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martedì 25 marzo 2014

Parliamone!

L'UNIVERSITA' DEGLI STUDI DELL'INSUBRIA 
CON IL PATROCINIO DELLA CITTA' DI BUSTO ARSIZIO (VARESE)
E 
DELL' I.S.D.E.

ORGANIZZA UN MEETING:
L’IMPATTO DELL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO SULLA SALUTE 
Sabato: 17 maggio 2014 
Sede: Sala Tramogge, Molini Marzoli Massari, via Molino 2 (ang. v. Cadorna) - Busto Varese (VA) 
SESSIONE 1. Inquinamento atmosferico e patologie 
  1. Effetti a breve e a lungo termine dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana. Paolo Crosignani, Unità di Epidemiologia Ambientale e Registro Tumori, Milano. 
  2. Gli effetti tossici delle emissioni industriali sulla salute umana: il caso Taranto. Agostino di Ciaula, ISDE, Bisceglie, (Bari). 
  3. Inquinamento atmosferico e patologie a Taranto: quale approccio per la ricerca della correlazione? Daniela Spera, Associazione “Legamjonici”, Taranto. 
SESSIONE 2. La ricerca 
  1. Modelli animali per lo studio delle esposizioni al benzene. Fiorella Belpoggi, Bologna. 
  2. Gli effetti del benzene e dei metalli pesanti sulla metilazione del DNA e le modificazioni istoniche. Ian Marc Bonapace, Università dell’Insubria, Busto Arsizio (Varese). 
  3. Riflessioni sulla teoria dell'origine embriofetale delle malattie: obesità, autismo, tumori infantili. Ernesto Burgio, Presidente del comitato scientifico dell’ISDE, Palermo. 
  
Direttore scientifico: Dott. Ian Marc Bonapace 
Comitato scientifico: Ian Marc Bonapace, Gabriella Fanali, Mauro Fasano 
Segreteria organizzativa: afi@afinsubria.org

lunedì 16 dicembre 2013

Altri dati per la Commissione

Ilva, Commissione europea indaga su emissioni in mare

Nell’ambito della procedura di infrazione già avviata contro l’Italia il 26 settembre scorso per i mancati controlli sull'inquinamento prodotto dall’Ilva di Taranto, la Commissione europea sta compiendo accertamenti anche sulle emissioni in mare. Lo rende noto il comitato Legamjonici, che aveva informato la stessa Commissione Europea dell’esistenza di uno studio in grado di attribuire possibili responsabilità sulla contaminazione dei mitili del primo seno di Mar Piccolo anche all’Ilva di Taranto, integrando una denuncia già presentata sull'inquinamento del mare.
"Legamjonici – sottolinea in una nota la portavoce Daniela Spera – ha fatto notare alla Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea che l’Ilva di Taranto è fonte inquinante ancora attiva e che continua a contaminare i terreni circostanti e le acque. Per questa ragione abbiamo chiesto l’intervento immediato delle Autorità Europee".
Nella lettera di risposta, la Commissione europea fa presente che le informazioni trasmesse da Legamjonici "saranno prese in considerazione nell’ambito della procedura d’infrazione". Uno studio allegato dal comitato ambientalista, condotto dal Dipartimento di Ingegneria Civile Idraulica del Politecnico di Bari in merito alla circolazione degli inquinanti nel Mar Piccolo, spiega "che il flusso d’acqua degli scarichi Ilva in Mar Grande, combinato con l’effetto dell’idrovora che preleva l'acqua da Mar Piccolo, condiziona la circolazione idrica in tutto il bacino, determinando la possibilità che gli inquinanti scaricati nel canale arrivino, tramite l’effetto del vento e delle maree, in 15 giorni nel Mar Piccolo, contaminando quindi le cozze". (GdM)

martedì 19 novembre 2013

Mentre tutti si accapigliano per il paroliere di Terlizzi, qualcuno tiene i piedi per terra

COMUNICATO STAMPA
OSSERVAZIONI PROGETTO ENI
(Termine ultimo per la presentazioni delle osservazioni del pubblico: 19/11/2013)
“Adeguamento della centrale di cogenerazione di Taranto”
Raffineria Eni di Taranto
eni
Il Comitato Legamjonici in data odierna ha inviato al Ministero dell’Ambiente nuove osservazioni sul progetto della centrale a metano della Raffineria di Taranto.
Nelle osservazioni è stata segnalata la produzione di quantitativi di monossido di carbonio (CO) pari a 5 volte quelli prodotti dalla centrale attuale ad olio combustibile. Il monossido di carbonio è definito come agente inquinante pertanto l’aumento della sua produzione è da considerarsi un aspetto peggiorativo delle prestazioni ambientali rispetto alla centrale ad olio combustibile, anche tenuto conto che l’abbattimento di NOx non sarà rilevante rispetto alla produzione attuale. In particolare il monossido di azoto (NO), analogamente al monossido di carbonio, interferisce con la normale ossigenazione dei tessuti da parte del sangue. L’esposizione continuata a NO e CO possono causare effetti cronici quali diminuzione delle prestazioni fisiche ed intellettuali, aumento di cardiopatie e di disturbi circolatori, in un’area già fortemente compromessa sotto l’aspetto sanitario. Nello studio presentato dal proponente è infatti assente una corretta valutazione epidemiologica che tenga conto degli effetti sulla salute a breve e a lungo termine.
Legamjonici ha anche sottolineato la mancanza di analisi di rischio di incidente rilevante per il nuovo impianto e nel contesto dell’intera raffineria, anche in considerazione dell’evento meteorologico del novembre 2012 (tornado).
Pertanto il comitato Legamjonici ritiene il progetto non conforme ad una finalità di miglioramento delle prestazioni ambientali. Il progetto inoltre ignora completamente le valutazioni sul rischio di incidente rilevante.
Alla luce di quanto esposto, Legamjonici ritiene necessario non autorizzare progetti incompatibili con la salute pubblica.
Comitato Legamjonici - La responsabile Dottoressa Daniela Spera.

venerdì 8 novembre 2013

Legamjonici su posizioni dei Ministri Orlando e Lorenzin: " contrarie agli interessi della collettività"

LegamJonici

Comunicato Stampa
7/11/2013
Presente al Convegno dell’arcidiocesi di Taranto:
‘Ambiente, salute, lavoro:
un cammino possibile per il bene comune’

Gli interventi del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin hanno avuto il chiaro intento di riaffermare e rilanciare l’utopistico obiettivo di rendere l’Ilva compatibile con la città.
Il comitato Legamjonici considera tale posizione del tutto contraria agli interessi della collettività poiché, ancora una volta, pone in secondo piano il diritto alla vita.
L’emergenza sanitaria in atto a Taranto richiede interventi immediati per la tutela della salute pubblica. Il Ministro Lorenzin ritiene che tale emergenza sanitaria debba essere affrontata solo potenziando diagnosi e cura e quindi monitorando i casi di patologie, dimenticando che la prevenzione primaria è l’unico approccio in grado di affrontare  efficacemente l’aggressione patologica degli innumerevoli inquinanti ambientali prodotti dal siderurgico. Occorre dunque evitare l’esposizione prolungata della popolazione ad ogni genere di contaminante ambientale, anche a basse concentrazioni.
Il diritto alla vita non può essere compromesso da un’attività produttiva che ignora la perdita di vite umane ridotta ad effetti collaterali accettabili. Si ribadisce pertanto la necessità di fermare definitivamente un’industria che provoca malattia e morte, senza attendere oltre.
Proprio a dimostrazione dell’impossibilità di conciliare salute e lavoro nel contesto industriale in cui ci troviamo alleghiamo alcune foto scattate il 6/11/2013 tra le ore 23.30 e le ore 23.45. Si prega la massima diffusione.
Comitato Legamjonici



domenica 7 aprile 2013

Sempre più "esposto"!

Comunicato del comitato Legamjonici

E’ stato depositato presso la Procura di Taranto un esposto-denuncia che ha come oggetto il mancato rispetto della normativa A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) e la omessa applicazione dell’articolo 29-decies del D.lgs. 128/2010, che costituisce l’attuale recepimento della direttiva comunitaria 2008/1/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (IPPC).
Nell’esposto si fa riferimento all’Ilva, al Ministero dell’Ambiente e della Salute, al Ministro dell’Ambiente attualmente in carica Corrado Clini, al Sindaco e al Prefetto di Taranto.
I sottoscrittori chiedono che l’Autorità Giudiziaria proceda nei confronti dei soggetti sopra menzionati, nonché di tutti gli altri che eventualmente dovessero risultare responsabili con particolare riferimento a fatti, azioni e omissioni in danno della salute pubblica.

sabato 12 gennaio 2013

Radio-attivati?

COMUNICATO STAMPA

EX CEMERAD. LA SVOLTA?

L’amministrazione comunale di Statte ha di recente attribuito il finanziamento necessario per la fase di caratterizzazione del materiale pericoloso e radioattivo contenuto nei fusti situati nel sito ex Cemerad.
E’ pero’ necessario sottolineare che senza la pressione del comitato Legamjonici, che ha a lungo seguito la vicenda da vicino, non si sarebbe mai giunti alla fase di caratterizzazione del materiale radioattivo.
Ricordiamo infatti che il comitato, dopo aver rilevato il mancato avvio della bonifica del sito, nonostante fosse stata stanziata in passato una cifra poi ‘dirottata’ verso altre operazioni mai completamente chiarite, si è poi adoperato affinché si procedesse alla nomina dell’esperto in radioprotezione necessario per le fasi di caratterizzazione e di bonifica.
Dopo un incessante pressing si è giunti finalmente all’indizione di un bando di gara per l’avvio della fase di caratterizzazione del materiale.
La stessa RELAZIONE SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI IN ITALIA E SULLE ATTIVITÀ CONNESSE (Relatore: On. Susanna Cenni, 18 dicembre 2012), riporta (pag. 83): ”Dalla stampa locale e dai siti delle associazioni ambientaliste attive nella zona traspaiono chiaramente le condizioni di pressione in cui si trova l’amministrazione comunale, alla quale vengono richiesti passi concreti per la bonifica del deposito Cemerad, e la caratterizzazione dei rifiuti, di cui si parla da diverso tempo, è attesa come un passo concreto e decisivo.”

E’ grave, tuttavia, constatare quanto sia necessaria la presenza costante di cittadini attivi sul territorio, per la risoluzione di problematiche connesse alla tutela della salute pubblica. Le amministrazioni locali hanno il dovere di intervenire spontaneamente e tempestivamente per tutelare gli interessi della collettività.
E’, pertanto, doveroso non abbassare la guardia, dato che non è ancora chiaro con quali finanziamenti l’amministrazione di Statte intende procedere per la successiva fase di bonifica. Ciò rinvia ad un futuro indeterminato ogni operazione concretamente efficace per la riduzione del rischio radioattivo.

mercoledì 12 settembre 2012

Una relazione che puzza

Il 10 settembre 2012 alle ore 10.30 presso il Tennis club Magna Grecia, le Associazioni: Legamjonici e il Wwf Taranto Onlus hanno presentato questo studio del comitato scientifico del WWf Taranto, presidiato dalla dott. R. Baldacconi,  sul problema delle emissioni di H2S, Idrogeno Solforato, sulla popolazione tarantina.

relazione idrogeno solforato

domenica 9 settembre 2012

Idrogeno solforato, salute e puzza

Lunedì 10 settembre, le Associazioni: Legamjonici e il Wwf Taranto Onlus presentano uno studio del comitato scientifico del WWf Taranto, presidiato dalla dott. R. Baldacconi,  sul problema delle emissioni di H2S, Idrogeno Solforato, sulla popolazione tarantina.

Verrano anche presentate le risposte alle richieste fatte alla Commissione Europea sulla Direttiva Seveso, del Comitato Legamjonici, ed i nostri dubbi sull'ampliamento dell' polo petrolchimico, e sul progetto Tempa Rossa.
Gli studi saranno presentati dal chimico industriale dott.ssa Daniela Spera.


Tutta la cittadinaza è invitata.
Wwf Taranto Onlus

domenica 11 marzo 2012

Pillole di cronaca dal web

Pubblichiamo questo validissimo estratto delle cronache tarantine tratto Dal blog: Eco dei due mari


 Dal 17 Febbraio ad oggi: cronistoria degli eventi più importanti


Dal 17 Febbraio ad oggi la vita politica e sociale in quel di Taranto è stata veramente intensa e ricca di eventi. Seguirne il ritmo non è sempre facile e quindi, per chiunque si fosse perso qualche tappa o passaggio cruciale, ho scelto di scrivere questo articolo: una breve cronistoria per rivivere i fatti  più importanti e significativi di questi giorni, corredata da brevi commenti e articoli per chiunque abbia voglia di approfondire ulteriormente. Buona lettura!
- 17 Febbraio 2012: prima udienza dell'incidente probatorio nell'ambito del processo contro l'Ilva. In aula si   discute la perizia disposta del giudice per le indagini preliminari Patrizia Todisco: il documento accerta il legame di responsabilità tra la grande industria e l'inquinamento ambientale. Grande manifestazione davanti al tribunale, a chiedere giustizia e a lottare per un futuro migliore sono specialmente i giovani. E' bene ricordare che il 3 Febbraio (pochi giorno dopo la consegna della perizia in tribunale) il procuratore Franco Sebastio ha scritto una lettera al ministro dell’ambiente Corrado Clini, al governatore di Puglia Nichi Vendola, al sindaco Ippazio Stefàno e al presidente della Provincia ionica Gianni Florido chiedendo quali provvedimenti si ha intenzione di prendere per Taranto. 

Approfondimento

- 18 Febbraio 2012: il giorno dopo l'udienza in tribunale, vertice a tre Stefano - Florido - Vendola.
"Equilibrio tra lavoro e diritto alla salute e all'ambiente" e "necessità delle bonifiche in città" sono i grandi temi che emergono dall'incontro. Un po' in ritardo?
Con l'arrivo della sera cambiano musica e spartito: va in scena l'edizione invernale dell' "Isola che vorrei",  organizzata dall'associazione "Terra" e dall'amministrazione comunale. Le associazioni civiche e ambientaliste colgono l'occasione per sensibilizzare la cittadinanza con l'iniziativa "Ma anche no": per le vie della città vecchia e del centro ci sono numerosi manifesti con frasi ironiche riguardo inquinamento, ambiente e politica.

Approfondimento
- 21 Febbraio: la commissione medica incaricata dal GIP Patrizia Todisco di stilare una perizia epidemiologica per verificare le conseguenze dell'attività dell'acciaieria Ilva sulla salute di lavori e cittadini si riunisce per l'ultima volta a Roma. Il documento sarà depositato in tribunale il 1 Marzo e discusso in aula il 30 dello stesso mese. In tanto il presidente della provincia Gianni Florido risponde alla lettera del procuratore Sebastio, ricordando l'attività della provincia in campo ambientale.

Approfondimento

- 22 Febbraio 2012: Apprendiamo dai giornali che il trasloco degli impianti di cozze dal primo seno di Mar Piccolo nell'area individuata in Mar Grande, approvato dalla giunta comunale il 19 Gennaio, non è ancora stato avviato. Agire in tempi brevi è invece fondamentale affinché il novellame non risulti  contaminato da sostanze inquinanti (con ulteriori danni ai mitilicoltori, ndr). Interessante botta-risposta tra Egidio D’Ippolito, presidente della “Cooperativa Due Mari” e dell’associazione “Pemios”, e l'assessore comunale all'ecologia - igiene e sanità, Sebastiano Romeo.
Approfondimento

- 23 Febbraio 2012: un nuovo regalo per Taranto, in arrivo il quarto (su cinque) inceneritore. Due fatti destano particolare scalpore:
1) Il silenzio di comune e provincia. Avrebbero potuto esprimere un parere (negativo o positivo) entro il 21 Dicembre 2011. Più volte sollecitate, sono rimaste in silenzio.
2) La zona in cui dovrebbe sorgere l'impianto. "Tra la raffineria di Taranto Eni e l’acciaieria Ilva, a poco più di un chilometro dal rione Tamburi e dall’inceneritore pubblico di proprietà dell'Amiu, ancor meno dal cementificio Cementir autorizzato a bruciare cdr, e a qualche chilometro dall’Appia Energy di Massafra, inceneritore Cisa, che ha già inoltrato la richiesta per raddoppiare le sue linee."
Al progetto manca un solo passaggio per l'effettività: ottenere l'AIA, l'autorizzazione integrata ambientale. Immediata la mobilitazione di Peacelink per bloccare le operazioni.
Approfondimento
- 25 Febbraio 2012: è il giorno del big match "Ternana - Taranto" al Liberati di Terni. Al di là del pareggio tra le due squadre, questa giornata passerà alla storia perché la solidarietà tra le tifoserie è andata oltre la rivalità sportiva, com'è giusto che sia. La Lega Pro e il ministro dell'Interno bocciano l'iniziativa promossa tramite una colletta dai tifosi del Taranto: quella di stampare sulle maglie dei calciatori il logo "RespiriAmo Taranto", scelto dagli stessi tifosi sul sito http://www.tarantosupporters.it/. La motivazione? "E' un messaggio politico". Anche a Terni c'è la grande industria e la Ternana sceglie di schierarsi al fianco del popolo rossoblu con il video "Terni respira Taranto" . 

- 26 Febbraio 2012: 
Il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, risponde alla lettera del procuratore Sebastio firmando un'ordinanza con la quale impone all'Ilva di adottare una serie di provvedimenti per limitare o abbattere le emissioni nocive entro 30 giorni a partire dalla notifica dell'atto. In caso contrario, l'acciaieria ha 60 giorni di tempo per avanzare ricorso al Tar di Lecce. Il provvedimento è accolto con scetticismo dagli ambientalisti: "L’ordinanza del sindaco? Tardiva. Ed è un’esplicita ammissione che le decisioni del Comune sono l’effetto della spinta della Magistratura" dichiara Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink.
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- 27 Febbraio 2012: la risposta dell'Ilva all'ordinanza del sindaco non si fa attendere e ci arriva tramite Adolfo Buffo, rappresentante della Direzione per Qualità Sicurezza e Ambiente dell’acciaieria, che dichiara [...] "stiamo valutando con la dovuta attenzione i contenuti dell’ordinanza del sindaco Ippazio Stefano. La valutazione che stiamo svolgendo è sia sulla fattibilità degli interventi richiesti sia sulla loro legittimità legale" [...] "E’ auspicabile che in questa fase rimanga ferma la volontà di dialogo tra le Istituzioni e l’industria perché anche per noi, soprattutto per noi, raggiungere elevati livelli di ecocompatibilità degli impianti è un obiettivo irrinunciabile. Crediamo che salute, ambiente e lavoro siano obiettivi comuni e primari per tutti, Istituzioni, società civile e grande industria. Nessuno escluso quindi”.
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- 28 Febbraio 2012: una nube densa e scura si leva in cielo, proviene dall'Ilva. A causarla è l'incendio generato da un trasformatore appena installato. I cittadini si preoccupano e le foto, corredate da commenti esasperati, fanno rapidamente il giro del web.
Il giorno dopo la dottoressa Spartera, responsabile locale dell’agenzia ARPA, ha rivelato i risultati delle centraline presenti su tutto il territorio. «L’unica a presentare un picco di emissioni (in questo caso Idrocarburi policiclici aromatici) è stata quella posizionata in via Machiavelli – ha spiegato – un impatto c’è stato sicuramente, ma non possiamo definirlo allarmante»
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- 1 Marzo 2012: depositata in tribunale la perizia epidemiologica disposta dal GIP Todisco. Le prime indiscrezioni fanno paura, perché scrivono nero su bianco una verità che molti non hanno voluto accettare per molto tempo.
"In conclusione, l'esposizione continuata agli inquinanti dell'atmosfera emessi dall'impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi nell'organismo umano che si traducono in eventi di malattia e di morte. I modelli di analisi messi a punto hanno consentito di stimare quantitativamente il carico annuale di decessi e di malattie che conseguono all'esposizione all'inquinamento"
Approfondimento



- 2 Marzo 2012:  All'indomani della deposizione della perizia medico-epidemiologica da parte dell’equipe di esperti nominati dal Gip del Tribunale di Taranto, apprendiamo che l’Assessorato all'ambiente della regione Puglia invierà una copia della seconda perizia al Ministero dell’Ambiente, confermando e ribadendo la richiesta di riesame dell’Aia, l’Autorizzazione Integrata Ambientale, già avanzata all'indomani della pubblicazione della perizia chimica.
Questa è la decisione presa dal tavolo di lavoro sull'Ilva aperto da Nichi Vendola. Hanno partecipato anche gli assessori regionali all'ambiente e alla Salute, i capigruppo della maggioranza, i tecnici dell’Ares, dell’Arpa e dell’Avvocatura regionale.
Approfondimento
- 4 Marzo 2012:  dopo una telenovella che definire estenuante sarebbe un eufemismo, finalmente si vota per le primarie del centro sinistra. I candidati sono Dante Capriulo, Lucia Obretenova e Mario Imperatrice. Per i risultati basta attendere Lunedì: a trionfare è Dante Capriulo con il 72% delle preferenze. Si parla di un'affluenza di circa 2000 persone, lo stesso numero di votanti per le primarie tra Vendola e Boccia. La frattura elettorale è ormai ufficiale: una parte del PD appoggia la ricandidatura dell'uscente Stefàno (sostenuta anche dal governatore Vendola), un'altra si è battuta (ottenendole) per le primarie. A chi darà ragione l'elettorato? Staremo a vedere.
Approfondimento
- 6 Marzo 2012: grazie alla petizione di Legamjonici, il Parlamento europeo ha avviato un’inchiesta chiedendo alla Commissione europea di svolgere un’indagine riguardo il progetto "Tempa Rossa" targato ENI. I punti critici segnalati dall'associazione sono:
"la violazione della direttiva Seveso, una valutazione di impatto ambientale approssimativa, l'assenza di uno studio sull’effetto domino per la costruzione di due nuovi serbatoi della capacità di 180.000 m3 accanto agli impianti già esistenti, l'aumento delle emissioni diffuse e fuggitive, il nuovo rischio di sversamento di greggio in Mar Grande per la manipolazione e trasporto di greggio."

Nello stesso giorno apprendiamo un'altra notizia molto importante: il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, si incontreranno il 14 marzo a Bari per discutere il riesame della procedura Aia (Autorizzazione integrata ambientale rilasciata lo scorso Luglio) per il polo siderurgico di Taranto. A renderlo noto è il ministero dell'Ambiente

Approfondimento
- 8 Marzo 2012: Il segretario nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, ha UFFICIALIZZATO la candidatura a sindaco di Taranto aderendo alla richiesta avanzata da alcune associazioni ambientaliste che fanno capo a «Aria pulita per Taranto» (Peacelink, Donne per Taranto, Altamarea e Fondazione antidiossina onlus). Visto lo spessore del candidato, si tratta indubbiamente di un risultato fondamentale per le associazioni che stanno cercando di costruire una valida alternativa politica in vista delle prossime comunali. 

Per concludere, vorrei ricordare un fatto verificatosi prima del periodo preso in considerazione in questo articolo. Ovvero la voragine apertasi, giorno 11 Febbraio, al quartiere Tamburi nella zona del mercato. A causa delle piogge insistenti l'asfalto è ceduto, aprendo un cratere profondo 5 metri e largo 10. Coinvolti due uomini e una donna, ma fortunatamente senza conseguenze rilevanti per la loro salute. 

Approfondimento


martedì 4 ottobre 2011

Una bomba sempre più potente

NO ENI, NO TEMPA ROSSA! SIT IN ALLA RAFFINERIA, SS 106, TARANTO
SABATO 8 OTTOBRE, 2011 ORE 10.00

ORGANIZZATO DAL COMITATO PROVINCIALE LEGAMJONICI

Il progetto Tempa Rossa prevede la realizzazione di opere ed impianti che serviranno allo stoccaggio e trasporto di greggio proveniente dalla Basilicata e che riguarderanno sia l'ambiente marino che quello terrestre. L'operazione di stoccaggio pur avvalendosi delle migliori tecnologie disponibili, porterà ad una produzione di composti organici volatili pari a circa 26.000 kg l'anno e all'aumento del 12% di emissioni diffuse e fuggitive. Si tratta di dati forniti da uno studio di Ispra ed Arpa sull'impatto ambientale. Una condizione questa che andrebbe a produrre un aumento dell'inquinamento ambientale di cui già allo stato attuale la raffineria è responsabile. Le sostanze attualmente emesse dalla raffineria possono avere effetti sulla salute pubblica di tipo oncogeno (teratogeni e mutageni, con effetti non necessariamente immediati), e di tipo non oncogeno (a carico dell'apparato respiratorio e cardiocircolatorio). Il nuovo progetto Tempa Rossa avrà conseguenze dello stesso tipo con effetti cumulativi sulla salute pubblica.
L'art.3 del TU ambientale dice che ‘’ogni attivita' umana deve conformarsi al principio dello sviluppo sostenibile'', per garantire che ''il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualita' della vita e le possibilita' delle generazioni future''. Inoltre afferma che l'attivita' della pubblica amministrazione deve essere tale da consentire la fruizione collettiva delle risorse naturali e dei beni pubblici. A Taranto questi principi vengono costantemente violati.
Ma a discapito della salute pubblica, ignorando il principio di precauzione e senza alcuna consultazione con la popolazione, Provincia di Taranto, Comune di Taranto e Ministero dell'Ambiente hanno espresso parere favorevole alla realizzazione del progetto Tempa Rossa.
La raffineria inoltre, come ha già piu' volte denunciato il comitato Legamjonici, non possiede un Rapporto di Sicurezza, non ottempera a prescrizioni che risalgono al 2009 tanto da spingere gli organi competenti, sebbene con estremo e grave ritardo, ad ordinare la sospensione degli impianti fino a completa ottemperanza ed opportuno riscontro. Termine ultimo fissato: il 16 ottobre 2011. Che fine ha fatto questo provvedimento?.
Vi informeremo, spiegheremo le nostre ragioni e faremo specifiche richieste, sabato 8 ottobre 2011, alle ore 10.00, presso la Raffineria di Taranto, SS 106.
Parteciperanno, inoltre, con spirito di solidarietà, dalla Basilicata Antonio Bavusi, Organizzazione Lucana Ambientalista (OLA), Felice Santarcangelo, NoScorie Trisaia, nell'ambito dell'iniziativa "Smemorandum in Camper", Maurizio Bolognetti, Associazione Radicali Lucani, con il sostegno dell' Associazione per la Tutela della Salute e dell'Ambiente di Basilicata (EHPA). Tutti i cittadini di Taranto e provincia sono invitati a partecipare.

sabato 9 maggio 2009

Un dossier importante

Malignant cancer mortality in Province of Taranto (Italy). Geographic analysis in an area of high environmental risk.
Martinelli D, Mincuzzi A, Minerba S, Tafuri S, Conversano M, Caputi G, Lopalco PL, Quarto M, Germinario C, Prato R.
Section of Hygiene, Department of Medical and Occupational Science, University of Foggia, Epidemiological Observatory of Puglia Region, Foggia, Italy.
Abstract
BACKGROUND: A geographic analysis of the causes of death is an important tool for assessing the effectiveness of Public Health initiatives. The aim of this study is to analyse the causes of death between 2000 and 2004, to discover any excess mortality from cancer in Province of Taranto, an area at high environmental risk. RESULTS: Even if the highest death rate for all tumours resulted in the Province of Lecce (24.9 x 10,000), in the cities of Lecce and Bari (29 x 10,000), the distribution of the SMRs in Province of Taranto showed an excess of mortality (+10%) in the ring next to industrial area. For lung cancer the highest rate was reported in city of Taranto (6 x 10,000) and the highest risk (+24%) in the ring next to industrial area. Moreover, in this area 9 (70%) of the 13 considered malignant tumours types presented an excess of mortality. CONCLUSION: The results uphold the data reported in the published literature. It is fundamental to intensify research into other risk factors (exposure at work and aberrant lifestyles). Moreover, there is an increasing need for a Regional Cancer Register.