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giovedì 28 febbraio 2013

Emergenza profughi!!

Mentre in città questa notte è avvenuta l'ennesima morte bianca in Ilva, inizia ufficialmente a Taranto, prima che nel resto del Paese, l'emergenza profughi! Da questa mattina sono state sgomberate alcune strutture di accoglienza della provincia e i ragazzi Nordafricani, dopo aver ritirato la "buonuscita" di 500 euro da parte del Governo, stanno iniziando a raggiungere l'Archeotower come punto di ritrovo, per sistemare temporaneamente i bagagli ma senza alcuna meta. Il comune di Taranto e le istituzioni tutte, nonostante i ripetuti solleciti delle associazioni antirazziste, non hanno garantito nessun servizio minimo e, di fatto, da questa sera decine di persone rischiano di rimanere in mezzo alla strada. Non lasciamo sole queste persone, chi può raggiungesse l'archeotower o si mettesse in collegamento con gli operatori dell'associazione Babele! Serve l'aiuto di tutti, coperte, materassini e sacchi a pelo, questa giornata sarà molto lunga!


mercoledì 18 aprile 2012

Tutti al "tavolo"!

...e che commensali!!! C'è da andar sicuri che dopo il tavolo ci sarà una lunga... pennichella!!!

Un tavolo interministeriale affronterà l'emergenza Taranto

Bonifiche, riqualificazione urbana, sviluppo, finanziamenti immediati per il porto al centro del vertice a Palazzo Chigi. Il premier e i ministri del governo Monti hanno incontrato la delegazione pugliese capeggiata da Vendola: chieste misure concrete per salvaguardare l'ambiente e la salute dei cittadini senza mettere a rischio le migliaia di posti di lavoro. A Clini il compito di coordinare i lavori

Un tavolo interministeriale affronterà l'emergenza Taranto
Gli insediamenti industriali di Taranto sono importanti per l'Italia e il governo si è fatto carico dei problemi della città, istituendo un tavolo interministeriale che affronti la questione ambientale, coordinato dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini. Il premier Mario Monti risponde all'appello lanciato da enti e istituzioni e ha annunciato la decisione al termine dell'incontro che il presidente del consiglio e i ministri Corrado Passera, Corrado Clini e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Antonio Catricalà hanno avuto con il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il presidente della Provincia di Taranto Giovanni Florido, il sindaco di Taranto Stefano Ippazio e i parlamentari Raffaele Fitto, Nicola La Torre, Ludovico Vico e Antonio Nessa. Per ottenere - spiega una nota di palazzo Chigi - un quadro informativo completo sulla situazione ambientale e socio-economica di Taranto. Al centro della riunione, le questioni delle bonifiche, della riqualificazione urbana, dello sviluppo, dei finanziamenti immediati per il porto.

Il presidente del Consiglio - prosegue il comunicato di palazzo Chigi - ha espresso la volontà del governo di seguire con attenzione particolare le problematiche relative alla città di Taranto, riconoscendo l'importanza per il Paese degli insediamenti industriali del capoluogo ionico, anche costituendo un tavolo con le amministrazioni competenti (Ambiente, Coesione territoriale, Sviluppo economico, Infrastrutture, Salute e Difesa) sotto il coordinamento del ministro Clini. Monti - conclude la
nota - si è rallegrato per la sinergia tra le forze politiche locali, considerandole un auspicio favorevole all'individuazione e adozione delle misure necessarie a dare soluzione alla grave situazione ambientale di Taranto. "Questa è l'occasione per trasformare le sofferenze in opportunità", dice soddisfatto il sindaco Stefano, al termine del vertice a Palazzo Chigi.

"Chiediamo che lo Stato - ha detto il governatore Nichi Vendola - si faccia carico della lunga storia di inquinamento di Stato della città". L'obiettivo del governatore è di "coniugare industria e ambiente, lavoro e salute. Io mi batterò per costruire questo equilibrio". Non servono semplificazioni "che sono figlie di una cultura della sconfitta, mentre il dovere della modernità è quello di coniugare salute e lavoro". Chiudere l'Ilva, ha spiegato il presidente della Regione, "porterebbe cancro e disoccupazione. Lo stabilimento garantisce "12.400 posti di lavoro diretti e cinque o sei mila nell'indotto. Chiudere l'Ilva significherebbe inoltre chiudere un pezzo rilevante dell'industria meccanica italiana". "L'auspicio è che nell'incontro di oggi con il presidente Monti, i ministri Passera e Clini e il sottosegretario Catricalà il governo abbia colto il segnale che abbiamo lanciato. Nei prossimi giorni partirà un tavolo di lavoro tecnico per confezionare un pacchetto di misure concrete, tempestive, per un percorso di rilancio di Taranto".

"Il problema di Taranto diventa un problema nazionale - ha dichiarato a questo proprosito Stefano - il tavolo servirà per tradurre in interventi specifici e immediati misure per l'ambientalizzazione. Anche se quello dell'Ilva, non è più solo un problema ambientale ma si tratta delle mille sofferenze della nostra città. Taranto ha dato da 120 anni alla nazione, e ora chiediamo attenzione al governo". (Repubblica)

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Taranto tra Ilva e ambiente: il governo promette una soluzione

Sulla questione dell’Ilva di Taranto si aprirà un tavolo che coinvolgerà cinque ministeri, quelli dell’Economia, dell’Ambiente, della Difesa, della Coesione territoriale e della Salute, per dare risposte, per mettere in campo interventi, per la bonifica e la tutela dei posti di lavoro. E’ quanto hanno riferito l’assessore regionale all’Ambiente della Puglia Lorenzo Nicastro, il sindaco di Taranto Ippazio Stefano e il presidente della Provincia di Taranto Giovanni Florido, al termine dell’incontro tenutosi il 17 aprile a Palazzo Chigi con il premier Mario Monti, e i ministri dell’Ambiente Corrado Clini e dello Sviluppo economico Corrado Passera. All’incontro era presente anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.

Il tavolo sarà coordinato da Clini: lo comunica Palazzo Chigi. Monti si è anche rallegrato per la “sinergia tra le forze politiche locali”, un “auspicio favorevole all’individuazione e adozione delle misure necessarie a dare soluzione alla grave situazione ambientale di Taranto”. Il premier “ha espresso la volontà del governo di seguire con attenzione particolare le problematiche relative alla città di Taranto, riconoscendo l’importanza per il Paese degli insediamenti industriali del capoluogo ionico”.

No alla chiusura dell’Ilva di Taranto ma diritto alla salute e al lavoro: questa la posizione espressa da Vendola al termine dell’incontro. Chiudere l’Ilva, ha spiegato il governatore pugliese, “porterebbe cancro e disoccupazione”. Vendola ha ricordato che lo stabilimento garantisce “12.400 posti di lavoro diretti e cinque o sei mila nell’indotto. Chiudere l’Ilva significherebbe inoltre chiudere un pezzo rilevante dell’industria meccanica italiana”. “Chiediamo che lo Stato - ha detto Vendola - si faccia carico della lunga storia di inquinamento di Stato della città”. L’obiettivo del governatore e’ di “coniugare industria e ambiente, lavoro e salute. Io mi batterò per costruire questo equilibrio”. Non servono semplificazioni “che sono figlie di una cultura della sconfitta - ha detto Vendola - mentre il dovere della modernità è quello di coniugare salute e lavoro”.

Evidente nelle parole di Vendola il riferimento alla posizione presa da alcune associazioni (Peacelink, Ail, Cittadinanzattiva), che hanno lamentato di “non poter partecipare” ai tavoli in cui si prenderanno le decisioni. In contemporanea alla riunione di governo, i Verdi hanno organizzato un sit-in a Piazza Montecitorio. Il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, ha chiesto al governo “impegni immediati e tangibili per far partire la bonifica, un processo di conversione ecologica di un’area dove, secondo la procura di Taranto, l’inquinamento provoca malattia e morte”.

“Il sindacato preme per un’assunzione di responsabilità delle istituzioni: dal governo ci aspettiamo impegni concreti”. A dirlo è il segretario generale della Cgil di Taranto, Luigi D’Isabella, sentito in mattinata da rassegna.it. “È importante che l’incontro sia stato convocato”, osserva D’Isabella. “Noi chiediamo un impegno per le bonifiche, sia dal punto di vista finanziario sia da quello normativo. Occorre riaprire la procedura ‘Aia’ (l’autorizzazione ambientale del ministero, ndr) per l’Ilva, nell’ottica di nuovi abbattimenti delle emissioni inquinanti, come ha detto anche il ministro Clini. Lo si può fare tenendo in marcia gli impianti, come è stato fatto con le nuove norme per limitare la diossina che hanno posto Taranto all’avanguardia”.

Per il sindacato, poi, è necessario un investimento sugli asset strategici: il porto, le aree demaniali e le infrastrutture: “Siamo convinti che Taranto sia una parte fondamentale per risolvere il problema del Mezzogiorno, non certo la causa. È una partita, quella dell’Ilva, per la quale le parti sociali hanno elaborato una piattaforma comune”.”Al di là di ogni strumentalizzazione elettorale (a Taranto si vota per le amministrative, ndr) - conclude D’Isabella -, siamo convinti che la coesione sociale si mantiene con l’ambientalizzazione delle fabbriche, non con la chiusura. Anche perché l’economia tarantina è vitale per tutto il paese. Per questo chiediamo al governo un’attenzione particolare. È una richiesta legittima, l’impatto ambientale non può pesare solamente sulle spalle di una città che ha già pagato”. (Rassegna.it)

mercoledì 11 aprile 2012

Niente tavolo senza cittadini!

Taranto 10 aprile 2012

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Sen. Mario Monti

Palazzo Chigi – Roma

e, p.c. Ministri interessati

Presidente Regione Puglia

Presidente Provincia di Taranto

Sindaco di Taranto

Sindaco di Statte

Redazioni stampa e TV

Prot. AIL/PEC 041 del 10/04/2012

Oggetto: “Pubblico interessato” di Taranto – Partecipazione al “Tavolo tecnico” del 17 aprile 2012 su “Emergenza Taranto”.

Le associazioni e comitati qui rappresentati chiedono di partecipare, con una propria delegazione, in qualità di “pubblico interessato”, alla riunione del “Tavolo tecnico” sulla “Emergenza Taranto” convocato per il 17 aprile 2012 presso il Presidente del Consiglio dei Ministri.

La presente richiesta è proposta in osservanza della Direttiva Comunitaria nr. 96/61 modificata dalla Direttiva Comunitaria nr. 2003/35, che, recependo i principi sanciti dalla Convenzione di Aarhus del 1998, ha stabilito il diritto ed accesso del pubblico alle informazioni, il diritto del pubblico ad influenzare le decisioni, nonché il diritto ed accesso alla giustizia, al fine di favorire la partecipazione del pubblico con l’impegno dell’Autorità competente ed in ossequio dell’art. 118, ultimo comma della Costituzione Italiana.

La questione all’Ordine del Giorno della riunione non riguarda il “pronto soccorso” da mettere in campo a fronte di un singolo evento catastrofico ed improvviso, ma riguarda la necessità di deliberare urgentemente il Piano Straordinario per porre rimedio alla tragedia del presente e del futuro della città di Taranto e della sua provincia. Tale tragedia è la conseguenza di cinquanta anni di insipienza dello Stato e dell'intera classe politica e dirigente di Puglia e di Taranto e di oltre un decennio di strapotere della famiglia Riva, ora proprietaria del Centro siderurgico Ilva di Taranto.

I costi di uno sviluppo selvaggio e maldestro sono ricaduti sulla collettività, sono stati pagati da tutti i cittadini in termini di inquinamento, danni alla salute e all’integrità sociale, da tempo denunciati dall’associazionismo tarantino ed ora certificati dalle recenti perizie tecnico-chimiche ed epidemiologiche ordinate dal Tribunale di Taranto.

Negli ultimi anni su Taranto c’è stato un susseguirsi di “Atti di intesa”, “Accordi di programma”, procedimenti ministeriali e regionali assolutamente improduttivi di risultati, tutte azioni condotte da istituzioni e forze politiche, sindacali e sociali che mai hanno reso partecipe delle loro decisioni il “pubblico interessato” che di contro ha portato alla luce del sole verità e fatti accuratamente nascosti o colpevolmente sottovalutati, relativi ad una città che è risultata la più inquinata d’Italia per la presenza di grandissime aziende inquinanti.

Il “pubblico interessato” vuole evitare che anche questo “Tavolo tecnico” produca per Taranto l’ennesimo, inconcludente documento programmatico senza affrontare il problema dei problemi, insito nella contrapposizione tra il valore strategico nazionale delle grandi aziende presenti nel territorio ma sanitariamente ed ecologicamente incompatibili con l’adiacente abitato e l’incomprimibile valore individuale del diritto alla salute degli abitanti e degli stessi lavoratori.

L’enormità della questione, finora, ha paralizzato tutti, indipendentemente dalla buona o mala fede dei singoli protagonisti, più o meno consapevoli che il perdurare della paralisi non può che portare alla scomparsa della città. Dalla paralisi occorre uscire con una terapia d’urto dolorosa ma efficace, l’unica che ha un futuro per la città.

In maniera inequivocabile è accertato il danno, causato dall’inquinamento di origine industriale, arrecato ad aria, acqua, suolo e sottosuolo, fin nella falda, di Taranto. Il “pubblico interessato” chiede il giusto risarcimento per la città e la garanzia della sopravvivenza dei cittadini e dei lavoratori innanzitutto attraverso la realizzazione della bonifica delle aree e delle acque inquinate.

Necessiterà molta mano d’opera, per la gigantesca messa in sicurezza della falda e per l’enorme decontaminazione dei terreni. Nel complesso è una «Grande Opera» di cui si dovrà fare carico sia chi ha inquinato impunemente negli anni passati, sia chi, in tempi più recenti, ha continuato a produrre ed inquinare, realizzando profitti non confrontabili con i pochi oneri effettivamente impiegati per la tutela ambientale

Come “pubblico interessato” desideriamo sostenere direttamente queste ragioni, anche con la presentazione di memorie e documenti specifici, perché sappiamo che la gran parte della cittadinanza tarantina non si sente rappresentata, per la storia passata e presente, né dai Parlamentari, né dalle Istituzioni regionali e locali, né dalle forze sociali e sindacali: tutti sono stati omissivi e conniventi con gli avvelenatori a danno dei cittadini.

Per

A.I.L. sez. Taranto Onlus – Altamarea - Ammalati cronici ed immunitari Cittadinanzattiva/Tribunale del malato Taranto - Comitato Vigiliamo per la discarica Donne per Taranto - Fondo antidiossina Taranto Onlus - Impatto zero - Mondomare Italia Nostra sez. Taranto – Peacelink - WWF Sez. Taranto

il Presidente di AIL sez di Taranto Onlus

Paola D’Andria