ora è più chiaro...
Al commissario Ilva i poteri sul gruppo Riva
Le norme del decreto legge su Riva-Ilva che il Governo venerdì scorso
non aveva approvato, rivivono come emendamento al decreto legge sulla
Pubblica amministrazione. Ieri su quest'integrazione, così come su tutto
il pacchetto degli emendamenti al decreto Pa (un centinaio), la
commissione Affari costituzionali del Senato ha dato il via libera. Oggi
alle 15 toccherà alla commissione Bilancio, poi il testo andrà alle 16
in aula per l'approvazione finale.
La norma che prende spunto dalla vicenda Riva Acciaio tende a
disciplinare il sequestro preventivo evitando che questo possa
determinare, come è accaduto nei giorni scorsi per il gruppo
siderurgico, lo stop della produzione e del lavoro. L'emendamento
infatti prevede che nel caso in cui il sequestro «abbia ad oggetto
società, aziende, ovvero beni, ivi compresi i titoli, nonchè quote
azionarie e liquidità anche se in deposito, l'organo di nomina
giudiziale ne consente l'utilizzo e la gestione agli organi societari
esclusivamente al fine di garantire la continuità e lo sviluppo
aziendali, esercitando i poteri di vigilanza e riferendone all'autorità
giudiziaria». È stato il presidente della commissione Industria del
Senato, Massimo Mucchetti del Pd, a presentare l'emendamento in
questione raccogliendo un ampio consenso. Venerdì scorso al ministero
dello Sviluppo economico si è invece raggiunto un accordo tra Riva
Acciaio, banche e commissario-amministratore giudiziario che prevede per
quest'ultimo non un ruolo di vigilanza, come ora viene stabilito, ma
più attivo. Infatti, oltre alla garanzia che i crediti di Riva Acciaio
non verranno sequestrati, è stato concordato che il
custode-amministratore utilizzerà la liquidità sequestrata sui conti
(circa 60 milioni) su ordine del gip di Taranto e la finalizzerà alle
esigenze aziendali. Riva Acciaio, però, ne accompagnerà l'utilizzo con
un piano di accantonamento di pari importo come forma di garanzia
dell'amministrazione giudiziaria in termini di restituzione. L'intesa ha
consentito l'altro ieri di riaprire, dopo un fermo di 17 giorni, gli
stabilimenti di Riva Acciaio nel Nord.
Oltre alle norme sul sequestro preventivo, un altro emendamento,
presentato sempre da Mucchetti, estende i poteri del commissario
dell'Ilva, Enrico Bondi, sulle società controllate. In questo modo si
punta a mettere ulteriormente in sicurezza soprattutto l'Ilva di
Taranto, evitando che il sequestro scattato sui beni del gruppo Riva -
colpendo, come è accaduto, anche i cespiti delle controllate dell'Ilva -
finisca col riverberarsi sulla stessa Ilva. Specie in un momento
delicato, con l'azienda impegnata a farsi finanziare dalle banche per un
importo di 2,4 miliardi di euro il piano dell'Autorizzazione integrata
ambientale. Non a caso il commissario Bondi aveva manifestato la sua
preoccupazione non vedendo più il decreto legge approvato e pur se fonti
a lui vicine avevano detto che si continuava comunque a lavorare, il
fatto che l'altro ieri il gip Patrizia Todisco abbia respinto l'istanza
di dissequestro delle navi di Ilva Servizi Marittimi (controllata
dall'Ilva) concedendone l'uso per le sole necessità di
approvvigionamento del siderurgico, non ha ridimensionato i timori.
(Sole24h)