Altamarea sarà in PIAZZA Maria Immacolata (lato Via Mignogna) domenica 21 febbraio dalle 9,30 alle 14,30 con un "camper" per incontrare i cittadini di Taranto e informarli sullo stato ambientale della città.
Sarà data la possibilità a tutti di porre domande (e ci auguriamo di trovare risposte!) sulla Grande Industria, sull'Inquinamento e sulla STRATEGIA che Altamarea sta adottando.
Saranno messe a disposizioni delle foto significative e degli articoli sul degrado ambientale in cui versa Taranto per INFORMARE e DENUNCIARE.
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sabato 20 febbraio 2010
giovedì 18 febbraio 2010
Non togliete la città ai cittadini...
... alla lunga, trattare i cittadini come pecore da sloggiare, mungere e raggirare a piacimento, non paga mai!
L'Aquila insegna:
L'Aquila insegna:
sabato 10 gennaio 2009
Losappio risponde (male) alla lettera di una cittadina sui rifiuti
Come abbiamo già illustrato nel nostro comunicato, dal botta e risposta tra una cittadina tarantina e l'assessore regionale all'ecologia Michele Losappio, si scopre che la soluzione ecosostenibile che gli amministratori pugliesi indicano per il problema dei rifiuti si risolve nei trattamenti di selezione delle frazioni umide e secche per la produzione di cdr - combustibile da rifiuti - (tanto) o altri assimilati da incenerire per produrre energia (o meglio per regalare a privati che sversano diossina e nanopolveri i cospicui fondi del CIP6 che i cittadini versano in nome dell'ecologia!).
Tutta la raccolta differenziata di cui si parla nel piano regionale, in sostanza e in barba ai proclami, serve a migliorare l'efficienza di incenerimento!
Il bello è che si parla di confronto con i paesi europei (quali? forse Polonia o Repubblica Ceca?) ignorando che la direttiva rifiuti della Comunità Europea NON CONSIDERA L'INCENERIMENTO COME PRATICA DI RECUPERO!
Caro assessore, i rifiuti sono una risorsa quando i materiali vengono riciclati: dal vetro si ricava vetro, dalla plastica altra plastica, dal legno, carta e cartone si produce altrettanto, ecc.
I rifiuti sono un grave problema per la salute pubblica e una speculazione quando si inceneriscono o si utilizzano prevalentemente per produrre energia!
Ha senso opporsi alle centrali a carbone quando si stanno creando impianti che bruciano plastica e carta (=diossina) e contrabbandandoli per "valorizzatori"?
Egregio Presidente,
sto seguendo con attenzione e un "pizzico" di apprensione l'emergenza rifiuti di questi giorni nel vicino Salento.
I miei timori sono legati a quella che al momento rimane solo un' ipotesi di smaltimento, di una parte, della montagna di rifiuti nel territorio, già sufficientemente avvelenato,della provincia di Taranto.Da quello che leggo, Lei si sarebbe opposto, dichiarando l'indisponibilità a subire l'ennesimo carico a danno di una terra stanca di fungere da pattumiera d'Italia.
Mi auguro che questa posizione rimanga tale anche quando tra qualche tempo, si tornerà a parlare di rifiuti per cercare di salvare la stagione estiva dell'ambito Salento.
Ma perché,Presidente, noi non abbiamo una nostra stagione da pianificare e rilanciare?
Le bianche spiagge del Salento riescono a mobilitare i maggiori esponenti salentini che ,come l'on.Poli Bortone,non esitano a dichiarare che "non importa chi se ne farà carico, l'importante è liberare il Salento" evitando, aggiungo, di macchiarlo indelebilmente come è avventuo per la Campania.
Taranto, al contrario, che evidentemente non ha alcuna immagine positiva da difendere, può aggiungere rifiuti e veleni altrui a quelli propri.
Tutto questo è davvero deprimente e mi auguro che la sbandierata attenzione all'ambiente e alla salute dei tarantini, di cui l'ente da lei presieduto si fregia ultimamente, trovi concreta attuazione in questa vicenda affermando un no secco al vergognoso trattamento riservato da troppo tempo e da più parti alla nostra provincia.
Il tempo dei proclami e degli annunci è ormai passato, pretendiamo fatti per costruire seriamente una nuova stagione per Taranto e la sua provincia.
Questo determinerà, come è facile intuire, l'orientamento delle nostre preferenze alle prossime elezioni provinciali, a buon intenditor…
Cordialmente, ...
-------------------------------------------
Gentile Signora ...,
se la raccolta differenziata non arriverà a cifre significative il problema dello smaltimento dei rifiuti sarà sempre di attualità nella sua problematicità e a volte emergenza.
In Puglia abbiamo fatto qualche passo in avanti (molto pochi in verità in provincia di Taranto) passando dall'8% del 2005 all'attuale 14%, ma ancora non ci siamo.
E' ancora grande la distanza con le altre Regioni che "viaggiano" sul 40% e quindi è consistente l'affluenza di RSU nei casonetti.
Dove mettere quindi questi rifiuti urbani?
Sono pronti 4 nuovi impianti del ciclo integrato: a Conversano, Deliceto, Cerignola e Cavallino. Impianti moderni con selezione, biostabilizzazione, compostaggio e discariche di servizio; in parte anche con produzione di CDR. La loro entrata in funzione segna un cambiamento epocale per la Puglia che fino a questo momento si è basata sulle discariche e sul termovalorizzatore di Massafra (in parte su quello di Taranto dell'AMIU oggi ancora chiuso) e basta.
Altri 4 sono in corso di costruzione e con i cantieri già aperti e fra questi quello di Ugento che ha subito i ritardi noti: prima per l'amianto e poi per alcune voragini, con conseguente slittamento della tabella di marcia.
Tutto questo entro fine anno ci consentirà di passare dalle discariche ad un sistema impiantistico già sperimentato in altre regioni europee e quindi in grado di modernizzare il servizi.
Nel frattempo una cosa ci insegna la vicenda salentina di questi giorni (e prima ancora quella campana) e cioè che i rifiuti non possono stare per strada o dispersi nelle campagne ma devono essere raccolti e stipati nelle discariche e negli impianti.
Da questo punto di vista, fermo restando che al momento la Regione non ha chiesto nè a Grottaglie nè a Trani di farsene carico, c'è da chiedersi che differenza c'è fra i rifiuti del Veneto o della Liguria che giungono giornalmente agli impianti privati di Grottaglie e Fragagnano e quelli di Maglie o Gallipoli.
Perchè quelle società possono prendere i rifiuti del nord e debbano essere fermati quelli pugliesi!
La Regione ha difeso fino alla Corte Costituzionale la legge di iniziativa popolare che cerca di limitare l'afflusso di rifiuti da territtori lontani con il criterio della "prossimità". Siamo in attesa di sentenza e ci auguriamo che sia favorevole alla legge approvata alla unanimità dal Consiglio Regionale e difesa dai nostri legali. Ma al momento, con le sentenze del TAR e del Consiglio di Stato avverse, i rifiuti del nord continuano ad arrivare in Puglia e forse sarebbe meglio che al loro posto ci fossero i nostri.
Cordialmente. Assessore Losappio
Tutta la raccolta differenziata di cui si parla nel piano regionale, in sostanza e in barba ai proclami, serve a migliorare l'efficienza di incenerimento!
Il bello è che si parla di confronto con i paesi europei (quali? forse Polonia o Repubblica Ceca?) ignorando che la direttiva rifiuti della Comunità Europea NON CONSIDERA L'INCENERIMENTO COME PRATICA DI RECUPERO!
Caro assessore, i rifiuti sono una risorsa quando i materiali vengono riciclati: dal vetro si ricava vetro, dalla plastica altra plastica, dal legno, carta e cartone si produce altrettanto, ecc.
I rifiuti sono un grave problema per la salute pubblica e una speculazione quando si inceneriscono o si utilizzano prevalentemente per produrre energia!
Ha senso opporsi alle centrali a carbone quando si stanno creando impianti che bruciano plastica e carta (=diossina) e contrabbandandoli per "valorizzatori"?
Egregio Presidente,
sto seguendo con attenzione e un "pizzico" di apprensione l'emergenza rifiuti di questi giorni nel vicino Salento.
I miei timori sono legati a quella che al momento rimane solo un' ipotesi di smaltimento, di una parte, della montagna di rifiuti nel territorio, già sufficientemente avvelenato,della provincia di Taranto.Da quello che leggo, Lei si sarebbe opposto, dichiarando l'indisponibilità a subire l'ennesimo carico a danno di una terra stanca di fungere da pattumiera d'Italia.
Mi auguro che questa posizione rimanga tale anche quando tra qualche tempo, si tornerà a parlare di rifiuti per cercare di salvare la stagione estiva dell'ambito Salento.
Ma perché,Presidente, noi non abbiamo una nostra stagione da pianificare e rilanciare?
Le bianche spiagge del Salento riescono a mobilitare i maggiori esponenti salentini che ,come l'on.Poli Bortone,non esitano a dichiarare che "non importa chi se ne farà carico, l'importante è liberare il Salento" evitando, aggiungo, di macchiarlo indelebilmente come è avventuo per la Campania.
Taranto, al contrario, che evidentemente non ha alcuna immagine positiva da difendere, può aggiungere rifiuti e veleni altrui a quelli propri.
Tutto questo è davvero deprimente e mi auguro che la sbandierata attenzione all'ambiente e alla salute dei tarantini, di cui l'ente da lei presieduto si fregia ultimamente, trovi concreta attuazione in questa vicenda affermando un no secco al vergognoso trattamento riservato da troppo tempo e da più parti alla nostra provincia.
Il tempo dei proclami e degli annunci è ormai passato, pretendiamo fatti per costruire seriamente una nuova stagione per Taranto e la sua provincia.
Questo determinerà, come è facile intuire, l'orientamento delle nostre preferenze alle prossime elezioni provinciali, a buon intenditor…
Cordialmente, ...
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Gentile Signora ...,
se la raccolta differenziata non arriverà a cifre significative il problema dello smaltimento dei rifiuti sarà sempre di attualità nella sua problematicità e a volte emergenza.
In Puglia abbiamo fatto qualche passo in avanti (molto pochi in verità in provincia di Taranto) passando dall'8% del 2005 all'attuale 14%, ma ancora non ci siamo.
E' ancora grande la distanza con le altre Regioni che "viaggiano" sul 40% e quindi è consistente l'affluenza di RSU nei casonetti.
Dove mettere quindi questi rifiuti urbani?
Sono pronti 4 nuovi impianti del ciclo integrato: a Conversano, Deliceto, Cerignola e Cavallino. Impianti moderni con selezione, biostabilizzazione, compostaggio e discariche di servizio; in parte anche con produzione di CDR. La loro entrata in funzione segna un cambiamento epocale per la Puglia che fino a questo momento si è basata sulle discariche e sul termovalorizzatore di Massafra (in parte su quello di Taranto dell'AMIU oggi ancora chiuso) e basta.
Altri 4 sono in corso di costruzione e con i cantieri già aperti e fra questi quello di Ugento che ha subito i ritardi noti: prima per l'amianto e poi per alcune voragini, con conseguente slittamento della tabella di marcia.
Tutto questo entro fine anno ci consentirà di passare dalle discariche ad un sistema impiantistico già sperimentato in altre regioni europee e quindi in grado di modernizzare il servizi.
Nel frattempo una cosa ci insegna la vicenda salentina di questi giorni (e prima ancora quella campana) e cioè che i rifiuti non possono stare per strada o dispersi nelle campagne ma devono essere raccolti e stipati nelle discariche e negli impianti.
Da questo punto di vista, fermo restando che al momento la Regione non ha chiesto nè a Grottaglie nè a Trani di farsene carico, c'è da chiedersi che differenza c'è fra i rifiuti del Veneto o della Liguria che giungono giornalmente agli impianti privati di Grottaglie e Fragagnano e quelli di Maglie o Gallipoli.
Perchè quelle società possono prendere i rifiuti del nord e debbano essere fermati quelli pugliesi!
La Regione ha difeso fino alla Corte Costituzionale la legge di iniziativa popolare che cerca di limitare l'afflusso di rifiuti da territtori lontani con il criterio della "prossimità". Siamo in attesa di sentenza e ci auguriamo che sia favorevole alla legge approvata alla unanimità dal Consiglio Regionale e difesa dai nostri legali. Ma al momento, con le sentenze del TAR e del Consiglio di Stato avverse, i rifiuti del nord continuano ad arrivare in Puglia e forse sarebbe meglio che al loro posto ci fossero i nostri.
Cordialmente. Assessore Losappio
mercoledì 3 dicembre 2008
Una lettera di una cittadina.
“Siamo alle solite Calimero”, recitava una pubblicità di qualche tempo fa, lo siamo sui soliti giochi speculari di questa classe politica che invece di occuparsi delle questioni di una terra che è anche luogo nel quale vivono le Loro famiglie, tentano di neutralizzare la speranza, modificando una legge, che almeno apre ad un possibile, diverso futuro, per questa città.
E’ cosi che il D.d.L regionale sulla questione della grande industria a Taranto trova i primi suoi inquinatori.
Una serie di emendamenti per svilirne il senso, qualcuno alla manifestazione di sabato 29 aveva esortato la politica ad andare a lavorare, si auspicava lo si facesse con coscienza, si sperava con amore, per la propria terra e per la gente che con fiducia ancora una volta ha dato credito, sostenendo questo o quel politico, per costruire il cambiamento di cui questa terra necessita, quasi come l’aria che le viene negata.
Ognuno di Loro ha il dovere civile di ricordare tutta la sofferenza a cui i tarantini sono obbligati negli ultimi anni, anni di dolore per i morti nella fabbrica, per quelli fuori a causa della fabbrica, per le sofferenze di uomini, donne, bambini, che hanno la colpa di vivere in questo luogo piuttosto che in un altro, a cui è stata negata la scelta, su cui si è speculato per il profitto di pochi.
La gente di questa città, quella che ha preso coscienza pagando di suo, non PUO’ più sopportare di alzarsi di mattino e sentire in ogni respiro, la minaccia di morte, di occuparsi di scegliere i prodotti alimentari sperando non siano provenienti dai campi limitrofi le industrie, di percorrere le strade e accorgersi che il cielo è sempre oltraggiato da quei fumi.
Se è vero che una caratteristica del popolo del Sud è l’attaccamento alle proprie origini e alla terra, insieme destra e sinistra devono dimostrare che può esistere una civile democrazia, lavorare per il bene di tutti con i mezzi che Noi gli abbiamo affidato, ricordando sempre che da tempo i cittadini hanno tolto l’anello dal naso!
In piazza sabato 29 novembre c’erano 20.000 persone, la forza e la rabbia che ci nutre è tanta, abbiamo il diritto di CHIEDERE ciò che c’è stato scippato: lavoro, dignità, futuro.
Vogliamo essere risarciti e il primo gesto è l’approvazione del D.d.L senza alcuna modifica, perché il 2014 è lontano e noi abbiamo ormai IL FIATO CORTO.
E.S.
E’ cosi che il D.d.L regionale sulla questione della grande industria a Taranto trova i primi suoi inquinatori.
Una serie di emendamenti per svilirne il senso, qualcuno alla manifestazione di sabato 29 aveva esortato la politica ad andare a lavorare, si auspicava lo si facesse con coscienza, si sperava con amore, per la propria terra e per la gente che con fiducia ancora una volta ha dato credito, sostenendo questo o quel politico, per costruire il cambiamento di cui questa terra necessita, quasi come l’aria che le viene negata.
Ognuno di Loro ha il dovere civile di ricordare tutta la sofferenza a cui i tarantini sono obbligati negli ultimi anni, anni di dolore per i morti nella fabbrica, per quelli fuori a causa della fabbrica, per le sofferenze di uomini, donne, bambini, che hanno la colpa di vivere in questo luogo piuttosto che in un altro, a cui è stata negata la scelta, su cui si è speculato per il profitto di pochi.
La gente di questa città, quella che ha preso coscienza pagando di suo, non PUO’ più sopportare di alzarsi di mattino e sentire in ogni respiro, la minaccia di morte, di occuparsi di scegliere i prodotti alimentari sperando non siano provenienti dai campi limitrofi le industrie, di percorrere le strade e accorgersi che il cielo è sempre oltraggiato da quei fumi.
Se è vero che una caratteristica del popolo del Sud è l’attaccamento alle proprie origini e alla terra, insieme destra e sinistra devono dimostrare che può esistere una civile democrazia, lavorare per il bene di tutti con i mezzi che Noi gli abbiamo affidato, ricordando sempre che da tempo i cittadini hanno tolto l’anello dal naso!
In piazza sabato 29 novembre c’erano 20.000 persone, la forza e la rabbia che ci nutre è tanta, abbiamo il diritto di CHIEDERE ciò che c’è stato scippato: lavoro, dignità, futuro.
Vogliamo essere risarciti e il primo gesto è l’approvazione del D.d.L senza alcuna modifica, perché il 2014 è lontano e noi abbiamo ormai IL FIATO CORTO.
E.S.
sabato 8 novembre 2008
lunedì 30 giugno 2008
Caccia all'abuso! difendi il tuo mare e la tua spiaggia!
MARE: SMS, MMS E NUMERI VERDI CONTRO ABUSI
- Per segnalare situazioni di particolare criticita' ambientale invece basta inviare un messaggio di testo o un'immagine mms con la descrizione della zona fotografata al numero 3404399439.
- Per ricevere informazioni sullo stato di salute del mare e delle spiagge basta inviare un sms indicando il nome della localita' al numero 3404399439.
"Si parte con Goletta Verde, il monitoraggio di Legambiente, che anche quest'anno ha accanto Vodafone che da' la possibilita' a tutti i bagnanti di segnalare con un sms o con una foto scattata da cellulare gli eventuali abusi sui litorali. Proprio grazie a questo servizio la scorsa estate sono state inviate via sms o mms oltre 10.000 segnalazioni di abusi, che hanno dato luogo a diverse denunce di Legambiente alle autorita' competenti." (ansa.ambiente.it)
"Inoltre e' possibile seguire in tempo reale il percorso di Goletta Verde e conoscere tutti i punti di prelievo delle acque di balneazione analizzate dai biologi di Legambiente sul sito www.golettaverde.vodafone.it.
Al via anche la 13/a edizione della campagna nazionale ''Diritti al mare, diritti del mare'' promossa dall'associazione ambientalista Verdi Ambiente e Societa' (Vas), realizzata in collaborazione con l'associazione nazionale attivita' natatorie e subacquee Nadd Europe, l'organizzazione internazionale di subacquea per disabili Hsa Italia e patrocinata dai ministeri dell'Ambiente e dei Trasporti, dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto, dal Commissario Delegato per il superamento dell'Emergenza del bacino del Fiume Sarno." (ansa. ambiente.it)
- Per segnalare un abuso ambientale o un guasto lungo tutte le coste nazionali puoi contattare il numero verde 800 86 61 58 (24 ore su 24).
"Il numero di allerta rapido contro i crimini ambientali perpetrati in mare e lungo le coste e i disservizi in totale ha raccolto oltre 23.000 segnalazioni, le quali principalmente hanno riguardato oltre 4000 casi di abusivismo edilizio di cui 1300 ostruzione ed accessi negati al mare; oltre 4000 i casi di inquinamento; oltre 3500 i casi di presenza di rifiuti in mare, sulla spiaggia e sui fondali; oltre 3200 i casi di disservizi e di carenza di segnaletica; oltre 2000 i casi di distanza di sicurezza non rispettati da imbarcazioni e natanti a motore; oltre 1000 casi di presenza di barriere architettoniche. Moltissime di queste segnalazioni raccolte, grazie al coinvolgimento ed alla collaborazione con le autorita' ed istituzioni locali sono state risolte o ridimensionate della loro azione negativa. Solo nel 2007 le segnalazioni raccolte da Vas sono state oltre 3.600 ed in particolare hanno riguardato: casi di mancanza delle distanze di sicurezza (589 segnalazioni) con imbarcazioni e moto d'acqua troppo vicine alla costa ed ai bagnanti; casi di inquinamento (543 segnalazioni) tra cui spiccano il cattivo funzionamento dei depuratori o addirittura la completa assenza di depurazione con centinaia di casi di scarichi abusivi direttamente riversi in corsi d'acqua ed in mare; casi di abusivismo edilizio (569 segnalazioni); disservizi di vario genere (369 segnalazioni); spiagge sporche (363 segnalazioni); assenza di segnaletica adeguata (182 segnalazioni); moria di pesci (79 segnalazioni) e altro. Le regioni piu' colpita si riconfermano quelle del centro-sud del paese con la Regione Campania con (678 segnalazioni), a seguire la Calabria con (609 segnalazioni) ed il Lazio con (563 segnalazioni)." (ansa.ambiente.it)
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mercoledì 30 gennaio 2008
Dall'Arpa Puglia un nuovo serivizio per i cittadini: "Arpa Sms"

Dal sito dell' Arpa Puglia apprendiamo che è attivo un nuovo servizio informativo rivolto ai cittadini pugliesi per essere sempre aggiornati sulle attività dell'Arpa attraverso un sistema pratico ed innovativo: la ricezione degli sms.
Basta semplicemente iscriversi al servizio collegandosi al sito dell'Arpa Puglia, cliccando qui .
Inserire negli appositi spazi i dati personali, ed indicare le categorie informative e le tematiche a cui si è interessati:
LE CATEGORIE INFORMATIVE
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Natura e Biodiversità
Suolo e Rifiuti
Grazie a questo servizio sarà possibile quindi "ricevere direttamente e gratuitamente sul proprio cellulare informazioni sullo stato dell’ambiente regionale e nazionale, sulle attività dell’Arpa Puglia e delle istituzioni nel contesto regionale".
per info e iscrizioni: http://www.arpa.puglia.it/
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