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mercoledì 22 luglio 2015

Dopo i decreti i poteri forti ci provano con i superiori?

Ilva, terminato incontro in Procura generale

"Ho chiesto la massima urgenza: ognuno di noi ha espresso il proprio orientamento per un provvedimento che, sebbene spetti alla Procura di Taranto, sarà adottato con la convergenza piena di tutti per andare incontro a quelle che sono le due esigenze primarie: il diritto alla salute e il mantenimento del posto di lavoro". E’ quanto ha dichiarato il Pg di Lecce, Giuseppe Vignola, al termine dell’incontro durato oltre due ore con il procuratore di Taranto Franco Sebastio inerente il sequestro dell'Afo2 dell'Ilva. Scopo del vertice, valutare se in attesa della decisione della Consulta circa la costituzionalità dell’ultimo decreto salva-Ilva, possa essere concessa la facoltà d’uso all’altoforno 2, sequestrato dalla magistratura dopo l’incidente che costò la vita all’operaio 35enne Alessandro Morricella. La decisione sarà comunicata nei prossimi giorni.
Lo scorso lunedì il custode giudiziario dell’Afo2, Barbara Valenzano, ha scritto all’Ilva intimando lo spegnimento immediato dell’altoforno 2 in attuazione del decreto di sequestro preventivo senza facoltà d’uso emesso dalla Procura dopo l’incidente mortale che costò la vita all’operaio Alessandro Morricella, avvenuto a giugno. Entro il 24 luglio la dirigenza dell’acciaieria jonica dovrà consegnare al custode giudiziario il cronoprogramma relativo allo spegnimento dell’impianto.
Intanto è attesa per domani la decisione del gup del tribunale di Taranto Vilma Gilli per l’inchiesta Ambiente svenduto sul presunto disastro ambientale provocato dallo stabilimento siderurgico jonico.
Il gup dovrà decidere il rinvio a giudizio o l’archiviazione per i 47 imputati (44 persone fisiche e 3 società), nonché sulle 5 richieste di condanna per gli imputati che hanno scelto la via del patteggiamento. (Cosmopolismedia)

giovedì 8 maggio 2014

Piano piano la consapevolezza arriva fin giù al tacco...

Salento terra di tumori e di certificati verdi?

Quando si pensa al Salento, viene spontaneo immaginarsi le lunghe distese di sabbia bianca e le acque cristalline, giacché molto difficilmente si assocerebbe a questo territorio dei dati molto negativi che riguardano i morti a causa di tumore: in realtà, questo angolo di Puglia da circa vent’anni conosce una crescita incessante dei decessi causati da neoplasie derivanti dall’inquinamento ambientale (soprattutto a trachea, bronchi e polmoni), nelle aree comprese tra Brindisi, Lecce e Taranto, con la cittadina di Maglie che risulta tra le più colpite, seguita da Cutrofiano, Tricase, Nardò e Gallipoli, inquinamento derivante da attività industriali.

Lecce, Taranto e Brindisi: si muore a causa delle emissioni

Secondo i dati resi noti dall’Istat, Lecce è la provincia maggiormente colpita dalla mortalità da cancro, e questa notizia non può che disorientare: se le cause di questa mortalità più elevata, a livello salentino, si potrebbero individuare a Taranto (con l’Ilva) e a Brindisi (con il Petrolchimico), in realtà, a Lecce si muore di più a causa della ventosità sfavorevole, capace di spostare gli agenti inquinanti in massa (e questa risposta è offerta dal CNR). Pensare che il Salento – con i suoi impianti fotovoltaici, l’energia da biomasse e i certificati verdi – sia in realtà un luogo in cui si muore di più per cancro, è qualche cosa di agghiacciante.

I tassi di mortalità: Lecce al top, addirittura davanti a Taranto

Osservando poi i dati relativi alla mortalità per 10.000 abitanti, si scopre che i rilevamenti del 2004 mettono in evidenza un tasso del 25.9 percento a Lecce, contro il 21.9 di Taranto. I tumori, però, non sono riconducibili soltanto alle emissioni derivanti dai due centri industriali. In realtà anche i piccoli inquinatori, come i cementifici o gli inceneritori (osservando le ricerche condotte dal CNR) hanno una responsabilità altrettanto importante. I rischi, al di là dei tumori ai polmoni causati dal trasporto degli agenti inquinanti dal vento, si estendono però anche al consumo di prodotti della terra (e quindi anche di animali da allevamento) e dell’acqua, in modo particolare a causa della diossina assorbita.

Qui il documento epidemiologia-tumori-salento studio del Dott. Serravezza (laterradipuglia)

domenica 23 febbraio 2014

"Lu Salentu" tra due fuochi?

Ambiente, c’è un dossier contro Ilva e Cerano



Trenta giorni di tempo. Poi partiranno le carte bollate. La Provincia di Lecce, assistita dall’avvocato Francesca Conte, tenta il tutto per tutto per arginare danno ambientale e incidenza dei tumori sul territorio. Nelle ultime ore sono partite diffide e more per stoppare l’attività mortifera degli stabilimenti industriali di Cerano e Taranto. Palazzo dei Celestini ha scritto a Regione, Ares (agenzia per la sanità), Arpa (agenzia per l’ambiente), Enel e Ministero dell’Ambiente. Senza adeguati interventi, tra un mese il dossier preparato dal legale arriverà al tavolo dei giudici amministrativi.
«E non solo su quelli», scrive l’avvocato.
A Regione, Ares e Arpa, Antonio Gabellone (che ha controfirmato i documenti) chiede, se non di realizzare, quanto meno di muoversi per arrivare prima possibile a: redigere e pubblicare uno studio epidemiologico specifico, che metta in correlazione l’insorgenza delle malattie nella popolazione con le condizioni ed i fattori che le determinano; aggiornare il Registro tumori, fermo al triennio 2003-06; valutare il rischio sanitario attribuibile alle emissioni provenienti dal polo industriale di Brindisi.
Ad Enel si chiede, entro trenta giorni, di adottare misure per arginare le nefaste conseguenze della sua attività sulla salute dei cittadini leccesi. Al Ministero si chiede l’applicazione dell’articolo 309 del Testo unico ambientale: considerato il danno che colpisce la provincia di Lecce, il dicastero intervenga per limitare le emissioni inquinanti della centrale a carbone e dell’acciaieria con misure di prevenzione, ripristino o risarcimento.
Il dossier preparato dallo studio legale Conte cita ricerche e consulenze richieste in passato da Regione e Provincia. Già nel 2006 l’Arpa aveva stabilito come il territorio leccese fosse interessato dalla ricaduta degli inquinanti emessi dal polo industriale di Brindisi: la popolazione della provincia di Lecce risultò addirittura la più colpita nella regione dalle malattie dell’apparato respiratorio e da neoplasie.
La Provincia, sulla scorta di quei dati chiese alla ricercatrice del Cnr, Cristina Mangia, di realizzare uno studio che rispondesse a tre quesiti: quali sostanze inquinanti sono emesse in aria e acqua dagli insediamenti di industriali di Cerano e Taranto? Questi elementi cadono sul territorio leccese? Con quali conseguenze sulla salute? Le conclusioni della ricercatrice fanno rabbrividire. Non solo in acqua e aria finisce di tutto (monossido di carbonio e tra gli altri anche arsenico, mercurio, nickel, rame, benzene) e in quantità spropositate, ma è indubbia la ricaduta in provincia di Lecce dei contaminanti emessi dagli impianti di Taranto e Brindisi e la loro pericolosità (indipendentemente dai livelli-soglia) per la salute umana.
Dalla documentazione inviata nelle scorse ore a Regione, agenzie, ministero ed Enel emerge l’assenza di adeguati e approfonditi studi sull’impatto di tali inquinanti sulla salute dei cittadini leccesi. Servirebbe un monitoraggio costante e di lungo periodo sulla caduta degli inquinanti. Quanto alle conseguenze sulla salute, a Lecce è stato istituito un registro provinciale dei tumori nel 1996: sono stati accertati 1.813 casi di tumore. Attualmente risulta appena avviata la registrazione dei casi relativi al triennio 2007-09, mentre non esiste una valutazione del danno sanitario per quanto riguarda lo stabilimento Enel.

sabato 25 gennaio 2014

All'ordine del giorno (e della notte!)

Anno giudiziario: Lecce, su Ilva a magistratura compito improprio

L’Ilva, i parchi fotovoltaici, i rifiuti interrati e poi le colate di cemento sulle aree protette, vittime di “reati perpetrati oltre che da privati spesso anche dal pubblico”. È stato l’ambiente uno dei settori più impegnativi per la magistratura salentina, come emerge dalla relazione fatta per l’inaugurazione dell’anno giudiziario dal presidente vicario della Corte d’appello di Lecce, Mario Fiorella: “In tutto il Salento è grave la situazione del traffico di rifiuti pericolosi di varia provenienza, spesso sparsi in discariche abusive o anche interrati con danni per i terreni e le falde acquifere”.  Relazione sintetica, quest’anno, perché racconta il lavoro fatto sotto la presidenza di Mario Buffa, da due settimane in pensione, al quale è stato rivolto un plauso unanime.(Rep)

“Il disastro ambientale causato a Taranto dall’Ilva è di inaudita gravità per le ricadute sulla salute dei lavoratori e degli abitanti e accolla impropriamente alla magistratura il contrasto, apparente e pretestuoso, tra diritto alla salute e diritto al lavoro, entrambi costituzionalmente tutelati”. Riferisce il presidente vicario della Corte d’appello di Lecce Mario Fiorella aprendo, il capitolo dedicato ai reati ambientali. “Il conflitto tra questi beni fondamentali e la minaccia di licenziamenti di massa – ha aggiunto – vengono artatamente riproposti all’unico scopo di risparmiare sugli investimenti necessari per consentire il lavoro in un ambiente salubre”. Dell’Ilva Fiorella ha parlato anche in relazione agli infortuni sul lavoro, ricordando i tre episodi di infortuni mortali, e al “problema irrisolto delle malattie professionali”.  
“Il caso Ilva e’ stato esemplare della progressiva lesione dell’ordinamento costituzionale”. Continua il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Lecce. “L’attivita’ giudiziaria e’ stata costretta a farsi carico di problemi che dovrebbero trovare soluzione in sedi diverse – ha aggiunto Vignola – alla magistratura e’ stata invece addebitata un’attivita’ di supplenza non voluta ne’ cercata, che ha determinato a volte sostegno a volte accuse, a momenti alterni”. “La magistratura – ha proseguito Vignola – e’ stata chiamata a supplire al ruolo della politica, per tutelare diritti costituzionalmente protetti. Il caso Ilva e’ stato esemplare dell’ingresso dell’economia nel rapporto tra politica e magistratura in una situazione in cui i diritti sono diventati una variabile dipendente dell’economia”. (PaeseNuovo)

domenica 28 luglio 2013

Nelle piazze, nei castelli, lontano dalle camere...

“Siamo tutti tarantini” – Ieri la conclusione della Festa di Cinema del reale

Pulsava anche il cuore di Taranto, ieri sera, nell’atrio del Castello Risolo,  durante la serata conclusiva della Festa di Cinema del Reale. Sul palco, insieme al regista Paolo Pisanelli, l’attore Michele Riondino, noto testimonial della battaglia contro l’inquinamento e il ricatto occupazionale, e artisti tarantini come Ezia Mitolo, Patrizia Emma Scialpi, Isabella Mongelli e Gianluca Marinelli, che con la loro creatività hanno riempito di impegno civile e suggestioni le Taranto Rooms, spazi espositivi che hanno catalizzato l’attenzione dei numerosi visitatori.
Per una singolare coincidenza, nella stessa serata in cui la rotonda del Lungomare di Taranto ospitava  un’anteprima della  “Notte della Taranta”, calata dall’alto e in maniera inopportuna (ma qui ci sarebbe da versare litri di inchiostro), nel borgo antico di Specchia, una platea formata in gran parte da non tarantini è entrata in contatto con il dramma di una realtà martoriata dai veleni, ma non ancora adeguatamente conosciuta.
Quella stessa platea ha seguito con attenzione e coinvolgimento emotivo la proiezione del trailer di “Buongiorno Taranto”, il docu-film di Pisanelli, che narra l’anno più intenso vissuto dalla città ionica: dalla storica irruzione dell’Apecar del comitato “Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti” in piazza della Vittoria che mise in fuga i vertici sindacali (2 agosto 2012) fino ai giorni nostri, segnati dall’incertezza sul futuro dell’Ilva e da una terribile consapevolezza: per gran parte del mondo politico e istituzionale la salute e l’ambiente non valgono quanto il lavoro e gli interessi economici.
Eppure, c’è una parte di Taranto che rinuncia alla rassegnazione ed usa le armi (pacifiche) a sua disposizione per esprimere il proprio dissenso,  rivendicare la sacralità del diritto alla vita e proporre ipotesi di sviluppo alternativo. C’è chi lo ha fatto anche ieri esponendo sulla rotonda del lungomare ionico lo striscione: “Lecce e Taranto, due realtà: una turismo, l’altra disoccupazione e alto tasso di mortalità. Taranto libera!”, e chi (come Ezia Mitolo e altri artisti), a oltre cento chilometri di distanza,  ha dedicato quattro giorni della sua vita alle Taranto Rooms del Castello Risolo di Specchia. Il loro atto d’amore per la città dei veleni ha lasciato un’impronta profonda anche nel cuore del Salento. L’auspicio, ora, è di poter bissare l’iniziativa in riva allo Jonio nel prossimo autunno. Una proposta, quella lanciata sul palco da Paolo Pisanelli, che va assolutamente realizzata perché è soprattutto a Taranto che deve pulsare il cuore dei tarantini.
(Alessandra Congedo Inchiostroverde)



Intanto a Taranto compariva questo striscione:

Cittadini e lavoratori liberi e pensanti
Notte della taranta a Taranto - 27 luglio 2013. "LECCE E TARANTO, DUE REALTÀ: UNA TURISMO, L'ALTRA DISOCCUPAZIONE E ALTO TASSO DI MORTALITÀ. TARANTO LIBERA!

venerdì 2 aprile 2010

Un privato non può gestire un bene di tutti!

Il ministro cerca di sviare sulla questione dell'acqua pubblica
E come la metteremmo se un cittadino non avesse i soldi per pagare la gestione del bene pubblico (che quindi è anche suo di diritto) affidata ad un privato?
Dovrebbe raggiungere il primo pozzo pubblico disponibile e portare a casa i secchi?




lunedì 8 giugno 2009

Un altro mondo è (ancora) possibile

Il Comitato per Taranto parteciperà alle iniziative organizzate dal Coordinamento NoG8 Lecce.
E’, per noi, importantissimo esserci per denunciare, ancora una volta, un sistema economico che ha permesso di inquinare, devastare e umiliare intere popolazioni. Saremo presenti anche per partecipare alla costruzione di una proposta alternativa, che non imponga più scelte dall’alto e permetta ai cittadini di decidere del loro futuro. Bisogna far sentire la voce dei Tarantini (e non solo a Lecce)!!
Di seguito il programma delle iniziative:

NO G8 ECONOMIA LECCE - Appello alla partecipazione- programma e info utili

Il vertice del G8 dell'economia si terrà il 12 e il 13 giugno a Lecce, dove verranno i ministri dell’economia degli 8 “Grandi”, i rispettivi presidenti delle banche nazionali e il presidente della BCE, la Banca Europea.
Vogliamo ribadire che i G8 non possono arrogarsi il governo dell’economia del Pianeta, né possono risolvere la crisi economica endemica che loro stessi hanno provocato.
Il Coordinamento NoG8 Lecce, costituito da una vastissima rete associativa di movimenti, di sindacati, di partiti, di realtà del mondo religioso e del volontariato, hanno indetto negli stessi giorni un contro-vertice:
- per manifestare contro quanti sono direttamente responsabili delle conseguenze disastrose della globalizzazione neoliberista.
- per analizzare cause e natura della crisi globale.
- per ragionare, nella pluralità delle idee, sulle alternative possibili.

PROGRAMMMA CONTROVERTICE LECCE 9-10-11-12 GIUGNO

PIAZZA TEMATICA
organizzata da
ForumAcqua Puglia
Forum ambiente e salute -Lecce
Associazione Popoli e Culture
BENI COMUNI Acqua- Ambiente- Energia MARTEDÌ 9 GIUGNO 2009 ore 18,30

L'iniziativa si sviluppa intorno alle seguenti tematiche:
Acqua bene comune
Il ritorno del Nucleare nuova frontiera dell’industri energetica
Il Piano Energetico Ambientale Pugliese , l’opposizione dei movimenti
Il modello di sviluppo capitalistico e ricadute su Ambiente e Salute

RELATORI
Vincenzo Miliucci - Confederazione Cobas
Antonio De Giorgi - Forum Ambiente e Salute
Maurizio Portaluri – oncologo - Medicina Democratica
Alessandra Aquino - Comitato acqua bene comune Puglia
Federico Cuscito - Comitato acqua bene comune Puglia
Gianni Carella - dipendente AQP

Mostra su Acqua Bene Comune e proiezione di filmati tematici

Per leggere il programma delle altre giornate clicca qui

giovedì 28 maggio 2009

Che aria tira a Lecce? Chiedetelo all'Ilva!

Uno studio della Provincia e dall'Istituto di scienze sull'atmosfera e del clima del Cnr di Lecce. Prende in esame la qualità dell'aria di Lecce, Maglie, Campi, Galatina; poi Leverano, Lequile, Maglie, Cutrofiano e Nardò.
...
LEQUILE - L'influenza dell'Ilva di Taranto Capita di "sforare" per colpa d'altri. Un esempio per tutti, il caso di Lequile, dove il monitoraggio è stato effettuato tra il 27 febbraio ed il 13 marzo 2008. La centralina mobile è stata piazzata in via San Pietro in Lama a pochi metri dalla Strada Statale 101 (Lecce-Gallipoli): un sito urbano fortemente influenzato dal traffico veicolare che è stato monitorato in condizioni di vento proveniente prevalentemente da sud-est e da sud-ovest, tranne in avvio di periodo. Proprio quando è stato registrato l'unico sforamento di Pm10. È successo il 28 febbraio: 64,2 microgrammi al metro cubo (la soglia è a 50). La causa di questo dato non sembra addebitabile a fonti locali, giacché il 28 febbraio è stato l'ultimo giorno di un periodo in cui si sono registrate elevate concentrazioni di Pm10 in tutto il Salento, comprese le province di Brindisi e Taranto. Nei sei giorni di questo periodo, dal 23 al 28 febbraio, ha soffiato il vento di tramontana, proveniente da nord-ovest, alternato ad estesi periodi di calma di vento: condizioni che hanno contribuito all'arrivo di inquinanti dalla zona tarantina (il vento da nord-ovest) e che hanno sfavorito la dispersione degli stessi (calma di vento). In 6 giorni su 15 inoltre la stessa centralina mobile ha registrato una concentrazione atmosferica degli inquinanti associati a combustione (ossidi di azoto, benzene, toluene ed idrocarburi), ma non è stato rilevato alcuno sforamento dei limiti imposti dalla legge. Di particolare interesse la correlazione tra concentrazione di polveri (soprattutto PM 2.5), ossidi di azoto e idrocarburi, il che suggerisce una fonte comune che potrebbe essere il traffico veicolare.
...
MAGLIE - L'incubo Copersalento riguarda soprattutto la diossina, non i macroinquinanti. Lo confermano i dati su Pm10 e gas inquinanti diffusi ieri dalla Provincia: un solo sforamento di Pm10 tra il 19 settembre ed il 13 ottobre 2008. Dal 2003 ad oggi sono stati rilevati 80 campioni di aria: nello stesso periodo sono 9 i superamenti della soglia di Pm10. Il monitoraggio, effettuato a 1 km dall'inceneritore della Copersalento (nel cortile dell'Istituto Agrario Lanoce), è stato condizionato da una rotazione dei venti da nord-ovest a sud-est. Lo sforamento si è registrato, in condizioni di calma di vento, il 30 settembre: 78,9 microgrammi al metro cubo a fronte dei 50 previsti come soglia dalla normativa. La cittadinanza può dirsi tranquilla fino ad un certo punto: servirebbe un monitoraggio costante, almeno annuale, per scongiurare il pericolo dei macroinquinanti in un'area già bersagliata dalla diossina, soprattutto considerando che l'analisi dei metalli presenti nel particolato evidenzia una correlazione tra nickel e cromo, che indica un probabile contributo da sorgente industriale. In compenso Maglie può consolarsi con la prima sperimentazione in Puglia di uno studio sulle particelle ultrafini, ossia quelle dal diametro che varia da 100 a 1 nanometro (un nanometro è un miliardesimo di un metro): la più grande di queste particelle ha un diametro di un millesimo dello spessore di un capello. A Maglie è stata rilevata una concentrazione di 50mila particelle al centimetro cubo: è stato in questo modo possibile evidenziare il contributo del traffico e della combustione di biomasse nelle pratiche agricole (sterpaglie e legna bruciate, per esempio). Le centraline hanno infatti evidenziato la concentrazione di gas inquinanti e particelle sottili e ultrafini di notte, quando i fuochi sono accesi in condizioni di calma di vento.


PROVINCIA DI LECCE
- La qualità dell'aria salentina è buona. Lo assicura uno studio della Provincia di Lecce, l'ennesimo, condotto in collaborazione con l'Istituto di scienze sull'atmosfera e del clima (Isac) del Cnr. Aggiornato al marzo di quest'anno, il lavoro curato da Daniele Contini (Isac-Cnr) da Salvatore Francioso (Provincia) evidenzia due criticità: la concentrazione di ozono soprattutto nel periodo estivo e nelle ore centrali delle giornata; la concentrazione del particolato atmosferico nella frazione Pm10. Meno forte, ma presente, il contributo delle emissioni di industrie locali (su tutte Colacem e Copersalento). In un territorio fortemente battuto dal vento, però, è probabile che i macroinquinanti locali siano respirati altrove, mentre a noi tocca inalare quelli ben più pesanti provenienti da Taranto (Ilva) o Brindisi (Cerano). (portadimare)

mercoledì 20 maggio 2009

Anche la Puglia dei cittadini vuol dire la sua

Chiariamoci le idee

Il coordinamento NoG8 Economia di Lecce convoca una conferenza stampa per giovedì 21 maggio alle ore 11 presso le Officine Culturali Ergot (Piazzetta Falconieri, Lecce).
Durante la conferenza stampa il coordinamento avrà il piacere di presentarsi ai media, raccontando il lavoro svolto finora, concretizzatosi nella stesura di un manifesto politico sottoscritto e condiviso da numerose e autorevoli realtà politiche, sindacali, dall’associazionismo e da numerosi cittadini salentini e non.
Nella stessa sede saranno presentate le iniziative in programma nei giorni che ci separano dall’appuntamento con gli otto “grandi” e nei giorni del “controvertice”.
Si susseguono già da ora dichiarazioni di esponenti politici locali che hanno tutto l'interesse a descrivere questo movimento come violento, “sfasciavetrine”, estremista. Noi vi invitiamo a guardare con i vostri occhi, ad ascoltare i nostri programmi, a partecipare alle nostre iniziative.
Vi ringraziamo per la collaborazione. CoordinamentoNoG8Lecce

giovedì 14 maggio 2009

Peppino Basile, storia e sacrificio


La Puglia in questi giorni fa parlare di sé con notizie prevalentemente negative dal punto di vista ambientale: dalla scoperta dei rifiuti tossici dell’ Operazione Leucopetra alle cifre delle emissioni di diossina dell’Ilva di Taranto.
Cade a pennello la proiezione del “J’accuse” di Peppino Basile, consigliere provinciale misteriosamente assassinato nel giugno 2008, che sarà mostrata in un video inedito presso il Palazzo della Provincia di Lecce, all’interno dell’evento “L’energia rubata al Salento”.
Nel video è riproposto il discorso di Peppino Basile che aveva attaccato le politiche sulla produzione di energia della Regione Puglia, accusandola di voler devastare il territorio del Salento a di agire a scapito dell’agricoltura e della qualità della vita dei cittadini.
Basile accusava l’amministrazione regionale di speculare sulle energie rinnovabili (torri eoliche destinate all’area del basso Salento) a danno del paesaggio e disse nel suo discorso che con: La stessa speculazione delle rinnovabili avrebbe previsto anche la distruzione di ettari di prati e campi agricoli per lasciare spazio a centrali a biomasse o inceneritori.
E aggiunse anche di provare solitudine nel: lottare contro l’eolico selvaggio per la tutela dell’ambiente e della salute del suo amato Salento.
Siete d’accordo con lui sulla speculazione delle rinnovabili o trovate giusto che in Puglia debbano continuare ad aprire nuove centrali per la produzione di energia da fonti rinnovabili? (ecoblog)

martedì 12 maggio 2009

Contro l’energia selvaggia e girasoldi


Martedì 12 maggio alle ore 12.00 presso palazzo Adorno (sede della provincia) a Lecce il Forum Ambiente e Salute terrà la Conferenza Stampa per presentare la 2 giorni di Meeting che si terrà a Lecce il 16 e 17 maggio prossimi.

La 2 giorni dal titolo “Contro l’energia selvaggia e girasoldi” organizzata dal Forum e supportata da oltre 30 associazioni, comitati, e meetup della provincia di Lecce vuole essere un momento di riflessione e confronto su come uno sviluppo incontrollato e irrazionale delle fonti energetiche rinnovabili possa pesantemente interferire con la tutela e la salvaguardia della salute pubblica, dell’ambiente, del paesaggio e dei beni storico-culturali del nostro Salento.
Il meeting sarà un’occasione di confronto dove gli stessi comitati dei cittadini spiegheranno, attraverso l’intervento di medici, epidemiologi, tecnici, ingegneri, chimici, fisici nucleari, e ambientalisti, le importanti ragioni di fondo che hanno spinto dei semplici cittadini a costituirsi in comitato e contrastare scelte politiche e di sviluppo territoriale ingiuste, insostenibili e soprattutto non discusse e condivise con tutta popolazione.
All’iniziativa, tra gli interventi, ci saranno quelli di Padre Alex Zanotelli - Missionario Combonianio, del Prof. Maurizio Pallante - Pres. del Movimento per la Decrescita Felice, del Dott. Stefano Montanari - Direttore Laboratorio Nanodiagnostics di Modena.
Per domenica 17 è previsto il concerto dei Sud Sound Systems - Salento Showcase.
Riccardo Rossi - Medicina Democratica sezione di Brindisi

lunedì 16 marzo 2009

Nascerà l'Oncologico Pediatrico a Lecce?

Lecce, Osservatorio Comunale sulla situazione per Oncologia Pediatrica al Fazzi
L’ assessore Pagliaro: non si scherza con la salute dei cittadini

Si è riunito nei giorni scorsi l’Osservatorio Sanitario Comunale Permanente, attivato presso l’Amministrazione Comunale di Lecce, su iniziativa dell’ assessore all’ Igiene, Sanità Pubblica, Qualità della Vita e Randagismo, Alfredo Pagliaro. Alla riunione, oltre ai componenti dell’Osservatorio, erano presenti i rappresentanti dell’AGOP (associazione genitori oncologia pediatrica) che hanno presentato i persistenti problemi dell’assistenza sanitaria locale per i nostri piccoli cittadini malati di cancro.
“Sono convinto che presto si troverà una soluzione al grave problema che riguarda i bambini affetti dal cancro - afferma l’assessore Pagliaro - e convinto che non si possa scherzare con la salute dei cittadini, che hanno diritto a strutture pubbliche efficienti che tutelino la salute e l’integrità fisica specialmente se si parla di bambini. Chiedo alla Direzione Generale della ASL di intervenire nel più breve tempo possibile affinché venga istituita l’Unità Operativa Complessa di Oncoematologia Pediatrica presso il Vito Fazzi di Lecce e, nel frattempo, chiedo anche di prolungare il periodo di assistenza nel Day Hospital a 12 h di apertura giornaliera, per garantire l’attività di cura ai bambini ammalati”. I locali di Oncoematologia Pediatrica nel nuovo padiglione oncologico di Lecce – fanno sapere i rappresentanti dell’ AGOP - non dispongono del reparto notturno. L’assistenza ai bambini è discontinua e, dal 2005 ad oggi, si sono alternati periodi di assistenza 24h/24h, a periodi di attività di solo Day Hospital diurno, dalle ore 08:00 alle ore 14:00. I piccoli pazienti dell’unità Oncologica sono dunque costretti a tornare a casa dopo aver finito le cure quotidiane. L’attività del Day Hospital, peraltro è limitata a “Terapie di Supporto” o visite di controllo, ed è questa la forma consueta di assistenza ormai dall’inizio del 2009, da quando, cioè la dotazione di personale medico, prima rappresentata da un responsabile e da altri 5 medici, si è ridotta solo a tre medici ed anche il personale infermieristico è carente.
Eppure quando l’attività si svolgeva nell’arco delle 24h, sono stati curati nel reparto di oncologia pediatrica del “V. Fazzi”, a detta dell’AGOP, circa 200/250 bambini che oggi sono costretti a recarsi altrove, fuori Regione, per praticare la chemioterapia ed altri trattamenti oncologici non eseguibili mediante regime di ricovero in Day Hospital, con conseguenti gravi disagi fisici ed economici delle famiglie e sofferenze psicofisiche dei bambini stessi. L’AGOP lamenta, inoltre che per i bambini oncologici più piccoli, la migrazione verso centri di altre regioni è di regola, mentre per i ragazzi più grandi si ricorre spesso al ricovero presso il reparto di Oncologia adulti.
Questo comporta che la sofferenza fisica viene amplificata della sofferenza psicologica dovuta al disagio che prova un adolescente in un ambiente improprio alla sua età. Il dialogo dei genitori dell’AGOP con i rappresentanti della ASL di Lecce è pressante, sebbene “qualche medico” recentemente consultato dalla stessa ASL, verosimilmente poco informato, abbia espresso delle perplessità sulla convenienza o meno di confermare a Lecce il Polo Oncologico Pediatrico considerato, a suo dire, il numero elevato di “casi” trattati. L’AGOP sostiene invece che la struttura nata a Lecce presso il Fazzi, con il sacrificio ed il contributo di tante famiglie oltre che di professionisti medici ed infermieri motivati, dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per tutta l’area Ionico Salentina e per le altre province di Lecce, Brindisi, Taranto, in cui la richiesta di cure per malattie oncoematologiche pediatriche, purtroppo, è molto alta.
Sudnews

mercoledì 28 gennaio 2009

Comunicato di Vigiliamo per la discarica

VIGLIAMO PER LA DISCARICA rivolge un appello urgente e pubblico al Presidente della Regione Puglia e Commissario delegato per l’emergenza ambientale Vendola

Come comitato e come singoli cittadini vogliamo accedere direttamente, attraverso il sito della Regione Puglia a tutti gli atti amministrativi emessi dal Commissario delegato per l’emergenza ambientale e presidente della regione Vendola; non solo a quelli del 2009, ma anche ai precedenti. Nello specifico vogliamo conoscere direttamente dagli atti ufficiali dove sono destinati i rifiuti leccesi. Non ci bastano i “si dice” riferiti dalla stampa.
Tutti gli atti amministrativi è indispensabile che siano resi accessibili, ma in modo particolare quelli emanati in materia ambientale. E’ in questo che si devono concretizzare le ripetute e conclamate affermazioni di trasparenza e chiarezza della amministrazione regionale in carica.
Siamo sicuri che questa richiesta è condivisa non solo dalle associazioni ambientaliste dell’area jonica, ma dell’intera Puglia, così come da ogni cittadino pugliese. E siamo certi che si provvederà immediatamente.

martedì 20 gennaio 2009

Rassegna stampa: Scognamillo scarica e Florido brucia!

Ecco perché la Provincia di Taranto è l'ente locale più lontano dai cittadini! La Provincia di Lecce non risparmia attacchi a chiunque pur di confermare il veto assoluto agli inceneritori nel suo territorio! E Florido invece elargisce nulla osta a piene mani su impianti che bruciano i rifiuti di mezza Italia (Salento compreso...).
A Lecce sono tranquilli, sanno che se è tal quale se lo prenderà qualche discarica pugliese e se è cdr (combustibile da rifiuti) arriverà sicuramente all'inceneritore di Massafra.
E i tarantini cornuti e mazziati.
Non per cadere nel qualunquismo, ma va detto ad onor del vero che l'attuale giunta provinciale uscente ha in sostanza continuato il programma di autorizzazioni scellerate e pianificazione inesistente delle precedenti giunte di destra.
Se non è zuppa...
Quanto è lontano il Salento...!




mercoledì 14 gennaio 2009

Ma l'inquinamento a Taranto è colpa di cacca e monnezza?

Mentre l'Ilva spara a zero sulla città che la "ospita", l'Enel, a Brindisi, "mette" 8 milioni di euro per piantumare le aree limitrofe alla centrale di Cerano e la Regione stanzia 10 milioni di euro per le case parcheggio dei Tamburi.





lunedì 12 gennaio 2009

Pace sui rifiuti ma guerra tra i politici...

(Lecceprima) Il Salento procede verso una sostanziale normalità, dopo il caos dei giorni scorsi provocato dalla controversa vicenda dei rifiuti, che ha lasciato temere il peggio. Qualche area del territorio lascia trasparire ancora piccole sofferenze, ma si procede con determinazione nella stabilizzazione dei centri più colpiti: a Gallipoli rimangono qua e là i postumi dell’emergenza, ma ci si sta attrezzando per riportare la città ad una condizione ottimale; stesso discorso per Nardò, dove vanno ultimandosi i lavori di sgombro dei cassonetti ricolmi; diverso discorso per Galatina, dove Antonio De Matteis, presidente della Csa, la società che gestisce la questione rifiuti in città, ha preannunciato che la situazione potrebbe stabilizzarsi al meglio nella giornata di lunedì, con la normalizzazione del Quartiere fieristico. A Burgesi, intanto, continua lo scarico dei rifiuti in discarica e con esso prosegue il monitoraggio dei comitati proambiente del territorio, che verificano ora per ora il traffico dei tir: sono circa una novantina i camion che quotidianamente arrivano ad Ugento, senza, quindi, alcuni sovraccarico e nel rispetto degli accordi dei giorni scorsi.

Sul fronte dell’emergenza, l’assessorato regionale all’ecologia ha deciso di prorogare di 30 giorni l’autorizzazione rilasciata alla società esercente la discarica di Cavallino, finalizzata alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti ingombranti e non pericolosi, nel rispetto da parte della Regione degli impegni presi il 24 dicembre nella Prefettura di Lecce, su richiesta del presidente Ato Le1, Gianni Garrisi. Dall’Ato Le/1 è arrivato l’impegno e il pieno sostegno ad essere ecosolidali con gli altri bacini del territorio.

Ma quel che fatica a normalizzarsi, invece, è la querelle politica, fatta di accuse reciproche tra gli esponenti regionali e provinciali degli opposti schieramenti...

TARANTO: “NO AI RIFIUTI DI LECCE”

A Taranto è già partita la mobilitazione contro l’ipotesi, al vaglio degli enti preposti, di trasferire i rifiuti degli ambiti territoriali leccesi nelle discariche di Fragagnano o Grottaglie. Il comitato per Taranto e la sezione ionica italiana leucemie (Ail) hanno chiesto formalmente al presidente della Provincia, Gianni Florido, di deliberare ufficialmente il no allo sversamento dei rifiuti leccesi nel territorio tarantino. Ancora più esplicito e netto il vicepresidente del consiglio regionale, Luciano Mineo, che senza mezzi termini blocca sul nascere ogni ipotesi di questo tipo: “Nessuno si sogni – afferma - di imporre all’area ionica lo smaltimento dei rifiuti di Lecce. La Provincia di Taranto è nettamente contraria all’ipotesi e chiede il coinvolgimento ad ogni tavolo di discussione in tal senso. Nessuno può prendere in considerazione i siti di Fragagnano e Grottaglie sulla testa dei consiglieri regionali, delle istituzioni, dei cittadini delle due comunità e dell’intera provincia”. “Taranto ha già dato – precisa Mineo - sono oltre due anni che i rifiuti dei bacini Ato Le 2 e 3 vengono conferiti nelle discariche di Fragagnano e Grottaglie. Il fatto che Taranto si sia dotata per tempo ed in maniera utile di impianti di smaltimento dei rifiuti, non significa che debba diventare la pattumiera della Puglia”.

Dello stesso avviso il presidente della provincia Florido: “Esiste una profonda differenza tra solidarietà e subalternità – sostiene - solidali con il Salento lo siamo stati fino al 31 agosto scorso. E poi, forzando la mano con Fragagnano e Grottaglie, con la proroga sino al 31 dicembre. La Puglia ha più di due province: non mi sta bene che Taranto diventi il terminale della crisi leccesi”.

Ma, nonostante le parole di Florido, il comitato per Taranto non lesina critiche al presidente: “Continua con la sua politica di capo autoreferenziale, osteggiando il coinvolgimento della cittadinanza in una giusta causa comune, diversamente da quello che hanno fatto, con popolarità e successo, i sindaci e presidenti salentini”. Dagli ambientalisti tarantini critiche aspre nei confronti di Raffaele Bagnardi, sindaco di Grottaglie, che “da tempo impegnato ad ampliare le discariche e proporre inceneritori, insensibile al bene dei suoi concittadini, si è già detto pronto ad accoglierla on cambio di qualche sconticino sull’ecotassa (quelli che altrove chiamano i trenta denari)”.
Il diretto interessato smentisce accordi con le istituzioni e si dice pronto a collaborare di comune intesa con la Provincia. Ma è evidente che la crisi salentina sta diventando sempre più un affare regionale.

venerdì 9 gennaio 2009

Comunicato stampa

La questione dei rifiuti è una vicenda complessa sulla quale si spendono ogni giorno molti discorsi, spesso contraddittori.
L’emergenza “monnezza” nel Salento ha riproposto con ciclica precisione la crisi di un settore strategico dell’amministrazione pubblica su cui ruotano interessi economici, complicità politiche e gravi pregiudizi alla salute pubblica e all’immagine del territorio.
In Puglia, salvo casi eccezionali, non è stata ancora realizzata la “vera” raccolta differenziata, quella che in altri paesi europei si pratica già da vent’anni, l’unica che possa produrre ricchezza e benessere diffuso per i cittadini e non rechi danno alla salute pubblica.
Qui, per raccolta differenziata si intende una generica separazione tra parti combustibili e non per produrre derivati da incenerire (combustibile da rifiuti) e da seppellire in qualche cava dismessa.
Dietro parole apparentemente “positive” come termoVALORIZZATORE, BIOgas, BIOdiesel, COMBUSTIBILE da rifiuti, BIOmasse, impianti di STOCCAGGIO, con tutti i prefissi ECO-, BIO- e tanti bei termini accattivanti riferiti a realtà economiche o produttive, si nascondono i vecchi, soliti sistemi di “smaltimento” coperti da una falsa apparenza di modernità.
Mentre in Europa i rifiuti sono diventati una materiale da raccogliere con cura e processare per ottenere prodotti da immettere sul mercato (plastiche, metallo, vetro, oli, concimi, carta, ecc…) a prezzi vantaggiosi, in Puglia i rifiuti sono monnezza da smaltire o bruciandoli e interrandoli subito (tal quale) o con un primitivo processo di separazione che in ogni caso finisce per il 90% sottoterra o nell’inceneritore.
Non a caso, tutti gli amministratori pugliesi, sostengono che “il ciclo dei rifiuti differenziati vada necessariamente chiuso con gli inceneritori”. Questa è la più grande bugia che si possa raccontare alla cittadinanza. Basta considerare che Berlino con i suoi cinque milioni di abitanti (quanto tutta la Puglia) necessita di un solo inceneritore come quello di Massafra per bruciare tutti i rifiuti non processabili!
Le gravi carenze dei nostri amministratori in questo settore non sono frutto di ignoranza, ma di un sistema perverso di economia parassitaria che permette a dei privati di intascare i soldi pubblici mediante cosiddetti ECOincentivi (CIP6, ECOtasse ecc.), nati per passare a sistemi puliti, ma in realtà sperperati nei soliti inceneritori e discariche. Tutto questo traffico di soldi, potere e consensi si regge sul ricorso alla politica dell’emergenza e sulla strategia della paura scatenata da immagini choc di cassonetti pieni, incendi di cumuli, rivolte popolari. Molta gente, tra cui tanti di quelli che i cittadini hanno scelto in cabina elettorale per difendere i propri interessi, specula e lucra impunemente!
Un anno fa, sull’onda dell’”emergenza rifiuti” campana anche i politici tarantini affermarono che la nostra provincia era a “rischio emergenza”, che dovevamo attrezzarci al più presto per prevenirla riattivando l’inceneritore AMIU, aprendo nuove discariche e sperimentando gassificatori e centrali a biomasse (cioè inceneritori).
Poi, si scopre che la provincia contempla oltre una settantina di discariche ed un inceneritore (Massafra) dove vengono “comodamente” seppelliti e bruciati buona parte dei rifiuti di tutta la Puglia, di alcune industrie italiane, oltre a quelli campani gentilmente accolti per spirito di solidarietà …
Oggi l’intera Provincia di Lecce, con la complicità della Regione, continua a considerare la Provincia di Taranto come il suo immondezzaio, in grado di accogliere tutti i rifiuti che nessuno, per anni, si è occupato di gestire.
Ma come, non eravamo in emergenza?
Resta il fatto che, senza la presenza dei nostri amministratori, a Bari si è deciso che tra rifiuto “tal quale” o BIOstabilizzato e “combustibile da rifiuti”, quasi tutta la monnezza del Salento finirà nella terra, nell’aria e nei polmoni dei tarantini, dei grottagliesi, dei fragagnanesi e di tutta la provincia jonica già martoriata da industrie e veleni.
Il sindaco di Grottaglie Raffaele Bagnardi, da tempo impegnato ad ampliare discariche e proporre inceneritori, insensibile al bene dei suoi concittadini, si è già detto disposto ad accoglierla a patto di avere “qualche sconticino” sull’ECOtassa (quelli che altrove si chiamano “i 30 denari”).
Il presidente uscente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, fa la voce grossa sui giornali minacciando di chiudere la frontiera provinciale ai rifiuti leccesi ma, di fatto non ha ancora messo in atto niente di concreto. Florido continua con la sua politica da capo autoreferenziale, osteggiando il coinvolgimento e il sostegno della cittadinanza in una giusta causa comune, diversamente da quello che hanno fatto, con popolarità e successo, i sindaci e presidenti salentini.
Il Comitato per Taranto e l’AIL Taranto , interpretando una riflessione condivisa da tutti i cittadini della provincia, chiede formalmente al Presidente Florido, come autorità incaricata di sovrintendere alla corretta gestione dei rifiuti, non solo di deliberare ufficialmente il diniego allo sversamento di altro materiale proveniente dalla Provincia di Lecce o da altre provincie nel territorio tarantino, ma di impedire che si aprano nuove discariche ed inceneritori e di sollecitare le Ato locali e i comuni verso la vera raccolta differenziata porta a porta con la creazione di ricchezza e posti di lavoro stabili e sicuri attraverso il riciclaggio e il recupero.
La cittadinanza chiede azioni concrete per lo sviluppo del territorio. Solo su questi elementi, e non sulle promesse elettorali, si può misurare l’affidabilità e la capacità di amministrazioni che chiedono di essere rielette.
(nota su La Gazzetta del Mezzogiorno)