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mercoledì 28 aprile 2010

Stefano il pediatra: vergognati!

Inceneritori-killer, nuovo dossier dall’Inghilterra

Nuove prove dalla Gran Bretagna sulla pericolosità dei termovalorizzatori per la salute umana. Il sito della Uk Health Research ha pubblicato uno studio sulla mortalità infantile nei distretti circostanti l’inceneritore di Kirklees, nella regione dello Yorkshire e Humber. Dagli esiti della ricerca, consultabile sulla mappa della zona, è emerso che nei distretti posti sottovento rispetto all’inceneritore il livello di mortalità infantile è anormalmente alto, pari al 9,6 per mille, mentre nei distretti sopravento il tasso è circa dell’uno per mille. Il termovalorizzatore di Kirklees produce energia dall’incenerimento di rifiuti solidi urbani.
“Metaforum” riporta i risultati del quarto rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica riguardante gli effetti sulla salute umana. Studi su inceneritore 1vasta scala hanno dimostrato che presso gli inceneritori di rifiuti urbani ci sono tassi più elevati di cancro negli adulti e nei bambini e anche difetti alla nascita: i risultati confermano l’ipotesi che le associazioni non siano casuali. Questa interpretazione è sostenuta da un certo numero di studi epidemiologici, che suggeriscono che la varietà di malattie prodotte dall’incenerimento possa essere molto più ampia.
Le emissioni degli inceneritori sono una fonte importante di polveri fini, di metalli tossici e di più di 200 sostanze chimiche organiche, tra le quali sostanze cancerogene, mutagene ed interferenti endocrini. Le emissioni contengono anche altri composti non identificati, la cui capacità di provocare danni è ancora ignota, come un tempo accadeva con le diossine. Dato che la natura dei rifiuti cambia continuamente, si modifica anche la natura chimica delle emissioni degli inceneritori e quindi il potenziale per produrre effetti pericolosi per la salute.
Le attuali misure di sicurezza sono progettate per evitare effetti tossici acuti nelle immediate vicinanze dell’inceneritore, ma ignorano il fatto che molti di questi inquinanti si accumulano negli organismi, possono entrare nella catena alimentare e possono causare malattie croniche nel tempo e in un’area geografica molto più ampia. I dispositivi per l’abbattimento degli inceneritore 2 protesteinquinanti negli inceneritori moderni, in particolare quelli per le diossine e i metalli pesanti, semplicemente trasferiscono il carico inquinante dalle emissioni in atmosfera alle ceneri leggere.
Recenti studi americani hanno mostrato che l’inquinamento atmosferico dovuto alle polveri fini (Pm 2,5) causa aumenti nella mortalità: malattie cardiache e tumori polmonari in primis. Le cardiopatie ischemiche sono responsabili di quasi una quarto delle morti e sono fortemente correlate con il livello di polveri fini. Tra le altre patologie segnalate: asma e ostruzione polmonare cronica, autismo, dislessia, disturbi emotivi, Parkison. E’ stato dimostrato che il cancro è correlato geograficamente con impianti di trattamento di rifiuti tossici, materiale radiattivo, idrocarburi e metalli pesanti.
Il controllo degli inceneritori, sostengono i medici britannici, è stato insoddisfacente per la mancanza di rigore, per i monitoraggi poco frequenti, per il basso numero di composti misurati, per i livelli giudicati accettabili e per l’assenza di monitoraggio biologico. «Si asserisce che le moderne procedure di abbattimento degli inquinanti rendono sicure le emissioni degli inceneritori, ma questo è impossibile da stabilire». Inoltre «non è inceneritore 4possibile stabilire in anticipo la sicurezza di nuove installazioni di inceneritori». Difficile verificare problemi nel periodo pre-natale, e gli stessi tumori possono avere un’incubazione di dieci o vent’anni.
Attualmente, aggiunge “Metaforum”, gli inceneritori contravvengono ai diritti basilari, come enunciato dalla Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani, in particolare al diritto alla vita nella Convenzione per i Diritti Umani Europea, ma anche nella Convenzione di Stoccolma e nella legge di protezione ambientale del 1990. Il feto, il neonato e il bambino sono quelli più a rischio per le emissioni degli inceneritori. Diritti violati e soluzioni infelici, come ad esempio l’attuale politica di collocare gli inceneritori in zone povere, dove i loro effetti sulla salute saranno massimi (info: www.metaforum.it) (fonte libreidee)

Ecco due delle mappe di incidenza della mortalità infantile in relazione al vento che soffia sugli inceneritori


mercoledì 18 marzo 2009

il Convegno del Comitato sul TG3

Sabato 14 marzo 2009 h16.00, presso la Corte D'Appello di Taranto, si è tenuto il convegno Emissione Colposa Salute Pubblica: Nessi di causa ed effetto tra agenti inquinanti e danni alla salute ed ambientali organizzato dal Comitato per Taranto con la partecipazione di IMID, AIL, Associazione 12 giugno, Medicina Democratica, Cittadinanzattiva, Libera.

martedì 17 marzo 2009

Un resoconto a caldo sul convegno e uno a freddo

Una vera giornalista non resiste al dovere di cronaca, ed ecco - sul suo Myspace - un resoconto schietto!

Omissioni Colpose, le ha chiamate così Paola D’Andria, presidente dell’Ail di Taranto, Associazione italiana per la lotta contro le Leucemie i Linfomi ed i Mielomi, le colpe imperdonabili di chi in questi decenni ha voluto ignorare le sollecitazioni dei cittadini, impedendo il dibattito sul futuro industriale della città, sulla volontà della gente, sulla scelta o meno di credere nell’industria o nelle vocazioni del territorio. In tanti, si sono girati dall’altra parte e hanno nomi e cognomi. L’Ail nel suo intervento al Convegno “Emissioni Colpose, Salute Pubblica”, organizzato nell’aula bunker della Corte d’Appello di Taranto il 14 marzo 2009 (mentre di fronte giace abbandonata la nuova Corte d’Appello, completata nel 2004 e rimasta compiuta e chiusa, destinata alla nuova incuria) ha ricordato chi ha taciuto sull’inquinamento di Taranto e l’aumento di alcune patologie, come il cancro nell’area a ridosso della città. Nel suo elenco c’erano tutti: Regione per aver impedito i controlli sugli inquinanti, Provincia e Comune per aver ritirato la costituzione di parte civile dal processo contro l’Ilva e la gestione dei parchi minerari, sindacati perché hanno boicottato il confronto in fabbrica con gli operai spingendoli ad accettare il ricatto occupazionale, parlamentari perché hanno ignorato le istanze della città lungamente e la Chiesa jonica perchè non si è schierata a tutela delle persone ammalate e preoccupate. Le parole più accorate sono state le sue. E sono le parole di chi ogni santo giorno è a contatto con la malattia nella sua postazione all’ospedale San Giuseppe Moscati di Taranto e trova il tempo di occuparsi di tutti i progetti, Casa Ail e tutte le altre iniziative, come le uova di Pasqua, in vendita in questi giorni. Nella lunga carrellata di relazioni, un posto di rilievo l’hanno avuto le argomentazioni di Marina Venezia, avvocato e referente di Cittadinanza Attiva. Senza mezzi termini, con coraggio e determinazione ha detto chiaramente che il processo contro l’Ilva e i parchi minerari poteva essere un processo storico, invece la sentenza di condanna contro il Gruppo Riva si è ridotta in una passeggiata, in quanto Comune e Provincia tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005 hanno ritirato la costituzione di parte civile. Questo ha impedito alla comunità di Taranto di ottenere il risarcimento danni. L’avvocato Venezia, dopo questo passaggio doveroso ha però detto di aver trovato diverse norme, ad esempio nel Codice dell’Ambiente, al quale una vittima delle emissioni potrebbe appellarsi per richiedere un risarcimento. Non era d’accordo con il presidente dell’Ordine degli Avvocati, Angelo Esposito (il quale ha annunciato l’istituzione di un osservatorio sull’ambiente in consiglio) quando dubitava della possibilità di avere giustizia contro un grosso colosso dell’industria. Infatti, a nome di Cittadinanza Attiva esorta i cittadini a farsi avanti, perché ci sono le strade per richiedere i risarcimenti, come avvenne a Marghera anni fa e fu un solo operaio a farlo. Nonostante le nuove leggi stiano rischiando secondo lei di agevolare la Grande Industria rimettendo molti poteri nei mani dei ministri e meno nei cittadini, non vuole mollare ed invita i cittadini a fare altrettanto. Altra giusta considerazione l’ha fatta alla fine un altro avvocato, Mariangela Stasi, dell’Associazione 12 Giugno-Morti sul lavoro, la quale ha detto, pregando di iniziare a parlare di MORTI NERE, nere come il lutto, che la legge regionale contro le diossine sembra una vittoria di Pirro, poco adatta a sventolare come trofeo di qualcuno. Perché in un’area dove ci sono tante industrie, non basta assicurarsi che ognuna rispetti la legge. Tutte insieme supereranno sicuramente i limiti. A parte il fatto che gli inquinanti sono diversi e non si riducono alla diossina. La stessa ricordava che in America i cittadini possono avere più possibilità per rivendicare i propri diritti e denunciare i danni ricevuti dall’inquinamento. Non solo, in altre aree, il solo fatto di aprire un polo industriale pesante presuppone danni alla collettività e una sorta di risarcimento anticipato alle comunità. La relazione clinica di Mauro Minelli, dell’Imid, Centro di Immunologia Clinica di Campi Salentina, ha confermato le preoccupazioni di tanti. Nel Salento, ci sarebbe una concentrazione assolutamente al di sopra della media di malattie infiammatorie cronicizzate, anticamera di tumori, malattie cardio-vascolari e polmonari. E il problema a suo avviso sarebbe stato troppo sottovalutato. Altro dato, l’effetto del Mercurio sulla salute dei salentini, e quindi si parla di un’area con Taranto capofila, nel suo ragionamento, fino a Brindisi. Non spettava al medico trovare le cause ma secondo lui una causa scatenante deve essere individuata e non si può far finta di nulla, soprattutto perché determinati inquinanti presenti nel tarantino sono associati a queste malattie. E questi inquinanti sono nell’aria, nella terra e nel mare, nei fondali ad esempio laddove vorrebbero fare i dragaggi. Le affermazioni di Giorgio Assennato, a nome dell’Arpa Puglia di Taranto hanno sollecitato qualche dubbio e qualche conseguente considerazione. Lo stesso ha asserito di ritenere “Acrobazia Intellettuale”, la teoria della correlazione tra le emissioni industriali e le patologie. Ha detto che ai fini del monitoraggio ambientale le centraline non servono a niente perché non creerebbero un nesso con le malattie né sarebbero associate ad indicatori biologici del problema. Ha turbato i presenti la notizia dell’impossibilità di monitorare le industrie quando ci sono gli incidenti. Il professor Assennato ha infatti ammesso che le centraline in loro dotazione si disattivano proprio in quel momento. Infine, ha puntato il dito contro il Pm10, attestando che le loro centraline lo rilevano insieme alle polveri del Sahara, pertanto non riuscirebbero con facilità a capire le differenze. A quanto pare sarebbe meglio iniziare ad analizzare il Pm2,5. Adesso queste polveri sottili sono conosciute a pochi e ci vorrebbe molto per farsi capire su questo particolato. Legambiente, però le tracce di Pm2,5 le ha trovate e l’Organizzazione Mondiale della Sanità comincia a puntare il dito su queste polveri insidiose e dannose per il cuore. Dunque, il problema è evidente, gli strumenti a disposizione rischiano quasi di sottostimare gli effetti degli inquinanti, esattamente come è già accaduto quando il Treno Verde di Legambiente ha fatto le sue analisi, compromesse dallo scirocco. Insomma, Eolo continua a metterci lo zampino, quindi sarebbe ora di tenerne conto quando si fanno i campionamenti degli inquinanti. La frase più ricorrente della relazione del professor Assennato è stata: «È difficile, è difficile». Al contrario preferisco invece mettere in evidenza il «Si può fare» pronunciato da coraggiose donne professioniste quella stessa sera.
Alcune di loro diventeranno un po’ le nostre Erin Brockovich?
Non mi riferisco solo al film con Julia Roberts, e se non l’avete fatto, comunque vedetevelo, ma ai risultati.
Francesca Rana

venerdì 13 marzo 2009

Il convegno è alle porte

Ecco la notizia dai giornali all'indomani della conferenza stampa di presentazione.

Per tutte le informazioni, clicca sulla locandina nella colonna di sinistra del blog.

lunedì 9 marzo 2009

Un convegno storico!


Il Convegno “Emissione Colposa – Salute Pubblica: Nessi di causa ed effetto tra agenti inquinanti e danni alla salute ed ambientali” si terrà sabato 14 marzo 2009 ore 16.00, presso la Corte D'Appello di Taranto nel quartiere Paolo VI, è stato organizzato e promosso dal Comitato per Taranto, insieme all'Ail Taranto, Medicina Democratica Brindisi, Imid Association, Associazione 12 giugno, Cittadinanza Attiva, Associazione Libera


La conferenza stampa di presentazione è fissata per mercoledì 11 marzo 2009 alle ore 11.00, presso la sede dell’AIL (Associazione Italiana Leucemie) sezione di Taranto, in via De Cesare 3, verrà presentato il Convegno .

PROGRAMMA DEL CONVEGNO:
Moderatore: dott Ermanno Iacobellis Presidente sezione Corte d'Assise di Appello di Taranto

Saluto dei Magistrati dott. Giuseppe Lanzo - Presidente preposto della sede distaccata della Corte d'Appello
Istanze e proposte delle associazioni sanitarie e ambientaliste della Puglia Michele Carone, Paola D'Andria, Mariangela Stasi, Cosimo Semeraro, Giancarlo Girardi, Saverio De Florio
La tutela del cittadino - la risarcibilità del danno avv. Marina Venezia - dirigente nazionale Cittadinanzattiva
Il ruolo della collettività nella difesa della salute pubblica dott.sa Anna Maria Quaranta - dirigente Corte d'Appello di Taranto
Lo sviluppo economico avverso la salute pubblica dott. Antonio Fernando D'Angelo, medico igienista Presidente Medicina Democratica ing. Riccardo Rossi - ricercatore ENEA - Medicina Democratica sezione di Brindisi
Criticità nell'accertamento delle responsabilità penali e civili da emissioni inquinanti avv. Angelo Esposito - Presidente Ordine degli Avvocati della Provincia di Taranto
Danni alla salute tipici e riferibili agli agenti inquinanti dott. Patrizio Mazza - Direttore Servizio di Ematologia Ospedale Moscati Taranto
Metodo scientifico per risalire alle fonti inquinanti causa di malattia ambientale dott. Mauro Minelli, Direttore Centro IMID di Immunologia Clinica - Ospedale Campi Salentina Lecce
Impatto e conseguenze sulla salute delle polveri sottili nel breve e lungo periodo dott. Maurizio Portaluri - Direttore Servizio di Radioterapia Oncologica Ospedale Perrino Brindisi
Tipologia delle emissioni industriali pugliesi e ricadute epidemiologiche Conclusioni del Direttore Generale ARPA Puglia prof. Giorgio Assennato


Nota stampa: OGGETTO: Convegno “Emissione colposa Salute pubblica” - sab. 14 marzo 09, ore 16.00
Tornano in campo le associazioni pugliesi per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Sull’onda della grande indignazione suscitata dalla possibilità che i danni inflitti alla collettività ed al territorio dai grandi gruppi industriali e nell’ipotesi paventata che i costi, malgrado i favolosi utili realizzati negli ultimi anni dagli stessi gruppi, ricadano come sempre unicamente sulle spalle dei cittadini, le associazioni iniziano a svelare i primi particolari del lavoro compiuto negli ultimi mesi volto ad inaugurare una giusta ed inderogabile campagna di risarcimenti.
Allo scopo, le associazioni sono riuscite a chiamare a raccolta una task-force costituita da decine di avvocati, magistrati, ingegneri, biologi, tecnici del territorio, esperti ambientali e soprattutto dei più noti nomi della medicina pugliese impegnati nella denuncia degli attentati alla salute pubblica e tra i pochi in grado di dimostrare il collegamento diretto tra la dispersione degli agenti inquinanti e l’incremento delle malattie sul territorio. Una task-force costituita in vista di un obiettivo storico e affidata a noti professionisti qualificati provenienti dalle provincie di Taranto, Brindisi, Lecce e Bari tutti presenti al convegno che si terrà il giorno 14 marzo p.v. alle ore 16.00 presso l’Aula Bunker della Corte di Appello di Taranto (Paolo VI).
Dopo il primo storico risultato ottenuto imponendo alla classe politica l’impianto della legge regionale per l’abbattimento delle emissioni di diossine, la città prepara ora una nuova e determinante campagna di lotta per l’accertamento delle effettive responsabilità dei vari inquinanti nella determinazione dei danni alle persone ed all’ambiente.

Il comitato civico ha inoltre individuato ed illustrerà le criticità dell’attuale sistema legislativo che fino ad ora non ha consentito di determinare appieno le responsabilità e gli indennizzi. Inoltre si vuole indicare, in tal senso, il proficuo ricorso alle attuali normative di tutela. Nel corso del convegno saranno svelati i meccanismi secondo cui più emissioni “a norma” di inquinanti possano ugualmente produrre danni consistenti alla popolazione sfruttando un effetto cumulativo e sinergico non previsto dall’attuale sistema normativo. Saranno inoltre evidenziate le gravi inadempienze di alcuni enti pubblici che in passato non hanno consentito di produrre quegli atti indispensabili per l’accertamento delle responsabilità a cui i cittadini avrebbero potuto fare riferimento per salvaguardare i propri diritti, la propria salute e ottenere i giusti risarcimenti.
Questo convegno rappresenta un primo appuntamento di carattere tecnico che prelude ad un successivo dibattito pubblico che metterà la cittadinanza nelle condizioni di sfruttare appieno le prove e le perizie già prodotte, al fine di conseguire gli indennizzi semplificando e rimuovendo ogni ostacolo dell’iter giudiziario.

Alla conferenza stampa prenderanno parte i rappresentanti di
Comitato Per Taranto –Michele Carone, Alessandro Marescotti

Ail Taranto - Paola D'Andria
IMID Malati Infiammatori Cronici – Esther Paola Tattoli, Saverio De Florio
Cittadinanzattiva – Marina Venezia
Associazione 12 Giugno – Cosimo Semeraro, Mariangela Stasi
Associazione Libera – Anna Maria Bonifazi, Giancarlo Girardi