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venerdì 8 maggio 2015

Ritorna la bestia nera. Sarà ancora nera?

Ilva annuncia la ripartenza dell’altoforno 1

L’1 agosto l’Ilva rimetterà in marcia l’altoforno 1, fermato a dicembre del 2012 per essere adeguato alle prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale. Contestualmente ripartirà l’acciaieria 1, fermata a marzo perché in eccesso rispetto a un assetto che attualmente vede solo due altiforni in funzione, il 2 e il 4, con una produzione di ghisa a livelli di minimo storico: 10mila tonnellate al giorno. In questo mese, inoltre, partiranno i lavori all’altoforno 5, il più grande d’Europa, spento quasi due mesi fa. E su tutti i nuovi affidamenti sarà sottoscritto un protocollo di legalità.
È il piano che ieri pomeriggio ha presentato a Taranto, in un incontro con i sindacati metalmeccanici, il nuovo direttore centrale del personale dell’Ilva, Cesare Ranieri, insediatosi da circa un mese. I sindacati parlano di «nuovo approccio» da parte dell’azienda con Ranieri che ha specificato che l’Ilva deve offrire «certezze» su quanto è in cantiere a Taranto. «Abbiamo notato un passo diverso rispetto ai precedenti incontri, una maggiore apertura e una più favorevole propensione al confronto con i sindacati» dichiara Vincenzo Castronuovo, segretario Fim Cisl Taranto. «Aver dato delle conferme e indicato scadenze è un fatto positivo» aggiunge Antonio Talò, segretario Uilm Taranto.
L’Ilva, riferiscono i sindacati, sta lavorando per centrare a fine luglio l’obiettivo dell’80% delle prescrizioni Aia attuate così come prevedono sia il piano ambientale di marzo 2014 che la legge numero 20 dello scorso 4 marzo. A luglio, quindi, l’azienda conta di completare la chiusura di 10 edifici (una misura finalizzata a evitare la dispersione di polveri), di ristrutturare, sempre con la chiusura, 120 torri su 130, e di coprire 35 chilometri di nastri trasportatori. Inoltre, per i filtri nell’area dell’agglomerato si attendono le autorizzazioni, mentre è stata completata l’installazione delle benne ecologiche al quarto sporgente. Per fine luglio l’acciaieria 1 avrà la copertura del tetto e l’impianto di depolverazione. Per la copertura dei parchi minerali, invece, c’è l’autorizzazione ministeriale per quelli grandi, mentre è stata completata la parte di ingegneria su quelli minori. In corso, invece, sul parco Omo.
Sugli impianti l’Ilva annuncia che tubificio 1, Rivestimenti 1, Decatreno e Zincature 1 e 2 riprenderanno a marciare con 10 turni di lavoro settimanali. «Ma laminazione e tubifici – commenta Castronuovo – sono comunque due aree critiche perché gli ordini di lavoro scarseggiano». A novembre 2015 il Treno nastri 2 subirà una fermata per manutenzione programmata e al suo posto entrerà in funzione l’1. Il ricorso ai contratti di solidarietà è intanto aumentato per effetto delle fermate: dai 930 di gennaio si è passati ai 1.150 di febbraio, che a marzo sono divenuti 1.600 e ad aprile saliti a 3.010. Stesso trend previsto anche per i prossimi mesi. Non ancora sciolto, infine, il nodo della copertura della solidarietà rimasta ferma al 60% anzichè tornare al 70 così come reintrodotta dal “Milleproroghe”. L’Ilva, comunque, attende a giorni una risposta dall’Inps, che deve emanare una circolare, e intanto anche lo stipendio di aprile sarà pagato decurtato il 12 maggio. (Sole24h)

venerdì 30 gennaio 2015

Motori al minimo

Ilva: annunciato stop di altri impianti a Taranto

Nuove fermate all'Ilva di Taranto per mancanza di materie prime e difficolta' negli approvvigionamenti a causa della crisi finanziaria dell'azienda, da alcuni giorni in amministrazione straordinaria.
Incontrando stamattina i sindacati metalmeccanici, l'Ilva ha fornito un nuovo quadro di blocco impianti. Il laminatoio a freddo continua a restare fermo tranne l'impianto minislitter. Dopo il Treno Nastri 1, fermato nei giorni scorsi, dalle 7 del 2 febbraio si ferma anche il Treno Nastri 2 sino a data da destinarsi. In quest'impianto 150 lavoratori saranno inattivi tra ferie e solidarieta' e 76 al lavoro per varie attivita'.
Nell'area degli impianti marittimi, dove cioe' ci sono gli sporgenti e le gru per lo scarico delle materie prime della produzione (minerali di ferro e fossili) e dei prodotti finiti, a Ima est fa oggi si ferma il terzo turno e domani il 50%o dei turni programmati. Dal terzo turno di domani sino al 3 febbraio, 100 lavoratori inattivi per quest'impianto. Sempre per gli impianti marittimi dell'Ilva, a Ima ovest dal terzo turno di oggi 121 assenti e 50 presenti.
  Dal terzo turno di domani i presenti scenderanno invece a 31 e gli assenti saliranno a 140. Queste nuove fermate, precisano i sindacati, si aggiungono a quelle del laminatoio a freddo,del treno nastri 1, del tubificio 2, dei rivestimenti e delle zincature 1 e 2. Anche in questi casi lo stop e' dovuto a mancanza di materie prime. Questi impianti sono fermi gia' da alcuni giorni. Il tubificio 1 sta invece marciando a passo molto ridotto: cinque turni a settimana, uno al giorno dal lunedi' al venerdi'. Nei giorni precedenti, sempre per il problema materie prime, l'Ilva aveva fermato a rotazione, ciascuno per 48 ore, gli altiforni 2, 4 e 5.
"L'Ilva - dichiara Vincenzo Castronuovo della Fim Cisl di Taranto - ci ha comunicato un nuovo programma di fermata impianti ma ci ha pure detto che la situazione e' in evoluzione. Tutto dipende dai rifornimenti e dalla materie prime. Se si sblocca la situazione e lo stabilimento torna verso la normalita', la nuova fermata potra' anche essere revocata".(AGI).