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sabato 7 gennaio 2012

Ancora parcheggi???

Crisi economica, caro benzina, inquinamento da industrie e da auto, aumento della criminalità, abbandono del centro, moltiplicazione delle periferie... e a cosa pensa il Comune di Taranto?
A svendere agli speculatori privati gli ultimi pezzi di fronte sul mare ancora liberi per fare parcheggi!!!

giovedì 8 dicembre 2011

Ora basta: Finitela idioti!!!

Ma come cavolo si fa???
il comune più sordo, speculatore e incapace degli ultimi anni.
Abbiamo avuto fascisti, ladri, traffichini e tutte le peggiori specie di sindaco possibili, ma questa giunta è davvero una piaga per ignoranza, incompetenza, incapacità mista a furbettismo, vaghezza e... soprattutto... disastrosità!!!
Dopo infiniti comunicati, promesse, proposte, condivisioni e quanto si possa immaginare ancora continuano a voler fare questo cavolo di parcheggio su uno dei punti più belli della città, più ricchi di memoria per la città nuova, più suggestivi e versatili.
VOGLIONO FARE UNO SCHIFOSO PARCHEGGIO E BARACCHE DI NEGOZI SULLA ROTONDA DEL LUNGOMARE!!!
E manco pubblico!!! lo regalano ad un privato con il project financing!!!
Ecco l'avviso pubblicato sul sito del comune:

OGGETTO:Avviso per la presentazione di proposte in project financing di interventi previsti nel programma triennale 2011/2013.

DETTAGLIO:Gli interventi fanno riferimento alla riqualificazione e completamento del polo sportivo al quartiere "Montegranaro-Salinella", alle attrezzature sportive per la scuola calcio, alla realizzazione del teatro di tradizione ex Fusco ed al parcheggio e piastra commerciale sulla rotonda del lungomare, alla ristrutturazione e completamento del palazzo Troylo.
DATA PUBBLICAZIONE:07-DIC-11
DATA SCADENZA:27-FEB-12
DATA :07-DIC-11

Per effettuare il download dell'intera documentazione cliccare sui link sottostanti
Avviso indicativo
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mercoledì 2 novembre 2011

Cacca o che?

Sversamento in Mar Grande, nuovo allarme delle eco-sentinelle. La denuncia di AltaMarea

Comunicato stampa di AltaMarea contro l’inquinamento
Bella giornata autunnale, cielo sereno, niente piogge da parecchi giorni, eppure alle 9,30 è scattato l’allarme per un putrido, maleodorante sversamento a Mar Grande dallo scarico a mare in corrispondenza di via Crispi, proprio lì dove c’è la bella sede dell’Acquedotto pugliese con un grande schieramento di auto aziendali in sosta. E’ l’ennesimo incidente che si verifica in quel tratto della fognatura, è l’ennesima segnalazione che le tenaci eco-sentinelle fanno ad AltaMarea, è l’ennesima sollecitazione che AltaMarea rivolge a AQP, Comune di Taranto, ARPA Puglia, ASL/TA, Procura della Repubblica perché affrontino con decisione questo annoso problema.
Abbiamo perso il conto delle firme apposte sui verbali delle forze dell’ordine intervenute nelle precedenti occasioni. A suo tempo i militari intervenuti ci avevano garantito che tali verbali sarebbero giunti sui tavoli delle autorità competenti. Non è successo niente. Forse proprio per questo “non succede mai niente” che stamane le nostre telefonate ai vari centralini per l’emergenza ambientale non hanno avuto alcun esito: non è intervenuto nessuno. Abbiamo visto solo due automezzi di un’impresa “stiamo lavorando per l’AQP” in sosta nei pressi della botola di accesso alla fognatura proprio sotto gli uffici dell’AQP, abbiamo tentato di avere informazioni da uomini in tuta gialla che si adopravano lì intorno, manco l’ombra di un funzionario AQP uscito dalla porta girevole degli uffici a vedere cosa stava succedendo lì sotto, su impianti di cui sono responsabili.
Tutto è finito intorno alle 10,30, pronti per un altro spettacolo. In Mar Grande è stata immessa una grande quantità di liquido puzzolente che sì è rapidamente diluito, subdolamente occultato, ma comunque presente e pericoloso. Come commentare l’accaduto? Possibile che nessuna autorità senta il dovere di indagare, capire cosa accade su quell’impianto anche in giornate in cui è risibile la storiella del troppo pieno provocato dalle piogge? Possibile che, nelle more dei provvedimenti definitivi, nessuno provveda a far mettere dei sistemi di video sorveglianza per segnalare immediatamente l’incidente? Possibile che nessuno imponga all’AQP di chiudere con cemento armato quegli scarichi a mare, a qualunque costo?
Tocca ai cittadini ricordare alle autorità che si sta cercando una soluzione a Mar Grande del problema della mitilicoltura scacciata da Mar Piccolo mentre nulla viene detto o fatto per risolvere il problema degli scarichi fognari a mare che aggravano la già grave situazione dell’inquinamento anche di Mar Grande certificato da ISPRA? Cosa si aspetta per dire la verità ai cittadini di Taranto? Devono tenersi l’AQP e i moloch industriali così come sono e devono perdere anche la speranza di vedere migliorata la qualità dell’aria, dell’acqua e della terra su cui vivono?

giovedì 16 giugno 2011

AQP continua ad inquinare Mar Grande!

Paradossi della vita: lunedì 13 giugno in Italia si è festeggiata la vittoriosa affermazione di “acqua pubblica” contro “acqua privata”; martedì 14 giugno la Regione Puglia, a scanso di equivoci e a futura memoria, ha ritrasformato l’acquedotto pugliese da SpA in ente pubblico; e proprio martedì 14 giugno, quasi a sbeffeggiare lo scampato pericolo, il più grande acquedotto europeo, già “pubblico”, ha dato un’altra dimostrazione di come un ente pubblico possa tradire impunemente le aspettative di chi ha creduto e crede in esso.
La vicenda è vecchia e ripetitiva: parliamo dei 4 (o ce ne sono altri?) scarichi a Mar Grande di fognatura di responsabilità di AQP che ci risultano non autorizzati (o qualcuno tira fuori una qualsiasi pezza d’appoggio giustificativa?). Circa un mese fa, un’ecosentinella di AltaMarea lanciò l’allarme per uno scarico a mare di liquame nauseabondo in corrispondenza di via Ciro Giovinazzi: AltaMarea mobilitò sul posto autorità ed enti competenti, fu redatto il verbale della Guardia di Finanza e vennero date le assicurazioni del caso perché non si ripetessero quegli inconvenienti.
Nel primo pomeriggio di martedì 14 giugno, una grande chiazza scura in Mar Grande ci viene segnalata questa volta da un’ecosentinella non ancora di AltaMarea ma già di suo Cittadino attivo, il sig. Giovanni Colapinto, che abita in un palazzo da cui gode di un’impagabile veduta su Mar Grande. Egli ci ha precisato che da anni combatte una battaglia solitaria contro le tante brutture che esistono nei pressi di quel condominio, abitato da una frotta di avvocati, medici, ingegneri, commercialisti, ecc. ed anche da consiglieri comunali e regionali, da dirigenti di enti pubblici direttamente interessati ai problemi da Colapinto segnalati tenacemente ma invano. Ad ulteriore scorno, in quel condominio c’è stato proprio l’AQP, ora allontanatosi di pochi metri.
Ricevuta la segnalazione, armati di cinepresa e tanta pazienza, ci siamo recati sul posto ed abbiamo individuato a colpo sicuro che un grande flusso di liquido putrido fuoriusciva da un cunicolo nascosto sotto un po’ di vegetazione tra il piazzale sottostante al condominio di viale Virgilio 20 e la zona della sezione velica della Marina Militare, proprio in linea d’aria con la sede dell’AQP e con la botola di accesso ad apparecchiature di servizio del collettore fognante di AQP.
Abbiamo chiamato a raccolta una TV locale, la Guardia di Finanza – Sezione marittima, l’assessore comunale all’ambiente e sanità, l’ARPA Dpt di Taranto, l’ASL Dpt prevenzione. Si è fatto vedere solo l’assessore comunale che, pur abbastanza incavolato, non è riuscito a far intervenire la polizia municipale; le altre personalità contattate hanno fatto sapere di essere a conoscenza delle cose da tempo immemorabile. La solita solerte pattuglia della Guardia di Finanza – Sezione marittima ha fatto il sopraluogo constatando la fuoriuscita di liquido putrido e nauseabondo. La fuoriuscita è cessata completamente intorno alle 20,30 in concomitanza con l’arrivo di un automezzo presso la sede di AQP in viale Virgilio dove si trova la botola di accesso a sistemazioni del collettore fognario. Alle 21,10 abbiamo firmato il verbale redatto dalla Guardia di Finanza – Sezione marittima, che andrà ad allungare la pila di segnalazioni, denunce, ecc. già fatte.
Da qui l’amara considerazione: sono anni che tutti sanno, ARPA, ASL, Comune, Provincia, Regione, Guardia di Finanza, Procura della Repubblica. Anche l’Ordine degli ingegneri e l’Ordine dei medici hanno la sede proprio lì, nello stesso stabile dove c’è la sede dell’AQP, all’incrocio tra via Crispi e viale Virgilio, dove la puzza di fogna è perenne. E non succede niente.
Quasi mi pento di avere votato 2 SI ai referendum sull’acqua. Se l’AQP fosse stata già dei privati, ci sarebbe stata una sollevazione cittadina che avrebbe potuto ottenere almeno la cacciata a pedate nel sedere di quei tecnici e amministratori incapaci di risolvere un annoso brutto problema. Purtroppo, questo, che da sempre è un ente pubblico, è impermeabile a qualsiasi sollecitazione e brutta figura. Non ha neanche il coraggio di esporre, in un pubblico confronto con l’opinione pubblica, quale sia la montagna tecnica che non riescono a scalare. Nel frattempo le autorità comunali, provinciali e regionali e le Istituzioni competenti ad intervenire restano inermi e rassegnate e ignorano (?) anche che per le norme in vigore in Mar Grande, ancor più vicino alla riva cittadina, è vietato pescare e bagnarsi.
Usque tandem! La speranza è che non demordano i tanti signori Colapinto di cui Taranto ha tanto bisogno.

Biagio de Marzo - ALTAMAREA – Comunicato stampa
Taranto 15 giugno 2011

lunedì 9 maggio 2011

Lungo(sporco)mare!

Sversamento a Mar Grande avvistato da un’ecosentinella di Altamarea

A spasso di buon ora sul Lungomare per una boccata d’aria, sono poco più delle 8 di domenica, un’ecosentinella di AltaMarea sente una puzza insopportabile e vede un gran tratto di mare torbido in corrispondenza della terza discesa a mare in corrispondenza di via C. Giovinazzi. Scende e tra gli scogli individua una grossa fuoruscita di liquido torbido e puzzolente proveniente da uno scarico AQP; lo sa perché l’anno scorso segnalò un analogo incidente e il suocero, vecchio capoperaio dell’AQP, gli descrisse com’era fatta la rete fognaria in quel tratto di Lungomare. Partono subito le telefonate a amici/colleghi, Vigili Urbani, ARPA Puglia, ASL/Dipartimento prevenzione, Guardia di Finanza. E’ domenica, occorre, quindi, un po’ di tempo perché arrivino le giuste persone interessate: quasi subito arriva la pattuglia dei VV.UU guidata da un’ufficialessa che, fatto un accurato sopraluogo, conferma telefonicamente agli interessati l’inconveniente segnalato dal cittadino e si attiva per quanto di sua competenza in attesa che arrivino i tecnici specifici. I cittadini presenti avvertono stampa e TV locali di quanto sta avvenendo. Verso le 11 arriva un operaio della ditta di appalto AQP e dice che è “tutto a posto, ha smosso manualmente il galleggiante bloccato e la pompa è ripartita”. Dopo un po’ si vede che l’efflusso di liquido diminuisce sensibilmente ma non si arresta del tutto. Nel frattempo arriva anche la pattuglia della Guardia di Finanza che anch’essa ha allertato ARPA ed ASL. Passa ancora un po’ di tempo e arrivano due ispettori del Dipartimento di prevenzione di ASL/TA e dopo un altro po’ di tempo arriva il tecnico ARPA attrezzato per il prelievo. Cosa che avviene circa quattro ore dopo che la ecosentinella si è accorta dell’inconveniente. Dopo c’è stata la redazione dei verbali che sono stati sottoscritti anche da due rappresentanti di AltaMarea ai quali i “pubblici ufficiali” assicurano che, per prassi, i verbali saranno inoltrati anche alla Magistratura. Il tutto termina alle 13 dopo che gli ecologisti presenti fanno rilevare che dallo scarico continua ad uscire liquido. Val la pena sottolineare che sia i VV.UU. che i cittadini presenti hanno constatato le condizioni indescrivibili in cui si trova l’ultimo tratto della scarpata sottoposta al Lungomare. Condizioni assolutamente indegne per una città che aspira ad incrementare il turismo ma poi lascia che uno dei più bei lungomari del mondo sia sfregiato dall’incuria delle amministrazioni pubbliche e dall’inciviltà di alcuni cittadini. Si è constatata anche l’imprudenza di un genitore che ha fatto fare il bagno a una bambina di pochi anni, là dove ci risulta che è vietato fare il bagno, divieto peraltro poco segnalato. Insomma i guai non sono solo quelli procurati da AQP, che deve essere debitamente sanzionata e deve assolutamente provvedere con soluzioni tecniche, che sicuramente esistono già, per impedire che simili guai si ripetano. AltaMarea desidera dare atto della sensibilità dimostrata dall’assessore Sebastiano Romeo che, allertato, ha voluto rendersi conto di persona di quanto è accaduto. Egli ha promesso di organizzare un sopraluogo sulla “passeggiata a mare” insieme al vice sindaco Cataldino per rendersi conto di persona delle condizioni indecorose ed estremamente pericolose per l’incolumità di quanti si avventurano su quella “passeggiata a mare” e farsi quindi promotori di tempestivi ed efficaci provvedimenti.
Aspettiamo di conoscere i risultati delle analisi, ma non potremo sapere quanti inquinanti sono arrivati effettivamente in mare per due ragioni: il campione è stato prelevato circa due ore dopo che lo scarico a mare era visibilmente cambiato in qualità e quantità; non si sa da quanto tempo il liquame puzzolente arrivava a mare prima che l’ecosentinella se ne accorgesse.
Beffa finale: quella brava ecosentinella, lasciata la macchina in sosta senza ticket in orario non gravato da ticket perché doveva andare via subito, nel trambusto dell’intervento per tutelare un bene pubblico, si è scordato della macchina e quando è andato a riprenderla l’ha ritrovata gravata, giustamente, della sanzione per omesso pagamento del ticket di sosta. Pagherà la multa e continuerà a vigilare, come dovrebbe fare ogni cittadino che ha senso civico.

Biagio De Marzo presidente di AltaMarea
--
Altamarea
Coordinamento cittadini e associazioni

domenica 30 maggio 2010

E chi li mangerà?


Ecco le foto impressionanti di una "normale" frode alla tarantina.
Un pescatore con muta, maschera e pinne raccoglie frutti di mare o pesca sotto il Lungomare, a pochi metri dagli scarichi maldepurati del borgo e dell'ospedale! (clicca qui per vedere le foto degli scarichi)
Secondo voi sarà lui a mangiare queste "delizie", o finiranno sulla tavola di qualche buongustaio, attraverso la vendita abusiva?
Buon appetito!

venerdì 30 aprile 2010

Sindaco: basta ignoranti, assumi qualcuno capace!

COMUNICATO STAMPA
PARCHEGGI ALLA ROTONDA DEL LUNGOMARE?

NO GRAZIE ! E’ UN’IDEA VECCHIA.

E SBAGLIATA.

Apprendiamo dalla stampa che il Comune di Taranto ha rispolverato un progetto, vecchio di oltre 20 anni, con il quale si prevede di realizzare un parcheggio sotterraneo per circa 700 posti auto all’interno della Rotonda del Lungomare. Il progetto fa parte, attualmente, del pacchetto con il quale il Comune intende mettere a bando di gara, con procedura di project financing, la ristrutturazione del teatro-cinema Fusco. Il soggetto privato che si aggiudicherà la gara avrà quindi la possibilità di realizzare e gestire una struttura culturale polivalente, ma soprattutto trarre profitto dalla gestione diretta di un parcheggio multipiano interrato con ben 700 posti auto.

Ora, se la ristrutturazione del teatro Fusco avrà certamente il merito di restituire alla città intera un contenitore culturale chiuso da ormai troppi anni, la realizzazione del parcheggio multipiano risulta essere – con estrema evidenza - una iniziativa assolutamente da evitare.

Un parcheggio di tali dimensioni, nella localizzazione indicata – infatti - potrà costituire solo un ulteriore elemento di congestionamento del traffico cittadino e di incremento dell’inquinamento: entrambi elementi di cui la nostra città non ha affatto bisogno.

A livello europeo l’idea che si è ormai consolidata è quella che vede il centro cittadino più o meno interdetto al traffico veicolare. A Taranto, invece, chissà perché, si procederebbe in senso contrario, in assoluta controtendenza.

A soli 90 km di distanza dalla nostra città, nel capoluogo regionale, si è sperimentato con successo il nuovo piano urbano della mobilità che prevede ampi parcheggi ai margini del centro cittadino, (non all’interno del centro!) ed un servizio efficiente di mezzi pubblici di superficie, con corsie preferenziali per i bus urbani, navette veloci verso il centro e piste ciclabili con il sistema del bike&ride. A Taranto, invece, chissà perché, si vuole far arrivare nel Borgo un numero ancora maggiore di automobili e l’esperienza delle piste ciclabili è stata tristemente abbandonata dopo pochissimi anni ed enormi quantità di denaro pubblico spese inutilmente.

Il sistema della mobilità cittadina tarantina sembra non essere il frutto di uno studio attento e lungimirante, quanto piuttosto il risultato di suggestioni momentanee. Che fine ha fatto il Piano Urbano della Mobilità redatto qualche anno fa?

Siamo noi che ricordiamo male o devono essere realizzati due grandi terminal ad est e ad ovest della città per intercettare il traffico veicolare diretto a Taranto e convogliarlo sul trasporto pubblico?

La stridente contraddizione tra la loro realizzazione e quella di un parcheggio da 700 posti auto in pieno centro non è chiara a tutti? E’ evidente, infatti, che sono progetti che rispondono a due idee di città opposte, tra loro incompatibili.

Un’idea di città moderna ed ecologica – la nostra idea di città - non è quella per cui si continua ad attirare sempre più auto in centro. Né è quella per cui, pur di aumentare di qualche unità i posti auto, si continua a ridurre indiscriminatamente la larghezza dei marciapiedi (come attualmente in via Pitagora, dove i lavori in corso stanno sacrificando alla cosiddetta “necessità” di reperire nuovi parcheggi la possibilità per i pedoni di camminare in tranquillità).

All’Amministrazione Comunale chiediamo di procedere nella ricostruzione non solo morale e finanziaria, ma anche ambientale di Taranto, a partire dalle cose su cui può fare la differenza, dalle cose che dipendono solo da lei. La nostra città, stante il peso dell’inquinamento provocato dalle grande industria, ne ha estremo bisogno.

Per questo chiediamo che il progetto sia rivisto cancellando la realizzazione di un assurdo ed incredibile parcheggio da 700 posti auto nella Rotonda del Lungomare.

Taranto merita altro.
(Legambiente Taranto)

martedì 27 aprile 2010

Lungomare tossico, attenzione!

Ecco una sequenza inquietante di immagini che mostra con evidenza come nella zona del molo sul lungomare vengano scaricate acque inquinate e non depurate che intorbidiscono lo spazio di mare sotto la riva (prima immagine). Le foto successive documentano la pratica diffusa tra i ragazzi del borgo di fare il bagno proprio in quello specchio di mare, nonostante i divieti.
Cosa aspetta il Comune ad intervenire con una segnaletica idonea? E, soprattutto, quanto ancora il lungomare dovrà essere terra di nessuno dove si può scaricare qualsiasi cosa, a danno della salute e dell'immagine della città?



lunedì 12 aprile 2010

Stanno trivellando il nostro mare?


Da una comunicazione via facebook:
Stanno trivellando in mare a 100 metri dal Nautilus. nella rada del Mar Grande, davanti al Lungomare. Si sente il rumore della trivella della nave!

All'inizio si pensava si trattasse di prospezioni petrolifere, si è poi rivelato trattarsi di carotaggi, secondo alcuni per verificare lo stato dei sedimenti.
Resta il fatto che un minimo di comunicazione su questi interventi, da parte del comune, sarebbe auspicabile.
Inoltre non è ancora stata negata l'autorizzazione alle prospezioni petrolifere poco fuori del Mar Grande, che creerebbero un grande danno alle attività di pesca ed all'ecosistema marino

Invitiamo chiunque si trovi in zona a filmare e fotografare. Manderemo questo materiale alla stampa ed ovviamente alle istituzioni, per chiederne conto!

Ringraziamo Ilaria per le foto dell'imbarcazione inviate.

martedì 16 marzo 2010

Chi e cosa scarica? Ridateci il Lungomare!

All'Arpa Puglia
Al Sindaco di Taranto
Al Dipartimento di Prevenzione ASL di Taranto

Oggetto: richiesta analisi per balneabilità Lungomare

Stamattina ho percorso in biclicletta il Lungomare è mi è apparso di una bellezza unica.
Inspiegabilmente l'Arpa Puglia non prevede analisi per la balneabilità del Lungomare di Taranto.
Pertanto il Lungomare è dichiarato NON BALNEABILE A PRIORI, senza alcuna analisi effettuata.
Eppure nelle foto che si allegano appare di una trasparenza evidente. Mai i tarantini hanno visto questi colori. Non era così bello neppure all'inizio degli anni sessanta, quando ho fatto i miei primi bagni nel Lungomare.
Chiedo pertanto che siano previste analisi per verificarne la baneabilità e che vengano individuati e sanzionati a norma di legge tutti coloro che ne attentano alla bellezza e alla salubrità.
Il Lungomare deve ritornare balneabile!

Cordiali saluti
Alessandro Marescotti, Peacelink

PS - nei prossimi messaggi verranno inviate altre foto del Lungomare di Taranto, scattate stamattina.

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Direzione Generale - ARPA Puglia
Stefano Ippazio
Michele Conversano

A chi di competenza fra i destinatari

In data 8/12/09 è stata chiamata la Guardia di Finanza da PeaceLink perché un tubo di scarico nel Lungomare stava inquinando. Chiedo di conoscere l'esito dell'analisi dei campioni prelevati e analizzati nei laboratori dell'Arpa, nonché se si è indiduata la responsabilità dello scarico. La GdF ha effettuato in tale data un rapporto dettagliato del luogo del prelievo alla presenza del signor P. M., socio di PeaceLink.
Cordiali saluti, Alessandro Marescotti, www.peacelink.it


sabato 3 ottobre 2009

Il pollice verde dell'AMIU


Come ampiamente previsto (vedi post precedenti), una buona percentuale degli arbusti potati dall'AMIU sul Lungomare di Taranto a LUGLIO (quando anche i bambini sanno che non bisogna assolutamente potare...) sono SECCATI!
La città più cementificata d'Europa, ultima assoluta per il verde pubblico (0,2 mq per abitante), grazie al "prezioso" lavoro dell'AMIU, da luglio, di verde, ne ha ancora di meno.
E se non si mobilitavano gli ambientalisti ne potevamo perdere più del doppio!
Complimenti!!!
Si ringrazia L.M. per la segnalazione

sabato 18 luglio 2009

Le piante e la città ringraziano!

Ecco l'epilogo della vicenda delle potature assassine effettuate dal personale ingaggiato dal comune (vedi post precedente) nei resoconti delle persone che si sono interessate:



16 luglio
Dopo un ulteriore sopralluogo, sono state sporte ulteriori proteste giunte, infine, anche al responsabile del servizio arch. Duranti cui è stata confermata l'inopportunità dell'intervento di potatura in atto. Si rischia di far fuori le piante in questione.
Purtroppo ancora una volta viene confermata l'inadeguatezza del servizio in questione che avrebbe bisogno di ben altre professionalità. Assurdo è che non sia stata recepita una proposta di formazione degli operatori del verde formulata dall'ordine degli agronomi forestali proprio per sopperire a queste lacune. Il corso sarebbe stato anche gestito in maniera gratuita dallo stesso ordine. Sembra che sia stata anche approvata in giunta il regolamento del verde
urbano. Ma dai risultati non sembra essere stato molto recepito.. (L.C.)

17 luglio
stamattina mi sono recato sul posto "incriminato" di fronte alla lega navale ed ho preso visione del lavoro svolto oggi dagli operai, che erano andati via penso da poco (erano le 11,45 circa). Purtroppo ho constatato che hanno continuato a procedere nello stesso modo di ieri, ossia rasando a zero, tra gli altri, grandi cespugli nel pieno della fioritura. Ho chiamato il geometra Giammaruco il quale, mi ha confermato di aver ricevuto varie telefonate (dalla lipu, dai vigili urbani ecc..) e che aveva provveduto ad avvisare gli operai del nuovo "modus operandi" (assolutamente disatteso!). In ogni caso, mi ha riferito che la drasticità dell'intervento era dovuta alla necessità di evitare un facile rifugio per topi che, inoltre,lì sotto i cespugli, a sua detta, costuiscono il proprio nido con grave danno deli abitanti della zona. Gli ho fatto presente che tale intervento, a questo punto necessario viste le lamentele degli abitanti, si sarebbe potuto effettuare in modo più blando, al fine di salvaguardare la vita stessa delle piante. A questa osservazione, il geometra, che si è mostrato sempre gentile ed aperto al dialogo, ha riferito che gli operai per ragioni di sicurezza e quindi per salvaguardarsi da eventuali aggressioni dei topi preferiscono operare in modo drastico con le armi letali in loro possesso: i decespugliatori. Imputava, inoltre, il ritardo degli interventi ad un ditta del comune che avrebbe dovuto provvedere a tali oparazioni nel periodo indicato dalle leggi di madrenatura, ossia in inverno.
Al termine della democratica telefonata il geometra mi ha assicurato due cose:
1.che domani mattina si recherà di persona sul luogo del delitto per imprtire nuove direttive 2.che provvederà a far annaffiare le piante rasate a zero in modo da aiutarle nella difficile lotta per la sopravvivenza nella città di Taranto dove i fiori non sono assolutamente ammessi. (L. Mitolo)

18 luglio
Missione compiuta (spero): oggi mi sono recato sul posto incriminato davanti alla lega navale. I lavori di sterminio sono stati bloccati. Da oggi in poi gli operai AMIU elimineranno eclusivamente il "secco".
Speriamo bene. (. Mitolo)

giovedì 16 luglio 2009

"Verde" e "Pubblico" a Taranto hanno poco significato


Pubblichiamo questa preziosa segnalazione di un cittadino attivo:

Potature assassine in pieno LUGLIO sul lungomare di Taranto

"Stamattina sono tornato a Taranto dopo 10 giorni ed ho assististo all'ennesimo scempio abientale. All'inizio del lungomare, vicino al Nautilus, gli operai dell'AMIU avevano estirpato le erbacce, e fin qui tutto ok, ma, e questo è veramente assurdo, AVEVANO POTATO LE PIANTE IN MODO DRASTICO E PERICOLOSO PER LA LORO SOPRAVVIVENZA.

Questo tipo di potatura va bene se è fatta entro il mese di febbraio max marzo ma non certo in pieno luglio!!!!!!!!!!
Se non annaffiate costantemente le piante in questione rischiano di morire e visto che l'impianto di irrigazione ovviamente non funziona, possiamo sin da ora dire addio a molti esemplari.

Ho cercato disperatamente gli operai e li ho trovati di fronte alla lega navale. Lì l'intervento era ancora più radicale. Molte piante erano state rasate a zero!!!!! A luglio!!!!!!
Ho chiesto spiegazioni agli stessi operai i quali mi hanno riferito che avevano avuto quegli ordini dal responsabile reperibile presso la sede AMIU a Taranto croce.......
...arrivato sin lì (in bici..che fatica!) ho chiesto di parlare con i responsabili ma mi è stato riferito che erano fuori sede. Ho urlato come un ossesso minacciando di informare i mass-media e solo allora mi è stato dato il numero di tel del responsabile,il geometra Giammaruco, anche se oggi era fuori servizio. L'ho chiamato e lui mi ha detto che aveva dato disposizioni di ripulire la scarpata del lungomare solo dalle erbacce e dai rami secchi... In ogni caso si è impegnato a fare un giro di telefonate per risolvere la questione. Non contento sono tornato sul posto ed ho avvisato gli operai della telefonata...Due minuti dopo al bar del chioschetto di piazza Ebalia ho trovato due vigilesse che sorseggiavano un caffè ed ho chiesto loro se avessero competenze ambientali. La loro risposta è stata affermativa, ho spiegato l'accaduto e mi hanno assicurato che avrebbero avvisato la centrale la quale si sarebbe fatta carico a sua volta di contattare il famoso geometra responsabile del tutto….speriamo bene, ma io non mi fido, dobbiamo vigilare e nel caso PROTESTARE....altrimenti addio verde sul lungomare."

Luigi Mitolo