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lunedì 11 novembre 2013

Città chiusa: visite!

Oggi lo Stato a Taranto ha deciso di colmare la sua assenza con una visita di cortesia dei ministri al lavoro e all'ambiente... (foto Angelo Cannata)

Sicurezza, firmato il protocollo da Eni e Ilva alla presenza dei ministri

Un protocollo operativo di sicurezza per prevenire gli incidenti sul lavoro è stato firmato nella prefettura di Taranto dai dirigenti di Ilva ed Eni alla presenza dei ministri dell'Ambiente Andrea Orlando e del Lavoro Enrico Giovannini. Il documento presuppone un'analisi dei mancati infortuni e dei «quasi incidenti» e un'attività di formazione per i lavoratori diretti e dell'appalto. Per la stesura del protocollo hanno avuto un ruolo attivo gli enti di vigilanza e controllo e le stesse aziende. Alla cerimonia di oggi, oltre al prefetto, Claudio Sammartino, hanno partecipato anche il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e il sindaco di Taranto Ippazio Stefano. Le verifiche saranno periodiche per l'effettiva efficacia dei corsi di formazione. La firma sul documento di Confindustria consentirà di estendere il protocollo anche alle altre aziende dell'area industriale e delle ditte appaltatrici. È previsto, ha sottolineato il prefetto, un monitoraggio continuo nei cantieri con particolare attenzione ai fattori di rischio. «L'obiettivo ambizioso - ha aggiunto - è quello di avere zero infortuni. Il Nucleo operativo interno integrerà anche attività previste dell'Autorizzazione integrata concessa all'Ilva».
ORLANDO - «Mi son sempre chiesto perché vengono chiamate morti bianche, sono invece morti nerissime che macchiano un territorio, un'area industriale, un'economia. L'occupazione non è più fonte di benessere, ma è negazione di tutto questo». Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, nel corso dell'incontro in cui è stato sottoscritto a Taranto il protocollo operativo sulla sicurezza nelle aziende dell'area industriale. «Taranto - ha proseguito - è una città colpita negli anni da infortuni sul lavoro gravissimi e spesso mortali. Quando assumono una dimensione così grande non possono essere definite tragedie. Il rosario di croci sulla fabbrica diventa una questione sociale nella questione sociale. Parliamo non di morti sul lavoro ma di lavoro». Bisogna «farsi una domanda» ha spiegato Orlando «e cioè: cosa dovranno subire ancora i lavoratori e che cosa potevamo fare e non abbiamo fatto? Una risposta parziale l'abbiamo elaborata perchè non si stratta solo di omissioni o disattenzioni, ma anche di incapacità di far procedere organizzazione aziendale». Il ministro ha sottolineato che in occasione, giorni fa, del Convegno di Taranto su Ambiente e lavoro organizzato dalla Curia, ha «incontrato amici che erano stati in servizio nell'Arsenale militare» e che gli hanno «raccontato dell'amianto lavorato come il cemento, impastato con le pale. A fine dell'orario di lavoro ricevevano un cartone di latte. Ci sono situazioni su cui bisogna fermarsi a riflettere. Sono stati fatti passi avanti importanti - ha dichiarato Orlando - ma se ancora esiste una questione sociale nella questione sociale vuol dire che c'e ancora molto da fare».
GIOVANNINI - «Riteniamo determinanti la qualità del capitale umano attraverso la formazione e gli investimenti da parte delle imprese. Per questo, nel disegno di legge di stabilità, si prevede la riduzione del cuneo fiscale a favore delle aziende che avranno risultati in termini di incidentalità minore». Lo ha detto a Taranto il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, che ha evidenziato l'importanza del protocollo operativo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro firmato oggi da Ilva ed Eni, soprattutto per la novità del monitoraggio continuo delle attività di formazione e sui cantieri. Il ministro ha chiesto al prefetto di Taranto Claudio Sammartino un resoconto periodico sull'efficacia dello stesso protocollo «poichè - ha concluso - firmare intese è facile, ma realizzarle è un'altra cosa. Un rapporto trimestrale può essere indispensabile per noi che possiamo intervenire». (CdM)

sabato 9 novembre 2013

Parole in Procura

Eni-Ilva, missione sicurezza

L’obiettivo è dei più nobili e dei più ambiziosi: non dover più andare alla ricerca delle cause e, soprattutto, all’accertamento delle responsabilità individuali di fronte ad un infortunio sul lavoro sia esso mortale o grave. Allora ecco pronto il Protocollo operativo per la sicurezza nei luoghi di lavoro, uno strumento che mette da parte tutti i fronzoli burocratici per puntare diritto al cuore del problema: rafforzare la prevenzione «l’unica in grado di assicurare qualità e, al tempo stesso, competitività alle aziende e alle imprese» con «strumenti operativi da subito», spiega il prefetto Claudio Sammartino nell’anticipare in maniera sommaria i contenuti del protocollo. «La Prefettura – ha aggiunto – ha svolto un ruolo propulsore e, al tempo stesso, di coesione e di organizzazione».
Il documento sarà presentato ufficialmente lunedì mattina, in Prefettura, alla presenza di un parterre de roy di tutto rispetto. Insieme al prefetto Sammartino, infatti, ci saranno i ministri alle Politiche del lavoro, Enrico Giovannini, e dell’Ambiente, Andrea Orlando, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il sindaco Stefàno, il commissario straordinario della Provincia di Taranto, Mario Tafaro, il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, e il direttore generale Giuseppe Lucibello, la direttrice regionale del Lavoro, Ester Tosches, il direttore reginale dei Vigili del fuoco, Michele Di Grezia, il direttore generale della Asl, Fabrizio Scattaglia, il commissario straordinario Ilva, Enrico Bondi, il responsabile direzione Salute-Sicurezza-Qualità dell’Eni, Giorgio Maria Artibani nonchè parlamentari e consiglieri regionali pugliesi. Ora fissata: le 11.
Al testo del protocollo Prefettura, istituzioni, sindacati, organi di controllo, Confindustria e aziende hanno cominciato a lavorare all’indomani degli infortuni mortali all’interno dell’Eni e dell’Ilva. “Non è un protocollo d’intenti ma è un protocollo operativo” non si è stancato di ripetere il prefetto Sammartino proprio per sottolineare la bontà e la novità del documento”. L’obiettivo ambizioso è incidenti zero e il gruppo di lavoro ha focalizzato la sua attenzione sulle criticità di Eni e Ilva. “Aziende e organi di controllo – ha sottolineato il prefetto – hanno lavorato assieme proprio per individuare le direttrici lungo le quali muoversi”.
E il primo punto inserito nel protocollo è il monitoraggio continuo del gruppo di intervento il cui scopo è quello di migliorare la formazione, per prevenire gli incidenti, dei lavoratori sia diretti che dell’appalto laddove si verifica la maggioranza di incidenti. Questo dovrà avvenire con piani annuali di prevenzione mirati sia ai lavoratori sia a chi è addetto alla verifica dell’osservanza di tutte le prescrizioni. Il secondo punto forte del protocollo è l’ampliamento delle attività di verifica nei cantieri mediante gruppi ispettivi cui spetta il compito di verificare l’attuazione reale di quanto previsto dal protocollo. Il terzi punto riguardal’analisi dei quasi incidenti ovvero “quegli incidenti che vengono identificati come errori e carenze nell’attivazione delle misure di prevenzione”, ha aggiunto ancora il prefetto. Insomma, un protocollo “davvero innovativo, che ha lavorato sull’analisi degli incidenti verificatisi, individua le procedure partendo proprio dalle criticità e che investe soprattutto nella formazione ma che – ha subito fugato ogni dubbio il prefetto Sammartino – non ha un valore taumaturgico ma è un punto di partenza importante perché si lavora tutti insieme sulla fase preventiva”.
E per quanto riguarda la formazione, “l’Inail nazionale ha messo a disposizione fondi suppletivi così come ha fatto Confindustria attraverso Fondimprese.
Il protocollo, inoltre, contiene un passaggio importante sui lavori all’interno dello stabilimento per l’adeguamento degli impianti alle prescrizioni dell’Aia. “Si tratta – ha spiegato il prefetto – di interventi importanti e significativi per il controllo dei quali è stato previsto un nucleo ispettivo specifico per la verifica e la messa in sicurezza dei cantieri e per l’incremento e la valorizzazione della sicurezza dei lavoratori». (CdG)