Visualizzazione post con etichetta digos. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta digos. Mostra tutti i post

sabato 8 dicembre 2012

Il metodo Archinà

"In mano a chi stiamo"

Comunicato su intercettazioni Ilva sullo sgombero del Cloro Rosso

"In mano a chi stiamo"...così l'ispettore Aldo De Michele della Digos di Taranto, la talpa dell'uomo forte della famiglia Riva Girolamo Archinà, commentava nel giugno 2010 la condotta del sindaco di Taranto Ezio Stefàno, dal quale, evidentemente, pretendevano ancora di più del semplice sgombero del centro sociale Cloro Rosso.Scopriamo oggi dalle intercettazioni che hanno inguaiato tutti i poteri forti di questa città, che dietro lo sgombero del Cloro Rosso c'era ben altro della semplice miopia di un'amministrazione che continua a definirsi di sinistra, molto più anche di quel discutibile e tanto sbandierato concetto di legalità dietro il quale il sindaco Stefàno, oggi indagato per non aver rispettato i suoi doveri di tutela della salute pubblica, si è sempre trincerato. Neanche noi avremmo potuto immaginare tanto. E invece scopriamo oggi che l'8 giugno 2010, mentre la città era in emergenza benzo(a)pirene e il sindaco firmava un'ordinanza farlocca concordata con la dirigenza dell'Ilva per scongiurare la chiusura delle cokerie, lo stesso sindaco si intratteneva nel suo studio con Archinà a discutere dello sgombero del Cloro Rosso. Mentre il solerte ispettore della Digos Aldo De Michele si affrettava ad informare il tessitore di trame Archinà del sequestro degli stencil "Taranto città inquinata". Come se questo potesse bastare a persuadere le coscienze.
Continua...

martedì 27 novembre 2012

Povero miserabile!

Nell'ambito dell'inchiesta su Ilva è stato iscritto nel registro degli indagati anche il nome dell'ispettore di polizia Cataldo De Michele, in servizio presso la Digos di Taranto, con l'accusa di rivelazione del segreto d'ufficio.
Secondo quanto scritto nell'ordinanza di ieri del gip Patrizia Todisco, "un ulteriore elemento sintomatico della capacità di penetrazione nelle istituzioni esercitata da Girolamo Archiná è rappresentata dai contatti con l'ispettore De Michele".
In un'occasione, l'ispettore avvisó Archiná che la procura ionica indagava per il reato di disastro ambientale, riferendo di un incontro riservato che il procuratore della Repubblica aveva avuto il 6 giugno 2010 con Assennato, dell'Arpa di Taranto, in Questura e precisando che il procuratore Sebastio aveva chiesto ad Assennato notizie sulle rilevazioni delle emissioni di benzoapirene, aggiungendo di aver captato che la procura aveva chiesto una ulteriore relazione per completare le indagini sul disastro. In una intercettazione telefonica l'ispettore chiede ad Archiná di interessarsi per la proroga del contratto di lavoro del cognato di un sua collega impiegato presso una ditta dell'appalto Ilva. (Tmnews)