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mercoledì 20 gennaio 2010

L'Ilva si mette il fondotinta?


Inquinamento a Taranto, le polveri sottili che ci preoccupano
Veleni "arancioni"
L'altoforno 5 dell'Ilva di Taranto oggi ha immesso nell'atmosfera fumi non convogliati. Si può dare l'Autorizzazione Integrata Ambientale a un'azienda che fa marciare gli impianti in questo modo?

Alle ore 15.46 del 20 gennaio 2010 queste sono le emissioni inquinanti dall'AFO5 dell'Ilva di Taranto. Mancano adeguate cappe di aspirazione? Non vengono attuate pratiche operative corrette? L'azienda spieghi perché escono quelle polveri anomale.
Alessandro Marescotti

AMIU fallimentare

martedì 19 gennaio 2010

Altamarea racconta la vera Ilva a Vendola

Si è tenuto nel pomeriggio di ieri 18 Gennaio 2010, alla presenza dell’Assessore Michele Pelillo, l’incontro richiesto dal Presidente della Regione Vendola ai rappresentanti di Altamarea a seguito delle numerose segnalazioni e testimonianze video del nuovo impianto di depolverazione inaugurato dall’Ilva il 14 Gennaio scorso.
All’Assessore Pelillo sono stati fatti visionare i numerosi filmati realizzati da Altamarea che testimoniano le perplessità sulla complessiva tenuta e funzionalità del nuovo impianto così ampiamente pubblicizzato e propagandato.
E’ stato chiarito e ribadito che lo spirito che muove Altamarea non è certo quello indicato come “distruttivo” da parte di Ilva Spa.
Altamarea è e resterà un osservatore neutro, imparziale e costruttivo e con queste premesse continuerà a tenere alta l’attenzione sulle problematiche ambientali di questa Città e sul rispetto che le stesse meritano a qualsiasi livello.
L’occasione presentatasi inoltre è stata utile a:
- sensibilizzare il Governatore sulla necessità di monitorare con estrema attenzione l’iter istruttorio relativo alla richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) in discussione presso il Ministero dell’Ambiente, questione sulla quale Altamarea ha da tempo attivato i propri consulenti tecnici;
- rinnovare l’appello affinché la Regione Puglia indirizzi fortemente la sua azione di Governo verso la piena attuazione dell’art. 3 della Legge Regionale anti-diossina con particolare riferimento al campionamento in continuo.
Da un comunicato stampa di Ilva Spa, inoltre, apprendiamo che, nelle stesse ore, si teneva una riunione “…convocata di urgenza..” tra l’Ilva e l’impresa che ha realizzato l’impianto di depolverazione. Apprendiamo dallo stesso comunicato che l’obiettivo di quest’ultima riunione era quello di “….verificare il corretto funzionamento dell’impianto, gli eventuali interventi di completamento e la sua
effettiva messa a regime…” Inoltre tale comunicato conferma l'esistenza di "....alcuni inconvenienti tecnici che non erano stati previsti....", nonché una tempistica di entrata in funzione dell’impianto non coincidente con quella dettata dalle evidenti necessità di propaganda legate alla manifestazione di inaugurazione.
Forse una maggiore coerenza e prudenza avrebbero potuto consigliare toni meno trionfalistici.
Ciò conferma che l’atteggiamento costruttivo di Altamarea resta e resterà tale nonostante l’enorme asimmetria informativa, tecnica ed economica rispetto ad Ilva Spa.
Per concludere con un sorriso, scevro da qualsiasi polemica, ci saremmo a questo punto aspettati, a margine del citato comunicato stampa di Ilva, quantomeno una nota di esplicito ringraziamento per la consulenza tecnica fornita gratuitamente da Altamarea. I nostri dubbi si sono rivelati evidentemente fondati e questa consulenza, gratuita e a distanza, è stata il vero regalo a tutta la Comunità Tarantina, nessuno escluso.

Altamarea Coordinamento cittadini e associazioni

Videocittadini vincono!

COMUNICATO STAMPA di Peacelink

Taranto, è vittoria con la lotta dei video, si apre ora quella per la difesa della salute


Giudichiamo positivamente il comunicato dell'Ilva in cui l'azienda ammette il sistema di depolverazione secondaria dell'acciaieria 2 appena inaugurato non sta funzionando bene e che "alcuni inconvenienti tecnici non erano stati previsti, allungando così i tempi per la sua piena funzionalità". L'azienda ha infatti dovuto convocare d'urgenza l'Alstom, ossia l'azienda che ha realizzato l'impianto di depolverazione, per verificare cosa è che non sta funzionando. "La riunione - ha dichiarato l'Ilva - convocata d'urgenza è una risposta al lavoro di documentazione compiuto in questi giorni dalle associazioni ambientaliste". L'Ilva ha chiesto altri 30 giorni di tempo per risolvere i problemi riscontrati, problemi che in questi giorni Altamarea e PeaceLink hanno reso di pubblico dominio su Youtube diffondendo filmati eloquenti.
Crediamo che a Taranto la questione dell'ambiente e della salute stia divenendo veramente centrale. E' un momento di svolta per la coscienza sociale della città.
Questa lotta dei video su Internet è ormai diventata un "caso da manuale" nel cyberattivismo ambientale nazionale. I risultati strappati indicano che l'evidenza delle immagini porta sempre alla vittoria se ben gestita sul web. Immagini e video sono stati infatti infatti rilanciati dai giornali e dalle TV con un effetto dirompente. PeaceLink invita tutti i cittadini a fare la stessa cosa su Internet e sui social network come Facebook. Solo così documenteremo a tutta la comunità nazionale la nostra preoccupante situazione e la nostra voglia di cambiare pagina.
L'ammissione dell'esistenza del problema da parte dell'Ilva costituisce un passo in avanti. Ma altri passi dovranno essere ancora fatti. Infatti continuiamo a registrare emissioni abnormi di fumi inquinanti da altri impianti, ad esempio dalle batterie 3 e 4 della cokeria, appena rientrate in funzione, le cui marcate emissioni intendiamo segnalare all'Ilva in un rapporto di costruttiva segnalazione delle anomalie.
Oggi abbiamo parlato con il presidente della Provincia Gianni Florido che si è detto favorevole alla proposta del "modello bresciano", ossia di un "osservatorio" di confronto mensile in cui condividere e aggiornare i dati delle emissioni dell'Ilva, dell'Arpa, degli enti locali e dei cittadini. I cittadini hanno diritto di portare e far visionare all'Arpa, all'Ilva e alle autorità competenti i loro filmati e le loro foto per evidenziare tutto ciò che ancora non funziona. Crediamo che i cittadini possono diventare un soggetto importante di documentazione collettiva. Le "ecosentitelle" con i loro telefonini e telecamere filmeranno, fotograferanno e presenzieranno in queste riunioni offrendo il loro contributo di videosorveglianza perché Taranto ritorni alla normalità. Al tempo stesso è importante che entrino al più presto in funzione le telecamere a ciclo continuo previste nell'Autorizzoazione Integrata Ambientale, piazzate in particolare a sorveglianza della cokeria e delle sue emissioni nocive.
Infine esprimiamo vivo apprezzamento per il lavoro del Sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, che oggi ha presentato un piano di analisi della popolazione per verificare, mediante analisi di sangue e urine, la presenza di metalli pesanti e diossina. E' un lavoro importante di verifica dell'esposizione agli inquinanti che PeaceLink aveva richiesto al sindaco il 31 luglio 2009 (clicca qui) partendo dai dati di emissione dell'arsenico. Il Sindaco ha prestato subito attenzione, dimostrandosi sensibile alla questione e in pochi mesi è stato messo a punto un progetto che sarà realizzato da Arpa, Dipartimento di Prevenzione dell'Asl e Università di Bari.

Ma come, sig. Riva? Non era pronto il grande filtro?

E invece ci vogliono ancora 30 giorni...


Ed ecco invece il consueto impegno ambientalista dell'UDC in periodo elettorale. Peccato che dopo le elezioni ci si dimentichi i buoni propositi...

lunedì 18 gennaio 2010

Chiarezza?

Polveri Ilva: ancora "errori umani"

Così Assennato ha chiamato le fuoriuscite filmate da Altamarea nei giorni scorsi... (clicca qui per leggerne le parole), mentre Ilva si ostina a dire che abbiamo le traveggole!

Video del 17 gennaio
L'impianto di depolverazione inaugurato il 14 gennaio 2010 non sembra funzionare bene: perché? Eppure era stato definito un "gioiello".

sabato 16 gennaio 2010

ARPA avvisata...

Altamarea vigila sull'Ilva

Comunicato stampa

In merito al comunicato stampa diramato da Ilva Spa giovedì 14 gennaio 2010 e relativo alla inaugurazione del nuovo impianto di depolverazione riteniamo opportuno e doveroso fare alcune considerazioni.
L'atteggiamento di Altamarea non vuole essere "distruttivo" ma unicamente volto alla ricerca di chiarezza.
Non ci uniamo al coro di elogi da più parti sollevato in merito alla predetta inaugurazione in quanto riteniamo che, laddove venga confermata la funzionalità del nuovo impianto, quest'ultimo rappresenti un diritto per tutti i cittadini di Taranto e Provincia e non un gentile omaggio.
Crediamo che la "sfiducia" nostra e di chi ha a cuore le sorti ambientali e la salute dei tarantini derivi da decenni di decisioni prese senza criterio e in maniera unilaterale a danno del nostro territorio.
Laddove la qualità e funzionalità del nuovo impianto venga confermata ne prenderemo atto con compiacimento, restando comunque in attesa di risposte tutt'ora inevase circa le questioni ancora in sospeso come ad esempio il campionamento in continuo così come previsto dall'art. 3 della Legge Regionale antidiossina.
Dobbiamo tuttavia constatare che alle 14.41 del 15 Gennaio 2010 si sono verificate nuove emissioni anomale, di tipo non convogliato, che fuoriuscivano dalla campata dell'Acciaieria 2 di Ilva inaugurata solo 24 ore prima.
Come mai tali emissioni anomale non sono state intercettate dai convogliatori e dai sistemi da poco installati?
Rinnoviamo la nostra disponibilità ad un costruttivo incontro tecnico con Ilva così come con Eni e Cementir.
Altamarea continuerà a mantenere alto il livello di attenzione come la coscienza civica della Città di Taranto richiede numerosa e a gran voce.
Annunciamo sin da ora che proporremo come modello di "relazioni" quello realizzato a Brescia dove gli Enti Locali e la Provincia, raccogliendo le istanze ambientaliste hanno istituito un apposito Osservatorio di cui fanno parte Alfa Acciai, Cittadini,
Amministratori pubblici ed Arpa che, mensilmente, condivide tutti i dati sui controlli ambientali, compresi quelli sulla diossina.

Di questa nostra ultima proposta daremo ampia informativa in un prossimo comunicato.

Essere tarantini oggi vuol dire credere solo ai propri occhi

Il ruolo del nostro movimento non è quello di applaudire ma di fare i cani da guardia

Forse dobbiamo comprare un'altra telecamera, la nostra "vede" troppi fumi

L’Ilva, invece di spiegare tecnicamente le ragioni del malfunzionamento dell'Acciaieria 2, se la prenda con le immagini diffuse su Internet. Come al tempo di Galileo Galilei, credere nell’evidenza diventa una sfida all’autorità costituita, guardare le immagini (nel cannocchiale o su Internet) e credere nella loro evidenza significa essere considerati dei ribelli. Perché?
16 gennaio 2010 - Alessandro Marescotti (presidente di PeaceLink )

Nel pomeriggio del 15 gennaio, alle 14,41, la nostra telecamera ha ripreso nuove emissioni non convogliate sulla campata dell’Acciaieria 2 Ilva: come mai non sono state aspirate e intercettate dai convogliatori? Come mai continuano questi malfunzionamenti anche dopo la cerimonia? Queste nuove immagini di “sbuffi anomali” di polveri sottili le metteremo sul web (clicca su http://www.youtube.com/watch?v=Vctaa2xofxY).
Tutto questo non depone a favore della cerimonia al’Ilva del 14 gennaio, ideata per battere le mani ai nuovi sistemi di aspirazione. “Una figata”. Se fossi stato in Vendola non l’avrei definita così l’Acciaieria 2, quell’impianto rimesso a nuovo. Eccola infatti su Youtube (http://www.youtube.com/watch?v=lHpNW-sYTnc) che perde fumi anomali a pochi minuti dall’inaugurazione. Fuoriescono lateralmente. Che brutto spettacolo. Tecnicamente sono “emissioni fuggitive”. Sono sintomo di impianti non funzionanti in modo ottimale. Disperdono polveri sottili. E’ come vedere un’auto che fa fumo dal vano motore. Eppure si è fatta una cerimonia per magnificare un impianto che ancora non sembra andare per il verso giusto, se ci basiamo sulle immagini in nostro possesso. Ma l’Ilva ci ha rimproverato di “atteggiamento continuamente distruttivo” dopo aver diffuso quelle immagini. Ci ha criticati per non aver seguito l’esempio di Vendola che dovrebbe essere “il faro che debba guidare anche i comportamenti delle associazioni ambientaliste”. Sono parole dell’Ilva. Dovremo comprarci una telecamera di un’altra marca? Quella attuale forse è “prevenuta” e ci fornisce delle illusioni ottiche? Acciaieria 2 Ilva, ore 14.42 del 15/1/2010


E’ sconfortante notare il fatto che l’Ilva, invece di spiegare tecnicamente le ragioni del malfunzionamento, se la prenda con le immagini diffuse su Internet. Come al tempo di Galileo Galilei, credere nell’evidenza diventa una sfida all’autorità costituita, guardare le immagini (nel cannocchiale o su Internet) e credere nella loro evidenza significa essere considerati dei ribelli. Perché?
L’Ilva pare oggi comportarsi come un’attrice che rompe lo specchio se scopre di avere le rughe. A volte sembra di vivere in un regime paternalistico in cui bisogna applaudire e non rimanere fuori dal coro.
Voglio dirlo: questa cerimonia dell’acciaieria non mi è piaciuta. Tranne rari casi, detesto le cerimonie. Sono occasioni di propaganda. Sono l’arma mediatica dei regimi totalitari. Il fascismo è stato un susseguirsi di cerimonie: ponti, strade, ospedali, acquedotti, tutti inaugurati con cerimonie. Quello che in un paese libero e civile è un diritto, in un regime è un dono, una concessione benevola.
In Europa l’industria applica le migliori tecnologie senza aver bisogno della fanfara. A Taranto invece il nostro diritto alla salute diviene occasione di propaganda per l’Ilva e per le autorità. Si festeggia: ma che c’è da festeggiare se arriviamo ultimi in Europa ad applicare le migliori tecnologie? Questi interventi andavano fatti da anni, con gli atti di intesa.
Acciaieria 2 Ilva, 15/1/2010, ore 14.42
Credo che il ruolo del nostro movimento non può essere quello di applaudire. Il nostro compito è quello di fare i cani da guardia. Del resto la gente compra i cani da guardia per essere sicura: non mette a guardia della casa cani da salotto scodinzolanti. Perché apprezziamo i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di Finanza? Proprio perché vigilano. I poliziotti non applaudono se rispettiamo i limiti di velocità. E non capisco perché dovremmo fare una bella cerimonia a Riva se rispetta i limiti di diossina. E’ pazzesco. Sembra di vivere ancora al tempi dell’Ottocento in cui i padroni venivano riveriti, omaggiati e applauditi. Questo avveniva prima che il movimento operaio organizzato insegnasse ai contadini e agli operai che non ci si toglie il cappello di fronte al padrone. E invece oggi: tutti a scappellarsi! No, non è dignitoso. Voglio che ciò che in Europa è applicato in silenzio, anche a Taranto sia applicato con un contegno sobrio e austero. Perché a Taranto si muore di inquinamento e non c’è nulla da festeggiare.
(Tarantosociale - Corriere del Giorno)

venerdì 15 gennaio 2010

Parole di fumo

QUESTO VIDEO E' FRESCO DI GIORNATA! Ci era stato detto che quello di ieri era stato girato mezz'ora prima dell'inaugurazione... questo è girato dopo! Il difetto persiste!

Continuano le dispersioni non convogliate di fumi a 24 ore dall'inaugurazione (14/1/2010) dei nuovi filtri e sistemi di captazione. Questa ripresa è delle ore 14.41 del 15 gennaio 2010. E' indicativa di un non ottimale funzionamento dell'impianto.


La fiera delle boiate

Titolo poco politically correct ma efficace per definire le scellerate idiozie che l'ennesima passerella di amministratori e politici all'Ilva ha prodotto!
L'evento epocale di Vendola, il controllo delle emissioni e delle malattie di Stefano, la consapevolezza ambientale dell'Ilva lodata da Introna suonano come schiaffi violenti inferti ai tarantini che pagano ogni giorno il prezzo di questo teatrino ridicolo.

Signori amministratori, finitela di fare i piazzisti e comportatevi in maniera responsabile: senza campionamento in continuo di tutti gli inquinanti per aria, terra e mare e senza registri efficaci di malattie e mortalità, tutte le chiacchiere dell'Ilva sono pannicelli caldi sulla fronte di un moribondo!

Basta cliccare qui per vedere la prova filmata di quanto sia "discutibile" questo impianto epocale...


Impianto Di Depolverazione Ilva Taranto

Nuvole nere all'orizzonte

Ecco il video che prova l'inefficienza del presunto impianto di abbattimento delle polveri inaugurato ieri in pompa magna all'Ilva! (si legga il comunicato stampa di Peacelink - Altamarea)

Inaugurato il 14 gennaio 2010 il sistema di depolverazione dell'acciaieria 2 Ilva. Il nuovo impianto dovrebbe essere ad alta efficienza filtrante. Guardate come funziona alle ore 11.30 del giorno dell'inaugurazione...


Ed ecco un tipico "panorama tarantino"

giovedì 14 gennaio 2010

Ilva: ma quale impianto?

Comunicato stampa di Altamarea

Oggetto: inaugurazione del nuovo impianto di depolverazione, captazione fumi e abbattimento polveri sottili dell’Acciaieria numero 2 dell’Ilva di Taranto

Si è svolta questa mattina alle ore 11.30 la cerimonia di inaugurazione del nuovo impianto di depolverazione, captazione fumi e abbattimento polveri sottili dell’Acciaieria numero 2 dell’Ilva di Taranto. Lo scopo del nuovo impianto inaugurato oggi sarebbe quello di aspirare e depolverare i fumi prima della loro emissione in atmosfera.
Il nuovo impianto dovrebbe essere “ad alta efficienza filtrante”. Queste le promesse. La realtà sembra tuttavia essere ben altra.
Siamo infatti in possesso di più foto e filmati realizzati dalle ore 11.11 alle ore 11.30 (ossia poco prima della cerimonia di inaugurazione) da cui emerge con evidenza una dispersione di fumi e polveri sottili dall’Acciaieria 2.
Le immagini della dispersione di cui siamo in possesso giungono fino alle ore 11.30.
Le emissioni diffuse e fuggitive risultano non aspirate dal nuovo impianto. La dispersione di fumi era evidentissima dal lato della strada per Statte e molto probabilmente non è stata percepita dalla postazione in cui è avvenuta la cerimonia di inaugurazione.
Ricordiamo che tecnicamente le emissioni dovrebbero essere convogliate dai camini e non dovrebbero disperdersi dalla campata e lateralmente con emissioni diffuse e fuggitive. Queste ultime appaiono infatti l’indicatore di un cattivo funzionamento del nuovo impianto e della sua tenuta complessiva.
Inviamo le foto alla stampa allo scopo di documentare quanto riferiamo. Inseriremo su Youtube i video. Siamo disponibili ad un confronto pubblico con l’Ilva per documentare quanto affermato e per dare ogni elemento utile allo scopo di verificare quanto evidenziamo. Mettiamo a disposizione di ogni organi tecnico competente i supporti su cui sono stati effettuati sia i filmati sia le foto allo scopo di testimoniarne l’autenticità, la data e l’orario in cui sono stati realizzati.
Riteniamo comunque che gli interventi di riduzione dell’inquinamento debbano avvenire non con semplici cerimonie propagandistiche ma con una dimostrazione certificata da enti terzi dell’efficacia reale degli interventi effettuati.
Coordinamento Altamarea