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giovedì 6 dicembre 2012

Da oggi i Riva fanno il c... che vogliono!!!

Umiliata la magistratura e annientato il parlamento.
Comprati i sindacati con quattro caramelle e collanine colorate.
Annientate le sacche di resistenza e di pensiero attraverso la bacchetta dura del governo dittatoriale amico.

Ora che la "famigghia" ha capito che l'Italia è nelle mani di un salotto di amici al piano nobile, mentre tutti gli altri sono rinchiusi in soffitta o nelle cantine.
Ora che il Circo Romano ha smontato le tende, dopo l'ultimo spettacolo definitivo.

Now the show must go on!

Il padrone manda i suoi dispacci da Londra tra uno champagne e un'ostrica mentre il leccese tutto d'un pezzo dal volto 4stagioni spazza gli ultimi sparuti segni della resistenza.
Tutti agli ordini ora, c'è da produrre e guadagnare!
Chi deve lavorare per il padrone lavori, chi disturba, sequestra e ancora intralcia la libera attività inquinante è pregato di uscire a testa bassa e di stare zitto per sempre!


Ilva, Riva scrive ai pm dall’Inghilterra: ‘A disposizione delle autorità d’Oltremanica’


Una lettera ai magistrati di Taranto arrivata dall‘Inghilterra. Il vicepresidente di Riva Group, Fabio Riva, ne è l’autore. Riva è tra i destinatari delle sette ordinanze di custodia cautelare emesse nell’ambito delle inchieste tarantine sull’Ilva e irreperibile dal 26 novembre. Lo ha rivelato il Tg1. “Ho saputo – scrive – che è stato emesso un provvedimento di custodia cautelare nei miei confronti. Quando questo è accaduto mi trovavo in Inghilterra. Ho deciso di mettermi a disposizione delle autorità inglesi”.
Tornando in Italia, in un’intervista all’Espresso il direttore dell’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente della Puglia (Arpa), Giorgio Assennato, parla di un “effetto Sarajevo” in seguito al decreto legge in vigore. “Questo decreto – dice – farà saltare completamente la coesione sociale a Taranto perché contiene nuovi elementi di frattura fra le istituzioni”. E continua: “Il premier Monti, i giornali, tutti parlano di assenza di controlli negli anni passati. Assenza un cavolo! E’ dal 2006 che monitoriamo più di quanto saremmo tenuti a fare. I nostri dati sono addirittura più severi di quelli dei pm. Ma noi siamo un organo tecnico. Sono le amministrazioni a decidere. Noi dell’Arpa diciamo dal 2008 che gli impianti dell’Ilva emettono nell’aria quantità eccessive di un sicuro cancerogeno, il benzo(a)pirene. Ma nell’agosto del 2010 il Parlamento ha approvato una legge che rimanda al 2013 il rispetto dei limiti per questo inquinante. E insiste: “Nel rilasciare un’autorizzazione ambientale non si considera mai l’impatto sanitario della produzione, ma solo il rispetto di alcune soglie di emissione. Sull’Ilva la magistratura ha provato che esiste un pericolo attuale e permanente per la salute delle persone. Per risponderle non è sufficiente quindi firmare una nuova Aia, che si basa solo sui limiti di legge: bisogna dimostrare che non esiste un rischio sanitario per gli abitanti di Taranto. Il ministero – conclude – avrebbe potuto e dovuto riprendere in mano la questione ad agosto, quando glielo chiesi io stesso. In quel caso l’Arpa avrebbe avuto tempo per definire la tipologia di produzione più nociva e stabilirne i limiti, basandosi però sulle conseguenze per i cittadini, non su dei parametri teorici”.
Nel frattempo si apprende che il valore dei beni bloccati all’Ilva per effetto del sequestro disposto dalla magistratura prima dello scorso 26 novembre ammonta a poco meno di un miliardo di euro. Si tratta, in particolare, di un milione e 700mila tonnellate tra prodotti finiti e semilavorati. Lo ha reso noto il presidente del’Ilva Bruno Ferrante. Tutto questo sta determinando l’inagibilità dei piazzali e delle aree di movimentazione dei prodotti, con ripercussioni  sugli impianti dell’area a freddo che l’Ilva ha fatto ripartire due giorni fa.
E proprio per il 6 dicembre è previsto l’incontro fra azienda e sindacati per affrontare la situazione di emergenza per lo sbarco delle materie prime. Le scorte di carbon coke e di minerale di ferro sono ormai al limite e consentono all’Ilva un’autonomia di qualche giorno. Dopo l’azienda sarà costretta a fermare gli impianti. Inoltre le gru addette allo scarico delle materie prime sono bloccate. Gli addetti si rifiutano di salirvi sopra se prima non si verificano le condizioni di sicurezza. I gruisti hanno assunto questa posizione dopo la morte di un loro collega, il 29enne Francesco Zaccaria, colpito dal tornado mentre era al lavoro. La conseguenza è, al momento, lo stallo nello scarico delle materie prime che servono all’Ilva. (Fattoquotidiano)

Ferrante: "Lontana la piena operatività"

'Se noi non abbiamo a disposizione questo materiale dobbiamo ritardare la piena operatività dell'impianto... CONTINUA...

mercoledì 28 novembre 2012

Parole sante per la terra dei sordomuti

Dal Sito di Epidemiologia & Prevenzione, Rivista dell'Associazione italiana di epidemiologia:

La salute a Taranto. Ecco cosa si deve fare.

Taranto: dopo l'inquinamento la medicalizzazione?

Cosa si deve fare ora per salvaguardare la salute dei tarantini? Indagini esaustive, prevenzione, promozione della salute e niente medicalizzazione inutile. Questo sostengono i direttori di Epidemiologia&Prevenzione nella nota editoriale che accompagna un importante articolo di Francesco Forastiere e Annibale Biggeri – periti del GIP Patrizia Todisco, del Tribunale di Taranto – in cui si descrivono gli interventi da avviare nella città dell'ILVA: sorveglianza ambientale ed epidemiologica di alta qualità e attenzione alla partecipazione dei cittadini. Come sostiene la sociologa Bruna De Marchi, a Taranto occorre costruire un progetto civico evitando 'soluzioni' calate dall'alto. Per questo il coinvolgimento della comunità locale è necessario se l'obiettivo è la realizzazione di un processo di prevenzione e di ricerca integrato e condiviso.


Dopo il vaglio di una peer review molto rigorosa, sono finalmente disponibili online gli articoli scientifici sullo stato di salute delle popolazioni residenti attorno agli impianti dell'ILVA di Taranto. I risultati, già presentati dal ministro della salute Renato Balduzzi lo scorso 22 ottobre a Taranto, saranno pubblicati per esteso sul numero di Epidemiologia & Prevenzione in uscita a metà dicembre 2012.
Immagine di pubblico dominioIl PRIMO, firmato da Comba P. et al,  Ambiente e salute a Taranto: studi epidemiologici e indicazioni di sanità pubblica contiene l'aggiornamento al 2009 dello studio Sentieri sul Sin di Taranto, un'analisi dei trend di mortalità dal 1980 al 2008, i dati dell'incidenza dei tumori negli anni 2006-07 e un approfondimento sulla mortalità infantile.

Cretive commons licenseIl SECONDO presenta i risultati di uno Studio esplorativo di biomonitoraggio condotto sugli allevatori delle masserie della provincia di Taranto, firmato da I. Iavarone et al.

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martedì 27 novembre 2012

Clini prepara il Colpo di Stato: schiavi per legge!

In queste ore siamo in grande attesa del numero finale del Circo Clini!

Il prodigioso clown prima dello show ha rotto il finto rispettoso silenzio verso la magistratura e ha cominciato ad attaccare il pilastro dello stato moderno: la separazione dei poteri. 

Atto primo di qualsiasi colpo di stato: screditare la giustizia e il parlmento e soggiogarli al volere del governante!

Da oggi al Circo di Roma si attaccano direttamente i magistrati con l'accusa di voler seminare distruzione e di voler chiudere la fabbrica, scagliando il furore del popolo contro di loro e contro i loro sostenitori.

Visti gli eventi, il decretone a favore dei Riva che il ministro dell'ambiente, ribattezzato ministro dell'inquinamento, stava preparando in sordina per zittire i magistrati, è venuto a galla e rischia il parto settimino sotto la spinta delle masse popolari.

Atto secondo del colpo di stato: il popolo va tenuto a bada attraverso la frammentazione e l'infiltrazione degli agenti.

Atto terzo, spingere le situazioni alle estreme conseguenze per eliminare ogni dissenso interno e possibilità di risoluzione diplomatica, rivendicando l'uso della forza o della risoluzione d'emergenza che sospende i principi, i diritti e i doveri fondamentali della democrazia.

Atto quarto, militarizzare il territorio per assicurare il controllo totale.

Taranto verrà sottratta ai cittadini come Berlusconi fece per Acerra (vedi il video sotto).

La sua terra e il suo mare diventeranno siti di interesse strategico nazionale dove il governo potrà imporre arbitrariamente qualsiasi disastro in nome dell'utilità dello stato.
Da servi di fatto a schiavi per legge!
 
Anche in Francia, il grande siderurgico Arcelor-Mittal minaccia la chiusura, ma lì il governo mette alle strette il proprietario e pretende la nazionalizzazione di tutto l'impianto. (clicca qui per la cronaca) Che differenza tra il senso del Paese dei francesi e i politici faccendieri italiani travestiti da tecnici! Lì l'industria che è considerata strategica viene acquisita dallo Stato, qui si dichiara strategico un impianto per lasciare indisturbato il padrone e tenere lontani cittadini e giudici!

Benvenuti al Circo Clini signori! Ultimi posti per lo spettacolo di giovedì!

Ilva: Clini, obiettivo magistratura e' bloccare Aia

''Siccome e' evidente che l'obiettivo, anche della procura tarantina, e' di bloccare l'attuazione dell'Aia e di arrivare alla chiusura dello stabilimento, stanno cercando di creare le condizioni per cui l'Autorizzazione non sia applicabile''. Cosi' Corrado Clini, ministro dell'Ambiente, questa mattina a Venezia, commentando gli ultimi sviluppi all'Ilva. ''Questo non e' legale, si sta creando un ostacolo al rispetto della legge - ha proseguito Clini -. Per questo stiamo andando avanti, per impedire che si crei una situazione in cui non si rispetta la legge''.
''Quello che abbiamo fatto da marzo a oggi e' la rigorosa applicazione legge nazionale ed europea'', ha aggiunto Clini.
''Il problema oggi e' creare le condizioni di agibilita' per cui l'azienda possa rispettare rigorosamente l'Autorizzazione'', ha concluso Clini, ricordando che ''dal marzo 2012 e' un altro mondo, un'altra storia. Quello che trovo inaccettabile e' che quello che e' venuto in passato venga sovrapposto a dopo marzo 2012. Molte delle polemiche fanno volutamente, e sottolineo volutamente, confusione, confondendo quello che e' avvenuto prima con quanto ho fatto io''. (ASCA)

Ilva: Clini, con Monti lavoriamo su decreto per applicazione Aia

''Stiamo lavorando, con il premier Mario Monti e con i miei colleghi ministri, per trovare una soluzione che porti all'applicazione dell'autorizzazione integrata ambientale, che e' l'unica strada per il risanamento e che e' la legge''. Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, anticipando ai giornalisti che la strada per una soluzione dell'emergenza Ilva potrebbe essere ''quella di un decreto''. ''Quello di Acerra e' un precedente'', ha puntualizzato Clini commentando le indiscrezioni giornalistiche che vedrebbero favorito un 'remake' di quanto avvenuto nel 2008, con la trasformzione dell'area dell'Ilva di Taranto in ''sito di interesse strategico nazionale''. (Asca)


Ilva: Balduzzi, giovedi' incontro a Palazzo Chigi e come Governo daremo il nostro apporto

"Giovedi' avremo un incontro a Palazzo Chigi sull'Ilva, vedremo il da farsi. Il Governo ha sempre detto che ambiente, salute e sviluppo devono sempre stare insieme e questo e' l'impegno di tutti. Siamo di fronte a una situazone nuova, inedita. Cercheremo di dare il nostro apporto come Governo". Lo ha detto Renato Balduzzi, ministro della Salute parlando dell'Ilva di Taranto. (Adnkronos)

Cancellieri: «Rischio problemi di ordine pubblico»

Intanto sul fronte politico, il ministro degli interni Anna Maria Cancellieri ritiene che ci sia «un rischio notevole» di problemi per l’ordine pubblico in seguito alla chiusura dell’impianto a freddo da parte dell’Ilva e la messa in libertà di 5000 lavoratori. «Il rischio c’è - ha detto a margine di un convegno - ed è anche notevole».
«La situazione è molto preoccupante - ha detto Cancellieri - perché i posti di lavoro messi in discussione sono tantissimi, non sono solo quelli di Taranto ma riguarda anche l’indotto». Cancellieri ha sottolineato, a proposito dell’incontro di giovedì annunciato dal governo, che la «competenza è dei colleghi. Ho fiducia - ha detto - e spero che vada tutto bene. Teniamo i nervi saldi».




Clicca qui per un aggiornamento su Acerra

domenica 4 novembre 2012

Non più distratti

Ilva, Taranto non è più controllata dal potere


Non è bastata la Procura di Taranto. Ora c’è l’Istituto Superiore della Sanità a quantificare l’eccesso di mortalità. E finalmente si sa tutto. Sappiamo che sono 30 i decessi annui attribuibili all’inquinamento industriale (Procura) e che è dell’11% l’eccesso di mortalità fra Taranto e Statte (Istituto Superiore della Sanità) rispetto al resto della regione.
Se tracciate una linea fra il comune di Taranto e quello di Statte scroprirete che c’è l’Ilva, la più grande acciaieria d’Europa. Era stato il ministro Clini – di fronte alla drammaticità dei dati dei periti della Procura – a dire che occorreva attendere quelli “ufficiali” dell’Istituto Superiore della Sanità. E ora che sono arrivati è lo scompliglio. I dati dell’Istituto Superiore della Sanità sono ancora peggiori di quelli della Procura e confermano anche come gli allevatori a cui sono state abbattute le pecore e le capre “alla diossina” sono anche loro contaminati dalla diossina: nel loro sangue si trova in concentrazioni superiori rispetto agli allevatori che lavorano più lontano dalle ciminiere dell’Ilva.
La relazione fra distanza dal polo industriale e presenza di diossine e Pcb nel corpo umano deve far riflettere perchè questi cancerogeni nel sangue analizzato diminuiscono quando ci si allontana dagli impianti inquinanti.
E poi c’è i dati degli ammalati che – li ha portati il ministro Balduzzi a Taranto – aumentano percentualmente se si passa dalla provincia alla città. Ogni “avvicinamento” alle ciminiere ha come corrispettivo un incremento dei malati. Nello specifico per gli uomini il rapporto registra un incremento del 14% per tutti i tumori; +14% per le malattie circolatorie, +17% per quelle respiratorie, +33% per i tumori polmonari, +419% per i mesoteliomi pleurici. Per le donne invece: +13% per tutti i tumori, +4% per le malattie circolatorie, +30% per i tumori polmonari, +211% per il mesotelioma pleurico.
Ma se questi sono i dati epidemiologici, vi è un altro dato che fa riflettere perché è fondamentale: è saltato a Taranto il potere della “distrazione“. L’elemento principale del controllo sociale è infatti la “strategia della distrazione”.
Ora Taranto non è più distratta. I cittadini non si fanno più sviare da discussioni astratte sugli schieramenti politici. Destra e dalla sinistra non dividono più. A fare da discrimine è la decisione se far terminare la fonte di tanta sofferenza: l’inquinamento.
I cittadini mirano al cuore del potere.
Non parlano dei problemi posti dai partiti. Sono usciti dalla loro rappresentazione artefatta della realtà. Sono entrati di prepotenza dentro la vera realtà, fatta di polveri, fumi, malattia e morte. I cittadini sono potentemente concentrati sulla soluzione. Hanno lasciato alle spalle il pessimismo e la rassegnazione. Nessuno più li schioda dall’idea che sono stati imbrogliati e che è ora di farla finita.
Un’intera classe politica trasversale ha governato sviando l’attenzione.
Molti credevano in passato – io compreso – che ci fosse una destra e una sinistra. Invece c’era un sistema compatto di potere che copriva il grande inganno. Taranto – con i suoi cittadini – era stata scelta come “città da sacrificare”. E proprio nei quartieri dove si votava a sinistra c’era l’esplosione dei tumori e delle malattie indotte dall’inquinamento. Non ce lo dicevano perché avrebbe significato la sconfitta e la condanna di un intero sistema di potere. Ci sono alcune città del mondo che devono pagare pesantemente il prezzo di uno sviluppo disumano, e Taranto era fra queste. Taranto è stata scelta come sono stati scelti come i villaggi del Brasile dove si estrae la materia prima dell’industria siderurgica. E per fare tutto questo occorreva conquistare le menti dei tarantini, renderle menti fragili, depresse, sfiduciate, dedite alle discussioni più futili, inutili e inconcludenti.
“L’elemento principale del controllo sociale – spiega Chomsky – è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti”.
Oggi i cittadini di Taranto si sono destati. Nulla sarà come prima. Scriveva Orwell: “Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”. Ogni dato di verità a Taranto suona come un incitamento al cambiamento radicale. E’ in atto una rivoluzione antopologica dopo anni di silenzio e omertà. Dopo anni di strage silenziosa e taciuta.
Nelle Sacre Scritture si legge che Dio comandò: “Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio Isacco, colui che ami, e va nella regione di Moria. Sacrificalo là come olocausto”. (Genesi 22:2).
Questo sacrificio i tarantini non lo faranno più. Taranto tornerà ad esser una città umana che salva i propri figli e non li immolerà mai più per il Profitto. A. Marescotti (Ilfattoquotidiano)

lunedì 29 ottobre 2012

"Adotta Taranto": la nuova gag di fine ottobre!

Ilva, Balduzzi: "Italia adotti Taranto, quadro sanitario e ambientale è critico"

''Effettivamente siamo in presenza di criticita' permanenti. Questi dati piu' recenti di biomonitoraggio testimoniano la persitenza della propagazione di diossine e di metalli pesanti pericolosi nel latte delle capre. Vorrei che il Paese sentisse come suo il problema di Taranto. Adottiamo la citta' perche' il quadro sanitario e ambientale e' critico''. Il ministro della Salute Renato Balduzzi, lo spiega in un'intervista a 'La Stampa'. Ma sottolinea Balduzzi, ''se l'Ilva dovesse chiudere, la criticita' occupazionale avrebbe anche delle conseguenze negative dal punto di vista della salute''.(Adnkronos)


Ilva Taranto, studio ministero: diossina fuorilegge in 30% prelievi latte 

Uno studio condotto nelle scorse settimane dal ministero della Salute su allevamenti in un raggio di 10 km dall'Ilva di Taranto, al centro di un'inchiesta per disastro ambientale, ha accertato nel 20% dei casi il superamento dei limiti di diossina e altri cangerogeni, ma secondo il modello statistico utilizzato dai ricercatori gli sforamenti arriverebbero oltre il 30%.
Lo dicono i dati diffusi oggi dal ministero.
Secondo il ministero, cinque prelievi su 25 campioni di latte raccolti tra il 26 settembre e l'8 ottobre in sette allevamenti di pecore e capre nell'area vicina allo stabilimento siderurgico "hanno avuto esito sfavorevole per superamento dei limiti per la somma di diossine e PCB diossina fissati dal Regolamento (CE) n. 1881/2006".
Ma, dice ancora il ministero in una nota, considerando insieme gli sforamenti del limite di legge e una serie di risultati nella cosiddetta "forbice alta" e applicando un modello statistico "si evidenzia che, nell'area di studio, ci si attende che il 30% del latte di pecora sia contaminato in misura superiore la limite di legge".
"Inoltre, dal confronto effettuato tra gli esiti che vanno dal 2008 al 2012, emerge che non vi sono variazioni significative da un punto di vista statistico in merito alla concentrazione di Diossine e PCB diossina simili".
Nel corso degli anni, nonostante le rassicurazioni dell'azienda sul fatto che i livelli di inquinamento fossero calati a seguito della bonifica degli impianti, almeno le quantità di diossina sono rimaste le stesse, spiega il ministero. (Reuters)


Vicino all'Ilva si muore di più

Nei quartieri di Taranto più vicini agli impianti dell'Ilva si muore di più. La conferma, dopo i dati dello studio 'Sentieri' dell'Istituto superiore di sanità, arriva da una nuova rilevazione in corso di pubblicazione. L'eccesso di patologie di vario tipo in queste aree, infatti, registra una forbice dal 20% al 400%. E ulteriori dati confermano anche la contaminazione della catena alimentare da sostanze inquinanti prodotte dall'impianto industriale: il livello di diossine rilevato nelle cozze allevate nelle aree più vicine all'Ilva è sopra i limiti di legge, ed il 30% del latte di capra prodotto nella zona è contaminato.
 - TAMBURI E PAOLO VI I QUARTIERI DOVE SI MUORE DI PIU': nei quartieri Tamburi, Borgo e Paolo VI di Taranto si registra "una mortalità totale più elevata", con "eccessi compresi tra 20% e il 400%" per varie patologie e con una "tendenza a uno stato di salute peggiore nei soggetti di livello socioeconomico basso". Il dato emerge da un nuovo studio in via di pubblicazione sulla rivista 'Epidemiologia e Prevenzione'. Lo studio è stato condotto nel quadro di un incidente probatorio ordinato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Taranto. In particolare, i quartieri di Tamburi, Borgo e Paolo VI "hanno mostrato una mortalità totale più elevata rispetto al riferimento". Il differenziale maggiore nei maschi é stato osservato a Paolo VI con "eccessi importanti per tumori maligni (+42%), tra cui pancreas e polmone, malattie cardiovascolari, respiratorie e del sistema digestivo". Nel quartiere Tamburi si è riscontrato un eccesso di tumori maligni nei maschi (specie la prostata) e di malattie cardiovascolari, specie l'infarto del miocardio. I dati indicano dunque chiaramente, si sottolinea nella rilevazione, "Tamburi e Paolo VI come i quartieri in cui lo stato di salute della popolazione é più compromesso".
- DIOSSINE OLTRE LIMITI IN COZZE AREA VICINO IMPIANTO: un monitoraggio è stato predisposto sui mitili allevati in Mar Grande e nei due seni del Mar Piccolo. Il campionamento è iniziato nel mese di settembre 2010 e si è protratto sino ad ottobre 2012. Gli esiti del campionamento, si legge nel rapporto di biomonitoraggio effettuato nell'area, "hanno permesso di evidenziare livelli di contaminazione superiori ai limiti di legge unicamente nel primo seno del Mar Piccolo, area più prospiciente all'Ilva". Anche considerando i livelli di contaminazione riscontrati, "indipendentemente dai limiti di legge - precisa il Rapporto - i mitili campionati nel primo seno del mar Piccolo hanno rilevato una maggiore concentrazione dei due contaminanti Pcdd/f e Dl-Pcb". Dai rilevamenti del biomonitoraggio avviato dalle strutture del ministero della Salute emerge pure che il 30% del latte di pecora prodotto negli allevamenti entro i 10 km dall'Ilva è contaminato dalle diossine. (Campanianotizie)
Gli esiti del campionamento, si legge nel rapporto, ''hanno permesso di evidenziare livelli di contaminazione superiori ai limiti di legge unicamente nel primo seno del Mar Piccolo, area piu' prospiciente all'Ilva''. Anche considerando i livelli di contaminazione riscontrati, ''indipendentemente dai limiti legge - precisa il Rapporto - i mitili campionati nel primo seno del mar Piccolo hanno rilevato una maggiore concentrazione dei due contaminanti Pcdd/f e Dl-Pcb''. Inoltre, si precisa nell'indagine, ''e' utile sottolineare che l'andamento della contaminazione nei mitili e' stagionale, con picchi nel periodo estivo in ragione dell'aumentata capacita' filtrante dei mitili in associazione all'aumento delle temperature dell'acqua, cosi' come collegato all'aumento della sostanza grassa nel mollusco causato dall'attivita' riproduttiva nel periodo estivo''. (ANSA) 


Ilva/ Clini: Bonifica urgente, catena alimentare a rischio

"È urgente la bonifica dei suoli contaminati di Taranto anche per evitare effetti sulla catena alimentare che potrebbero esserci già stati". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini sul caso Ilva a Tgcom24.
"Ho osservato che in un territorio esposto per decenni ad attività industriali inquinanti - ha continuato Clini - si è accumulata nei suoli e nelle acque una potenziale criticità con effetti possibili prevedibili sulla catena alimentare: le diossine che si sono accumulate nel corso dei decenni sono molto importanti. La diossina è persistente, si chiamano composti organici persistenti e sono pericolosi e messi al bando".
"Ilva è un insediamento industriale realizzato più di 50 anni fa, era un'industria di Stato. Se vogliamo cercare le prime responsabilità possiamo dire che Taranto è vittima di quel modello di industrializzazione che ha avuto effetti positivi dal punto di vista economico ma ha lasciato in eredità un inquinamento importante. Oggi sono intervenute le direttive europee e tutte le imprese si sono dovute adeguare. Ilva è messa nella condizione e ha l'obbligo di realizzare ulteriori investimenti per minimizzare l'inquinamento ambientale ma questo - ha concluso Clini - non cancella più di 50 anni di attività industriale e non elimina la necessità urgente di risanare il territorio". (TMNews)

lunedì 22 ottobre 2012

L'ultima gag del Circo Clini: i pagliacci sorpresi!

Ilva, tumori in aumento anche del 419%


La mortalità a Taranto è più alta rispetto al resto della regione del 14 per cento per gli uomini e dell'8 per cento per le donne (in media l'11 per cento in più), mentre rispetto al resto della provincia si ammalano di tumore il 30 per cento in più degli uomini e il 20 per cento in più delle donne. Sono i dati contenuti nel Progetto Sentieri dell'Istituto superiore della sanità sui siti inquinati relitivi agli anni 2003-2009. Nelle donne l'incidenza dei tumori è più alta con dati che oscillano tra il 24 e il 100 per cento, mentre per gli uomini rispetto alla media della Regione le possibilità di morire di tumore aumentano fino al 419 per cento. E nei bambini crescono le malattie nel primo anno di vita e la mortalità. "Dai risultati presentati emerge con chiarezza uno stato di compromissione della salute della popolazione residente a Taranto", scrive il ministero della Salute.
Una situazione 'scandalosa' denunciano gli ambientalisti; è "scorretto trasferire i dati che riguardano la storia sanitaria di decenni alla situazione attuale dell'Ilva", precisa il ministro dell'Ambiente Corrado Clini. Un concetto ribadito dall'azienda in una nota in cui
sottolinea: "I dati dello studio Sentieri esposti oggi dal Ministro Balduzzi richiedono un'attenta e approfondita analisi. Da una prima lettura emerge una fotografia che rappresenta un passato legato agli ultimi 30 anni e non certo il presente". Lo afferma l'Ilva in una nota, annunciando nei prossimi giorni un incontro con la stampa. Per Renato Balduzzi "si deve fare di più".

L'ALLARME SANITARIO - Si apre dunque con un serio allarme la settimana cruciale per il futuro dello stabilimento Ilva. Dovrebbe infatti essere questione di ore la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per l'esercizio dell'attività industriale, che potrebbe avvenire martedì 23 ottobre facendo entrare in vigore il testo, approvato con molte osservazioni e critiche, dalla Conferenza di servizi il 18 ottobre scorso. Intanto il ministro della Salute Renato Balduzzi ha incontrato le associazioni ambientaliste per presentare lo studio compiuto dall'Istituto superiore della sanità con l'Oms, denominato progetto Sentieri, che si riferisce ai dati aggiornati al 2009 sull'analisi della mortalità, del biomonitoraggio e del rischio sanitario connesso alla qualità dell'aria. Il più 11 per cento si riferisce all'eccesso di mortalità rilevato a Taranto rispetto alle aspettative di morte di tutti i cittadini residenti in Puglia. Si tratta di un dato ricavato dalla media tra l'eccesso di mortalità del 14 per cento registrato tra gli uomini e quello dell'8 per cento rilevato nelle donne nel periodo tra il 2003 e il 2009.

GLI UOMINI - Per gli uomini l'eccesso di mortalità per tutte le cause nel periodo che va dal 2003 al 2009 rispetto alla media regionale è del 14 per cento. Per tutti i tumori è più 14, per cento malattie circolatorie 14 per cento, malattie respiratorie c'è un eccesso del 17 per cento, per i tumori polmonari si raggiunge il più 33 per cento e c'è un  più 419 per cento di mesoteliomi pleurici. Rispetto al resto della provincia, invece, per gli uomini che vivono tra Taranto e Statte si registra un più 30 per cento di tumori. Nel dettaglio c'è un più 50 per cento del tumore maligno del polmone, più 100 per cento per il mesotelioma e per i tumori maligni del rene e delle altre vie urinarie (esclusa la vescica), più 30 per cento per il tumore della vescica e per i tumori della testa e del collo, più 40 per cento per il tumore maligno del fegato, del 60 per cento per il linfoma non Hodgkin, del 20 per cento per il tumore maligno del colon retto e quello della prostata e al 90 per cento per il melanoma cutaneo.

LE DONNE -  Per le donne a Taranto invece è stato rilevato un eccesso di mortalità rispetto al resto della regione per tutte le cause nel periodo tra il 2003 e il 2009 dell'8 per cento. I decessi legati ai tumori sono più 13 per cento, per le malattie circolatorie più 4 per cento, per i tumori polmonari più 30 per cento e per il mesotelioma pleurico più 211 per cento. In particolare, rispetto però stavolta ai dati della provincia nel sito di Taranto e Statte si registra un incremento totela dei tumori del 20 per cento e nello specifico dei tumori al fegato (+75%), linfoma non Hodgkin (+43%), corpo utero superiore (+80%), polmoni (+48%), tumori allo stomaco (+100%), tumore alla mammella (+24%).

I BAMBINI - I bambini si registrano incrementi significativi di contrazione malattie per tutte le cause nel primo anno di vita. Inoltre nel vertice gli esperti hanno confermato un aumento della mortalità.

DIOSSINA - I livelli di diossina nel sangue degli allevatori di masserie nelle vicinanze dell'Ilva di Taranto sono "consistentemente più elevati di quelli osservati a distanze maggiori". Anche questo emerge dallo studio di biomonitoraggio tra gli allevatori che hanno lavorato presso masserie dislocate nel territorio della provincia di Taranto, nato nell'ambito del programma strategico nazionale Ambiente e salute sostenuto dal ministero della Salute. I campioni di sangue sono stati raccolti dalla Asl di Taranto nel periodo novembre-dicembre 2010. Le determinazioni analitiche, condotte presso l'Iss, hanno riguardato la concentrazione nel sangue di diversi metalli, diossine e policlorobifenili (Pcb). Secondo il ministero della Salute, il dato emerso entro il raggio di 15 km di distanza dagli impianti dell'Ilva, è "coerente con i risultati del monitoraggio alimentare condotto dalla Asl, che ha rilevato in questa area numerose situazioni di non conformità rispetto ai limiti di legge". E ancora: "I livelli di diossine e Pcb rilevati negli allevatori non comportano un pericolo per la salute delle singole persone che hanno partecipato allo studio, ma evidenziano l'estensione delle ricadute delle emissioni del polo industriale che subiscono una diluizione con l'aumentare della distanza. Per quanto riguarda i metalli, non ci sono elementi di preoccupazione, nè relazioni dirette con la distanza dal polo industriale". Per alcuni metalli (in particolare manganese, ma anche arsenico, cadmio e piombo) i livelli nel sangue degli allevatori corrispondono a quelli medio-alti della popolazione italiana.

IL MINISTRO BALDUZZI: UN PO' SORPRESO - "Sono rimasto un pochino sorpreso - ha commentato il ministro della Salute - la mia sensazione è che a questo punto si debba fare di più, ma penso anche che l'Aia possa essere un punto di svolta". "Quello che abbiamo chiesto - ha poi spiegato Balduzzi - è stato inserito nell'autorizzazione. Nel giro di un anno, sulla base dei monitoraggi, penso che si dovrà fare un riesame della situazione. Un anno mi sembra un periodo adeguato per le prime valutazioni". Il Ministero della Salute - ha affermato - "è andato al tavolo per l'Aia per l'Ilva con i dati aggiornati e ha chiesto e ottenuto che nel provvedimento venissero inserite anche le prescrizioni sanitarie insieme a quelle ambientali". Balduzzi ha poi definito l'Aia rilasciata all'Ilva "sufficiente perché siamo riusciti a combinare l'aspetto ambientale con quello della salute. Io non posso opporre la salute al lavoro. La salute è senz'altro fondamentale ma anche rimanere senza lavoro ha poi conseguenze sullo stato della salute". Il fatto che l'Aia all'Ilva tenga presente l'aspetto ambientale e quello sanitario può essere, per Balduzzi, "un punto di svolta considerate le diverse situazioni che abbiamo nel nostro Paese. Noi abbiamo chiesto al tavolo dell'Aia che ci fosse la connessione dei due aspetti ma la legge regionale della Puglia sul danno sanitario ci ha anche aiutato percché ha dato fondamento giuridico a quest'inpostazione". "I dati su Taranto sono allarmanti e ricalcano quelli già' circolati: bisogna partire da questo dato di fatto per intervenire", è stato invece il commento dell'assessore alla Sanità della Regione Puglia, Ettore Attolini, dopo l'incontro con il ministro.

VERTICE A BARI CON CLINI
- Clini e Balduzzi domani saranno a Bari dove parteciperanno a una tavola rotonda sul "Caso Ilva" dopo l'illustrazione della relazione al Parlamento sulla gestione dei rifiuti nella Regione Puglia, elaborata dalla commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti presieduta da Gaetano Pecorella. Oggi e domani l'Ilva è anche al centro di due appuntamenti giudiziari. In Tribunale l'udienza sull'appello presentato dalla Procura di Taranto per far sospendere l'immediata esecutività dell'ordinanza del Tribunale del 28 agosto con la quale, tra l'altro, venne disposto il reintegro del presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante, nella funzione di custode giudiziario degli impianti sequestrati. L'appello è stato proposto in attesa della decisione sul ricorso presentato in Cassazione dalla procura contro la stessa ordinanza. Domani il Tribunale del riesame esaminerà il ricorso dei legali dell'Ilva contro il secondo no del gip Patrizia Todisco alla rimessione in libertà di Emilio Riva, del figlio Nicola e dell'ex direttore dello stabilimento di Taranto Luigi Capogrosso, tutti agli arresti domiciliari dal 26 luglio nell'ambito dell'inchiesta per disastro ambientale a carico dei vertici dell'azienda.

I VERDI: "AVEVAMO RAGIONE" - "I dati confermano la drammaticità della situazione. E' molto grave che vengano presentati in ritardo, dopo che si è concluso l'iter per l'Aia all'Ilva". commenta il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli. Che ha ricordato di essere stato querelato dal ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, perché si riteneva avesse manipolato i dati e diffuso notizie false: "Ma il punto - ha detto il leader dei Verdi - è che i dati che noi abbiamo fornito hanno un'entità minore rispetto a quelli forniti dal ministro Balduzzi, che sono ancora più gravi. Ora chiediamo che l'Aia licenziata in Conferenza dei servizi si riapra e si consideri il danno sanitario perché qui la gente, i cittadini di Taranto, meritano e pretendono di avere una città pulita in cui non ci si debba ammalare". (Repubblica)


Ed ecco il massimo dell'ilarità da un vero "grande" della battuta: i dati del progetto Sentieri sono nuovi!!!

Ilva: Clini, nuovi dati impongono piano straordinario

"I dati sui tumori e la mortalità impongono un programma straordinario per la prevenzione dei rischi ambientali e la protezione salute della popolazione". Lo dice il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, commentando i dati del rapporto Sentieri su Taranto. "In linea generale, i dati trasmessi confermano - osserva il ministro - che l'inquinamento ambientale associato alle attività industriali e cantieristiche dei decenni passati ha un ruolo significativo negli eccessi di mortalità rilevati per alcune tipologie di tumori". "Il protocollo di intesa che ho promosso e sottoscritto il 26 luglio scorso con la regione e le amministrazioni locali, ed il successivo decreto legge del 7 agosto, sono finalizzati - sottolinea Clini - a rimuovere le condizioni di rischio ambientale che hanno progressivamente stretto Taranto nella morsa dell'inquinamento". "Per quanto riguarda l'eliminazione delle sorgenti di rischio sanitario associate alle attuali attività industriali, desidero ricordare - prosegue il titolare dell'Ambiente - le due linee di azione che hanno guidato le iniziative del ministro dell'ambiente di questi mesi: -risanamento dei siti inquinati ubicati all'interno degli stabilimenti industriali, per le quali ho accelerato tutte le procedure necessarie alla approvazione e realizzazione dei piani di bonifica e/o messa in sicurezza; -riesame dell' Autorizzazioni Integrate Ambientali rilasciata all'Ilva il 4 agosto 2011 con la finalità di minimizzare le emissioni inquinanti e gli impatti ambientali dei processi produttivi attraverso l'impiego delle migliori tecnologie disponibili indicate dalla UE, l'adozione di misure urgenti da completare entro 3 mesi, il recepimento della legge della Regione Puglia sulla valutazione del danno sanitario". "A questo proposito voglio rilevare che i dati relativi al quartiere Tamburi hanno giustificato le misure severe e urgenti previste dall'AIA relative all'area a caldo ed al parco geominerario dello stabilimento ILVA. Il dato molto preoccupante relativo all'eccesso dei tumori infantili richiede indagini accurate sulle possibili cause ambientali e sui meccanismi patogeni. Come è noto, la popolazione infantile è altamente vulnerabile a fattori di rischio ambientale ed è necessario capire quali fonti di rischio, passate o ancora presenti, possono influenzare questo dato. In ogni caso i dati sui tumori infantili confermano e rafforzano l'urgenza di un programma straordinario per il monitoraggio e la protezione della salute della popolazione di Taranto. A questo proposito - conclude Clini - confermo il mio impegno a sostenere le iniziative della Regione e delle Autorità Locali, anche con la partecipazione di ISPRA e, d'intesa con il Ministro della Salute, dell'Istituto Superiore di Sanità e della Organizzazione Mondiale della Sanità". (Ansa) Ministero Della Salute Rapporto Taranto 2012

domenica 21 ottobre 2012

Il clown più sfigato del Circo

Il ministro ottiene il permesso da Clini di spolverare dal cassetto lo studio Sentieri 2.
Si piglierà una bella raffica di cartonate!

Ilva:Balduzzi presenta rapporto Sentieri


Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, sara' lunedi' a Taranto per presentare il rapporto 'Ambiente e salute a Taranto: evidenze disponibili e indicazioni di sanita' pubblica', contenente l'aggiornamento agli anni 2003-2009 dello studio Sentieri sull'area di Taranto, i dati dell'analisi della mortalita', del biomonitoraggio e del rischio sanitario connesso alla qualita' dell'aria. Lo rende noto il ministero della Salute; alle 11.30 conferenza stampa, presenti i responsabili dello studio. (Ansa)

Ilva: domani 174 sagome cartone per arrivo ministro Balduzzi

Sara' rinnovata domani, in occasione dell'arrivo a Taranto del ministro della Salute, Renato Balduzzi, l'iniziativa gia' organizzata il 12 ottobre scorso da un gruppo di cittadini e ambientalisti con un 'sit-in' alla rotonda del Lungomare e l'allestimento di 174 sagome di cartone per raffigurare l'eccesso di mortalita' a Taranto rispetto alla media nazionale. Diverse associazioni ecologiste avevano chiesto l'inserimento dei dati nel procedimento che ha portato alla revisione dell'Autorizzazione integrata ambientale per l'Ilva. Il movimento 'Verita' per Taranto' intende cosi' denunciare la ''gravita' della situazione ambientale e sanitaria'' in concomitanza con la visita a Taranto del ministro, che presentera' i risultati aggiornati del progetto 'Sentieri' (periodo 2003-2009) sull'impatto sulla salute dei siti contaminati, riguardanti anche le patologie legate all'inquinamento di origine industriale. (ANSA)

venerdì 12 ottobre 2012

Sagome di morti, sagome di ministri

Oggi, 12 ottobre, la sagoma del Ministro della salute Renato Balducci si rimangia la parola (clicca qui per la notizia ANSA) e si da alla macchia su ordine di Clini che vuole lasciare il campo libero alla sua AIA color verde marcio.
I risultati raccapriccianti del progetto Sentieri giacciono sulla sua scrivania ad impolverarsi.

Oggi, 12 ottobre, sotto un cielo di piombo e lacrime, i cittadini hanno ridato dignità e presenza ai morti come monito per i vivi. Da semplici numeri da manipolare nelle statistiche sono diventati sagome reali di bambini, donne e uomini che adesso, grazie all'Ilva e ai suoi "amici" dormono, dormono. Ma non sulla collina, come cantava De Andrè, i loro corpi sono sepolti accanto alle colline di minerali.

Sulle loro lapidi la polvere ancora cade... e cadrà per troppo tempo!





Le immagini sono tratte dalla pagina facebook di Segnourbano.it


Qui le immagini della "protesta delle sagome" da La Repubblica.it

mercoledì 10 ottobre 2012

Balduzzi, il ministro piccolo piccolo...

Taranto, un problema sanitario a data da destinarsi.
Ecco il comunicatino del ministrino che "tira il pacchettino"

In relazione a notizie di stampa il Ministero della Salute precisa che non è mai stata ipotizzata per il 12 ottobre alcuna visita a Taranto del Ministro, prof. Renato Balduzzi. Il Ministro ha ribadito in più occasioni che andrà a Taranto nel mese di ottobre, ma ad oggi non è stata ancora definita una data precisa. (Ministero della Salute)

mercoledì 19 settembre 2012

Clini, il ministro di che?

Parla di tutto tranne che di ambiente!  

CLINI, NO MISURE FISCALI AD HOC MA INCENTIVI RICERCA -

"Di misure fiscali ad hoc per Taranto sicuramente non ne abbiamo in mente. Invece misure di incentivazione e di investimenti in ricerca e innovazione sì, e queste possono essere riferite anche agli investimenti che Ilva vorrà ancora fare". Lo ha spiegato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, interpellato a Milano, a margine della firma di un accordo con la maison Gucci, circa il piano presentato dal presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante

Sì dell'Aula della Camera al decreto legge sull'Ilva di Taranto. Il testo, approvato a Montecitorio con 430 sì, 49 no e sette astenuti, passa al Senato. Contro il provvedimento hanno votato solo i deputati della Lega, i radicali si sono astenuti.
Il presidente dell'Ilva Bruno Ferrante ha depositato alla Procura della Repubblica di Taranto un piano di interventi immediati di risanamento degli impianti dell'area a caldo sotto sequestro.
Ferrante ha depositato in Procura anche una istanza nella quale si chiede se l'azienda può continuare a produrre, sempre rimanendo in linea con quanto stabilito dal tribunale del riesame che ha confermato il sequestro senza facoltà d'uso degli impianti.
Nel suo piano l'Ilva prevede di coprire i depositi di minerali, considerati tra le fonti prime d'inquinamento a Taranto. La società Paul Wurth è stata incaricata di presentare un sistema per la copertura dei parchi minerari. Gli interventi previsti nei parchi minerali, specifica l'azienda, dovrebbero ridurre le polveri del 70-90%. La società Paul Wurth è leader mondiale nella progettazione di impianti siderurgici.
Prevede investimenti per 400 milioni di euro circa il piano di interventi immediati redatto dall'Ilva e consegnato oggi da Ferrante in procura. La cifra è quella già resa nota ieri dal ministro Corrado Clini.
"Ci auguriamo che il piano e l'istanza vengano valutati positivamente dalla procura e dai magistrati", ha detto Ferrante. "Chiediamo di attuare - ha aggiunto - le decisioni del tribunale del riesame e quindi di seguire la strada che il tribunale del riesame ci ha indicato".
I provvedimenti annunciati ieri dai custodi giudiziari dell'Ilva non implicano la chiusura dello stabilimento: lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini. "Non siamo di fronte alla chiusura ma ad un passaggio del risanamento - ha aggiunto - e mi auguro che con le iniziative del ministero, dei giudici e dell'azienda, si costruisca un percorso concreto. Ho parlato a lungo in modo costruttivo stamattina con il procuratore capo di Taranto".
All'Ilva "è stimabile che servano almeno 3-4 anni pieni per completare tutti gli interventi", ha sottolineato Clini. "Sono interventi imponenti - ha spiegato il ministro - che devono cambiare non solo la pelle ma l'attuale cuore dell'impianto industriale di Taranto".
"Non posso pensare che l'Ilva chiuda. Se ciò accadesse, chiuderebbe mezzo Paese", ha affermato il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, oggi a Genova. "Il problema va affrontato con impegno - ha aggiunto - garantendo il lavoro".
"Allo stato attuale c'é un provvedimento che esclude qualsiasi uso degli impianti ai fini produttivi e dunque noi dobbiamo eseguirlo. Se ci saranno istanze, richieste" da parte dell'azienda "sarà il giudice competente a valutare e decidere". Così il procuratore capo di Taranto Franco Sebastio nel corso di un'audizione in Commissione Ecomafie alla Camera. Le indagini non sono ancora concluse, ha ribadito Sebastio ricordando che sono ben 150 le denunce arrivate alla Procura, tra cui una del sindaco "molto circostanziata", due anni fa. Non possiamo escludere che a parte questi reati di pericolo, e cioé l'inquinamento, il prosieguo delle indagini possano evidenziare anche reati di danno".
"Il presupposto per la bonifica del territorio" di Taranto "é che si sia posta fine alla fonte dell'inquinamento". Sebastio sottolinea che "lo stato non può finanziare il rifacimento degli impianti". Se lo facesse, aggiunge, "non solo andrebbe contro quanto previsto dalla Corte dei Conti ma commetterebbe anche un'infrazione alla legislazione della Ue".
I nuovi dati sulla mortalita' nel sito dell'Ilva di Taranto saranno resi noti il 12 ottobre. Lo ha affermato il ministro della Salute, Renato Balduzzi, arrivando alla conferenza di presentazione del progetto Sentieri. ''Stiamo attendendo conferme relative a tre profili - ha affermato Balduzzi - La prima e' che su un arco di 12 anni c'e' una variazione dell'esposizione per alcune patologie. Inoltre stiamo elaborando i risultati di un monitoraggio biologico per valutare una criticita' relativa ai prodotti caseari. Infine, saranno presentati i risultati di uno studio nazionale sull'inquinamento dei mitili. Tutti questi dati - ha concluso il ministro - dovrebbero essere presentati il 12 ottobre''. (ANSA)

martedì 18 settembre 2012

Architetti famosi per imbellettare l'Ilva?

...e se chiamassimo anche gli chef migliori per proporre bellissimi e gustosi piatti a base di cozze, formaggio e diossina?
Ancora una boutade vincente di Ferrante che si aggiudica la seconda "Medaglia d'Oro del Circo Taranto" consecutiva!
Ma dov'è Clini? Mica voleva vincere soltanto dicendo che a Taranto non ci sono studi approfonditi sulla mortalità? Quella battuta l'ha copiata da tutti gli amministratori precedenti!
Balduzzi poi... lasciamo stare!

Ilva, 400 milioni per il risanamento "Ma lasciateci produrre"
Presentato il piano dell'azienda, disposta a investire per rispettare le disposizioni della magistratura. Ieri l'alt dei custodi che hanno ordinato di spegnere parte degli impianti
di MARIO DILIBERTO
Sono arrivati in Procura presto e hanno consegnato il loro piano da 400 milioni di euro per il salvataggio dell'Ilva, chiedendo ai magistrati che hanno imposto lo spegnimento di parte degli impianti di lasciare la 'facoltà d'uso'. Il presidente Bruno Ferrante, accompagnato dai legali dell'azienda, ha depositato un cronoprogramma di interventi immediati di risanamento degli impianti dell'area a caldo sotto sequestro, diventati ancora più urgenti dopo la notizia di ieri della decisione dei custodi-amministratori giudiziali dello stabilimento siderurgico (Barbara Valenzano, Claudio Lofrumento, Emanuela Laterza) che hanno notificato un provvedimento all'azienda copn cui si dispone lo spegnimento delle batterie delle cokerie 3-4-5-6 e il rifacimento delle batterie 9-10-11, lo spegnimento delle torri dalla 1 alla 7, lo spegnimento completo degli altoforni da 1 e 5, il primo dei quali da avviare subito, lo spegnimento dell'acciaieria 1, il rifacimento dell'acciaieria 2 e il rifacimento completo del reparto Gestione rottami ferrosi. Si tratta di alcuni dei reparti sequestrati dal gip Patrizia Todisco il 25 luglio scorso. Il personale in esubero, dicono i custodi, deve essere collocato nella bonifica. Tensione tra i lavoratori, anche se per ora non c'è nessuna protesta, né sono stati indetti scioperi, così come accadde a fine luglio quando arrivò l'ordinanza del gip Patrizia Todisco che mise sotto sequestro mezza fabbrica, ma tuttavia c'è un clima teso.
Fonti sindacali affermano di voler meglio conoscere nei dettagli la direttiva dei custodi, forse durante l'incontro di oggi pomeriggio col presidente Ferrante, nel quale l'azienda presenterà il piano di interventi per 400 milioni di euro. Sarà assicurata l'informativa agli operai attraverso i delegati sindacali di fabbrica. I sindacati, pur prendendo atto dell'incisività della stretta impressa dai custodi e rilevando che c'è ormai una progressione di atti della magistratura in relazione all'attuazione del sequestro, evidenziano tuttavia che passare all'applicazione concreta delle misure contenute nella direttiva di ieri sera dei custodi giudiziali richiederà molto tempo. Solo per lo stop ai due altoforni - l'Ilva resterebbe solo con il 2 e il 4 perché il 3 è già dismesso da molti anni - occorreranno non meno di due mesi, considerato che gli altoforni fondono i minerali per produrre la ghisa, poi inviata alle acciaierie per la trasformazione in acciaio, ad una temperatura di almeno 1800 gradi e per "raffreddare" l'impianto e decelerarne la marcia operativa è necessario un lungo tempo tecnico.
Tutti gli impianti che rientrano nella nuova direttiva dei custodi richiedono molte settimane per essere disattivati, precisano ancora fonti sindacali, per cui la valutazione delle organizzazioni metalmeccaniche è che i tre custodi espressione della Procura abbiano voluto ulteriormente mettere alle strette l'Ilva. Un segnale molto forte, insomma. "L'azienda è con le spalle al muro, non può scappare. I custodi hanno detto chiaramente cosa faranno a partire da subito. Lo faranno, è chiaro, progressivamente e gradualmente ma lo faranno - rilevano i sindacalisti - l'unico modo che ha l'Ilva per sottrarsi a questa tenaglia è quella di mettere subito in cantiere il piano per risanare e mettere a norma il siderurgico partendo appunto dagli impianti inseriti nella direttiva dei custodi". La decisione , quindi viene interpretata come un atto di pressione oltre che un adempimento dovuto dopo la disposizione dei giorni scorsi del procuratore capo della Repubblica, Franco Sebastio che aveva ribadito che "all'Ilva è inibita qualsiasi attività produttiva" e gli impianti vanno utilizzati solo per essere risanati.
Altri interventi sono previsti sulle batterie delle cokerie e sui parchi minerali, dove si penserebbe anche alla costruzione di particolari cupole come quelle già esistenti in alcune centrali elettriche, coinvolgendo anche architetti famosi, per avere opere che, oltre ad essere utili ed efficaci, abbiano anche un impatto non invasivo.
L'orientamento dell'azienda sembrerebbe essere quello di coinvolgere un architetto di grido, un archistar, per realizzare una struttura esteticamente gradevole oltre che utile. Una struttura che possa diventare un elemento gradevole dello skyline della città. Ci sarebbe anche qualche nome che potrebbe essere coinvolto nel progetto: si parlerebbe di architetti del livello dello spagnolo Santiago Calatrava, della super-archistar italiana Renzo Piano o forse addirittura del britannico Norman Foster. Altri nomi potrebbero essere coinvolti. Il risultato dell'intervento di copertura dei parchi minerali potrebbero essere delle cupole, dei domè come vengono chiamate queste strutture, sul tipo di quelle realizzate in alcune centrali a carbone per evitare la dispersione di polveri. Strutture, per fare un esempio, come quelle del carbonile della centrale Enel di Torrevaldaliga nord.
Per cokerie e parco minerali si tratta in particolare di bloccare le emissioni diffuse di sostanze inquinanti e la diffusione delle polveri delle materie prime stoccate all'aperto.(Repubblica)

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GIALLO SU DATI ISS: "ILVA MORTALITA’+10%",

 “Sono ipotesi che hanno bisogno di verifica; ci sono margini di incertezza sul rapporto causa-effetto della mortalità per tumori a Taranto”.
Così il ministro dell’Ambiente, Clini, sui dati del progetto Sentieri dell’Istituto Superiore di Sanità, che indicherebbero un’aumento della mortalità del 10% nell’area di Taranto.
“Negli ultimi 30-40 anni-ha precisatola situazione ambientale di Taranto è migliorata”.E: Vogliamo risanare l’Ilva proteggere i cittadini,senza allarmismi 
(Studioromano)

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Ilva, Balduzzi: «Nuovi dati il 12 ottobre»
 Il ministro chiarisce il giallo: «Non credo che la magistratura abbia elementi diversi da quelli di cui disponiamo»

MILANO - I nuovi dati sulla mortalità nel sito dell'Ilva di Taranto saranno resi pubblici il 12 ottobre. È il ministro della Salute Renato Balduzzi a fare chiarezza su annunci e smentite di lunedì, a margine della presentazione del progetto "Sentieri" coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità. «Stiamo attendendo conferme relative a tre profili - spiega il ministro -. La prima è che su un arco di 12 anni c'è una variazione dell'esposizione per alcune patologie. Inoltre stiamo elaborando i risultati di un monitoraggio biologico per valutare una criticità relativa ai prodotti caseari. Infine, saranno presentati i risultati di uno studio nazionale sull'inquinamento dei mitili. Tutti questi dati dovrebbero essere presentati il 12 ottobre». I NUMERI - «Non credo che la magistratura abbia elementi diversi da quelli di cui disponiamo e che sono frutto delle indagini di questi anni» ha aggiunto Balduzzi. Nell'area dell'Ilva, tra il 1995 e il 2002, si è registrato un aumento tra il 10% e il 15% della mortalità generale e per tutti i tumori, sia negli uomini che nelle donne. (Corsera)

domenica 2 settembre 2012

Arriva Travaglio

Caso Ilva, sciocchezze in libertà

di Marco Travaglio
Si fanno chiamare 'tecnici', ma sulla fabbrica inquinante di Taranto hanno dato prova di dilettantismo, improvvisazione e soprattutto scarsissimo senso della realtà


Fabbrica Ilva a TarantoDifficile assegnare la Palma Nera della dichiarazione più stupida sul caso Ilva. Troppi candidati, e tutti titolatissimi. Il ministro della Salute Renato Balduzzi dice che bisogna «bilanciare salute e occupazione» perché non solo il cancro, ma «anche perdere il posto di lavoro fa male alla salute». Non parliamo poi di chi si prende il cancro e poi perde pure il lavoro: ma, volendo, la lista delle sfighe è infinita. Il Giornale fa la graduatoria: «Meglio rischiare il cancro che morire subito di fame». Chicco Testa, sul Foglio, osserva acuto che sequestrare l'Ilva perché uccide non basta: bisogna incriminare «Anas, Società autostrade, fabbricanti e proprietari d'auto» e «sequestrare auto e strade» dopo ogni incidente di macchina.

PARAGONE CRETINO quant'altri mai, visto che ai pirati della strada viene sequestrato il corpo del reato: che, nel caso degli incidenti, non è la strada, ma l'auto, come nel caso dell'Ilva sono gli impianti inquinanti. E pensare che il giovane Emilio Riva si dannava l'anima per "vendere fumo" a politici e stampa: come se politici e stampa non ne vendessero abbastanza. Ora però siamo governati da "tecnici". Corrado Clini, da 20 anni all'Ambiente, prima come direttore generale poi come ministro, dovrebbe essere un'autorità indiscussa. Invece fa sapere che, se i giudici sequestrano alcuni impianti in attesa della bonifica, questi non ripartono più: «Per spegnerli occorrono 6-8 mesi, più altri per farlo ripartire. Se si chiude l'impianto a caldo finisce l'Ilva ed è a rischio l'intero sistema industriale italiano». Anche un vecchio ecologista come Vittorio Emiliani implora sull'Unità di «risanare senza spegnere» perché «cessare la produzione nelle aree a caldo» significa «erigere il monumento funebre alla politica e all'occupazione nella siderurgia». Bum. Corrado Passera, altro noto luminare della siderurgia (nonché amico ed ex socio di Riva nella Cai-Alitalia, quand'era al vertice di Banca Intesa e advisor del governo Berlusconi), dice che «è assolutamente necessario evitare la chiusura e lo spegnimento degli impianti, che causerebbe danni irreparabili». Eppure uno dei maggiori esperti di siderurgia, Leo Corvace di Legambiente, ha spiegato al Fatto che per riattivare un altoforno bastano «due o tre settimane». Fonti interessate? Forse. Ma nel 2002,dopo un intervento della Procura, l'Ilva preferì chiudere le cockerie (dove si distilla il carbone) che rispettare le prescrizioni, poi le riaccese tali e quali grazie a un accordo col governatore Fitto. Nulla di "irreparabile". E poi fidiamoci almeno di Emilio Riva senior, che nel 2009 illustrò così al Sole-24 ore la sua strategia contro la crisi mondiale del settore: «Preferisco tenere gli impianti produttivi fermi al 60-70 per cento, con quattro altiforni» accesi a metà e uno spento,«ricorrendo alla cassa integrazione». Quindi, se gli altiforni li spegne o li lascia in "folle" lui, va tutto bene; se i giudici ne spengono qualcuno, condannano a morte l'Ilva, la siderurgia, il sistema industriale italiano? Libero sostiene poi che «se chiudono gli altiforni italiani festeggiano tedeschi e indiani». Gli indiani non sappiamo, ma i tedeschi vantano le più basse emissioni industriali inquinanti d'Europa e le più stringenti regole igienico-ambientali. In aprile, l'Agenzia per la salute e la sicurezza alimentare della Baviera ha chiuso dall'oggi al domani 42 dei 230 negozi di una mega-catena di panificatori, la Muller Brot, quarto gruppo in Europa con 3 mila dipendenti, per gravi carenze igieniche.I sindacati han protestato per tanta severità, costata il posto a 845 persone. Ma l'Agenzia ha tirato diritto e la Muller Brot è fallita.

ORA IL MARCHIO E' PASSATO di mano e la produzione riprende, nel rispetto delle regole. Se la Germania avesse ministri come i nostri, si sarebbero precipitati in Baviera per intimare alle autorità di «bilanciare igiene e lavoro». Il Kikko Testen del luogo avrebbe chiesto di chiudere le strade perché ogni tanto la gente vi getta le cartacce. E Il Giornale e Libero avrebbero titolato: "Peggio morire di fame che mangiare pane e topi, fra l'altro la carne non è niente male".(L'Espresso)

mercoledì 22 agosto 2012

Sarà l'ennesimo clown della compagnia?

Ci preme sottolineare che se continuiamo ad assumere clown c'è il rischio che il Circo Taranto fallisca!

Il dossier epidemiologico del ministero della Salute su Taranto sarà pronto per la metà di settembre.

Lo ha detto il ministro della Salute Renato Balduzzi, intervenuto a 'Prima di tutto' su Radio 1 sulla vicenda dell'Ilva. "Tranto da 12 anni e' inserita nei siti di interesse nazionale che sono monitorati dal ministero - ha spiegato Balduzzi - anzi per Taranto c'e' stato aggiornamento della situazione epidemiologica che sara' presentato a meta' settembre, ed e' in corso un monitoraggio biologico per quanto riguarda gli allevatori del territorio circostante". Si tratta, ha spiegato Balduzzi, "di un campione molto specifico e interessante per verificare le conseguenze della situazione dell'inquinamento ambientale in modo non tale da gettare un generico allarme ma piuttosto capire esattamente qual e' la situazione e poter elaborare una strategia di risposta sanitaria". E ha aggiunto: "Se in queste settimane di Ilva si e' parlato soprattutto per lavoro e ambiente e' per l'indagine della magistratura in corso". Ma il ministero della Salute, ha assicurato Balduzzi, "non e' stato con le mani in mano e ha continuato e approfondito quel che gia' stava facendo. Io gia' a settembre o entro meta' ottobre, quando saranno completati questi studi epidemiologici, saro' in grado di rappresentare quadro piu' certo su cui Governo, istituzioni e opinione pubblica potranno basarsi per una sinergia integrale di risposta al problema per tenere insieme salute, ambiente e occupazione". (AGI).

martedì 14 agosto 2012

Dal teatrino di Roma

Ecco il podio del Circo Massimo Romano.
La medaglia d'oro va ovviamente al Gran Clown Clini che vince lo spazio video con la sua proposta di interpellare l'Organizzazione Mondiale della Sanità per Taranto!! Ma il suo Ministero che fa?
Ricordando la celebre gag di Corrado Guzzanti ci viene in mente quello che disse il tecnico dopo aver aperto il computer per riparalo: "qui ci vuole un tecnico"!
A proposito, sulla scia di questa iperbole di battute da circo: c'è nessuno che proponga di mandare i Caschi Blu all'Ilva?

 

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Un testo da applausi per la prima parte e indubitabilmente ottuso nella seconda. Ecco i due volti confusi della Lega!
PS. Ma la famiglia Riva non è di Brescia?
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 Ilva: Lega Nord diserta audizione Clini, ''Governo meridionalista''

(ASCA) - Roma, 14 ago - ''Oggi i componenti della Lega Nord in seno alla commissione X Attivita' Produttive della Camera dei deputati non prenderanno parte alla riunione della stessa che deve avvenire congiuntamente con la commissione ambiente sul caso Ilva di Taranto per una precisa ragione politica''.

Lo annuncia, in una nota, Gianni Fava, responsabile del settore attivita' produttive della Lega Nord.

''Non abbiamo in alcun modo condiviso nelle modalita' ne' tantomeno le finalita' dell'odierna convocazione. Troviamo infatti discutibile - spiega Fava - il fatto che si riuniscano organismi parlamentari in un periodo del genere per commentare una sentenza della magistratura ed eventualmente censurarla. La sinistra italiana per anni ci ha ripetuto che le sentenze si rispettano e non si commentano e adesso chiedono a gran voce di convocare il parlamento per fare quello che normalmente imputavano al mondo berlusconiano. Il fatto poi che a fare il pm della politica contro la magistratura sia chiamato il ministro Clini lascia quantomeno perplessi. Se le leggi sono sbagliate il parlamento dispone degli strumenti e delle prerogative per modificarle, ma se sono giuste allora bisogna tollerare che i magistrati le applichino. Siamo certi che tutto questo fervore non si sarebbe verificato se si fosse trattato di qualche azienda del nord, magari medio-piccola, per la quale nel caso di ordinanze restrittive da parte della magistratura avremmo assistito ad un patetico coro di consenso provenire dall'area benpensantedella politica italiana''.

Ma si sa, conclude, ''anche se noi non ci rassegniamo facilmente, questo governo dimostra tutto il proprio strabico razzismo nei confronti del nord e non perde occasione per dimostrare che quando in ballo ci sono gli interessi del sud tutte le armi sono ammissibili, compresa un'incomprensibile levata di scudi nei confronti di quei magistrati che fanno solo il proprio mestiere. Pertanto abbiamo deciso di lasciare che se la cantino e se la suonino da soli, riservandoci di prepararci per una grande battaglia parlamentare alla ripresa di settembre quando si entrera' nel vivo del dibattito sul cosiddetto decreto Ilva, dove guarda caso si cerchera' di far piovere ingenti quantita' di risorse pubbliche a favore del giusto risanamento di un'area fortemente compromessa, ma non si affrontera' in alcun modo e con alcuna risorsa il tema del risanamento delle tante areedel nord che necessitano dei medesimi interventi''.

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Ma perché quando Di Pietro era ministro per le infrastrutture e non si mosse per le bonifiche e le verifiche sui fondali del porto?
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Ilva, Di Pietro: Riva foraggiava politici per avere regalie

"Quel che ha fatto lui peggiorerà con la nuova legge su finanziamento"

(TMNews) - "Emilio Riva è il proprietario dell'Ilva, la fabbrica che da anni avvelena Taranto senza che la politica nazionale muova un dito per proteggere i cittadini e far rispettare la legge. Sarà una coincidenza, ma Emilio Riva è anche un grande finanziatore della politica, uno di quelli che non fanno preferenze e foraggiano un pò tutti: un miliardo a destra, uno a sinistra e nessuno s'ingrugna". E' quanto scrive sul suo blog il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
Mentre appestava il mare, l'aria e la terra di Taranto - sottolinea l'ex pm - Riva donava 245mila euro a Forza Italia e 98mila non al Pd, che allora ancora non esisteva, né ai Ds, ma al futuro ministro dello Sviluppo Economico e futuro segretario del Pd, Pierluigi Bersani. Si trattava di finanziamenti leciti e del tutto regolari. Ma, che il signor Riva, un tipo accorto e ben attento al proprio portafogli, abbia cacciato tutti quei soldi gratis et amore Dei non lo crederebbe nemmeno un bambino: lo scopo era riceverne regalie".
Riva - aggiunge ancora Di Pietro - si è fatto bene i conti. Ha capito che avrebbe risparmiato milioni di euro intervenendo sul sistema e rendendoselo amico con il denaro, piuttosto che mettendo in sicurezza i suoi impianti e bonificando l'ambiente che aveva inquinato. Io non voglio neppure pensare che la folle aggressione contro la magistratura di Taranto da parte dei principali partiti c'azzecchi qualcosa con quegli esborsi. Ma, proprio perché non lo penso, dico forte e chiaro che chi ha preso soldi da Riva dovrebbe, oggi, sentire il dovere morale e avere la delicatezza istituzionale di non intervenire a gamba tesa in questa vicenda e lasciare che se ne occupi chi di dovere".
Questa brutta vicenda è un presagio chiaro, purtroppo, di quello che succederà con la nuova legge sul finanziamento dei partiti, varata a luglio e scritta dalla Casta su proposta di ABC. Quella legge - sottolinea ancora il leader Idv - incentiva le donazioni dei privati ai partiti, gli permette di scaricarsele dalla dichiarazione dei redditi, fissa un tetto per i regali dei privati ai politici e, insieme, indica l'inganno con cui lo si può aggirare. E' una legge che legittima e incentiva le tangenti: per gente come Riva sarà una festa. Pagheranno a destra e a sinistra, si metteranno con le spalle al coperto e, oltretutto, potranno anche farsi rimborsare dallo Stato, sotto forma di sgravio fiscale, la tangente legalizzata".
Quella legge - conclude Di Pietro - deve essere abolita prima che finisca di distruggere l'Italia".

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Anche Balduzzi entra nel Gran Circo con un numero di equilibrismo linguistico da vero giocoliere!
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Ilva: Balduzzi, situazione da seguire con attenzione

(ASCA) ''La situazione e' da seguire con molta attenzione perche' i dati di cui disponiamo dicono che bisogna fare attenzione e quelli che a breve avremo delineeranno una strategia compiuta''. Lo ha detto in diretta a Tgcom24 il ministro della Salute Renato Balduzzi sul caso dell'Ilva di Taranto. Sulla possibilita' di chiudere lo stabilimento, ''Sia Clini che Passera - ha precisato il ministro - hanno detto alcune cose da valutare con attenzione. Non sono decisioni che possono essere prese senza ponderazione. Si agira' nell'interesse di tutti e di tutte le prospettive coinvolte. Non si puo' fare una gerarchia tra le problematiche in campo''. Sulla strategia che si adottera' a breve, il ministro ha aggiunto:''In presenza di queste situazione la gerarchizzazione dei beni e' problematica, il problema e' intrecciare le polarita', non e' facile ma e' la scommessa da vincere. Non ci sono scorciatoie. A ottobre ci saranno le condizioni per poter lavorare con la Regione a una strategia per Taranto''.

domenica 12 agosto 2012

I tumori certi e l'elemosina del ministero

Caso Ilva, Taranto capitale dei tumori
"Mortalità record per quelli ai polmoni"

L'incidenza delle malattie nell'area del siderurgico è maggiore del 15 per cento, del 30 quella riferite a quelle polmonari. I dati dello studio saranno consegnati a settembre al ministro della Salute

Taranto capitale dei tumori. Lo dice anche il ministero. E' maggiore del 15% l'incidenza dei tumori nell'area del sito dell'Ilva di Taranto, con un picco del 30% in più per quelli al polmone. E' quanto si legge nell'indagine epidemiologica 'Sentieri', coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità - anticipata da Repubblica - che verrà presentata il 18 settembre al ministero della Salute. Un dato legato all'inquinamento prodotto dall'Ilva: ''Molteplici studi di monitoraggio ambientale e campagne di misura delle emissioni industriali effettuati nell'area di Taranto - sottolinea il rapporto - hanno evidenziato un quadro di inquinamento ambientale diffuso, ma anche il contributo rilevante del polo industriale cittadino, in particolare il complesso dell'acciaieria, ai livelli ambientali di inquinanti di interesse sanitario''.
  Il ministro Renato Balduzzi riceverà nei prossimi giorni anche nuovi dati sul rischio dal Centro per il controllo delle malattie. Lo studio dell'Iss è stato già pubblicato sulla rivista Epidemiologia e Prevenzione e riguarda tutti i Siti di interesse nazionale per le bonifiche (Sin), 44 in tutto. La ricerca ha trovato per l'area di Taranto un "eccesso di circa il 30% nella mortalità per tumore del polmone, per entrambi i generi, un eccesso compreso tra il 50% (uomini) e il 40% (donne) di decessi per malattie respiratorie acute", e un aumento de 10% nella mortalità per le malattie dell'apparato respiratorio.
  E intanto sembra sempre più lontana la bonifica dell'impianto più grande d'Europa, fra i più grandi del mondo: 336 milioni per la riqualificazione ambientale, anni di lavori, circa otto mesi solo per fermare l'impianto, durante i quali, nel corso delle progressive procedure di spegnimento, l'inquinamento però non diminuirà. Per completare l'operazione di risanamento, per la quale lo scorso lunedì è stato avviato il tavolo di lavoro con il ministro Clini i tempi sono incerti. Servirà ordinare materiali e macchinari e la loro disponibilità potrebbe incidere profondamente sulla tempistica totale dell'operazione di risanamento dell'area dalla quale arrivano 10 tonnellate di acciaio l'anno, più di un terzo del totale prodotto in tutta Italia (la produzione totale è di 29 milioni di tonnellate d'acciaio l'anno).
  A spiegarne le tappe delle procedure è Donato Firrao, docente di metallurgia del Politecnico di Torino. Si parte dalla cokeria: è il settore più inquinante dell'impianto dove si fonde il carbone. L'altoforno a Taranto è appena stato rimesso a nuovo secondo i criteri più moderni e i convertitori a ossigeno emettono al massimo ossidi di ferro, che non sono pericolosi, ha spiegato l'esperto. Per questa ragione, secondo Firrao, l'ipotesi migliore sarebbe quella di chiudere solo la cokeria e comprare il suo prodotto, il coke, sul mercato, continuando così la produzione e facendo diminuire le emissioni.
  Molto più problematico lo spegnimento dell'area a caldo che provocherebbe la 'morte' dell'impianto. Tecnicamente esiste la possibilità di sostituzione gli impianti con modelli meno inquinanti. Un caso a cui far riferimento è quello della Siemens che ha realizzato delle acciaierie ad emissioni molto meno inquinanti, ma richiederebbero la costruzione anche di nuovi edifici L'operazione per molti è di una complessità straordinaria: "non è mai accaduto nel mondo un evento come questo - ha spigato Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia - si tratta di una vera e propria rivoluzione considerata anche la sfavorevole congiuntura economica che in questo momento ha fatto ridurre del 20-30% la domanda di acciaio".
  Sono molte le complessità tecniche che gli esperti dovranno affrontare come ad esempio anche la 'semplice' copertura delle aree di stoccaggio dei minerali, che spiega Tabarelli, in tutto il mondo restano scoperti, ma dai quali partono le polveri rosse che 'sporcano' l'area attorno. Sul piano messo a punto dalla task force guidata dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini per l'Ilva lo scorso 26 luglio, ora bisognerà stabilire un percorso con 'tempi certi'. Il testo del documento - siglato dal ministro dell'Ambiente e da quello dello Sviluppo economico Corrado Passera, insieme con il governatore Nichi Vendola, il sindaco della città Ippazio Stefano e il presidente della provincia Gianni Florido - parla di "certezza degli obiettivi e dei tempi di approvazione e realizzazione".
  Il protocollo d'intesa 'per interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto' prevede risorse per "interventi di riqualificazione ambientale" pari a "un importo complessivo di 336 milioni di euro": 329 pubblici e 7,2 privati. Di questi, 119 milioni vanno alle bonifiche, 187 milioni per interventi portuali, e 30 milioni per il rilancio industriale per investimenti produttivi caratterizzati da un elevato livello tecnologico. (La Repubblica)


Bonelli: «Nel decreto soldi per l’Ilva e solo 8 milioni ai Tamburi»
Un decreto-beffa. «Perché sovverte il principio secondo il quale chi inquina paga. E fa pagare ai cittadini i costi dell’inquinamento prodotto da aziende come Ilva ed Eni». Il diavolo si nasconde nei dettagli secondo il presidente dei Verdi Angelo Bonelli. Spulciando le carte del disegno di legge presentato dal governo Monti (il decreto per Taranto che attiva le bonifiche con 336 milioni di euro), il consigliere comunale ha scoperto che «i finanziamenti a tasso agevolato previsti nel decreto legge 83 del 2012 per le aziende della green economy, che si occupano cioè di energie alternative, vengono estesi anche alle aziende che realizzeranno interventi di ambientalizzazione e riqualificazione nell’area Sin di Taranto, il Sito di interesse nazionale. Praticamente, Ilva ed Eni potranno accedere a questo fondo di 70 milioni di euro. E pensare che aziende come l’Ilva negli ultimi anni hanno realizzato utili per due miliardi di euro. Insomma, il principio chi inquina paga viene sovvertito. Lo Stato, cioè i cittadini contribuenti, pagheranno i danni ambientali di aziende come l’Ilva. È assurdo».

Bonelli ha poi criticato aspramente la scelta di stanziare risorse addirittura ridotte per alcuni interventi strategici. «Per bonificare il quartiere Tamburi (quello dove un'ordinanza stabilisce che i bambini non possono toccare la terra a causa dell'inquinamento) sono previsti - ha sottolineato il presidente dei Verdi - solo 8 milioni di euro (una cifra assolutamente ridicola) mentre per il Mar Piccolo sono stati destinati solo 21 milioni. Ricordiamo che con un analogo protocollo d'Intesa del 2005 erano stati destinati 50 milioni di euro per la bonifica del quartiere Tamburi e 25 milioni per quella del Mar Piccolo: soldi spariti nel nulla e che a Taranto non sono stati mai utilizzati. Invece, il grosso delle risorse, circa 170 milioni, sono per il porto anche per la costruzione della diga foranea ». Bonelli ha concluso con una stilettata al governo: «Invece di dare contributi alle imprese avrebbe fatto meglio a creare un fondo per la tutela della salute dei cittadini di Taranto e ad avviare immediatamente un monitoraggio sanitario anche attraverso le analisi su sangue ed urine della popolazione tarantina, che da decenni deve subire il peso insostenibile dell'inquinamento». (Fulvio Colucci - GdM)