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lunedì 9 settembre 2013

Istantanee permanenti

A GROTTAGLIE “ISTANTANEE DI UNA DEMOCRAZIA INCOMPIUTA. IL CASO ILVA”
 
Martedì 10 settembre al Castello Episcopio di Grottaglie, con inizio alle ore 19,00 si terrà un incontro-dibattito dal titolo “ISTANTANEE DI UNA DEMOCRAZIA INCOMPIUTA. L'ITALIA TRA ILLUSIONI E TRADIMENTI DI STATO. IL CASO ILVA”. Durante l’incontro si discuterà del rapporto tra politica e cittadinanza con un focus sull'ILVA.Parteciperanno al dibattito l’ ex-magistrato Antonio Ingroia, il giornalista Tonio Attino, autore del libro “Generazione ILVA” ed il dott. Agostino di Ciaula, della Associazione “Medici per l’Ambiente (ISDE Italia).
L'evento non avrà alcun colore partitico, Ingroia stesso non verrà in veste di leader di Azione Civile ma come ex-magistrato.
Parteciperanno al dibattito l’ ex-magistrato Antonio Ingroia, il giornalista Tonio Attino, autore del libro “Generazione ILVA” ed il dott. Agostino di Ciaula, della Associazione “Medici per l’Ambiente (ISDE Italia).
L'evento non avrà alcun colore partitico, Ingroia stesso non verrà in veste di leader di Azione Civile ma come ex-magistrato.(Grottaglieinrete)

sabato 12 giugno 2010

Libertà d'espressione a palagianello

SABATO 12 GIUGNO ORE 20:00 PIAZZA ROMA PALAGIANELLO.
CITTADINANZA ATTIVA ORGANIZZA UN DIBATTITO PUBBLICO SULLA LIBERTA' D'ESPRESSIONE E TUTELA DELL'ART.21 DELLA COSTITUZIONE, PARTENDO DA UN FATTO CONCRETO: LA DENUNCIA DEL SINDACO DI PALAGIANELLO NEI CONFRONTI DEL CONSIGLIERE COMUNALE DI OPPOSIZIONE VITO VETRANO, PER AVER DETTO LA SUA SULLO SPERPERO DI DENARO PUBBLICO CHE AVVIENE A PALAGIANELLO.

L'EVENTO INIZIERA' ALLE 20 CON PROIEZIONE DI VIDEO FRA I QUALI: ZANOTELLI, ASCANIO CELESTINI, PIERO RICCA ECC.

POI SEGUIRA' DIBATTITO PUBBLICO DOVE TUYTTI POSSONO PARTECIPARE ALL'INIZIATIVA

venerdì 5 febbraio 2010

Da Maruggio: No al Nucleare!

Comunicato stampa

Il comitato cittadino antinucleare di Maruggio ed il coordinamento provinciale antinucleare tarantino organizzano un DIBATTITO PUBBLICO a Maruggio il 20 febbraio 2010 sulla questione nucleare: VERITÀ e FALSITÀ. Nello specifico saranno trattati i seguenti punti:
1) NECESSITÀ per l’Italia di aumentare la sua produzione energetica anche attraverso l’energia nucleare intesa come alternativa al petrolio;
2) COSTO dell’energia nucleare;
3) ESISTENZA delle centrali “sicure” di nuova generazione;
4) INQUINAMENTO relativo ed assoluto delle centrali nucleari – le scorie radioattive.
Questa iniziativa, a cui ne seguiranno delle altre, ha lo scopo di elevare la conoscenza e la coscienza nell’ambito dell’energia atomica, sui rischi connessi al suo uso civile e militare, di dire NO alla costruzione delle centrali nucleari previste dal Decreto Sviluppo approvato dal governo italiano nel luglio 2009.
Ripartire dalle lotte contro il nucleare degli anni ’80, culminate con la vittoria del referendum del 1987, diventa imperativo. Con gli ipotetici siti di Ostuni, Avetrana, Carovigno, la Puglia viene messa ancora una volta sotto attacco: la logica dello sfruttamento si appresta a ripresentare l’antico modello di sviluppo basato su grandi opere con il loro corredo di grandi devastazioni ambientali e di morte. La questione nucleare non può assolutamente essere staccata da una situazione territoriale generale. Il territorio salentino ha subito e continua a subire gli effetti disastrosi di precise scelte economiche, politiche ed ambientali. Il salento poteva vantare storicamente una economia molto forte e specifica, ben radicata sul proprio territorio (vedi agricoltura, artigianato, pesca, etc.). L’asservimento completo della nostra terra, attraverso la sua ristrutturazione con mega impianti industriali e mega poli energetici, svela adesso il falso miraggio ed il ricatto occupazionale, con il rischio di irreversibilità e di terra bruciata di tutto il territorio salentino. In che cosa possiamo rioccupare la forza lavoro, quando le antiche economie ormai non esistono più? Sono bastati solo alcuni decenni di scelte liberiste e coloniali per sacrificare questo territorio, lasciando adesso solo morte e distruzione. Quale alternativa occupazionale possono fornire le istituzioni dopo aver totalmente disgregato il tessuto sociale e culturale di un territorio che esiste ora soltanto come grosso contenitore di diossine, di veleni, di termovalorizzatori, di discariche, di rifiuti di ogni genere, di rigassificatori, del 90 % in surplus di produzione energetica, che sicuramente non giustifica la stessa scelta nucleare.
CHE FARE QUINDI? Innanzitutto cercare di riannodare le fila di un movimento spesso frammentato nelle mille vertenze che si aprono sui territori. Dare solidarietà e sostegno all’emancipazione popolare, anche attraverso una corretta informazione ed iniziative volte a contrastare la disgregazione delle lotte popolari, ribadendo il concetto dell’unità delle lotte popolari stesse per vincere la logica del sistema che vorrebbe lavoratori contro lavoratori, cittadini contro lavoratori, il mondo del lavoro contro l’ambiente. Riconoscere che questa società non è più sostenibile: non è più pensabile un consumo sfrenato di qualsiasi fonte energetica che si è costituita in milioni di anni e che noi sprechiamo in appena un secolo di cosiddetta civiltà industriale. Educare la gente verso il risparmio energetico ed una netta riduzione del consumo di energia. Investire nelle vere energie alternative per un loro corretto utilizzo, contrastando la politica dei mega impianti energetici, che permettono solo il profitto di pochi a discapito dell’interesse collettivo, favorendo la diffusione dei micro impianti, gli unici che permettono realmente a tutti di risparmiare, salvaguardando al tempo stesso gli ecosistemi e l’ambiente in cui viviamo.
Questo è lo spirito dell’iniziativa che si terrà a MARUGGIO IL 20 FEBBRAIO 2010 ALLE ORE 17:30 C/O L’AUDITORIUM PARROCCHIALE IN PIAZZA S. GIOVANNI.
INTERVERRÀ COME RELATORE IL TECNICO NUCLEARE GIORGIO FERRARI.

comitato cittadino antinucleare Maruggio
coordinamento provinciale antinucleare tarantino

lunedì 2 novembre 2009

Dibattito sul distastro ambientale a Taranto


VENERDI 6 NOVEMBRE, ORE 18

Biblioteca comunale "Pietro Acclavio"
Piazzale Dante 1/2, zona Bestat
Taranto

DIBATTITO CON:
Leo Corvace di Legambiente e
Antonietta Podda di Radio Popolare Salento


MODERA:
Marcello Di Noi,
direttore di Tarantoggi




Un'iniziativa del Centro Sociale Cloro Rosso di Taranto:

Raddoppio dell'ENI: ennesimo scempio ambientale!

Se c'è una cosa che Taranto non ha perso in oltre duemila anni di storia è la vocazione nell'essere “capitale”.
L'unica differenza tra il presente e il passato, tuttavia, è per cosa lo si è.
Se ai tempi della Magna Grecia potevamo fregiarci del titolo di indiscussa regina del commercio e delle arti, ora, certamente, il primato spetta alle problematiche.
Dissesto economico, disoccupazione dilagante, classi dirigenti inadeguate e inquinamento a livelli esponenziali sono alcuni degli elementi che caratterizzano questo ben poco invidiabile primato.
E, naturalmente, quando si primeggia in qualcosa si cerca sempre di lavorare affinché quello scettro non venga soffiato da qualcuno.
In questo caso, il Ministro Prestigiacomo, insieme alla Eni Power, hanno deciso di regalarci l'ennesima problematica che non possa mai farci scendere dal gradino più alto del podio.
In estate, un accordo tra governo nazionale e i dirigenti della multinazionale dell'energia, ha decretato il raddoppio della produzione da parte della Raffineria Eni.
Classico esempio di arroganza da parte di un governo che non ha alcun rispetto per il territorio, come ha già largamente dimostrato l'anno scorso ostacolando con forza l'approvazione della legge regionale sulla regolamentazione delle emissioni di diossina.
E questo mancato rispetto non passa solo dall'ennesimo tentativo di scavalcare la volontà cittadina con un'imposizione dall'alto, bensì vendendo l'ennesimo attacco alla nostra salute come una possibilità di crescita occupazionale o, addirittura, come una possibilità di decremento dei livelli di inquinamento.
Perché quello che i dirigenti Eni tentano di far credere è che la sostituzione delle vecchie centrali con delle nuove dotate di una più moderna tecnologia ridurrebbe l'emissione di gas nocivi.
Ma dietro questo seppur vero cambiamento, ciò che non viene ribadito è che nell'ammodernamento dell'impianto di produzione si verificherà anche un aumento della stessa, con un conseguente raddoppio delle emissioni di C02.
Usando un quanto più elementare esempio, potremmo dire che è come decidere di sostituire un'automobile che inquina 10 con una che lo fa per 5, con il vincolo , però, di acquistarne altre due oltre a quella già destinata alla sostituzione.
In breve, un vero e proprio “pacco” combinato a regola d'arte e spedito senza troppi fronzoli al mittente, ovvero noi tarantino.
Ma se dovessimo stilare una pagella delle responsabilità, l'Eni Power avrebbe sicuramente una valutazione meno alta rispetto a quella attribuibile ai vari livelli istituzionali.
Un'azienda ha come prerogativa il profitto. E' un elemento inprescindibile delle dinamiche del capitalismo.
Profitto a scapito di tutto, della dignità dei lavoratori, della salute degli stessi e dei cittadini che abitano nei pressi della stessa azienda.
Perciò, la responsabilità maggiore è, ovviamente, da addebitare alle istituzioni, che dovrebbero essere gli organi preposti alla tutela dei nostri interessi.
Oltre alle già citate e acclarate colpe del ministro Prestigiacomo, sicuramente una nota d'onore merita il presidente della provincia Florido, che ha già espresso il suo parere favorevole al progetto.
Il sindaco Stefàno?
Probabilmente vincolato dalla sua super eterogenea maggioranza, non ha ancora esplicitato una posizione chiara; circostanza che non rappresenta certamente una giustificazione valida.
La palla, perciò, dovrà passare alla città e alla sua capacità di dire basta ai diktat imposti dall'alto.
Il 28 Novembre Alta Marea scenderà di nuovo in piazza, confidando nella speranza che i numeri e il clamore generati dall'imponente partecipazione dello scorso anno restituiscano al mittente l'ennesimo tentativo di trasformarci nella discarica d'Italia.
L'unica differenza che auspichiamo rispetto alla marcia di appena dodici mesi fa è di non vedere gli ennesimi, tristi, tentativi di strumentalizzazione e propaganda elettorale da parte degli stessi politicanti che hanno avvallato l'ennesima scelta deleteria per il territorio.
Noi in piazza ci saremo, ancora una volta, perché come recitava lo striscione usato durante il corteo dello scorso, c'è il dovere di lottare “fino all'ultimo respiro”.




http://www.myspace.com/csoaclororosso

http://www.radiopopolaresalento.it/

venerdì 13 marzo 2009

Blog deregulation

Sentenza della Cassazione: blog e forum non sono stampa

Rete divisa sulla sentenza della Cassazione di ieri che ha stabilito che forum, blog, newsletter e newsgroup non sono assimilabili alla stampa e dunque non sono soggetti agli stessi obblighi e alle stesse tutele.
Qualcuno parla di sentenza liberticida, qualcuno parla invece di buona notizia per gli utenti della rete, soprattutto alla luce di alcuni recenti disegni di legge.
La sentenza della Cassazione, destinata dunque a fare giurisprudenza, è la risposta a un ricorso presentato dall'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) che contestava la legittimità del sequestro di alcune pagine del suo sito. Si trattava, in particolare, di alcuni messaggi pubblicati dai lettori del forum Dì la tua, ritenuti offensivi verso il comune sentimento religioso.
Nella sentenza 10535, la Cassazione stabilisce che i forum sono “una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero ma non per questo il forum resta sottoposto alle regole e agli obblighi cui è soggetta la stampa (come indicare un direttore responsabile per registrare la testata) o può giovarsi delle guarentigie in tema di sequestro che la Costituzione riserva solo alla stampa".
Ma non è tutto: la Cassazione precisa inoltre che questa convinzione si estende a “newsletter, blog, forum, newsgroup, mailing list, chat, messaggi istantanei”.
Secondo l'Adu, che anticipa un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo, la sentenza è liberticida, perché stabilisce libertà diverse tra giornalisti e normali cittadini.
Tuttavia non sono in pochi a salutarla come buona notizia. L'esonero dei siti Internet e dei blog dagli obblighi della legge sulla stampa mette la parola fine su una serie infinita di querelle e tacita i timori dei blogger: non vi sarebbe infatti più alcun obbligo di registrazione al tribunale, né l'imposizione di avere un direttore responsabile, né, soprattutto, vi sarebbe l'obbligo di controllo sui commenti, del cui contenuto sarebbero responsabili solo i loro autori.
La sentenza della cassazione, inoltre, rappresenta una risposta indiretta ad alcune delle osservazioni di merito sollevate nei giorni scorsi da alcuni avvocati esperti di Internet sul disegno di legge presentato dall'onorevole Carlucci.
Sole 24ore

giovedì 18 settembre 2008

Il Comitato per Taranto in TV


Questa sera dalle 20,00 alle 21,00 il Comitato per Taranto interverrà nella trasmissione IMPEGNO CIVILE, in onda su Studio 100.
Si parlerà di ambiente dal punto di vista dei cittadini.
E' possibile intervenire anche telefonicamente chiamando la redazione di Studio 100.

lunedì 14 aprile 2008

Dibattito pubblico: dall'UE arrivano i progetti di "Debate Europe"

Democrazia - Dialogo - Dibattito

Debate Europe è parte di un’iniziativa volta ad allargare il dialogo bidirezionale preconizzato dal Piano D in vista delle elezioni europee del giugno 2009. Questo dialogo bidirezionale intende promuovere un dibattito generale e permanente sul futuro dell’Unione europea tra i cittadini di ogni ceto sociale, sia a livello nazionale che a livello dell’Ue. In una comunicazione intitolata «Debate Europe–valorizzare l’esperienza del Piano D per la democrazia, il dialogo e il dibattito» la Commissione prospetta un insieme di azioni future per promuovere il dibattito.

L’iniziativa cofinanzierà progetti di consultazione dei cittadini su scala europea gestiti da organizzazioni della società civile; promuoverà azioni a livello di paese per consentire ai cittadini di dibattere i loro punti di vista e discuterli con i decisori politici locali integrando altri programmi ed eventi dalla Commissione europea che incoraggiano la partecipazione attiva dei cittadini nel processo legislativo e decisionale a livello dell’Ue; offrirà un’impalcatura di cooperazione tra la Commissione europea e altre istituzioni dell’Ue in modo da aprirsi ai cittadini e da sormontare il gap tra le politiche europee e quelle nazionali; avvierà reti on-line che riuniranno i rappresentanti eletti dai cittadini a livello europeo, nazionale e regionale, giornalisti e altri opinion-maker europei per condividere informazioni, conoscenze e idee sull’Ue; svilupperà spazi pubblici europei nelle capitali degli Stati membri, nei quali la Commissione e il Parlamento europeo organizzeranno esposizioni, dibattiti, seminari e sessioni di informazione su questioni europee; presterà maggiore attenzione alla dimensione locale facendo partecipare funzionari dell’Ue ad attività a livello regionale e locale e valorizzerà il potenziale della tribuna di discussione on line «Debate Europe» tra gli utenti di internet.
La Commissione europea cofinanzierà nel 2008 e 2009 diversi progetti relativi alla società civile nel contesto di Debate Europe sia a livello Ue che a livello nazionale. Oltre a portare avanti le iniziative di maggior successo intraprese nell’ambito del Piano D a partire dal 2005, la Commissione pubblicherà fra breve un invito a presentare proposte in relazione a nuovi progetti.
Website Debate Europe
Fonte http://www.europaregioni.it


E' attivo un forum in lingua italiana collegato a tutti i forum dei paesi che fanno parte dell'UE.
il sito è il seguente: http://europa.eu/debateeurope/index_it.htm

E' necessario registrarsi.