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giovedì 25 settembre 2014

Saldissimi!

Ilva, altre 4 offerte oltre ArcelorMittal


Altre quattro aziende oltre al gigante mondiale della siderurgia ArcelorMittal sono interessate all'acquisto dell'Ilva, secondo il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi.
"Ci sono alcune manifestazioni di interesse. Ci sono almeno altre quattro offerte oltre a quella di ArcelorMittal che è sicuramente forse quella a uno stadio più avanzato rispetto alle altre", ha detto Guidi arrivando al Consiglio Ue sulla competitività a Bruxelles.
Le aziende interessate sono "alcune europee e alcune non europee", ha aggiunto il ministro.
Martedì, l'amministratore delegato per l'Europa di ArcelorMittal ha incontrato Guidi e il commissario Ilva, Piero Gnudi. All'incontro hanno partecipato anche Emma e Antonio Marcegaglia, amministratori delegati dell'omonima azienda, e i rappresentanti della banca d'affari Jp Morgan.
Mittal ha ribadito in una nota il suo interesse all'acquisto di Ilva.
Marcegaglia, uno dei più grossi clienti di Ilva, è una delle due imprese italiane - insieme ad Arvedi - ad aver manifestato interesse per l'acquisto dell'azienda siderurgica (commissariata da oltre un anno per realizzare la bonifica ambientale del sito di Taranto), a condizione però di avere un partner internazionale.
In Italia è giunta anche una delegazione dell'azienda siderurgica indiana
Jsw Steel, che all'inizio del mese ha manifestato interesse per l'acquisto di Ilva.
La delegazione ha visitato gli impianti di Genova e Novi, mentre oggi e domani sarà a Taranto.
A chi le chiedeva quali fossero i tempi per la vendita, Guidi ha risposto: "As soon as possible, però evidentemente essendo un impianto di grande importanza e con certe complessità bisogna considerare tutte le ipotesi, bisogna fare delle verifiche, e aspettare di capire quali sono i piani industriali dei potenziali interessati e bisogna lavorare sulla costruzione di un futuro solido che tuteli al massimo il livello occupazionale e la capacità produttiva".(Reuters)

lunedì 22 settembre 2014

Rien ne va plus!

Acquisizione Ilva: ArcelorMittal domani al Mise

Incontro al Mise domani tra i dirigenti della multinazionale siderurgica franco-indiana ArcelorMittal e i rappresentanti del Governo, per un confronto sulla situazione dell'Ilva. Intanto l’esecutivo sollecita gli industriali italiani, da Confindustria a Federacciai
E’ previsto per domani l’incontro presso il ministero dello Sviluppo Economico tra i dirigenti della multinazionale siderurgica franco-indiana ArcelorMittal e i rappresentanti del Governo, per un confronto sulla situazione dell'Ilva. Potrebbe essere dunque quanto mai vicina l’acquisizione dell’acciaieria jonica da parte del colosso franco-indiano che vorrebbe concludere l’affare entro la fine dell’anno. La multinazionale, rimane al momento l’acquirente più interessato nel rilevare le quote appartenenti alla famiglia Riva e, per questo, vorrebbe accelerare i tempi nonostante il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi avesse indicato come termine delle trattative il primo trimestre del prossimo anno. Il ministro non ha escluso la presenza di gruppi italiani, fra cui pare anche Marcegaglia, che potrebbero affiancare il gruppo franco-indiano lasciandogli quote di maggioranza. Pare infatti che il Governo abbia sollecitato anche gli industriali, da Confindustria a Federacciai. Sull’acquisizione però pesano da un lato l'onerosita' del risanamento ambientale, la frequenza di guasti agli impianti e di incidenti ed infine i risvolti giudiziari del processo ‘Ambiente Svenduto’ e le numerose richieste di risarcimento danni e costituzione di parte civile. In ogni caso, Arcelor Mittal procede nell'operazione Taranto e la prossima presentazione del piano industriale è un passaggio importante. Interessato, ma più indietro rispetto alla multinazionale franco-indiana è invece il gruppo siderurgico (sempre indiano) di Jindal che in un colloquio avuto con il premier Matteo Renzi ha già fatto intendere di essere interessata sia all'Ilva che alla Lucchini di Piombino. (Cosmopolismedia)

Ilva, non solo ArcelorMittal: gli indiani di Jindal visitano gli impianti

Una delegazione dell'azienda siderurgica indiana Jsw Steel, che all'inizio del mese ha manifestato interesse per l'acquisto dell'Ilva, è arrivata in Italia e sta visitando gli impianti della società italiana commissariata da oltre un anno. La delegazione, composta da sette-otto persone, sta visitando oggi gli impianti Ilva di Genova e di Novi, mentre domani e mercoledì sarà a Taranto, il più grande stabilimento siderurgico d'Europa.
Giovedì e venerdì, invece, i rappresentanti della società che fa capo al magnate indiano Sajjan Jindal saranno a Milano, per discutere con i manager di Ilva. Jsw aveva scritto nelle scorse settimane al commissario straordinario Piero Gnudi dichiarando interesse per l'Ilva, di proprietà della famiglia Riva ma commissariata dal governo nel 2013 per rispettare le prescrizioni anti-inquinamento. E' interessata all'azienda italiana anche ArcelorMittal , una cui delegazione di recherà domani al ministero per lo Sviluppo Economico, come ha confermato oggi una fonte governativa. (RepBa)

lunedì 8 settembre 2014

Le visioni di Renzi

«Ho visto Jindal, è interessato all’Ilva»
Renzi «ufficializza» le trattative col presidente del colosso indiano «Jsw Steel»

TARANTO - «Ho visto un imprenditore interessato a Piombino e a Taranto. Il rilancio della siderurgia nazionale è fondamentale». Ieri dal palco della festa nazionale dell’Unità a Bologna, il premier Matteo Renzi non ne fa esplicitamente il nome ma l’imprenditore che ha incontrato - sabato mattina in Prefettura a Firenze - è Sajjan Jindal, presidente di Jsw Steel, multinazionale indiana. In verità, era noto già a metà agosto - quando Arcelor Mittal, altro gruppo franco indiano in corsa per l’Ilva, ha formalizzato il suo interesse - che gli impianti siderurgici di Taranto erano sott’osservazione anche da parte di Jindal.
Poi il commissario dell’Ilva, Piero Gnudi, l’ha confermato alle banche incontrate nei giorni scorsi a Milano per sbloccare il prestito da 250 milioni all’azienda, e ieri, infine, è arrivata anche la conferma di Renzi.Mittal da un lato, con Arcelor Mittal, e Jindal dall’altro, con l’omonimo gruppo, puntano quindi all’Ilva. Ma non sono gli unici soggetti visto che sempre Gnudi ha detto alle banche, senza però esplicitare il nome, che c’è un terzo gruppo interessato, che i sindacati individuano negli arabi di Emirates.
Presto, per ora, per dire chi vincerà la partita, che per il commissario si chiuderà nei prossimi mesi. Il dato certo è che sia Arcelor Mittal che Jindal stanno già accedendo ai dati dell’Ilva attraverso una virtual data room creata appositamente dalla società in modo da farsi un’idea dell’azienda e quindi attrezzarsi di conseguenza qualora fossero intenzionati a compiere il passo successivo: l’offerta di acquisto. Arcelor Mittal, che tra giugno e luglio ha spedito per due volte i suoi emissari a Taranto, è più avanti nell’esame rispetto a Jindal avendo cominciato prima ed essendosi impegnata a presentare a fine mese il suo piano industriale. Eppoi ha sempre e solo puntato sull’Ilva mentre Jindal, in questo momento, è soprattutto concentrata sull’acquisizione della Lucchini di Piombino e di qui l’incontro tra lo stesso Jindal e Renzi a Firenze. Questo però non vuol dire che Jindal non possa essere della partita.
Particolare significativo è che inizialmente Jindal puntava solo al laminatoio di Piombino, all’area a freddo, mentre ora sarebbe orientato a produrre anche acciaio e quindi al ripristino dell’area a caldo. In che modo? Jindal pensa anche al preridotto di ferro, la tecnologia alternativa di produzione che Enrico Bondi ed Edo Ronchi, sin quando sono stati, rispettivamente, commissario e sub commissario dell’Ilva, avevano cominciato a sperimentare a Taranto. Il preridotto elimina dal ciclo l’agglomerato di minerali e il coke delle cokerie, e quindi due passaggi, nella produzione dell’acciaio, molto impattanti sotto il profilo ambientale. Seppur gradualmente e con una serie di investimenti diluiti sino al 2020, Bondi e Ronchi pensavano che questa dovesse essere la prospettiva di Taranto, perché solo così si sarebbe prodotto acciaio in modo pulito.
Sappiamo come è andata a finire. Claudio Riva, della proprietà Ilva, ha sparato a zero contro il piano dei commissari, Federacciai ha amplificato il tutto, il Governo Renzi, col ministro Federica Guidi, ha ritenuto troppo oneroso il piano Bondi-Ronchi (4 miliardi tra investimenti industriali e ambientali sino al 2020) sebbene di preridotto si parli anche nel piano ambientale approvato dallo stesso Governo, e quindi non se ne è fatto più niente. Ma se ora Jindal lo rilancia, forse vuol dire che nel mondo ci sono acciaieri che ritengono che così si possa produrre. (GdM)

"Così mi distraggo un po'"...

Ilva ed emergenza sanitaria, i pediatri di Taranto a Renzi: “Ci vuole incontrare?”

“Gentile presidente, già nel mese di agosto le chiedemmo un incontro per mettere sul tavolo di un confronto competente e sincero la questione sanitaria tarantina, ma non abbiamo avuto alcun riscontro. Sapendo della sua venuta in Puglia per l’evento delle Fiera del levante ci permettiamo di reiterare la richiesta”. Si apre così la lettera rivolta al premier Matteo Renzi dalla dottoressa Annamaria Moschetti dell’Associazione Culturale Pediatri Puglia e Basilicata ( ACP ), dal dottor Oronzo Forleo, neonatologo responsabile  della “Terapia Intensiva Neonatale” di  Taranto e dalla dottoressa Dora Tagliente, presidente dell’Associazione Onlus “Delfini e Neonati” per la neonatologia. “La situazione ambientale e sanitaria tarantina è grave per come da sempre riportano i dati sanitari cui da ultimo si è aggiunto l’aggiornamento dello studio “Sentieri” con i suoi terribili report sulla mortalità infantile – scrivono i tre medici a Renzi – l’allarme sociale è altissimo. Noi pediatri, da sempre al fianco delle famiglie e dei bambini pensiamo di potere dare un utile contributo ai decisori politici, sempre che lo vogliano. Presidente, vuole incontrarci?”.
E’ la domanda posta alla fine della lettera. Renzi accoglierà questa nuova e accorata richiesta? O sarà troppo preso da altro, come incontrare Sajjan Jindal, presidente di Jsw Steel, multinazionale indiana dell’acciaio, cosa accaduta solo qualche giorno fa, per sondare l’interesse dell’imprenditore nei confronti degli stabilimenti di  Piombino e  Taranto? E proprio ieri, nel suo intervento alla Festa dell’Unità, lo stesso presidente del Consiglio aveva ripetuto lo slogan più in voga tra politici e imprenditori: “Il rilancio della siderurgia nazionale è fondamentale”. E la salute dei cittadini di terra ionica? Quella, a quanto pare, non è mai una priorità per gente come lui. E noi, da tempo, abbiamo smesso di stupirci. (Inchiostroverde)