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martedì 25 settembre 2012

Un ultimo saluto a Francesco Sorrentino




Aveva condiviso col Comitato contro il rigassificatore prima e col Comitato per Taranto poi diverse battaglie: quella vinta, appunto, contro la realizzazione del rigassificatore a Taranto - ed ancora un'altra, sempre vinta, l'archiviazione da parte della magistratura tarantina della querela che il più grande industriale italiano dell'acciaio, Emilio Riva, aveva indirizzato a Sorrentino, Marescotti e Farella per " procurato allarme" nella diffusione del noto e rovente "dossier sul mercurio".
Battaglie vinte, quelle per la difesa dell'ambiente e della salute, ma non quella ultima che lo ha visto lottare contro il suo, destino amaro.

Francesco Sorrentino, segretario generale provinciale UIL Taranto,è scomparso infatti ieri mattina mentre era ricoverato al Policlinico di Bari.

Noi lo vogliamo ricordare così, per le battaglie vinte, quelle contro i potentati industriali. Un ultimo saluto ed un ultimo grazie a Francesco Sorrentino.







mercoledì 25 febbraio 2009

Bambini ammalati, mozzarelle e co.

Mentre gli oncologi "osano", i "disabilisti" fanno ancora fatica a denunciare con fermezza, come fa l'IMID da tempo, gli effetti dell'inquinamento ambientale di origine industriale e non solo su malattie dell'infanzia che fino a pochi decenni fa erano poco diffuse...

L'industria e i suoi effetti a confronto con il terziario e lo sviluppo (mancato) del territorio.




martedì 7 ottobre 2008

Dati ISPESL: morire di segretezza


«Quei dati sollevano un interrogativo inquietante: se il ministero della Salute conosceva da anni la grave situazione ambientale di Taranto perché non è intervenuto?».
Mentre l’Ilva non si pronuncia, chiedendo un po’ di tempo per valutare i dati, Franco Sorrentino, segretario generale della Uil, ricorda che le analisi effettuate dall’Ispesl e messe on line sul sito di Arpa Puglia erano note da tempo: «Quei dati li abbiamo utilizzati per lanciare l’allarme diossina, il professor Assennato rischia di scoprire l’acqua calda». Secondo il sindacalista occorre chiarire in fretta perché il ministero non si sia avvalso delle ricerche Ispesl sull’area industriale di Taranto per intervenire, spingendo affinché ci fosse una rapida e drastica riduzione dell’inquinamento.

Del resto i dati, e le relazioni che li accompagnano, non lasciano dubbi. C’è scritto che l’industria a Taranto è la principale fonte di inquinamento e che la città risulta direttamente interessata alle emissioni, soprattutto il quartiere Tamburi. Nel mirino, ovviamente, l’Ilva, ma anche Agip e Cementir. Le ricerche Ispesl, condotte collaborando con Asl e Istituto tumori di Milano, sottolineano poi l’incidenza del tumore al polmone nella popolazione che vive a ridosso dell’area industriale. «Dai dati raccolti nel corso degli ultimi sei anni - aggiunge il segretario Uil Sorrentino - ci sono le informazioni sufficienti perché la Regione e il ministero dell’Ambiente impongano all’Ilva, e alle altre aziende, di mettersi in regola pena il mancato rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale. Il problema va affrontato seriamente, i pannicelli caldi non servono a ridurre l’inquinamento. Altrimenti saremo costretti a fare una riflessione amara: le istituzioni nazionali, regionali e locali non sono in grado di intervenire. I dati ora a disposizione su internet spingono a dire questo per il passato, sollevando grossi interrogativi: le istituzioni non hanno letto quei dati? Forse li hanno sottovalutati?».

Dell’importanza dei dati Ispesl in chiave di Autorizzazione integrata ambientale parla l’assessore all’Ambiente del Comune di Taranto Sebastiano Romeo: «Guardo al bicchiere mezzo pieno. Per anni non abbiamo saputo nulla della situazione ambientale a Taranto perché il monitoraggio era inefficiente. Un buco nero durato decenni. Accolgo positivamente l’iniziativa di mettere i dati delle ricerche on line perché costituiscono un prezioso riferimento storico. Spero di poter utilizzare quei dati anche in prospettiva, aspettando a marzo del 2009 il rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale alle aziende dell’area industriale. Sul sito del ministero dell’Ambiente stiamo contribuendo a costruire un “fascicolo” su Taranto che credo avrà il suo peso sulla concessione dell’Aia». L’assessore all’Ambiente del Comune non perde l’occasione per parlare anche di diossina: «I numeri del passato sono un punto di partenza e ci aiutano a valutare la situazione così come si è evoluta. E ci permettono di dire, come nel caso della diossina, che non bisogna interrompere l’azione di risanamento, e di introduzione delle migliori tecnologie per abbattere l’inquinamento».

non sololavoroIl segretario della Uil, Franco Sorrentino, attacca: «Se il ministero della Salute conosceva i dati dal 2004, perché non è intervenuto?L’assessore comunale all’Ambiente, Romeo, preferisce pensare positivo: «Almeno adesso i dati ci sono dopo dieci anni di nulla»E adesso si affilano le armi in vista dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) che verrà rilasciata a marzo dell’anno prossimo»

Fulvio Colucci
La Gazzetta del Mezzogiorno

sabato 17 maggio 2008

Rassegna stampa

Ecco la sentenza della Corte di Cassazione (sez. 3, n. 38936 del 2005) che parla chiaramente di danno provocato alla città dalle polveri provenienti dai parchi minerali: «provato in atti che dallo spargimento di polveri nocive provenienti dai parchi minerari erano derivati, al territorio ingenti danni patrimoniali, e non, con pregiudizio concreto della qualità della vita della collettività, sotto il profilo dell’alterazione, del deterioramento o della distruzione, in tutto o in parte dell’ambiente e lesione del diritto di personalità ed all’immagine e per il discredito derivato alla sfera funzionale degli enti territoriali ed esponenziali, nonché alla loro onorabilità agli occhi di tutti coloro che da essi si ritengono rappresentati»
...
«lo Stato non può tollerare discredito derivato alla propria sfera funzionale e tanto meno alla sua onorabilità, pena la sua incredibilità agli occhi dei cittadini».