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domenica 23 febbraio 2014

"Lu Salentu" tra due fuochi?

Ambiente, c’è un dossier contro Ilva e Cerano



Trenta giorni di tempo. Poi partiranno le carte bollate. La Provincia di Lecce, assistita dall’avvocato Francesca Conte, tenta il tutto per tutto per arginare danno ambientale e incidenza dei tumori sul territorio. Nelle ultime ore sono partite diffide e more per stoppare l’attività mortifera degli stabilimenti industriali di Cerano e Taranto. Palazzo dei Celestini ha scritto a Regione, Ares (agenzia per la sanità), Arpa (agenzia per l’ambiente), Enel e Ministero dell’Ambiente. Senza adeguati interventi, tra un mese il dossier preparato dal legale arriverà al tavolo dei giudici amministrativi.
«E non solo su quelli», scrive l’avvocato.
A Regione, Ares e Arpa, Antonio Gabellone (che ha controfirmato i documenti) chiede, se non di realizzare, quanto meno di muoversi per arrivare prima possibile a: redigere e pubblicare uno studio epidemiologico specifico, che metta in correlazione l’insorgenza delle malattie nella popolazione con le condizioni ed i fattori che le determinano; aggiornare il Registro tumori, fermo al triennio 2003-06; valutare il rischio sanitario attribuibile alle emissioni provenienti dal polo industriale di Brindisi.
Ad Enel si chiede, entro trenta giorni, di adottare misure per arginare le nefaste conseguenze della sua attività sulla salute dei cittadini leccesi. Al Ministero si chiede l’applicazione dell’articolo 309 del Testo unico ambientale: considerato il danno che colpisce la provincia di Lecce, il dicastero intervenga per limitare le emissioni inquinanti della centrale a carbone e dell’acciaieria con misure di prevenzione, ripristino o risarcimento.
Il dossier preparato dallo studio legale Conte cita ricerche e consulenze richieste in passato da Regione e Provincia. Già nel 2006 l’Arpa aveva stabilito come il territorio leccese fosse interessato dalla ricaduta degli inquinanti emessi dal polo industriale di Brindisi: la popolazione della provincia di Lecce risultò addirittura la più colpita nella regione dalle malattie dell’apparato respiratorio e da neoplasie.
La Provincia, sulla scorta di quei dati chiese alla ricercatrice del Cnr, Cristina Mangia, di realizzare uno studio che rispondesse a tre quesiti: quali sostanze inquinanti sono emesse in aria e acqua dagli insediamenti di industriali di Cerano e Taranto? Questi elementi cadono sul territorio leccese? Con quali conseguenze sulla salute? Le conclusioni della ricercatrice fanno rabbrividire. Non solo in acqua e aria finisce di tutto (monossido di carbonio e tra gli altri anche arsenico, mercurio, nickel, rame, benzene) e in quantità spropositate, ma è indubbia la ricaduta in provincia di Lecce dei contaminanti emessi dagli impianti di Taranto e Brindisi e la loro pericolosità (indipendentemente dai livelli-soglia) per la salute umana.
Dalla documentazione inviata nelle scorse ore a Regione, agenzie, ministero ed Enel emerge l’assenza di adeguati e approfonditi studi sull’impatto di tali inquinanti sulla salute dei cittadini leccesi. Servirebbe un monitoraggio costante e di lungo periodo sulla caduta degli inquinanti. Quanto alle conseguenze sulla salute, a Lecce è stato istituito un registro provinciale dei tumori nel 1996: sono stati accertati 1.813 casi di tumore. Attualmente risulta appena avviata la registrazione dei casi relativi al triennio 2007-09, mentre non esiste una valutazione del danno sanitario per quanto riguarda lo stabilimento Enel.

sabato 25 gennaio 2014

Lu ientu che fa male allu Salentu

La Provincia di Lecce: «La Regione difenda il Salento da Ilva e Cerano»

Una diffida nei confronti di Ilva, Enel e Regione Puglia poiché i fumi tossici prodotti da Taranto e Cerano vanno a finire nei polmoni dei salentini e mettono a serio rischio la loro salute. Nonostante ciò, nessun provvedimento è stato ancora assunto dagli organi competenti. E’ questa, in sintesi, la linea dell’avvocato Francesca Conte che, per conto della Provincia di Lecce, punta il dito contro il ritardo con cui la Regione Puglia e i suoi organi tecnici, Arpa e Ares, si sono attivati o, forse, non si sono attivati affatto per prevenire, controllare e ridurre le emissioni industriali dei due eco-mostri. E ciò che esperti, medici e associazioni da tempo vanno sostenendo ora trova conferma, nero su bianco, nella relazione che l’avvocato ha presentato in sede di Commissione Ambiente a Palazzo dei Celestini. L’ente guidato da Antonio Gabellone, infatti, lo scorso giugno con una delibera votata all’unanimità aveva incaricato la Conte di individuare l’eventuale sussistenza di veri e propri reati nella gestione della “Federico II” di Brindisi così come dell’Ilva di Taranto.
E l’avvocato, insieme al suo staff legale, si è attivato per valutare l’impatto ambientale di Cerano e del polo siderurgico jonico su tutto il territorio salentino, considerando l’opportunità di diffidare tutti gli “attori” coinvolti nella questione. La Conte, infatti, ha provveduto all’acquisizione dei dati che, però, non restituiscono ancora un quadro completo della situazione. I numeri raccolti dal Registro dei Tumori della Provincia di Lecce si fermano al 2010: da qui la necessità di “sollecitare” la Regione Puglia a completare il quadro sanitario e avviare un monitoraggio puntuale della situazione ambientale ed epidemiologica, così come era stato stabilito da un ordine del giorno approvato in Consiglio regionale a maggio 2007. E nulla, ancora, sembra essere stato fatto in relazione a quella Valutazione di Danno sanitario per Enel e Ilva la cui necessità era stata ribadita a luglio scorso proprio dal governatore Nichi Vendola. Ecco perché l’amministrazione Gabellone ora ha deciso di procedere con le diffide. «Diffideremo la Regione e gli impianti Enel e Ilva ma non ci limiteremo solo a fare un’azione di pressing sulle istituzioni esterne alla Provincia – ha commentato ieri il presidente a mergine della riunione di commissione Ambiente -. Continueremo, infatti, a lavorare con Repol, la rete per la prevenzione oncologica leccese, per fare in modo che si attivino tutti quei processi di controllo e di verifica dell’aria, del suolo e dell’acqua sul nostro territorio. Già il prossimo 18 febbraio è stata fissata la prima conferenza della Repol e in quell’occasione metteremo a profitto il lavoro tecnico messo a punto dall’avvocato Conte e dal suo staff».
Lo stesso legale, infine, ha ribadito l’urgenza di intervenire poiché «le emissioni che ci sono state e il mancato aggiornamento dei dati epidemiologici e ambientali impediscono al registro tumori di svolgere quella funzione di prevenzione propria delle amministrazioni locali». «Siamo pronti a presentare queste diffide che non costituiscono solo un freddo atto giudiziario ma costituiscono la volontà di un territorio che si è stancato di essere colonizzato e danneggiato e soprattutto dei cittadini del Salento che vogliono poter crescere i propri figlie e invecchiare serenamente in un territorio meraviglioso», ha aggiunto. «Il Salento è stato più volte e senza criterio scempiato da un’industrializzazione selvaggia. Affiancheremo la magistratura sulle questioni più scottanti e, per conto della Provincia di Lecce, faremo passare il messaggio che l’ente ha il coraggio di assumersi la responsabilità di essere accanto ai giudici». (quotidiano)

sabato 27 giugno 2009

TuttoMunnezza (Gianni e il buon governo del territorio...altrui)

TarantOggi dedica la pagina ambientale ai rifiuti. E lo fa condividendo i nostri dubbi (in realtà, le nostre sono certezze: non lo vogliamo, fa male, è una truffa, si faccia la differenziata SERIA!) sul CDR della Provincia...che mentre pensa a come appiopparci nuovi inceneritori, sotto una patina di finta partecipazione e appresso ai suoi consulenti inceneritoristi, si tappa occhi, naso e orecchie mentre gli "amici del grande salento" ci riempiono di munnezza!
devono tutelare il turismo, LORO...

lunedì 16 marzo 2009

Monitoraggio dell'aria: un altro passo avanti nel Salento

Arpa e Provincia di Lecce insieme per il monitoraggio della qualità dell'aria
Approvato lo schema di convenzione

La Giunta Provinciale ha approvato lo schema di convenzione tra Provincia di Lecce e ARPA - Puglia per la validazione scientifica e la pubblicazione dei dati della rete di monitoraggio della qualità dell’aria.
Con la sottoscrizione del documento la Provincia di Lecce s’impegna a rendere fruibili in continuo i dati della propria Rete di monitoraggio dell’aria (costituita da quattro stazioni fisse) ad ARPA al fine di integrarla con le altre reti già gestite dall’Agenzia, e di continuare a garantire il funzionamento delle attività di manutenzione preventiva, ordinaria e straordinaria della rete di sua proprietà e delle varie strutture ed apparecchiature necessarie per il rilevamento, l’acquisizione, la trasmissione elaborazione e stampa dei dati.
L’ARPA dal suo canto, sottoscrivendo questo impegno, continuerà a provvedere alla gestione dei dati delle quattro stazioni fisse della rete presso il CED di Brindisi con costi a proprio carico e provvederà: - all’acquisizione dei dati orari; - all’analisi, validazione ed elaborazione giornaliera dei dati; - alla pubblicazione dei dati sul portale internet di ARPA (www.arpa.puglia.it), assicurando alla popolazione l’informazione sui livelli di qualità dell’aria della provincia di Lecce; - alla predisposizione mensile dei ‘report’ sulla qualità dell’aria; - al supporto tecnico alla Provincia di Lecce per l’interpretazione dei risultai scaturiti dalle rilevazioni. La convenzione tra i due enti avrà la durata di tre anni, con decorrenza dalla data di sottoscrizione del protocollo d’intesa.
ARPA Puglia è un ente strumentale della regione che ha il compito istituzionale di provvedere alla raccolta sistematica informatizzata dei dati sulla situazione ambientale. Essa gestisce le seguenti rete pubbliche di monitoraggio di qualità dell’aria: rete regionale (RRQA), rete ARPA, rete della Provincia di Taranto, Rete del Comune di Lecce.
Sudnews