Don Ciotti e Vendola ieri sera in piazza Garibaldi commemorano le morti bianche
Il presidente di Libera: «Un filo rosso lega le vittime del lavoro e quelle della mafia»
Vendola: «Situazione drammatica, in Italia ci sono 4 morti al giorno sul posto di lavoro»
PAMELA GIUFRÈ (Gazzetta di Taranto, p.IV)
• C'è un filo comune tra le morti bianche e le vittime della mafia. Ed è anche per questo, ma non solo, che già da due anni don Luigi Ciotti, presidente nazionale di “Li - bera”, trascorre a Taranto il 12 giugno. Dal 2003, infatti, dopo la morte dei due operai dell’Ilva Paolo Franco e Pasquale d’Ettor re, nella città dei due mari questa data è diventata il simbolo per ricordare tutti coloro che hanno perso la vita sul lavoro ed il dolore dei familiari. Per questo ieri l’as - sociazione “12 giugno” ha organizzato la seconda giornata in ricordo delle vittime sul lavoro insieme al coordinamento contro le mafie - Libera - e con la collaborazione del Comune di Taranto e della sede ionica della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari.
”Sia chi muore sul posto di lavoro che chi perde la propria vita per mano della mafia - dice don Ciotti in piazza Garibaldi - è vittima dell’ingiustizia, anche se in forme diverse. Paga la non legalità”.
Ma il 12 giugno riuscirà a spezzare la tragica catena delle morti bianche? ”Per arrivare a dire mai più vittime nei luoghi di lavoro - risponde il presidente nazionale di Libera - c'è bisogno che tutti, a tutti i livelli, si assumano le loro responsabilità. Dalla politica alle istituzioni, che devono definire e rendere operative leggi adeguate fondate sulla prevenzione e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Fino ai cittadini”.
E sulla necessità di leggi a favore dei lavoratori, “il cui valore umano ha sempre meno prezzo”, si sofferma anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, arrivato in piazza Garibaldi qualche minuto prima che la Fanfara dei Bersaglieri cominciasse a suonare l’inno d’Italia: “Ci sono in media 4 morti al giorno sul posto di lavoro e 20mila feriti gravi. La situazione è drammatica. Il mondo del lavoro ha perso il suo significato originario di nobilitare l’uo - mo. Ed è inquietante l’atteggiamento del governo centrale che propone meno controlli e sanzioni. Il diritto alla vita non può essere espulso dentro i cancelli della fabbrica”.
La voce di don Ciotti che «sgrida» i politici
[marcello cometti]
Ci sono due universi paralleli che solo in alcuni sporadici frangenti, per pura combinazione, combaciano e si sovrappongono. C’è l’universo di chi pensa che le leggi siano un optional, un fastidio, un freno per la libera intrapresa e per le sorti magnifiche e progressive dei capitani d’industria. E c’è l’universo di chi invece ritiene che le leggi siano il pilastro fondamentale dell’umana convivenza, e con esse l’eti - ca, il rispetto dell’uomo, la tutela della dignità di chiunque. Senza bugie, senza doppifondi, senza trabocchetti. In questo secondo universo abita don Luigi Ciotti, prete indomito e fustigatore di coscienza, anima limpida e mai doma, che ancora una volta ieri sera a Taranto è venuto a gridare forte lo sdegno di chi vede la vita umana ridotta a numero, ad una cifra nel gran mare delle statistiche. Al cospetto dei politici, dei sindacalisti, dei congiunti delle vittime sul lavoro, questo sacerdote scomodo ad alto voce ha richiamato un’esortazione a fare di più, a fare meglio, a non voltarsi dall’altra parte. Una lezione per tutti. Un ammonimento che non deve cadere nel nulla.
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sabato 13 giugno 2009
venerdì 4 aprile 2008
Nichi Vendola e "il sogno di portare per Taranto il risultato"
Ieri 3 aprile 2008, in Piazza della Vittoria, il Presidente della Regione Nichi Vendola ha parlato alla cittadinanza: tra i vari temi trattati non poteva mancare quello dell'Ambiente.
La partecipazione dei tarantini al comizio tenutosi in Piazza della Vittoria è stata bassa, complice probabilmente il freddo.
Il Presidente della Regione Nichi Vendola ha comunque portato avanti il suo discorso, trattando tanti temi, ma in particolare si è soffermato a trattare il tema ambientale, che sembra suscitare, negli ultimi tempi, sempre più interesse tra i tarantini.
Ha parlato in primis delle 2000 lettere che gli sono state recapitate dai bambini di Taranto, che ha raccolto e che intende in futuro pubblicare in un libro: "me lo sogno - ha dichiarato - come un obiettivo importante".
Ma non solo i bambini che gli scrivono confidenzialmente "Caro Nichi" lo spingono a "sentire la responsabilità di portare per Taranto il risultato" ma anche "le foto che mi mandano e che chiedono che il cronometro ci indichi il punto della svolta".
Si è poi soffermato a parlare di una Taranto, dove accanto al diritto soggettivo del lavoro è necessario preservare anche il diritto collettivo all'ambiente. E su questa direzione, Vendola vuole andare: proprio ieri 03 aprile, infatti, è stato insieme a Pecoraro Scanio e ai tecnici della commissione ambiente a leggere e ad analizzare per tre ore le lettere che l'Ilva e l'Eni hanno inviato alla Regione Puglia.
Ha proposto dunque come soluzione al problema delle emissioni di sostanze inquinanti, la valutazione ambientale dell'intera area industriale, ed ancora l'apertura di un protocollo per la bonifica dei siti inquinati, come è stato fatto a Brindisi.
In ambito sanitario, ha posto l'attenzione sulla carenza delle Pet* (la Pet è un'indagine ad elevato contenuto tecnologico utilizzata soprattutto per la diagnosi dei tumori) in questa Regione: al momento ne esistono solamente due , ma l'intento è quello di averne in dotazione altre sei, sparse in tutta la Puglia.
Ovviamente il Comitato per Taranto, come Comitato di cittadini auspica che i buoni propositi indirizzati alla cittadinanza tarantina si possano realizzare nel prossimo futuro,iniziando concretamente a metterli in pratica, fin da subito, e che quindi le promesse elettorali non rimangano solo promesse....
riusciremo a vedere anche a Taranto l'arcobaleno? ora vediamo solo fumi, polveri e saette!
Ovviamente il Comitato per Taranto, come Comitato di cittadini auspica che i buoni propositi indirizzati alla cittadinanza tarantina si possano realizzare nel prossimo futuro,iniziando concretamente a metterli in pratica, fin da subito, e che quindi le promesse elettorali non rimangano solo promesse....
riusciremo a vedere anche a Taranto l'arcobaleno? ora vediamo solo fumi, polveri e saette!
*Qui a Taranto non ne esiste nemmeno una: proprio per questa ragione la Signora Gemma Leotta dell'Arci di Taranto e il Comitato per Taranto insieme hanno intrapreso una campagna a favore dell'introduzione anche nella nostra città di questo importantissimo strumento di prevenzione e di individuazione precisa del tumore. Invitiamo tutte le associazioni e movimenti del territorio jonico, che volessero saperne di più, ad inviare mail di richiesta di informazioni e di adesione alla campagna per la PET a comitatopertaranto@yahoo.it
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