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martedì 28 aprile 2009

Si dicute di tumore a Taranto

IV^ Giornata nazionale del malato oncologico
Taranto, 2/3 maggio 2009


Scarica il Programma della Giornata e la Manifesto in formato .pdf

In occasione della 4^ Giornata nazionale del malato oncologico è stato firmato un protocollo d'intesa tra FAVO, la Provincia di Taranto ed i Comuni di Massafra (ente capofila), Taranto, Avertana, Castellaneta, Ginosa, Grottaglie, Montemesola, Monteparano; Mottala; Palagianello, Pulsano, Statte e Torricella.
L'accordo segna il primo passo sulla strada che FAVO intende perseguire per realizzare accordi con le amministrazioni locali, in tutta Italia, per diffondere la cultura a sostegno dei malati di cancro e dei loro familiari.
Per saperne di più clicca qui

lunedì 16 marzo 2009

Nascerà l'Oncologico Pediatrico a Lecce?

Lecce, Osservatorio Comunale sulla situazione per Oncologia Pediatrica al Fazzi
L’ assessore Pagliaro: non si scherza con la salute dei cittadini

Si è riunito nei giorni scorsi l’Osservatorio Sanitario Comunale Permanente, attivato presso l’Amministrazione Comunale di Lecce, su iniziativa dell’ assessore all’ Igiene, Sanità Pubblica, Qualità della Vita e Randagismo, Alfredo Pagliaro. Alla riunione, oltre ai componenti dell’Osservatorio, erano presenti i rappresentanti dell’AGOP (associazione genitori oncologia pediatrica) che hanno presentato i persistenti problemi dell’assistenza sanitaria locale per i nostri piccoli cittadini malati di cancro.
“Sono convinto che presto si troverà una soluzione al grave problema che riguarda i bambini affetti dal cancro - afferma l’assessore Pagliaro - e convinto che non si possa scherzare con la salute dei cittadini, che hanno diritto a strutture pubbliche efficienti che tutelino la salute e l’integrità fisica specialmente se si parla di bambini. Chiedo alla Direzione Generale della ASL di intervenire nel più breve tempo possibile affinché venga istituita l’Unità Operativa Complessa di Oncoematologia Pediatrica presso il Vito Fazzi di Lecce e, nel frattempo, chiedo anche di prolungare il periodo di assistenza nel Day Hospital a 12 h di apertura giornaliera, per garantire l’attività di cura ai bambini ammalati”. I locali di Oncoematologia Pediatrica nel nuovo padiglione oncologico di Lecce – fanno sapere i rappresentanti dell’ AGOP - non dispongono del reparto notturno. L’assistenza ai bambini è discontinua e, dal 2005 ad oggi, si sono alternati periodi di assistenza 24h/24h, a periodi di attività di solo Day Hospital diurno, dalle ore 08:00 alle ore 14:00. I piccoli pazienti dell’unità Oncologica sono dunque costretti a tornare a casa dopo aver finito le cure quotidiane. L’attività del Day Hospital, peraltro è limitata a “Terapie di Supporto” o visite di controllo, ed è questa la forma consueta di assistenza ormai dall’inizio del 2009, da quando, cioè la dotazione di personale medico, prima rappresentata da un responsabile e da altri 5 medici, si è ridotta solo a tre medici ed anche il personale infermieristico è carente.
Eppure quando l’attività si svolgeva nell’arco delle 24h, sono stati curati nel reparto di oncologia pediatrica del “V. Fazzi”, a detta dell’AGOP, circa 200/250 bambini che oggi sono costretti a recarsi altrove, fuori Regione, per praticare la chemioterapia ed altri trattamenti oncologici non eseguibili mediante regime di ricovero in Day Hospital, con conseguenti gravi disagi fisici ed economici delle famiglie e sofferenze psicofisiche dei bambini stessi. L’AGOP lamenta, inoltre che per i bambini oncologici più piccoli, la migrazione verso centri di altre regioni è di regola, mentre per i ragazzi più grandi si ricorre spesso al ricovero presso il reparto di Oncologia adulti.
Questo comporta che la sofferenza fisica viene amplificata della sofferenza psicologica dovuta al disagio che prova un adolescente in un ambiente improprio alla sua età. Il dialogo dei genitori dell’AGOP con i rappresentanti della ASL di Lecce è pressante, sebbene “qualche medico” recentemente consultato dalla stessa ASL, verosimilmente poco informato, abbia espresso delle perplessità sulla convenienza o meno di confermare a Lecce il Polo Oncologico Pediatrico considerato, a suo dire, il numero elevato di “casi” trattati. L’AGOP sostiene invece che la struttura nata a Lecce presso il Fazzi, con il sacrificio ed il contributo di tante famiglie oltre che di professionisti medici ed infermieri motivati, dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per tutta l’area Ionico Salentina e per le altre province di Lecce, Brindisi, Taranto, in cui la richiesta di cure per malattie oncoematologiche pediatriche, purtroppo, è molto alta.
Sudnews

lunedì 23 febbraio 2009

L´oncologo Patrizio Mazza: Ormai il danno è fatto

L´oncologo Patrizio Mazza: il mio reparto è sempre pieno, la correlazione è accertata Il medico: "Ormai il danno è fatto". La gente si ammala di patologie tumorali tra il 20 e il 40 per cento in più rispetto ad altre città
21 febbraio 2009 - Giuliano Foschini Fonte: Repubblica

TARANTO - Patrizio Mazza è il primario del reparto di ematologia dell´ospedale nord di Taranto.

Il suo ufficio è all´ottavo piano: fuori dai vetri si vedono i fumi e le ciminiere. Mentre dall´altra parte ci sono vetrini e analisi del sangue. Spesso si tratta di tumori e leucemie.
«Dai nostri dati viene fuori che a Taranto la gente si ammala di quelle patologie tumorali strettamente legate all´inquinamento ambientale tra il 20 e il 40 per cento in più rispetto a quello che dovrebbe».

Che significa?
«Che qui, in termini percentuali, si ammalano molte persone che invece secondo la scienza dovrebbero stare bene: penso al ragazzino di 14 anni con la sindrome del rinofaringe o all´operaio che viene qui terrorizzato perché le analisi sono tutte sballate».

Voi che potete fare?
«Curarli. E cerchiamo di farlo nel migliore dei modi: quando io sono arrivato qui, quindici anni fa, c´erano pazienti che arrivavano dalla provincia di Lecce perché eravamo l´unica ematologia della zona. Ora nel Salento ci sono due reparti eppure abbiamo i nostri venti posti letto sempre pieni. Facciamo il possibile. E da medici denunciamo anche la possibile correlazione tra queste patologie e l´inquinamento ambientale».

Le aziende, a partire dall´Ilva, dicono però che non è colpa loro se la gente si ammala.
«Le responsabilità le deve accertare la magistratura. Noi abbiamo il compito di segnalare quello che la scienza ha provato: ed è certificata la correlazione tra alcune malattie e alcuni tumori. Alla politica spetta invece il ruolo della mediazione».

E´ quello che hanno provato a fare martedì. Che ne pensa dell´accordo firmato a Roma tra gli enti locali e l´azienda?
«Gli accordi sono delle maniere per non creare una conflittualità ed è apprezzabile lo sforzo della Regione e di tutti gli altri enti locali. Penso però che la politica in questo momento debba fare un salto in più. E quel salto è in direzione della salute della gente: qui siamo arrivati a un livello che o si sposta Taranto o si sposta la zona industriale. E soprattutto una cosa deve essere chiara: ormai il danno per chi è già nato, per tutti quanti noi, è stato già fatto. Siamo tutti una generazione di "fregati". Ora quello che si può fare è soltanto un regalo alle prossima generazioni».

martedì 20 maggio 2008

Rassegna stampa

Dal Corriere del Giorno. 20 maggio 2008

Ancora in ritardo i risultati delle analisi del tasso di diossina nelle carni ovine


Dacci oggi il nostro infortunio quotidiano... grazie ILVA!

Come si combatte il primato della mortalità per tumori? I dubbi delle associazioni e la risposta dei tecnici...