"Non dubitate che un piccolo gruppo di cittadini coscienti e risoluti non possa cambiare il mondo. In fondo è cosi che è sempre andata ». (Margaret Mead)
Ecco
qui il decreto di sequestro preventivo, 295 pagine ad opera del G.I.P.
del tribunale di Taranto, dietro richiesta del procuratore capo
Sebastio, che noi pubblichiamo per estratto. In esclusiva sul web. Ci
attendiamo commenti ed opinioni, magari anche tecnici.
Ogni disponibilità ad allargare la pubblicazione alle pagine non inserite, laddove ve ne sia il motivo.
In questi giorni abbiamo sentito voci secondo le quali l'intervento
della magistratura sarebbe animato da ideologia antindustrialista. Anche
voci che sentiamo amiche.
Queste le due pagine del dispositivo che il tribunale ha depositato il 7 Agosto 2012.
Un nuovo (o seminuovo) genere di documento processuale al confine con l'oracolo,
cui ciascuno attribuisce significati differenti a seconda del proprio
desiderio o timore. E tutti rientrano, per un verso o per un altro,
nelle interpretazioni possibili del testo: insomma uno splendido
esercizio, forse obbligato, di ambiguità.
A breve pubblicheremo (cosa più interessante, anche perchè altrimenti irreperibile nei media) lunghi estratti del dettagliatissimo decreto originario di sequestro,
quello che ha dato vita al can can di queste settimane. Indispensabili a
chi voglia capire più a fondo, e meglio, quel che accade e accadrà.
Infine sarà la volta delle motivazioni del riesame:
Gli atti del convegno "Polveri ultrafini e nanoparticelle"
Convegno a più voci per fare il punto sulle conoscenze in merito alle micropolveri atmosferiche. L´importanza di intrecciare conoscenze tecnico scientifiche, reti di sorveglianza e monitoraggio, prevenzione dei rischi per la salute al centro degli interventi.
Presentato un sistema di sorveglianza ambientale e di valutazione epidemiologica nelle aree circostanti gli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti in esercizio in regione Emilia-Romagna, che coinvolge gli Assessorati regionali all´Ambiente e alla Sanità e Arpa. Il convegno "Polveri ultrafini e nanoparticelle", organizzato da Regione Emilia-Romagna, dall´Agenzia regionale prevenzione e ambiente (Arpa) e dall´Università di Ferrara, tenutosi il 14 novembre presso l´Ateneo ferrarese, ha fornito un quadro di sintesi sullo stato attuale delle conoscenze e sulle prospettive di ricerca e sviluppo in merito ai diversi aspetti del tema: le fonti di generazione, le modalità di diffusione nell´ambiente, le migliori tecnologie disponibili per ridurne l´emissione, le tecniche disponibili per monitorarle, gli effetti che producono sulla salute. La sessione del mattino, incentrata sulle tecniche di monitoraggio e caratterizzazione chimico fisica delle polveri, ha visto la partecipazione, tra i relatori,di due esperti di fama internazionale:il prof. Kettrup dell´Università di Monaco di Baviera, e il prof. Mayer del TTM di Niederrudhorf, in Svizzera. Le diverse relazioni hanno evidenziato la complessità del tema: per esempio, l´impossibilità di definire tecnologie che riducano contemporaneamente polveri fini e ultrafini (e dunque la necessità di bilanciare i rischi che derivano dalle diverse forme di combustione) e la relativa incertezza sulla misura degli impatti sanitari delle polveri. Il convegno ha mostrato i risultati positivi che può fornire l´intreccio tra monitoraggio, ricerca, attività di prevenzione sanitaria. Di massima rilevanza è, dunque, la rete di collaborazioni tecnico scientifiche intessute negli anni tra enti di ricerca, servizi sanitari pubblici, università, enti di vigilanza e controllo. La relazione del Direttore generale di Arpa, Alessando Bratti, ha mostrato la prossima organica ricaduta operativa di questo insieme di soggetti e di conoscenze su un caso particolare: l´organizzazione di un sistema di sorveglianza ambientale e di valutazione epidemiologica nelle aree circostanti gli impianti di incenerimento in esercizio in regione Emilia-Romagna. Il progetto, che integra le competenze di Arpa con quelle degli Assessorati all´Ambiente e alla Sanità della Regione, si pone l´obiettivo di organizzare un Sistema di sorveglianza ambientale e sanitaria che consenta di valutare nel tempo sia le tendenze dell´inquinamento ambientale nelle aree circostanti gli inceneritori in esercizio, sia l´esposizione e i relativi effetti avversi sulla salute. Dal 1° gennaio 2007 si avvieranno le fasi sperimentali di indagine, che prevedono il controllo delle emissioni in atmosfera riguardanti inceneritori diversi per tipologia e costruttiva e rifiuti trattati, con il conseguente sviluppo di metodologie d campionamento analoghe, e la definizione puntuale dei parametri da ricercare. Già nella fase sperimentale saranno inoltre attivati gli strumenti, previsti dalle norme più recenti, di diffusione dei dati e di attuazione di piani comunicativi e di coinvolgimento delle popolazioni interessate alle emissioni. L´assoggettamento degli inceneritori alla normativa europea Ippc, che prevede il rilascio di autorizzazione ambientale integrata per questo tipo di impianti - legata anche alla valutazione della adozione delle migliori tecniche disponibili per contenere gli effetti ambientali - salda la necessità di una forte evoluzione delle competenze del controllo con l´adozione di pratiche partecipative nell´elaborazione delle decisioni. (ARPA Emilia Romagna) Polveri Ultrafini e Nanoparticelle1_3 Polveri Ultrafini e Nanoparticelle2_3 Polveri Ultrafini e Nanoparticelle3_3
Ecco gli indirizzi per visualizzare e scaricare la documentazione relativa alle procedure di Valutazione di Impatto ambientale dell'ENI di Taranto in merito alla realizzazione di una centrale elettrica turbogas e del raddoppio di produzione.
Valutazione di Impatto Ambientale Documentazione tecnico-amministrativa del Progetto Opera: Centrale di Taranto Enipower Progetto: Centrale elettrica di cogenerazione in ciclo combinato alimentata a gas naturale di potenza complessiva di 240MWe (430MWt) sita all'interno della Raffineria ENI Divisione Refining & Marketing di Taranto Proponente: Enipower S.p.A. Clicca qui per andare alla scheda e ai documenti (nel campo "procedura" scegliere: "Valutazione di Impatto Ambientale")
Valutazione di Impatto Ambientale Documentazione tecnico-amministrativa del Progetto Opera: Raffineria di Taranto Progetto: Raffineria di Taranto - ampliamento della capacità di lavorazione da 6,5 a 11 milioni di t/anno Proponente: ENI S.p.A. Clicca qui per andare alla scheda e ai documenti (nel campo "procedura" scegliere: "Valutazione di Impatto Ambientale")
In data 11 aprile 2008 è stato sottoscritto a Bari, presso la Regione Puglia, un Accordo di Programma ai sensi dell’art. 5, comma 20, del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59 dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dal Presidente della Regione Puglia, unitamente a Ministero dell’interno, Ministero dello sviluppo economico, Ministero della salute, Provincia di Taranto, Comune di Taranto, Comune di Statte, APAT, ARPA Puglia, e ILVA SpA, EDISON SpA, ENIPOWER SpA, ENI SpA, Cementir Italia s.r.l., SANAC SpA e AMIU Taranto S.p.A. In attuazione di quanto previsto all’articolo 7, comma 1, dell’Accordo di Programma i gestori firmatari hanno trasmesso al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e alla Regione Puglia il programma degli interventi previsti per adeguare gli impianti alle migliori tecniche disponibili, con i relativi termini di avvio, di attuazione e di completamento. Tale documentazione è reperibile, per gli impianti di competenza statale, nell’apposita area Accordo di Programma all’interno della documentazione relativa al singolo impianto.
L’intera documentazione, comprendente anche gli impianti regionali, può essere consultata sull’apposito portale sul sito della Direzione Generale per la Salvaguardia ambientale: Per visualizzarli cliccare su: www.dsa.minambiente.it Sulla pagina web aperta cliccare su "Documenti" Si aprirà una pagina con una tabella. Sotto la tabella, in fondo alla pagina, cercare il campo intitolato: "Sezione corrente". Cliccare sulla freccina accanto a "Direzione Generale" e selezionare "ADP-Taranto e Statte". Ci sono 10 pagine di documentazione su tutti i nostri mali!
DETTAGLIO DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE Informazioni relative all'impianto Nome impianto: Stabilimento di Taranto Localizzazione: S.S. APPIA Km. 648 74100 TARANTO (TA) Categoria attività: Acciaierie Ragione sociale: ILVA S.p.A. Codice fiscale: 11435690158
Informazioni relative alla domanda di A.I.A. Tipologia procedura: Impianto Esistente Dettaglio: Prima autorizzazione Numero protocollo: DSA-2007-0006130 Data protocollo: 01/03/2007 Data trasmissione: 28/02/2007 Stato domanda: Procedimento in corso
Clicca sull'immagine per visitare la pagina del Ministero dell'Ambiente
(Adnkronos) - "Il furto di un dispositivo di memoria da un pc della Regione Puglia e' passato sotto silenzio. Il furto del software e' stato messo a segno forzando le porte della Regione nottetempo. In quella memoria c'e' tutta la documentazione relativa ai procedimenti di valutazione di impatto ambientale. Tra gli altri i procedimenti che riguardano la discussa discarica di Grottelline a Spinazzola e il termovalorizzatore di Modugno, entrambi sotto sequestro. Ma nel pc c'e' anche la procedura 'Via' dell'Ilva. Ho chiesto al Ministro dell'Ambiente di interessarsi al problema in virtu' soprattutto del rischio di non aver fatto copia della documentazione in backup". Lo dichiara il coordinatore regionale dell' Italia dei Valori in Puglia, Pierfelice Zazzera.
"Il furto - prosegue Zazzera - che a detta dell'assessore regionale Losappio (su 'Repubblica di Bari' del 13 novembre scorso) e' stato effettuato da professionisti, e che non puo' che essere avvenuto ad uffici chiusi, avviene, caso strano, in un momento molto complesso per la Regione sul piano ambientale. In primo luogo per lo scontro durissimo che vede la Regione Puglia da una parte e l'Ilva di Taranto e il ministro Prestigiacomo dall'altra; ma anche perche' il furto della banca dati rischia di alterare procedure in corso, come quella relativa al prossimo rilascio del parere sul termovalorizzatore della Eco Energia srl a Modugno sito in un'area soggetta a vincolo idrogeologico e sottoposta a sequestro da parte dell'autorita' giudiziaria il 22 settembre 2008".
"Questo furto rischia di alterare anche la procedura di 'Via' del sito di Grottelline a Spinazzola, della ditta Tradeco e Cogeam Marcegaglia, sottoposta a sequestro giudiziario dal Tribunale di Trani e la procedura dell'inceneritore di Massafra, anch'esso della ditta Marcegaglia. Al Ministro chiediamo di interessarsi - conclude Zazzera - per verificare che esista una copia dei dati a garanzia del territorio regionale e della regolarita' delle procedure connesse alle autorizzazioni che, sulla base della 'Via', vengono rilasciati dall'assessorato regionale competente".
Ecco il documento "ottimistico" sulla MITIGAZIONE DELL'IMPATTO AMBIENTALE... distribuito il 6 settembre 2008 in occasione della verifica degli impegni assunti nel protocollo. Come abbiamo fatto a non renderci conto di quanto pulito e moderno fosse il nostro "caro, vecchio" siderurgico!
Approfittiamo per fare una piccola lezione di teoria del colore ai non esperti di grafica ed arti .
Non tutti sanno che nella comunicazione il VERDE è considerato un colore che esprime forza giovanile, rilassamento, comunica piacevolezza e ricorda la primavera e la natura. L'AZZURRO ACQUA è il colore della pulizia e della libertà, comunica freschezza e chiarezza e ricorda il mare cristallino e il cielo. Il BIANCO rappresenta la purezza. Bene, la lezione è finita.
Adesso facciamo un gioco: dove sono il BIANCO, il VERDE e l'AZZURRO in questa foto che troverete all'interno della documentazione?E perché?
Chi vince si aggiudica un rarissimo eucalipto ROSSO POLVERE (colore che indica attenzione e pericolo e ricorda l'abbandono e la malattia respiratoria) cresciuto a ridosso delle colline minerali dei Tamburi (nella foto però è coperto di bianco...)!
Lo strumento bicanale della stazione di Via Macchiavelli affetto da un errore sistematico di scala: resta comunque immutato il quadro di criticità dell'area.
Dalla relazione tecnica pubblicata nel sito dell'Arpa in data 18/02/2008, emerge che lo strumento bicanale presente nella stazione di Via Macchiavelli a Taranto sia stato "affetto da un errore sistematico di scala, che ha avuto l’effetto di sovrastimare tutte le misure".
Questo errore sistematico da attribuirsi ad una errata impostazione iniziale del parametro moltiplicativo beta spot area, che ha portato ad una sovrastima delle concentrazioni di un fattore 1.69 rispetto al dato reale, si è registrato a partire dal 01/06/2007 fino al 28/01/2008.
L'Arpa ha immediatamente provveduto a correggere i dati relativamente a questo periodo, "nonché a calcolare nuovamente tutti gli indicatori statistici richiesti dalla normativa in vigore (DM 60/02), ed in particolare al conteggio del numero di giorni di superamento del valore limite giornaliero pari a 50 μg/m3". Le stesse correzioni sono state apportate anche sui dati e sulle relazioni tecniche presenti nel sito dell'Arpa.
Nonostante però l'errore abbia prodotto una sovrastima delle concentrazioni, l'Arpa conclude evidenziando come resti immutato "il quadro di criticità dell’area rappresentata dalla stazione di Via Machiavelli, che non rispetta quanto dettato dalla normativa vigente (DM60/02), atteso l’alto tasso di superamenti per il PM10 (47 gg di superamento del valore limite in sette mesi, contro il valore max consentito di 35 gg/anno).
Il Consorzio Interuniversitario "La Chimica per l'Ambiente" (Inca) fondato nell'ottobre del 1993, con sede a Venezia, per potenziare il coinvolgimento dei chimici nelle ricerche ambientali, ha adottato come strategia politica quella di costituire dei laboratori di ricerca. In particolare, nel territorio pugliese si è distinto quello realizzato a Lecce per le analisi di policlorurati aromatici quali diossine, furani e bifenili. Il laboratorio si è distinto anche a livello nazionale per essere stato premiato dal Ministero dell'Università e Ricerca come Laboratorio esemplare. Il laboratorio che si trova ad operare in un territorio non estraneo a criticità ambientali, sito tra due città industriali altamente inquinate quali Taranto e Brindisi, indirizza la sua attività a tre obiettivi principali (specificati nell'articolo). Inserito nella rete internazionale del Consorzio Inca, sarà punto di riferimento per i paesi emergenti dell'area del Mediterraneo.
Oggi, giovedì 5 Luglio alle ore 10,30 presso UIL Provinciale (piazzale Dante - zona Bestat), si è tenuta la conferenza stampa per la presentazione di 3 Ricorsi per il Rigassificatore di Taranto. Leo Corvace, membro del Comitato contro il rigassificatore, ha presentato i ricorsi elaborati, per richiedere la revoca del Nulla Osta di Fattibilità preliminare rilasciato dal Comitato tecnico Regionale, la revoca dell' Atto di Assenso da parte della Provincia di Taranto al progetto di realizzazione di un terminale di rigassificazione proposto dalla "gas Natural", e affinchè la Soprintendenza esprima parere negativo circa la compatibilità ambientale e paesaggistica del progetto di realizzazione di un terminale di rigassificazione. Sono scaribili da questo sito i tre ricorsi oggetto della conferenza stampa cliccando qui sotto:
"Poche auto, efficiente monitoraggio dell'aria, abusivismo edilizio quasi inesistente, politiche che favoriscono il risparmio energetico: sono alcune delle voci grazie alle quali Bolzano si guadagna il titolo della più "ecosostenibile" fra i 103 capoluoghi di provincia.
A "incoronarla" con la migliore mediaè il risultato finale del rapporto Ecosistema urbano 2007 realizzato da Legambiente e Il Sole 24 Ore del lunedì, giunto alla 13 edizione e pubblicato oggi in allegato. Bolzano è seguita dalla vincitrice dello scorso anno (Mantova), in una top ten dove appaiono quasi esclusivamente città del Nord, mentre la parte bassa della classifica è occupata da rappresentanti del Sud e del Centro: ultime l'Aquila (penalizzata dalla carenza di informazioni fornite) e Taranto (area che soffre di una pressione ambientale fortissima). Ma più del voto complessivo, sono i singoli fotogrammi della "pellicola"della ricerca a raccontare lo stato di salute delle città: l'analisi ha infatti preso in considerazione oltre 125mila dati riconducibili a 25 indicatori, raggruppabili in sette grandi tematiche (circolazione, aria, rifiuti, energia, acqua, verde, politiche pubbliche e imprenditoriali). Così si scopre,per esempio,che Massa è prima per il verde pro capite fruibile, mentre Pisa vince per qualità dell'aria. In generale però — evidenzia il rapporto — le politiche messe in atto per migliorare la vivibilità urbana sono ancora insufficienti: smog, traffico e rifiuti restano un male comune".
Se desideri scaricare il Focus Ambiente-Sole 24 ore clicca QUIIII
In conferenza stampa, il giorno 16 maggio 2007 sono state presentate alla cittadinanza le controdeduzioni sul rigassificatore. Il documento composto di ben 52 pagine è ora scaribile in formato pdf cliccando qui
Dal Rapporto annuale sulla qualità dell’ambiente urbano Apat edizione 2006, scaricabile da internet dal sito Apat 2006
Dal comunicato stampa del 18 gennaio 2006:“Sintetizzando alcuni degli indicatori illustrati più dettagliatamente nel Rapporto: Qualità dell’aria & emissioni:per le concentrazioni di PM10, ozono e biossido di azoto nel periodo 1993-2005 nessuna chiara tendenza alla diminuzione. Già a fine giugno 2006 nel 77% dei punti di osservazione è stato superato il valore limite giornaliero della concentrazione di PM10. Per l’ozono, nel 2005, nel 75% degli agglomerati è stata superata almeno una volta la soglia di informazione al pubblico. Nel 2005 si sono registrati nel 95% degli agglomerati superamenti del limite annuale di concentrazione del biossido di azoto che andrà in vigore nel 2010. Il trasporto su strada costituisce la principale sorgente emissiva di PM10 per più della metà delle città considerate; per Roma il contributo stimato del trasporto su strada sul totale delle emissioni di PM10 è pari al 70%. Il contributo del settore industriale è consistente in particolar modo per icomuni in cui sono localizzati grandi poli industriali: Taranto (93%), Venezia (75%) e Genova (49%).