giovedì 30 aprile 2009

Scripta manent... con i nostri sinceri apprezzamenti!

Una felice iniziativa della Regione Puglia che finalmente porta alla ribalta locale e nazionale il "caso Taranto" attraverso la pubblicazione e diffusione in rete di questi due pregevoli opuscoli.
Invitiamo tutti a consultarli cliccando direttamente sulle immagini.





Quest'ultimo libro è frutto anche della collaborazione di tre membri del Comitato per Taranto (visualizza i ringraziamenti)

Sequestrata un'area naturalistica usata come discarica

Insistevano insediamenti agricoli, una discarica abusiva di circa 100.000 mq. e un avio superficie. In corso di stima un ingente danno erariale; due persone sono state denunziate all’autorità giudiziaria

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Taranto, a seguito di complesse ed articolate indagini (condotte anche attraverso rilevamenti, effettuati da elicotteri della sezione aerea della Guardia di Finanza di Bari) hanno proceduto al sequestro di un’area demaniale, dichiarata di interesse “faunistico” a livello nazionale e comunitario, dell’estensione complessiva di oltre 7.000.000 di mq.
Nel particolare, le Fiamme Gialle hanno accertato che l’intera area demaniale, già affidata in concessione ad un organismo, veniva da quest’ultimo locata, a titolo oneroso, a soggetti che vi svolgevano attività agricole.
L’area è risultata altresì “utilizzata” per circa 100.000 mq, come discarica abusiva, sulla quale erano stati stoccati ingenti quantitativi di rifiuti speciali e/o pericolosi (eternit, materiale edile di risulta, pneumatici, mobili dismessi, ecc…). E' stata usata anche quale aviosuperficie privata.
Il danno erariale si profila ingente.
Due persone sono state denunziate all’autorità giudiziaria e sono in corso ulteriori e specifiche indagini di carattere fiscale. (manduriaoggi)

Alba Jonica al Palafiom

Quattro associazioni, insieme, nell’organizzazione della manifestazione “Alba Jonica”, che si terrà al Palafiom di Taranto venerdì, sabato e domenica. Si tratta di Socialpoint, Endas Taranto, Gruppo Taranto Nord e Artistica Centro Jonico.
«La manifestazione ha un dimensionamento provinciale e regionale e per la seconda volta coinvolge un notevole numero di bambini, giovani, adulti impegnati a livello amatoriale nelle varie attività artistiche, culturali, sportive e formative» spiega il savese Adriano Decataldo, in rappresentanza di Socialpoint. «Nell’ambito della manifestazione è stato organizzato il I° corso formativo sulla “Sicurezza nei luoghi di lavoro” e per gli “Addetti antincendio a rischio di incendio basso”, finalizzato alla conoscenza del Testo Unico in materia di Sicurezza sul Lavoro, alla preparazione tecnica del personale addetto alla sicurezza. Il corso di formazione è stato organizzato per favorire i Presidenti delle associazioni ad adempiere agli obblighi previsti dal citato Decreto Legislativo, in quanto anche le associazioni e circoli ricreativi sono soggette alla suddetta normativa.
Il corso di dura complessivamente 20 ore, è composto da due moduli (16 ore + 4 ore ) ed è riservato ai presidenti delle associazioni sportive dilettantistiche, delle cooperative sociali, dei soggetti del Terzo settore, delle associazioni di volontariato, dei circoli ricreativi. I presidenti delle associazioni, infatti, entro il 15 maggio 2009, sono tenuti a nominare un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, formare ed informare gli addetti che operano nell’associazione (siano essi volontari e/o dipendenti) e certificare con il cosiddetto “Piano di valutazione dei rischi (DVR)” la struttura nella quale si svolgono le attività sociali.
Alla fine del corso l’Ente di formazione rilascerà la certificazione valida ai sensi della normativa vigente ed utile ai fini della regolarità gestionale delle Sedi delle associazioni. Il corso inizierà il 2 maggio, dalle ore 10 alle 19, presso il PalaFiom, mentre le rimanenti 12 ore di formazione saranno articolate in quattro sessioni pomeridiane di 3 ore. I presidenti interessati possono chiedere informazioni contattando i numeri: 339.7245763 – 099.7722102».

Il Progetto dei liberi Movimenti ambientalisti di Taranto, Brindisi e Lecce

Appello di Medicina Democratica di Brinsidisi alle associazioni di Puglia

Giovedì 23 aprile si sono riuniti, presso la sede di Brindisi di Medicina Democratica, rappresentanti di associazioni e movimenti ambientalisti di Brindisi, Lecce, Taranto, Torchiarolo e San Vito . Durante l’incontro si è evidenziata la necessità di collegare le tante vertenze aperte sui territori tese a contrastare il proliferare di richieste di autorizzazioni per centrali a biomasse e mega impianti eolici e fotovoltaici. Una deriva che è accompagnata da un Piano Energetico Ambientale Regionale , PEAR Puglia, che prevede un ulteriore espansione della produzione elettrica in Puglia, regione che già oggi produce il doppio dell’energia che consuma.
Secondo questa filosofia le energie alternative in realtà divengono aggiuntive e nulla viene fatto per diminuire il consumo di combustibili fossili , ad esempio le enormi quantità di carbone bruciate a Cerano, a vantaggio di una produzione elettrica basata su piccoli impianti a biomasse a filiera corta, ovvero alimentate dagli scarti delle produzioni agricole locali, o da impianti eolici di piccola taglia o da fotovoltaico da utilizzare per l’autoconsumo.
Inoltre molte sono le preoccupazioni che nascono dall’intenzione del Governo di ritornare al nucleare , cosa che respingiamo in modo deciso.
Si è quindi deciso di unirci alla vertenza promossa dai comitati del salento tesa ad ottenere una legge regionale con la quale arrivare ad una moratoria di un anno per la concessione di autorizzazioni per centrali a Biomasse e mega impianti eolici e fotovoltaici. Anno di sospensione durante il quale chiedere alla regione di rivedere il PEAR. Infatti partendo dall’invarianza della produzione attuale di energia elettrica occorre diminuire l’uso del carbone a favore delle fonti rinnovabili a filiera corta e con impianti di piccola taglia sostenibili dal nostro territorio.
Momenti di sostegno all’iniziativa saranno previsti in occasione del Festival dell’Energia in programma a Lecce dal 14 al 17 maggio , in occasione del quale promuoveremo un " Controfestival " e in seguito una grossa manifestazione regionale da realizzarsi a Bari presso la sede del consiglio regionale.
Nei giorni a seguire numerose saranno le assemblee e iniziative a sostegno della vertenza che si terranno nelle città pugliesi finalizzate a creare una rete regionale di associazioni e movimenti ambientalisti per contrastare l’ennesimo tentativo di svendita del nostro territorio ai potentati economici, con grave danno per l’ambiente e la salute dei cittadini.

Riccardo Rossi - Medicina Democratica Brindisi

mercoledì 29 aprile 2009

Emilio Riva... "spassionatamente"!

C'è qualche contraddizione tra i due Riva e qualche dichiarazione su cui dubitiamo fortemente (e forse, fondatamente!)

Ilva, Emilio Riva: Io non mantengo nessuno


Roma, 29 apr (Velino) - I prossimi mesi saranno neri. Ma occorre tenere ferma la barra con un imperativo categorico: mai vendere sottocosto perché le aziende che vendono a un prezzo finale più basso del margine operativo lordo falliscono. Così il re dell’acciaio Emilio Riva intervistato dal Sole 24 Ore che ribadisce: mai svendere nelle crisi strutturali come nelle cadute momentanee della domanda. Ma qual è il bilancio del 2008 anche alla luce dell’ampio ricorso alla cassa integrazione che riguarda 500 addetti su 1.600 del sito di Cornigliano e circa la metà dei dodicimila addetti di Taranto? “I ricavi saranno inalterati rispetto al 2007” e cioè intorno ai dieci miliardi. Insomma il bilancio è ancora in attivo anche se “i primi tre mesi del 2009 stanno andando peggio degli ultimi tre del 2008”. E se il mercato non ripartisse? Lo stabilimento genovese dopo le ferie estive resterebbe fermo. In quel caso, dice Riva, “se non fosse concessa la cassa in deroga, mi troverei costretto a mettere gli operai in mobilità. Io non mantengo nessuno”.

Su Taranto Riva non sembra cogliere segnali che possano fare pensare a una ripresa per uno stabilimento che resta uno dei maggiori insediamenti industriali del Sud. Dal 1 gennaio lo stabilimento avrebbe raggiunto la massima capacità produttiva. “Ho comprato l’Ilva nel 1995 – dice Riva – ho rifatto completamente lo stabilimento investendo cinque miliardi di euro del tutto autofinanziati (…) Il primo anno con la nostra gestione era già in attivo. Vorrei solo sottolineare un fatto: non sono un mago ho soltanto rotto il giocattolo del consenso costruito intorno a Taranto. Non ho mai accettato raccomandazioni e relazioni particolari con nessuno: sindacati, chiesa, partiti politici. Faccio solo l’imprenditore”. E dopo quattro esercizi positivi con profitti per oltre due miliardi di euro è possibile pensare ad acquisizioni? “È prematuro - risponde -. Ma vedrà che nel 2011 ci saranno molte occasioni in giro. Io mi affeziono poco alle persone, alle cose niente. Cornigliano per me vale 770 milioni degli investimenti che vi ho realizzato più altri 400 milioni di euro di valore residuo. Se qualcuno si presentasse in ufficio con un miliardo e cento milioni, già depositato sul conto corrente di un istituto di fiducia, non ci sarebbe problema: gliela venderei subito”. (il Velino)

E intanto a Genova:
«Intanto noi siamo andati avanti - spiega Daniele Riva, leader dello stabilimento siderurgico Ilva di Genova - ad oggi su un piano di investimento da 770 milioni di euro ne abbiamo già spesi oltre il 70% e manca ancora un anno e mezzo alla fine del piano industriale, fino a poco tempo fa avevamo in media 500 persone impegnate nei cantieri, adesso dopo che ci hanno sequestrato l´area dei rottami, sono un centinaio in meno, ma andiamo avanti». Il cuore del grande moloch di Cornigliano, l´ex Oscar Sinigaglia di proprietà del gruppo Riva, batte oggi al rallentatore, oltre ai 545 lavoratori in cassa integrazione straordinaria in seguito al piano di riconversione che ha segnato la chiusura dell´altoforno e di tutta l´area a caldo ci sono in media 200 lavoratori in cassa integrazione ordinaria per la crisi, ma se il lavoro siderurgico è ridotto al minimo, quello della riconversione procede. Con qualche ritardo, tra mille difficoltà, ma procede.
...
Abbiamo impianti così tecnologicamente avanzati che ci permettono di lavorare i rotoli dal decatreno fino al camion tutto automatizzato - spiega Daniele Riva - servono meno operai alle macchine, ma in compenso aumentano i lavoratori della manutenzione e sono richieste professionalità elevate». E´ pronta e funzionante la nuova portineria verso l´aeroporto, riservata alle merci, con cinque pese e piazzale nuovo in grado di ospitare fino a 40 camion in modo da non intasare l´autostrada, oggi è vuoto, ma prima a poi la crisi finirà. «Tutto questo non l´abbiamo mica fatto per scherzo», butta lì uno dei lavoratori impegnati nei cantieri. Pezzi di capannoni diroccati, residuo di un´archeologia industriale che conserva un suo fascino decadente e rugginoso, resistono ancora accanto a quelli nuovi colorati, ma piano piano il nuovo prende il sopravvento e anche i percorsi dentro allo stabilimento si adeguano, si spostano le strade, i cancelli e persino i binari della ferrovia. In fondo verso il Polcevera, il terreno è spianato in attesa di partire con la costruzione nella nuova portineria per i lavoratori, lo spogliatoio e le officine.
Leggi l'articolo completo su La Repubblica

Con gli operai, per un futuro migliore per tutti!

Invitiamo tutti a partecipare, per far sentire che la città è unita e pretende il rispetto dei diritti di tutti!

Arsenico e vecchi cassonetti...Rassegna stampa



Rifiutiamo le bufale!

MA L’INCENERITORE DI ACERRA NONOSTANTE ALTRE BUFALE MEDIATICHE NON FUNZIONA

NONOSTANTE BERLUSCONI ( PREOCCUPATO) DICA CHE L’INCENERITORE “FUNZIONA BENISSIMO” I FATTI CONFERMANO L’INCENERITORE IN “STAND BY”
Berlusconi è allarmato per aver inaugurato un impianto che ora non funziona. Così è dovuto “scendere” a Napoli in Prefettura per “capire” la situazione visto che “dopo i clamori delle fanfare” della “improvvida” inaugurazione l’inceneritore non da’ grandi segni di vita. E NONOSTANTE IL SOLITO TG1 ABBIA ENFATIZZATO LA FRASE DEL PREMIER “ L’INCENERITORE VA BENISSIMO” NEL SERVIZIO SI CAPISCE BENE CHE NESSUNA LINEA DELL’IMPIANTO ( dotato di tre linee) HA ANCORA SUPERATA LA FASE DEI COLLAUDI. Anzi, stando alle quasi contemporanee parole dell’assessore regionale Ganapini pronunciate proprio nello stesso lunedì 27 in un convegno a Cava Dei Tirreni “l’inceneritore è fermo e molto probabilmente non partirà prima di dicembre”. Evidentemente l’impianto incontra qualche difficoltà tecnica. E qui oltre alla mistificazione mediatica che appare in tutta la sua “ miserevole luce” ( di solito si inaugura una scuola, un ospedale, un edificio quando iniziano davvero a svolgere la sua funzione, in questo caso si è evidentemente “messo il carro davanti ai buoi”dando per inaugurata una struttura che al massimo viene attualmente sottoposta a “prove di funzionamento” ) si capisce bene quale sia la “trasparenza” cara A Berlusconi! TUTTO DOVEVA “ESSERE TRASPARENTE” e non c’è da conoscere nemmeno in quale fase di collaudo stia l’impianto! Per quanto ci riguarda VOGLIAMO CONOSCERE LA VERITA ’ SULLO STATO DELL’IMPIANTO e insieme alle realtà campane la Rete Italiana Rifiuti Zero chiederà di svolgere un sopralluogo all’interno dell’inceneritore. Analoga richiesta verrà avanzata per “saggiare” lo stato della discarica di Chiaiano dove, in barba alle normative europee si continuano a scaricare i rifiuti.
Con questa visita torneremo anche a chiedere un incontro tra la DELEGAZIONE INTERNAZIONALE stabilita in occasione del meeting internazionale “zero waste” di Napoli, tenutosi a febbraio e i RESPONSABILI DELLE ISTITUZIONI AFFINCHÈ QUESTI ULTIMI ACCETTINO DI CONFRONTARSI CON LE PROPOSTE CONCRETE DI UNA STRATEGIA RIFIUTI ZERO APPLICATA AL CONTESTO CAMPANO. (Ambientefuturo)

Un'idea sulla cultura della guerra

Baghdad città murata

“Distruzione creativa è il nostro soprannome, sia nella nostra società che nelle altre nazioni. Noi distruggiamo quotidianamente l'ordine esistente, dagli affari alla scienza alla letteratura all'arte all'architettura al cinema alla politica e alla legge.”
Questo ha scritto il neoconservatore Michael Ledeen in un suo libro, in cui propugnava i principi di conquista e i predominio sul mondo che Cheney i Rumsfeld avrebbero cercato di mettere in atto, dal 2001 in poi, con le loro guerre di invasione in Afghanistan e Iraq.
“Da sempre i nostri nemici detestano questo vortice di energia e creatività, che minaccia le loro tradizioni, qualunque esse siano, e che li umilia per la loro incapacità di tenere il passo. Vedendo l'America che smantella le società tradizionali, essi ci temono perché non vogliono essere smantellati. Essi devono attaccarci per sopravvivere, esattamente come noi dobbiamo distruggere loro, per portare avanti la nostra storica missione”.
Se queste erano le intenzioni, bisogna riconoscere che la guerra in Iraq è stata un successo totale.

Massimo Mazzucco

Visita il sito: http://luogocomune.net

Per vedere il filmato clicca qui!

Bella iniziativa

speriamo prosegua...

Parte la Banca del tempo, progetto-pilota a Giurisprudenza

Scambiare disponibilità e competenze, bisogni e risorse, il tutto misurato attraverso unità di tempo (ore) e senza intermediazione alcuna di danaro. E’ la filosofia alla base della Banca del Tempo, un progetto sperimentale lanciato dalla II facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari, decentrata a Taranto, su proposta del preside Antonio Uricchio, proposta condivisa ed approvata dal consiglio di facoltà e dalle organizzazioni studentesche. Progetto pilota, è la prima iniziativa di questo tipo nelle università meridionali.
Le Banche del Tempo non sono tuttavia una novità assoluta, esistono prevalentemente nelle facoltà di Architettura o, comunque, come iniziativa di gruppi di cittadini. La sperimentazione di una Banca del Tempo in ambito universitario avverrà per la prima volta al Sud dunque a Taranto, nella facoltà di Giurisprudenza, ma potrà in seguito essere estesa anche ad altre facoltà. Ieri, alla presenza del rettore Corrado Petrocelli, la Banca del Tempo è stata presentata ufficialmente. Ora si tratta di partire. La fase organizzativa vera e propria sarà messa a punto nell’arco di questi mesi per partire effettivamente a settembre. Ma non è il solo progetto presentato ieri. O meglio di un'altra iniziativa, finalizzata alla sperimentazione di un progetto di orientamento e formazione per l’iscrizione all’Università , il preside Uricchio ha dato notizia indicando le scuole che vi hanno già aderito. Si tratta degli Istituti tecnici commerciali Pitagora e Bachelet, dell’Istituto tecnico per Geometri Einaudi di Manduria, del Liceo Statale De Ruggieri di Massafra. (La Gazzetta del Mezzogiorno)

martedì 28 aprile 2009

Un seminario sulla sostenibilità

“LE PROSPETTIVE DELL’EDILIZIA SOSTENIBILE IN PUGLIA”
29 APRILE 2009, Sala Conferenze Confindustria - Via Dario Lupo 65, Taranto


Ore 15:00 Registrazione dei partecipanti

Ore 15:30 Interventi e relazioni
Marco ANDRISANO - Presidente ANCE Taranto
Marco IELLI - Presidente Sezione Materiali da Costruzione di Confindustria Taranto
Rodolfo NOBILE - Presidente Ordine degli Ingegneri della provincia di Taranto
Sostenibilità ambientale e patrimonio edilizio esistente
Claudio DONATI - Presidente Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della provincia di Taranto
La sostenibilità come metodologia di applicazione di regolamenti comunali
Enzo LA GIOIA - Presidente Ordine degli Architetti della provincia di Taranto
Il Distretto Produttivo dell’Edilizia Sostenibile Pugliese
Salvatore MATARRESE - Presidente ANCE Puglia

Ore 17:30 Conclusioni
La Legge Regionale 13/2008 - Norme sull’abitare sostenibile
Angela BARBANENTE - Assessore Regionale all’Assetto del Territorio

Domani giornata sul compostaggio

Con beneficio di inventario... e tanta speranza che non sia la solita bufala elettorale! (Viste le premesse...)


Quando la trasparenza scende in campo...

DISCARICA UGENTO, ANALISI DELLA FALDA

VERRA’ ANALIZZATO LO STATO DELLA QUALITA’ DELLA FALDA SOTTOSTANTE LA DISCARICA DI UGENTO CHE ACCOGLIERA’ I RIFIUTI DEI 24 COMUNI DELL’ATO LECCE 3, FINO AL PROSSIMO 30 GIUGNO, TERMINE INDICATO PER IL RIEMPIMENTO DELL’IMPIANTO.
I TECNICI DELL’ARPA E QUELLI DELLA PROVINCIA DI LECCE, HANNO PRELEVATO DEI CAMPIONI DI ACQUA DA DUE POZZI “SPIA”.
A SEGUIRE LE OPERAZIONI C’ERA ANCHE UN RAPPRESENTANTE DEI COMITATI CITTADINI.
OGNUNO DEI TRE SOGGETTI EFFETTUERA’ LE ANALISI DEI CAMPIONI CHE VERRANNO COMPARATI, COME RICHIESTO NELL’ACCORDO DEL 7 GENNAIO SCORSO.
LE ULTIME ANALISI AVEVANO FATTO SCATTARE NUOVO ALALRME TRA I CITTAADINI, RILEVANDO LA PRESENZA NELL’ACQUA DI METALLI PESANTI.
I COMITATI POPOLARI NON ABBASSERANNO LA GUARDIA. (Telenorba)

stesso male, diverso trattamento

E' la denuncia del Favo, federazione dei volontari oncologici
TUMORI: TROPPE DIFFORMITA' NORD-SUD NELLE CURE

Ancora troppe differenze tra nord e sud sulla cura e la presa in carico dei malati oncologici. E' la denuncia della "Favo", la Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia, alla vigilia della IV giornata nazionale del malato oncologico in programma il 2 e il 3 maggio a Taranto. Stando a una ricerca Censis presentata nell'occasione, i tumori sono sempre piu' una patologia cronica: sono circa 2 milioni gli italiani che nel corso della loro vita hanno avuto una diagnosi di tumore. Liguria e Friuli Venezia Giulia sono le regioni con il piu' alto numero di malati. I nuovi casi nel 2008 sono stati 431 ogni 100mila abitanti per le donne e 483 per gli uomini. La mortalita' per tumore rappresenta in Italia il 30 circa del totale dei decessi annui, ma migliora costantemente la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, pari secondo gli ultimi dati disponibili al 47 (in linea con la media europea). Tuttavia la ricerca mostra alcune difformita' nell'accesso alle opportunita' di cura e trattamento per i pazienti delle varie regioni, per quanto riguarda i farmaci, a partire dai tempi di accesso: nelle 14 regioni con Prontuari terapeutici regionali, si possono determinare ritardi di accesso a causa dei tempi impiegati dalle Commissioni preposte per autorizzare, dopo che un farmaco e' stato varato dall'Aifa, l'inserimento del farmaco stesso nel Prontuario terapeutico regionale, mentre le regioni che effettuano una automatica ammissione alla rimborsabilita' dei farmaci autorizzati dall'Aifa (come Piemonte e Lombardia) riescono probabilmente ad avere un accesso piu' rapido. E poi i nuovi farmaci antiblastici: in Emilia Romagna non e' inserito nel Ptr uno dei farmaci, mentre in alcune regioni e' necessario redigere per determinati farmaci una richiesta motivata personalizzata (dati Aiom). Altre difformita' riguardano le differenze regionali nelle prestazioni specialistiche extraospedaliere di oncologia con variazioni nelle prestazioni...
Leggi l'articolo completo

Si dicute di tumore a Taranto

IV^ Giornata nazionale del malato oncologico
Taranto, 2/3 maggio 2009


Scarica il Programma della Giornata e la Manifesto in formato .pdf

In occasione della 4^ Giornata nazionale del malato oncologico è stato firmato un protocollo d'intesa tra FAVO, la Provincia di Taranto ed i Comuni di Massafra (ente capofila), Taranto, Avertana, Castellaneta, Ginosa, Grottaglie, Montemesola, Monteparano; Mottala; Palagianello, Pulsano, Statte e Torricella.
L'accordo segna il primo passo sulla strada che FAVO intende perseguire per realizzare accordi con le amministrazioni locali, in tutta Italia, per diffondere la cultura a sostegno dei malati di cancro e dei loro familiari.
Per saperne di più clicca qui

Madonna bersagliera!!!

I bersaglieri scelgono Crispiano per il sacrario nazionale, ma il Comune non risponde

Il generale di divisione Marcello Cataldi, presidente nazionale dell'Associazione Bersaglieri d'Italia, a novembre 2008, ha chiesto al sindaco di Crispiano Giuseppe Laddomada di concedere in comodato d'uso la vecchia chiesa dedicata alla Madonna dell'Odigitria. L'obiettivo è grandioso. I bersaglieri vorrebbero realizzare in provincia di Taranto addirittura il loro sacrario nazionale. Il culto di questa Madonna, anche detta del buon cammino, è molto sentito dal Corpo. La devozione ha radici antiche. Risale alla guerra di Crimea e alla guarigione miracolosa del bersagliere Antonio Nardi. La Madonna del Bersagliere è diventata patrona del Corpo nel 1993.
La chiesa prescelta è una delle più antiche testimonianze rupestri della zona. La proposta dei bersaglieri punta a valorizzare, promuovere e diffondere il bene culturale, innalzandolo addirittura a sacrario d'Italia. Il luogo diventerebbe un punto di riferimento per i soldati con le piume sul cappello di ogni tempo ed ogni età. L'istanza è stata nuovamente caldeggiata da due consiglieri d'opposizione, Giuseppe Bennardi e Giuseppe Delfino. Ma il sindaco Laddomada tace. Considerati i grandi numeri che un raduno dei bersaglieri riesce a muovere, la mancata risposta potrebbe finire per diventare la più classica delle occasioni perdute.
(La Gazzetta del Mezzogiorno)

Rifiuti: trasformiamoli in risorse!

A seguito dell'approvazione del piano provinciale dei rifiuti il Coordinamento delle associazioni e movimenti ha organizzato un confronto pubblico tra i cittadini e i rappresentanti delle istituzioni competenti sul tema:

"Rifiuti: TRASFORMIAMOLI IN RISORSE"

al teatro Monticello di Grottaglie (TA), via Karl Marx, 1, l'11 maggio alle ore 19 (visualizza la mappa e le indicazioni per il teatro)

Parteciperà all'evento la Dott.ssa Carla Poli del centro riciclo di Vedelago (TV).
L'invito è stato esteso a tutti i sindaci e assorri all'ambiente degli ATO, al presidente della Regione Puglia e all'assessore provinciale all'ambiente.
Certi di una vostra gradita presenza porgiamo cordiali saluti.
Il Coordinamento delle associazioni e movimenti
info: cell. Ciro D’Alò 347 91 88 861 -

lunedì 27 aprile 2009

L'AMIU comunica...

Riportiamo il comunicato stampa diffuso dall'AMIU... la coscienza sporca dell'inceneritore avviato forse ha smosso un'inerzia secolare che ha reso Taranto una delle ultime città italiane per raccolta differenziata.
Un comunicato comico?
Al di là dei tromboni di gloria, vogliamo infatti ricordare che si tratta di una misera attività ancora sperimentale, limitata ad alcune famiglie di una contrada (11.000 abitanti in tutto): la preistoria del riciclaggio...
Poco o nulla si dice del multimateriale: i più maligni potrebbero pensare che carta e plastica servano per l'inceneritore...
Come mai, cari amministratori AMIU, pur essendo dissestati, avete speso a cuor leggero 500.000 euro per "sistemare" l'inceneritore e state ad elemosinate, dopo anni ed anni, alla Regione Puglia 200.000 euro per una prova tecnica di raccolta differenziata? (detto "progetto pilota")
Pensate ancora di continuare a prendere in giro la gente dicendo che i rifiuti vengono separati e valorizzati?
Perchè non scrivete che la massima parte viene termo-valorizzata, ovvero incenerita?
Certi che, di questo passo, resteremo sempre gli ultimi e con un carico sempre maggiore di diossina nei nostri terreni, porgiamo distinti saluti.

Ecco il comunicato AMIU.
Il Comune ha inviato alla Gazzetta Ufficiale il bando per la raccolta differenziata.
Si tratta del primo step del piano di raccolta che interesserà 4.000 famiglie della zona di San Vito-Tramontone-Lama.
E' la prima parte del finanziamento derivante dalla intesa Regione Comune che riguarda una cifra di circa 200 mila euro e che consentirà di coprire di nuovi servizi e modalità di gestione attraverso la domiciliarizzazione della raccolta differenziata.
Si tratta di una fornitura di mezzi ed attrezzature che saranno rivolte a
  1. Raccolta della frazione organica famigliare e condominiale da inviare all'impianto di compostaggio.
  2. Raccolta delle frazioni riciclabili leggere ( Carta, Cartone, Plastica e Metalli) in unico contenitore da inviare a Pasquinelli per la separazione e valorizzazione
  3. Avvio del compostaggio domestico


Progetto Raccolta Differenziata Prima Parte Per Sito


qui è possibile scaricare il programma del primo step

Rassegna stampa


Diossina a Taranto...e i responsabili?

E’ qualche tempo che non ci facciamo sentire come allevatori.
Una volta vissuta la nostra sventura abbiamo preferito stare lontani dai riflettori che non fanno parte del nostro mondo, anche perché in questo momento ci sono tanti nostri connazionali che meritano sicuramente più attenzione.
Nel nostro piccolo, comunque, desideriamo continuare a riflettere su quello che tanti, ma fortunatamente non tutti, hanno considerato solo un nostro problema.
Per questo vorremmo innanzitutto ringraziare chi ci ha permesso di rendere pubblico il nostro grido “disperato e di speranza”, chi ha seguito la nostra lenta agonia dietro
al sogno di una vita ormai infranta, raccontando le nostre storie, chi non ha avuto timore di schierarsi.
Vorremmo inoltre informare chiunque abbia ancora voglia di ascoltarci che solo da pochi giorni abbiamo ricevuto l’obolo stanziato dalla regione per il danno subito e così, a
distanza di quasi un anno dalla delibera, circa 30.000 euro sono finalmente comparsi a risarcire un anno di inattività dell’allevamento ovino e caprino, il valore di 504 fra pecore e capre ed un’attività economica che ormai è cessata…sembra uno scherzo!!! L’arrivo di questi soldi ci ha come risvegliati dal torpore in cui ci eravamo rifugiati,
forse nella speranza di non dover ammettere concretamente che tutto quanto fosse realmente accaduto con i tempi e le modalità che conosciamo.
Non so voi, ma noi non possiamo fare a meno di porci ancora una volta una semplice domanda: chi deve veramente pagare per lo scempio che si è compiuto per anni e da anni nella nostra città?
I responsabili verrebbe da rispondere.
E chi sono i responsabili?
Non si può pretendere una risposta da quella stessa politica che fino ad oggi ha permesso “La costruzione sulla sabbia”, per quanto l’imminenza delle prossime elezioni potrebbe rappresentare una buona carta da giocare per chi ama l’azzardo…purtroppo però noi siamo, anzi eravamo, semplici allevatori abituati a vivere del proprio lavoro e a questa porta abbiamo comunque più volte provato a bussare senza ottenere mai alcuna
risposta.
Quindi, perchè andare a votare? E soprattutto per chi?
L’unica speranza per noi resta la magistratura con i suoi tempi… è passato un anno da quando la magistratura, appunto, ha deciso di individuare i responsabili.
All’inizio si è sentito parlare di due-quattro mesi per risalire almeno alla fonte dell’inquinamento di Taranto e del nostro dramma (compito molto arduo quest’ultimo…). In
realtà di mesi ne sono trascorsi 12 e come sempre succede i riflettori si sono spenti e nonostante la morte di uomini e animali, gli innumerevoli dati ufficiali pubblicati dall’ARPA, l’infaticabile impegno dei volontari delle diverse associazioni e dei cittadini…ancora niente.
Per quello che ci riguarda solo l’obolo stanziato dalla regione per ripagare parte delle spese da noi sostenute e, più in generale, la speranza di una legge che temiamo destinata a subire ulteriori piccoli ritocchini prima di produrre un effetto vero!!!
A questo punto non possiamo non rivolgere l’ennesimo nostro accorato appello alle coscienze di coloro che con il proprio lavoro, ogni giorno, con solerzia e imparzialità, noi crediamo, stanno cercando di sbrogliare la matassa per fare giustizia. A coloro che ci hanno condotto, rispondendo non si sa bene alle esigenze di chi, ma certo non alle nostre, a questo triste epilogo e qui ci hanno abbandonati in balia di eventi giganteschi e dolorosi.
Dovesse anche per loro accendersi un lumicino…ricordando che, anche se siamo rimasti soli siamo diventati più forti e più consapevoli. Perché il veleno e il dolore o uccidono o fortificano. E noi viviamo nella città dei veleni e del dolore.
Ed è proprio in nome di questo sentimento,che concludiamo, estendendo l’accorato appello proprio a Taranto, la nostra città, chiedendole di non mollare, di continuare a combatterla questa battaglia per il futuro dei nostri figli; una battaglia che non è solo degli allevatori, dei
genitori degli operai morti sul lavoro, dei malati di ogni età che lottano per sopravvivere, insomma degli “altri”, è una battaglia che è di tutti noi, perché prima o poi, credeteci, toccherà, in un modo o nell’altro, ad ognuno di noi.
C'è un grande bisogno di ricostruzione.
Ricostruire! Un verbo in questi giorni molto usato, ma questa volta si dovrebbe costruire su un terreno solido e, oggi in modo particolare,seguendo principi diversi da quelli che fino a questo momento hanno ispirato chi di dovere. Qualcuno migliaia di anni fa ha parlato di costruire utilizzando il “Il mio metro sarà il diritto e la mia livella
la giustizia'”...DIRITTO e GIUSTIZIA, non chiediamo niente di più, ma neanche niente di meno per risorgere dalle macerie.

Famiglia Fornaro

Alla buon ora...

Comunicato stampa
Ecco la nota dell'Assessorato Provinciale all'Ambiente relativa alla nuova normativa sul trattamento della Posidonia oceanica, passata dal trattamento in discarica al compostaggio, inviate ai comuini rivieraschi interessati dalla mareggiata del 29.11.2008. La nota ha origine nella comunicazione di Legambiente Nazionale diffusa durante i lavori del Consiglio Provinciale di lunedì 200 dal sottoscritto e fatta propria dal competente assessorato. La nota di Legambiente ha così pienamente legittimato l'approvaxione dell'ordine del giorno di Sinistra democratica da parte del medesimo consiglio il 22.4.2009.
Peppino Pierrazzo

LA FESTA DEI COLORI

Nel pomeriggio di sabato 9 maggio alle ore 18.00, all'Auditorium TATÀ, in via Grazia Deledda, al Quartiere Tamburi di Taranto, si terrà la “Festa dei Colori”, la manifestazione conclusiva del progetto "Conoscere le altre culture per superare ogni paura" realizzato, nell'ambito del Piano per il Ben...Essere dello Studente 2007-2010, da ARCI Solidarietà Taranto e dallo Sportello Immigrati Cgil Taranto, in collaborazione con il Centro Servizi Volontariato di Taranto.

Il progetto, che ha coinvolto alcune classi della Direzione Didattica Statale del 6° Circolo “C.G. Viola” di Taranto e della Scuola Secondaria di 1° grado annessa all'Istituto Statale d'Arte di Grottaglie, è stato realizzato con l'obiettivo di favorire il dialogo interculturale ed educare alla partecipazione ed alla convivenza civile.
Durante l'evento verranno esposti i lavori realizzati durante il progetto e verrà messo in scena, alle ore 19.30, l’opera “Sotto la tenda, vi racconto il mio Marocco”, una narrazione/spettacolo condotta dall’attore marocchino Abderrahim El Hadiri.
Durante la serata, inoltre, verranno proiettati ininterrottamente i documentari “Coexistencia”, realizzato dalla giovane artista Donna Colon, e “Despair”, un video nel quale l'autore Sükran Moral racconta, liricamente, la storia dei “nuovi poveri del mediterraneo”, di chi lascia la propria terra per andare, migrante e nomade suo malgrado, incontro ad un “altrove”.
La serata ospiterà, inoltre, la mostra fotografica "Conoscersi - integrazione e convivenza" curata dal Circolo Fotografico "Il Castello".

domenica 26 aprile 2009

Il piano delle antenne di telefonia mobile

Domani, lunedì 27.04.2009 alle ore 9.00 presso Palazzo di Città – Sala Consiliare si terrà la Conferenza dei Servizi per la approvazione dei Piani annuali di installazione delle nuove antenne di telefonia mobile.
Riportiamo l'invito dell'Amministrazione Comunale alle associazioni.
E' importante partecipare per prendere visione ed eventualmente intervenire
I nuovi diritti di informazione e partecipazione che hanno ora i cittadini sono qui:
http://groups.google.it/group/ufficioantenne
Partecipiamo!

OGGETTO:Impianti di telefonia mobile; Conferenza dei Servizi per l’approvazione dei Piani annuali di installazione 2009; Invito.-

Con la presente si invita la S.V. a partecipare alla Conferenza dei Servizi per la approvazione dei Piani annuali di installazione 2009 indetta per lunedì 27.04.2009 alle ore 9.00 presso Palazzo di Città – Sala Consiliare.
Si fa presente che è possibile visionare gli atti presentandosi c/o questo Ufficio sito in Piazza Pertini n° 5 – Q.re Paolo VI° - 8° piano, il lunedì dalle ore 9.00 alle 12.00 ed il giovedì dalle ore 15.00 alle 16.00.

f.to Il Responsabile Ufficio Unico delle Antenne, Antonio PARABITA
f.to L’ASSESSORE, Dott. Alfredo CERVELLERA
f.to IL DIRIGENTE, Arch. Vincenzo LA GIOIA

sabato 25 aprile 2009

Ascanio Celestini. Il teatro. La città. La gente

L'intervento di Ascanio Celestini al TATA', il 25 aprile 2009, nel corso degli incontri dal titolo: Teatro politico e ambientale a Taranto. Presentazione del Progetto Maratoneti di Ascanio Celestini, laboratorio nazionale di teatro politico



Ascanio Celestini a Taranto 2/4

Ascanio Celestini a Taranto 3/4

Ascanio Celestini a Taranto 4/4

"Un rumore di Gabbiani" - un canto di lotta e denuncia per i martiri dei petrolchimici


Domenica 26 Aprile ore 19.00, incontro con Giuseppe Cristaldi, autore del libro e dell'opera filmica "Un rumore di gabbiani" - un canto di lotta e denuncia per i martiri dei petrolchimici.

Durante l'incontro interverranno esponenti di associazioni ambientaliste tarantine.

La casa editrice salentina Besa, pubblica un libro di straordinaria attualità, con la splendida prefazione del cantautore Caparezza, che si conferma artista attento a importanti problematiche sociali, e con un vibrante contributo di Franco Battiato. A scriverlo è Giuseppe Cristaldi.
La veemente descrizione della vasta piaga petrolchimica nei territori italiani, la deriva degli operai e delle rispettive famiglie, le mutilazioni affettive connesse all’inalazione del cloruro di vinile monomero, i viaggi della speranza, l’ignominia, i pensieri notturni, i trepidi atti diurni, le emarginazioni, le vessazioni sugli operai alimentate da una ritrosia culturale, la natura ridotta a una carcassa do molosso.
Questo il contenuto di un’opera filmica sperimentale sia a livello testuale che strutturale, costituita da un’orazione reggente, da frames documentaristici e da provocazioni scenografiche. La caustica concezione di una denuncia radicata nei canoni dell’odierno teatro civico che rasenta i livelli del macabro per giungere nelle viscere delle coscienze.

Il dvd in allegato al volume racconta la vita eroica di Gabriele Bortolozzo, ex-dipendente del petrolchimico di Porto Marghera, quale somma memoria da tramandare ai posteri. Le gesta esemplari raccontate da un suo simile, sodale, in terra brindisina, un operaio che all’epilogo esistenziale descrive minuziosamente il proprio retaggio ad un feto, presunto, insperato, affinché niente e nessuno annaspi più nell’oblio, nell’omertà.
Il martirio di uomini barattati col polivinilcloruro. Le strazianti testimonianze delle vedove, dei figli, dei medici segnati dal tragico fenomeno. Questo il contenuto tematico del medio metraggio Un rumore di gabbiani che ha anche partecipato al LevanteFilmFest.

Nei locali dell'Enò Wine Bar, in occasione dell'incontro-dibattito, saranno esposti i quadri dell'artista tarantina Seve Fontana.

Dove e quando?
domenica 26 aprile, alle ore 19.00
Ingresso libero – consumazione obbligatoria
Enò Wine Bar
Via Roma 4
Taranto

Per non dimenticare cosa fu il FASCISMO!

Carissima Anna, eccomi a te con questo mio ultimo scritto prima di partire per la mia condanna. Io muoio contento d'aver fatto il mio dovere di Vero Patriota. Mia cara sii forte che dal cielo pregherò per tè, che tu per me sei sempre stata l'unica consolazione in questi momenti di grande dolore mi confortavo solo con tè. Quando tu venivi mi sembrava che la mia vita veniva più bella, mi sentivo più sollevato. Ti ricordi Anna che da quel giorno che mi hai visto piangere anche tu ti sono scesi le grosse lacrime dagli occhi mia piccola e cara Anna i tuoi capelli hanno asciugato quelle lacrime dei miei occhi. Cara ora ti racconto un po' della mia vita e incomincio subito «il giorno 27 fui preso portato a Vercelli in prigione dove passai senza interrogazione. Il mattino del 29 fui chiamato davanti a tutti i fascisti di Vercelli. Io non ho risposto mai alle loro domande le sole parole erano queste " che non so niente e che non sono partigiano". Ma loro mi hanno messo davanti mille cose per farmi dire di si ma non usciva parola dalla mia bocca e pensando che dovevo morire. Il giorno 31 mi fu fatto la prima tortura ed è questo mi hanno strappato le ciglia e le sopraciglia. Il giorno i la seconda tortura "mi hanno strappato le unghie, le unghie delle mani e dei piedi e mi hanno messo al sole che non puoi immaginare, ma portavo pazienza e dalla mia bocca non usciva parola di lamento". Il giorno 2 la terza tortura "mi hanno messi ai piedi delle candele accese ed io mi trovai legato su una sedia mi son venuti tutti i capelli grigi ma non ho parlato ed è passato". Il giorno 4 fui portato in una sala dove c'era un tavolo sul quale mi hanno teso in un laccio al collo per dieci minuti la corrente e fui portato per tré giorni fino al giorno 6 alla sera alle ore 5 mi dissero se avevo finito di scrivere tutto ciò che mi sentivo ma non ho ancora risposto e voglio sapere la mia fine che devo fare, per dirlo alla mia cara Anna e mi dissero quella tremenda condanna e mi feci vedere molto orgoglioso ma quando fui portato in quella tremenda cella di nuovo mi inginocchiai mi misi a piangere avevo nelle mie mani la tua foto ma non si conosceva più la tua faccia per le lacrime e i baci che ti ho fatto, questo cara Anna devi perdonarmi sii forte a sopportare questo orrendo delitto e fatti coraggio avrai il tuo amore fucilato alla schiena. Ma Dio paga non soltanto il sabato ma tutti i giorni, fai bene Anna, che il tempo passa e non tornerà più e la morte si avvicina».
Cara Anna mi devi promettere una cosa sola che saprai vendicare il sangue di un innocente che grida vendetta contro i fascisti. Nel tuo cuore non ci deve essere dolore ma l'orgoglio di un Patriota e anche ti prego di tenere per ricordo il mio nastrino tricolore che lo portai sempre sul cuore per dimostrarmi un vero Patriota. Anna non piangere per me che hai avuto il tuo caro papà morto. Io dal cielo ti guarderò ove tu andrai e ti seguirò ovunque. Mi trovo nelle mani dei Carnefici se mi vedessi Anna non mi riconosceresti più per lo stato che son ridotto molto magro grigio sembro tuo nonno tutto ciò non basta il peggio sarà domani sera senza un soccorso da tè e dai miei genitori senza veder più nessuno quale dolore sarà per la mia mamma.
Ti prego Anna a guerra finita va a Torino da mia sorella e racconta ciò che è avvenuto nei giorni della mia prigione e che per lei ho fatto questa morte le auguro che non le facciano del male come a suo fratello ma anche per lei verrà il giorno della riscossa; ella dirà che è colpa mia. Anna sii forte sopporta questa croce pesante che dovrai portare fino al disopra del cielo. Ora veramente devo terminare perché mi fanno molto male le mani e mi fanno sangue. Saluti e baci prega per me che io dal cielo pregherò per tè.

Antonio Fossati (condannato a morte)

Lettere della Resistenza

G8 ambiente, Slow Food spera in azioni concrete per il futuro

I tre giorni di negoziati al G8 Ambiente di Siracusa si sono chiusi sostanzialmente con un nulla di fatto.
Se, al contrario, fossero emerse posizioni chiare sui più importanti problemi legati alla salute dell’ambiente, queste avrebbero potuto condizionare positivamente sia il G8 di luglio che i prossimi incontri internazionali e le iniziative dei singoli governi.
Per provare a vedere questo incontro in un’ottica positiva, possiamo dire che finalmente le connessioni tra clima, ecosistemi e biodiversità sono state riconosciute in tutta la loro rilevanza da tutti gli Stati partecipanti.
Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia, commenta: «Per la prima volta si è dimostrata una particolare attenzione non solo a far fronte alle emergenze ambientali, ma anche verso i benefici economici e di salute pubblica che possono scaturire da un approccio diverso nei confronti delle politiche ambientali. Questa novità ci infonde fiducia, ma molte cose sono ancora da fare. Occorrono infatti azioni urgenti, mentre di summit in summit il tempo passa e la situazione peggiora sotto i nostri occhi».

In particolare a Siracusa le delegazioni hanno trovato l’accordo sulla Carta della biodiversità.
Il documento dovrebbe chiamare a un nuovo impegno internazionale per arrestare la scomparsa di specie viventi e la distruzione degli ecosistemi, dopo che gli obiettivi contenuti nel 2010 Biodiversity Target sembrano ormai difficilmente raggiungibili.
Burdese sull’accordo raggiunto sottolinea: «Bisogna considerare di vitale importanza la stretta relazione che intercorre tra clima, biodiversità e sviluppo, un aspetto sul quale Slow Food da anni si batte, e che emerge dalla Carta della biodiversità. Anche in questo caso però il G8 ambiente in Sicilia si è fermato a generiche dichiarazioni di principio e la parola decisiva è stata posticipata per l’ottobre 2010 in Giappone».


Luca Bernardini

venerdì 24 aprile 2009

E' tutta terra buona! (e non è un pesce d'aprile!)

Non si dice però chi ha fatto quei campionamenti che risultano puliti e soprattutto dove!
Strano... a kilometri di distanza dall'Ilva migliaia di pecore hanno brucato erba e terra e si sono gonfiate di diossina e altri inquinanti tanto da essere considerate dei rifiuti tossici viventi... e nello stabilimento c'è terriccio pulito da giardino!!!

...e noi, zitti, sotto...

Gli eredi ideali del ventennio escogitano una nuova mossa per continuare ad aiutare gli "amici degli amici" a distruggere, inquinare e razziare il territorio in nome del profitto. Chissà se qualche parlamentare dell'"opposizione" avrà il coraggio e la forza di intervenire...
Questo non è un paese per poveri.



ARRIVA LA LEGGE BLOCCA-RICORSI
SE PERDI AL TAR RISARCISCI

LO scopo dichiarato è quello di contrastare "l'egoismo territoriale" che rallenta "il cantiere Italia". Ma l'effetto della legge anti Nimby (not in my back yard, non nel mio giardino), in caso di approvazione, sarà di azzerare, attraverso la minaccia di risarcimenti milionari, i ricorsi alla giustizia amministrativa da parte di associazioni ambientaliste storiche, che difendono ciò che resta del Belpaese da abusi edilizi e colate di cemento.

La proposta di legge 2271 è sottoscritta da 136 deputati del Pdl ed il primo firmatario è l'onorevole Michele Scandroglio, genovese, fedelissimo del ministro Claudio Scajola. Aderiscono, tra i tanti, l'ex ministro Pietro Lunardi, il presidente della commissione Cultura Valentina Aprea, il vice di quella Ambiente Roberto Tortoli, l'ex presidente della Regione Liguria Sandro Biasotti.

Presentata in sordina nei giorni del "piano casa", con due brevi aggiunte all'articolo 18 della legge 8 luglio 1986 (responsabilità processuale delle associazioni di natura ambientale), potrebbe schiacciare all'angolo celebri sigle come Italia Nostra, Legambiente, Wwf, Vas Verdi Ambiente e Società, senza parlare della miriade di comitali locali.

Con la modifica 5-ter qualora il ricorso alla giustizia amministrativa "sia respinto perché manifestamente infondato, il giudice condanna le associazioni soccombenti al risarcimento del danno oltre che alle spese del giudizio". Pensiamo a cosa vorrebbe dire un anno di fermo cantiere per il ponte sullo stretto di Messina tra una prima sentenza favorevole del Tar e una bocciatura del Consiglio di Stato: un risarcimento per milioni di euro.

"È una legge liberticida, intimidatoria, di regime - attacca l'avvocato Daniele Granara, docente alla facoltà di giurisprudenza di Genova, legale in molti ricorsi ambientali - . Confido che venga ritenuta palesemente anticostituzionale visto che l'articolo 24 stabilisce che "Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi"".

Ma per il deputato e coordinatore ligure del Pdl Scandroglio le istanze ambientaliste hanno moltiplicato "comportamenti di protesta contro le scelte infrastrutturali sviluppate da soggetti pubblici e privati... proteste che, conosciute con l'acronimo "Nimby", determinano un ritardo costante del "cantiere Italia"... di gran parte degli interventi pubblici... e della stessa edilizia residenziale". Tutto ciò, prosegue il deputato "senza che sia previsto alcuno strumento di responsabilizzazione delle associazioni di protezione ambientale, le quali, talvolta, presentano ricorsi pretestuosi, con il solo e unico scopo di impedire la realizzazione dell'opera pubblica". Scandroglio aggiunge che, per combattere questa "forma di egoismo territoriale", il governo ha già varato norme per "l'iter accelerato delle opere pubbliche.

Le modifiche richieste (la proposta è al vaglio della commissione giustizia) accennano anche all'applicazione di azioni risarcitorie ai sensi del codice civile in caso i ricorsi respinti abbiano agito "con mala fede o colpa grave", ma secondo l'avvocato Granara questa possibilità è già garantita e prevista. La vera svolta è quindi l'eventualità di un risarcimento in caso di ricorso respinto.

"È chiaro - spiega il presidente di Italia Nostra Giovanni Losavio - che lo scopo specifico della proposta di legge è quello di mettere catene (concrete e psicologiche) alle Associazioni, impedendo di fatto lo svolgimento del proprio ruolo civico con la minaccia di ritorsioni per avere la via spianata a fare del territorio quello che "loro" vogliono".
(24 aprile 2009)

di Marco Preve
Repubblica.it

Un articolo esaustivo per un problema attualissimo

Un inceneritore (o termovalorizzatore) è un impianto industriale di incenerimento, per combustione, dei rifiuti. E’ essenzialmente composto da un forno all’interno del quale vengono bruciati i rifiuti (CDR), a volte anche con l’ausilio di gas metano, che serve ad innalzare la temperatura di combustione nel caso il CDR non abbia sufficienti caratteristiche di potere calorifico; il calore prodotto porta a vaporizzazione l’acqua in circolazione nella caldaia posta a valle, e il vapore così generato aziona una turbina che trasforma l’energia termica in energia elettrica.

L’inceneritore o termovalorizzatore è quindi un impianto che utilizza come combustibile i rifiuti (CDR), con due obiettivi: eliminarli e produrre energia con il calore prodotto dalla loro combustione.

Il termine “termovalorizzatore” però, spesso utilizzato, è in realtà inappropriato, oltre che fuorviante, per il semplice motivo che il rendimento della cosiddetta valorizzazione del rifiuto, e cioè la quantità energetica ricavabile dal processo di combustione dei rifiuti, è di molto inferiore al rendimento di qualsiasi centrale elettrica tradizionale, e perchè l’intero processo di incenerimento (dalla raccolta allo smaltimento delle ceneri di scarto) consuma molta più energia di quanta ne occorrerebbe valorizzando il rifiuto con il riuso

Leggi l'articolo completo:
Inceneritori: da rifiuti urbani riciclabili a rifiuti speciali pericolosi

Proposta Uil per Ilva: lavorare meno, ma tutti

Settimana corta per i lavoratori all’insegna del «Lavorare meno, lavorare tutti» e utilizzo dei lavoratori da collocare in cassa integrazione negli interventi mirati ad eliminare tutte le fonti di inquinamento ambientale: è la proposta della Uil di Puglia all’Ilva di Taranto, dopo la decisione di ieri, che porterà alla fermata dell’altoforno 2 dal prossimo 10 maggio.
«Purtroppo non è la sola cattiva notizia – dice il segretario generale della Uil Puglia, Aldo Pugliese – perchè la fermata dell’impianto farà salire anche il numero dei lavoratori in cassa integrazione che passeranno dagli attuali 4.100 a circa 6.700, ai quali dobbiamo aggiungere i lavoratori dell’appalto di cui 2.500sono stati colpiti dalla crisi ed ora subiranno un’altra pesante perdita. Ma alla lista di quelli che hanno perso il lavoro si debbono aggiungere quelli dell’indotto ed i circa mille lavoratori interinali ai quali non è stato rinnovato il contratto di lavoro. In sostanza rimarrà operativo solo l’altoforno 5 su una batteria di cinque altoforni, quattro dei quali mediamente a regime. La produzione di ghisa, di conseguenza, calerà da 26mila tonnellate al giorno a circa 7mila».
«Siamo in presenza di una contrazione del 70% della produzione, che da dieci milioni di tonnellate l'anno passerà a tre». Ancora più grave la questione dei cassintegrati: «Questa novità – dice Pugliese – porta complessivamente fuori dal ciclo produttivo quasi la metà dei circa 13mila addetti dell’impianto. Ma il dato da sottolineare è che quanto sta accadendo sposta l’attenzione da un altro grande problema, che è quello dell’inquinamento ambientale. Facendo riferimento all’impianto di urea utile all’abbattimento delle emissioni inquinanti di diossina, sembrava che si sarebbero risolti tutti i problemi, ma così con è». «Per questo – conclude Aldo Pugliese- invitiamo tutti, azienda enti locali, Regione e governo centrale, a rileggersi l’accordo di programma, che prevede non solo l’abbattimento della diossina A comprenderlo non ci vuole molto: dei parchi minerali, ad esempio se ne discute da trent'anni ma non è cambiato nulla». (La Gazzetta del Mezzogiorno)

giovedì 23 aprile 2009

Inquinatori incapaci... Rassegna stampa

I "trenta denari" di Nello de Gregorio sono diventati 24!
Il paradosso dell'AMIU: avvelenare i tarantini, spacciare per buono un impianto tossico e pericoloso... e fallire!!!



Quando cce vò cce vò!

Non siamo soliti postare comunicati di partiti politici ma, pur prendendo le distanze da ogni sostegno al simbolo, apprezziamo l'iniziativa di Marcello Caracciolo e Marilena Dinoi che hanno portato in consiglio provinciale la questione delle alghe prevenendo, forse, lo sperpero di 2,6 milioni di euro

Monitoraggi Ilva... si controlla a singhiozzo (e per poco!)

Con una riunione tenutasi oggi presso la sede della Direzione Generale di ARPA Puglia è stato istituito il Tavolo Tecnico per la definizione delle modalità operative delle attività previste dal Protocollo Integrativo dell’Accordo di Programma per l’area industriale di Taranto e Statte in merito ai monitoraggi delle emissioni di diossine dal camino dell’impianto di agglomerazione dell’ILVA di Taranto. All’incontro erano presenti rappresentanti dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), dell’Assessorato all’Ecologia della Regione Puglia, di ARPA Puglia e della stessa ILVA. L’incontro ha avuto l’obiettivo di definire i contenuti di un protocollo operativo che indichi compiti, tempi e responsabilità di una campagna di monitoraggio che non ha precedenti: le attività di campionamento e analisi, effettuate da ISPRA di concerto con ARPA Puglia, avranno durata semestrale e ciascuna prova sarà effettuata su tre misure effettuate in giorni consecutive, a settimane alterne, per un totale di 36 misurazioni. I dati rilevati, come previsto dal Protocollo Integrativo, andranno a costituire la banca dati utile alla verifica dell’effettivo comportamento dell’impianto, dell’efficienza, dei valori emissivi nonchè delle tecniche di ottimizzazione delle prestazioni ambientali dell’impianto.
Il Tavolo Tecnico ha concordato di utilizzare come base di partenza e con le opportune modifiche il protocollo operativo siglato nel maggio 2007 tra ARPA Puglia e ILVA e adottato per lo svolgimento delle tre campagne svolte tra il 2007 e il 2008 dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale. Le attività di misura saranno avviate dopo la messa a regime dell’impianto urea la cui installazione, come comunicato dall’Azienda e verificato dai rappresentanti della Regione nel corso di un sopralluogo effettuato presso ILVA nei giorni scorsi, sarà completata nel rispetto dei tempi previsti. (la gazzetta del mezzogiorno)

l'Ilva tira la corda... ancora cassa integrazione!

Ilva, un'altra Cig e chiude l'altoforno 2
Dal 10 maggio stop all'altoforno 2

A partire dal 10 maggio prossimo l'Ilva di Taranto fermerà l’altoforno 2. La decisione è stata comunicata nel pomeriggio dai vertici dello stabilimento tarantino del gruppo Riva alle rappresentanze sindacali dei metalmeccanici. La fermata dell’impianto farà salire anche il numero dei lavoratori in cassa integrazione che passeranno dagli attuali 4.100 a circa 6.700.
Con la fermata dell’altoforno 2 rimarrà operativo solo l’altoforno 5 su una batteria di cinque altoforni dei quali mediamente a regime quattro in marcia. La produzione di ghisa, conseguentemente, calerà da 26mila tonnellate al giorno a circa 7mila. L’aumento dei cassintegrati,, invece, porta complessivamente fuori dal ciclo produttivo quasi la metà dei circa 13mila addetti dell’impianto. Pietro De Biasi, direttore generale delle relazioni industriali del gruppo Riva e Luigi Capogrosso , direttore dello stabilimento di Taranto, hanno spiegato la riduzione delle lavorazioni nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi all’Ilva di Taranto.
«La crisi resta grave e non si scorgono margini di ripresa – hanno affermato i due manager - tutti i più grandi settori di utilizzazione dell’acciaio , dall’auto agli elettrodomestici, non danno segnali di ripresa e in queste condizioni diventa gioco forza fermare gli impianti». Da rilevare che l’Ilva ha progressivamente fermato impianti riducendo la produzione già dalla fine del 2008. (La Gazzetta del Mezzogiorno)

mercoledì 22 aprile 2009

Impariamo qualcosa sulle centrali dagli amici di San Severo

19-4-2009 RETE NO CENTRALE Cittadinanzattiva

Insieme si con-vince!


Giovedi 23 aprile alle 18,30 è convocato un incontro presso la sede di Medicina Democratica a Brindisi in via Lucio Strabone 38 ( di fronte alla sala Bingo ) per discutere con associazioni, comitati e gruppi d'interesse locali impegnati contro l'insediamento irrazionale e selvaggio di centrali a biomasse, sansifici, mega impianti eolici e fotovoltaici che sono in procinto di essere costruiti nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto.
All'ordine del giorno è anche la proposta di organizzare una manifestazione a Bari ( fine maggio ) per chiedere una moratoria sulle autorizzazioni per tali impianti, al fine di rivedere il PEAR .
Riccardo Rossi - Medicina Democratica Brindisi

State "composti"...che intanto ripartono gli inceneritori!



martedì 21 aprile 2009

Decrescita felice

"Decrescita felice" e arte a Laterza (Taranto) per la Giornata dell'agriturismo

Con il titolo "Agriturismo e Decrescita felice", nell'ambito della terza Giornata nazionale dell'agriturismo, si è tenuta a Laterza (Taranto), presso l'azienda agrituristica Sierra Lo Greco, una tavola rotonda il cui obiettivo è stato quello di fare una riflessione sulla "società della decrescita" applicata all'agriturismo e sulla bioedilizia per la tutela del paesaggio agrario, alla luce di quanto accaduto in Abruzzo.


Ha aperto i lavori Aniello De Padova, responsabile del Movimento della Decrescita felice, il quale ha esposto come bastino pochi gesti quotidiani da parte di tutti i cittadini per avviare comportamenti in grado di superare il circolo vizioso del Pil superfluo, evitare gli sprechi e attuare un consumo delle risorse consapevole dei bisogni delle generazioni future.
Nico Tedesco, biologo dell'Ufficio Parchi Regione Puglia, ha ribadito come la regione conservi ancora tanti tesori naturalistici non sempre conosciuti: grazie ad uno studio a cura dell'Ue, è emerso, ad esempio, che è la regione con il più alto indice di biodiversità in Italia. Questo ha determinato un cambiamento culturale perché finalmente l'attenzione si è concentrata anche su due elementi altrettanto importanti del paesaggio rurale pugliese, le "lame" e le "gravine". E proprio su questa ricchezza di elementi naturali si è incentrato l'intervento dell'assessore provinciale al Turismo, Tommaso Colaninno, che ha ricordato come in Puglia sia concentrato il 79 per cento del paesaggio rupestre italiano e come al mantenimento di questi paesaggi bisogna destinare attenzione e fondi affinché queste emergenze paesaggistiche possano continuare ad esistere e siano adeguatamente comunicate. La sua attenzione si è soffermata anche sulla opportunità di verificare l'effettivo funzionamento delle 100 masserie che fanno parte di un progetto che prevede forme di ospitalità rispettose oltre che delle strutture abitative anche dei prodotti, dei menu e dei concetti della bioedilizia.
E proprio di bioedilizia ha parlato Toni Gallitelli, bioarchitetto, partendo dall'assunto che, rispettosa dei principi della sostenibilità, la bioarchitettura si pone l'obiettivo di instaurare un rapporto equilibrato tra l'ambiente e ciò che si costruisce, soddisfacendo i bisogni delle attuali generazioni ma con un atteggiamento il più possibile ecologicamente corretto nei confronti dell'ambiente, nel pieno rispetto dei territori, impiegando le risorse naturali, evitando di causare emissioni dannose, concependo edifici "flessibili" e con un diffuso impiego di fonti rinnovabili e materiali ecocompatibili.
A questo punto è ritornato prepotente l'argomento di partenza della tavola rotonda: l'agriturismo e la "Decrescita felice". Su questo argomento è intervenuta Carmen Coloierà, direttore nazionale di Turismo Verde, che, dopo aver chiarito la differenza tra "merce" e "bene", ha evidenziato come la "Decrescita felice" può rappresentare una trasformazione della struttura socio-economica verso assetti sostenibili basati su ritmi compatibili con il rinnovamento delle risorse naturali e come tutto questo si può fare anche nella conduzione di una azienda agrituristica. E' quanto ha deciso di fare un'azienda associata a Turismo Verde, a Maretto (At). L'azienda, agricola e agrituristica Crotin 1897 è, infatti, la prima azienda in Italia del circuito dell'Associazione del Movimento della "Decrescita felice" che, il 19 marzo scorso ha potuto apporre la vetrofania con il simbolo del Movimento: l'Ape Pilli che tira giù il Pil per puntare al Bil (Benessere interno lordo). Una scelta, quella di Crotin 1897, che oltre a seguire una serie di comportamenti virtuosi che abbattono i costi ambientali e promuovono il consumo di prodotti a filiera corta per il rilancio dell'economia locale dei territori, ha adottato l' "avanzino", la possibilità, cioè, per gli ospiti di portarsi a casa gli avanzi dei pasti consumati, in contenitori appositamente creati e il "last minute market", cioè la cessione a mense di carità dei prodotti prossimi alla scadenza e che non si farà in tempo ad utilizzare in azienda.
(Viniesapori.net)

Rifiuti: portateli a Grottaglie!

Il TAR incorona definitivamente Grottaglie come capitale italiana dell'accoglienza al rifiuto inquinante.
Bisogna ringraziare il sindaco Raffaele Bagnardi e la giunta grottagliese e il presidente della provincia Gianni Florido che hanno dedicato tutto il loro "impegno ambientalista" a far si che i grottagliesi e tutti i loro vicini possano respirare, mangiare e camminare sulla monnezza per tutti i tempi a venire!!!
Intanto, in campagna elettorale, si moltiplicano i paladini dell'ambiente... Ah, se fossero tutte vere le promesse...!


Rifiuti: se non li ricicliamo noi...ci pensano i cinesi!

(IRIS) Circa 250mila kg di rifiuti speciali, in particolare materiale plastico di scarto, sono stati scoperti e sequestrati nel porto di Taranto da militari del comando provinciale della Guardia di finanza in collaborazione con funzionari della Dogana. Sono due gli imprenditori denunciati nell'ambito dell'operazione, ma sarebbero una decina le persone indagate. Il materiale plastico, proveniente da una società operante nel settore, era nascosto in 10 container che dovevano essere inviati a Hong Kong. Le Fiamme gialle hanno accertato che il carico era accompagnato da false dichiarazioni doganali sulla tipologia del rifiuto esportato ed era privo delle autorizzazioni prescritte dalla normativa ambientale per le esportazioni di rifiuti speciali. Secondo gli investigatori, l'ingente quantitativo di plastica, una volta finito in Cina, sarebbe stato rigenerato e riutilizzato per realizzare piatti e bicchieri. Tale procedimento è considerato pericoloso e non è consentito dall'attuale legislazione. L'operazione rientra nell'ambito di controlli finalizzati al contrasto dell'illecito traffico transfrontaliero di rifiuti.

(Sudnews) E’ il volto dell’ecomafia che in modo incalzante si diffonde. La mafia si inserisce in qualsiasi traffico sia lecito che illecito purché garantisca ingenti profitti ed investimenti di denaro. A dimostralo i dati emersi dall’ultimo Rapporto Ecomafia 2008 di Legambiente. Nel 2007 i clan dell'ecomafia salgono a 239 rispetto ai 203 del 2006 con un giro d'affari stimato che si attesta sui 18 miliardi e 400 milioni di euro. Gli illeciti accertati dalle forze dell'ordine nel corso del 2007 sono del 27,3% in più rispetto al 2006; le persone denunciate aumentano del 9,7% come anche i sequestri con un incremento del 19%. Campania , Calabria e Puglia occupano rispettivamente e stabilmente i primi posti nella classifica dell'illegalità ambientale; con una concentrazione nelle prime due regioni del 30% degli illeciti registrati in tutta Italia.
Seguono poi Lazio , Sicilia e Liguria come prima regione del Nord con numero maggiore di infrazioni. Le destinazioni verso cui partono i rifiuti dall’Italia sono: Hong Kong e la Cina, la Tunisia, il Pakistan, il Senegal. Continua anche il fenomeno “discariche abusive”, infatti secondo rilevazioni del Corpo Forestale, la regione con il più alto numero di discariche abusive scoperte è la Puglia. La legge impone ai comuni di vegliare sullo stato del loro territorio, ma dal Gargano al Salento le discariche a cielo aperto spuntano come funghi.
“Occorre alzare la guardia sulle attività di monitoraggio e di controllo. Le imprese produttrici e le amministrazioni competenti a vigilare devono responsabilizzarsi. Il fine è quello di creare un vero e proprio sistema di gestione dei rifiuti, dalle raccolte differenziate al riciclaggio dei materiali da esse derivanti. Solo così si potrà togliere definitivamente spazio all’ecomafie che piegano il nostro Paese”- conclude il Segretario Nazionale del CODICI, Ivano Giacomelli.