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martedì 13 ottobre 2015

Legambiente slega gli alberi dai cappi del Comune

Legambiente: dieci domande al sindaco di Taranto sul verde urbano

Nell’incontro svoltosi il 18 settembre scorso il dottor Baio, nella sua veste di assessore all’ambiente del Comune di Taranto, al termine di un confronto sullo stato di salute del verde pubblico nella nostra città,  aveva assunto con Legambiente Taranto i seguenti impegni: immediata cessazione delle potature da parte dell’AMIU sostituzione degli alberi morti, anche a causa delle potature selvagge effettuate in passato, nell’ambito del perimetro urbano acquisto da parte del Comune di Taranto di attrezzatura idonea a meglio determinare lo stato di salute delle piante a rischio abbattimento incremento del verde urbano.
All’incontro avevano partecipato per Legambiente la presidente del Circolo di Taranto, Lunetta Franco, ed il dottor Valentino Traversa, dottore forestale esperto di verde urbano. Era inoltre presente la dottoressa Francesca Trisolini in qualità di tecnico convenzionato con il Comune di Taranto. In questi giorni abbiamo però ricevuto da molti cittadini sia segnalazioni di interventi generalizzati di potatura da parte dell’AMIU, sia foto di numerosi episodi di capitozzature o di potature così drastiche da aver ridotto le piante a scheletri.
Interventi effettuati in assoluto dispregio del Regolamento del Verde adottato dal Comune di cui Lei è Sindaco che prevede innanzitutto che gli  interventi di potatura debbano essere effettuati nel periodo invernale, mentre siamo appena all’inizio dell’autunno. Il medesimo Regolamento vieta gli interventi di capitozzatura e prescrive che  la potatura  debba essere limitata alla rimozione di parti di chioma secche, lesionate o alterate da danni fisici o da agenti patogeni senza mutare la forma naturale della pianta e/o la forma di allevamento impostata.
Le chiediamo perciò:
  1. Intende confermare o smentire gli impegni assunti dal dottor Baio ?
  2. Considera leciti o illeciti gli interventi effettuati dall’AMIU?
  3. Darà disposizioni affinché venga immediatamente imposto all’AMIU di non effettuare altri interventi di potatura essendo gli stessi vietati nel periodo autunnale dal Regolamento del Verde del Comune di Taranto?
  4. Chiederà ai Vigili Urbani di sanzionare l’AMIU in base a quanto previsto  dallo stesso Regolamento Comunale?
  5. Provvederà ad individuare i responsabili, cioè i mandanti di questi interventi assurdi, accertando chi li ha richiesti e chi ha deciso di effettuarli?
  6. E’ mai possibile che tutto sia stato fatto all’insaputa dell’Amministrazione  Comunale di Taranto? E, se così fosse, cosa intende fare, Lei che è il primo cittadino, per ripristinare il rispetto della legalità da parte di un’azienda di cui il Comune è  proprietario ?
  7. Quando verrà finalmente affidato ad altri l’incarico della cura del Verde urbano che palesemente l’AMIU non è in grado di assolvere? Sono due anni che se ne parla, qualche giorno fa i giornali lo annunciavano come già avvenuto, ma in realtà tutto continua come prima
  8. Si impegna a rimpiazzare i diversi  alberi morti presenti in città, a volte tagliati come da spaccalegna, con nuove piante e a dare disposizioni affinché queste ultime vengano adeguatamente curate?
  9. Cosa intende fare per accrescere il Verde Pubblico a disposizione dei cittadini a causa della cui esiguità  Taranto compare sempre agli ultimi posti nella specifica classifica prodotta proprio da Legambiente con Ecosistema urbano?
  10. In occasione della prossima Festa dell’Albero vorremmo piantare degli alberi nei pressi di Marechiaro. Si impegna ad evitare che gli stessi vengano poi spiantati come è avvenuto per quelli messi a dimora da Legambiente e da decine di studenti delle scuole tarantine a Cimino e poi “eliminati” per far posto ad un parcheggio che, tra l’altro, continua a rimanere incompiuto?
Restiamo in attesa di una sua risposta (Inchiostroverde)

Piazza Garibaldi: perchè piantare altri pini, se poi bisogna abbatterli?

Il Circolo Legambiente di Taranto manifesta la sua netta contrarietà alla decisione dell'Amministrazione Comunale di procedere alla piantumazione di alberi di pino in sostituzione dei tre tagliati in Piazza Garibaldi nel mese di giugno.
"La scelta di utilizzare altri pini non può essere giustificata dall'eventuale esigenza della Sovraintendenza di restituire alla piazza l'aspetto di un tempo - afferma Claudia Braccio di Legambiente Taranto - dal momento che quando, a fine Ottocento, la piazza fu costruita, le piante messe a dimora furono esclusivamente querce e palme. Non furono previsti né mai piantati all'epoca alberi di pino che sono stati introdotti in tutta Italia, e non solo a Taranto, solo più tardi ossia nell'epoca fascista. Quelli abbattuti a giugno, peraltro, avevano circa quaranta anni ed erano dunque ancora più recenti."
La scelta di ripiantare pini non trova appiglio né nella storia della piazza, né nei pareri espressi dai professionisti del settore (dottori in scienze agrarie e forestali, tra cui l'attuale consulente per il verde del Comune di Taranto) e nel regolamento comunale del verde, unanimi nel ribadire che "nella realizzazione di aree verdi limitrofe a strade dovranno essere utilizzate specie con apparati radicali non invasivi, crescita lenta e non superficiale per limitare danni ai marciapiedi, alle strutture e di conseguenza alle persone".
Viene inoltre fortemente ed espressamente sconsigliato l'utilizzo di pini nel contesto urbano pubblico e privato in quanti si tratta di alberi che, essendo ad alto fusto, se non ben potati tendono ad inclinarsi e senza preavviso a schiantare con rischio per i passanti e le auto.
"Si tratta delle stesse ragioni che, recentemente, hanno portato agli abbattimenti di numerosi alberi di pino, (a giugno i dieci pini di via Caduti di Nassyria e, ancora da eseguire, i dieci di via Ancona), messe per iscritto dalla consulente del Comune di Taranto che, nella sua relazione, ha consigliato di sostituirli con specie meno invasive – aggiunge Lunetta Franco, Presidente di Legambiente Taranto - E allora non ci sembra dettata da buon senso la decisione di piantare nuovamente dei pini in Piazza Garibaldi e pertanto chiediamo all'Amministrazione Comunale di rivederla e chiamiamo la Sovrintendenza ad esprimersi pubblicamente al riguardo. Non capiamo come mai non si debba imparare dagli errori del passato e farne tesoro. Quei pini in futuro causeranno gli stessi problemi che hanno costretto oggi alla scelta drastica dell'abbattimento e probabilmente domani dovranno essere tagliati anch'essi. "
Per Legambiente sono possibili altre scelte che si pongano in continuità dal punto di vista storico con la vegetazione presente nella piazza e che siano coerenti con le altre alberature presenti.
Nello stesso tempo pensiamo che bisogna fare quanto possibile per salvare i pini attualmente esistenti a cominciare dall'allargare in maniera congrua le aiuole in cui sono piantumati.
Dall'Amministrazione Comunale e dalla Sovrintendenza aspettiamo risposte (Legambiente)

martedì 10 gennaio 2012

NON GETTATE VIA GLI ALBERI DI NATALE: CHIAMATE!


Ma che fine fa l'abete quando finiscono le feste?
Ci pensiamo noi a selezionare gli abeti nelle condizioni giuste per essere ripiantati.. La raccolta straordinaria degli abeti si tiene dal 2 gennaio al 28 febbraio. Non lasciamo che finisca una VITA!
Seppur un albero merita di vivere. Ovunque tranne che al macero!

NON BUTTARLO!!
contattaci !! verremo personalmente a ritirarlo !!!
fabio--3398918346
mino -- 3881734372


E SE L 'ABETE NON HA LA RADICE?
l’abete, specie quello senza radici. Chi ha sfruttato le cime recise o i rami del sempreverde per ornare la casa durante le feste, anziché portarli in discarica o smaltirli, può consegnarli A NOI che li raccoglierà in fascine e li depositeremo sui fondali marini... Con i rami e le fascine si costruiscono le legnaie per la riproduzione ittica. Utilizzate da sempre dai pescatori, una volta posate sul fondale costituiscono l’habitat ideale nel quale possono proliferare i pesci, che lì depongono lunghi nastri di uova che, aderendo ai rami sommersi e alla vegetazione acquatica, proliferano.

giovedì 29 aprile 2010

Il verde che non c'è più

Continua lo scempio dei pochissimi alberi della città con il più basso indice di verde pubblico!
E c'è sempre di mezzo l'AMIU!
Cittadini, scrivete e segnalate!

COMUNE DI TARANTO, PALAZZO DI CITTA’
Gent.mo PRESIDENTE Quartiere TRE CARRARE-SOLITO CORVISEA
AMIU – TARANTO
E p.c. RESIDENTI PALAZZINE

Oggetto: segnalazione

Si segnala alla SV, che nella zona retrostante la via Ancona n°25, in prossimità della palazzina n° 9 (ingresso Scuola Media Volta), sono stati tagliati degli alberi della famiglia del Cipresso di età superiore a 20 anni.
Il taglio degli alberi nella nostra città sta diventando un’abitudine abbastanza frequente.
Recentemente è stato abbattuto un Pino nel cortile di via Pisa angolo via Fiume.
Vorrei conoscere le motivazioni di tali decisioni.
Se fosse vero che derivano da richieste di privati cittadini, la cosa mi preoccupa abbastanza, perché ritengo che sia leso un principio fondamentale della democrazia. Oltretutto sempre in tale zona, diversi sono agli atti di intolleranza verso ciò che riguarda la natura: colombi e gatti avvelenati, ecc. Alcune volte il tutto viene giustificato con certificati medici di patologie allergiche.
Ci dimentichiamo di vivere in un territorio tra i più inquinati di Europa a causa della presenza della grande industria.
Ma non voglio dilungarmi, in quanto con la presente, CHIEDO che venga rispettato l’indice di piantumazione previsto dalle norme quando furono costruite nella zona le palazzine, per cui CHIEDO la ripiantumazione degli alberi lì ove sono stati tagliati.
Nel caso il Comune, non avesse il denaro per effettuare tale operazione, CHIEDO l’autorizzazione a poter piantare i tre alberi tagliati.
Riterrò il VS silenzio autorizzazione a procedere.
Distinti saluti.
Taranto 26.04.2010 P B, Res. Via Ancona

giovedì 5 novembre 2009

Alla faccia della foresta!

Una goccia nel mare di cemento... speriamo si riesca a concepire di meglio prima che scada la giunta!
Alberi in Corso Italia

martedì 13 ottobre 2009

Chi ammazza gli alberi?

Ecco l'interessante discussione in rete riguardo all'eccidio di alberi nel centro sportivo Magna Grecia:

12 ottobre
Stamattina, non potendo recarmi sul posto perchè fuori Taranto, ho telefonato al centro sportivo Magna Grecia e la signora che mi ha risposto ha detto che il giardiniere del centro in collaborazione insieme ad uno probabilmente del comune avevano ripreso le operazioni di potatura finalizzate a suo dire alla sostituzione degli alberi.
PER CORTESIA VISTA L'URGENZA VOGLIAMO ANDARE SUL POSTO PER CHIEDERE CHIAREZZA PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI, GRAZIE? SCRIVERE AI VARI ENTI è UN'OTTIMA IDEA PER QUANTO RIGUARDA I FUTURI LAVORI, NON CERTO PER QUESTO PER IL QUALE BISOGNA INTERVENIRE CON GRANDE URGENZA (SEMPRE SE NON SIA TROPPO TARDI).
ULTIMA COSA: MA PUò ESSERE CHE I CITTADINI, ASSOCIAZIONI INCLUSE, NON SI ACCORGONO MAI DI QUESTI EVIDENTISSIMI SCEMPI? MA PUò ESSERE CHE ME NE ACCORGA SEMPRE E SOLO IO ANCHE SE VENGO A TARANTO SOLO UNA VOLTA ALLA SETTIMANA? (L.)
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La potatura secondo i responsabili della cooperativa che gestisce il Centro Magna Grecia sarebbe avvenuta dietro stretta direzione tecnica della Forestale. Gli alberi saranno eliminati e sostituiti con nuove piante.
Comunque puoi fare una telefonata di verifica alla Forestale od una richiesta formale di chiarimenti su eventuali contestazioni tecniche.(R)
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13 ottobre

Sono andato al "Magna Grecia" ed il giardiniere mi ha detto che le piante abbattute saranno sostituite da altre siepi. Speriamo bene.(L)
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HO LETTO LA V.S. EMAIL SULLO SCEMPIO RELATIVO ALLA POTATURA ALBERI DEL CENTRO SPORTIVO MAGNA GRECIA. VORREI PRECISARE CHE NON VI E' ALCUNA CONCESSIONE ALL'UTILIZZO DI QUELLA STRUTTURA, MA DOPO IL CASO PARNASSO E IL PRESUNTO SEQUESTRO, LA STRUTTURA VIENE GESTITA ,SECONDO NOI E PARTE DELLA GIUNTA COMUNALE, ILLEGALMENTE. LIBERA E CITTADINANZATTIVA HANNO TEMPO FA DENUNCIATO ALL'ALLORA ASSESSORE COMPETENTE LA SITUAZIONE,MA NON E' ACCADUTO NULLA. NON SAPPIAMO NEPPURE SE VIENE PAGATO IL CANONE,SAPPIAMO CHE C'E UNA INCHIESTA DELLA MAGISTRATURA , CERTO I GROSSI LAVORI FATTI DAI PRIVATI... (IL)COMUNE QUALE ENTE PROPRIETARIO,...AVREBBE ,COME ANCHE PER I GIARDINI VIRGILIO, DOVUTO FARE UN APPALTO PUBBLICO. IN QUESTA CITTA' PURTROPPO CONTINUANO A PERMANERE SITUAZIONI DI ILLEGALITA'.A.M.B.

lunedì 12 ottobre 2009

Ancora eccidio di alberi a Taranto

Una segnalazione al Comitato e un invito alla cittadinanza attiva!

Allego foto dell'ennesimo scempio al centro sportivo "Magna Grecia" - Taranto. La struttura è di proprietà comunale ed è stata data in gestione a privati. Non so se questa potatura la stia praticando il comune, l'Amiu, o i gestori del centro, e non so neanche se lo scopo di questa potatura letale abbia come fine la sostituzione degli alberi, oppure l'ordinaria manutenzione.
Da notare che le piante ancora in piedi erano già state sfregiate in passato perchè rese prive di rami fino alla chioma, venendo meno così alla normalissima fuzione per la quale erano state piantate decine di anni fa, cioè isolare in modo ecologico i campi dalla strada trafficatissima.
BISOGNA RECARSI PRESTISSIMO SUL POSTO E CERCARE DI COMPRENDERE BENE LA SITUAZIONE, PRIMA CHE SI DISTRUGGA ANCORA UNA VOLTA QUEL POCO DI VERDE DI QUESTA ASSURDA CITTA'.
PS:PURTROPPO IO NON POSSO ANDARCI PERCHè SONO FUORI TARANTO.
MI RACCOMANDO, OPERATIVI!!! (L.)

martedì 18 agosto 2009

Per quanto ancora saremo gli ultimi?

COMUNICATO STAMPA

Taranto ancora ultima in classifica in Italia per differenziata e verde


(foto F. Rana)

Nei giorni scorsi è stata diffusa dall'Istituto Nazionale di Statistica la relazione sugli "Indicatori ambientali urbani, anno 2008".
Nella "Classifica di attenzione all'ecocompatibilità", stilata per i comuni capoluogo di provincia italiani, Taranto risulta essere 52esima, con un calo di 11 posizioni rispetto al 2007, a fronte di una generalizzata tendenza al miglioramento.
Nelle singole tabelle dei fattori, per Taranto, si rilevano una serie di carenze più o meno gravi, dovute principalmente ad una gestione amministrativa inefficiente, che si ritorce a danno della salute pubblica e del territorio.

1) TRASPORTI.
Calo progressivo dal 2005 della domanda di trasporto pubblico;

2) ENERGIA.
Assenza di un Piano Energetico Comunale, assenza totale di sistemi solari o eolici per l'alimentazione di strutture pubbliche, incremento notevole del consumo di gas metano (+30% contro 7,5% nazionale) e di energia elettrica (1,9% contro 0,1% nazionale);

3) RUMORE.
Nessuna relazione biennale sullo stato acustico (dovuta per i comuni superiori a 50mila abitanti), assenza di un Piano di Risanamento Acustico o di centraline fisse di rilevamento, mancanza di interventi di bonifica per mitigare l'impatto del rumore (asfalto fonoassorbente o barriere acustiche);

4) VERDE.
Assenza di un Piano del Verde Urbano e di un censimento della consistenza del verde pubblico, calcolo della densità di verde per superficie mai effettuato, verde urbano stimato in 0,2 mq per abitante (stazionario dal 2000) che ci colloca all'ultimo posto assoluto in Italia (media nazionale di 93,6 mq x ab);

5) ACQUA.
Razionamento dell'acqua potabile e depurazione delle acque nere per il 90% della popolazione;

6) ARIA.
Diminuzione delle centraline di monitoraggio rispetto al 2006 (da 5,7x100kmq a 5,2xkmq), riduzione del numero di inquinanti rilevati (da 10 a 6), superamenti del limite di sicurezza per la popolazione prevalentemente nelle stazioni di rilevamento in area industriale (con buona pace dei fantasiosi teorici della matrice residenziale e veicolare dell'inquinamento a Taranto);

7) RIFIUTI.
La raccolta differenziata costituisce il 6,6% del totale dei rifiuti, con incremento rispetto all'anno precedente molto inferiore rispetto alla crescita media nazionale. Rispetto al 28,5% italiano, Taranto si colloca agli ultimi posti (in dettaglio i valori per tipologia di rifiuto in rapporto al dato italiano espressi in chilogrammi per abitante: carta 23,5 contro 65,4; vetro 5,2 contro 9,3; plastica 2,0 contro 9,3; metalli 0,3 contro 5,4; organici 2,6 contro 52; altro 6,5 contro 21,4).

Se alcuni di questi dati sono comunque diffusi più o meno generalmente soprattutto nelle regioni centro-meridionali, altri sono gravissimi e richiedono una risposta immediata da parte di chi negli ultimi anni ha vantato sensibilità ambientale senza produrre effetti significativi o peggiorando la situazione.

In particolare, in una realtà come Taranto è tragico rilevare che a fronte di un sistema industriale tra i più inquinanti al mondo si riduca il numero delle centraline e dei veleni rilevati anziché aumentare i controlli per la sicurezza dei cittadini e per la salubrità dell'aria. Non è un caso, infatti, che le uniche rilevazioni utili siano affidate molto saltuariamente all'ARPA e che nei ripetuti casi di incidenti segnalati dalla cittadinanza alle autorità, non si sia avuta alcuna informazione a posteriori, e men che meno allarmi o avvisi nel corso degli sversamenti di grandi quantità di sostanze tossiche in aria e acqua.

Come non condannare la congenita mancanza di spazi verdi per i cittadini e di piantumazioni nel territorio comunale (e la devastazione delle poche superstiti fatta ad opera di manutentori incompetenti) che ci fa essere vergognosamente ultimi rispetto ad una media quasi cento volte superiore? Come non parlare di una città che fino ad oggi continua a speculare sul mattone e condanna i cittadini a vivere in una gabbia di cemento senza possibilità di respirare e di godere dei minimi standard urbani di vivibilità?

Una nota particolare - senza dimenticare però le gravi inefficienze nei trasporti pubblici, nell'energia e nella fornitura e depurazione idrica - va, infine, al tema scottante della gestione dei rifiuti.
I numeri della raccolta differenziata parlano chiaro della politica speculativa di un'amministrazione che, da un lato condanna l'inquinamento e dall'altro brucia e sotterra materiali preziosi distribuendoli nella terra, nell'acqua e nei polmoni dei suoi cittadini. Il raggiro alla città, operato dei gestori e dei loro consulenti, viene smascherata da dati numerici assoluti che chiariscono (si vedano i dati bassissimi di raccolta differenziata dei materiali "infiammabili ad alto rendimento" come plastica, carta e organico) come l'orientamento comunale, non solo contrasti con la riconosciuta capacità di generare benessere e posti di lavoro di una raccolta porta a porta seria, ma incentivi le speculazioni economiche dei gruppi lobbistici che intascano le tasse (tra le più alte d'Italia) pagate dai cittadini per seppellire e incenerire rifiuti diffondendo polveri sottili, diossine, liquami e altri veleni.

L'abitudine ai dati sconfortanti e ad un rapporto imbarazzante con le capacità amministrative nazionali, non devono produrre rassegnazione e assuefazione nei tarantini.
Per questa ragione, il Comitato per Taranto chiede che le amministrazioni comunale e provinciale rendano conto di quanto fatto negli ultimi mesi per invertire la tendenza al dissesto ambientale e l'aggravarsi del distacco già evidente rispetto a comuni e provincie virtuose nazionali.

In particolare, chiediamo che il Comune di Taranto, non si celi dietro il paravento di un apparente dialogo, manifestamente interessato e opportunista, con la cittadinanza (si veda, ad esempio la conferenza stampa organizzata in fretta e furia senza promozione e consultazione reale, in occasione dell'annuncio della riapertura forzata dell'inceneritore AMIU, un impianto cancerogeno e tossico osteggiato da tutti i cittadini nella manifestazione del 29 novembre). Chiediamo che gli amministratori adottino autentiche politiche virtuose di consultazione e partecipazione. Questo vuol dire che, nel caso della raccolta differenziata, invece di permettere a consulenti esterni di dichiarare che le associazioni ambientaliste sono oligofreniche e che i cittadini sono incivili, si parta innanzitutto dal rispetto della cittadinanza tutta e si convochi una serie di incontri per discutere pubblicamente luci e ombre di una gestione disastrosa dei rifiuti urbani.

Una gestione sottosviluppata come quella attuale dei temi ambientali nella "città dei veleni" produce inevitabilmente malcontento e reazioni a volte incivili da parte di cittadini sottoposti ad un ambiente frustrante e malsano. La svolta può venire soltanto riconoscendo e promuovendo un rapporto sincero e trasparente: una realtà ancora troppo distante dal nostro Comune che auspichiamo cambi al più presto.


Ambiente_Istat2009

martedì 3 febbraio 2009

Una comunicazione da diffondere

ciao a tutti ,
vi invito il giorno 07/02/09 sabato alla sede del C.G.D. provinciale di Taranto in via Nettuno 52 ore 19.00
per un incontro con all'ordine del giorno i seguenti temi:
1) festa dell'albero per il giorno 14 di san valentino
2) firma lettera Altamarea
3) adesione al progetto "giardini di prossimità" in collaborazione con la sig Tarantino, e la sig Helen della città gemella di Brest
4) varie ed eventuali.
grazie
Fabio Millarte Comitato per il rimboschimento della città di Taranto

domenica 7 dicembre 2008

Da Taranto la riscossa dell'albero

Dopo gli anni dello «sviluppo selvaggio», che in molte parti d'Italia hanno compromesso i valori più importanti del territorio, oggi la città del Galeso anela a rifiorire e ad ammantarsi di verde

Parte dal Mezzogiorno d'Italia la riscossa dell'Albero.
Da secoli tagliato, bruciato, massacrato, eliminato (forse mai come oggi!), l'Albero fa sentire la sua voce attraverso le schiere dei suoi sostenitori, rappresentate da decine di liberi Coordinamenti, Gruppi, Movimenti, Media e Associazioni. E reclama più spazio, attenzione, rispetto.
Lo fa dal Mezzogiorno d'Italia, da Taranto Città dei Due Mari, affacciata sull'Arco Jonico e un tempo considerata dai viaggiatori stranieri del Grand Tour una delle più belle città d'Europa.
La sollecitazione viene dall'incontro promosso dal Comitato Spontaneo per il Rimboschimento della Città di Taranto.

Dopo gli anni dello «sviluppo selvaggio», che in molte parti d'Italia hanno compromesso i valori più importanti del territorio, oggi la città del Galeso (cantato da Orazio, Virgilio, Marziale e Stazio come «incantevole fiume dalle rive ombrose») anela a rifiorire e ad ammantarsi di verde. Si è, infatti, formato un Comitato spontaneo per il Rimboschimento della Città, che con il Comune di Taranto organizza un evento sul tema «Alberi e Ambiente» per Martedì 9 Dicembre, alle ore 18 presso il Salone degli Specchi, Palazzo di Città di Taranto.
Intervengono il Sindaco di Taranto Ezio Stefano e il naturalista Valentino Valentini, mentre svolge la relazione centrale Franco Tassi, che agli albori degli anni Settanta lanciò la famosa «Operazione Grande Albero» (sottraendo al massacro, nel solo Parco Nazionale d'Abruzzo, oltre 10 milioni di patriarchi secolari), e anima tuttora autonomamente il Gruppo di punta «Alberi Sacri». Per far rinascere un verde amato e rispettato in quel Bel Paese che il De Brosses descriveva, a metà Settecento, come un'immensa foresta. Ritrovando così, anche tra Murge e Salento, l'orgoglio della storia e dell'identità del nostro Mezzogiorno, quella che fu un tempo la Magna Grecia. (Villaggio Globale)