Visualizzazione post con etichetta cantieri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cantieri. Mostra tutti i post
lunedì 21 dicembre 2009
lunedì 23 marzo 2009
Quando l'amore per la propria terra smuove l'Italia...
TAV E INFORMAZIONE: CRONACA DI UNA QUERELLE
Ricordate Paolo Rumiz a novembre del 2005?
Il giorno stesso, indignati, gli scrivemmo.
Una decina di giorni più tardi, tornammo a scrivergli.
Qualcosa, l'anno dopo, successe... (era il 7 agosto 2006).
Il 28 agosto, ringraziammo Rumiz e con lui il direttore de la Repubblica.
Il giorno dopo la Repubblica pubblicò la nostra lettera, sotto il titolo “Il viaggio di Rumiz e la Tav del Mugello”.
Quella lettera sollecitò l'attenzione di Alessandro Sortino delle Iene: ci telefonò per essere aiutato a capire, a documentarsi e a confezionare quel dirompente servizio sulla TAV che andò poi in onda il 24 ottobre 2006 mettendo in piena luce, anche sugli schermi video, l'esemplare intreccio di interessi, sviste, errori, omissioni e furberie che ha permesso di depredare le falde dell'Appennino e l'erario pubblico. Quel servizio non sembra più essere reperibile sul sito delle Iene, ma qualcuno ha provveduto a trasferirlo su You Tube, suddiviso in parte 1, parte 2 e parte 3.
Il mese successivo, Alessandro Sortino ritornò sull'argomento: quella trasmissione aveva provocato qualche conseguenza. ...
Oggi, questo nuovo pezzo di Paolo Rumiz sulle pagine nazionali de la Repubblica.
Ci fa piacere, inutile sottolinearlo. Ma quanto sarebbe stato più utile, ahinoi!, raccontare queste stesse cose - invece che alla fine di una Vajont strisciante, a valle di un processo penale ormai concluso - già in quel novembre 2005, quando tanti dei fatti descritti erano lì ormai da un pezzo....
Quanto sarebbe importante che giornalisti, scrittori e intellettuali di questa Italia violata da colossali interessi bipartizan intervenissero prima che i crimini ambientali si consumino, quando le cassandre come noi mettono documentatamente in guardia ma nessuno ascolta....
lunedì 14 aprile 2008
Come si fanno le grandi opere
Opere e territorio. Parte secondaDopo le istruzioni per la VIA facile, ecco un esempio di come si "tengono a bada" l'ambiente e le popolazioni locali per opere di "interesse nazionale". Non sempre tutto passa inosservato e quando viene fuori il trucco si capisce qualcosa di più di come vanno le cose.Da Filippo Incorvaia, servizio di Domenico Guarino (controradio)Tredici condanne e tre assoluzioni di cui due per prescrizione, sono state chieste per i danni provocati alle falde idriche e ai torrenti dai cantieri per l'Alta velocità tra Firenze e Bologna, nel territorio del Mugello. Le condanne e le tre assoluzioni sono state chieste dal pm Gianni Tei nei confronti di 16 fra dirigenti e dipendenti di Cavet, il consorzio di imprese che ha avuto in appalto i lavori. Sulla quantificazione della pena si dovrà attendere la fine della requisitoria che proseguirà con il pm Giulio Monferini per le accuse relative all'inquinamento provocato dai residui delle escavazioni per le gallerie. Il pm Tei, come già anticipato alla scorsa udienza, ha chiesto al tribunale la trasmissione degli atti del processo alla Corte dei Conti per valutare eventuali responsabilità per danno erariale a carico di Regione Toscana e ministero dell'Ambiente, per omesso controllo: secondo il pm, sulla realizzazione dell' Alta velocità, di fatto è mancato. E' vero che fu costituito a tal fine l'Osservatorio ambientale, ma ha finito per funzionare come "parafulmine", non impedendo che si realizzassero i danni ambientali.L'azione dell'Osservatorio avrebbe dovuto rafforzare i controlli di Regione e ministero, non sostituirli. Il pm ha poi spiegato che Cavet, il consorzio di imprese che si aggiudicò i lavori, "ha fatto ciò che ha voluto e potuto fare", confutando i vari argomenti addotti per giustificare i problemi idrici verificatisi nel corso dei lavori: dalla colpa alla siccità, al fatto che non dipendeva dai cantieri, alla tesi che l'acqua sarebbe tornata o che tutto era previsto.
E' stato anche sottolineato come il geologo della Regione che, nel '95, segnalo' i rischi per le falde a causa della costruzione, "non ha fatto carriera: era al settimo livello e lì è rimasto". Infine il pm ha anche citato la teoria economica della "cattura", per evidenziare come nel caso della Tav "l'opera era tale che alla fine si è imposta, è passata avanti alle specifiche esigenze dei diversi portatori di interessi".
Il processo, che vede imputate oltre 50 persone, proseguirà il 17 aprile.
Iscriviti a:
Post (Atom)