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mercoledì 14 maggio 2014
giovedì 21 febbraio 2013
Ave Giorgio, morituri te salutant!
L'ARPA silenziosamente disegna i "morituri" che camminano dei Tamburi, tra l'indifferenza generale.
E intanto, sul suo sito, ci sono le mappe che inchiodano la città al suo destino di venti, correnti e polveri.
Buona lettura!
sabato 10 dicembre 2011
Ecco le emissioni pugliesi per filo e per segno
Dal sito dell'ARPA Puglia
Inventario delle Emissioni in Atmosfera della Regione Puglia
La Regione Puglia, con DGR nr. 1111/2009, ha affidato ad ARPA Puglia la gestione, l'implementazione e l'aggiornamento dell'Inventario Regionale delle emissioni in atmosfera conformemente a quanto previsto dalla normativa vigente.
Da questo portale è possibile ottenere informazioni sugli inventari delle emissioni, sulle metodologie di stima, sul database IN.EM.AR., nonché sui valori di emissione regionali.
Nella sezione dati è possibile visualizzare le elaborazioni a livello territoriale, suddivise per comparti produttivi o macrosettori (SNAP).
I dati sono disponibili secondo report predefiniti o personalizzabili dall'utente, inoltre è anche possibile visualizzare gli approfondimenti tematici (mappe e relazioni).
Il gruppo di lavoro Emissioni del Centro Regionale Aria di ARPA Puglia ha realizzato l'inventario regionale delle emissioni in atmosfera per il 2007 e ha revisionato l'inventario delle emissioni in atmosfera relative al 2005 (rev. 2010).
Inventario delle Emissioni in Atmosfera della Regione Puglia
La Regione Puglia, con DGR nr. 1111/2009, ha affidato ad ARPA Puglia la gestione, l'implementazione e l'aggiornamento dell'Inventario Regionale delle emissioni in atmosfera conformemente a quanto previsto dalla normativa vigente.
Da questo portale è possibile ottenere informazioni sugli inventari delle emissioni, sulle metodologie di stima, sul database IN.EM.AR., nonché sui valori di emissione regionali.
Nella sezione dati è possibile visualizzare le elaborazioni a livello territoriale, suddivise per comparti produttivi o macrosettori (SNAP).
I dati sono disponibili secondo report predefiniti o personalizzabili dall'utente, inoltre è anche possibile visualizzare gli approfondimenti tematici (mappe e relazioni).
Il gruppo di lavoro Emissioni del Centro Regionale Aria di ARPA Puglia ha realizzato l'inventario regionale delle emissioni in atmosfera per il 2007 e ha revisionato l'inventario delle emissioni in atmosfera relative al 2005 (rev. 2010).
Argomenti
arpa,
emissioni,
ILVA,
mappa,
monitoraggio
lunedì 5 dicembre 2011
L'aggiornamento del registro europeo emissioni E-PRTR
Ambiente: grazie a nuove mappe i cittadini europei hanno una panoramica dell’inquinamento atmosferico causato da fonti diffuse

Il registro su scala europea ha la finalità di aiutare i cittadini europei a partecipare attivamente alle decisioni relative all’ambiente. La Commissione europea e l’Agenzia europea per l’ambiente, in stretta collaborazione con il Centro comune di ricerca (il servizio scientifico interno della Commissione) hanno pubblicato oggi on line nuove mappe che permettono ai cittadini per la prima volta di localizzare le principali fonti diffuse di inquinamento atmosferico come i trasporti e l’aviazione. Nelle 32 nuove mappe vengono indicati i luoghi di emissione di alcuni inquinanti come gli ossidi d’azoto e il particolato. Le mappe integrano i dati esistenti relativi alle emissioni dei singoli impianti industriali disponibili presso il registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (PRTR europeo).
L’E-PRTR, istituito nel 2009 per agevolare l’accesso alle informazioni ambientali, contiene già dati raccolti presso i singoli impianti industriali (fonti puntuali) e da oggi informazioni sulle emissioni dal trasporto stradale, marittimo, aereo, dal riscaldamento degli edifici, dall’agricoltura e dalle piccole imprese (fonti diffuse).
Le fonti diffuse d’inquinamento sono sparse un po’ dappertutto e/o concentrate in aree ad alta densità di popolazione. Una elevata quantità di emissioni provenienti dalle case e dai veicoli rappresenta a livello collettivo una importante fonte diffusa di inquinamento, in particolare nelle città.
Il nuovo insieme di 32 mappe permette ai cittadini europei di vedere su scala di 5 km per 5 km dove si trovano le fonti di inquinamento. Esse riguardano in particolare gli ossidi di azoto (NOX), gli ossidi di zolfo (SOX), il monossido di carbonio (CO), l’ammoniaca (NH3) e il particolato (PM10).
Cosa mostrano le mappe?
I dati relativi alla qualità dell’aria sono messi a disposizione del pubblico dai fornitori di dati[1], ma non forniscono informazioni relative alle varie fonti di inquinamento. Le nuove mappe segnalano le emissioni locali di inquinanti atmosferici, e permettono ai cittadini di avere una visione dettagliata del loro quartiere. Inoltre, tali dati possono essere utilizzati dagli esperti in materia di qualità dell’aria per i loro lavori di modellizzazione, e ciò permette di valutare gli effetti sull’ambiente delle emissioni locali.
Le mappe relative alla distribuzione geografica rivelano ad esempio, la presenza di “punti caldi” in materia di emissioni di ammoniaca (NH3) provenienti dall’agricoltura della pianura padana in Italia, dalla regione francese della Bretagna, e dai paesi del Benelux. Elevati livelli di emissioni di ammoniaca possono nuocere all’ambiente contribuendo all’acidificazione e all’eutrofizzazione del suolo e delle acque dolci.
Esse inoltre mostrano l’estensione delle emissioni di NOX e PM10 dovute al trasporto su strada nelle grandi zone urbane e lungo le principali reti stradali. Nelle città il trasporto su strada è largamente responsabile dei livelli di PM10 nell’aria che respiriamo.
Le carte sono accessibili al seguente indirizzo:
http://prtr.ec.europa.eu/DiffuseSourcesAir.aspx

Il registro su scala europea ha la finalità di aiutare i cittadini europei a partecipare attivamente alle decisioni relative all’ambiente. La Commissione europea e l’Agenzia europea per l’ambiente, in stretta collaborazione con il Centro comune di ricerca (il servizio scientifico interno della Commissione) hanno pubblicato oggi on line nuove mappe che permettono ai cittadini per la prima volta di localizzare le principali fonti diffuse di inquinamento atmosferico come i trasporti e l’aviazione. Nelle 32 nuove mappe vengono indicati i luoghi di emissione di alcuni inquinanti come gli ossidi d’azoto e il particolato. Le mappe integrano i dati esistenti relativi alle emissioni dei singoli impianti industriali disponibili presso il registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (PRTR europeo).
L’E-PRTR, istituito nel 2009 per agevolare l’accesso alle informazioni ambientali, contiene già dati raccolti presso i singoli impianti industriali (fonti puntuali) e da oggi informazioni sulle emissioni dal trasporto stradale, marittimo, aereo, dal riscaldamento degli edifici, dall’agricoltura e dalle piccole imprese (fonti diffuse).
Le fonti diffuse d’inquinamento sono sparse un po’ dappertutto e/o concentrate in aree ad alta densità di popolazione. Una elevata quantità di emissioni provenienti dalle case e dai veicoli rappresenta a livello collettivo una importante fonte diffusa di inquinamento, in particolare nelle città.
Il nuovo insieme di 32 mappe permette ai cittadini europei di vedere su scala di 5 km per 5 km dove si trovano le fonti di inquinamento. Esse riguardano in particolare gli ossidi di azoto (NOX), gli ossidi di zolfo (SOX), il monossido di carbonio (CO), l’ammoniaca (NH3) e il particolato (PM10).
Cosa mostrano le mappe?
I dati relativi alla qualità dell’aria sono messi a disposizione del pubblico dai fornitori di dati[1], ma non forniscono informazioni relative alle varie fonti di inquinamento. Le nuove mappe segnalano le emissioni locali di inquinanti atmosferici, e permettono ai cittadini di avere una visione dettagliata del loro quartiere. Inoltre, tali dati possono essere utilizzati dagli esperti in materia di qualità dell’aria per i loro lavori di modellizzazione, e ciò permette di valutare gli effetti sull’ambiente delle emissioni locali.
Le mappe relative alla distribuzione geografica rivelano ad esempio, la presenza di “punti caldi” in materia di emissioni di ammoniaca (NH3) provenienti dall’agricoltura della pianura padana in Italia, dalla regione francese della Bretagna, e dai paesi del Benelux. Elevati livelli di emissioni di ammoniaca possono nuocere all’ambiente contribuendo all’acidificazione e all’eutrofizzazione del suolo e delle acque dolci.
Esse inoltre mostrano l’estensione delle emissioni di NOX e PM10 dovute al trasporto su strada nelle grandi zone urbane e lungo le principali reti stradali. Nelle città il trasporto su strada è largamente responsabile dei livelli di PM10 nell’aria che respiriamo.
Le carte sono accessibili al seguente indirizzo:
http://prtr.ec.europa.eu/DiffuseSourcesAir.aspx
Argomenti
E-PRTR,
emissioni,
mappa,
registro europeo
sabato 16 gennaio 2010
Legambiente e Benetton?
”Bari -continua Tarantini- negli ultimi anni ha p0untato molto sulla mobilita’ sostenibile attraverso il Park&Ride, il bike sharing, le zone a sosta regolamentata, pedonali ma ancora molto si deve fare considerati i dati delle polveri sottili”.
Per stimolare i Comuni ad investire in misure antitraffico, in Puglia, come in tutta Italia, sono previste iniziative oggi. Si e’ scelta simbolicamente Taranto, dove il circolo locale con i negozi del centro “Benetton” e “L’uomo di Linea Verde Mirabile” faranno indossare ai manichini in vetrina maschere anti-smog. “In attesa della presentazione dell’edizione 2010 di Mal’Aria Industriale il 6 febbraio, -conclude Tarantini- chiediamo a tutte le realta’ industriali di adottare sistemi antinquinamento per ridurre le loro emissioni. Infatti, anche se e’ vero che citta’ come Brindisi e Taranto presentano valori buoni secondo i parametri di ‘Mal’Aria di citta’, e’ vero anche che la maggior parte dell’inquinamento in queste realta’ e’ rappresentato dalle industrie e non dal traffico cittadino. Presenteremo in quell’occasione anche una mappatura dei siti che rappresentano un’autentica minaccia per la salute dell’ambiente.”(AGI)
Per stimolare i Comuni ad investire in misure antitraffico, in Puglia, come in tutta Italia, sono previste iniziative oggi. Si e’ scelta simbolicamente Taranto, dove il circolo locale con i negozi del centro “Benetton” e “L’uomo di Linea Verde Mirabile” faranno indossare ai manichini in vetrina maschere anti-smog. “In attesa della presentazione dell’edizione 2010 di Mal’Aria Industriale il 6 febbraio, -conclude Tarantini- chiediamo a tutte le realta’ industriali di adottare sistemi antinquinamento per ridurre le loro emissioni. Infatti, anche se e’ vero che citta’ come Brindisi e Taranto presentano valori buoni secondo i parametri di ‘Mal’Aria di citta’, e’ vero anche che la maggior parte dell’inquinamento in queste realta’ e’ rappresentato dalle industrie e non dal traffico cittadino. Presenteremo in quell’occasione anche una mappatura dei siti che rappresentano un’autentica minaccia per la salute dell’ambiente.”(AGI)
giovedì 2 luglio 2009
Ilva coltivata?

Pubblichiamo una segnalazione di un sostenitore del nostro blog:
Buongiorno,
volevo solo segnalare che sul sito http://www.bing.com/maps/ se si fa uno zoom sulla foto satellitare dell’Ilva, vi è una singolare manipolazione in cui tutta l’area a caldo è scomparsa lasciando posto a terreni coltivati (magari!!).
Cogliendo l’occasione Vi saluto e ringrazio per ciò che fate ogni giorno.
Abbiamo verificato che Bing utilizza una mappatura satellitare sul modello di quella di google, che viene aggiornata con cadenza periodica. Gli scatti vengono sovrapposti in base alla georeferenziazione a comporre un mosaico sul quale vengono poi impostate anche le informazioni relative alle città, infrastrutture ecc...
La parte dell'ilva coperta da campi prende parte dellì'area dei laminatoi e parte della lavorazione a caldo, ma sembrerebbe più un errore di referenziazione dell'immagine che una schermatura. Soprattutto in considerazione che c'è un'evidente divergenza tra l'immagine del terreno e le strade...
Stavolta non crediamo che Riva sia arrivato così in alto da condizionare un network come Bing e Microsoft che hanno creato questo servizio in concorrenza con Google. Propendiamo più per l'errore software...
In ogni caso siamo grati per la segnalazione e invitiamo tutti i lettori a fare altrettanto per ogni aspetto che riguarda l'ambiente, la cultura, l'immagine della nostra città.
Garantiamo la privacy di tutti tenendo riservati gli indirizzi dei segnalatori ed eliminando le mail dalla casella del Comitato.
mercoledì 22 ottobre 2008
Da Nord a Sud, dal web alla carta stampata: tutti ne parlano!
Taranto e l'Ilva sotto la lente
Dopo che la notizia è stata pubblicata dal Corriere della Sera a pag 23, con l'articolo di Carlo Vulpio, sotto la lente del mondo giornalistico nazionale sono finite Taranto e la industria siderurgica di Emilio Riva, l'Ilva .
Ma insieme all'articolo è stata pubblicata anche una importante Mappa: la mappa dell'Italia Inquinata che porta la firma Peacelink e che rileva come la provincia di Taranto abbia il primato dei veleni industriali, a livello nazionale.
La Mappa che è stata realizzata sulla base dei dati del Registro Ines (delle emissioni di inquinanti tra cui diossine e furani, mercurio, idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), benzene, policlorobifenili, piombo e arsenico), dipinge un quadro nazionale dai toni grigi e neri: toni grigi che interessano Caltanissetta, Venezia, Nuoro e soprattutto Livorno (seconda in classifica) distaccata notevolmente da Taranto, i cui toni sono per questa ragione, piuttosto neri come la pece.
Ora la notizia e la mappa stanno facendo il giro del web: blog, siti internet, reti di mailing list collegate tra loro stanno pubblicando e "postando" la notizia che da caso locale diventa caso d'importanza nazionale, come deve essere.
Esempi sono riportati qui sotto... Buona lettura!
Ambiente: la regione attivati dopo i dati Ines su Livorno
Radio Nostalgia Toscana Lazio
Dopo la pubblicazione dei dati ufficiali del registro Ines, che hanno evidenziato come Livorno sia la seconda città in Italia per emissioni industriali ...
Radio Nostalgia Toscana Lazio
Dopo la pubblicazione dei dati ufficiali del registro Ines, che hanno evidenziato come Livorno sia la seconda città in Italia per emissioni industriali ...
«La provincia di Taranto è la più inquinata d'Italia»
La Gazzetta del Mezzogiorno
BARI – La provincia di Taranto è la più inquinata d’Italia, seguita, ma a grande distanza, da Livorno, Nuoro, Venezia e Caltanissetta: è quanto emerge da ...
La Gazzetta del Mezzogiorno
BARI – La provincia di Taranto è la più inquinata d’Italia, seguita, ma a grande distanza, da Livorno, Nuoro, Venezia e Caltanissetta: è quanto emerge da ...
| CLIMA: FERRERO, SARKOZY HA RAGIONE BERLUSCONI HA TORTO AGI - Agenzia Giornalistica Italia - Roma,Italy I fatti li fanno invece industriali come Riva, padre-padrone dell'Ilva di Taranto, che fa profitti sulla pelle dei lavoratori e che si ammalano ai polmoni e ... | ||||||
| C'è una Seveso in Puglia e si chiama Taranto Il Salvagente - Roma,Italy “I dati da noi raccolti evidenziano che in linea di massima che i capi che pascolavano nell'area adiacente all'impianto dell'Ilva mostrano livelli di ... | ||||||
| Ilva (Ta): Fiom, azienda non risparmi su misure per ridurre ... RassegnaOnline - Italy “L’emergere di dati drammatici e clamorosi sui danni alla salute per l’inquinamento industriale a Taranto, dovuti alle emissioni nocive dell’Ilva, ... | ||||||
| Aria di città: peacelink stila la classifica con i dati del ... Greenreport - Toscana,Italy Taranto spicca al primo posto proprio grazie a valori di diossine, tutte di derivazione dalle acciaierie Ilva, che ammontano a 91,5 grammi/anno, ... | ||||||
elezionitaliane - benevento,benevento,Italy «Un vestito su misura per l’Ilva di Emilio Riva», dicono le associazioni ambientaliste. «Siamo in regola e abbiamo anche investito 450 milioni di euro per ... Registro Ines, provincia di Livorno seconda in Italia per ... inToscana Taranto è la città in cui si concentra la maggior percentuale di diossina emessa nel nostro Paese. Un dato conosciuto e su cui gli amministratori regionali ... Veleni industriali, Bergamo al 12° posto in Italia nell'aria ... Bergamonews - Taranto risulta la più grande "produttrice" di diossina nazionale: dalle sue ciminiere esce il 92% del totale. Il resto proviene da altre quattro province: ...
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mercoledì 15 ottobre 2008
Il "trovantenna"

Una buona notizia... cliccate qui:
finalmente è stata realizzata la mappa delle antenne di telefonia mobile a Taranto!
L'incontro tra la determinazione di cittadini e associazioni e l'apertura delle amministrazioni può portare anche a Taranto dei risultati incredibili: quale altra città ha una mappa di questo genere?
Grazie Alessandro.
martedì 22 aprile 2008
Taranto - E' online la mappa degli inquinanti

Al seminario dal titolo ""Taranto - la mappa dei veleni " tenutosi ieri 21 aprile presso la Uil, realizzato dalla stessa organizzazione sindacale, insieme a Peacelink e al Comitato per Taranto, è stato presentato un nuovo strumento, funzionale alla conoscenza degli inquinanti emessi dalle industrie pesanti presenti nel territorio jonico.
Questo strumento è la "mappa dei veleni" consultabile on line. Ideatore di questo prezioso strumento è il Presidente di Peacelink: Alessandro Marescotti, che non finisce mai di stupirci.
Ma come funziona questa mappa?
è molto semplice: è necessario cliccare sul link "Taranto - la mappa degli inquinanti", e potrete visitare una pagina web dove al suo interno troverete un albero con tantissimi rami e radici....
E ad ogni ramo corrisponde una casella. Ad ogni casella corrisponde un'importante informazione.
In questo modo potrete realizzare una ricerca mirata, con l'aiuto di semplici strumenti conoscitivi.
Per esempio si desidera avere maggiori informazioni sull'Apirolio o su qualche altro inquinante a Taranto? .... è semplice basta cliccare sulla casella.
La mappa non è ovviamente completa ma si potrà arricchire in futuro di nuove informazioni. E' infatti una mappa in continuo aggiornamento, ed è questa la particolarità che la rende maggiormente interessante.
Cosa aspetti a provarla?
Vai alla MAPPA: e buona navigazione!
lunedì 21 aprile 2008
Taranto - La Mappa dei Veleni
L'iniziativa organizzata dal Comitato per Taranto, Peacelink e Uil, sarà presentata oggi 21 aprile 2008 dalle ore 17.30 alla Uil, in Piazzale Bestat.Lunedì 21 aprile, alle 17.30 si terrà il seminario "Taranto, la mappa dei veleni". Il seminario è centrato sulle fonti di inquinamento a Taranto e sarà corredato dalla proiezioni di mappe concettuali e dalla distribuzione di materiali informativi. L'incontro è dedicato alla divulgazione di questioni collegate alla chimica ambientale e alla sicurezza ambientale, a cominciare dalle analisi che hanno consentito di appurare a Taranto alcuni casi di contaminazione da diossina nel sangue umano, nel latte materno, nel latte di capra, nel formaggio, nella carne e nell'acqua.Il seminario sarà continuato e approfondito lunedì 28 aprile, sempre alle 17.30 con un secondo incontro intitolato "Taranto: dalla mappa dei veleni alla mappa delle soluzioni". L'incontro sarà dedicato alla conoscenza dell'Autorizzazione Integrata Ambientale.Entrambi gli incontri si terranno nel salone della UIL di Taranto (piazzale Dante 2, al 3' piano, zona Bestat).Gli incontri sono destinati a studenti, insegnanti, lavoratori dell'area industriale e cittadini interessati alla questione ambientale.In particolare sarà illustrata l'importanza di una partecipazione attiva dei cittadini alla procedura di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che ha lo scopo di individuare le emissioni inquinanti e di delineare le soluzioni tecniche per ridurle.Sono previsti interventi di Gabriele Candido (Comitato per Taranto), Alessandro Marescotti (PeaceLink) e Francesco Sorrentino (Uil Taranto). Relazioneranno Arturo Acacia, Lea Cifarelli e Massimo Ruggeri. Saranno presentate alcune mappe concettuali e schede didattiche per "alfabetizzare" alla chimica ambientale.Gli organizzatori invitano gli amministratori e le associazioni cittadine che si occupano delle questioni ambientali al fine di realizzare un coordinamento a partire dalla diffusione di una maggiore conoscenza dei problemi ecologici in ambito cittadino.
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Alessandro Marescotti - PeaceLink
Giulio Farella - Comitato per TarantoFrancesco Sorrentino - UIL Taranto
domenica 10 febbraio 2008
La mappa dei termovalorizzatori
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