Ilva, tumori in aumento anche del 419%
La mortalità a Taranto è più alta rispetto al resto della regione del 14
per cento per gli uomini e dell'8 per cento per le donne (in media l'11
per cento in più), mentre rispetto al resto della provincia si ammalano
di tumore il 30 per cento in più degli uomini e il 20 per cento in più
delle donne. Sono i dati contenuti nel Progetto Sentieri dell'Istituto
superiore della sanità sui siti inquinati relitivi agli anni 2003-2009.
Nelle donne l'incidenza dei tumori è più alta con dati che oscillano
tra il 24 e il 100 per cento, mentre per gli uomini rispetto alla media
della Regione le possibilità di morire di tumore aumentano fino al 419
per cento. E nei bambini crescono le malattie nel primo anno di vita e
la mortalità. "Dai risultati presentati emerge con chiarezza uno stato
di compromissione della salute della popolazione residente a Taranto",
scrive il ministero della Salute.
Una situazione 'scandalosa' denunciano gli ambientalisti; è "scorretto
trasferire i dati che riguardano la storia sanitaria di decenni alla
situazione attuale dell'Ilva", precisa il ministro dell'Ambiente Corrado
Clini. Un concetto ribadito dall'azienda in una nota in cui
sottolinea: "I dati dello studio Sentieri esposti oggi dal Ministro
Balduzzi richiedono un'attenta e approfondita analisi. Da una prima
lettura emerge una fotografia che rappresenta un passato legato agli
ultimi 30 anni e non certo il presente". Lo afferma l'Ilva in una nota,
annunciando nei prossimi giorni un incontro con la stampa. Per Renato
Balduzzi "si deve fare di più".
L'ALLARME SANITARIO - Si
apre dunque con un serio allarme la settimana cruciale per il futuro
dello stabilimento Ilva. Dovrebbe infatti essere questione di ore la
pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della nuova Autorizzazione
integrata ambientale (Aia) per l'esercizio dell'attività industriale,
che potrebbe avvenire martedì 23 ottobre facendo entrare in vigore il
testo, approvato con molte osservazioni e critiche, dalla Conferenza di
servizi il 18 ottobre scorso. Intanto il ministro della Salute Renato
Balduzzi ha incontrato le associazioni ambientaliste per presentare lo
studio compiuto dall'Istituto superiore della sanità con l'Oms,
denominato progetto Sentieri, che si riferisce ai dati aggiornati al
2009 sull'analisi della mortalità, del biomonitoraggio e del rischio
sanitario connesso alla qualità dell'aria. Il più 11 per cento si
riferisce all'eccesso di mortalità rilevato a Taranto rispetto alle
aspettative di morte di tutti i cittadini residenti in Puglia. Si
tratta di un dato ricavato dalla media tra l'eccesso di mortalità del 14
per cento registrato tra gli uomini e quello dell'8 per cento rilevato
nelle donne nel periodo tra il 2003 e il 2009.
GLI UOMINI - Per
gli uomini l'eccesso di mortalità per tutte le cause nel periodo che
va dal 2003 al 2009 rispetto alla media regionale è del 14 per cento.
Per tutti i tumori è più 14, per cento malattie circolatorie 14 per
cento, malattie respiratorie c'è un eccesso del 17 per cento, per i
tumori polmonari si raggiunge il più 33 per cento e c'è un più 419 per
cento di mesoteliomi pleurici. Rispetto al resto della provincia,
invece, per gli uomini che vivono tra Taranto e Statte si registra un
più 30 per cento di tumori. Nel dettaglio c'è un più 50 per cento del
tumore maligno del polmone, più 100 per cento per il mesotelioma e per i
tumori maligni del rene e delle altre vie urinarie (esclusa la
vescica), più 30 per cento per il tumore della vescica e per i tumori
della testa e del collo, più 40 per cento per il tumore maligno del
fegato, del 60 per cento per il linfoma non Hodgkin, del 20 per cento
per il tumore maligno del colon retto e quello della prostata e al 90
per cento per il melanoma cutaneo.
LE DONNE -
Per le donne a Taranto invece è stato rilevato un eccesso di mortalità
rispetto al resto della regione per tutte le cause nel periodo tra il
2003 e il 2009 dell'8 per cento. I decessi legati ai tumori sono più 13
per cento, per le malattie circolatorie più 4 per cento, per i tumori
polmonari più 30 per cento e per il mesotelioma pleurico più 211 per
cento. In particolare, rispetto però stavolta ai dati della provincia
nel sito di Taranto e Statte si registra un incremento totela dei
tumori del 20 per cento e nello specifico dei tumori al fegato (+75%),
linfoma non Hodgkin (+43%), corpo utero superiore (+80%), polmoni
(+48%), tumori allo stomaco (+100%), tumore alla mammella (+24%).
I BAMBINI - I
bambini si registrano incrementi significativi di contrazione malattie
per tutte le cause nel primo anno di vita. Inoltre nel vertice gli
esperti hanno confermato un aumento della mortalità.
DIOSSINA - I
livelli di diossina nel sangue degli allevatori di masserie nelle
vicinanze dell'Ilva di Taranto sono "consistentemente più elevati di
quelli osservati a distanze maggiori". Anche questo emerge dallo studio
di biomonitoraggio tra gli allevatori che hanno lavorato presso masserie
dislocate nel territorio della provincia di Taranto, nato nell'ambito
del programma strategico nazionale Ambiente e salute sostenuto dal
ministero della Salute. I campioni di sangue sono stati raccolti dalla
Asl di Taranto nel periodo novembre-dicembre 2010. Le determinazioni
analitiche, condotte presso l'Iss, hanno riguardato la concentrazione
nel sangue di diversi metalli, diossine e policlorobifenili (Pcb).
Secondo il ministero della Salute, il dato emerso entro il raggio di 15
km di distanza dagli impianti dell'Ilva, è "coerente con i risultati del
monitoraggio alimentare condotto dalla Asl, che ha rilevato in questa
area numerose situazioni di non conformità rispetto ai limiti di legge".
E ancora: "I livelli di diossine e Pcb rilevati negli allevatori non
comportano un pericolo per la salute delle singole persone che hanno
partecipato allo studio, ma evidenziano l'estensione delle ricadute
delle emissioni del polo industriale che subiscono una diluizione con
l'aumentare della distanza. Per quanto riguarda i metalli, non ci sono
elementi di preoccupazione, nè relazioni dirette con la distanza dal
polo industriale". Per alcuni metalli (in particolare manganese, ma
anche arsenico, cadmio e piombo) i livelli nel sangue degli allevatori
corrispondono a quelli medio-alti della popolazione italiana.
IL MINISTRO BALDUZZI: UN PO' SORPRESO -
"Sono rimasto un pochino sorpreso - ha commentato il ministro della
Salute - la mia sensazione è che a questo punto si debba fare di più, ma
penso anche che l'Aia possa essere un punto di svolta". "Quello che
abbiamo chiesto - ha poi spiegato Balduzzi - è stato inserito
nell'autorizzazione. Nel giro di un anno, sulla base dei monitoraggi,
penso che si dovrà fare un riesame della situazione. Un anno mi sembra
un periodo adeguato per le prime valutazioni". Il Ministero della Salute
- ha affermato - "è andato al tavolo per l'Aia per l'Ilva con i dati
aggiornati e ha chiesto e ottenuto che nel provvedimento venissero
inserite anche le prescrizioni sanitarie insieme a quelle ambientali".
Balduzzi ha poi definito l'Aia rilasciata all'Ilva "sufficiente perché
siamo riusciti a combinare l'aspetto ambientale con quello della salute.
Io non posso opporre la salute al lavoro. La salute è senz'altro
fondamentale ma anche rimanere senza lavoro ha poi conseguenze sullo
stato della salute". Il fatto che l'Aia all'Ilva tenga presente
l'aspetto ambientale e quello sanitario può essere, per Balduzzi, "un
punto di svolta considerate le diverse situazioni che abbiamo nel nostro
Paese. Noi abbiamo chiesto al tavolo dell'Aia che ci fosse la
connessione dei due aspetti ma la legge regionale della Puglia sul danno
sanitario ci ha anche aiutato percché ha dato fondamento giuridico a
quest'inpostazione". "I dati su Taranto sono allarmanti e ricalcano
quelli già' circolati: bisogna partire da questo dato di fatto per
intervenire", è stato invece il commento dell'assessore alla Sanità
della Regione Puglia, Ettore Attolini, dopo l'incontro con il ministro.
VERTICE A BARI CON CLINI
- Clini e Balduzzi domani saranno a Bari dove parteciperanno a una
tavola rotonda sul "Caso Ilva" dopo l'illustrazione della relazione al
Parlamento sulla gestione dei rifiuti nella Regione Puglia, elaborata
dalla commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti presieduta da
Gaetano Pecorella. Oggi e domani l'Ilva è anche al centro di due
appuntamenti giudiziari. In Tribunale l'udienza sull'appello presentato
dalla Procura di Taranto per far sospendere l'immediata esecutività
dell'ordinanza del Tribunale del 28 agosto con la quale, tra l'altro,
venne disposto il reintegro del presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante,
nella funzione di custode giudiziario degli impianti sequestrati.
L'appello è stato proposto in attesa della decisione sul ricorso
presentato in Cassazione dalla procura contro la stessa ordinanza.
Domani il Tribunale del riesame esaminerà il ricorso dei legali
dell'Ilva contro il secondo no del gip Patrizia Todisco alla rimessione
in libertà di Emilio Riva, del figlio Nicola e dell'ex direttore dello
stabilimento di Taranto Luigi Capogrosso, tutti agli arresti
domiciliari dal 26 luglio nell'ambito dell'inchiesta per disastro
ambientale a carico dei vertici dell'azienda.
I VERDI: "AVEVAMO RAGIONE"
- "I dati confermano la drammaticità della situazione. E' molto grave
che vengano presentati in ritardo, dopo che si è concluso l'iter per
l'Aia all'Ilva". commenta il presidente nazionale dei Verdi, Angelo
Bonelli. Che ha ricordato di essere stato querelato dal ministro
dell'Ambiente, Corrado Clini, perché si riteneva avesse manipolato i
dati e diffuso notizie false: "Ma il punto - ha detto il leader dei
Verdi - è che i dati che noi abbiamo fornito hanno un'entità minore
rispetto a quelli forniti dal ministro Balduzzi, che sono ancora più
gravi. Ora chiediamo che l'Aia licenziata in Conferenza dei servizi si
riapra e si consideri il danno sanitario perché qui la gente, i
cittadini di Taranto, meritano e pretendono di avere una città pulita in
cui non ci si debba ammalare".
(Repubblica)
Ed ecco il massimo dell'ilarità da un vero "grande" della battuta: i dati del progetto Sentieri sono nuovi!!!
Ilva: Clini, nuovi dati impongono piano straordinario
"I dati sui tumori e la mortalità impongono un programma straordinario
per la prevenzione dei rischi ambientali e la protezione salute della
popolazione". Lo dice il ministro dell'Ambiente Corrado Clini,
commentando i dati del rapporto Sentieri su Taranto. "In linea generale,
i dati trasmessi confermano - osserva il ministro - che l'inquinamento
ambientale associato alle attività industriali e cantieristiche dei
decenni passati ha un ruolo significativo negli eccessi di mortalità
rilevati per alcune tipologie di tumori". "Il protocollo di intesa che
ho promosso e sottoscritto il 26 luglio scorso con la regione e le
amministrazioni locali, ed il successivo decreto legge del 7 agosto,
sono finalizzati - sottolinea Clini - a rimuovere le condizioni di
rischio ambientale che hanno progressivamente stretto Taranto nella
morsa dell'inquinamento". "Per quanto riguarda l'eliminazione delle
sorgenti di rischio sanitario associate alle attuali attività
industriali, desidero ricordare - prosegue il titolare dell'Ambiente -
le due linee di azione che hanno guidato le iniziative del ministro
dell'ambiente di questi mesi: -risanamento dei siti inquinati ubicati
all'interno degli stabilimenti industriali, per le quali ho accelerato
tutte le procedure necessarie alla approvazione e realizzazione dei
piani di bonifica e/o messa in sicurezza; -riesame dell' Autorizzazioni
Integrate Ambientali rilasciata all'Ilva il 4 agosto 2011 con la
finalità di minimizzare le emissioni inquinanti e gli impatti ambientali
dei processi produttivi attraverso l'impiego delle migliori tecnologie
disponibili indicate dalla UE, l'adozione di misure urgenti da
completare entro 3 mesi, il recepimento della legge della Regione Puglia
sulla valutazione del danno sanitario". "A questo proposito voglio
rilevare che i dati relativi al quartiere Tamburi hanno giustificato le
misure severe e urgenti previste dall'AIA relative all'area a caldo ed
al parco geominerario dello stabilimento ILVA. Il dato molto
preoccupante relativo all'eccesso dei tumori infantili richiede indagini
accurate sulle possibili cause ambientali e sui meccanismi patogeni.
Come è noto, la popolazione infantile è altamente vulnerabile a fattori
di rischio ambientale ed è necessario capire quali fonti di rischio,
passate o ancora presenti, possono influenzare questo dato. In ogni caso
i dati sui tumori infantili confermano e rafforzano l'urgenza di un
programma straordinario per il monitoraggio e la protezione della salute
della popolazione di Taranto. A questo proposito - conclude Clini -
confermo il mio impegno a sostenere le iniziative della Regione e delle
Autorità Locali, anche con la partecipazione di ISPRA e, d'intesa con il
Ministro della Salute, dell'Istituto Superiore di Sanità e della
Organizzazione Mondiale della Sanità".
(Ansa)
Ministero Della Salute Rapporto Taranto 2012