Visualizzazione post con etichetta Melilli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Melilli. Mostra tutti i post

giovedì 24 settembre 2015

Scambio di favori

Ilva, rifiuti smaltiti in una discarica interdetta per mafia

Un’inchiesta del Corriere della Sera svela un retroscena sullo smaltimento dei rifiuti da parte dell’Ilva. Finivano in una discarica siciliana interdetta per mafia.
Ad aprile la prefettura di Siracusa aveva interdetto la Cisma Ambiente, proprietaria di una discarica nel comune di Melilli. Motivo: pericolo di condizionamento da parte della criminalità organizzata. Nella stessa discarica, una settimana dopo, arrivano 9 mila tonnellate di polverino d’altoforno, scarto di lavorazione non pericoloso. Provengono dall’Ilva di Taranto.
Come riporta il Corriere, oltre il 53% del gruppo Cisma è detenuto dalla Paratore Srl, che possiede quote fino al 63% del totale. Al timone, Antonino Paratore, amministratore unico della società e responsabile della Paradivi Servizi, che si occupa di trasporto e smaltimento rifiuti, ed è fornitore delle multinazionali del petrolio del polo industriale siracusano.
Il contratto con l’Ilva viene firmato il 26 marzo, quindi prima dell’interdizione. Un collaboratore di giustizia, Santo La Causa, parla di Nino Paratore come socio di Maurizio Zuccaro, boss all’ergastolo, nipote di Nitto Santapaola. Secondo La Causa, quando Paratore controllava la Tecnoservice, società amministrata dalla moglie, aveva pensato di cedere per dedicarsi con Zuccaro al settore delle discariche di rifiuti speciali. Tutto smentito dagli avvocati della Cisma. Ci sono dipendenti della Tecnoservice parenti del boss, questo è certo, ma il ruolo di Paratore non risulta chiaro, sebbene i suoi legali affermino che mai prove o intercettazioni lo legano al boss.
A fine giugno il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia sospende in via cautelare delle richieste delle informative prefettizie di Siracusa e Catania. Il Corriere riferisce le parole di Francesco Paolo Giordano, procuratore capo di Siracusa, che dichiara che al momento è in corso la verifica sul carico di polverino. Poteva essere trasportato a Melilli?
In particolare, alcune prescrizioni regionali impongono che, essendo l’aria ad alto rischio ambientale, la discarica avrebbe dovuto dare priorità ai rifiuti provenienti dai comuni di Augusta, Floridia, Melilli, Priolo Gargallo, Siracusa e Solarino. Tutte limitazioni che per la difesa sono antigiuridiche e non esistono, limitazioni che sono soltanto impegni, non norme.
Interpellato dagli ambientalisti, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti aveva risposto alla Camera che il trasporto dei rifiuti in Sicilia era una soluzione temporanea in vista del completamento dell’impianto di smaltimento interno agli stabilimenti di Taranto.(Greenbiz)

sabato 13 giugno 2015

Giusta reazione

Rifiuti pericolosi dell'Ilva in Sicilia, il caso sbarca alla Commissione europea

Il caso dello sversamento di rifiuti pericolosi dall'Ilva di Taranto nei territori di Augusta, Priolo e Melilli, sempre più "triangolo della morte", arriva a Bruxelles. Ignazio Corrao, eurodeputato pentastellato, sta preparando un'interrogazione alla Commissione europea denunciando il continuo traffico di rifiuti industriali trasferiti via mare dall'Ilva al porto di Augusta, per essere smaltito in Sicilia. "Non mi sembra che spostando i rifiuti da una regione all'altra si risolva il problema", denuncia Corrao, secondo cui questa pratica sarebbe contraria al "principio previsto dalla normativa europea di prossimità nello smaltimento dei rifiuti".
"Nel porto di Augusta - riferisce l'eurodeputato pentastellato - sono arrivate diecimila tonnellate di polverino, materiale di scarto prodotto dall'acciaieria pugliese, destinate alla discarica Cisma di Melilli, materiali non pericolosi secondo l'Arpa". Quindi Corrao attacca: "Augusta e tutto il suo comprensorio continuano a vivere una stagione di agghiacciante sfruttamento industriale palesato anche da un tasso di incidenza tumorale e mortalità che forse non ha pari a livello europeo, con la tacita connivenza della classe politica a tutti i livelli". Secondo l'eurodeputato "è evidente che la contropartita in termini di interessi privati deve essere molto alta". "Il presupposto per un intervento a livello di esecutivo europeo è anche quello della mancata applicazione di procedure che garantiscano un'elevata protezione ambientale e sanitaria. E' evidente che quest'obbligo viene continuamente calpestato ad Augusta", conclude Corrao. (RepPa)