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mercoledì 14 ottobre 2015

Massafra, terra di aromi

EMILIANO: I RIFIUTI DEL BRINDISINO ALLA CISA DI MASSAFRA

Il presidente della regione Puglia Michele Emiliano ha firmato nella serata del 13 Ottrobre, al termine dei lavori del Consiglio regionale, un’ordinanza per la delocalizzazione dei flussi dei rifiuti urbani prodotti da undici Comuni del Brindisino.
I rifiuti verranno delocalizzati nell’impianto di trattamento di Massafra.
In tal modo si è ritenuto di rispondere tempestivamente, e con l’urgenza che il caso richiede, a quanto condiviso nel corso della riunione che si è tenuta ieri presso la Prefettura di Brindisi.
Procedono intanto tutte le altre attività volte ad esaminare la situazione al fine di scongiurare crisi sul territorio del provincia di Brindisi. (vivimassafra)

domenica 23 agosto 2015

Radioattività estiva


Autorizzazione per rifiuti radioattivi, è bufera a Taranto

Scoppia la polemica sull’autorizzazione data alla Cisa di Massafra per il “confinamento temporaneo” di rifiuti radioattivi anche se nella sua relazione, presentata all'atto della richiesta di Aia, la società massafrese afferma che non ci sono rischi per gli abitanti. Intanto da più parti si levano parole di protesta. L’assessore regionale Liviano, si dice «lontanissimo da questi politici», con chiaro riferimento alla Provincia presieduta da Tamburrano. Anche Sel e Verdi accusano l’amministrazione provinciale. Ed è polemica anche sul presunto conflitto di interessi che riguarda il dirigente della Provincia Dilonardo.
Questi i fatti. La Provincia di Taranto ha rilasciato un'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per una validità di sedici anni alla Cisa spa di Massafra, il cui titolare è l’imprenditore Antonio Albanese, per il «confinamento temporaneo» di materiali radioattivi o che comunque sono stati a contatto con essi, tecnicamente definiti come «mezzi risultati positivi ai rilievi radiometrici». Il provvedimento riguarda anche «lo smantellamento dello scrubber», un depuratore di scarichi gassosi. A fronte di queste concessioni il gestore deve versare una «garanzia finanziaria» di 7 milioni di euro, cifra che sarà “impegnata” fino a due anni dopo la validità del provvedimento. La determina è stata firmata il 6 agosto scorso dal dirigente all’Ambiente, l’ingegner Martino Dilonardo, ma è priva dei «pareri obbligatori non vincolanti» del Comitato tecnico provinciale; e sono «esclusi i provvedimenti in materia di Via, Vas e Aia».
Secondo quanto previsto dal Regolamento per il funzionamento del Comitato, approvato con delibera di Consiglio Provinciale n.49 del 24 giugno 2010, esso «esprime pareri obbligatori non vincolanti sulle istanze di autorizzazione e/o approvazione, ivi compreso la revoca delle autorizzazioni rilasciate, sulle materie delegate ex Legge regionale 30/1986 e confermate con Legge regionale n.17 del 14 giugno 2007». Secondo il legislatore, dunque, il dirigente potrebbe anche autorizzare l’Aia nonostante il parere (consultivo) negativo del Comitato, assumendosi eventualmente le proprie responsabilità in altre sedi, ma obbliga lo stesso a registrare questo giudizio: si tratta di una conditio sine qua non. Parere però che il dirigente non ha incassato perché fino al 6 agosto, quando ha firmato l’atto, il Comitato che lui stesso ha la facoltà di insediare non è stato «costituito».
Dilonardo, quindi, attraverso la determina ha dato il via libera all’Aia per Cisa pur scrivendo: «Considerato che L.R.30/1986, all’art.5 comma 1 delega le Province per l’approvazione ed i progetti e per l’autorizzazione all’esercizio degli impianti di gestione dei rifiuti anche pericolosi, mentre l’art.5 comma 9 dispone che le Province si avvalgono di appositi comitati tecnici nei quali deve essere comunque garantita la presenza di esperti nei settori chimico, ingegneristico, geologico e sanitario, con specifica competenza nella materia dello smaltimento dei rifiuti».
L’attuale dirigente, dunque, ha ritenuto opportuno procedere al rilascio dell’Aia nonostante il mancato parere del Comitato. Si era invece rifiutato di approvare la richiesta il 3 ottobre scorso il suo predecessore, l’architetto Roberto Di Giacinto, poi sostituito appunto con Dilonardo dal presidente della Provincia e sindaco di Massafra Martino Tamburrano (insediatosi in via Anfiteatro il 29 settembre scorso). A ricordarlo è lo stesso Dilonardo nella sua determina riprendendo la relazione del “responsabile del procedimento - Funzionario tecnico”, ingegner Emiliano Morrone, figlio dell’ex dirigente all’Ambiente della Provincia Ignazio (ora in pensione), in quanto ha ritenuto l’istanza «improcedibile per incompetenza della Provincia». Successivamente Cisa ha fornito le sue controdeduzioni all’ufficio competente di Palazzo del Governo, documentazione che ha completato il 6 febbraio scorso quando Dilonardo aveva già preso il posto di Di Giacinto. Il dirigente ha quindi convocato varie conferenze di servizi dove l’Arpa ha richiesto alcune integrazioni e ha dettato una serie di prescrizioni. Cisa, quindi, ha trasmesso le sue controdeduzioni richieste dall’agenzia diretta da Assennato e la Provincia, senza ritenere opportuno di farle verificare ad Arpa stessa che le aveva chieste, le ha ritenute idonee allegandole alla relazione istruttoria.
Nella determina lo stesso dirigente ha rilevato che mancano i provvedimenti in materia di Via, Vas e Aia da parte dei soggetti che compongono la conferenza dei servizi, salvo poi scrivere al punto 5 che «la realizzazione dell’area dedicata al confinamento temporaneo dei mezzi risultati positivi ai rilievi radiometrici non costituisce modifica sostanziale in ambito Via, trattandosi di un presidio ambientale e che l’eventuale smantellamento dello scrubber è soggetto ad istanza di valutazione di modifica sostanziale/non sostanziale in ambito Via».
Secondo quanto scritto da Dilonardo al ventesimo punto della determina, per il provvedimento da lui firmato «è ammesso, entro 60 giorni dalla notifica, ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, ovvero, in alternativa, entro 120 giorni al Presidente della Repubblica». (Quot)

martedì 5 febbraio 2013

20 milioni di euro per l'immondizia campana a Taranto

Ecolevante, Italcave, Cisa e Vergine... tutte co' a pummarola 'ngoppa!

L'export rifiuti costa 80 milioni

Tra le ditte incaricate da Sapna, la società provinciale, di trasportare l'immondizia lavorata negli impianti di tritovagliatura in altre regioni, c'è n'è una che è finita al centro di alcune inchieste relative alla gestione illecita dei rifiuti.
Si chiama Ve.Ca Sud ed è nata dalla sinergia di due famiglie: Ventrone e Caturano. Attualmente è amministrata da Lorenzo Ventrone, condannato in primo grado a due anni dalla Procura di Milano per gestione illecita di rifiuti (sentenza confermata in Appello e parzialmente modificata in Cassazione). È inoltre indagato nell'inchiesta della procura di Firenze relativa al presunto smaltimento illecito di materiali dei cantieri dell'Alta Velocità. Indagini, queste ultime, in merito alle quali dice: «Ho già chiesto di essere ascoltato dalla Procura toscana».

LE DITTE - Ve.Ca Sud, sede a Maddaloni, fa parte del consorzio Cite, con Ecoservice, Europetroli, Parente Trasporti, Vernieri Ilario. Il consorzio ha in subappalto da Sogliano Ambiente Spa, contrattualizzata da Sapna, il trasporto dei rifiuti dagli stir di Giugliano e Tufino alla discarica in provincia di Forlì. Importo: 2.279.600 euro. Cite ha anche ha in appalto per 5.005.000 euro il trasferimento dell'ìmmondizia lavorata negli stir della provincia di Napoli alle discariche di Italcave, in provincia di Taranto, e Gedit di Montichiari, in provincia di Brescia. Sempre per la provincia, il consorzio di cui è parte Ve.Ca Sud si occupa del trasporto della frazione secca in vari termovalorizzatori italiani ed in altri impianti: Acerra in prevalenza, poi Trieste ed altrove. Quest'ultimo appalto vale 38.748.674 euro. Non è solo il Cite, peraltro, che trasporta i rifiuti campani su e giù per l'Italia. Un altro contratto, per poco meno di 15 milioni di euro, è stato infatti sottoscritto da Sapna con l'associazione temporanea tra le imprese Cisa Spa e Vergine Spa.

I REFERENTI - Cisa fa capo ad Antonio Albanese, che in Puglia è il referente del gruppo Marcegaglia. Cisa e Vergine hanno subappaltato alla toscana Eurologistica Spa ed alla tarantina Castiglia Srl. I rifiuti sono trasportati in due impianti: quello gestito da Cisa e quello condotto da Vergine. Entrambi in provincia di Taranto. Cosmer Spa, dei fratelli Luigi, Salvatore, Giorgio e Palma Di Francia, in associazione temporanea con Bleu Srl (sede a Lanciano, in provincia di Chieti) si è aggiudicata da Sapna l'appalto da 2.085.000 euro per trasferire i rifiuti dagli stir allo stabilimento gestito dalla stessa Cosmer in provincia di Caserta. Le discariche Ecolevante, in provincia di Taranto, ed Aral, nei pressi di Alessandria, ricevono i rifiuti che trasportano 4 imprese, in raggruppamento temporaneo: Linea Ambiente Srl, Bps Srl, Ressia Giampietro & Co, Ecologistica Servizi Srl. Appalto da 8.425.000 euro. Viaggiano fino alla provincia di Bergamo, invece, i materiali che Rea Dalmine Spa e Germani Spa prelevano negli stir di Giugliano e Tufino. Appalto di Sapna da 5.616.000 euro.

I SIGNORI DEI RIFIUTI - Questi sono dunque i signori dei rifiuti, coloro i quali guadagnano dal trasporto dell'immondizia campana fuori regione. I viaggi sono oggetto di attenzione da parte della Commissione regionale per le bonifiche e le ecomafie, presieduta da Antonio Amato. Proprio quest'ultima, infatti, un paio di mesi fa aveva chiesto ad Enrico Angelone, il presidente di Sapna, la lista delle imprese. A fine gennaio l'elenco è stato inviato al consiglio regionale, corredato da una lettera dello stesso Angelone. «Tengo a precisare», scrive, «che tutte queste società sono state individuate da Sapna perché aggiudicatarie di gara europea e che per le stesse è stata già avanzata richiesta di rilascio della certificazione antimafia».

venerdì 17 febbraio 2012

ECODI: ancora un altro inceneritore a Taranto. Firmato Vendola, Florido, Stefano

Tratto da: 3 Santi all'inferno (cliccate su questo link per gli aggiornamenti a questo post nel blog originale)

Qui, Taranto. Abbiamo fatto 90, facciamo 91. Parola del governatore Vendola, del presidente della Provincia Florido e del primo cittadino Stefano. Con determinazione del dirigente del Servizio Ecologia regionale Antonello Antonicelli del 13 gennaio 2012, pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione Puglia (BURP 21 del 09.02.2012), è stato autorizzata la realizzazione di un impianto di stoccaggio ed incenerimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi all’interno dell’impianto industriale esistente, sito in Taranto alla località Santa Chiara. Nella determinazione, si legge in part.: "Il medesimo Servizio provinciale aveva accertato che per l’impianto in questione, ricadente al punto A.1.g) dell’all. A1 della L.R. n. 11/2001 e s.m.i. la competenza concernente la V.I.A. è della Regione Puglia, mentre il procedimento relativo al rilascio dell’A.I.A. resta di competenza della Provincia di Taranto che in data 08.02.2011 aveva già tenuto la prima conferenza di servizi." In pratica, l'AIA potrebbe non essere stata ancora rilasciata (vedi documentazione dell'impianto: http://www.provincia.taranto.it/via/dettagli.php?id_elemento=45&i=1&parola_chiave=&data_dal=&data_al=): qui, bisogna ricordare che è facoltà dei comitati, delle associazioni e dei cittadini, in quanto interessati, di chiedere ex L 241/90 di partecipare alle conferenze dei servizi e di richiedere in fase di autorizzazione integrata ambientale di chiedere all'autorità procedente la prescrizione di espressione del parere del Sindaco, in quanto primo responsabile della salute pubblica, ai sensi degli articoli 216 e 217 del regio decreto del 27 luglio 1934 n. 1265, relative alle industrie insalubrie (cd "autorizzazione sanitaria"). Si tratta di un impianto di stoccaggio ed inc mento di rifiuti pericolosi e non pericolosi ( capacità di smaltimento: 8.500 t/anno), che affiancherà un vecchio inceneritore ("ex termovalorizzatore", precisa la determinazione) in funzione dal 1998 e già potenziato in seguito. Nello specifico, l’impianto della Società ECODI s.r.l. serve alla termodistruzione di rifiuti provenienti da strutture sanitarie (ospedali e cliniche), da laboratori, ambulatori e studi medici e dentistici, da attività agricole e dalla raccolta differenziata e non dei rifiuti urbani. A parte gli inceneritori di rifiuti speciali attualmente chiuso Ecocapitanata e il progetto VOMM nel Salento, questo progetto è ora il quinto progetto di inceneritore già autorizzato in Puglia destinato allo smaltimento dei rifiuti urbani: oltre a quelli in accensione della ETA (Gruppo Marcegaglia) a Manfredonia, vicino Borgo Tressanti, e della APPIA Energy (stesso gruppo industriale) a Massafra, quello pubblico di Statte (AMIU "Città di Taranto) e la nuova CEMENTIR (progetto di revamping finanziato coi fondi regionali ed europei), che è in realtà un vero e proprio inceneritore prim'ancor che una cementeria autorizzata al "co-incenerimento". Secondo l'assessore all'ambiente Lorenzo Nicastro il ciclo dei rifiuti in Puglia (attualmente a meno del 20% di percentuale di raccolta differenziata) può considerarsi sufficientemente "chiuso" o si preferisce continuare a battere tutti i record diventando la regione italiana col maggior numero di impianti di incenerimento di cdr ("ecoballe") e di percentuale di preziosi materiali mandati in fumo? Autorizzare l'ennesimo impianto a bruciare rifiuti urbani, pratica dannosa e costosa, senza valutare che esistono alternative (strategia rifiuti zero), è sintomatico della "patologia" di cui è affetta la gestione dei rifiuti solidi urbani in regione.


POST SCRIPTUM: CISA e Gruppo Marcegaglia hanno chiesto il raddoppio dell'inceneritore APPIA Energy di Massafra con una seconda linea da altrettante 100,000 t/a:
http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=48.htm&anno=xliii&num=24
http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=49.htm&anno=xliii&num=24

PER APPROFONDIRE
La procedura ancora in corso per l'inceneritore "Città di Taranto" AMIU di Statte sul sito della Provincia di Taranto e le nostre contro-osservazioni.

sabato 10 aprile 2010

Sindaco bugiardo e avvelenatore

...con tutti i suoi complici...
E mentre una nuova fonte di diossina e polveri mortali anche per i bambini viene inaugurata dal "sindaco pediatra", i tarantini si beccano anche la beffa dell'aumento delle tasse dei rifiuti!



venerdì 11 dicembre 2009

L'inceneritore vuole più soldi!

Ecco gli effetti della mafia dell'incenerimento dei rifiuti.
Un privato (Marcegaglia) che brucia e produce diossina, polveri e ceneri sulla nostra terra si permette pure di battere cassa e alzare la tassa!
E il sindaco Tamburrano che tanto ha fatto per rendere Massafra il paese della munnezza che fa?