamare al tavolo professionisti che dichiarano compensi economici dall’azienda non garantisce la necessaria imparzialità, che è propria di ogni confronto scientifico, su temi di così grande rilevanza per la pubblica salute». Il giorno dopo il confronto su inquinamento ed effetti sulla salute offerto dal workshop “Diossina e salute: le esperienze internazionali”, organizzato dal Centro Studi Ilva, con tre relatori statunitensi, è la Commissione ambiente dell’Ordine dei Medici a prendere esplicitamente distanza dall’operazione. Pur valutando positivamente il percorso di confronto intrapreso, l’Ordine dei Medici non può non osservare che «un maggiore apporto alle conoscenze sarebbe garantito da scienziati indipendenti e privi di dichiarati e palesi conflitti di interesse».

L’osservazione era stata mossa criticamente già nel corso del dibattito che aveva fatto seguito allo sviluppo delle relazioni dei tecnici statunitensi i quali, sulla base dei dati noti e loro comunicati, avevano sostenuto che la situazione di Taranto non desta particolari allarmismi. La nota dell’Ordine dei Medici incalza ancora di più: «I relatori hanno mostrato di avere scarse e parziali conoscenze dei dati relativi alla contaminazione dell’ambiente tarantino, e dichiarato di non conoscere i dati sanitari relativi alla popolazione tarantina esposta all’inquinamento emersi dalla perizia epidemiologica ed anche ricavabili dalla copiosa letteratura scientifica sull’argomento».

Da qui il commento: «E’ del tutto evidente che, a fronte di questa scarsa competenza sulla situazione tarantina, è difficile accettare conclusioni ottimistiche che risultano prive di fondamento scientifico». Dura, dunque, la posizione dei medici nei confronti dell’opera - zione portata avanti dal Centro Studi Ilva che si è avvalso di tre grossi nomi: Walter J. Shields, scienziato e direttore della practice "Scienze della terra ed ambientali"; Donald G. Patterson, membro del Senior Biomedical Research Service nella divisione Organic Analytical Toxicology per la Salute Ambientale presso i centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, Atlanta; Suresh H. Moolgavkar, Professore di Epidemiologia e Corporate Vice President e Direttore del Centro di Epidemiologia, Biostatistica e Biologia Computazionale. Tutti componenti della Exponent, la società a cui l’Ilva ha chiesto di studiare il caso Taranto e che, con questo obiettivo, ha messo in campo venti scienziati ed ingegneri.

La commissione Ambiente dell’Ordine dei Medici, infine, condivide quanto rimarcato dagli esperti statunitensi riguardo alle polveri sottili PM 10. «Coerentemente con quanto affermato dai periti Forastiere, Biggeri , Triassi (nella maxi perizia chiesta dal gip Todisco nell’ambito del processo per inquinamento contro i vertici Ilva, ndr) – viene affermato dai medici - 20 mg/m3 è il livello di soglia da non superarsi in aria ambiente, in riferimento ai danni alla salute così come indicato dall’Org anizzazione Mondiale della Sanità». (MR Gigante - GdM)

giovedì 5 luglio 2012

Puzza di condanna: Riva assolda gli USA

Gli esperti americani: i dati sull’inquinamento di Taranto non allarmano 

Inquinamento, i dati a disposizione non confermano gli allarmismi. Ma soprattutto, stando a ciò che si conosce oggi, non è possibile stabilire un’esatta relazione tra i livelli di emissione dell’acciaieria dell’Ilva e gli effetti sulla salute della popolazione. Il Centro studi Ilva affida a tre studiosi americani della società di consulenza Exponent, ritenuta leader mondiale nelle ricerche legate a inquinamento e salute, una sorta di operazione verità. E’ stato questo, ieri a Taranto nella cornice dell’Histò San Pietro sul Mar Piccolo, l’obiettivo dell’incontro sul tema: «Diossina e salute: le esperienze internazionali».
I tre relatori chiamati a sostenere le ragioni scientifiche di una posizione di prudenza e della richiesta di approfondimenti sono Walter J. Shields, scienziato e direttore della practice «Scienze della terra ed ambientali»; Donald G. Patterson, membro del Senior Biomedical Research Service nella divisione Organic Analytical Toxicology per la Salute ambientale presso i centri per il controllo e la prevenzione delle Malattie di Atlanta; Suresh H. Moolgavkar, professore di Epidemiologia e Corporate vice president e direttore del Centro di epidemiologia, biostatistica e biologia computazionale.
A coordinare i lavori, in qualità di moderatore, Carlo Monti, senior managing scientist. Dai relatori al moderatore, tutti esperti e componenti della Exponent, la società a cui l’Ilva ha chiesto di studiare il caso Taranto e che per questo obiettivo ha messo in campo venti scienziati ed ingegneri. Senza che venga mai esplicitamente ammesso, è sin fin troppo evidente il tentativo di mettere in piedi una risposta forte e scientificamente solida alla perizia realizzata nell’ambito della maxi inchiesta condotta a Taranto dal gip Todisco contro l’inquinamento prodotto dall’Ilva.
A spiegare, invece, gli obiettivi che l’Ilva si è posta con l’incontro di ieri e, più in generale, con i primi tre appuntamenti annuali già realizzati, è il direttore del Centro studi Ilva, Giancarlo Quaranta. «L'intento - dice - è quello di proporre alcune riflessioni sulla misurazione degli agenti inquinanti, sull'identificazione delle fonti e sulle possibili correlazioni con la salute umana. Solo pochi gli accenni alla situazione specifica di Taranto - continua Quaranta - . I dati a disposizione, così ci dicono gli studiosi, non confermano gli allarmismi di alcuni ma certo è necessario continuare il dialogo sforzandosi tutti di attenersi alle regole del dibattito scientifico che impone un continuo confronto tra metodologie, matrici di lettura dei dati, valutazione dei risultati. A tracciare un quadro veritiero non ci si arriva senza questo processo di confronto».
L’operazione confronto e verità ha visto tre distinti momenti: martedì una prima giornata di riflessioni con il management industriale, ieri il dibattito pubblico con enti ed istituzioni, quest’o ggi un momento di confronto a Roma con parlamentari e autorità di controllo. Sostanzialmente questa la mission dei tre studiosi: Shields è stato chiamato ad illustrare metodi e limiti dei processi di misurazione della concentrazione di inquinanti, diossina-ipa-pcb. A Patterson è toccato raccontare dell'esperienza internazionale nella misurazione della concentrazione di diossina, pcb e furani negli organismi umani. Moolgavkar ha delineato, infine, la difficoltà nell’analisi degli impatti di lungo e breve termine dell'inquinamento dell'aria sulla mortalità (M R Gigante - GdM)

Ecco gli interventi dei relatori: Diossina e Salute, Le Esperienze Internazionali_Centro Studi Ilva_4lug2012