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lunedì 12 gennaio 2009

Pace sui rifiuti ma guerra tra i politici...

(Lecceprima) Il Salento procede verso una sostanziale normalità, dopo il caos dei giorni scorsi provocato dalla controversa vicenda dei rifiuti, che ha lasciato temere il peggio. Qualche area del territorio lascia trasparire ancora piccole sofferenze, ma si procede con determinazione nella stabilizzazione dei centri più colpiti: a Gallipoli rimangono qua e là i postumi dell’emergenza, ma ci si sta attrezzando per riportare la città ad una condizione ottimale; stesso discorso per Nardò, dove vanno ultimandosi i lavori di sgombro dei cassonetti ricolmi; diverso discorso per Galatina, dove Antonio De Matteis, presidente della Csa, la società che gestisce la questione rifiuti in città, ha preannunciato che la situazione potrebbe stabilizzarsi al meglio nella giornata di lunedì, con la normalizzazione del Quartiere fieristico. A Burgesi, intanto, continua lo scarico dei rifiuti in discarica e con esso prosegue il monitoraggio dei comitati proambiente del territorio, che verificano ora per ora il traffico dei tir: sono circa una novantina i camion che quotidianamente arrivano ad Ugento, senza, quindi, alcuni sovraccarico e nel rispetto degli accordi dei giorni scorsi.

Sul fronte dell’emergenza, l’assessorato regionale all’ecologia ha deciso di prorogare di 30 giorni l’autorizzazione rilasciata alla società esercente la discarica di Cavallino, finalizzata alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti ingombranti e non pericolosi, nel rispetto da parte della Regione degli impegni presi il 24 dicembre nella Prefettura di Lecce, su richiesta del presidente Ato Le1, Gianni Garrisi. Dall’Ato Le/1 è arrivato l’impegno e il pieno sostegno ad essere ecosolidali con gli altri bacini del territorio.

Ma quel che fatica a normalizzarsi, invece, è la querelle politica, fatta di accuse reciproche tra gli esponenti regionali e provinciali degli opposti schieramenti...

TARANTO: “NO AI RIFIUTI DI LECCE”

A Taranto è già partita la mobilitazione contro l’ipotesi, al vaglio degli enti preposti, di trasferire i rifiuti degli ambiti territoriali leccesi nelle discariche di Fragagnano o Grottaglie. Il comitato per Taranto e la sezione ionica italiana leucemie (Ail) hanno chiesto formalmente al presidente della Provincia, Gianni Florido, di deliberare ufficialmente il no allo sversamento dei rifiuti leccesi nel territorio tarantino. Ancora più esplicito e netto il vicepresidente del consiglio regionale, Luciano Mineo, che senza mezzi termini blocca sul nascere ogni ipotesi di questo tipo: “Nessuno si sogni – afferma - di imporre all’area ionica lo smaltimento dei rifiuti di Lecce. La Provincia di Taranto è nettamente contraria all’ipotesi e chiede il coinvolgimento ad ogni tavolo di discussione in tal senso. Nessuno può prendere in considerazione i siti di Fragagnano e Grottaglie sulla testa dei consiglieri regionali, delle istituzioni, dei cittadini delle due comunità e dell’intera provincia”. “Taranto ha già dato – precisa Mineo - sono oltre due anni che i rifiuti dei bacini Ato Le 2 e 3 vengono conferiti nelle discariche di Fragagnano e Grottaglie. Il fatto che Taranto si sia dotata per tempo ed in maniera utile di impianti di smaltimento dei rifiuti, non significa che debba diventare la pattumiera della Puglia”.

Dello stesso avviso il presidente della provincia Florido: “Esiste una profonda differenza tra solidarietà e subalternità – sostiene - solidali con il Salento lo siamo stati fino al 31 agosto scorso. E poi, forzando la mano con Fragagnano e Grottaglie, con la proroga sino al 31 dicembre. La Puglia ha più di due province: non mi sta bene che Taranto diventi il terminale della crisi leccesi”.

Ma, nonostante le parole di Florido, il comitato per Taranto non lesina critiche al presidente: “Continua con la sua politica di capo autoreferenziale, osteggiando il coinvolgimento della cittadinanza in una giusta causa comune, diversamente da quello che hanno fatto, con popolarità e successo, i sindaci e presidenti salentini”. Dagli ambientalisti tarantini critiche aspre nei confronti di Raffaele Bagnardi, sindaco di Grottaglie, che “da tempo impegnato ad ampliare le discariche e proporre inceneritori, insensibile al bene dei suoi concittadini, si è già detto pronto ad accoglierla on cambio di qualche sconticino sull’ecotassa (quelli che altrove chiamano i trenta denari)”.
Il diretto interessato smentisce accordi con le istituzioni e si dice pronto a collaborare di comune intesa con la Provincia. Ma è evidente che la crisi salentina sta diventando sempre più un affare regionale.

venerdì 9 gennaio 2009

Anche Mineo fa la voce grossa...

RIFIUTI: MINEO, NO A SMALTIMENTO LECCESE NEL TARANTINO
(AGI) - Taranto, 9 gen. -”E’ meglio dirlo subito: nessuno si sogni d’imporre all’area ionica lo smaltimento dei rifiuti di Lecce.La Provincia di Taranto e’ nettamente contraria a questa ipotesi e, comunque, rivendica il diritto di essere coinvolta a pieno titolo a qualsiasi tavolo in cui si dovesse soltanto discutere l’ipotesi in questione”. A dichiararlo e’ il vicepresidente del Consiglio regionale, Luciano Mineo secondo il quale “le immagini diffuse dagli organi d’informazione della lunga seduta, svoltasi a Lecce nei giorni scorsi in cui e’ stata presa in considerazione l’ipotesi dello smaltimento a Taranto, fra un mese o fra sei mesi dei rifiuti leccesi, sono state vissute dalla comunita’ ionica come un affronto. Nessuno puo’ pensare di prendere in considerazione i siti di Fragagnano e di Grottaglie sulla testa dei consiglieri regionali, delle istituzioni e dei cittadini delle due comunita’ e dell’intera provincia di Taranto -insiste Mineo - Taranto ha gia’ dato: sono oltre due anni che i rifiuti dei bacini Lecce 2 e Lecce 3 vengono conferiti nelle discariche di Fragagnano e di Grottaglie”. Lo stesso sottosegretario Bertolaso ha piu’ volte dato atto alla Puglia ed al presidente Vendola del percorso virtuoso intrapreso. In tutte le altre realta’, compresa quella di Lecce, si tratta di trovare le soluzioni transitorie per colmare l’arco temporale che va da oggi all’entrata in funzione degli impianti previsti dal piano regionale- conclude Mineo - anche a Taranto sappiamo protestare quando vogliamo, come abbiamo dimostrato sulla vicenda della diossina; anche a Taranto abbiamo i nostri amministratori ed i nostri preti capaci di mettersi alla testa dei cittadini. Sino ad oggi non lo abbiamo fatto per cultura di governo, per senso di responsabilita’ e per esprimere concretamente la nostra solidarieta’ umana e politica nei confronti di una provincia vicina ed amica. Ma non si scambi tutto questo per incapacita’”

sabato 6 dicembre 2008

Rassegna stampa

Continua il circo degli acrobati-equilibristi politici tra effetti speciali, trovate geniali, chiacchiere e distintivi! Dal vicepresidente della regione che accusa la propria giunta di passato immobilismo alla fantapolitica della Di Bello che faceva il "bene" di Taranto... e chi più ne ha più ne metta. Fate la fila signori: il circo è sempre aperto!

Per fortuna, invece, certe discariche almeno per il momento (ma speriamo per sempre) restano chiuse...

Ecco qualche informazione anche non strettamente ambientale... ma utile.

giovedì 4 dicembre 2008

Rassegna stampa. diossiniadi

Verso il rush finale, i giornali rispolverano le relazioni tecniche, gli opinionisti opinioneggiano, gli amministratori convocano e scoprono il piacere di Aarhus e... i politici? Bla, bla, bla...





venerdì 10 ottobre 2008

Incontro all'Agip. Ancora buonismo e ignoranza?



Questa mattina l’Assessore Regionale all’Ecologia ha incontrato i vertici dello stabilimento AGIP di Taranto per una verifica della situazione determinatasi dopo gli episodi del 24 settembre e del 6 ottobre. Nell’incontro la Società ha spiegato lo svolgersi degli avvenimenti che verranno riassunti in una formale relazione così come chiesto dalla Regione. La Regione ha sottolineato la necessità di avviare un efficiente servizio di rilevazione e di monitoraggio degli inquinanti in atmosfera mediante la cessione ad ARPA delle centraline AGIP presenti nello stabilimento e con l’acquisto di nuovi strumenti di rilevazione in grado di sviluppare un monitoraggio più ampio ed efficace. Il management AGIP ha dichiarato la propria disponibilità a effettuare in tempi brevi tale passaggio a totale carico finanziario della società. A recepimento della relazione AGIP sulle cause dei black out e sulla validità dei provvedimenti assunti dallo stabilimento la Regione esprimerà le proprie valutazioni.
Fonte: Press Regione

Sulla base di questo comunicato ci poniamo una serie di quesiti:
- Per quanto ancora dovremo ammalarci e vedere distrutta la nostra città con queste promesse che non hanno atti ufficiali di riscontro, tempi certi e firme leggibili?
- Per quanto ancora politici e industriali si prenderanno gioco dell'intelligenza dei cittadini buttando bicchierini d'acqua su un incendio che non deve esistere in termini di legge? Credono di tenerci buoni con le solite "strette di mano e amici come prima"?
- Quand'è che i politici, nonostante le ripetute batoste elettorali, capiranno che il nostro futuro si discute con noi presenti?

... e un appunto a Mineo che oggi, in un'intervista televisiva, ha presentato come risolutiva contro i futuri incidenti la realizzazione di una centrale elettrica ENI. Le centrali elettriche, egregio vicepresidente, bruciano quantità immense di combustibile liberando nell'aria CO2 e altri inquinanti tossici!
Pensa veramente, egregio vicepresidente, che i cittadini si "bevano" senza fiatare un altro impianto inquinante nella città più tossica d'Italia, con la scusa di evitare qualche ora di fumo nero?
Vogliamo curare il raffreddore con il lanciafiamme?