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giovedì 21 novembre 2013

A TARANTO DELITTI DI STATO

 di Maria Lasaponara sul sito viv@voce

E’ il potere dello Stato che tutela gli untori, li tutela e gli permette di uccidere ulteriormente per altri decenni, cittadini inermi, ingenui o intorpiditi dallo splendido sole meridionale e dalle campagne con gli ulivi dalle mille divinità
Esiste la cronaca rosa e poi il gossip politico con le raccomandazioni, le tangenti per gli appalti, i salotti di lancio per carriere immeritate; esiste poi la storia amara di una popolazione come quella tarantina tradita dallo Stato, dalla parte oscura dello Stato. Ci sono volti dei suoi rappresentanti che se illuminati artificialmente, appaiono sereni e sorridenti o accorati e rammaricati per i drammi della popolazione. Questi stessi volti, però, sotto la luce del mattino diventano diabolici, lividi, hanno occhi di colore bianco nebbioso che diventano scuri un attimo, ma poi sfuggono di nuovo.
E’ il potere dello Stato che tutela gli untori, li tutela e gli permette di uccidere ulteriormente per altri decenni, cittadini inermi, ingenui o intorpiditi dallo splendido sole meridionale e dalle campagne con gli ulivi dalle mille divinità. Un giorno, un mostro chiassoso ed ingombrante venne donato ai Riva, così come il governo fu donato a Monti affinchè portasse a termine il lavoro sporco, senza dover coinvolgere i puri di spirito come lo Stato e come i partiti.
D’altra parte Al Capone non fu incastrato per omicidio. La storia è piena di mandanti.
Sono gli anni di Dini e sono gli anni della destra e della sinistra. Ma nella sporca faccenda Ilva valgono le differenze? Evidentemente no, se consideriamo che, nel primo periodo Riva, furono effettuate “le Purghe Sindacali”; molti lavoratori furono costretti a cancellare la propria iscrizione al sindacato, in cambio di assunzioni ai propri figli e molte riduzioni di personale, nei vari reparti, misero a dura prova le condizioni dei lavoratori e della loro sicurezza. Tutto con tanto di firma dei tre sindacati principali.
Molti diranno che i lavoratori erano d’accordo. Sì, perché per tanta gente, di qualunque appartenenza sociale, il lavoro occupa nella scala dei valori, la parte più alta, anche più della salute. Tutto ciò deriva da un insegnamento ben congegnato dalla società dei profitti: si opera in modo che produrre venga prima della vita stessa, dei figli e dell’amore. Anche i manager vivono questa stessa convinzione e danno l’anima per la carriera, perdendo ore di vita a fare gli zerbini di qualcuno più su di loro.
Il sindacato aveva il dovere di tutelare i lavoratori dai carichi produttivi in eccesso o dalle limitazioni di sicurezza. Esistono lavoratori con contratti a termine là dove la formazione e la professionalità di lunga durata sarebbe d’obbligo. Esistono lavoratori morti tra i carrelli, perché la parola lavoratore era al singolare: una sola persona al posto di due se non tre.
 Ma le tutele sindacali, le leggi anche costituzionali, la politica vera abdicano al proprio compito, perché come dice Archinà, come pensano i Riva e lo Stato Italiano: “tutto ha un prezzo” e per continuare ad avvelenare i tarantini, Bersani ed altri scagnozzi vengono strapagati. Il governo Berlusconi tramite la Prestigiacomo firma gli inganni ed elimina i controllori.
I Riva infatti sono principalmente amici dello Stato, lo aiutano con Alitalia, alimentano illecitamente varie casse oltre le proprie, così come capita con i Ligresti. Ma sono amici casuali? No nulla è per caso; il fatto è che i governi ed i ministri sono eletti tali, solo se supportati dai capitali, dalla rapace finanza. Nessuno può governare in Italia se non è accettato da certi compari.
I nostri politici locali hanno sempre seguito le direttive nazionali sul siderurgico: posti di lavoro, benessere a senso unico con un’economia da monocultura e ricatto elettorale. Tutti gli appalti in Arsenale e al Porto negli anni si sono volatilizzati; addirittura Trenitalia si è permessa di svanire rendendo la stazione di Taranto un dormitorio, un deposito di morti.
I nostri politici hanno sempre lottato, certo, ma solo per arricchire la propria squallida vita da mediocri. Hanno finto di essere politici, hanno finto di essere sindacalisti; ma hanno operato sempre da servi.
La faccenda Vendola Archinà ha scioccato? Eppure non avrebbe dovuto. Se si riesce talvolta ad indurre un potente a concedere un diritto negato, si entra nel tunnel del dovergli essere grato e quasi quasi farsi perdonare il fatto di aver costretto costui a rispettare la legge o a far finta di rispettarla. E come dire “lo devo accordare che se si adira non mi concede più nulla”. Nel frattempo ti contamini anche emotivamente.
Non si può persuadere lo sciacallo, il rapace, il cannibale di una città intera a non predare. Non si può trattare con chi, in altre città, ha fornito strutture ambientalizzate, pensando invece che i tarantini fossero così stupidi da non rivendicarle mai. Gli ambientalisti duri o morbidi ora sono tanti e con strategie diverse, ma tese ad unico obiettivo: liberare la città dai poteri esterni, dai capitali prodotti a Taranto col sangue e portati altrove, liberare la città dal senso d’ impotenza. Forse tutti insieme riusciremo ad impedire che lo Stato continui a legittimare ciò che la magistratura requisisce.

venerdì 8 novembre 2013

Il nostro bilancio sull'esito del Convegno diocesano


" Il bilancio è positivo innanzitutto per la concertazione che si è realizzata". Parla il promotore del Convegno Ambiente Salute e Lavoro che si è tenuto ieri a Taranto e che ha visto anche la partecipazione dei Ministri Lorenzin e Orlando. Parla Monsignor Santoro che col convegno ha voluto dare una svolta :  seguire un'altra direzione rispetto a quella passata. 
Seppur apprezzando lo sforzo della Chiesa di unire in un sol tavolo soggetti differenti, constatiamo che, NON tutti e in particolare i Ministri Orlando e Lorenzin hanno mostrato  di essere "uniti da un'unica preoccupazione: quella di offrire speranza alle varie persone toccate dall’inquinamento in maniera molto grave, quella di offrire speranza ai molti lavoratori che rischiano di perdere la loro occupazione".
Se confidassimo nell'operato dei ministeri ieri intervenuti potremmo dire al vescovo Santoro che "la speranza è morta". Hanno infatti ancora una volta fatto intendere che quella fabbrica non si tocca, nè tanto meno la sua produzione. Priorità dunque al lavoro inquinante, priorità alla produzione che uccide, priorità al loro "dio denaro". Hanno mostrato con le loro posizioni la loro indifferenza, il peso morto della storia, quella italiana.
 Anche le parole della Lorenzin non destano alcuna sorpresa, dichiarando che se il livello di screening a Taranto è troppo basso non è a causa della mancanza di risorse e personale: sono stati infatti stanziati 10 mila euro....  La risposta alla Lorenzin non tende ad arrivare: il direttore dell'Asl Taranto 1, Fabrizio Scattaglia, fa sapere: quelle risorse sono già state impiegate e  per la situazione della città servono ulteriori stanziamenti.


Ci hanno "offerto speranza" le parole dei ministri? Semmai l'hanno spenta come la spengono ogni volta che "aprono bocca" o addirittura applicano senza un minimo di concertazione le loro leggi Salva Ilva.


Per fortuna non si vive di sola speranza, qui a Taranto viviamo di resistenza.
 

Cronaca di un convegno


Ilva, Vendola non va dal vescovo Santoro

di Sandra Amurri.
La Chiesa a Taranto illumina il buio della politica e cammina sulle gambe di chi è rassegnato, abbandonato dalle Istituzioni e si trova solo a fare i conti con la malattia, la morte, l’ansia di un lavoro che non c’è o che teme di perdere . E diventa promotrice del convegno “Ambiente, Salute, Lavoro, un cammino possibile per il Bene Comune” a cui ieri hanno partecipato i ministri dell’Ambiente Andrea Orlando e della Salute Lorenzin. Mentre, seppure invitati “calorosamente” come sottolineato dal vescovo Filippo Santoro, il presidente della Regione Vendola, il sindaco Ippazio Stefàno e il direttore dell’Arpa Assennato, indagati, hanno deciso di sottrarsi al confronto. “Una scelta personale, ognuno risponde per sé”, è stato il laconico commento del vescovo, che dopo tanto tempo in Brasile da un anno e mezzo è nella città ferita in cui chi lo ha preceduto non ha disdegnato “opere di bene” dal Gruppo Riva in cambio dell’indifferenza di fronte a quella che la dottoressa Annamaria Moschetti ha definito una “strage di uomini, donne e bambini”. “Non posso chiedere scusa alla città per conto altrui, sapete il peccato è debito di chi lo compie” spiega il vescovo “di certo io mi sto muovendo in un’altra direzione da quella passata. Vogliamo provocare gli amministratori con le nostre domande per avere risposte”. Domande che non piacciono al ministro Lorenzin che, dopo un intervento accompagnato dai fischi, si è affrettata a uscire infilandosi, scortata, nell’auto blu. Niente conferenza stampa come auspicato dal vescovo, a cui ha partecipato solo il ministro Orlando: “Il problema dell’Ilva, oggi, dopo connivenze di ogni genere, si presenta più difficile ma non impossibile da risolvere. L’Aia può accogliere suggerimenti, correzioni e vi invito a segnalare ritardi negli interventi di risanamento” ribadisce. “La discarica Mater Gratiae va prima bonificata” dice rassicurando chi, a ragione, dalla platea esprime forte preoccupazione per l’autorizzazione data al suo utilizzo. “Nulla è scontato, di certo il commissariamento dell’Ilva rappresenta un passo rivoluzionario che segna una strada percorribile anche per altre realtà” spiega il ministro. Intervento apprezzato quello di Orlando, seppure con tante riserve di chi, in tutti questi anni ha ricevuto solo promesse disattese a scapito della salute e della tutela dell’ambiente. Parla di risanamento il ministro, da attuare anche “con un’aggressione dei beni della famiglia Riva” che, precisa “non è così semplice come appare”. IL MINISTRO della Salute Lorenzin, invece, non raccoglie l’invito del vescovo di creare una rete di laboratori per la prevenzione delle malattie derivanti dall’inquinamento con l’esenzione del ticket: “stiamo vivendo un’emergenza sanitaria… essere una società avanzata significa far convivere lavoro e salute”, si limita a dire. La platea ascolta sgomenta e fischia. Mentre strappa applausi il vescovo Santoro quando dice: “Sono arrivato a Taranto prima di papa Francesco a Roma, ma oggi sono travolto dal suo entusiasmo e mi sento più forte. Taranto è ferita e avverto su di me una grande responsabilità che mi impedisce di restare indifferente di fronte a chi deve risanare questa ferita e non lo fa. Cari ministri, vi prego di farvi portatori della sofferenza dei bambini dell’oncologi – co, di chi ha perso i propri cari perché voglio pensare a Taranto come a un luogo dove si possa rinascere, additata come esempio di ripresa anche di una classe politica nazionale e regionale che torni vicina a chi soffre. Vogliamo una parola chiara per sapere se siamo condannati o se c’è via di salvezza per la salute dei tarantini, per i lavoratori e soprattutto per i più poveri. Il telegramma che ci ha inviato papa Francesco sarà la nostra Magna Carta: prodigarsi per una soluzione che metta al centro uno stile di vita sostenibile”, e conclude: “Le nostre processioni non hanno mai avuto un soldo da Riva”. (IL FATTO QUOTIDIANO)

domenica 27 ottobre 2013

Per l' Ilva di Taranto: una settimana di "fuoco"

Sarà questa che viene una settimana di fuoco per l'Ilva di Taranto, cadenzata da "caldi appuntamenti" che "scottano". Non solo scadenze giudiziarie ma anche ambientali.

Questa la nota stampa dell'AGI

(AGI) - Taranto, 27 ott. - Si apre una settimana importante per l'Ilva di Taranto con scadenze giudiziarie e ambientali che si intrecciano. Nei prossimi giorni saranno infatti notificati gli avvisi di conclusione dell'indagine relativa al reato di disastro ambientale dello stabilimento siderurgico, inchiesta deflagrata a luglio del 2012 e che in un anno ha visto sequestri e arresti, gli ultimi dei quali avvenuti lo scorso settembre (cinque cosiddetti "fiduciari" di Riva, la struttura di "governo parallelo" della fabbrica attraverso la quale la famiglia Riva si assicurava il controllo delle attivita'). Una cinquantina gli avvisi di conclusione delle indagini che fara' notificare la Procura di Taranto e riguarderanno oltre alle persone gia' arrestate nei mesi scorsi - tra cui gli ex presidenti dell'Ilva, Emilio e Nicola Riva, padre e figlio, l'ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso, l'ex consulente dello stabilimento di Taranto, Girolamo Archina', l'ex presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, l'ex assessore all'Ambiente della Provincia di Taranto, Michele Conserva -, anche Fabio Riva, vice presidente del gruppo Riva, figlio di Emilio, colpito a novembre da ordinanza di custodia cautelare in carcere ma che deve essere ancora estradato dall'Inghilterra, nonche' esponenti della pubblica amministrazione.

 Non solo scadenze giudiziarie, con l'impatto che inevitabilmente determineranno, per l'Ilva di Taranto. Nella prossima settimana, infatti, ci sono anche due scadenze che riguardano il risanamento della fabbrica siderurgica e l'attuazione delle prescrizioni dell'Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal ministero ad ottobre 2012.

Il 30 ottobre, al Comune di Taranto, si riunira' la conferenza dei servizi prevista dal Suap (Sportello unico delle attivita' produttive) chiamata ad esaminare i progetti per la copertura di tre parchi minerali piccoli e di un'area di gestione dei rottami ferrosi. I parchi intereressati sono omo-coke (miscela di minerali di ferro destinati alla sinterizzazione e carbon coke) e agglomerato nord e sud (sinterizzato di minerali di ferro per gli altiforni). La superficie complessivamente coperta sara' pari a 74.120 metri quadrati. Le coperture dei parchi omo-coke e agglomerato nord e sud saranno formate da strutture in legno lamellare, con fondazioni in calcestruzzo armato, di forma e dimensioni differenti in funzione delle macchine operatrici che lavorano all'interno dei capannoni.






lunedì 10 giugno 2013

Incontri Laboratori Performance al Parco Archeologico di Taranto



Un evento da non perdere: laddove si è svolto lo straordinario concertone del 1° maggio, che ha coinvolto tutt* giovani, grandi e piccin*, parliamo delle aree del Parco Archeologico delle mura greche (Solito Corvisea), si terrà da oggi fino al 16 giugno la terza fase del progetto Lanscape Choreography Taranto.

Il progetto

"Il progetto che vede coinvolte, oltre Taranto, le città di Cluj-Napoca
(Romania) e Cottbus (Germania), nasce come una riflessione condivisa sullo spazio pubblico e sul valore che oggi esso può assumere all’interno della Comunità Europea e ha tra i propri obiettivi quello di supportare pratiche spontanee di riappropriazione di spazi urbani attraverso un approccio interdisciplinare che integra arte pubblica, architettura del paesaggio e analisi
socio-antropologica, lo scambio di buone pratiche, lo sviluppo di esperienze di urban gardening come laboratori per la coesione sociale".



Il Programma

"Durante la settimana verranno portati avanti i laboratori spontanei, già avviati dal Comitato Cittadini Liberi e Pensanti di arredo urbano e aree gioco all’interno del parco, nell’ottica della riqualificazione del parco , in continuità con l’iniziativa del Primo Maggio; verrà costruita una Cellula Generativa da adibire a attrezzeria/ciclofficina e di una struttura temporanea con canna
arundo donax grazie anche al supporto degli artisti berlinesi di PlastiqueFantastique. " 

Ricordate?



"Balletto Civile coordinerà il workshop Occupare il paesaggio, laboratorio di produzione per una performace collettiva che si propone di indagare la relazione fra la presenza dei corpi e il Parco Archeologico attraverso il linguaggio della danza, il suono delle cose, e la vita della gente che lo
abita, mentre l’artista Azzurra Cecchini coordinerà quello di allestimento del parco.
Spazio a tutti i bambini dai 3 a i 99 nei Laboratori come l’albero di Munari e La rosa nell’insalata percorso didattico di storia dell’arte e laboratorio artistico a cura dell’Associazione Lab Lib".


info
www.landscapechoreography.eu www.labuat.wordpress.com

lunedì 28 gennaio 2013

L'abitudine alle brutture che genera il degrado: le (ir)responsabilità degli amministratori

E' stata oramai archiviata  da politici e amministratori locali, come se fosse questione risolta, la brutta pagella data a Taranto a novembre scorso dal Sole 24 ore che  la posizionava  in coda alla classifica sulla qualità della vita e faceva del capoluogo jonico la città italiana in cui si vive peggio.


Ma a rinfrescare la memoria, del cattivo amministratore come quella del più attivo cittadino, è il paesaggio tarantino.

Non quello incantevole di un dolce tramonto su morbide e selvatiche colline di intatta macchia mediterranea...

A rinfrescare la memoria è il paesaggio fatiscente di un quartiere periferico, come "Paolo VI", dove è possibile respirare e "vivere" a pieni polmoni l'aria inquinata che fuoriesce dal complesso industriale, oltre che l'incuria e la negligenza di tanti, tra cui amministratori locali e dirigenti pubblici.



Da mesi il quartiere è lasciato allo sbando: cumuli di erbacce, di "carcasse" di alberi sradicati e rami recisi, sono stati abbandonati tra marciapiedi e strade. tra i responsabili c'è certamente l'Amiu.
Nel sito dell'Azienda municipalizzata, si legge che le operazioni di rassetto per la riqualificazione del territorio sono state ultimate il 12 novembre. Ma da quella data in poi, nonostante le diverse sollecitazioni arrivate a voce agli stessi operatori Amiu dagli abitanti del quartiere, sui  rifiuti da loro stessi depositati per strada, e poi abbandonati, nessuna risposta nè tanto meno un'azione concreta volta alla pulizia e disinfestazione del quartiere è pervenuta a noi abitanti.
Perchè oramai le zone del quartiere interessate dal degrado necessitano di una disinfestazione, resasi indispensabile dal momento in cui ai cumuli di erbacce "è stato permesso" che si aggiungessero rifiuti ingombranti e pericolosi come l' amianto.
Esistono inoltre altre zone, strade e piazzali, addibite a discariche, vicine alle abitazioni, dove oltrettutto sono presenti i cartelli con tanto di scritta "divieto di discarica".

Se, come scritto sempre nel sito dell'Amiu,  l’obiettivo della stessa Azienda fosse stato quello di "dare continuità a quanto si è realizzato, attraverso un programma di ordinaria e costante manutenzione e di diserbo dei luoghi rassettati", ci si domanda come mai non si è dato seguito a quanto disposto.
Perchè le zone in questione non sono state più ripulite?
E ci si domanda inoltre come verranno smaltiti e trattati i rifiuti classificati come speciali?
Verrà effettuato uno smaltimento adeguato per ogni tipo di rifiuto trovato nelle discariche abusive?
Ed inoltre chi controlla che le essenziali e più elementari regole di igiene urbana vengano rispettate?
A tal proposito si porta alla luce un fatto che si ripropone ogni anno.
Soprattutto in questo periodo, ma non solo, in cui si avvicina la tradizionale giornata di San Giuseppe, i bambini sono soliti frequentare queste vere e proprie discariche - con tutti i danni per la loro salute che ne posso conseguire - per raccogliere materiale in legno (tavole, resti di armadi, sedie..) al fine di realizzare il Falò per la notte del 19 marzo. Per questa ragione, gli stessi bambini svuotano interi cassonetti dell'indifferenziata che utilizzeranno poi per la raccolta del materiale da bruciare.

I rifiuti così gettati per strada, si accumulano  a quelli già presenti (come ben rappresentato nelle immagini qui sotto riportate) procurando all'ambiente ed al quartiere un danno di immagine e di decoro, nonchè un danno per la salute pubblica e l'igiene.

C'è evidentemente una "tendenza in atto ad abituarsi alle brutture" come dimostrano anche i bambini del quartiere che nel loro intento di imitare i grandi non fanno altro che ripetere gli errori di chi invece di tutelare l'ambiente lo "distrugge".

mercoledì 23 gennaio 2013

La Costituzione secondo Clini...

 perchè le parole, Ministro, sono importanti!


Se nel motore di ricerca google scriviamo la parola "Clini", Ministro dell'ambiente del passato governo dimissionario Monti, il risultato della ricerca sarà il seguente:

Clini: bisogna fare presto per l'Ilva. Non abbiamo un piano B

Il Sole 24 Ore-2 minuti fa
"Non abbiamo un piano B se la Corte Costituzione dovesse dirci che la legge sull'Ilva è anticostituzionale. La Consulta si pronuncerà fra quattro-cinque mesi ...




Ilva: Clini, governo vuole continuita' produzione

La Repubblica Bari.it-11 minuti fa
Taranto, 23 gen. (Adnkronos) - "Il governo vuole che questo stabilimento continui a produrre per l'economia nazionale e, nello stesso tempo, per rappresentare ...

  • Ilva: Clini, se impianto si ferma siderurgico esce da mercato

    La Repubblica Bari.it-25 minuti fa
    Taranto, 23 gen. (Adnkronos) - "Se qualcuno pensa che il risanamento ambientale di questo centro siderurgico possa avvenire fermando l'impianto, non ha ...


    Insomma, i giornali nazionali più importanti rimarcano ciò che Corrado Clini, venuto a Taranto per un incontro con l'Azienda (avvenuto stamattina) ed in Prefettura (con le istituzioni e i sindacati), dichiara oramai da quando è stato nominato Ministro all'Ambiente: e cioè che l'Ilva nonostante tutto non deve chiudere.
    E che quindi l'Ilva deve continuare a produrre perchè "Se la fabbrica si ferma, si ferma anche il risanamento, e in più  perdiamo la fabbrica che a quel punto si allontana dal mercato e dai clienti".
    Questo lo dice il Ministro, ma non dice perché la fabbrica si deve fermare, come invece chiesto dalla Procura di Taranto.
    Non parla il  Ministro, ad esempio degli articoli l'1 e il 3 della legge 231/2012 meglio nota come 'Salva Ilva'  (una legge ad aziendam come di quelle create dal Governo Berlusconi  e di cui Repubblica.it scriveva molto bene dando tanto rilievo....).

    Non dice il Ministro che gli articoli in questione violano 17 articoli della Costituzione. Lo scrive il gip Patrizia Todisco nell'ordinanza con la quale ha sollevato questione di legittimità costituzionale della legge salva-Ilva (leggi articolo del Corriere del Giorno).

    Anzi il Ministro utilizza la parola "costituzionale" come a rigirare la frittata.... in una dichiarazione rilasciata ai giornalisti questa mattina :"Sono a Taranto per confermare che la difesa del diritto alla salute e al lavoro è la priorità costituzionale che ha sempre orientato il governo".

    Se l'azione di governo fosse  stata fin da subito orientata alla difesa del diritto alla salute e al lavoro- quella che Clini definisce- priorità costituzionale, non si capisce com'è che:

    nemmeno un soldo ancora  è stato investito per il risanamento,

    i 119 milioni di euro stanziati col decreto di agosto  finalizzati alla bonifica, non si sa dove siano finiti, se lo chiede Bonelli , ma ce lo domandiamo anche noi,

    la produzione di acciaio continua ancora oggi, eppure se ne parla come se fosse già chiusa ed invece produce ed inquina, ancora oggi....

    l'azienda minaccia di non pagare gli stipendi, ma Fabio Riva per la sua "libertà vigilata" pensa bene di pagare una cauzione ( e lo fa con i soldi Nostri: i soldi  delle vittime dell'inquinamento e dei lavoratori che all'Ilva hanno fatto fruttare fior di quattrini).  Per l'esattezza....  si legge che abbia pagato 10.000 sterline ossia 11.927,50 EURO... 





    ed infine non si capisce com'è che Clini continui a dire che il Governo intende difendere la salute dei tarantini se nell'Aia è stabilito che  si mantiene l'area a caldo - condizione questa  incompatibile con la difesa della salute!!!

    A quale Costituzione si riferisce Corrado Clini?

     a quella Italiana? ... che recita all'art. 2 " La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale." e all' Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali
    e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. e all'art. 9 comma 2: "La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione." e all'art. Art. 32.La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto ell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti."


    Quando parla di difesa di salute e ambiente per Taranto, molto probabilmente il Ministro si riferisce alla "Costituzione secondo Clini". 

    A noi verrebbe da chiedere al Ministro:"Ma come parla Ministro? ma come parlaaaaa? Le parole sono importanti!!!!"




























  • mercoledì 25 luglio 2012

    Non chiamiamola classe operaia!

    Oggi la repubblica.it ha pubblicato questa foto: l'immagine del presidio organizzato dai sindacati metalmeccanici Ilva che espongono fuori dallo stabilimento lo striscione: "le aziende sono il motore della nostra economia e il futuro della nostra nazione". 

    I sindacati e gli operai dell'Ilva non si domandano Mai quali danni ha arrecato il modo di produrre dell'acciaieria Ilva non solo alla salute ed ambiente, ma all' economia tarantina?

    Quando, in maniera egoistica, pensano al mantenimento del loro posto di lavoro, si domandano in quali condizioni vivono le famiglie dei mitilicoltori  e degli allevatori il cui lavoro è stato bruscamente interrotto dagli effetti devastanti della diossina proveniente dall'acciaieria Ilva?

    Possono provare un momento a immedesimarsi nella loro precaria condizione? si domandano gli operai "come campano i mitilicoltori oggi a Taranto"?

    Questa non è solo la lotta come scrive  nel suo brillante articolo Mario Desiati su Larepubblica.it  dell'ambiente versus lavoro, degli "abitanti esasperati dalle polveri contro operai a rischio povertà". Ci sono abitanti esasperati dalle polveri, è vero, ma anche madri disperate  che soffrono in silenzio la malattia del proprio figlio, l'ennesimo figlio di Taranto malato di Tumore, e poi c'è un'economia messa in ginocchio dall'impatto inquinante di un'industria che non intende "evolversi", rivoluzionare il modo di produzione. 

    Domani i ministri dell'Ambiente, dello sviluppo economico e della coesione territoriale incontreranno le istituzioni, sindacati e confindustria per definire un piano di bonifica individuando le fonti di finanziamento. 

    La speranza  è che non vengano ascoltate solamente le "ragioni" di chi in acciaieria ci lavora e ci lucra - visto che in quel tavolo saranno rappresentate solamente queste, ma anche quelle del lavoro di chi lo ha sempre svolto dignitosamente e con orgoglio:  i mitilicoltori e gli allevatori. Chi li rappresenterà domani? E poi ci sono  le ragioni dell'ambiente ma soprattutto quelle della salute: una salute minata ogni secondo da un'industria che non arresta il processo di inquinamento dell'aria, dell'acqua, e del suolo. 

    La città è stanca. E' stanca di questo modo di produrre insano ed irresponsabile. E lo dimostrano anche le tante scritte sui muri contro Riva, l'inquinamento industriale. Personalmente in città non ho visto scritte contro i giudici, eppure vivendo nel quartiere Paolo Vi e attraversando ogni giorno il quartiere Tamburi , avrei dovuto vederle "secondo quanto scrive Desiati nel suo ultimo articolo. 

    Quello che è certo che le scritte contro Riva sono preponderanti. E questo un significato ce l'ha. Non saranno stati certo pagati da nessuno coloro i quali i loro pensieri, il pensiero di una città, li hanno fissati sui muri. 

    E non sono stati nemmeno pagati per manifestare davanti alla Procura di Taranto, quella procura che ha mosso nei confronti dell'azienda siderurgica l'accusa di disastro ambientale colposo e doloso per cui si deciderà sul sequestro degli impianti.

    Cosa si può dire invece - senza generalizzare - degli operai* dell'Ilva, che sono scesi in piazza a manifestare "accompagnati" dal pullman messo a disposizione dall'Azienda. E chi l'ha scritta la lettera indirizzata a Monti e a Napolitano? dov'è oggi la Classe Operaia? ha una sua dignità?

    ha un'identità sua? o si rispecchia in tutto e per tutto con gli interessi di quello che un tempo veniva chiamato il "Padrone"? se questo è allora, l'Ilva c'è riuscita nel suo intento: trasformare l'operaio in "gorilla ammaestrato" incapace di operare con la sua testa, perchè il cervello dell'operaio - gli ultimi fatti lo hanno evidenziato- anzichè liberarsi si è mummificato. 

    E a pagare,sempre e solo  la collettività  

     


     

    Immagine scaricata da Repubblica.it

    sabato 12 marzo 2011

    venerdì 4 marzo 2011

    I VENERDì DELLA RABBIA!


    I cittadini di Taranto e provincia in mobilitazione comunicano che oggi, 4 marzo, dalle 18 si svolgerà un sit-in di informazione in Piazza della Vittoria a Taranto.
    Comunicano inoltre che questo sarà solo il primo di una serie di venerdì che ci vedranno presenti in tutte le piazze di Taranto.

    Il movimento vuole così continuare il percorso di sensibilizzazione della cittadinanza jonica alla corretta gestione dei rifiuti, quella mirata, cioè, alla riduzione della produzione, alla raccolta differenziata, al riciclo ed al riutilizzo. Allo stesso tempo, si vuole informare i cittadini sulla devastazione ambientale portata nella provincia di Taranto dagli “affaristi della monnezza”, che hanno installato nel territorio enormi discariche per rifiuti speciali (a Taranto, Lizzano e Grottaglie) ed inceneritori (a Statte e Massafra), con la complicità di amministrazioni locali conniventi.

    Inoltre, ricordiamo che il Comune di Taranto ha promesso,su pressione dei Cittadini in Mobilitazione, lo scorso 24 febbraio, lo svolgimento di un consiglio monotematico sui rifiuti. Ma, la riunione dei capigruppo dei partiti presenti nel Consiglio comunale, svoltasi martedì u.s., con una scusa burocratica, ha scaricato sui 'cittadini in mobilitazione' la responsabilità di non aver formalizzato un ordine del giorno per il 7 marzo p.v.. Ora bisogna rimuovere qualsiasi scusa e fare in modo che il Consiglio monotematico sui rifiuti sia svolto come richiesto.

    E’ necessario chiarire che il Comune di Taranto è il maggior azionista dell'AMIU, la Società per Azioni direttamente responsabile della fallimentare raccolta differenziata in città e proprietaria dell'inceneritore sito tra Statte e Taranto, fermato più volte per sforamento delle emissioni di diossina e privo di Valutazione di Impatto Ambientale. A questo si aggiungono l’inceneritore privato di Massafra e le discariche, anch’esse private, per rifiuti speciali Italcave (a pochi chilometri dal quartiere Tamburi) e Vergine (alle porte di Lizzano ma in isola amministrativa di Taranto), che ricevono rifiuti da tutta Italia.

    Invitiamo quindi tutti i cittadini a partecipare alle iniziative del movimento per una corretta informazione gestita dal basso e per continuare a premere sulle Istituzioni affinché applichino, finalmente, le giuste politiche a tutela di lavoro, salute ed ambiente.


    Cittadini di Taranto e provincia in mobilitazione

    giovedì 24 febbraio 2011

    AL COMUNE!

    I cittadini di Taranto e provincia in mobilitazione
    In vista del consiglio comunale monotematico sui rifiuti il 07 marzo 2011

    I cittadini di Taranto e provincia in mobilitazione, a seguito delle pressioni esercitate durante il consiglio comunale di giovedì 24 febbraio, hanno ottenuto che il Presidente e il Sindaco fissassero per la data del 7 marzo un consiglio monotematico sulla gestione dei rifiuti nella città di Taranto.


    Ricordiamo a tutti i cittadini che il Comune di Taranto è il maggior azionista dell'AMIU, proprietaria tra l'altro dell'inceneritore sito tra Statte e Taranto, fermato più volte per sforamento delle emissioni di diossina e privo di Valutazione di Impatto Ambientale. Per questa ragione il Comune è direttamente responsabile della partenza e dell'organizzazione della raccolta differenziata. Facciamo anche presente che in tutte le città in cui ci sono inceneritori la raccolta differenziata stenta a partire e la produzione di rifiuti è generalmente doppia: 2 Kg pro-capite al giorno contro 1 Kg dove la raccolta funziona. A questo si aggiungono le discariche private per rifiuti speciali Italcave (a pochi chilometri dal quartiere Tamburi e Statte) e Vergine alle porte di Lizzano ma in isola amministrativa di Taranto, le quali ricevono rifiuti da tutta Italia.


    Invitiamo quindi tutti i cittadini a partecipare all'assemblea di domenica, presso il Comitato di Quartiere di città vecchia, via arco Paisiello G18, ore 17:30 per preparare la partecipazione del 7 marzo al consiglio monotematico.


    Cittadini di Taranto e provincia in mobilitazione

    martedì 4 gennaio 2011

    La nostra condanna: le loro bugie!


    COMUNICATO STAMPA

    Cittadini di Taranto e Provincia in mobilitazione

    4 gennaio 2011

    La mobilitazione di lunedi 3 gennaio 2011 davanti ai cancelli della discarica Italcave di Statte ha rappresentato un importante momento di partecipazione attiva da parte di numerosi cittadini.

    Il blocco per cinque ore consecutive dei Tir provenienti dalla Campania è stato un atto concreto per dire NO alla gestione dei rifiuti mediante discariche, per denunciare controlli approssimativi sulla qualità dei rifiuti che giungono nelle discariche esistenti sul nostro territorio, per contrastare il loro ampliamento e per l’effettuazione di idonei carotaggi all’interno delle discariche.

    Il presidio, oltre ad aver consegnato una prima importante vittoria ai manifestanti, è stato anche l’occasione per avanzare una immediata richiesta: il trasferimento del ‘tavolo tecnico’ sull’operazione ‘solidarietà Campania’ dalla sede di Bari alla sede di Taranto con discussione della stessa in presenza di una delegazione di cittadini. La richiesta è stata avanzata in Regione per intermediazione di un parlamentare presente al presidio che, dopo accordi verbali intercorsi con assessori, alla presenza di cittadini e giornalisti, ha confermato l’accoglimento della richiesta.

    Oggi, 4 gennaio 2011, questa richiesta è stata disattesa. Nostro malgrado siamo costretti a confermare la nostra diffidenza nei confronti delle Istituzioni poiché la presenza di una delegazione di cittadini in sede di discussione non è stata ammessa.

    Di fronte ad una pretestuosa giustificazione che chiama in causa le ‘ragioni di Stato’ non possiamo che mostrare sconcerto poiché, mentre democraticamente i cittadini sono stati disponibili al dialogo e largamente propositivi, come dimostrato nel corso della conferenza pubblica che ha preceduto il ‘tavolo tecnico’, in maniera non altrettanto democratica sono stati invece esclusi da un tavolo di confronto ufficiale. Pertanto, rigettiamo l’invito di una nostra partecipazione solo a conclusione della discussione svoltasi a ‘porte chiuse’ ritenendolo non pertinente, irrispettoso e strumentale al fine di avallare posizioni già concordate in nostra assenza.

    Ancora una volta i rappresentanti istituzionali hanno perso un’occasione: acquisire credibilità e fiducia di fronte alla cittadinanza. Avremmo voluto sbagliarci ma grazie alla nostra determinazione è emerso un grave dato di fatto: non esiste alcuna volontà di includere ufficialmente i cittadini nei processi decisionali che riguardano la sicurezza pubblica.

    Ne prendiamo atto ed aggiungiamo che non ci fermeremo.

    Consapevoli che si tratta di una lunga battaglia, invitiamo, ogni cittadino a contribuire alla tutela dei nostri diritti, della nostra salute e del nostro territorio partecipando alla prossima Assemblea che si terrà in via Arco Paisiello G18, domenica 9 gennaio alle ore 17.00, in città vecchia a Taranto.

    Cittadini di Taranto e Provincia in mobilitazione

    CONTRO I RIFIUTI DI STATO!

    Presidio ad Italcave riuscito: i Tir rotti e puzzolenti bloccati per 5 ore e trasferimento del tavolo tecnico da Bari alla provincia di Taranto ottenuto. Alcuni rappresentanti del movimento hanno partecipato al tavolo, nonostante i tentativi di tenerli fuori!

    INSIEME SIAMO PIU' FORTI! INFORMAZIONE E PARTECIPAZIONE!


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    venerdì 24 dicembre 2010

    Facciamo chiarezza sull'operazione "Rifiuti in Puglia"


    Quarantacinquemila tonnellate di rifiuti in un territorio già martoriato da una quantità di inquinamento equivalente, per Tossicità, a quello di intere nazioni viene accettato senza problemi dai parlamentari pugliesi. Chiamando questo via libera "atto di solidarietà", la responsabilità viene implicitamente addossata alle popolazioni campane. Ma quei cittadini esasperati, in lotta per tentare di proteggere la propria salute, nulla ci hanno chiesto; e non è possibile far credere che si tratti di una misura speciale per un'emergenza transitoria quando né il governo centrale né quello regionale hanno posto le condizioni per un superamento del problema. Si tratta invece dell'arrogante imposizione militare di una politica di affarismo sull'immonizia, finanziata coi soldi dei cittadini (CIP 6 ed equivalenti), fatta di discariche e di

    "termovalorizzatori" (inceneritori), che ignora volutamente le politiche più sensate di gestione dei rifiuti, basate sulla raccolta differenziata e sul riciclo finalizzato al riutilizzo e chieste dai comitati cittadini perché, in luogo di profitti e inquinamento, creerebbero risparmio ed

    anche occupazione. Questa alternativa viene continuamente schiacciata dalla produzione di un'emergenza che, come rilevato dagli organismi dell'Unione Europea, nulla si fa per scongiurare. "E' sorprendente notare come nelle stesse ore che si sono lanciati proclami di solidarietà per i rifiuti Campani, contemporaneamente viene firmato il piano di rientro sanitario regionale pugliese". In questo quadro si inserisce l'accordo dei due figli di Puglia, Vendola e Fitto: accettazione dei rifiuti in cambio del piano di rientro sanitario.

    Una dimensione, quella sanitaria, in cui salute e inquinamento continuano a intrecciarsi a discapito della prima, visto che il San Raffaele, a favore del quale Vendola chiuderà diversi ospedali pubblici, già manda in Puglia dal nord i propri rifiuti tossici (proprio in questo periodo il giornalista Lannes ha chiesto a Vendola delucidazioni su tali rifiuti, ma non ha avuto nessuna risposta). Del resto, di fronte alla decisione del ceto politico parlamentare di imporre con la forza tutte le politiche affaristiche così dette "economiche" che portano vantaggi a pochi e svantaggi a molti, comportanti devastazione territoriale, nessun amministratore locale conta nulla. Prima che in Campania, dove il governo Prodi fece manganellare inermi dimostranti di mezz'età seduti per terra, lo hanno sperimentato e filmato i cittadini della Val di Susa, mostrandoci un funzionario di polizia che dice a un sindaco: "Voi qui non rappresentate più lo stato. Lo rappresentiamo noi." Essendo nostra convinzione che non bisogna trattare sulla salute; consapevoli, per l'andamento di analoghe situazioni italiane, che gli amministratori locali non possono sostituire l'organizzazione della popolazione sui propri problemi, chiediamo ai politici di non offendere l'intelligenza dei cittadini chiamando "solidarietà" un'imposizione affaristica.

    Solo una seria raccolta differenziata, finalizzata al riutilizzo, porta alla strada per la risoluzione dell'emergenza rifiuti, non solo in Campania, ma in ogni dove. Molti i politici ottusi che non voglio ne sentire, ne vedere avanti ad una collaborazione fattiva e di volontà popolare di fronte alla realtà dei fatti dimostrati in tante realtà italiane.In tanti ci hanno provato. Lannes, Conte, gli stessi sindaci della provincia tarantina. Lannes aspetta ancora una risposta, Conte addirittura è stato cacciato e poi interdetto dal manifestare un sit-in. I sindaci semplicemente ignorati.

    Questa è democrazia da una persona che chiede solidarità?

    A riprova dell'estrema consapevolezza dei cittadini in questi giorni circa 3000 persone sono scese nelle strade di Lizzano per ribadire che la 'solidarietà' è solo IPOCRISIA quando non porta soluzioni, è ipocrisia quando si finge che appalti stabiliti ad Agosto possano riferirsi ad emergenze scoppiate in Ottobre, è ipocrisia quando difronte ad un emergenza prodotta da 1000 tonnellate ( e circa 20000 nella provincia)di rifiuti ce ne mandano 45.000! quella stessa consapevolezza ha spinto le persone difronte alla discarica di Italcave per vedere di persona questi sicurissimi camion arrivare... e come da copione li ha trovati INQUIETANTI e maleodoranti visto che continuavano a perdere percolato!

    E' proprio per quest'ipocrisia che non ci fidiamo della tanto repentina ripartenza dei camion, non crederete davvero che questo teatrino possa tranquillizzarci?

    Lo abbiamo già ribadito e continueremo a farlo l'unico vero atto di solidarietà verso la nazione itera è l'adozione reale di una politica che porti a rifiuti zero, e non ci fermeremo finchè non riusciremo ad attivarla, finchè tutte le discariche e gli inceneritori inutili che devastano questo territorio non verranno chiusi per sempre in ragione di un crescente indotto legato alla differenziata vera quella finalizzata al riutilizzo.


    Comitato per Taranto, AttivaLizzano, Malati Infiammatori cronici, CarosiNOdiscariche,Comitati di Quartiere, Meetup 100 Masserie Taranto, Meetup Amici di Beppe Grillo, CORITA e WWF TRANTO, Taranto libera, Sinistra Critica.

    lunedì 13 dicembre 2010

    Video Rai.TV - Report 2010-2011 - Consumatori difettosi

    Inizia con Taranto (primo minuto) e finisce con Taranto (ultimi dieci minuti): ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE!
    Il senso del consumo... delle nostre vite contemporanee!
    Buona visione


    Video Rai.TV - Report 2010-2011 - Consumatori difettosi

    sabato 4 dicembre 2010

    NO AI RIFIUTI DI STATO A TARANTO!


    COMUNICATO STAMPA

    In relazione all'offerta fatta - dal Presidente della Regione Puglia, Nicola Vendola (senza il parere del Consiglio Regionale) - di accogliere i rifiuti provenienti dall'ennesima “crisi” campana, come comitati e associazioni di Taranto e provincia sentiamo forte l'esigenza di dichiarare che non è più accettabile il tentativo di monetizzare salute e democrazia. Perché continua imperterrito lo sfruttamento di un territorio già martoriato da un inquinamento eccezionale, che già vanta tristi primati in fatto di impianti a rischio, e non si fa mancare nulla in fatto di inceneritori e discariche di rifiuti di ogni tipo. con la possibilità di notevole incremento di malattie e la contaminazione della catena alimentare. E' anche una questione di democrazia, perchè Vendola non può assolutamente pensare di partorire una tale decisione senza consultare la popolazione.
    Ci pare inoltre oltremodo fuorviante porre l'accoglimento dei rifiuti come una questione di solidarietà. Da anni ormai i comitati cittadini, i medici, gli scienziati addirittura gli economisti propongono una soluzione ecocompatibile e vantaggiosa in termini di risparmio collettivo economico ed energetico, a favore dell'incremento dell'occupazione e della tutela dell''ambiente, fatta di riduzione della produzione di rifiuti, raccolta differenziata porta a porta, riciclo, riutilizzo, con l'obbiettivo di raggiungere "Rifiuti Zero", mentre i vari governi di turno si intestardiscono nella politica dell'incenerimento e dello smaltimento in discarica, che favorisce grandi industriali - come la Marcegaglia - e clientele di dubbia legalità. La solidarietà ai cittadini campani, e come loro a tutti gli altri cittadini impegnati nella tutela del proprio territorio in questo Paese contro questa gestione anacronistica e basata sul continuo consumo senza fine dei beni comuni e notevole spesa economica per i contribuenti, consiste nell'opporsi a tutte le “soluzioni” che le perpetuino.
    Riteniamo per questo indispensabile aderire alla giornata europea contro le opere inutili prevista l'11 dicembre per ribadire che gli impianti di incenerimento dei rifiuti non sono una soluzione ma una perpetuazione del problema (dato che un terzo del conferito finisce in discarica sotto forma di ceneri altamente tossiche) ed invitiamo tutta la provincia a sostenere la manifestazione che il 12 Dicembre si terrà a Lizzano promossa per sensibilizzare le popolazioni della provincia contro lo scempio che da anni la politica di gestione dei rifiuti sta perpetrando nelle zone limitrofe alle discariche (come la Vergine che tra l'altro presenta una non conformità della barriera di confinamento alle disposizioni del lgs. 36/2003 ed Ecolevante). Pretendiamo inoltre che i sindaci teoricamente chiamati a rappresentare i cittadini prendano le dovute tutele e non si limitino a esporre a parole il loro parere negativo verso i rifiuti campani, ma che realizzino atti istituzionali concreti. Sono attese dalla Campania 50.000 tonnellate destinate ai siti di Italcave a Statte, Ecolevante a Grottaglie e Vergine ai confini tra Lizzano, Fragagnano e Faggiano. Dopo la conferenza stampa del 29 ottobre molti rappresentanti politici provinciali e regionali ignorarono completamente l’allarme 'rifiuti campani' mentre alcuni (assessore regionale Nicastro, sindaci di Lizzano, Faggiano e Monteparano) si affannarono per sminuire il timore e l’agitazione dei 14 comitati commentando la preoccupazione come infondata. I cittadini chiedono spiegazioni sulla evidente non curanza di molti e incoerenza degli altri, domandandosi che fine abbiamo fatto questi politici oggi, quando l’arrivo di circa 200 camion è quasi imminente. Visto che i sindaci hanno rotto il silenzio siamo tutti curiosi di vedere chi veramente farà seguire alle parole atti concreti. Quanti di questi sindaci non si limiteranno ad atti formali ma assumeranno posizioni intransigenti difronte ai rischi per la salute?

    Attiva Lizzano, Comitato Taranto Libera, Associazione Malati Cronici, Comitati di Quartiere Taranto, Meet Up I Grilli delle 100 Masserie, Amici di Beppe Grillo Taranto, I Grilli di Taranto in Movimento, Taranto Ciclabile, Corita Taranto, CarosiNOdiscariche.

    sabato 27 febbraio 2010

    C'è chi può e chi non deve


    Riceviamo e pubblichiamo volentieri:

    AGGIORNAMENTI PROCESSO TARANTO

    In merito al processo cosiddetto “no global” di Taranto la Confederazione Cobas e il Comitato di quartiere Città Vecchia esprimono la solidarietà ai propri militanti coinvolti ed a tutti gli imputati per le assurde richieste di condanna da parte della P.M..

    Altrettanto assurdi appaiono i titoloni e il largo spazio dati su tali richieste, senza entrare nel merito di tutta la vicenda, quasi fosse un processo alla criminalità organizzata e non un processo smaccatamente politico, quale è in realtà.

    Basti ricordare che le indagini nascono quando in questa città imperavano in sequenza Cito e la Di Bello, contro le cui politiche gli attuali imputati si battevano strenuamente ed alla luce del sole. A memoria degli smemorati, qui si vuole ricordare che, senza alcuna voglia giustizialista che non fa parte della cultura delle scriventi, nel caso di Cito c’è stata una condanna per il 416 bis, oltre a varie forme di corruttela e nel caso della Di Bello oltre a vari procedimenti penali in corso, Taranto ha subito il peggior dissesto finanziario d’Italia del dopoguerra, che i tarantini stanno pagando amaramente. In sostanza in quel periodo certamente questo territorio è stato dilaniato e sbranato da un sistema affaristico-massonico-mafioso che per troppo tempo ha goduto di varie connivenze anche di pezzi delle istituzioni. Altrimenti non si spiegherebbe come mai quei sistemi sono durati nel tempo (anche troppo) e solo quando non era più possibile nascondere tutte le porcherie perpetrate a danno di questa città, le stesse sono venute fuori.

    Nel frattempo “ovviamente” si indagava (?) su coloro i quali, a viso aperto, denunciavano quel sistema, chiedendo spazi di libertà e di democrazia, diritti per chi se li vedeva negati, pulizia e trasparenza nella pubblica amministrazione. Ed è altrettanto “ovvio” che quei rompiscatole che scoprivano e denunciavano i vari altarini andavano colpiti con ogni mezzo necessario affinché fosse da monito a loro e a tutti coloro che sceglievano la lotta e il rivendicare i diritti negati. A dimostrazione di ciò una chicca su questo procedimento è che una delle accuse è “associazione sovversiva di stampo locale”: ovvero il tentativo degli imputati era forse costruire una repubblica autonoma tarantina? Ci sarebbe da ridere se le accuse non fossero così pesanti.

    Inoltre questa indagine ha fatto in po’ da scuola in questo paese di come si devono colpire tutte le forme vere di opposizione politico-sindacale-sociale di questa nazione, che non ci stanno ad assistere passivamente alle progressive forme di diseguaglianza e di negazione di diritti, dove una casta sempre più ristretta è sempre più ricca e potente vive ai danni del resto dell’umanità. Un esempio per tutti è il famigerato processo di Cosenza, nel quale, peraltro, sono finiti gli atti del processo di Taranto e, inizialmente, buona parte dei suoi imputati (alla fine rimasti solo in due). Stesse accuse e stessi meccanismi,, anche se con un visibilità molto maggiore. Per la cronaca in quel processo sono stati tutti assolti con formula piena perché il fatto non sussiste, ovvero è stato riconosciuto il diritto ad esprimere liberamente una opposizione in questo paese (anche se non sappiamo fino a quando!).

    Ma, tornando al processo di Taranto, sarebbe bastato leggersi gli atti e seguire le udienze per capire la insussistenza e talvolta il ridicolo delle accuse.

    Infine, ma non per ultimo, per far ben comprendere la giustezza e la correttezza di quelle lotte, di quelle battaglie e di quelle rivendicazioni, qui vogliamo ricordare non solo l’enorme solidarietà di migliaia e migliaia di tarantini (oltre che da tutte le parti di Italia) che gli imputati ebbero all’atto degli arresti, ma anche che tutt’oggi parte di loro e le loro strutture continuano ad avere presso i lavoratori, i disoccupati, i precari, i giovani e le donne e tutti coloro che si battono per i diritti la stessa credibilità.

    Questo rospo evidentemente non scende giù a quel sistema di potere che certamente non è sconfitto, e che vuole continuare a farla pagare in termini giudiziari.

    Con l’auspicio che per correttezza di informazione questo comunicato stampa venga diffuso integralmente si porgono distinti saluti.

    CONFEDERAZIONE COBAS

    COMITATO DI QUARTIERE CITTA’ VECCHIA