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giovedì 7 maggio 2009

Qui si abbatono pecore e allevatori onesti e in Messico...

Nessuno ancora sa se l'influenza suina l'influenza suina diventerà una pandemia globale, tuttavia è sempre più chiara la sua origine – quasi certamente da una grande azienda suinicolagestita da una multinazionale statunitense a Veracruz, in Messico.
Queste aziende agricole sono deplorevoli e pericolose, e si stanno moltiplicando a vista d'occhio. Migliaia di suini sono brutalmente stipati in sudicie porcilaie in cui vengono spruzzati cocktail di farmaci - il che rappresenta un rischio sanitario non solo per il nostro cibo -- i maiali stessi e i loro letamai costituiscono l'ambiente ideale per lo sviluppo di nuovi virus come quello dell'influenza suina. L'OMS e la FAO hanno il dovere di indagare e regolamentare queste aziende agricole per proteggere la salute pubblica.
Le grandi imprese del settore agroindustriale faranno di tutto per opporsi a tentativi di riforma, perciò abbiamo bisogno di una protesta massiccia che non possa essere ignorata dalle autorità sanitarie.Firma la petizione qui sotto e spargi la voce tra i tuoi amici e familiari noi la consegneremo alle agenzie dell'ONU. Se raggiungiamo 200.000 firme la consegneremo all'OMS a Ginevra con una mandria di maiali di cartone. Ogni mille firme aggiungeremo un maiale di cartone alla mandria:


La scorsa settimana non abbiamo parlato d'altro oltre l'influenza -- il Messico si è quasi paralizzato, e in tutto il mondo i leader di molti paesi hanno fermato i voli aerei, sono state bandite le importazioni di carni suine, e sono state prese misure drastiche col fine di mitigare la diffusione del virus. Ora che la minaccia sembra placarsi, rimane da scoprire dove si è originata e come poterla fermare nel caso si ripresenti.
La Smithfield Corporation, la più grande azienda suinicola del mondo, ora indagata come possibile origine della diffusione dell'H1N1 , nega qualsiasi collegamento tra i propri suini e l'influenza; inoltre le grandi imprese del settore agroindustriale investono ingenti somme di denaro nella ricerca per poter affermare che la sicurezza ambientale è garantita nella produzione industriale dei suini. Tuttavia sono anni che l'OMS dichiara che una nuova pandemia sarà inevitabile e gli esperti della Commissione Europea e della FAO hanno anticipato che il rapido passaggio dalle piccole aziende alle grandi industrie suinicole ha incrementato il rischio di sviluppo e trasmissione delle malattie epidemiche. Gli scienziati dei centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie dichiarano di non conoscere al momento gli effetti che queste aree infette potrebbero avere sulla salute umana.
Sono numerosi gli studi circa le condizioni raccapriccianti nelle quali versano i suini allevati in larga scala, e circa il devastante impatto economico che ciò provoca sui piccoli allevatori. La stessa Smithfield è stata precedentemente multata per 12.6 milioni di dollari e attualmente si trova sotto inchiesta federalenegli USA per danni ambientali derivanti dai liquami degli escrementi suini.
...
Alice, Pascal, Graziela, Paul, Brett, Ben, Ricken, Iain, Paula, Luis, Raj, Margaret, Taren e tutto il team di Avaaz

Fonti:
http://titolando.wordpress.com/2009/04/27/febbre-suina-i-giornali-parlavano-di-pandemia-gia-dal-1999/
http://www.nutritionecology.org/it/panel3/intro.html
Impatto economico dell'influenza suina:
http://www.internazionale.it/valigia/articolo.php?id=22399
Una potenziale pandemia:
http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/nazionale/news-dettaglio/3656540

mercoledì 24 dicembre 2008

Babbo Natale all'Ilva...

Cosa porterà Babbo Natale ai massimi dirigenti dell'Ilva?
Se lo è chiesto il disegnatore Mauro Biani che ha realizzato questa vignetta per PeaceLink.

lunedì 22 dicembre 2008

Diossina e dubbi (fondati) dei medici

La notizia che tutta la carne suina irlandese esportata in Italia è stata individuata e sequestrata è confortante anche se rimane qualche dubbio per i prodotti già confezionati ed insaccati, avviati al commercio nei mesi scorsi.

Quello che è sconfortante è la verifica che a 10 anni di distanza dell’episodio dei polli belgi alla diossina poco o nulla è cambiato: i mangimi per animali da allevamento sono prodotti con scarse garanzie di sicurezza e sono un punto critico della catena alimentare.

Poco convincente è poi la notizia tranquillizzante che l’ingestione di carne di maiali irlandesi, anche se con concentrazioni di diossina superiori di 200 volte dei limiti europei, non costituisce un pericolo per la salute. In realtà l’ingestione di questa carne inquinata è solo una delle vie di contaminazione da diossina.

Nella dose quotidiana e soprattutto annuale (le diossine sono persistenti e si accumulano nei grassi del corpo) va considerato l’insieme degli apporti continui di diossina, dovuti alle diverse contaminazioni della catena alimentare, a livello di verdure, latte e latticini (come la mozzarella di qualche mese fa), alla carne di varia origine.

Le fonti di diossina sono numerose a partire dalle produzioni industriali (come a Brescia e Taranto, per esempio) per arrivare a varie forme di combustione di materiali organici contenenti cloro.

In tal senso va ricordato l’apporto di diossine dovuto alla combustione dei rifiuti, in particolare negli inceneritori, principale fonte di diossine in Europa, che ritornano poi come inquinanti di vari alimenti (casi di inquinamento di latte e latticini, ad esempio).

Comunicato dell’ Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia (Via della Fioraia 17/19 – 52100, Arezzo, tel. 0575-22256) Web: www.isde.it E-mail: isde@ats.it

giovedì 18 dicembre 2008

Un parere tecnico sulla diossina...

COMUNICATO STAMPA DI MEDICINA DEMOCRATICA
Inceneritori e diossine negli alimenti

Da dove viene la diossina nella carne? Ci dicono dai mangimi. E nei mangimi come ci arriva? Solo, "accidentalmente" da oli contaminati? E gli animali contaminati dove vanno a finire? Chi ci assicura che non diventeranno nuovi mangimi direttamente o ancor più con l'incenerimento?
La notizia che anche questa volta non è stata data nella vicenda dei "maiali (e non solo) alla diossina" è che la diossina proviene per la maggior parte dall'incenerimento di rifiuti urbani, ospedalieri ed industriali.
Da qui la follia di di volere costruire nuovi inceneritori ed ampliare quelli esistenti con la inevitabile conseguenza di aumentare la diossina che va a finire nei nostri piatti.
Medicina Democratica ribadisce la sua assoluta contrarietà a questi impianti nocivi, costosi ed assolutamente inutili.
Medicina Democratica denuncia, inoltre, come pericoloso il consumo di alimenti di qualsiasi tipo già contaminati essendo la diossina un contaminante persistente che si accumula nei viventi.
In particolare non esiste una esposizione "accettabile" alle diossine o ad altri inquinanti cancerogeni al di sotto della quale non vi sia rischio per le persone.

Il Comitato Direttivo di Medicina Democratica, Firenze 14 dicembre 2008


Si richiama l'attenzione su quanto pubblicato da un settimanale di tiratura nazionale circa il preoccupante aumento di incidenza di cancro nell' infanzia.
Ancora una volta i dati che con la lettera aperta alcuni medici avevano diffuso il 18 luglio trovano conferma.
Con soddisfazione possiamo constare che anche il più illustre oncologo d' Italia ammette che la presenza di diossina nel latte materno deve far riflettere e che forse dobbiamo salvare i nostri bambini con un mondo pulito.
Non possiamo però dimenticare che chi afferma ciò è la stessa persona che pubblicamente ha rassicurato su inceneritori, OGM, elettrosmog.....ma, evidentemente, quando l'evidenza non può più essere negata, viene il momento del ravvedimento e questo ci lascia ben sperare. [...]
Auspico quindi che alla prossima occasione chi amministra questa città mostri più attenzione a chi cerca di fornire informazioni e strumenti di conoscenza indipendenti. Prima o poi - magari "obtorto collo" - il ravvedimento vien per tutti e, come direbbe il proverbio: "meglio ravveduti oggi che ammalati domani".

Dott.ssa Patrizia Gentilini, Associazione Medici per l'Ambiente ISDE Forlì

giovedì 11 dicembre 2008

Animali o discariche industriali?

E' di nuovo tempo di allarmi alimentari legati alla filiera di prodotti animali: qualche giorno fa sono stati comunicati gli esiti di una ricerca svedese che accusa gli hamburger di essere tra gli agenti scatenanti dell'Alzheimer, quasi contemporaneamente in Italia si è avuta la segnalazione di bambini colpiti da escherichia coli presente nel latte crudo contaminato, in questi giorni verranno abbattute le 1600 pecore vicino a Taranto colpevoli di aver pascolato in prati alla diossina e l'Europa si trova di nuovo alle prese con la diossina rilevata nelle carni di maiale e di bovino allevati in Irlanda.

Di nuovo, perchè già nel 1999 si era avuto un episodio di contaminazione di moltissimi allevamenti a causa di mangimi contenenti diossina prodotti in Belgio. Le carni ed i mangimi si erano diffusi in tutto il continente. Adesso la vicenda si ripropone e, mentre nel '99 erano interessati polli e suini, questa volta insieme ai maiali sono stati colpiti i bovini. In verità dopo quel primo episodio arrivato alle cronache la diossina è stata compagna sgradita delle attività zootecniche in tutti questi anni: nel gennaio del 2006 prosciutti e carne di maiale proveniente dal Belgio avevano presentato la stessa problematica in modo grave, dal 2003 è iniziata la trafila di ritrovamenti nel latte di bovini e bufali soprattutto a sud, con una continuità inarrestabile, dall'inizio del 2008 sono iniziate le plurime segnalazioni di contaminazione nel Tarantino e di nuovo in Campania.

La presenza di diossina è in costante e preoccupante aumento. La diossina che esce da impianti industriali, da inceneritori o che è causata dal traffico automobilistico si deposita sui terreni e da qui passa nei vegetali e poi nel latte, nelle uova, nelle carni di animali che hanno mangiato questi vegetali, passa cioè nella catena alimentare animale e poi umana. La presenza della diossina è comune a tutta la penisola, dal sud al nord: in Valtellina è stata trovata nei polli, a Vercelli nelle uova e nel latte dell'unica azienda controllata.

I casi più gravi, come quello dei polli del Belgio e dei maiali e bovini dell' Irlanda, indicano però un altro meccanismo: la molecola non arriva "dal cielo" ma viene direttamente immessa nei mangimi. La causa è sempre una sola e cioè il desiderio di guadagno da parte di imprenditori senza scrupoli che, non contenti di lucrare su sostanze di basso costo vendute a caro prezzo, approfittano della capacità degli animali di riciclare sostanze di scarto per introdurre nei mangimi rifiuti veri e propri, anche pericolosi. Da sempre agli animali allevati sono stati dati degli scarti come cibo, in particolare il maiale era allevato con gli scarti di cucina. Nelle fattorie, con gli animali, da un punto di vista ecologico, si chiudeva il cerchio. Si trattava di pochi animali e di rifiuti organici. Ora invece nell'allevamento industriale si riciclano … rifiuti industriali.

La diossina è un prodotto di scarto che invece di essere smaltito come rifiuto tossico viene somministrato agli animali. Il guadagno è enorme: si incassa il costo dello smaltimento e in più si ricavano i soldi dalla vendita del mangime così addizionato. Un bell'affare non c'è che dire anche se nel caso dell'Irlanda la causa ufficiale si dice sia un problema tecnico dovuto al guasto di una apparecchiatura. Ora c'è la corsa a rassicurare i consumatori per non danneggiare la filiera e gli operatori del comparto, che però invece di dimostrare coscienza sociale ed etica imprenditoriale non smettono di speculare sulla salute dei consumatori e di trattare gli animali come pattumiere.
Infine due considerazioni. In Italia si fanno circa 200 campioni di routine ogni anno in tutto il paese per la ricerca della diossina, e solo in caso di riscontri positivi o di segnalazioni la ricerca si infittisce, ed è facilmente immaginabile che le positività non sono che una piccola punta di un iceberg enorme, perché se bastano pochi campioni a individuare la molecola vuol dire che il problema è diffusissimo.
Inoltre abbiamo qualche difficoltà a credere alle raccomandazioni sulla sicurezza per i consumatori se è stato ammesso, solo dopo cinque anni, che il primo famoso scandalo (quello del 1999) ha causato la morte di almeno 250 persone per colpa della diossina.

Enrico Moriconi
Fonte: www.liberazione.it

Qulache misera reazione politica mentre l'eccidio passa inosservato

CARNE ALLA DIOSSINA: DI NARDO(IDV), DA GOVERNO PIU’ CHIAREZZA

(AGI) - Roma, 10 dic - Ho chiesto al Governo di riferire in merito al pericolo della carne alla diossina: i consumatori hanno bisogno di risposte chiare e precise, non solo di rassicurazioni televisive: lo afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori in Commissione Agricoltura al Senato, Nello di Nardo. ‘I consumatori - continua l’esponente IdV - hanno il diritto di salvaguardare la propria salute - prosegue Di Nardo - ed e’ per questo che trovo del tutto inopportuni, nonche’ fuorvianti, sia i facili allarmismi sia le risposte sommarie. Riteniamo quindi importante conoscere la reale situazione per quel che riguarda le carni nostrane, dopo il caso del gregge contaminato in provincia di Taranto, ma soprattutto per quelle importate dall’estero’. ‘Non si puo’ essere approssimativi in materia di controlli, ne’ giocare con la salute dei cittadini; i controlli ci sono, certamente, ma come Italia dei Valori chiediamo che vengano intensificati per quel che riguarda il rispetto sia delle norme igieniche e sanitarie, sia delle regole commerciali. E non solo da parte dei NAS e della Guardia di Finanza, ma anche delle Asl, degli uffici comunali, ecc. Un compito - conclude Di Nardo - che oggi risulta ancora piu’ difficile considerati i tagli che il Governo di centrodestra ha attuato sui finanziamenti per le forze dell’ordine, la sanita’ e gli enti locali’.

martedì 9 dicembre 2008

Pecore, mucche, maiali...cani e porci! E uomini?


Sono ormai passati più di tre mesi da quando 22 partite di carne suina proveniente dall’Irlanda sono entrate nel nostro Paese. Purtroppo solo da pochi giorni l’FSA, ovvero l’agenzia irlandese per la sicurezza alimentare, ha reso noto che su alcuni campioni di carne di maiali allevati in Irlanda è stata rilevata una presenza di diossina fino a 100 volte superiore ai livelli massimi consentiti (come al solito un minimo di tossicità non fa mai male!), ma Paddy Rogan, capo veterinaio di Dublino avrebbe rilevato quantità di diossina addirittura fino a 200 volte superiore. I carabinieri dei NAS si trovano ora ad effettuare controlli a tappeto per cercare di rintracciare la carne suina già distribuita in varie regioni italiane ed esaminarla.
Le notizie più recenti rivelano che sono stati già effettuati sequestri in 120 supermercati, in Emilia, in Veneto, quattro partite in Campania, destinate ad essere immesse sui mercati di Baiano (AV), mentre in Puglia sono stati messi sotto controllo un grossista di Faeto, nel Foggiano, e uno di Taurisano nel Salento, che potrebbero avere importato carne suina dall’Irlanda.
Secondo il Ministero della Sanità è sotto verifica anche una partita proveniente dal Sudamerica.
Ma la Puglia non ha bisogno solo di guardarsi dalle carni suine provenienti dall’estero, poiché il Tarantino è una zona fra le più inquinate d’Europa, infatti è previsto nei prossimi giorni l’abbattimento di quasi 1.700 pecore contaminate, che vivevano a ridosso della zona industriale e quindi dell’Ilva: le analisi hanno dimostrato che gli animali hanno respirato veleno, finito inevitabilmente nei loro tessuti, le loro carni erano destinate a finire sulle tavole dei tarantini e dei pugliesi. Gli allevamenti nei quali sono stati trovati animali positivi sono per il momento otto. La Asl teme però che siano molti di più: perciò hanno predisposto controlli in un centinaio di allevamenti. Con punto di partenza la zona industriale di Taranto, saranno controllati tutti gli animali che vivono in un raggio di distanza compreso tra i 15 e i 20 chilometri (fonte Esalazioni Etiliche).

E' previsto per il 10 dicembre l'abbattimento delle 1600 pecore allevate in otto masserie tra Taranto e Statte e risultate contaminate dalla diossina prodotta in gran quantita' dallo stabilimento siderurgico Ilva. Lo rende noto il 'Codici', ribadendo la richiesta che le pecore non siano uccise ma ''utilizzate in altri contesti come le fattorie didattiche e la pet therapy''. ''Intanto - commenta il segretario nazionale del 'Codici', Ivano Giacomelli - la diossina si assume mangiando l'erba dove si posa; poi, si accumula nell'organismo, quindi se le pecore sono contaminate lo stesso vale per tutti i raccolti dell'aerea incriminata''.
Sinora l'abbattimento - rileva il Codici - e' stato l'unico sistema usato dalla Stato per risolvere le emergenze: ''Il sistema di abbattimento - afferma Giacomelli - e' costato 5 miliardi di risarcimenti dalla Bse, conosciuta meglio come 'mucca pazza', all'aviaria''. Nel caso di Taranto - continua il presidente di 'Codici' - ''e' evidente che ci troviamo di fronte ad un tipo di emergenza sospetta, causata dalla mancanza o dalla carenza di controlli''. (ANSA).