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mercoledì 21 aprile 2010

25 aprile. Mai dimenticare!


25 APRILE 2010: UNISCITI ALLA TARANTO CHE RESISTE!

PRESIDIO DELLA TARANTO ANTIFASCISTA ALLA ROTONDA LUNGOMARE, dalle ORE 11 - alle 21.
Stand informativi, mostra fotografica, microfono aperto.

Ore 11.00: Commemorazione insieme ad ANPI della tomba di R.Pandiani.
Ore 12.00: Flash Mob "Sempre e solo Resistenza"
Ore 13.30: Pranzo sociale
Ore 17.00: Letture di passi e poesie
Ore 18.00: Testimonianze
Ore 19.00: Proiezione film
Ore 20.30: Musica djset

Presidio: Mostra fotografica dell'ANPI, banchetti informativi sulle nuove forme di fascismo.

PORTATE TUTTI TESTI, MUSICHE E RACCONTI SULLA RESISTENZA!

A 65 anni dalla Liberazione dell'Italia dal nazifascismo, movimenti, associazioni cittadine e studentesche, sindacati, collettivi, partiti e giovanili, lanciano una giornata di mobilitazione per il 25 Aprile, che si terrà presso la Rotonda del lungomare dalle ore 11.00 alle 21.00.
Dirsi antifascisti, oggi non è un gesto o un atto retorico di chi non vuole superare steccati ideologici. Essere antifascisti oggi significa affermare con chiarezza e forza l'opposizione radicale ai fascismi striscianti che in Europa e in Italia sono sempre più presenti e che qualcuno ignora o finge di non vedere.
Razzismo, omofobia, repressione, censura sono tutti sinonimi della parola fascismo e che compongono le politiche e gli atteggiamenti del Governo Berlusconi. L'antifascismo è un valore delle nostre organizzazioni, un valore non come atto solo di memoria storica, ma una pratica che vive nella quotidianità delle nostre pratiche, partendo dagli atti di resistenza, dai presidi culturali costruiti contro l'ondata sottoculturale che i gruppi neofascisti, attraverso un becero populismo, tentano di portare all'interno dei luoghi della formazione.
Quest'anno la giornata del 25 aprile, deve acquisire un valore centrale nell'azione politica delle nostre Organizzazioni all'interno delle scuole, dell’università, della città. Bisogna andare oltre l’autocelebrazione.
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un graduale ma crescente attacco all'esperienza straordinaria della Resistenza, ed ai valori che essa rappresenta: un'offensiva scagliata su più fronti e su differenti livelli. Un attacco frontale alle azioni partigiane e ai partigiani stessi che hanno liberato il Paese. Sul piano ideale, d'altro canto, assistiamo ad una offensiva frontale verso gli ideali e i valori di cui le donne e gli uomini che presero parte alla Resistenza si fecero portatori, e di cui la Carta Costituzionale rappresenta la sintesi perfetta; ideali di libertà, uguaglianza, giustizia sociale e rispetto dell'altro da sé, che vengono oggi messi in discussione non solo da chi si proclama apertamente fascista, ma anche, in maniera più subdola e strisciante, da personaggi che gravitano in partiti e che governano il paese.
La nostra lotta deve vivere nelle scuole, nelle università e nelle piazza innanzitutto di un lavoro culturale che scardini le logiche della forza, dell’individualismo e del pensiero semplice. Un antifascismo quindi che si batta per la difesa dei valori della Costituzione, della partecipazione, della libertà di espressione contro ogni repressione e violenza.
Rilanciamo questi valori nelle scuole e nella società tutta; scegliamo di reagire con forza e determinazione a chi ripropone oggi l’odio, la violenza e la volontà di sopraffazione sconfitti 65 anni fa. La Resistenza oggi la si difende rifacendola, difendendo e lottando per conquistare la cosa per cui si sono battuti i partigiani: la dignità. Lo si fa in piazza e per strada, nei luoghi della formazione e nelle città, cercando di rimettere le nostre vele sulla rotta dei venti della Storia.


Sindacato Studentesco LINK Taranto, Uds Unione degli Studenti Taranto, Cloro Rosso CSOA, Palestra Popolare Mustaki Taranto, Coperativa Owen, Radio Popolare Salento, Comitato per Taranto, ANPI, Arci, Libera, Simbiosi Moderne, Sud in Movimento, Sinistra Critica, Sinistra Ecologia Libertà, Partito dei Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Giovani Democratici Taranto

sabato 25 aprile 2009

Per non dimenticare cosa fu il FASCISMO!

Carissima Anna, eccomi a te con questo mio ultimo scritto prima di partire per la mia condanna. Io muoio contento d'aver fatto il mio dovere di Vero Patriota. Mia cara sii forte che dal cielo pregherò per tè, che tu per me sei sempre stata l'unica consolazione in questi momenti di grande dolore mi confortavo solo con tè. Quando tu venivi mi sembrava che la mia vita veniva più bella, mi sentivo più sollevato. Ti ricordi Anna che da quel giorno che mi hai visto piangere anche tu ti sono scesi le grosse lacrime dagli occhi mia piccola e cara Anna i tuoi capelli hanno asciugato quelle lacrime dei miei occhi. Cara ora ti racconto un po' della mia vita e incomincio subito «il giorno 27 fui preso portato a Vercelli in prigione dove passai senza interrogazione. Il mattino del 29 fui chiamato davanti a tutti i fascisti di Vercelli. Io non ho risposto mai alle loro domande le sole parole erano queste " che non so niente e che non sono partigiano". Ma loro mi hanno messo davanti mille cose per farmi dire di si ma non usciva parola dalla mia bocca e pensando che dovevo morire. Il giorno 31 mi fu fatto la prima tortura ed è questo mi hanno strappato le ciglia e le sopraciglia. Il giorno i la seconda tortura "mi hanno strappato le unghie, le unghie delle mani e dei piedi e mi hanno messo al sole che non puoi immaginare, ma portavo pazienza e dalla mia bocca non usciva parola di lamento". Il giorno 2 la terza tortura "mi hanno messi ai piedi delle candele accese ed io mi trovai legato su una sedia mi son venuti tutti i capelli grigi ma non ho parlato ed è passato". Il giorno 4 fui portato in una sala dove c'era un tavolo sul quale mi hanno teso in un laccio al collo per dieci minuti la corrente e fui portato per tré giorni fino al giorno 6 alla sera alle ore 5 mi dissero se avevo finito di scrivere tutto ciò che mi sentivo ma non ho ancora risposto e voglio sapere la mia fine che devo fare, per dirlo alla mia cara Anna e mi dissero quella tremenda condanna e mi feci vedere molto orgoglioso ma quando fui portato in quella tremenda cella di nuovo mi inginocchiai mi misi a piangere avevo nelle mie mani la tua foto ma non si conosceva più la tua faccia per le lacrime e i baci che ti ho fatto, questo cara Anna devi perdonarmi sii forte a sopportare questo orrendo delitto e fatti coraggio avrai il tuo amore fucilato alla schiena. Ma Dio paga non soltanto il sabato ma tutti i giorni, fai bene Anna, che il tempo passa e non tornerà più e la morte si avvicina».
Cara Anna mi devi promettere una cosa sola che saprai vendicare il sangue di un innocente che grida vendetta contro i fascisti. Nel tuo cuore non ci deve essere dolore ma l'orgoglio di un Patriota e anche ti prego di tenere per ricordo il mio nastrino tricolore che lo portai sempre sul cuore per dimostrarmi un vero Patriota. Anna non piangere per me che hai avuto il tuo caro papà morto. Io dal cielo ti guarderò ove tu andrai e ti seguirò ovunque. Mi trovo nelle mani dei Carnefici se mi vedessi Anna non mi riconosceresti più per lo stato che son ridotto molto magro grigio sembro tuo nonno tutto ciò non basta il peggio sarà domani sera senza un soccorso da tè e dai miei genitori senza veder più nessuno quale dolore sarà per la mia mamma.
Ti prego Anna a guerra finita va a Torino da mia sorella e racconta ciò che è avvenuto nei giorni della mia prigione e che per lei ho fatto questa morte le auguro che non le facciano del male come a suo fratello ma anche per lei verrà il giorno della riscossa; ella dirà che è colpa mia. Anna sii forte sopporta questa croce pesante che dovrai portare fino al disopra del cielo. Ora veramente devo terminare perché mi fanno molto male le mani e mi fanno sangue. Saluti e baci prega per me che io dal cielo pregherò per tè.

Antonio Fossati (condannato a morte)

Lettere della Resistenza